recensione Fred Vargas, “Chi è morto alzi la mano”

Buona domenica d’agosto, carissimi followers! Io in questo periodo sono in ferie, come mi auguro siate anche voi, e approfitto del tempo libero per dedicarmi alle cose che mi fanno stare bene e mi ricaricano per un settembre di lavoro, cioè alla lettura e alla scrittura! Rinuncio quindi alla tintarella, ma tanto non sono mai stata una patita del sole e dell’abbronzatura! 🙂

E’ per questo che quotidianamente vi sto proponendo vari volumi in lettura, perché spero di incuriosirvi su titoli che a me hanno coinvolto e appassionato. Uno fra questi, letto già qualche tempo fa, ma sul quale non avevo avuto modo di scrivere, è il giallo di Fred Vargas. Un’autrice che non conoscevo, che ho scoperto grazie al consiglio di un’amica e che, grazie alla mia natura di lettrice onnivora senza alcuna preclusione di genere o autore, ho potuto apprezzare. Infatti, preso il suo romanzo in mano mi sono innamorata! La Vargas è bravissima e se amate il giallo non potete non leggere qualche suo lavoro… oggi vi parlo di “CHI E’ MORTO ALZI LA MANO” uscito nel 2013… Dunque, iniziamo!

vargasFred Vargas “Chi è morto alzi la mano”

ET Einaudi – 2013 – pp. 267

La trama: Tre giovani storici, ognuno nel momento più difficile d’esistenza personale, quasi tutti con la laurea ancora inutilizzata e con lavori precari che non aiutano la sopravvivenza quotidiana, si ritrovano quasi per caso dopo gli anni di studio e d’Università. A questi tre, Lucien, Marc e e Mathias, si aggiunge l’anziano zio di uno dei tre, ex investigatore della polizia, ora in pensione: un personaggio con più di un’ombra nel passato e dal carattere cinico e distaccato.

Cosa può accomunare questi personaggi opposti e differenti fra loro? La risposta è scontatamente banale: un appartamento da poter dividere, con un affitto quasi irrisorio, che potrà permettere a ognuno di loro di ripianare la propria situzione economica e potersi dare, finalmente, prospettive diverse per il futuro. Quindi i quattro vanno a vivere insieme e, benché la convivenza non sia propriamente facile, riescono anche a legarsi da un’amicizia profonda e da altrettatna collaborazione.

Loro vicina di casa è una famosa cantante lirica, ormai ritiratasi dalle scene; la donna stringe amicizia con gli uomini e un giorno confessa loro la sua strana inquietudine per un albero installato misteriosamente nottetempo nel suo giardino. Di fronte all’incredulità dei suoi ascoltatori, la cantante giura ai quattro che quell’arbusto non c’è mai stato e esprime la propria sensazione d’imminenza inspiegabile. Quando la donna sparisce, i nostri eroi non possono porsi delle domande e fare qualche supposizione… così, quasi senza volerlo davvero, i tre giovani più lo zio si ritrovano a interessarsi dell’omicidio, tentando di risolvere questa storia complessa e intricata, grazie alle doti intuitive e investigative che ognuno di loro possiede, intervenendo nelle indagini della polizia chiamata a risolvere il caso con le informazioni e le supposizioni che sono in grado di fornire.

Lucien, Marc e e Mathias, soprannominati dall’ironico ex detective i “tre evangelisti”, San Luca, San Marco e San Matteo, sono tre giovani dalle personalità complesse e ben tratteggiate dall’autrice, personalità che diventano complementari grazie alla collaborazione che riescono a costruire. Ecco la descrizione che fa dei tre giovani uomini, l’arguto zio:

“Sotto quelle volte a tutto sesto, sembravano tre statue viste di spalle. La statua di Lucien a sinistra, quella di Marc al centro, quella di Mathias a destra. San Luca, San Marco e San Matteo, ognuno pietrificato nella propria alcova. Dei tipi strani e degli strani santi”

I tre ragazzi sono differenti tra loro: uno intuitivo e chiacchierone, l’altro preciso, attivo e perso nelle sue elucubrazioni mentali, il terzo silenzioso e acuto osservatore. Ed è proprio mettendo in sinergia le singole capacità, che verrà data soluzione del caso, anche se saranno determinanti intuito e improvvisazione…

La recensione:  Un giallo da leggere tutto d’un fiato e dal finale assolutamente inaspettato e spiazzante. Godibilissimo, intricato, avvincente, con protagonisti che il lettore imparerà ad amare e considerare come cari vecchi amici, apprezzandone i pregi, ma anche i difetti.

Lo stile asciutto e la narrazione serrata di questa brava autrice non vi lasceranno scampo: io ne divorato le 265 pagine in una notte!

Superconsigliato a tutti!

Loriana

L’autrice:  Fred Vargas, archeologa, è nata nel 1957. Ha conquistato un vasto pubblico di lettori in tutta Europa e soprattutto in Italia. I casi del commissario Adamsberg comprendono L’uomo dei cerchi azzurri, L’uomo a rovescio, Parti in fretta e non tornare, Sotto i venti di Nettuno, Nei boschi eterni, Un luogo incerto e La cavalcata dei morti. I casi dei tre evangelisti comprendono, oltre a questo volume, anche Un po’ più in là sulla destra e Io sono il Tenebroso.

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