[recensioni] – Calvino in Topolino di Franca Mora

Carissim* followers, ho letto tutto d’un fiato un piccolo volume, edito nel 1993 dall’allora Stampa Alternativa, quella dei famosi libri “millelire”, ora Strade Bianche editore. E’ un volumetto che racchiude la storia dell’editoria e della cultura italiana del Dopoguerra, in un’Italia azzerata dal conflitto mondiale appena lasciato alle spalle, tra viaggi epici e avventurosi (avventati?) nel tentativo di diffondere la cultura.

L’ho trovato davvero molto interessante perché racconta la voglia di diffondere la conoscenza e la letteratura in un’Italia devastata dalla guerra, quell’Italia che voleva ripartire e aveva bisogno anche – pur se nell’emergenza della ricostruzione – di sapere, di leggere.

Le storie dei viaggi di Beppe, l’ispettore della Einaudi nelle varie librerie del Centro-Sud per vendere i prodotti editoriali, si legano alla passione e alla creatività di quello straordinario gruppo di lavoro. Un gruppo coeso, innovativo, dove le idee diventavano fuoco vivo.

Ho scoperto molto di quel mondo, di quel modo di fare editoria e me ne sono appassionata.

Nel 2014 molto è cambiato e l’innovazione del marketing e della stampa digitale hanno sovvertito completamente quel modo di fare cultura. Ma i valori che hanno animato quel periodo non devono andare persi, perché sono una risorsa per ognuno di noi.

Voglio quindi proprorre questo volumetto alla vostra lettura, riportandovi anche alcuni passaggi che ho ritenuto significativi.

Invito tutti a leggerlo e, contemporaneamente, a farmi avere le vostre impressioni. Il volume è disponibile con download gratuito al link che vi ho riportato sotto la copertina. Buona lettura!       ∼ Loriana ∼

copertina calvino in topolinoTitolo: “Calvino in Topolino: storie di scrittori, di libri e di lettori”

Autore: Franca Mora – Editore: Stampa Alternativa – anno 1993 – pp. 29

copertina flessibile – scaricalo gratis qui

 

Dalla IV di Copertina

Storie diverse si incrociano in questo lungo racconto: quella di Giulio Einaudi, l’editore, quella della casa editrice e dei libri, quella di Calvino, scrittore non ancora affermato ma già personaggio, e quella di Beppe, giovane ispettore librario che presta i suoi ricordi e, a tratti, la sua voce alla narrazione.

Tutto è giocato sullo scenario di un’Italia che si deve ricostruire, popolata da figure più o meno note che hanno contribuito a farci essere quelli che siamo o che avremmo voluto essere.

L’Autrice

Franca Mora, piemontese, di professione psicologa, vive e lavora a Roma.

 

 Calvino

“Calvino è per me un compagno di vita (uno di quelli che mi accompagnano), pur essendo una conversione adulta quella che ho avuto per i suoi scritti, uno specchio in cui trovare un senso alle cose, una scatola magica dove poter cercare le parole giuste e necessarie.”


Il dopoguerra

Il dopoguerra rendeva i giovani un po’ tutti uguali, nel corpo e nell’anima: la ricerca ossessiva di un lavoro omologava le differenze e appiattiva le qualità, la fatica di vivere e l’abitudine alla sopravvivenza, se abitudine si poteva chiamare o piuttosto disperata consuetudine, ci rendeva un po’ tutti superficiali, ma anche aperti a tutto ciò che sapeva di vita.


 I libri

I libri bastavano a riempire i miei percorsi: non solo quelli effettivamente letti, ma anche quelli provvisoriamente posseduti per la vendita, quasi due compagni che mi seguivano.


Voglia di cultura

Il contatto con gli operai che mi aspettavano per gli acquisti rateali mia aveva fatto scoprire l’importanza della parola e la fatica del comprendersi. La ricerca di un linguaggio comune diventava la possibilità di accedere al libro, di far vivere Martin Eden, Zanna Bianca, Hemingway o altri: tutti volevamo capire, sapere, sentire.


Il gruppo Einaudi*

Mi piaceva pensare che quell’andare e venire fosse il preludio alla materializzazione di un’idea, il libro. E lì mi sembrava si “vedessero” idee e intuizioni in attesa di trovare un foglio di carta adatto a farsi parola.

Il fenomeno più singolare, quando c’è uno scambio intenso, è la coincidenza delle idee: nascono intuizioni simili, nello stesso spazio di tempo, riproponendo in un microcosmo di gruppo ciò che avviene a volte nella storia delle scoperte. Ed è così che personaggi lontani per spazi e stili di vita “sentono” fluire le stesse idee, quasi che un “èlan vital” percorresse il mondo.

Sono convinto che il peregrinare nei luoghi dove hanno sostato, abitato, scritto o dipinto personaggi ai quali siamo legati (per piacere, per stima o per tradizione) possa trasmettere qualcosa di quegli stessi personaggi e premettere di condividere un po’ del loro spirito e della loro forza creativa. Così penso che l’aver vissuto la vita di questi che ho nominato e di quelli di allora di cui non ricordo le fattezze e i nomi ancor di più lasci tracce nell’anima. Io sono fatto anche di costoro.


Cesare Pavese**

Fui affascinato dalla sua distaccata complicità, dalla sua umanità trasparente ed inespressa, del suo venirti incontro senza vederti, per miopia o per voluta lontananza.

Avevo letto alcuni suoi libri: sapevano di terra, dei ritmi delle canzoni della campagna, un affresco vivo e vitale e allo stesso tempo già finito e dimenticato. Scriveva di radici o per bisogno di trovarle, lui sempre così sradicato: dal suo tempo, dalla resistenza, dall’amore per una donna.

E questo non essere mai là dove si trovava forse lo uccise.


I Giovani scrittori

Anche da loro ho appreso: la fatica dello scrivere, e poi farsi leggere, che è in realtà un riscriversi. E quanto sia importante saper attendere, senza chiedere risposte e senza però desistere.


I librai

Il ruolo del libraio era fondamentale nell’organizzazione della “Settimana Einaudi”, quella grandiosa idea che serviva come occasione per far incontrare l’autore o il curatore di una collana con i lettori. Per una settimana autore o curatore insieme all’ispettore giravano una certa zona ed ogni sera incontravano lettori o persone interessate ad ascoltare. Si parlava della filosofia della casa editrice, delle novità, delle collane, di cultura, di letteratura, del presente e del futuro.

Era il libraio del luogo ad organizzare l’incontro, a mettere manifesti nelle strade, a fare gli inviti: raramente ci si incontrava nei locali della libreria, ma più facilmente in un cinema o in un teatro o comunque in una sala disponibile. Interveniva tutti i personaggi più importanti della comunità locale: il farmacista, il medico, il maestro…


* Breve nota sulla storia della EinaudiLa casa editrice Einaudi fu fondata nel 1933 da Einaudi e altri allievi del liceo D’Azelio (Einaudi , Ginzburg,. Mila, Bobbio, Pavese. Il gusto della discussione, il lavorare insieme, la condivisione della vita lavorativa oltre a quella umana, fuori dalla sede ufficiale è sempre stata la caratteristica che ha caratterizzato la storia dell’Einaudi. Altro elemento importante, che si è sempre ritrovato nella produzione letteraria, è la continuità della riflessione politica.

** Cesare Pavese – Cesare Pavese, scrittore, poeta, saggista e traduttore italiano, in preda ad un profondo disagio esistenziale mise prematuramente fine alla sua vita nell’agosto del 1950. Scrisse: «Perdono tutti e a tutti chiedo perdono. Va bene? Non fate troppi pettegolezzi»


 

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