[letti per voi] – Birdy di William Wharton

Voglio pensare di rendere reale questa cosa che so e che non posso trattenere La terra in me è forte; c’è polvere alla deriva nelle mie ossa.

 

birdyTitolo: “Birdy” – Autore: William Wharton

editore Euroclub narrativa – anno: 1978 – pag.: 334

 

Dalla IV di copertina:

Questo straordinario romanzo ci trasporta con la magica forza dei nostri stessi sogni nella mente fantastica di un ragazzo, il cui intero essere è concentrato sul desiderio di volare e sull’attrazione per gli uccelli. Dapprima sono i piccioni. Comincia col richiamarli dai marciapiedi li raccoglie, impara a conoscerli, ne fa a sua fissazione.

Ben presto viene soprannominato Birdy, uccellino. Il mondo in cui Birdy si sente prigioniero e dal quale vorrebbe volar via verso la libertà, è la squallida periferia di Philadelphia degli anni Trenta, un quartiere popolare dove perfino giocare è violento, rischioso. Il suo unico sollievo è l’amicizia con un altro ragazzo: Al, un duro sempre ala ricerca di qualche ragazza, sempre intento a sollevar pesi e a tirare pugni; il cielo è la sua unica grande attrazione.

Passano gli anni. Birdy rinuncia ai piccioni e si mette ad allevare canarini. Li fa accoppiare, ne compera sempre di nuovi convincendo i genitori che ci si può fare un sacco di quattrini; impara le loro canzoni e il loro linguaggio, finché riesce a capirli. E intanto, come un novello Leonardo, osserva gli ucceli per ore, mentre progetta e irrobustisce le proprie “ali” meccaniche.

Di pagina in pagina, l’aspirazione di Birdy a volare e la prepotente volontà con cui tenta di realizzare il suo sogno diventano un prisma attraverso il quale emergono, con esaltato realismo, il suo mondo intimo e ciò che lo circonda: la dura vita dei genitori, la sua estraneità alla scuola, l’esperienza della seconda guerra mondiale e, infine, l’ospedale psichiatrico militare, dove a Birdy tentano di tarpare le ali e nel quale viene mandato anche Al, perché convinca il suo amico ad abbandonare una pazzia squisitamente architettata.

La storia è narrata in prima persona dalla voce dei due protagonisti Il risultato è un romanzo diverso, commovente, drammatico, che molti hanno paragonato a Qualcuno volò sul nido de cuculo. Un’opera di istrionesca fantasia; un viaggio in un regno dominato dal sogno, semplicemente galvanizzante.

Note sull’Autore:

William Wharton (1925-2008), americano, scrittore e pittore ha scritto altri volumi oltre a “Birdy”  ma questo è considerato il suo capolavoro che gli valse il prestigioso premio letterario National Book Award e la finale per il premio Pulitzer. Il romanzo ebbe così tanto successo da aere poi una trasposizione cinematografica, diretta dal regista Alan Parker e interpretata da due giovani Nicolas Cage e Matthew Modine.

Un romanzo che mi ha colpita. Non solo per la storia originale o per il linguaggio crudo e potente con cui l’autore racconta la vita del giovane nella perifieria della Philadelphia degli anni Trenta.

Una lettura che mi ha segnata profondamente soprattutto per la descrizione dettagliata dell’evoluzione dell’ossessione del protagonista, Birdy, verso gli uccelli. L’autore riesce a condurre il lettore nella mente del giovane, per penetrare  i suoi pensieri astrusi e onirici, con uno stile letterario avvincente e incalzante.

Un libro diverso, particolare, con momenti di durezza molto forti che però il lettore non può non amare. Da questo best seller è stata poi tratta la versione cinematografica di Alan Parker.

Sicuramente una lettura diversa, difficile, che io però ho apprezzato molto.

Consigliato a: lettori esperti.

∼ Loriana ∼

Di una cosa sono certo. Cantare è come volare. Quando canto chiudo gli occhi e mi vedo volare fra le fronde e sopra gli alberi. Ecco perché cantano i canarini, ne sono sicuro Furono messi in gabbia perché cantavano e ora cantano perché sono in gabbia.

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