[ospiti] – Laura Bassutti

Buongiorno a tutti, car* lettor*!

Proseguo con le ospitate nel mio salotto letterario e, dopo aver avuto uno scrittore in… rosso, ora cambiamo colore e ci tingiamo di giallo!

Infatti, la scrittrice che vi presento oggi è principalmente un’ottima giallista, ma il suo talento spazia anche in altri generi letterari.

Siete curiosi? Ecco a voi Laura Bassutti!

laura foto2Ho conosciuto Laura in modo fortuito e speciale: è stata la mia partner (sconosciuta fino alla fine del torneo) al contest letterario del Ping.Pong 2013, organizzato dalla Gio.ca. edizioni. In questo torneo gli autori venivano accoppiati a caso e, in assoluta anonimia, dovevano portare avanti una storia, capitolo dopo capitolo in alternanza di interventi, senza poter concordare né trama né altro.

Personalmente mi ritengo soddisfatta del risultato perché siamo riuscite, nononstante l’impossibilità a comunicare durante l’intera fase del torneo, a scrivere una bella storia, approfondita sotto il punto di vista psicologico, uniformando i nostri differenti stili, riuscendo a comprendere l’idea dell’altra e i possibili sviluppi narrativi, per un risultato omogeneo e ben articolato. Il racconto  non è rientrato tra i finalisti, ma noi abbiamo avuto molto di più di un riconoscimento: la nascita di questo bel sodalizio! Dopo il Ping.Pong, infatti, abbiamo mantenuto i contatti ed è nata una profonda stima, amicizia personale e uno speciale legame (telepatico): tanto che abbiamo avuto contemporaneamente la stessa idea di presentarci nei nostri rispettivi blog! Laura, infatti, mi ha ospitata sul suo ed io oggi sono io qui a raccontarvi di lei… Ma bando alle ciancie! Parliamo di Laura Bassutti, ora.

Chi è Laura Bassutti

Scrittrice friulana d’origine, ma risiede (e scrive) a Toledo in Spagna, dove si è trasferita per amore qualche anno fa, lasciando alle spalle – proprio come spiega lei sul suo blog – “con qualche ansia e pochi rimpianti il suo lavoro d’avvocato”.

Fin da bambina scrive per passione e i suo scritti spaziano dal giallo, al rosa, al noir e al romanzo storico.

Nel 2008 ha ottenuto la menzione speciale da parte della Giuria del Premio Delitto d’Autore, organizzato dall’ACSI di Lucca, per il romanzo La ragazza della televisione. Due suoi racconti sono stati inseriti nelle antologie della Delos Book, curate da Franco Forte: 365 Racconti di Natale (dove firma con lo pseudonimo di Annalisa Manenti) e 365 Racconti d’Estate. E’ presente anche nell’antologia Q’to ti amo della Damster Edizioni, con il suo racconto Pier e Lia.

Altri racconti sono stati inseriti in antologie, curate da varie case editrici. Ha anche partecipato ad alcuni concorsi letterari: Esperienze in Giallo, Carabinieri in Giallo, Sanguinario Valentino.

Laura Bassutti fa parte della European Women Writing Asociation (EWWA) ed è presente su Amazon con il suo racconto giallo Morte in Pineta e su piattaforme narrative interattive, come The Incipit e mEEtale, con varie sue pubblicazioni.

Cura il blog parliamo di libri dedicato a recensioni, segnalazioni e interviste con autori ed editori e il suo sito personale

Scopriamo di più sulla sua produzione letteraria

Laura ha uno stile narrativo raffinato e ricercato: limpido, conciso ed elegante. E’ un vero talento per il genere giallo, ma non disdegna di mettersi alla prova in altre narrazioni, è infatti tra gli autori di The Incipit, la piattaforma interattiva che permette l’inserimento di racconti il cui prosieguo è lasciato alla scelta dei lettori. Il suo racconto Fuochi d’artificio ha riscosso un ampio interesse di pubblico e gradimento.

Voglio portarvi a scoprire di più della sua produzione letteraria, quindi seguitemi…

Nel racconto La villa nella pineta (presente nell’antologia “365 Racconti d’estate” pubblicata dalla Delos Book e a cura di Franco Forte) che sto per riportarvi in versione integrale, l’autrice, in appena poco meno di 2.000 battute, riesce a trasportarci con immediatezza e ritmo nello stralcio di vita di Mila, in un momento importantissimo per lei: quello di un’estate d’adolescente fatta di innamoramenti e addii. Netto e incisivo lo stile, in poche righe il lettore ne è catturato e coinvolto, in quella che è un’ottima prova d’autore.

La villa nella pineta

Il tramonto colora di fiamma i muri della vecchia villa. Mila guarda assorta l’edificio un poco malandato, poi si volta e resta a fissare il mare, immersa in un silenzio strano, che inquieta.

– Che succede? – le chiede Alex. Lei non risponde. Ostinata rimane zitta, come faceva da piccola quando non voleva svelargli un segreto.

– Ti sei innamorata di qualcuno? – La voce di lui la fa sobbalzare.

Alex ha pronunciato quelle parole con freddezza, ma Mila sa cogliere il loro significato più profondo e autentico. Prova una gioia immensa, ma anche un dolore intenso.

– Devo andare – replica, incoerente. Senza badare alle proteste di lui, si allontana di corsa. Si inoltra nella pineta che circonda la villa. Potrebbe essere felice, adesso che sa che Alex è innamorato di lei. Che anche per lui quei mesi di villeggiatura sono il regalo più bello, il più atteso durante i giorni freddi e bui dell’inverno. Mila lo ama da sempre, ma ora tutto può cambiare, finire.”

In quest’altro racconto breve, sempre pubblicato nell’antologia della Delos Book, questa volta dal titolo “365 Racconti di Natale”, con lo stesso limite di battute, Laura (questa volta firmando con lo pseudonimo di Annalisa Manenti) affronta un tema differente, ma lo fa con la stessa forza narrativa prorompente del primo, tenendo le redini di un racconto che rapisce il lettore fin dalla prima riga. Sto parlando di Natale al faro, di cui vi riporto uno stralcio:

Natale al faro

Thea arriva dalla stradina che sale al faro. Indossa il suo bel cappotto nuovo che tutte le bimbe del paese le invidiano. Spinge una bici da ragazzo.

– Perché non usi la tua bicicletta? – le chiede Luca non appena gli è vicina.

– Non è mia, questa. È il tuo regalo di Natale. Non stare li imbambolato, prendila .-

Luca tende la mano. Un dono prezioso, inatteso. Come la paura che prova, senza sapere perché :- Non la voglio. – sbotta, la voce rabbiosa.

– Invece la terrai. Ti ricorderà di me. Papà ha un lavoro in America, domani ce ne andiamo.

Lui stringe il manubrio della bici come per trovare forza.

Non ha mai sofferto tanto, non si è mai sentito così impotente.

Insignificante di fronte alla distanza enorme che li separerà.

Ora invece parliamo di un altro lavoro di questa brava scrittrice, il racconto Pier e Lia, presente nella raccolta antologica “Q’to t’amo” della Damster Edizioni, Laura Bassutti in questa occasione affronta un tema molto più complesso: ricostruire la storia d’Italia degli ultimi sessant’anni (dal dopoguerra ad oggi) attraverso storie d’amore. L’autrice si è cimentata nel raccontare gli anni di piombo attraverso i destini dei due personaggi. Questo racconto è molto bello per le implicazioni storiche, psicologiche e per l’ottimo ritmo narrativo. Ve ne riporto alcuni stralci, che rendono l’idea dello stile scelto dall’autrice, rispetto alla gestione del tema trattato:

Pier e Lia

Mi chiedo dove sia Pier adesso, se lo hanno preso. Mari non me lo ha voluto dire. Forse lo stanno torchiando, picchiando per tentare di farlo confessare. Pensieri tremendi, come l’angoscia che mi soffoca, come le troppe domande che continuamente affiorano e alle quali non so o non voglio trovare una risposta. Almeno per ora.

Mi appoggio contro la parete fredda, non pensare, semplicemente, astrarmi da tutto questo almeno per un momento e raccogliere tutte le energie che mi rimangono. Mi tornano in mente tanti ricordi, tante frasi che ci siamo detti, rivedo il bel viso di lui, quei suoi occhi chiari… Romanticherie assurde e che fanno male, che non consolano.”

(…)

Non ho scampo ma qualsiasi cosa mi facciano, ovunque mi vogliano portare… io quel pomeriggio dell’attentato a Rosi ero con Pier. Sono sempre con lui, con la mente, con il cuore. Anche adesso. Non ho paura per me, cosa rischio in fondo? Magari mi schiaffano in uno di questi posti ovattati, dove finiscono i figli difficili di genitori ricchi o dove signore raffinate e uomini d’affari curano le loro dipendenze da cocaina o alcool.

Una prigione dorata, che non c’entra nulla con la galera che Mari minacciava, ma pur sempre una prigione.

E Pier, cosa ne sarà di lui? Suo padre interviene di certo, lo penso con un certo sollievo vile, colpevole e di cui mi vergogno a morte.

– Sto perfettamente e non voglio venire con lei – grido, rivolta a Costa.

Mi volto verso Rosi, nel tentativo disperato e inutile di trovare in lui un improbabile alleato: – Mi metta subito dentro. Non era quello che voleva? Non vede che cosa stanno fregando anche lei.

Il suo viso è l’immagine della sconfitta. Non potrà incastrarmi, accusarmi, farmi scontare nemmeno un minuto di galera. Il sistema, quello che lui rappresenta e difende, lo ha battuto.

***

L’ambulanza attende sul retro, defilata.

Mamma mi rivolge appena uno sguardo, impaurita e sicuramente vergognosa.

Un’infermiera, sorriso idiota e viso ottuso, mi dice qualcosa che non ascolto e mi prende per le braccia. La sua stretta è una morsa.

È la loro vittoria.

È la fine di tutto.

Se volete leggere i suoi lavori, potete andare a questo link

cop intervistaE ora… permettetemi di fare alcune domande a Laura 🙂

(Scintille) – Ciao Laura, raccontaci com’è nata questa tua passione per la scrittura. Hai sempre scritto fin da piccola oppure è emersa successivamente? Perché tu, in realtà hai fatto studi giuridici e nella vita eri un avvocato ma hai deciso di sovvertire totalmente i progetti per il tuo futuro… quindi ora cosa vuoi fare “da grande”?

(Laura Bassutti) – Loriana ciao, grazie per ospitarmi. È un autentico piacere ritrovarti. Ho iniziato a scrivere fin da piccola, da quando, a dieci anni circa, la mia nonna materna mi regalò un libro “Vacanze sull’Isola dei Gabbiani” di Astrid Lindgren che mi ha fatto scoprire l’incantesimo della lettura e ha fatto nascere in me il desiderio di raccontare storie. Quindi, ero una bimba che creava sue favole che riprendevano quelle che le raccontavano o leggeva. E ho continuato sempre, conciliando la scrittura con lo studio prima e con il lavoro poi. Ovviamente, il tempo che potevo dedicare alla mia passione letteraria era limitato. A seguito del mio trasferimento in Spagna, mi si è aperta la possibilità di leggere e scrivere quando lo desideravo e, in definitiva, di far diventare reale ed effettivo un sogno che avevo solo accarezzato: vivere scrivendo. Che è quello che vorrei continuarre a fare, anche da grande…

Certamente la tua preparazione professionale è un elemento fondamentale per il genere giallo, ma tu scrivi anche di altri argomenti, perché non ce ne parli?

Hai ragione, aver lavorato come avvocato ed essere stata in contatto con le diverse fasi del procedimento penale, dalle indagini al giudizio, sicuramente mi aiuta nella scrittura di un giallo, anche se oggi è necessario avere anche nozioni di carattere più strettamente tecnico – mi riferisco alle metodologie di indagini come esame del dna o ricostruzione della scena del delitto – per rendere un testo effettivamente reale e credibile. Il giallo come genere mi piace molto, ho una grande ammirazione per Agatha Christie che considero insuperabile e per Fred Vargas e le sue trame raffinate, il suo stile complesso, i suoi richiami storici costanti. Sono una lettrice eclettica e anche come scrittrice cerco di provarmi, di mettermi in gioco, di reinventarmi affrontando anche altri generi letterari, non escluso il romance.

Una curiosità: ho notato che un elemento presente in quasi tutti i tuoi scritti è il mare. Che rapporto hai con esso?

Amo moltissimo il mare, le sensazioni di infinito, libertà, serenità che mi regala sempre. Mi piacciono le piccole città di mare e i paesini costieri un poco defilati, lontani dal turismo moadaiolo o di massa. Mi è facile, istintivamente, pensare a una storia da ambientarvi e creare una trama che vi si sviluppi. Con mio marito stiamo addirittura pensando di trasferirci stabilmente sulla costa andalusa e io già mi immagino seduta in giardino, lo sguardo fisso al mare che si stende davanti a me, a scrivere…

Ammiro la limpidezza del tuo stile narrativo: come riesci ad essere così netta e chiara? Come lavori su un testo per renderlo così agile e ritmato? Che tecnica usi?

Grazie di cuore, Loriana, apprezzo molto le tue parole. Innazitutto leggo moltissimo e presto un’attenzione particolare allo stile e alla prosa dei grandi autori, leggendo e rileggendo le loro opere. Per quanto riguarda più specificatamente i miei scritti, preparo uno schema del testo tratteggiandone la trama e i personaggi, scrivo una prima bozza che leggo più volte per verificare se stile e tecnica di narrazione mi convincono. Se non è il caso, cancello tutto e ricomincio, Se invece il risultato mi pare apprezzabile, apporto le prime correzioni e continuo facendo modifiche e integrazioni, leggendo infinite volte, fino a che non sento di aver ottenuto il ritmo e la nitidezza della scrittura che desideravo.

Sei una scrittrice duttile e dinamica: ti diverti a partecipare a contest che ti mettono alla prova (ad esempio The Incipit con il racconto interattivo che prosegue in base alle scelte dei lettori, o il Ping.Pong letterario, di cui abbiamo già parlato o ancora rispetto ai contest della Delos, con i racconti che abbiamo presentato prima, che richiedevano un tema e un limite massimo di battute). Beh, si direbbe che ti piacciono le sfide…

Sicuramente, mi piace mettermi alla prova, rinnvovarmi continuamente, esperimentare cercare un contatto peculiare con i lettori. Vedo la vita e la scrittura come un percorso con infinite svolte, positive e meno positive, ma sempre determinanti.

E una di queste nuove sfide è far parte della giuria del contest letterario WritersXFactor di Magla e Arpeggio Libero. Una veste inusuale per te, dove dovrai valutare gli scritti degli esordienti che vi partecipano, decretando la loro ammissione alla finale. Cosa ti ha spinto ad accettare questa insolita veste? Come ti stai preparando a questa nuova esperienza? In cosa pensi ti arricchirà?

Considero la possibilità che mi è stata offerta da Magla e Arpeggio Libero come estremamente interessante e positiva. Un’ulteriore fase della mia vita di scrittrice che permettendomi di utilizzare criteri di valutazione e giudizio mi sarà di aiuto in un futuro quando mi ritroverò ad affrontare, stavolta come autrice, l’esame di una giuria. Non solo, penso sia determinante incentivare i giovani autori, fornendo loro un ambiente di lavoro serio, rigoroso, dove mettersi alla prova in un contest che va al di là dei criteri di un concorso più tradizionale. Sto seguendo con attenzione lo svolgimento dei provini e, naturalmente, sono prontissima a leggere e valutare gli scritti che mi verranno sottoposti.

Quali sono i tuoi progetti? Hai qualche tuo nuovo scritto in prossima uscita?

Ho pubblicato su mEEtale una nuova versione di un mio racconto, Villa Egea, per me particolarmente importante perché lo considero un mio piccolo omaggio ad Astrid Lindgren. Sto pensando a una riedizione di un mio giallo Morte in Pineta, che dovrebbe far parte di una trilogia che si sviluppi in localià marine reali o immaginarie. Non solo, sto predisponendo la traccia di una giallo un poco particolare nel suo intreccio e sviluppo, che avrà per me un’ambientazione molto sentita: Spilimbergo, la città friulana dove ho vissuto e dove torno almeno due volte all’anno. Infine una commedia romantica e un nuovo racconto interattivo su The Incipit, che avrà, probabilmente, come protagonisti il commissario Ponti e la giornalista Aida, già presenti in Fuochi d’Artificio.

Permettimi ancora un’ultima domanda… quando scriveremo di nuovo qualcosa insieme, che non vedo l’ora?! 😛

Queridissima Loriana, quando vuoi! Sarà un piacere immenso riprendere la nostra collaborazione. Per il momento, ti ringrazio ancora una volta per l’ospitalità e ti auguro tutta la suerte del mondo per il tuo lavoro e le tue tante iniziative.

 Grazie a te, Laura, per la disponibilità e davvero tanti in bocca al lupo per tutte le tue produzioni letterarie future… Hasta pronto! 🙂

E ora… lascio la parola a voi lettori: l’autrice è on-line per rispondere alle vostre domande e curiosità… pronti? Via!

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62 thoughts on “[ospiti] – Laura Bassutti

  1. Ciao Laura, sei una scrittrice dai mille volti ed, editorialmente parlando, è un vantaggio poiché ti permette di non avere l'”etichetta”. In che modo riesci a rapportarti con i diversi generi letterari? E hai mai pensato di scrivere qualcosa che ti permetta di unirli tutti in una sola opera? grazie

  2. Buon Pomeriggio, Signora Bassutti.
    Mi chiamo Vincenzo Cinanni e scrivo poesia.
    Volevo chiederle
    ”quale sia stata la prima scintilla creativa, che l’ha condotta verso… la strada del racconto giallo”.
    Saluto la scrittrice Loriana Lucciarini e tutti i presenti!
    La Ringrazio!

    • Gentile Vincenso, buon pomeriggio e grazie per il suo interesse. Ha ragione a parlare di “scintilla… dato che ha fatto nascere in me la passione per il giallo un romanzo di Agatha Christie “Il mistero del treno azzurro” ambientato nella scintillante Costa Azzurra. Ammetto che come trama gialla non sia delle migliori di quelle ideate dalla scrittrice, ma l’ambientazione, la sottile rioni,a il personaggio di Poirot mi hanno fatto nascere il desiderio di crerae anch’io una storia che si snodasse fra crimini, bella gente, passioni estreme, avidità

  3. Ciao silvia e grazie per la tua domanda estremamente interessante. Per affrontare qualunque tipo di scritto, a qualsiasi genere appartenga fra quelli che io tratto, innanzitutto leggo opere di autori che considero essenziali. Un esempio Agatha Christhie per il giallo. Quindi mi concentro su trama e situazioni, pensando e tentando di immedesimarmi nella vicenda e nei suoi sviluppi, analizzando le mie reazioni, le mie emozioni e tentando di descriverle. E sì, effettivamente sto pensando a un giallo con risvolti anche rosa e un tocco di commedia… vedremo… un primo tentativo è pronto, da sviluppare

  4. Non potevo mancare!
    Laura infatti è stata anche mia partner del PIngpong nell’edizione precedente e la considero un po’ la madrina della mia amicizia con Loriana. 🙂

    Volevo chiedere a Laura, siamo un periodo in cui la maggior parte della letteratura, specie quella gialla, viene dall’estero. Come ti sei sentita ad ambientare i tuoi gialli in un contesto tutto italiano? Ci sono degli autori “nostrani” che ammiri e a cui ti ispiri?

  5. Buongiorno a tutti, mi chiamo Barbara e, come tanti, sono quella che si definisce una scrittrice esordiente, pur non rientrando nella categoria “giovani”. Mi incuriosisce conoscere qualcosa dei suoi esordi. Che tipo di difficoltà ha incontrato, se ne ha incontrate, e come è stata accolta dal mondo editoriale. Grazie.

    • Ciao Barbara, come esordiente ho avuto le mie piccole batoste soprattutto in ftto di revisione ed editing di alcuni racconti. Mi sono ritrovata ad apportare correzioni e proporre suggerimenti che ritenevo buoni e che l’editore ha rifiutato, a volte con un tono un po’ secco, diciamo. Ma mi è servito eccome.

      • Grazie per la risposta e i migliori auguri per la sua carriera.
        Grazie anche all’ideatrice di questa intervista. E’ la prima volta che partecipo ad un evento di questo tipo e l’ho trovato davvero interessante e coinvolgente.

  6. Ciao Laura . . . Villa Egea su mEEtale, mi è piaciuta moltissimo, è una storia delicata e forte allo stesso tempo, direi senza età. volevo chiederti; Il tuo trasferimento in Spagna oltre a concederti più tempo, come racconti, per leggere e scrivere, ha cambiato qualcosa nel tuo modo di vedere e sentire le cose? La tua ispirazione è diversa, influenzata da questa bella località da una nuova lingua, diversa storia usanze e non da ultimo diverso cibo? Grazie Giusy.

    • Trasferirmi e vivere stabilmente in un paese straniero comporta la necessità di rivedere i tuoi modi di esprimerti, pensare, confrontarti con le persone e le loro abitudini di vita, anche alimentari certo, differenti. E ti porta a rimettere tutto in gioco, a non dare nulla di scontato. In questo senso direi che scrivo e immagino con una maggiore esperienza di vita e schemi mentali piùflessibili

  7. Marta querida, che piacere ritrovarti!! Io sono una grandissima ammiratrice del giallo classico, all’inglese e apprezzo molto anche Fred Vargas , scrittrice francese raffinata e colta che ha saputo inventare un personaggio, il comm.Adamsberg stralunato e sventato, l’opposto dei tecnologici detectives che vanno di moda ora… Irresistibile in una parola. Quanto ai giallisti di qui, leggo volentieri Lucarelli e Risa Mogliasso. Rimangono per me inimitabili Fruttero e Lucentini, non mi stanco mai di leggere A che punto è la notte o La donna della domenica, originali, mai scontati, ironici

  8. Cara Laura, complimenti per tutti i suoi successi, volevo chiederti se ci sono eventi particolari che ti fanno scattare l’idea per un libro. Inoltre consigli per chi volesse approcciarsi alla scrittura …..Ciao Vanessa

    • Vane, querida, ecooti fra noi. Che piacere! E grazie per le tue parole. Uno sguardo, un particolare di un abito, di una conversazione che sento per strada, qualche pettegolezzo, una notizia o un personaggio di un libro, di un film fanno scattare quel qualcosa che stimola la mia fantasia e mi ritrovo a immaginare una situazione, un dialogo o una breve storia… mi succede continuamente, alcune iddd poi le metto su carta, altre rimangono lì in attesa, altre le scordo…

      • grazie tante e ancora complimenti per la i tuoi scritti e per la splendida persona che sei

    • Annalisa, ciao, che piacere ritrovarti.
      Confesso che mi sento più investita del ruolo di giudice piuttosto che di avvocato… Affronto con grande impegno il compito di giudicare gli scritti dei nostri autori, con tutto il rispetto e il rigore che sicuramente meritano. Ê un ‘esperienza che sicuramente arricchisce, aiuta a crescere e, come scrittrice, a migliorare probabilmente anche il mio modo riproporre, in un futuro, un mio scritto a una giuria. Nel senso che, avendone fatto parte, posso destreggiarmi meglio con i criteri di valutazione e interpretazione che vengano seguiti.

  9. Salve, volevo farle un paio di domande e colgo questa magnifica occasione (grazie a Loriana per la possibilità). Anzi tutto apprezzo moltissimo che ambienti i suoi scritti nella nostra Italia, spesso criticata e lasciata da parte per utilizzare altri paesi. Che cosa la spinge a dar risalto al nostro paese?

    L’altra domanda, se me la permette: qui sopra si parlava del “vantaggio di non avere un’etichetta”. Ultimamente, un po’ chiunque, parla dell’etichetta come di un male da cui star lontani. Lei cosa ne pensa?

    -Valerio

    • Ciao e grazie per le tue domande. L’Italia è e rimane il mio paese, la mia casa e, vivendo all’estero , oltre a sentirne a volte la mancanza in modo più o meno intenso, mi ritrovo a riscoprirla e ad apprezzarne aspetti che davo fin troppo per scontati quando vivevo qui. Certo, non abbiamo un periodo facile ma non direi che i paesi vicini stiano meglio. Il discorso sarebbe complesso , ma voglio sottolineare il fatto che pur essendo ben integrata in Spagna, la mia sensibilità, il mio istinto di scrittrice, la mia percezione di cose e persone rimane italiano e… friulano. Per quanto riguarda l’etichettatura, le appartenenze … io udrei che si tratta pur sempre di qualità, nel senso che se uno schive bene il fatto che venga etichettato cin un modo o nell’altro non mi sembra troppo rilevante. Sempre che non sia però un limite per uno sviluppo interiore.

  10. Ciao Laura, e complimenti! La Spagna è un paese che amo molto, quindi volevo chiederti se la situazione editoriale è diversa dall’Italia, e se consiglieresti a un autore emergente d’investire in una traduzione in spagnolo e di tentare la ventura su quel mercato?

    • Ciao Riccardo! La situazione editoriale in Spgna mi sembra piuttosto simile all’italiana ma devo sottolineare che in Spagna c’è un certo interesse per la letteratura italiana. per esempio recentemente due scrittrici italiane hanno presentato con discreto successo un loro libro a Madrid. Pertanto, se non ti è troppo oneroso, io proverei a far tradurre un romanzo e a tentare di introdurlo nel mercato spagnolo

  11. Ciao, Laura. Ho avuto modo di leggere alcuni dei tuoi racconti e sono rimasta piacevolmente colpita dai luoghi da te utilizzati come “sfondo” ai tuoi lavori. Posti intrisi di sentimenti terreni e ricordi. Si ritrovano anche frammenti di passato, ed è un qualcosa che ho apprezzato oltre ogni limite, quindi rinnovo i miei complimenti. A tal proposito, avrei una domanda: La struttura del genere “giallo” procede secondo un solido controllo stilistico, poiché tutto deve combaciare. Nel momento in cui la storia è delineata nella tua mente, conosci già alla perfezione il modus operandi dei rispettivi protagonisti?

    • Ciao Clem, grazie per le tue parole così gentili! Quando scrivo un giallo, il lavoro che precede la prima stesura è lungo: delineo i personaggi, le loro motivazioni, sintetizzo gli eventi nel loro svolgersi e poi li sviluppo inserendo dettagli che mi erano sfiniti fino a che non ho un quadro completo della vicenda in tutti i suoi momenti, in tutto il suo sviluppo che deve essere logico, senza eccessi poco realistici o espedienti arrischiati

  12. MATTEO IACOBUCCI, tramite facebook, chiede all’autrice: “Abbiamo diversi stili di scrittura a seconda della nazionalità dei diversi autori: i nordici sono notoriamente più secchi e asettici, gli statunitensi cercano di dare molta importanza alla psicologia dei personaggi, mentre i britannici amano descrivere accuratamente l’ambiente. Lei ha seguito uno stile del genere, oppure il risultato del suo lavoro è un mix tra i vari autori che l’hanno influenzata?”

    • CiaoMatteo e grazie. Sicuramente il mio stile è un mix fra vari autori, con una “strizzatina d’occhio” ad Alicia Gimenez Bartlett, Fred Vargas e tutti il mio immenso rispetto per i grandi scrittori classi il cui stile è ovviamente inimitabile ma influenza per la sua stessa grandezza. Cerco comunque di mantenere una pro a sobria, ironica quando sia il caso e di non eccedere

  13. Cara Laura, mi chiamo Michael Crisantemi, sono un giovane scrittore e mi sto laureando in giurisprudenza. Nella tua biografia ho ritrovato molte cose che ci accomunano e che mi hanno piacevolmente colpito. Anch’io amo Toledo e la Spagna in generale: sogno un giorno di trovare il coraggio per fare come te il grande passo.
    Vorrei chiederti se e in quale misura la Spagna, la sua cultura, la sua lingua e le sue tradizioni abbiano inciso sulla tua scrittura, oltre che sulla tua vita.
    Per me è stata una rivoluzione copernicana i cui effetti, ancora, non mi sono del tutto noti.
    Mi complimento per il tuo lavoro e ti auguro tutto il bene della vita.
    Un abbraccio,

    Michael Crisantemi.

    • Ciao Michael, muchas gracias por tu pregunta…. La Spagna e soprattutto lo spagnolo che è una lingua che amo molto e che leggo volentierissimo mi hanno sicuramente influenzata personalmente e come scrittrice ampliando la mia prospettiva e il mio modo di vedere le cose. Direi che mi hanno dato una maggiore intensità e una capacità di osare che, da bracca e riservata friulana, forse non possedevo del tutto

    • Grazie Carmelo, buon pomeriggio. Lo scrittore vive in un determinato contesto sociale che indubbiamente influenza la sua opera. Un’influenza ambientale esiste, certo se pensiamo a generi, al di là della narrativa più impegnata anche dal punto di vista sociale e politico, come il noir che ripropone costantemente un richiamo al sociale, tentando di offrire spunti di riflessione. Per quanto mi riguarda, certamente in alcuni gialli, per esempio La ragazza della televisione ho descritto un certo odo di vivere imperniato sul successo a ogni costo che è abbastanza diffuso ai nostri giorni

  14. La fase dell’editing è essenziale e impiego moltissimo tempo a rivedere i miei scritti, a correggerne gli errori, le imperfezioni, le incongruenze. A volte diviene una specie di sfida con me stessa, con l’insofferenza che provo , la frustrazione se mi rendo conto che in definitiva quello che ho scritto non era poi quello che mi sarei aspettata. Ma ripeto è un momento essenziale e suggerirei un’estrema severità con se stessi, dato che se ci si ritroverà a dover affrontare l’editing di una casa editrice, la cosa può risultare estremamente difficile e quasi dolorosa

  15. Un’altra domanda, un po’ estemporanea. Cosa pensi delle scuole di scrittura e dei vari corsi? Può essere utile educare uno scrittore o si rischia di uniformare la sua voce, facendogli perdere personalità e stile?

    • Dipende dal tipo di scuola Marta, credo. Ne stanno fiorendo fin troppe e non credo assicurino tutte una certa qualità. Io direi che se ben fatte possano aiutare, indirizzare magari, suggerire tecniche dee spedenti che forse da solo non riusciresti a trovare , sempre rispettando però il tuo lato più artistico, senza forzature.

      • Credo che un elemento importantissimo per dare valore a questi corsi sia quanto ci ha dato in capacità critica di rivedere i nostri scritti e capire dove abbiamo sbagliato, per migllorare. Il rischio, però, come sottolineava Marta, è proprio quello di uniformare lo stile e far perdere la personalità, il tratto caratteristico e distintivo di ognuno

    • Da piccolissima, dopo aver letto Vacanze sulla?isola dei Gabbiani di Astrid Lindgren che la mia nonna materna mi aveva regalato. Ho sentito forte il desiderio di raccontare anch’io delle storie.

  16. PASQUALINA, tramite facebook, fa questa domanda: ” Ciao Laura sono Pasqualina c’è stata nella tua carriera qualche momento di abbattimento per qualche racconto rifiutato in cui volevi mollare tutto? E chi o che cosa , per fortuna, ti ha dato la carica per andare avanti?”

    • Ciao Pasqualina, un piacere ritrovarti e grazie Momenti no ne ho avuti moltissimi e una grande delusione è stata quando una casa editrice friulana ha rifiutato un mio giallo ambientato a Trieste. Mi sono sentita sul punto di mollare, senza voglia di proseguire… poi, razionalizzando e ridimensionandomi molto, ho capito che il testo non era affatto così buono come pensavi io e che avevano ragione. E mi sono rimessa a lavorare con più determinazione di prima, mettendomi però continuamente in discussione

  17. Ringrazio per la risposta e ne approfitto per un’altra domanda: amo il “giallo” ma preferisco autori poco convenzionali, Ed McBain su tutti. La premessa porta alla domanda: in giallo ritieni preponderante l’originalità e l’efficacia del plot o la capacità stilistica dell’autore?

  18. Propenderei per la capacità stilistica, Riccardo… Una sintesi fra originalità della trama e una tecnica di scrittura raffinata io la ritrovo in Fred Vargas che ora leggo in lingua originale per non perdere i tratti caratteristici del suo stile ( sebbene la traduzione italiana sia ottima)

      • Lo che dire???? Tu e io siamo in completa sintonia…. Voglio ringraziarti infinitamente per la bellissima e interessante esperienza che mi hai permesso di fare e per il tuo magnifico lavoro

      • Querida, grazie! Ho lavorato per questa tua presentazione con molta attenzione perché volevo avessi l’interesse di tutti i lettori, questo sì, ma TE LO MERITAVI ❤

    • La tua risposta è quella che preferivo. Era da un po’ di tempo che mi proponevo di colmare la lacuna di Vargas, ora non potrò più sottrarmi 🙂
      Grazie per le risposte e, come sono solito scrivere, nella bocca del lupo 😉

  19. Il nostro appuntamento sta per volgere al termine: dieci minuti e poi andiamo ai saluti finali. Sollecito, quindi, chiunque volesse fare una domanda a Laura Bassutti di farla ora per poter avere una risposta in diretta dall’autrice. Grazie

  20. Lo, non so davvero come ringraziarti… mi sono trovata benissimo, mi è piaciuto parlare con i nostri ospiti e apprezzo moltissimo il tuo lavoro… grande autrice e grande donna, una persona speciale che ho avuto la fortuna di conoscere!!!

  21. ❤ Ringrazio tutti coloro che con le loro visite nell'evento di facebook e su questo blog, con le tante domande interessanti e piene di spunti, hanno partecipato dimostrando il loro interesse e hanno dato attestazioni di affetto e stima a Laura Bassutti.

    Un grazie particolare a tutti voi e uno speciale all'autrice, che oggi si è resa disponibile per questo incontro davvero coinvolgente! Grazie ancora a tutti e un saluto. Un abbraccio ❤ Loriana

  22. Grazie, un grazie infinito a Loriana per la splendida opportunità e a tutte le persone che hanno parlai co me per il loro interesse, per le domande interessanti e lo scambio di idee così stimolante e vivace. Un piacere avervi incontrato, spero di aver vostre notizie quanto prima e SUERTE a todos! Laura

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