[i miei ospiti] – blogtour Canta per me

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Canta per Me di Annalisa Caravante

Cari lettori, oggi voglio presentarvi Annalisa Caravante.

Lei è l’autrice de Il paese degli aghi di pino, de L’inverno e la primavera (entrambi editi con la CoreBook) e, ora, di Canta per me (della casa editrice Arpeggio Libero), appena uscito fresco di stampa!

Annalisa è una persona speciale, piena di idee e di iniziative, dai molteplici interessi artistici (disegna, fotografa ma, soprattutto, scrive!) ed è anche una delle admin di Magla, l’isola del libro con la quale abbiamo già realizzato concorsi e contest letterari e numerose iniziative social… Quindi vorrei presentarvela nel migliore dei modi, perché è brava e se lo merita!

 Parto con una breve presentazione del suo nuovo romanzo, Canta per me e poi la intervisterò per farvi scoprire di più su questa brava autrice…


Recensione

libro

Dati opera

Titolo: Canta per me

Autore: Annalisa Caravante

Editore: Arpeggio Libero

Collana: Delectatio

Data di Pubblicazione: 2014

ISBN: 8897242650

ISBN-13: 9788897242659

Pagine: 248

Reparto: Narrativa > Narrativa contemporanea

Formato: brossura

Acquistalo qui http://www.libreriauniversitaria.it/canta-me-caravante-annalisa-arpeggio/libro/9788897242659

Dati autrice

Annalisa Caravante è nata a Napoli nel 1977 ed è diplomata in lingue è autrice di tre romanzi: “Il paese degli aghi di pino”, “L’inverno e la primavera” e “Canta per me”.

**********

Caterina ha 26 anni, un ex traditore che l’ha fatta soffrire, tre fratelli minori a carico e una famiglia solida alle spalle (i nonnI, il cugino Mattia e una moltitudine di zii, zie e cugini). Nonostante la laurea si è accontentata di un lavoro come receptionist alla Sirena Experimental, una casa discografica situata nei pressi di Caserta, in forte crescita ed espansione. Qui lavora a stretto contatto con le sue due colleghe, le svampite Nadia e Manuela, subisce le frecciatine delle antipatiche colleghe dei piani alti, Fabiana e Roberta e le attenzioni di Fabio, il suo affascinante superiore. Caterina si barcamena in tutto con serenità e una buona dose di ironia, questo grazie al suo carattere solido e pratico: la vita le ha insegnato a non lasciarsi cullare dai sogni perché questi poi non si avverano e si soffre. Lei quindi non si lascia ammaliare dalle star glitterate e dalle vetrine fatue del mondo dello show business, ma rimane se stessa sempre e comunque, riuscendo a spuntarla anche in situazioni complicate, proprio grazie alla sua intelligenza pronta e vivace. Fino a che… nella sua vita non entra Francesco, il nuovo autore milanese, compositore di punta della Sirena Experimental, che con il suo talento e fascino le occuperà i pensieri. Francesco si rivelerà una bella persona, completamente differente dal personaggio pubblico e da come viene dipinto dai giornali di gossip. Una persona che però ha alcune cose irrisolte alle spalle, primo fra tutti il mistero del perché abbia improvvisamente smesso di cantare…

Canta per me è un romanzo corale – e scusatemi il gioco di parole! – dove tanti personaggi, ben dettagliati e ben descritti, fanno da contorno alla storia di Caterina.

Caterina è un’eroina atipica, una ragazza qualunque, semplice, laboriosa e intelligente, che si trova, suo malgrado, a far da capofamiglia e guida ai suoi fratelli e sorelle: Lucia, Luigi e Bo.

Nel mondo patinato del rock e del pop sembra non esserci posto per la normale quotidianità, invece l’autrice, Annalisa Caravante, crea un legame molto stretto tra la semplicità di Caterina e il suo mondo e quello patinato e artefatto dello star system. Caterina infatti ci lavora, ma non ne viene né ammaliata né fagocitata, anzi, rimane se stessa e mantiene forti e saldi i suoi valori.

I personaggi, vividi e realistici, ci conducono nella loro vita e narrano le loro storie e le ambizioni e i sogni che ognuno di loro porta con sé. C’è Lucia, sorella minore di Caterina, ribelle e piena di energia, forse fin troppo ingenua. C’è Luigi, con i suoi scherzetti e la pronta disponibilità. C’è la più piccola della famiglia, l’intraprendente e arguta Bo, una grande piccola donna piena di simpatia (a questo personaggio mi sono subito affezionata, lo ammetto!).

Poi ci sono le due amiche svampite di Caterina, alle quali si riesce a perdonare tutto, grazie alla simpatia e sincerità che le contraddistingue. Poi c’è Roby, con i suoi sogni ambiziosi e i progetti del suo gruppo rock per l’imminente Festival. C’è Mattia, il cugino di Caterina, quasi un fratello maggiore, presente e affettuoso con tutti, appoggio e spalla sicura per la ragazza. C’è nonno Francesco (un nonno così lo avrei voluto anche io nella mia vita!), saggio e gentile, pronto a capire ed ascoltare, capace di entrare nel cuore dei nipoti a passo lieve.

E poi eccoli: Caterina e Francesco, i due personaggi principali, due persone vere e concrete, come ce ne sono nel mondo reale, con le loro preoccupazioni e sogni, con le loro personali paure e un passato che li ha feriti entrambi, ma dal quale non vogliono farsi condizionare. La loro storia si svolgerà in un susseguirsi di colpi di scena, malintesi e fraintendimenti, ma anche quando sembrerà che tutto potrebbe andare a rotoli, ci sarà nei cuori di entrambi quel barlume di speranza e amore, che permetterà loro di raggiungere la felicità che tanto ricercano. Insieme? Da soli? Nelle braccia di altri partner? Ovviamente non ve lo dico 😛

Il perno fondamentale di tutto il romanzo è la famiglia e la realtà vera: vite comuni, fatte di preoccupazioni, di conti che non tornano, di sconfitte ma anche di rinascite, di affetti veri e profondi. Il tutto mixato con un humor tutto partenopeo, usato magistralmente dall’autrice, per pagine e momenti comici assolutamente speciali, soprattutto riguardo al puntualizzare certe dinamiche familiari dei parenti di Caterina: zii e zie, nipoti e cugini, una truppa rumorosa di vociare bambino, di chiacchiere di zie impiccione e di cugine ansiose, delle parole e dei consigli affettuosi dei due nonni speciali.

Consiglio a tutti questo libro, ben scritto e a tratti esilarante, che lascerà ai lettori una bella sensazione, leggera e profumata, di cose vere e sentimenti sinceri.


cop intervistaIntervista ad Annalisa Caravante

1 – I due primi tuoi romanzi erano ambientati nel nostro recente passato, durante la guerra e trattavano tematiche differenti, per genere trama, rispetto a “Canta per me”. Come ti è venuta questa idea e perché questa scelta?

Canta per me” è stato un esperimento: amo l’ambientazione storica e ho voluto dimostrare a me stessa di saper scrivere anche un altro genere. Ho voluto inoltre dare spazio al nostro tempo, riportando nel romanzo valori che vedo sfumare giorno dopo giorno.

2 – Ci sarà un seguito a Canta per me?

Scritto c’è, spero che sarà anche pubblicato. Ma come ho detto alla presentazione i due romanzi sono storie finite, nel senso che nel secondo i personaggi sono gli stessi ma con nuove avventure.

3 – Le citazioni musicali alla fine di ogni capitolo sono un’idea interessante. Le proporrai qualcosa di simile anche nel tuo prossimo romanzo?

Ci saranno anche nel seguito ma questa volta con una particolarità diversa: ogni citazione è scelta da un lettore o un amico. Chi volesse, c’è ancora qualche citazione d’aggiungere.

4 – Quali artisti musicali ti hanno influenzato durante la scrittura del libro? Ti sei ispirata a qualche artista in particolare per tratteggiare la figura di Francesco?

Grazie Loriana, questa domanda mi piace perché nessuna me l’ha mai posta ed è proprio su questa che c’è una risposta unica e precisa. L’artista che mi ha aiutato a tratteggiare Francesco, è stato Darren Hayes dei Savage Garden e in particolare nel video di “Animal song”.

5 – L’aspetto comune di tutti e tre i tuoi romanzi è il senso della famiglia e i rapporti umani. Come riesci a descrivere così bene le varie personalità e i rapporti interpersonali? Hai usato del materiale autobiografico per creare i personaggi della multisfaccettata famiglia di Caterina?

In “Canta per me” mi sono mantenuta sui caratteri più rilevanti del nostro tempo e una buona parte potrebbe essere autobiografica perché ho ripreso alcuni aspetti delle persone della mia famiglia e con famiglia intendo anche zii, cugini, ecc. Leggete che c’è da farsi due risate, detto in senso appena appena polemico.

6 – Su mEEtale, la piattaforma nella quale pubblichi vari tuoi scritti, si possono trovare racconti che vanno dal comico al fantastico. Sei una scrittrice poliedrica, quindi. Quale genere letterario pensi sia a te più congeniale?

Al primo posto, come detto, l’ambientazione storica, al secondo il comico, al terzo la fantascienza; quest’ultimo caso l’ho scoperto dai commenti ricevuti proprio su mEEtale, su un vecchio romanzo di fantascienza rispolverato dopo sei anni.  

7– Facciamo un gioco: abbina ogni personaggio di Canta per me a un brano pop o rock, per tratteggiarlo meglio, senza le parole, ma con la musica…

Caterina: “Somebody that I used to know (Gotye)”

Francesco: “I want you” Savage Garden

Bo: “Il coccodrillo come fa”

Lucia: “Laura non c’è”

8 – Il tuo libro è appena uscito. So che c’è stata la presentazione ufficiale proprio a Napoli, la tua città. Perché non ci parli di questo evento che ti ha visto protagonista?

È stata un’esperienza bellissima. Avevo paura d’innervosirmi e quindi non riuscire a rispondere alle domande, ma la presenza di Marta Tempra al mio fianco mi ha aiutata ad essere tranquilla. Ho conosciuto da vicino il direttore editoriale Fabio Dessole e il grande amico Antonio Borghesi. Ho avuto l’onore di stringere la mano a Corrado Taranto, nipote di Nino Taranto, e c’è stato uno spettacolo molto carino di mentalismo di mio cugino Antonio Cacace. La gioia di rivedere poi tanti amici, è stata grande e tutto è andato bene… C’è stata anche la passeggiata sul lungomare e la pizza insieme a Fabio, Marta, Antonio e il mio compagno Carlo a chiudere in bellezza.

9 – Hai un calendario delle prossime presentazioni? Quando e dove?

Per adesso è tutto in preparazione. Vorrei però invitare tutti al GiveAway “Canta per me” con cui do in omaggio una copia del libro.

10 – Hai nuovi progetti in cantiere?

A settembre ci sarà la pubblicazione di Profumo d’Ottobre, ma come nuovo sto provando a scrivere uno storico puro. Inoltre, con Ginevra Wilde stiamo portando avanti un Fantasy/storico, giusto per definirlo perché è un nuovo esperimento.

Ringrazio Annalisa per la sua disponibilità. Le faccio ancora tanti complimenti per la sua verve narrativa e mille in bocca al lupo per il suo nuovo romanzo e spero di poterla ospitare di nuovo presto su questo blog!

 Adesso la parola passa a voi, cari lettori, se avete qualche domanda da rivolgere ad Annalisa, questo spazio è tutto per voi… parte la chat con l’autrice!

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59 thoughts on “[i miei ospiti] – blogtour Canta per me

  1. Il coccodrillo come fa… non c’è nessuno che lo sa.
    Ehm, ehm. Prima di fare qualsiasi domanda precisiamo che il libro in cantiere è scritto con Alessandra Nitti e non con Ginevra Wilde 😉
    Poi… Questa recensione mi ha fatto venire ancora di più la curiosità! E tutti parlano bene della piccola Bo.
    E ti chiedo: di quale nome è il diminutivo Bo?
    Don’t worry, ho altre domande.

  2. Questa domanda è da parte di Matteo Iacobucci, che è impossibilitato a inviarla tramite il suo account: Volevo chiedere se pensa di aver trovato la propria dimensione letteraria, oppure se un giorno non esclude di potersi cimentare in un genere che magari oggi giudica a lei non congeniale.

    • Grazie Matteo. In realtà “Canta per me” è una sorta di esperimento perché la mia dimensione letteraria è sicuramente l’ambientazione storica e attualmente mi sto cimentando in due storici, uno con Alessandra Nitti e un altro da sola, ambientato nel 200 a.C. Il genere che ritengo a me non congeniale, è il fantasy, ho provato ma niente. 😉 La commedia romantica mi è venuta così, con ampi tratti di comicità.

  3. Eccomi!
    come prima cosa, complimenti a queste professionalissime ragazze che prendono sul serio il loro lavoro e il servizio che offrono ai lettori (al contrario della wind e dei suoi black out! :p)

    Volevo chiedere ad Annalisa qualche indiscrezione in più sul seguito di questo libro…qualcuno ha parlato di FILM? 😛

    • grazie Marta per per riconosciuto tutto il lavoro che c’è dietro un semplice post, che poi basta un blackout di internet per mandare tutto alle ortiche. Ma io e Annalisa siamo due testone e quindi… appena la connessione lo ha permesso eccoci qui! 🙂

    • Allora, prima di tutto, dovete sapere che Marta è stata la mia intervistatrice alla prima presentazione del libro. La sua presenza è stata fondamentale, mi metteva tranquillità. E siccome lei conosce il primo benissimo, è giusto che ti risponda a questa domanda dandoti qualche dettaglio in più. Sì, il secondo sarà una sorte di romanzo-film (ma sempre nel libro, magari diventasse film), perché, per la non-tranquillità di Caterina, il secondo si snoda sulla decisione di fare un film sulla vita del famoso autore Francesco Monni e verrà coinvolta anche la nostra Caterina che davanti alle luci della ribalta, lei scappa sempre. Leggerai di Bo da grande e di Luigi e Ciccio perenni laureandi. GRAZIE MAGLOZZA

    • Consiglio prima di ogni cosa di scrivere sempre, rimboccarsi le maniche su tutto e mai aspettare la manna dal cielo. Il lavoro sarà premiato. Per lottare le fregature, che possono arrivare in maniera inaspettata, per quanto ci si prepari prima, basta sapere cosa si vuole e lavorare per ottenerlo. Io volevo un contratto a norma, come quello stabilito dal sindacato di categoria e dopo anni di ricerca ho trovato l’editore che lavora in questo senso e fanno anche di più.

    • Caterina non esiste, è, come hai detto, pura invenzione letteraria. Era in quel mio sogno e l’ho trasformata come io vorrei essere: sempre allegra e con la battuta pronta. Fortuna che mi sta aiutando ad essere più espansiva, per esempio dovendo parlare di lei e della sua storia alla presentazione del libro… Però, ce ne sono di Caterina e a loro va tutto il mio apprezzamento.
      Grazie Silvia, sempre presente.

  4. Sì, ma tu sarai sempre la nostra Ginny. Ginny forever! … “Bo” non è un diminutivo. Lei si chiama Beatrice ed è chiamata Bo perché quando era più piccola a ogni domanda che le facevano, rispondeva sempre “Boh”. Poi crescendo, ha sviluppato una parlantina! Grazie Ginny/Ale, questa domanda mi ha ricordato quando Marta me la chiese alla presentazione e io la spiegai agli amici presenti.

    • Ahah! Io invece pensavo che non sapessi che nome darle e quindi “Bo!” :p
      Invece ora vorrei farti una domanda che mi affascina tanto e che mi fa sognare ad occhi aperti:
      Parlami, ti prego, del progetto “copertina” di Canta per me!

      • Prima ho risposto alla domanda di Matteo dicendo che Arpeggio Libero fa anche di più e una delle cose che ha fatto in più, è stata farmi scegliere la copertina, perché per contratto è l’editore a decidere. Per me la copertina è importante e non avendo idea, chiesi a Manuela Dessole, l’editrice, di consigliarmi. Sulla sua proposta, di fare una cosa astratta, mi venne l’idea di disegnarla io. Presi foglio e matita, feci la bozza e la passai al computer, con la tavola grafica feci il resto. Inviai il disegno a Lorenzo Mascheroni, il grafico di Arpeggio, e lui lo trasformò in una vera copertina. Mi fece anche i complimenti, disse che era un’ottima base.

  5. Ci sono anche io, cara Annalisa!
    Il tuo romanzo è fresco, a tratti frizzante, ma hai inserito anche un argomento molto importante e serio, ovvero, le relazioni morbose e violente (come quella tra Lucia e il suo ragazzo). Tuttavia, alla fine, lei riesce a trovare la serenità, nonostante gli errori compiuti. C’è un termine che possa descrivere, esattamente, la gioventù di Lucia?

    • Ok, cara Clementina, spero di non attirarmi qualche antipatia, ma non riesco a non dire ciò che penso, anche se può portarmi dei nemici. La gioventù di Lucia la definisco videodipendente. Purtroppo oggi c’è una spropositata attenzione a COPIARE ciò che si vede nello schermo, che può essere la tv, i cellulari, i cartelloni pubblicitari. Nel frattempo perdono sé stessi e non trovandosi più, fanno scelte sbagliate per il proprio essere. Perdono molto così, perdono la serenità, la completezza, la pienezza di sé per rincorrere l’omologato. Grazie per la tua domanda.

  6. Ciao Annalisa e complimenti davvero! Non conoscevo la tua scrittura ed ora grazie all’invito di Loriana ho la possibilitá di interagire con te , la mia domanda è la seguente : l’amore si insegna e un libro può insegnarlo, quale brano musicale sceglierebbe Annalisa e quale libro e scrittore .
    E dove trova l’ispirazione per le sue storie
    grazie

    Maria Grazia

    • Ciao Maria Grazia e grazie per le due domande. Hai scritto una bella cosa: l’amore si insegna e un libro può insegnarlo. Per quanto qualcuno possa essere contrario, dicendo “l’amore si prova” e io potrei rispondere “Allora perché Gesù parlava alle folle se non per insegnare l’amore?”, hai ragione. Quindi, mi hai messa in difficoltà, quale canzone, quale libro e quale autore… Aspetta, ci riesco, posso farlo… 😀
      La canzone: “La canzone dell’amore perduto” De Andrè, l’ho anche citata nel libro.
      Il libro: potrei dire appunto la Bibbia, ma menziono qualcosa dei nostri tempi, oddio qualche decennio fa, “La virtù di Checchina” M.Serao. L’autore: Tutti quelli che scrivono i loro libri per passione e con passione.
      L’ispirazione mi viene nella maggior parte delle volte da una foto, soprattutto quando vedo un’immagine del passato, quelle in bianco e nero. Immagino quale storia possa esserci dietro, magari in una coppia che si abbraccia, una famiglia. Ricordo ancora con un sorriso quella di mio padre con la sorella quando erano giovanotti (Ora se mio padre fosse ancora vivo, mi direbbe “Uè, io sono ancora giovanotto”).
      “Canta per me” invece è nato da un sogno. Sognai una ragazza che in una sala, durante una riunione chiamava un certo dottor Monni e li ho trasformati in Caterina e Francesco (Monni). 🙂 Le canzoni pure mi aiutano molto, un racconto, due righe scritte da qualche parte…

      • Sì, va bene, io e Ale, proprio oggi usciamo da una full immersion di 250 pagine, scritte in un mese, scusateci gli errori che leggerete, siamo sfatte ma felici… Allora, per quelli storici, un cinque-sei mesi, per le commedie anni 😀 La fantascienza, secoli 😀 Soddisfatta? Hai scelto il genere giusto per scrivere insieme 😉

      • 260, siamo precise :p è strano, gli storici dovrebbero prendere più tempo, se si considera anche la ricerca, e invece…. è talento, baby. Anche io mi sento a mio agio più con lo storico. E… sì sono distrutta oggi, ma felicissima.

  7. Questa domanda, invece, è di Giovanna Caserta, la puoi trovare anche suol’evento di facebook ma te la copio-incollo affinché tu possa rispondere ora on line alla lettrice. Giovanna ti chiede: ” Anna ma quanto scrivi in libro inventi prima tutto IL racconto? O ti viene in mente man Mano Che scrivi ?”

  8. Vorrei prima di tutto complimentarmi con l’Autrice che, nonostante la giovane età, si dimostra così creativa, energica e ricca di fantasia.
    Vorrei domandarle se ha incontrato particolari difficoltà a passare dal genere del romanzo storico ad uno ambientato nel presente…

    • Ciao Michael e grazie per la domanda. No, macché, è stato facilissimo… Non è vero! La prima stesura era da cestinare, infatti, lo abbandonai e non l’ho ripreso fino a quando mi venne l’idea di cambiare il personaggio principale. Il problema è che il presente non m’ispira ma al tempo stesso non volevo scrivere solo storici, siccome nel fantasy sono negata, ho provato con una commedia dei nostri giorni… E comunque preferisco il “tu” 😉 Grazie ancora

  9. Ciao Annalisa, eccomi 🙂 Prima di tutto ti faccio i miei complimenti perché i tuoi personaggi sono reali e veri 😀 Ti volevo chiedere: quanto sono importanti per te i dialoghi in un romanzo? Ti mando un abbraccio grandissimo 🙂

    • Ciao Barbara, finalmente c’incontriamo anche in un blog 🙂 I dialoghi sono importantissimi per me perché li adoro, ti mettono a contatto col personaggio eliminando per un po’ il narratore. Ne metto tanti, forse troppo, ma mai nessuno se ne lamenta 😉
      Grazie Barbara, sei sempre cara e dolce.

  10. Ciao Annalisa, un piacere conoscerti. Ho qualche domanda per te
    – Quando e perché hai iniziato a scrivere?
    – Hai un qualche filone letterario o qualche autori in cui ti riconosci maggiormente?
    – Cosa influenza la tua scrittura?
    – Hai un metodo, un procedimento che segui prima di iniziare la stesura di un romanzo o lavori “a braccio”?
    – Quanto è importante la musica per te?
    – I tuoi progetti futuri

    • Laura, la nostra giurata del contest e collega, piacere 🙂
      1) Ho iniziato a scrivere in uno dei momenti più tristi della mia vita. Morì mio padre, dovetti abbandonare l’idea dell’università e lavorare per aiutare la mia famiglia. Stavo 12 ore fuori casa e mi dissi che qualcosa per me dovevo pur fare. Mi sedetti al computer e scrissi delle prime frasi che poi divennero un romanzo di fantascienza, non pubblicato, ma custodito. Partii da lì, ma passò qualche anno prima che occupasse molto del mio tempo.
      2) La mia maestra (la chiamo così anche se è morta nel ’27) è Matilde Serao, prendo spunto dai suoi scritti. Mi piace, quando leggo le sue opere, sono lì. Mi sento nel libro.
      3) La musica.
      4) I primi romanzi li ho scritti partendo da una frase e poi ampliando. Anche quelli storici, partivo scrivendo la storia inventata e poi mi documentavo. Quando avevo un’idea, dovevo riportarla subito. Ora riesco a gestirmi e quindi creare prima una scaletta e di sicuro studio prima. Appronto delle bozze e poi ci lavoro meglio.
      5) La musica è fondamentale, comunica con l’anima. Fa venire fuori ciò che di buono abbiamo dentro. E poi mi aiuta quando non mi va di scrivere ma ho tempo.
      6) Due storici, uno a quattro mani con Alessandra Nitti e un altro da sola… Poi seguirà un lungo periodo di riposo, inizio a dare segni di squilibrio 😀

      • Grazie Annalisa, un piacere averti conosciuta. In bocca al ñupo per tutti i tuoi progetti futuri!

  11. Annalisa, queste sono invece le domande di DANILO SCASTIGLIA che per praticità ha preferito inviarmele scritte direttamente su facebook. Ecco quindi la prima: “La tua passione per la fotografia influenza come delle diapositive i tuoi racconti?”

    • Ciao Danilo e grazie per la tua presenza. Le mie fotografie no, sono due hobby separati. Amo fotografare e lavorarci sopra, poi finisce lì. Sono le foto degli altri, quelle del passato che influenzano il mio lavoro. Come ho risposto a Maria Grazia, dalle foto ho scritto molte cose.

  12. Ecco l’altra, sempre da parte di Danilo, “scrivi racconti con tagli al passato. Una scelta dettata dal voler narrare situazioni storiche particolare o non voglia di parlare dell’attualità di oggi?”

    • Oh Danilo, Danilo, le tue domande hanno qualcosa di originale, mi tengono la mente allenata in questo pomeriggio afoso 😀
      Ho nostalgia del passato, quello che non ho vissuto e non lo so perché. Quando vedo una foto o sento le canzoni del repertorio napoletano, mi vedo lì, in quel tempo, come se ci fossi stata e provo una nostalgia senza ragione. E quando scrivo qualcosa di storico, è come se me lo dettasse qualcuno… Ok, non spaventarti, sono una persona normalissima, chiedilo in giro, ti diranno “Ah, quella pazza di Annalisa”? 😀 Seriamente, non è che non voglio raccontare di oggi, non mi sarei tuffata nell’avventura di Canta per me, solo mi riesce più facile.

  13. Sono davvero contenta che il mio invito a seguire questa giovane e brava autrice abbia avuto tanto seguito e che la mia recensione abbia portato i lettori a fare tante domande. Vi ringrazio tutti per il riscontro avuto e invito i ritardatari a fare le proprie domande, perché Annalisa sarà on ine ancora un poco ma poi nei prossimi giorni ripasserà su queste pagine per rispondere alle domande arrivate dopo la chiusura del blogtour. Quindi se ancora avete curiosità da chiedere o approfondimenti da avere fate tranquillamente, il mio SALOTTO è il vostro, siete i benvenuti!

  14. Cara mia Annalisa, stupenda scrittrice, quali sono i tuoi piani per “Canta per me”?
    Pensi a scrivere una serie? Ci sono progetti per l’editing in altre lingue?

  15. Ciao Annalisa, ti faccio una domanda che interessa tantissimi: a tuo avviso, qual è l’approccio giusto per arrivare alla pubblicazione?

    • Ciao Riccardo.
      Per avere un approccio giusto, bisogna avere sempre presente ciò che si vuole ed essere caparbi. Mai buttarsi nella prima cosa che capita pur di pubblicare. Grazie Riccardo anche per le continue condivisioni, sei uno degli autori che ci fa sentire tutti come una grande famiglia e in bocca al lupo per il tuo libro “Numeri a perdere” che sarà sicuramente fra le mie prossime letture.

  16. Nonostante i problemi tecnici per la messa in opera (termine più congruo che mai, visto la presentazione del libro “Canta per me”), alla fine la tappa del blogtour di Annalisa Caravante si è fatta ed è stata interessante, partecipata e con molte domande all’autrice. Adesso, dopo ben 3 ore di collegamento, possiamo dire che concludiamo qui. Ma Annalisa ha deciso che ripasserà nei prossimi giorni per rispondere alle domande giunte dopo la chiusura dell’evento.
    …Quindi c’è tempo anche per i ritardatari! Ma per ora chiudiamo qui.

    Ringrazio davvero tutti quelli che hanno partecipato e, soprattutto, l’autrice che si è resa disponibile con la gentilezza che la contraddistingue. Ancora tanti auguri a lei per questo suo nuovo romanzo, spero che da oggi avrà alcuni appassionati lettori in più! Grazie a tutti, davvero!

    -Loriana

    • Mi unisco ai ringraziamenti, Grazie Lory, grazie a tutti voi. Questa è stata la tappa più emozionante. E per ingraziarvi a dovere, voglio farvi un regalo. Chiedo a Loriana di fare un’estrazione, colui o colei che sarà sorteggiato, potrà scegliere un ebook a piacere fra Il paese degli aghi di pino e L’inverno e la primavera. Ovviamente quando saremo più riposate.
      Un bacione a tutti e ancora grazie. Abbiamo vinto anche contro il malfunzionamento della rete. Sereno fine settimana a tutti.

  17. Sarah Berardinello mi ha inviato questa domanda su fb che, visti i problemi di connessione di ieri, ho visto solo oggi. La inserisco chiedendo all’autrice di darle risposta. Grazie. SARAH: Domanda per Annalisa: ho letto solo alcuni stralci del romanzo, ma ho visto che sembra trarre ispirazione da ciò che conosce, nella fattispecie la famiglia. Ora, secondo lei bisogna sempre ispirarsi a ciò che veramente si conosce? Oppure si lascia campo libero alla immaginazione? Grazie!

    • Ciao Sarah e scusaci il ritardo, ma ieri ci sono stati vari problemi. Mi piacerebbe risponderti di dare ampio spazio all’immaginazione, ma ogni libro, ogni genere è un po’ come la fantascienza, fantasia e un po’ scienza, che nel caso di altri generi si riferisce allo studio della storia, dei costumi, di un determinato luogo geografico, di una società. Questo per rendere reali, quasi palpabili, i personaggi e anche perché il lettore non deve avere dubbi, deve scivolare nella lettura come se scivolasse nelle accoglienti lenzuola del suo letto dove si sente al sicuro. (Lenzuola perché con questo caldo, “coperte” mi dava una brutta sensazione 😉 ) Per quanto riguarda la prima domanda: non bisogna scrivere solo di ciò che si conosce (Certo lì rendi di più) ma con lo studio e una buona documentazione, puoi scrivere ciò che vuoi, anzi, meglio studiare e rifugiarsi in cose che nessuno ha mai scritto.

  18. buongiorno eccomi qua finalmente “Connessione permettendo” 😀 complimenti a Loriana per la presentazione ed a Annalisa Caravante per il suo lavoro. Ho visto che le domande so già tante e ad alcuni miei quesiti hai già risposto, quindi non mi resta che augurarti un sincero in bocca al lupo, visto questi tempi duri per la scrittura e dove ormai chi è famoso scrive un libro per qualsiasi cosa, rubando magari spazio a talenti veri e meno conosciuti. 😉

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