[ospiti] – Silvia Devitofrancesco e il suo “Lo specchio del tempo”

bannerBuongiorno cari followers! Oggi si aprono le porte del mio Salotto letterarindexio per ospitare una giovane autrice barese, Silvia Devitofrancesco e il suo romanzo d’esordio “Lo specchio del Tempo”. 

Spero di potervi ospitare numerosi, ho preparato già the e pasticcini per tutti! 😀

Allora, accomodatevi e iniziamo… 🙂

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Vi presento Silvia Devitofrancesco…

photo.phpSilvia Devitofrancesco è nata a Bari nel 1990. Ha conseguito la maturità classica e successivamente la Laurea triennale in Lettere (in Editoria e giornalismo).

Sin da piccola ha coltivato la passione per la scrittura.

 “Lo specchio del tempo” è il suo primo romanzo pubblicato a cura della casa editrice Libro aperto international publishing. 

 Silvia ha, inoltre, molti scritti al suo attivo con collaborazioni a vari blog (segnalo quello delle 4writers, con cui collabora ad alcuni progetti letterari in corso di realizzazione) . Alcuni suoi racconti sono stati pubblicati in varie antologie, tra le quali: 

  • Semplicemente Elisabetta, nella raccolta “Senti_menti” (Libro aperto international publishing); 
  • Nero, contenuto nel volume “Scritture in libertà” (Il violino edizioni); 
  • Amore, stupido amore, nella raccolta “L’amore è un’erba spontanea” (Alcheringa edizioni);
  • Sola, posto al termine del romanzo di Monica Portiero;
  • Nora e il bacio di Giuda, (Butterfly edizioni);
  • Qui c’è qualcuno di troppo!, pubblicato nell’antologia “romanticamente chick” (Libro aperto international publishing edizioni).

Contatti: Blog “Ragazza in rosso”   –  facebook: qui  –  twitter: @ragazzainrosso

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Ed ora ecco a voi “Lo specchio del tempo”…

copertinaTitolo: Lo specchio del tempo – Editore: Libro Aperto International Publishing – Genere: romance a sfondo storico – Anno: 2014 – pp.: 150 – Prezzo: cartaceo 12,00 euro + ebook 1.99 euro – acquistalo qui  e su amazon  – Isbn: 9781910442043

Guarda il booktrailer

Sinossi

«Avvertivo strane sensazioni. Avevo paura di ciò che sarebbe potuto accadere e avevo paura per me.»
Due donne diverse dai destini intrecciati, l’una lo specchio dell’altra. Un manoscritto le farà incontrare mettendo così a confronto due epoche diverse e due donne simili, vittime di un padre padrone, ancorate a un amore romantico, capaci di lottare per la vita. 
Due storie legate dallo specchio del tempo, dove il passato incontra il presente e in cui due donne lontane eppure vicine, lottano per rivendicare il diritto di scegliere il proprio destino e il loro sogno d’amore.

La mia recensione

Il libro si legge in un attimo. Intriga il lettore e l’autrice, con lo stile scorrevole e fluido della sua penna capace, riesce a narrare la vicenda complessa di queste due donne (Herminia e Erminia) legate da un destino comune a secoli di distanza.

Il lettore riesce ad immedesimarsi in entrambe le personalità complesse e articolate delle due protagoniste, la Herminia del medioevo (una giovane donna che tenta di contrastare il suo futuro fatto di silenzio e solitudine all’interno del convento dei frati in cui il padre l’ha rinchiusa) ed Erminia (la studiosa dei giorni nostri che, con faticosa determinazione, vuole raggiungere i suoi obiettivi).

Due donne assolutamente differenti, vissute in secoli lontani, che sono però destinate ad incontrarsi: la studiosa Erminia del XX secolo ha la possibilità di studiare i codici di un antico manoscritto risalente al regno di Federico II di Svevia, da poco ritrovato a Bari e qui troverà la Herminia del XIII secolo, che né è stata la straordinaria amanuense.

Le due donne, legate anche dal nome, condividono straordinarie similitudini nella propria vita che le rendono speculari. Simile è soprattutto la loro situazione familiare: entrambe, infatti, provengono da famiglie di alto livello nella società del loro tempo (la prima contessina, la seconda di alta estrazione dell’élite barese), entrambe soffrono per il difficile rapporto con il proprio padre (tutti e due uomini freddi e distanti che non riescono a comprendere ed amare davvero le proprie figlie), entrambe senza più la madre, loro unico punto di riferimento e fonte di tenerezza. Per Erminia è doloroso accettare la scomparsa improvvisa e prematura di una madre amorevole e presente pur se di personalità remissiva, per Herminia è un peso, quasi una condanna, l’aver causato la morte della madre durante il parto e non averla conosciuta mai.

L’ultimo urlo disperato di mia madre si unì al mio grido di vita. Per un attimo, purtroppo solo per un lunghissimo ed eterno attimo

Nel momento esatto nel quale mia madre soccombeva e chiudeva gli occhi per sempre, io firmavo, euforica, il verbale dell’esame.
La vita, a volte, crea delle strane corrispondenze. Il mio attimo di gioia costituiva lo specchio di dolore della mia famiglia e quindi, anche del mio.

Entrambi i genitori delle due ragazze non si sono sposati per amore ma per matrimoni combinati, anche se poi l’amore è arrivato dopo con la vita in comune. Sia il Conte, padre di Herminia, che il professore Dante, padre di Erminia, non hanno vissuto l’amore appassionato e spontaneo, pertanto sono incapaci di comprendere le proprie figlie, spinte verso l’uomo cui batte il cuore; entrambi infatti ragionano su convenienze sociali e opportunità.

 Per la giovane Herminia del XIII secolo la situazione è ancora più difficile: con la Crociata alle porte il padre, per preservarle la verginità in vista di un matrimonio importante che preserverà la posizione sociale del suo nome, la manda in clausura in un convento. Ma lei, donna istruita e appassionata vorrebbe qualcosa di più, soprattutto poter essere la protagonista di ciò che vive.

Entrambe contrasteranno il destino che altri hanno deciso per loro e per Erminia ci sarà la bella figura di Michele a darle forza e luce per il suo cammino di libertà.

Nelle precedenti tappe del blog tour, MissD, la blogger de “Le pazze booklovers” esprime il suo giudizio su questo romanzo, al quale mi associo: “Comunque la riflessione sconvolge davvero. In alcuni punti viene proprio da dire “Ma allora non è cambiato niente!” Due tempi così lontani allora sono ancora così maledettamente vicini. Inoltre ciò che mi è davvero piaciuto sono le corrispondenze, non solo tra le due donne, ma anche nella contemporaneità di entrambe. Costantemente Silvia ci mette in mostra la vita così con le sue contraddizioni, così con la sua pienezza.”

Le protagoniste di questo romanzo, Herminia ed Erminia, vi accompagneranno nel viaggio dentro le loro storie. Vi affezionerete a queste due eroine che, ognuna a modo proprio e con scelte personali, ricercheranno la felicità con fatica e determinazione.

Ben scritto, limpido ed emozionante. Complimenti all’Autrice!

cop intervistaE adesso qualche domanda all’Autrice… 🙂

Scintille – Ciao Silvia, di nuovo benvenuta! Ormai conosci questo blog per esserne stata ospite già in passato (qui). Quindi mettiti comoda e sentiti tra amici e amiche!

Silvia Devitofrancesco – Ciao Loriana e grazie per l’ospitalità, che dire? Sono tutta vostra 😉

La prima domanda che voglio farti è: come è nata l’idea di questi due mondi paralleli nella quale hai poi articolato le vicende delle due protagoniste?

L’idea è nata in seguito alla mia tesi di laurea che trattava proprio di amanuensi, così ho pensato di scrivere il passato e poi mi sono detta: “E se lo rapportassi col presente?” Ho voluto provarci e l’esperimento è riuscito.

Come hai preparato la stesura del romanzo? In che modo ti sei documentata?

Ho letto alcuni testi di storia medievale, poi, avendo studiato molto per la tesi, conoscevo l’argomento relativo ai codici manoscritti e allo scriptorium.

E i parallelismi che le accomunano, sono stati strutturati dall’inizio in fase di scrittura oppure sono stati inseriti successivamente? Ti è stato difficile legare le due protagoniste in episodi simili ma così distanti di secoli?

I parallelismi sono nati man mano che scrivevo la storia. Non ho incontrato grosse difficoltà, certo nella parte del passato occorreva maggior attenzione per evitare di creare falsi storici!

Chi sono gli amanuensi e come ti è venuta l’idea di utilizzarli in questo romanzo, per far incontrare, attraverso i secoli, le due donne?

Gli amanuensi sono dei monaci che in convento alternavano al lavoro nell’orto e alla preghiera, la trascrizione dei testi sacri, molti dei quali sono arrivati fino a noi. A volte i monaci offrivano questo loro lavoro (che era alquanto complesso!) come offerta a Dio e ai Santi.

Perché hai scelto di raccontare una storia di donne? Qual è il messaggio che volevi dare ai tuoi lettori?

Ho scelto protagoniste femminili in primis perché sono anch’io una donna e poi mi sembrava doveroso vista l’epoca nella quale viviamo in cui, a volte, non c’è rispetto per la figura femminile. Il mio messaggio, come ho scritto nella prefazione all’opera, è di voler trasmettere la passione per lo studio dei codici manoscritti affinché questo diventi patrimonio di tutti e non scelta di pochi.

Herminia deve sottostare alla società medievale che non lascia spazio e libertà alle donne. Quanto è cambiata la vita delle donne dal medioevo ad oggi? Quanto invece ci accomuna alle condizioni delle donne dell’epoca? Cosa bisogna ancora cambiare?

La società è cambiata molto, fortunatamente. Oggi le donne non sono solo mogli e madri, ma occupano anche ruoli di rilievo nella società. Purtroppo ci sono ancora situazioni “medievali” basti pensare a quante donne non sono libere nemmeno di andare dal parrucchiere, perché devono sottostare alle figure maschili o ai troppi casi di femminicidio. Di strada bisogna farne e anche tanta…

Come sono emerse le due personalità di Herminia ed Erminia? Le avevi già definite dentro te oppure si son man mano svelate durante la scrittura?

Dentro di me avevo degli schizzi sulla loro psicologia e carattere, poi questi schizzi sono divenuti ritratti in corso d’opera.

Le due protagoniste hanno delle caratteristiche che sono un po’ tue?

Sì, è inutile negarlo, un libro rispecchia un po’ l’anima del suo autore. In Herminia vedo il mio desiderio di voler lasciare un’impronta nel mondo e il mio senso romantico che traspare un po’ in tutto quel che faccio. Mentre in Erminia vedo la mia determinazione nel voler portare a compimento tutti gli obbiettivi che mi prefiggo.

Nel romanzo parli della città di Bari (che è poi la tua città) nel medioevo e poi nei giorni nostri. In che modo è cambiata e si evoluta questa città nel corso dei secoli? E tu che ci vivi, hai scoperto cose che non conoscevi e a cui ti sei appassionata, durante l’elaborazione del tuo romanzo?

Bari si è evoluta molto, oggi è una città multietnica, globalizzata, ricca di negozi. No, i luoghi di cui parlo nel romanzo li conosco personalmente. Il liceo classico “Flacco” dove insegna il padre di Erminia è stato il mio liceo, il museo diocesano dove Erminia studierà il manoscritto l’ho visitato e poi ci sono le vie del centro dove passeggio spesso.

Adesso parliamo di te: sei una giovane autrice esordiente che ha trovato un editore, cosa non facile in questi tempi di crisi e di crescita del settore self. Puoi parlarci di questa tua bella esperienza e dare qualche consiglio a chi, come te, vuole intraprendere la carriera di scrittore?

Sono stata molto fortunata ad aver trovato una casa editrice seria, professionale, affidabile e che consiglio davvero a tutti. Una casa editrice sempre pronta a farsi in quattro per i suoi autori e che non li abbandona all’indomani della pubblicazione.

Da emergente e bisognosa in primis di consigli, consiglio a tutti di essere lettori onnivori e di scrivere molto senza però avere l’ossessione della pubblicazione.

Oltre a farti i complimenti per il tuo bel romanzo voglio aggiungere un’ultima domanda: hai progetti futuri su cui stai lavorando?

Sì, in pentola bolle qualcosa!

Buon lavoro allora e in bocca al lupo per i tuoi progetti! 🙂

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Prima di concludere vi riporto qui le varie tappe del blogtour di presentazione: Prima tappa sul blog di Terre di Arret   –  Seconda tappa sul blog di Annalisa Caravante scrittrice   –  Terza tappa sul blog di La bottega dei libri incantati   –  Quarta tappa sul blog de Il rumore dei libri  –  Quinta tappa sul blog de Le pazze booklovers  –  Sesta tappa sul blog di Viaggi nell’arte   –   Settima tappa sul blog The restless readers room  –  Ottava tappa su: questo blog! 🙂

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 Silvia, ti ringrazio per esser stata con noi e per la tua gentilezza e disponibilità.

Ora la parola passa ai lettori con domande e curiosità…

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62 thoughts on “[ospiti] – Silvia Devitofrancesco e il suo “Lo specchio del tempo”

      • Benvenuto Daniele su questo blog! Quindi tu sei un lettore di Silvia! Mi raccomando però non spoilerare altre informazioni appetitose neanche sotto tortura perché è certo che qui ci son lettori curiosi che vorrebbero sapere di più, ma la curiosità va colmata con la lettura! eheheh! 🙂 sei sempre il benvenuto!

  1. Ciao, due anni fa ho pubblicato anche io un libro; una raccolta di racconti, che poi ho presentato al Salone del Libro di Torino. L’editore (anche egittologo) mi aveva promesso delle cose, che poi non ha mantenuto. Ad oggi mi ritrovo ancora con uno scatolone di libri invenduti, ma a parte questo, la delusione per quanto è successo. Ma a me scrivere piace, e non voglio smettere. Di sicuro, se volessi pubblicare di nuovo, però, non sceglierei la stessa. Hai consigli da dare ad un autore in erba? Grazie!

  2. DALL’EVENTO FACEBOOK CHE ABBIAMO CREATO AD HOC PER QUESTA PRESENTAZIONE, CI ARRIVA UNA DOMANDA DI GIUSY DEL VENTO: miei complimenti alla giovanissima Silvia che esordisce con un romanzo abbastanza impegnativo, in quanto a sfondo storico. So quanto siano importanti le ricerche, studi e l’attendibilità in questo genere, che è anche tra i miei preferiti. La domanda è, quanto tempo ci è voluto per questo tipo di preparazione storica? Concludo infine coni miei auguri sinceri Giusy.

  3. DALL’EVENTO FACEBOOK CHE ABBIAMO CREATO AD HOC PER QUESTA PRESENTAZIONE, CI ARRIVA UNA DOMANDA DA MATTEO IACOBUCCI: Cosa vuol dire esordire da scrittrice pura OGGI nel panorama letterario italiano, in cui brulicano pubblicazioni legate più allo sfizio che alla qualità vera e propria? Ottenere la fiducia di un editore oggi è complicato, specie se non si è un big name in un altro campo come la musica o il cinema.

    • Ciao Mattero, esordire oggi è davvero difficile, lo ammetto e lo è ancor di più se si pensa a quanti libri vengono pubblicati ogni giorno. Per quanto riguarda le case editrici, un esordiente dovrà puntare alla piccola e media editoria che punta proprio al talento dell’emergente e alla qualità della sua opera. Io mi reputo fortunata, perché “Lo specchio del tempo” ha subito incontrato il favore della mia casa editrice. In ogni caso consiglio sempre di non demordere e di non lasciarsi intimorire dai rifiuti. Piccole e medie case editrici ce ne sono in abbondanza!

  4. ALTRA DOMANDA SEMPRE DA MATTEO IACOBUCCI, SEMPRE TRAMITE FB: Quanto tempo ha richiesto, complessivamente, la stesura del tuo manoscritto? Intendo prima stesura, prima fase di editing, riscrittura, seconda fase e scrittura definitiva?

  5. …ANCORA UN’ULTIMA CURIOSITA’ DA PARTE DI MATTEO IACOBUCCI (SEMPRE TRAMITE FB): Credi che l’Italia, da un punto di vista delle possibilità per chi scrive, possa risalire e risplendere come anni fa, oppure siamo destinati ad essere etichettati come il paese che legge meno di tutti? O che legge male? Come pensi si possa far nascere l’amore per la lettura nei più giovani?

    • Spero che la situazione migliori, la nostra letteratura è una delle più belle del mondo (non me ne vogliano gli altri Paesi!) e spero anche che la gente torni a riscoprire il valore della lettura.
      L’educazione alla lettura è importante: innanzitutto gli adulti devono dare il buon esempio facendosi vedere coi libri in mano, discutendo con i propri figli di personaggi tratti dai libri della letteratura per l’infanzia e accompagnandoli in libreria. Insistere, insistere, insistesere insomma!

    • Il web ha una grande importanza. Ormai si comunica più via web che face to face quindi anche gli scrittori devono adeguarsi a questo nuovo contesto sociale. I gruppi su facebook, le web radio, i blogtour aiutano, certo, ma non devono rimanere le uniche forme di promozione, ci sono molte persone che non navigano in internet. Per questo bisognerebbe alternare questi momenti web con momenti tradizionali, gli incontri autori lettori, le presentazioni del libro presso le associazioni culturali, così da accontentare un pò tutti.

    • Ringrazio la mia amica Moka che, pur se con difficoltà di tempo e di connessione, è riuscita ad inviarmi queste domande, per dare il suo contributo a questo salotto letterario. Un abbraccio grande e un vassoio virtuale di pasticcini per lei! :-*

    • Ciao Moka! La stesura di questo romanzo è durata circa sei mesi. In Herminia vedo il mio desiderio di voler lasciare un’impronta nel mondo e il mio senso romantico che traspare un po’ in tutto quel che faccio. Mentre in Erminia vedo la mia determinazione nel voler portare a compimento tutti gli obbiettivi che mi prefiggo.

    • Herminia vedo il mio desiderio di voler lasciare un’impronta nel mondo e il mio senso romantico che traspare un po’ in tutto quel che faccio. Mentre in Erminia vedo la mia determinazione nel voler portare a compimento tutti gli obbiettivi che mi prefiggo.

  6. Ciao Silvia, ciao Lory. Leggendo l’intervista e scrivendo anche io, mi sono detta ancora una volta quanto importante sia sperimentare e trovare nuove storie. Per te, Silvia, un autore è colui che sa rendere interessante anche una storia di poco interesse o che cerca e scrive solo storie originali?

    • grazie Gioia per il contributo, nonostante i vari tentativi di connessione (ma oggi che c’ha internet?!) non riusciti. Rimani ancora un po’ con noi e serviti, di pasticcini virtuali ce n’è in abbondanza! 😛

    • Il web ha una grande importanza. Ormai si comunica più via web che face to face quindi anche gli scrittori devono adeguarsi a questo nuovo contesto sociale. I gruppi su facebook, le web radio, i blogtour aiutano, certo, ma non devono rimanere le uniche forme di promozione, ci sono molte persone che non navigano in internet. Per questo bisognerebbe alternare questi momenti web con momenti tradizionali, gli incontri autori lettori, le presentazioni del libro presso le associazioni culturali, così da accontentare un pò tutti.

  7. ❤ ❤ ❤ ❤

    Cari lettori e followers vi comunico che il tempo a nostra disposizione è terminato. L'Autrice, Silvia Devitofrancesco, ha promesso che ripasserà nei prossimi giorni per rispondere ad eventuali domande che arriveranno a chiusura di questo incontro, quindi continuate a seguirci e a fare altre domande, vi verrà risposto in seguito.

    Ringrazio tutti voi per la partecipazione. E ringrazio la giovane autrice Silvia, che ha acconsentito disponibile ad avere un colloquio diretto con voi e ci ha presentato qui il suo romanzo d'esordio.

    A Silvia il nostro forte in bocca a lupo per tutto e mille auguri per tutti i progetti che avrà voglia di realizzare!

    Un abbraccio a tutti… alla prossima!
    LORIANA
    ❤ ❤ ❤ ❤

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  9. Pingback: [recensioni] – Lo specchio del Tempo, di Silvia Devitofrancesco | Scintille d'Anima

    • Ciao Luca, più che lavoro direi passione smodata! Senza scrittura non potrei vivere, è un bisogno di appagamento fisico, per me, necessario. Ogni giorno mi ritaglio un pò di tempo (a volte anche un’ora circa) per lasciar correre la penna sul foglio, quindi direi che riesco a dedicarmici a trecentossessanta gradi, in primis, perché l’ho scelto io e poi perché ripongo nella scrittura molta fiducia che mi spinge a non mollare mai, nonostante le mille difficoltà.

  10. Arrivo in ritardo, ma ho letto con interesse l’intervista e ora sono curiosa di leggere il libro. Ho una domanda: quando scrivi un romanzo, lavori su una scaletta precisa o lasci che sia la storia a guidarti?

    • Ciao Molly, il tuo proposito di lettura mi colma di gioia e, mi raccomando, poi dammi un tuo parere! Nella mia mente la trama è più o meno disegnata, so come far evolvere gli eventi e come concludere l’opera. In corso d’opera, si perfeziona quindi vado a delineare meglio un carattere, ad aggiungere un dialogo o una situazione per evitare uno stacco troppo netto, lasciando un pò che sia la storia a guidarmi, senza distaccarmi, però, dal progetto iniziale.

  11. Anche se in ritardo ti pongo una domanda per sfamare la mia curiosità. E’ stato naturale per te abbinare tesi di laurea con il tuo manoscritto oppure è avvenuto per caso?

    • Ciao Danilo! E’ avvenuto per caso. Ti spiego: nei codici manoscritti a fine testo, motlo spesso, si trovava una parte chiamata “sottoscrizione” o “colofone” dove l’amanuense poteva lasciare anche alcune notizie su di sè e sul suo lavoro. La mia tesi parlava principalmente di questo. Partendo da questo presupposto mi sono detta: “E se tramandasse una vera e propria storia di vita?” All’inizio non riuscivo a credere che avrei scritto questo romanzo , perché mi sembrava molto “irreale”, poi, però, il progetto ha preso forma e ho iniziato a metterlo su carta alternando le vicende tra passato e presente. Quindi direi che il caso ha fatto la sua gran parte!

      • Molto spesso a mio avviso il caso la fa sempre da padrone nella stesura di un libro. Anche io quando scrivo mi lascio dominare dal caso, dall’ispirazione e dalla mia penna che assieme al taccuino mi aiuta ad incidere idee e stati d’animo. Sono curioso di sapere se tu usi ancora la penna o il pc e se utilizzi scheletri per scrivere.

      • Ottimo, adotti il mio stesso sistema. Di certo non si perde così facendo nessuna idea creativa a mio avviso. Se dovessi scrivere su pc non creerei nulla…

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