[letti per voi] – L’Amuleto di giada, di Alessandra Nitti

bannerSPECIALCare amiche lettrici e amici lettori, oggi vi propongo con piacere ed emozione una RECENSIONE SPECIALE…

L’AMULETO DI GIADA

di Alessandra Nitti

1a-cop.-amuleto-di-giadaTitolo: “L’amuleto di giada” – Autore: Alessandra Nitti – Editore: Arpeggio Libero – anno 2014 – pp. 336 – Genere: storico-fantasy – prezzo 18 euro

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Dalla IV di Copertina

Divisi da duecentoventicinque anni, Athena e Jean vivono due vite in parallelo, due vite lontane ma unite da un diario: pagine ingiallite, un’immagine sconvolgente, e il diario diventa il prima e il dopo, il presente e il passato. Una vita, un’altra. Mani che lo scrivono nel passato, occhi che lo leggono nel presente: nello stesso istante. Chi è la donna nell’immagine, perché le somiglia? Perché l’amuleto brucia sulla pelle? Athena non vuole sapere. Chiude gli occhi e scappa. Prova a vivere la sua vita, ma il vortice è vicino, la porterà con sé oltre ogni legge fisica e il 1786 diventa presente: la sua casa non c’è più, non ci sono i genitori, non c’è più la sua Venezia. C’è lui: Jean e una storia da scoprire, il male da sfuggire. E Athena rivive la vita scritta sul diario.


La mia recensione

Potrebbe bastare la breve descrizione della IV di copertina per attirare i lettori più curiosi, ma L’amuleto di giada è molto di più e, quindi, per darvene un’idea a 360° ho deciso di proporre una recensione differente dal solito. In primo luogo per il rapporto d’amicizia che mi lega all’autrice (Alessandra Nitti)  e poi perché merita davvero un ulteriore approfondimento.

Partiamo dai commenti dei lettori: in rete ne trovati alcuni molto interessanti:

  • Caratteristico del romanzo il tocco delicato, leggero ed ironico che accompagna tutte le parti,anche le più drammatiche. Degna di nota è la caratterizzazione psicologica dei protagonisti:fra le sue pagine,infatti,si delineano poco a poco con estrema chiarezza la solitudine,la fragilità e lo straniamento di Athena,la riluttanza di Jean nell’uscire dagli schemi tradizionali e il suo sgomento di fronte ai modi “inusuali” della ragazza;nessuno dei due è privo di peccati,anzi,la tradizionale divisione fra “buoni” e “cattivi” cede il passo ad una rappresentazione disincantata della realtà,nella quale a volte la necessità fa sì che anch’essi si “sporchino le mani”,senza perdere però la loro positività. (Paola)
  • Dal punto di vista letterario la vecchia Venezia è proprio come Alessandra la dipinge: sventurata, ma piena di passione – magica, magnetica e dai contorni eternamente umidi; sono sensazioni che rare volte riescono a fuoriuscire attraverso un capitolo. Athena è una protagonista che non definirei una ragazza, ma una donna: incosciente fino al midollo, la sua impulsività non irrita – visto che non compie gesti eroici o sconsiderati per attirare l’attenzione di qualcuno, ma per scopi ben precisi e coerenti. Il suo viaggio è interiore; combatte con fatti inspiegabili e non si lascia mai prendere dell’ansia: nel momento in cui compare, sa come gestirla e questo non la rende patetica. Dall’altro lato abbiamo Jean, eternamente solo, di cui ho raccolto ogni sfaccettatura con attenzione. Un nobile dall’animo di terra, con valori umani al pari di un uomo che in vita sua non ha mai avuto nulla. Eppure, l’eleganza innata di chi conosce il suo posto, nel mondo. Athena rappresenta la paura, la diversità, l’incomprensibile essenza dietro una chioma rossa. Ne è attratto, non la insegue, si limita a studiarla. Un rapporto che nasce dalla curiosità, dall’ira di non poter dare una definizione adeguata, angoscia e credenze; una coppia che alla fine diventerà solida. La storia di Jean, a mio parere, è una delle più affascinanti, poiché mi sono legata parecchio anche a suo fratello Tommaso, diverso da lui, che regala ai dialoghi venti d’aria fresca. Adoro il legame tra loro due e il modo in cui l’hanno recuperato, eludendo la distanza. C’è chi è brillante, chi è intelligente e cauto. In ogni caso, i fratelli Vicentini mi hanno rubato il cuore. E l’ho scoperto solamente durante le ultime pagine, superando ogni mia aspettativa. Insomma, un romanzo di una qualità assurda, rumoroso, per nulla tranquillo – Una vera e propria esplosione raffinata. Consiglio vivamente di leggerlo, poiché merita tantissimo. (Klem)
  • Ho iniziato a leggere questo libro cosi, per puro caso…in genere è sempre cosi che funziona. Non hai nulla da leggere, ti ritrovi un nuovo romanzo tra le mani e magari è proprio di quel romanzo di cui ti innamori, rimani folgorata , il famoso colpo di fulmine….sapete?…per me succede, ma non con le persone…con i libri, con le storie che ti prendono da dentro, che ti sconvolgono e l’ Amuleto di Giada è stato uno di questi, una storia che suscita curiosità in chi si imbatte nella vita di Athena, che ti stimola anche nel conoscere meglio l’ epoca in cui si evolve la storia, che ti fa capire cosa vuol dire , per due persone , essere legate. Insomma, una storia stupenda che deve esser letta assolutamente, una storia che io, a breve, Rileggerò SICURAMENTE perché personaggi come Athena, non sono semplici da riscontrare dappertutto. (Rosanna)
  • Meraviglioso romanzo dal sapore francese che consiglio a tutti di leggere. Dimostra definitivamente il talento della giovane autrice. Complimenti! 🙂  (Drugo)

Ma quali sono gli ingredienti unici e speciali di questa storia? E’ la stessa autrice a svelarceli:

La storia reale è uno sfondo importantissimo per lo svolgimento degli avvenimenti, la fantasia rende il tutto “magico” e fa sognare, e la storia d’amore è il motore delle vicende perché l’amore è ciò che muove le nostre vite, reali o fantastiche che esse siano.

“L’amuleto di giada” è il primo volume della saga di Athena Arianrodi, edito da Arpeggio Libero. E’ un romanzo storico-fantasy nel quale magia e realtà si intrecciano. La storia inizia a Venezia, una delle più meravigliose città, passa per Vienna e continua nel resto d’Europa, mentre i moti rivoluzionari di fine diciottesimo secolo infiammano il continente e distruggono imperi centenari. Sullo sfondo della storia reale, le mie creature si muovono cercando di cambiare il corso della storia, vivono le loro normali, assurde vite, amano e si evolvono – il tutto è arricchito da elementi magici, perché in fondo la vita, senza magia, non è tale. 

Vi racconto un po’ la trama del romanzo…

Athena è una giovane donna dei giorni nostri che, per un sortilegio magico, si ritrova nella Venezia del Settecento e che, nonostante lo sbigottimento iniziale, cerca in tutti i modi di opporsi al destino oscuro che le viene riservato. Perché questa magia? Che legame c’è con la Ninfa dell’acqua, leggenda a lei tanto cara e in cui più di una persona ha trovato elementi di affinità proprio con lei? A questa domanda segue poi l’altra: come poter tornare al presente?

Athena purtroppo risposte a questi interrogativi non ne ha. Suo malgrado, quindi, è costretta ad adattarsi a questa nuova esistenza, cercando di evitare i guai che, però, ben presto s’accalcheranno tra le vicende con un fiuto straordinario nel cercare proprio lei. Così la giovane affronterà rocambolesche fughe, evasioni, torture e duelli. Parteciperà ai balli della Venezia antica, tra trine e merletti. Imparerà a sopportare (a malavoglia) la costrizione di corpetti e regole dell’etichetta di duecento anni prima. Farà scoperte sulla vita e le abitudini dell’epoca che, tra un misto di disgusto e curiosità, la metteranno a dura prova.

Ma lei è risoluta e forte ed è una combattente: è una ragazza schietta e spontanea, irruenta e determinata, senza peli sulla lingua e dal comportamento inusuale e particolarmente indipendente. E grazie proprio alla sua forza d’animo riuscirà a mantenere i nervi saldi durante le mille avventure di cui sarà protagonista, e non smetterà neanche per un attimo di voler capire il perché questa straordinaria esperienza sia toccata proprio a lei.

Nel prosieguo della storia le parole farneticanti della vecchia strega Lucja, in principio accolte con ilarità dalla giovane e considerati vaneggiamenti di una pazza, inizieranno a delineare per Athena scenario nuovo, sconosciuto e oscuro; tanto da renderla consapevole di essere proprio lei l’eletta alla missione speciale da portare a compimento. Una missione però ancora a lei sconosciuta.

Così Athena, assieme gli affascinanti fratelli Vicentini, Jean e Tommaso – entrambi dotati di una personalità tridimensionale: unica, sfaccettata e intrigante – percorrerà le tappe fondamentali della storia in un’Europa percorsa e scossa dai moti rivoluzionari di fine diciottesimo secolo.

Riuscirà la ragazza a compiere la missione a cui la strega allude, a dispetto dei complotti e delle vicende cui diventerà protagonista? E soprattutto, riuscirà a tornare alla Venezia del Duemila?

I personaggi di questo racconto, in tanti tra protagonisti e comparse, sono descritti ottimamente dalla penna dotata della scrittrice che, se pur giovane, ha chiaro talento. Come scrive Monia Iori nella sua recensione nel sito di Italians do it better: “Il primo termine che mi viene in mente per definire precisamente il modus narrandi di Alessandra Nitti è schietto. Di certo l’autrice non si perde in giri di parole né lo fa la sua indomita protagonista che -come direbbe un certo Jean – è sfacciata e non conosce mezze misure. È proprio questo il bello dello stile della Nitti: è diretto e sincero, non vuole ricamare una storia con il pizzo dell’epoca, ma affrontare di petto l’intreccio e le difficoltà di un’opera ambientata nel passato. E Athena, eccezionale personaggio femminile, ci accompagna senza filtri alla scoperta di un mondo pericoloso e ricco di fascino, perché quello che vediamo è esattamente quello che appare sotto i suoi occhi, non ci viene addolcito il racconto né nascosta la verità.”

Clementina Boccellino, nella sua recensione su Cancelli di carta descrive così la personalità e il destino di Athena: “Il suo viaggio è  interiore. Combatte con fatti inspiegabili e non si lascia mai prendere dell’ansia. Nel momento in cui compare, sa come gestirla e questo non la rende patetica. Dall’altro lato abbiamo Jean, eternamente solo, di cui ho raccolto ogni sfaccettatura con un cucchiaino. Un nobile dall’animo di terra, con valori umani al pari di un uomo che in vita sua non ha mai avuto nulla. Eppure, l’eleganza innata di chi conosce il suo posto, nel mondo. Athena rappresenta la paura, la diversità, l’incomprensibile essenza dietro una chioma rossa. Ne è attratto, non la insegue, si limita a studiarla.”

Jean spense il fuoco e preparò i cavalli. Poi si avvicinò a me e ancora una volta mi guardò con i suoi occhi penetranti e luminosi, sorridendo dolcemente. Questa volta ricambiai lo sguardo e il mio stomaco fece una capriola. Jean mi prese tra le braccia e il suo tocco mi fece vibrare il corpo, la pelle, le ossa, il sangue mi ribolliva nelle vene, mi sentivo quasi inebriata da lui, attirata da una forza irresistibile, voglia di fondermi con il suo corpo. E mi baciò. Lentamente, molto lentamente le sue labbra si avvicinarono alle mie e mi sentii quasi ubriaca, ubriaca delle sue labbra, del suo corpo grande e caldo che mi stringeva a sé. Ancora, e ancora e l’ebbrezza mi avvinghiava sempre più forte ogni volta che le sue labbra toccavano le mie e mi sentivo felice e viva come non lo ero da tanto. Ancora, e ancora, non riuscivo a fermarmi, non mi bastava mai. E mi persi in lui.

Alcuni passaggi sono poi decisamente esilaranti, soprattutto quando ci si imbatte in situazioni che narrano la vita quotidiana del diciottesimo secolo, come ad esempio l’igiene personale, la medicina dell’epoca, la mania di Athena per disinfettare ogni cosa per evitare germi e batteri, la scoperta degli abiti nella narrazione dettagliata e fedele al contesto storico. Altro episodio divertente è quando Athena è costretta a spiegare a Jean la funzione dell’oggetto misterioso che si trova tra le mani del nobile veneziano: è il suo cellulare rosa, unico oggetto – assieme alla sua carta d’identità – che la tiene legata alla vita di prima del Ventunesimo secolo.

“Una vera e propria esplosionemonia ioriE, dopo i complimenti fatti dalle colleghe che mi hanno appena preceduto, aggiungo il mio: L’amuleto di giada è un romanzo che ha insomma tutte le componenti per agganciare il lettore e trasportarlo, tra emozioni, duelli, amore e intrighi, fino alle ultime pagine. La scrittura netta e ironica di Alessandra Nitti sa tratteggiare personalità complesse, dalle mille sfumature e riesce a descrivere episodi storici con minuzia particolari.

NON PERDETELO!∼ Loriana ∼


L’Autrice: Alessandra Nitti img_0482

Nata ad Avellino nel 1991, dalla personalità poliedrica e carismatica, svolge mille attività. “L’amuleto di giada” è il suo primo romanzo, edito da Arpeggio Libero.

Volete sapere di più su questa autrice? Leggete la sua intervista, on-line oggi  su questo blog a partire dalle ore 16.00 QUI

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11 thoughts on “[letti per voi] – L’Amuleto di giada, di Alessandra Nitti

  1. Letto d’un fiato , bellissimo consigliato a chi ama i viaggi nel tempo, i misteri ,le storie d’amore e i personaggi carismatici.

  2. Leggo qui sopra che hanno scritto di Athena che è “sfacciata e non conosce mezze misure” quanto c’è di Alessandra Nitti in Athena e quanto questo ti ha aiutata od ostacolata nella stesura del romanzo?

      • Tutti i lettori che mi conscono dicono che Athena mi assomigli molto. Io, però, questa somiglianza no la noto molto! Non mi hai mai ostacolata nella scrittura, nonostante la tua testaccia dura. Mi ha, anzi, fatto tantissima compagnia. E’ un’amica e compagna d avventure ormai :p

  3. Pingback: [eventi] – #LeggiunEmergente, il maggio dei libri | Scintille d'Anima

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