[recensioni] – Sogno di una notte di mezza estate, Shakespeare

Car* followers… ho appena terminato un capolavoro della letteratura

e ve ne voglio subito parlare.

Ecco a voi…

Sogno di una notte di mezza estate

di William Shakespeare

copertina“Sogno di una notte di mezza estate” di w. shakespeare – genere: classici moderni/teatro – Editore: Newton Compton editori – Pagine: 128 pp. – prezzo: 1,90 €

Dalla IV di copertina

Nel Sogno di una notte di mezza estate, scritto quasi contemporaneamente a Romeo e Giulietta, s’intrecciano quattro vicende.

Mentre Teseo, duca di Atene, sta per sposare l’Amazzone Ippolita dopo averla sconfitta in battaglia, i rapporti fra due coppie di giovani cittadini (Ermia e Lisandro, Elena e Demetrio), e persino quelli tra i sovrani delle Fate Oberon e Titania, sono inizialmente problematici. In un bosco popolato di presenze sovrannaturali, la magia di un fiore e l’intervento di Puck, folletto pasticcione, creano e poi risolvono, nel corso di una lunga notte estiva, situazioni di totale anarchia dei sensi. Se agli ingredienti aggiungiamo un’irresistibile compagnia di guitti intenti ad allestire tragicomiche storie d’amore, prodigiose metamorfosi e una altrettanto prodigiosa varietà poetica, otterremo una delle più belle commedie di Shakespeare. Non si contano le versioni teatrali e cinematografiche, le pellicole d’animazione, le musiche, le opere liriche, i balletti, i quadri e i fumetti che hanno tratto ispirazione dal Sogno.

L’Autore

William Shakespeare nacque a Stratford upon Avon nel 1564. Nel 1592 era già conosciuto come autore di teatro e fra il 1594 e il 1595 vennero rappresentati almeno quattro suoi drammi. Ormai faceva parte dell’importante compagnia del Lord Ciambellano, che godrò di ininterrotto favore a Corte, prendendo sotto Giacomo I il nome di King’s Men. Ad essa Shakespeare dedicherà tutta la sua attività di drammaturgo. Morì il 23 aprile del 1616

 

La mia recensione

In questa sua commedia Shakespeare riesce a far convivere elementi tragici e comici e, nonostante la presenza di figure immaginarie, opera una rappresentazione della realtà profondamente vera e verosimile.

L’autore ha la capacità di muoversi liberamente tra vari generi e soluzioni stilistiche. In questa commedia utilizza anche figure magiche e mitologiche. Qui infatti l’Autore narra la storia dei protagonisti (in primis i quattro innamorati infelici: Ermia, Lisandro, Demetrio e Elena, e poi a seguire i regnanti di Atene: Teseo e Ippolita e la compagnia di attori che stanno organizzando uno spettacolo per le nozze dei regnanti) nella quale ogni figura è delineata con abilità e anche ironia.

Poi attinge a superstizioni e paure medievali e ambienta la parte clou della storia in un bosco: un bosco fatato, dove il re delle Fate Oberon e la regina delle Fate Titania bisticciano e mettono in atto ripicche dispettose fra loro. In quella notte speciale, dove fate e folletti s’aggirano indisturbati, i malcapitati amanti in fuga e i loro inseguitori si ritroveranno, loro malgrado, protagonisti di un’avventura straordinaria e sconcertante.

Shakespeare mette in scena passioni, gelosie, tradimenti, amori, fedeltà, cospirazioni e ribellioni affascinando i lettori con la presenza di fate e folletti dispettosi, spiritelli pasticciosi, misteri e incanti.

Ecco i passaggi, a mio giudizio, più interessanti:

Elena – atto I

(…) Non è con gli occhi bensì con la mente

che guarda Amore: ecco perché l’alato

Cupido vien dipinto sempre cieco.

La mente dell’amore non possiede

il gusto del giudizio; ali senza occhi

rappresentano fretta e noncuranza.

Ecco perché si dice che Amore sia un bambino:

perché spesso l’inganna nelle scelte.

Come nel gioco i bambini incostanti

mancano di parola tra di loro,

così il bambino Amore è sempre uno spergiuro:

prima che avesse visto gli occhi d’Ermia,

Demetrio mi diceva che era mio

con giuramenti fitti come grandine;

ma quando poi avvertì un po’ di calore

di parte di Ermia, anche lui si è dissolto

come gli scrosci dei suoi giuramenti.

 

 

Teseo  – atto V

Gli innamorati

e i pazzi hanno cervelli tanto fervidi,

fantasie tanto pronte a creare forme,

che scoprono assai più di quanto possa

comprendere il più freddo raziocinio.

Pazzo, amante e poeta son composti

interamente d’immaginazione.

uno vede più diavoli di quanti

ne possa contenere il vasto inferno:

e quello è il pazzo. Con ugual furore,

l’amante vede in una fronte zingara

la bellezza di Elena. E l’occhio del poeta,

roteando in sublime rapimento,

vaga fra cielo e terra, terra e cielo;

e mentre la sua mente dona un corpo

a immagini di cose sconosciute,

la penna del poeta le tramuta

in forme, e conferisce a un nulla etereo

una concreta dimora ed un nome.

La forte fantasia ha dei trucchi tali

che se vuole provare qualche gioia,

intenta subito anche chi può donarla;

e se di notte immagina un terrore

quanto presto fa di un cespuglio un orso!

 

Che altro dire? Dal maestro del dramma e della poesia

una meravigliosa lettura! 🙂

Loriana

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