[ospiti] – Sofia Domino

sofia domino copCare amiche lettrici e cari amici lettori, oggi voglio parlarvi di un’autrice giovane e talentuosa: Sofia Domino.

Il suo libro “Quando dal cielo cadevano le stelle” è stato da me recensito su questo blog e in quello di Magla, l’Isola del libro. L’ho letto con passione e interesse, veramente un bel romanzo! LEGGI LA RECENSIONE QUI

Ma prima di parlarvi della sua opera, due breve parole per presentarvi la scrittrice: nata nel 1987, abita in Toscana e ha una grande passione per la scrittura. Sin da quando era piccola si dilettava a scrivere temi e racconti. Passione che non l’ha mai abbandonata e che oggi applica con capacità e talento. Sofia Domino, oltre a scrivere ama anche leggere, sognare e viaggiare (e lo fa appena può!). All’attivo ha “Quando dal cielo cadevano le stelle” (romanzo d’esordio uscito il 27 gennaio 2014, per Il Giorno della Memoria) e “Come lacrime nella pioggia (pubblicato il 19 maggio 2014 e leggibile gratuitamente. Per richiederlo, basta inviarle un’ e-mail a: sofiaromanzo@yahoo.it).

cop intervista

Ora accolgo Sofia nel mio salotto letterario e, curiosa, le pongo alcune domande.

Ciao Sofia, come è nata l’idea del tuo primo romanzo? Quanto ti è costato scrivere una storia sulla Shoah?

Ho sempre voluto scrivere un romanzo sulla Shoah e la mia occasione è arrivata un giorno qualunque, quando mi sono imbattuta in un manifesto teatrale che promuoveva uno spettacolo intitolato “I bambini della Shoah”. Sentii un qualcosa dentro, un brivido, come un richiamo, e capii che non avrei più potuto far finta di niente, sapevo che, anche per me, era arrivato il momento di avere una mia “bambina della Shoah”. Che cosa significava essere ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale? Che cosa significava essere una ragazzina comune, allegra, piena di vita e di sogni, ed essere tagliata fuori dal mondo? Che cosa significava vivere sotto costante paura, rinchiusa in numerosi nascondigli, e desiderare di essere libera? Che cosa voleva dire essere catturata, stipata in un carro bestiame?

E che cos’era Auschwitz?
Queste sono soltanto alcune delle domande che mi sono posta prima di scrivere il mio romanzo.
Scrivere “Quando dal cielo cadevano le stelle” è stata un’esperienza che non dimenticherò mai. Sono molto legata a quel romanzo, e non solo perché è il primo che ho pubblicato, ma anche perché mi sento molto vicina all’argomento trattato. Voglio parlare della Shoah, del nazismo e dei campi di concentramento, affinché nessuno dimentichi e affinché tali atrocità non siano ripetute.
Prima di scrivere “Quando dal cielo cadevano le stelle” non sapevo così tante cose sulla Shoah e ammetto che ritrovarmi a leggere testimonianze di bambini che, d’improvviso, si sono visti portare via ogni cosa, di gente comune terrorizzata dalla guerra, di famiglie separate per sempre e della ferocia delle SS è stato molto toccante, è un qualcosa che, ormai, non dimenticherò più.
Immergermi in “Quando dal cielo cadevano le stelle” però è stato anche bellissimo, perché per uno scrittore – almeno per quanto mi riguarda – è importante scrivere emozioni forti, crude, dolorose, vere, belle, è come ritrovarsi a un altissimo piano emotivo e tutto diventa ancora più coinvolgente.
Inoltre, “Quando dal cielo cadevano le stelle”, nonostante sia ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale, durante il nazismo, non parla della morte, ma è un inno alla vita.
Come hai lavorato per la stesura dello stesso? In che modo hai reperito le informazioni storiche?
Prima di scrivere “Quando dal cielo cadevano le stelle” ho svolto numerose ricerche e poi ho definito la trama, i personaggi e i vari passaggi. Ho letto moltissime testimonianze e raccolto altrettante informazioni, grazie alle quali ho imparato moltissimo sul quel periodo storico. Volevo dare giustizia a tutte le vittime del nazismo e sapevo che avrei potuto farlo solo attenendomi alla realtà. Non volevo inventare niente e volevo dare il suo peso a ogni situazione e spero di non aver commesso nessun errore storico – politico.
Nel mio libro alterno le relazioni dei vari personaggi e le vicende nate dalla mia fantasia a fatti realmente accaduti, inoltre, ho aggiunto delle note a piè di pagina per aiutare i lettori a chiarire i vari passaggi storici.
Ho cercato di mostrare più lati possibili e per farlo mi sono documentata moltissimo. Ho letto tanti libri sulla Shoah e sul nazismo, ho guardato documentari, film, filmati, letto poesie, guardato disegni e letto testimonianze, sia di persone che, d’improvviso, si sono ritrovate al centro della guerra, sia di coloro che sono stati rinchiusi in dei carri bestiame per poi essere internati in dei campi di concentramento. Al mio fianco, durante la stesura degli appunti, avevo anche vari libri dedicati ai campi di concentramento, con mappe, informazioni…
Inoltre, ricordo ancora oggi le varie testimonianze che ho letto riguardanti i giorni in cui i campi di concentramento furono liberati. I prigionieri, increduli, stanchi, affamati e grati, chiedevano soltanto una cosa ai loro liberatori: “Non dimenticate, non dimenticateci”.
Oggi mi sento un po’ responsabile per i sogni di tutte quelle persone, di tutti quegli innocenti, che hanno perso la vita dietro il filo spinato dei lager nazisti, e sono molto contenta di essere qui a parlarne. Per non dimenticare.
Ho amato molto il personaggio di Lia, dolce e forte al tempo stesso, una stella polare in quel firmamento di stelle che lei ama tanto, è in parte autobiografico, rispecchia parte di te?
Ti ringrazio moltissimo per le tue parole, perché anch’io sono molto affezionata a Lia. Prima di scrivere “Quando dal cielo cadevano le stelle” ho definito alcune caratteristiche dei miei personaggi, ma solo durante la stesura del romanzo ho conosciuto meglio ognuno di loro, e lo stesso vale per Lia. Lentamente lei mi ha mostrato ogni suo lato, le sue paure, le sue speranze e il suo meraviglioso ottimismo. Sono rimasta sorpresa dalla sua positività e ho deciso di non nasconderla sapendo che, altrimenti, avrei tolto una parte essenziale di lei, della vera Lia.
Mi sento molto vicina a lei, e nonostante Lia sia molto più ottimista di me, molte caratteristiche ci uniscono. Entrambe siamo determinate, molto legate alla nostra famiglia e amiamo sognare. Ad esempio, come lei, adoro ammirare la natura, posare lo sguardo sul volo di un uccello, sospirare davanti al tramonto e sognare un mondo migliore.
Lia ha tredici anni, e una ragazzina di quell’età dovrebbe vivere altre esperienze, dovrebbe ridere, scherzare, studiare e sognare, e lei non riesce a capire, a comprendere, perché sia costretta a nascondersi. La risposta che riceve sempre è: “Perché sei ebrea”, ma che cosa significa?
Da grande Lia vorrebbe diventare una dottoressa, per aiutare il prossimo, senza alcuna differenza, ma tutti i suoi sogni vengono improvvisamente allontanati quando, con i suoi cari, il 16 ottobre 1943 viene catturata dalla Gestapo. Destinazione Auschwitz. Freddo, fame, lavoro, punizioni…
Lia viene separata dalla sua famiglia, ma nonostante la paura non smette mai di lottare, di credere, di sperare. Di avere fiducia.
Di sognare un mondo di pace, di sognare di potersi riunire alla sua famiglia, di poter tornare a Roma. Di essere Lia, e non un numero.
Di poter varcare quel filo spinato, di poter riabbracciare il ragazzo che ama, di poter diventare una dottoressa.
Di poter alzare lo sguardo e sperare che presto le stelle non cadranno più dal cielo per finire sulle vesti degli ebrei e sulle casacche a strisce dei prigionieri dei campi di concentramento.
Di essere libera. Libera come ogni persona dovrebbe esserlo.
Lia non smette mai di sperare, di sognare, perché, come ama ripetere, la vita è meravigliosa.
Il tuo nuovo romanzo che argomenti tratta?

Il mio nuovo romanzo s’intitola “Come lacrime nella pioggia” e accende i riflettori sulle condizioni di vita delle donne in India, sui diritti negati e sull’importanza di una vera amicizia.

L’India è un Paese magnifico, ma molto spesso le persone tendono a ignorare una realtà che, sfortunatamente, fa ancora parte dei giorni nostri. La violenza sulle donne, l’analfabetismo, la prostituzione, i matrimoni combinati…
Il romanzo racconta la storia di Sarah e Asha. La prima, ventiduenne americana, accompagna il fidanzato Abhai in un remoto villaggio dell’India, dove lui è nato. Sarah è affascinata dall’India e, poiché è un’appassionata di fotografia, immortala ogni lato, anche il più nascosto. Tra gli abitanti del villaggio c’è Asha, una ragazzina di quindici anni dagli occhi bellissimi, tristi e determinati al tempo stesso.
Asha è stata venduta in sposa da suo padre, e proprio grazie a lei Sarah scoprirà come spesso sono trattate le donne in India, in un Paese definito il peggiore in cui nascere donna.
Sarah instaurerà una profonda amicizia con Asha e farà di tutto per salvarla dal suo destino, ma niente è mai come sembra e un giorno qualunque Asha scompare. Per Sarah salvarla diventerà un’ossessione, così come voler aiutare le donne dell’India.
Anche prima di scrivere “Come lacrime nella pioggia” ho svolto numerose ricerche e oggi sono in contatto con numerose persone dall’India, che mi mostrano il loro supporto e la loro gratitudine, e ne sono molto toccata.
Inoltre, con il mio romanzo supporto Amnesty International, che da cinquanta anni difende i diritti umani, e sostengo Change.org, sul quale ho lanciato una petizione indirizzandola al governo indiano per migliorare le condizioni di vita delle donne in India.
Firmare la mia petizione è veloce e gratuito;
https://www.change.org/en-IN/petitions/to-the-governors-of-india-take-action-to-stop-sexual-harassment-and-to-protect-women-and-children-in-india
Grazie a nome mio e a nome di tutte le donne dell’India.
Scrivere per te sembra avere anche una finalità sociologica, visti gli argomenti “scottanti” che tratti. Ciò è vero? Cosa ti spinge a scrivere?
Sì, è vero, anche perché tengo moltissimo a dar una voce a storie che non ne hanno una, ma che secondo me meritano di averla. Onestamente scrissi sia “Quando dal cielo cadevano le stelle” sia “Come lacrime nella pioggia” per me, senza pensare di pubblicarli, e solo in un secondo momento, quando ho deciso di rendere disponibile “Quando dal cielo cadevano le stelle” e ho visto i primi riscontri, letto le prime recensioni e i messaggi dei lettori, ho capito che i miei romanzi, i miei pensieri, i miei messaggi, possono davvero raggiungere qualcuno. Per quanto riguarda “Quando dal cielo cadevano le stelle” ho ricevuto messaggi bellissimi da parte di lettori che mi hanno scritto che hanno pianto molto nel leggere la storia di Lia e che Lia ormai fa parte di loro. Quando sono cupi, pensano al suo ottimismo, al suo amore per la vita, e credo che tutto questo sia meraviglioso. Mi hanno scritto anche per ringraziarmi per continuare a parlare della Shoah, e per me è un onore.
Lo stesso sta avvenendo con “Come lacrime nella pioggia”. I lettori mi scrivono che ne sapevano poco o niente sulle condizioni di vita di troppe donne indiane, sono toccati dalla storia narrata e, come me, vogliono fare qualcosa per aiutare i più bisognosi. Sono fermamente convinta che l’unione fa la forza e sapere di avere il supporto dei blogger e dei lettori è molto importante.
Scrivere per me è meraviglioso, scrivo per emozionare e per emozionarmi, ma anche per trattare argomenti scomodi, nascosti, argomenti che, secondo me, meritano di essere portati alla luce.
Inoltre, nei miei libri cerco sempre di dare messaggi positivi, di speranza. Spesso ci lamentiamo per poco, senza renderci conto di quello che abbiamo. Spero davvero in un mondo migliore, in un mondo di pace e di fratellanza, e questi miei pensieri sono spesso presenti nei miei libri.
Stai lavorando a qualche progetto nuovo?

Al momento mi sto dedicando ancora alla promozione di “Quando dal cielo cadevano le stelle” e di “Come lacrime nella pioggia”, perché tengo molto a entrambi i romanzi e ai messaggi che vogliono dare, ma nella testa ho già delle idee per un terzo romanzo. Devo ancora scoprire, però, se avrò abbastanza materiale per trasformare le mie idee in un libro. Sicuramente, però, vi terrò aggiornati.  Grazie per avermi ospitato, per la bella intervista e per la tua disponibilità! Un caro saluto anche a tutti i tuoi lettori!

**** °° ****

Ringrazio Sofia per la disponibilità e tanti in bocca al lupo per le sue prossime fatiche letterarie!

Loriana

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