[ospiti] – Quattro chiacchiere con Gianluca Ingaramo, autore di “Nocturna24”

Eccoci qui, per una breve intervista a Gianluca Ingaramo, autore di “Nocturna 24” antologia di racconti edita da Montecovello editore.

Di “Nocturna 24” vi ho già parlato in quest’altro post. Adesso è il momento di conoscere meglio questo giovane scrittore.

Intanto vi fornisco i suoi contatti: su Facebook, su mEEtale, su Wattpad, su Writers’Dream

E ora passiamo alle domande…

cop intervistaCiao Gianluca, grazie per la disponibilità e per la tua presenza oggi qui con noi. Partiamo con l’interivsta

Scintille d’Anima – Cosa ti spinge a scrivere?

Gianluca Ingaramo – Credo la volontà di evasione dal quotidiano, uno sforzo catartico di allontanarmi da un lavoro improntato a regole schematiche tipiche della pubblica amministrazione. Scrivere è un hobby, di certo impegnativo, che riesce a soddisfare la necessità di comunicazione e di espressione artistica, permettendo una creatività assente in altri tipi di svago.

Scintille d’Anima – Dove trovi ispirazione per le tue storie?

Gianluca Ingaramo – Difficile una risposta univoca, le fonti di ispirazione sono molteplici. Prima e più frequente è la rilettura dei disagi della nostra società, il cui carico di ansia e alienazione trova espressione nei racconti distopici. Poi viene la rielaborazione di paure comuni, come quella dell’ignoto, rilette in chiave onirica e popolate da mostri dell’immaginario, che qui assumono significati simbolici. Infine i temi imposti dalle competizioni letterarie cui ho partecipato: interpretarli in chiave horror è stata una sfida nella sfida, mi sono divertito e ho imparato molto.

11134292_403347119847613_1141440138_nScintille d’Anima – Come nascono i tuoi personaggi?

Gianluca Ingaramo – Sono frutto della fantasia, personificazione umana o mostruosa dei disagi quotidiani che sono chiamati a rappresentare: mi limito a catapultarli in contesti in cui l’irrazionale aleggia come un’ombra minacciosa, ragion per cui resta assai più facile rispondere sulla loro sorte finale. Stephen King ha parlato più volte di un universo delle idee, da cui ogni scrittore si limita ad attingere. Lo stesso concetto credo si possa applicare anche ai personaggi dei racconti: erano già lì da qualche parte, in attesa di qualcuno che li facesse vivere il tempo di un numero di pagine sufficiente per liberarsi dei loro drammi.

Scintille d’Anima – Cos’è per te l’orrore?

Gianluca Ingaramo – Una risposta canonica riporterebbe il termine al significato di spavento o di raccapriccio. In un’accezione più personale, lo identifico nel fare leva su sentimenti di disagio, radicalizzati nelle conseguenze a partire da situazioni ordinarie. Da fruitore del genere, prediligo opere incentrate sui risvolti psicologici dell’orrore invece che sullo spavento, quando scrivo mi piace andare in questa direzione. In epigrafe all’antologia ho inserito un passaggio di Friedrich Nietsche che recita: “Chi lotta contro i mostri deve fare attenzione a non diventare lui stesso un mostro. E se tu riguarderai a lungo in un abisso, anche l’abisso vorrà guardare dentro di te”. Secondo me l’orrore è questo, il perdere la strada del ritorno in qualche luogo oscuro, dove affrontare i propri demoni, reali o immaginari.

Scintille d’Anima – Quali sono gli autori a cui fai riferimento?

Gianluca Ingaramo – Cito come primo autore Stephen King, classico nel genere horror e perfetto esempio di abilità nel conferire spessore ai personaggi. Poi apprezzo i romanzi di Jeffery Deaver per la capacità di creare trame complesse e continui colpi di scena che tengono desta l’attenzione del lettore, e più di recente anche di Cody McFadyen per la particolare narrazione al presente e in prima persona, caratterizzata da uno stile semplice ed efficace. Al thriller aggiungo il genere storico con Ken Follett, perché riesce a portare il lettore in mondi lontani nel tempo, dove lo tiene incollato in viaggi di oltre mille pagine, impreziositi dall’accurata ricerca storica. Concludo con un autore fantasy prematuramente scomparso e oggi quasi introvabile in lingua italiana: risponde al nome di David Gemmell e ci ha regalato lavori come “Eco del Grande Canto” che rimane di diritto tra i miei libri più riletti.

Scintille d’Anima – A quale, tra i racconti inseriti nell’antologia, sei più legato e perché?

Gianluca Ingaramo – “Ritratto di Signora” è giudicato dai lettori uno tra i miei racconti migliori, è stato il primo sottoposto a un editing importante, quello che mi ha convinto al passaggio sul portale di Writer’s Dream e sulla necessità di approfondire la tecnica attraverso manuali di scrittura creativa. Subito dopo aggiungo “Niente e Nessuno”, urban fantasy posto a conclusione della raccolta in cui per la prima volta ho utilizzato una narrazione asincrona, poi diventata tipica di altri scritti. E per ultimo ne cito uno di fantascienza, per toccare tutti i generi dell’antologia: il futuro distopico di “Figli del Domani”, umile omaggio a grandi della fantascienza come Ray Bradbury e George Orwell.

Scintille d’Anima – Quanta fatica e lavoro c’è dietro una pubblicazione?

Gianluca Ingaramo – Dosi massicce di entrambi. Ho letto da qualche parte una definizione che mi ha fatto sorridere, secondo cui un libro è composto per il 5% di ispirazione e per il restante 95% di traspirazione. Rende l’idea di quanti passaggi occorra fare, dopo la prima stesura, per avere un risultato soddisfacente. Seguo la prassi di rileggere diverse volte quanto ho scritto, alla ricerca di errori e incongruenze, e nelle fasi successive della revisione succede di operare variazioni importanti. Cito un racconto pubblicato nell’antologia: “Pittore Maledetto” nella sua prima stesura era scritto al passato e in terza persona, però la storia mi sembrava troppo lineare, così per movimentarlo ho introdotto una narrazione doppia, giocata sull’alternanza tra la prima e la seconda persona, scelta inconsueta che trova una giustificazione nel nuovo finale.

Scintille d’Anima – Puoi raccontarci il percorso che ti ha portato ad essa?

Gianluca Ingaramo – Da circa un anno ho deciso di tirare fuori i miei racconti dal cassetto in cui stavano chiusi, iscrivendomi al portale mEEtale, grazie al quale ho potuto beneficiare di una diffusione gratuita e ho avuto la soddisfazione di interagire con tanti bravi autori, dalla cui conoscenza ho ricavato scambi di idee e consigli, un arricchimento personale che si è andato a sommare ai piacevoli momenti di intrattenimento. Grazie a mEEtale, o meglio a una presentazione sulla pagina FB dedicata al portale, sono stato contattato da un editor: credendo nelle potenzialità delle mie opere, mi ha proposto un contratto di edizione. Abbiamo portato avanti il discorso e siamo giunti alla firma in tempi piuttosto rapidi, ma bisogna tenere conto che, come già prima accennato, avevo comunque iniziato una nuova e più incisiva revisione dei miei racconti. Una casualità che certamente ha aiutato, senza risparmiarmi un periodo di frenetica attività per terminare in tempo il lavoro: si è trattato in buona sostanza di un passaggio evolutivo naturale, pur se fortunato, con il quale ho voluto premiare i miei racconti.

Scintille d’Anima – Come promuoveresti il tuo lavoro per invogliare i lettori di questo blog a acquistare il tuo libro?

Gianluca Ingaramo – La capacità di autopromozione resterà sempre una mia pecca, in qualità di autore mi sembra pretenzioso affermare di aver scritto il libro più bello del mondo, capace di cambiare la vita dei lettori. Mi permetto di citare una frase di Cody McFadyen, considerato che l’ho inserito tra i miei autori preferiti: “il mio desiderio è di imparare a essere uno scrittore sempre più onesto”. Ho cercato di fare mie queste parole e l’antologia rappresenta il coronamento del lavoro svolto. Se qualcuno deciderà di comprarla, di leggerla e di darne un feedback positivo, allora saprò di aver fatto un buon lavoro e di aver suscitato una qualche reazione.


Ringrazio di nuovo l’autore, Gianluca Ingaramo, per averci dedicato il suo tempo e ancora tanti in bocca al lupo per questa sua antologia “Nocturna 24” di recente publicazione.

Ora la parola spetta a voi…

L’autore è on-line per rispondere alle vostre domande e, garantisco fin da ora –  qualora dovessero arrivare fuori tempo massimo – che Gianluca Ingaramo ripasserà nei prossimi giorni per rispondere comunque a tutti.

Quindi forza, chiedete pure e toglietevi ogni curiosità: siamo qui! 🙂

 

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75 thoughts on “[ospiti] – Quattro chiacchiere con Gianluca Ingaramo, autore di “Nocturna24”

  1. Complimentissimi, Gianluca. Le mie domande sull’antologia in questione le ho già fatte qualche giorno fa e le tue risposte hanno corredato l’idea che già avevo, hai la scrittura nel sangue e consiglio caldamente a tutti quest’antologia. Domandina: Secondo te, quanto conta per un autore riuscire a spaziare in più generi?

    • Ciao Annalisa e grazie dell’intervento! Spaziare conta molto, come tu stessa hai dimostrato con i tuoi lavori, e anzi mi propongo di scrivere qualche genere diverso dopo l’overdose di horror degli ultimi tempi, che comunque in quest’opera resta unito a fantasy e fantascienza. Come ho accennato di sfuggita nell’intervista, il concentrarmi sul genere horror (che pure prediligo) è nato quasi per gioco, sviluppando i temi dei vari contest e concorsi in quella direzione

  2. Una curiosità. A me, quando scrivo, succede d’immedesimarmi nel protagonista della storia, fino a gioire o soffrire i suoi momenti di vita. Succede anche a te, di vivere la storia mentre la stai scrivendo?
    Seconda domanda: benché fuori argomento, puoi togliermi la curiosità di sapere se Carmagnola è ancora centro dell’ottimo peperone coltivato in luogo?

    • Ciao Giancarlo, ti chiedo scusa per non aver visto subito la tua domanda. L’intervento di Loriana è stato provvidenziale. Sì, mi capita eccome di immedesimarmi nei protagonisti della storia, aiutato anche dalla narrazione in prima persona che talvolta mi piace utilizzare. E sì, Carmagnola deve la sua fama in egual misura al peperone e al Conte manzoniano, il che in qualche modo riporta per associazione di idee ai pasticcini virtuali!

      • Ho una qualche attinenza con la zona. A Carignano esiste, forse ancora,la tomba di famiglia Capponi Trenca, dove, se non è stata smantellata, dovrei avere un posticino riservato, essendo nipote del conte. Non lo occuperò comunque, la mia tomba sarà cenere sparsa al piede d’un albero. I peperoni, e il tuo libro invece voglio acquistarli perché, i primi sono delizia al palato, il secondo lo voglio fare delizia alla mia curiosità di lettore. L’assaggino ha fatto crescere l’appetito

    • Ciao Silvia e grazie dell’intervento. Nello scrivere mi sono sempre concentrato sui racconti, al momento in questi credo di aver trovato la mia dimensione. Ho comunque un racconto lungo di fantascienza, questa volta privo di contaminazioni horror, i cui elementi della trama, se sviluppati, potrebbero portarlo verso il romanzo breve. Ma qui parliamo di progetti per il lungo periodo!

  3. Buongiorno Gianluca e Loriana. Ho letto la recensione del racconto “Cenere alla cenere” e mi ha colpito molto il tema della sofferenza causato dalla perdita dell’amore della propria vita.
    Volevo chiederti: quanto c’è di autobiografico ? Grazie 😉

  4. MATTEO IACOBUCCI, tramite facebook mi invia due domande per Gianluca Ingaramo. Gliele posterò in sequenza, per dar modo all’autore di rispondere. Ecco la prima: 1) Qualche dettaglio su una tua tipica sessione di scrittura? Sei solito scrivere in maniera continua, oppure è tua abitudine frammentare le ore di lavoro in micro segmenti?

    • Ciao Matteo, grazie della lettura e degli interventi. Cerco il più possibile di evitare interruzioni durante la prima stesura, per questo preferisco il sabato e la domenica quando non lavoro. Per la revisione, lascio passare almeno un paio di giorni senza rileggere, poi i passaggi successivi avvengono tipicamente la sera dopo cena. Da come si può dedurre, sono oltremodo metodico, ma nel tempo ho imparato a organizzarmi così

      • Voglio ringraziare Matteo che nonostante fosse impegnato ha trovato il tempo di inviarmi le sue domande per dare un contributo a quest’intervista. Grazie davvero per la collaborazione. Un caro saluto!

    • Il genere in cui mi sento più a mio agio è sicuramente l’horror, uno che mi sentirei di escludere in realtà non esiste: in alcuni non mi sono ancora cimentato, però resta difficile immaginare cosa può riservare il futuro. Il più difficile per la grande ricerca che richiede è forse lo storico, che pure mi affascina. Volendo escluderne uno, per coerenza al momento la scelta dovrebbe ricadere su questo

  5. CACCIATORE DI SOGNI, tramite l’evento creato appositamente su facebook per questa giornata, invia all’Autore il suo commento che qui prontamente riporto: “io sono cacciatore alias Pietro niente domande ma solo complimenti infiniti…. Auguriiiiiii Gianluca…..”

  6. ANNA CORSO, sempre nell’evento di Facebook, invia questa domanda: “Intanto complimenti a Gianluca, volevo chiedergli in quale momento della sua vita ha capito che voleva scrivere, e se si è ispirato a qualche autore in particolare! Non riesco ad accedere al blog quindi mi scuso se ho fatto domande già proposte”

    • Ciao Anna e grazie del tuo intervento, lo apprezzo ancora di più se hai dovuto affrontare difficoltà tecniche. Ho cominciato a scrivere tra la fine del liceo e il periodo universitario, poi la passione è continuata con alterne fortune nel senso che spesso ho dovuto accantonarla per altri impegni lavorativi. Diciamo che al momento scrivere resta un hobby, dal quale comunque ho tratto diverse soddisfazioni, dapprima nei diversi portali, poi con la pubblicazione dell’antologia. Tra gli autori preferiti, ho citato per motivi diversi Stephen King, Jeffery Deaver, Cody McFadyen, Ken Follett e David Gemmell.

    • Ciao Laura, grazie per l’intervento e per le domande. Ho sbirciato anche le altre, per fortuna l’unica davvero difficile è questa. La definisco difficile perché non ho avuto una vera e propria “genesi” come scrittore, a voler escludere il primo racconto nato per gioco tra i banchi di scuola, e quello di horror non aveva proprio nulla. Le prime opere, ma qui andiamo davvero indietro di molto nel tempo, nascono come desiderio di dare sfogo alla fantasia sperando di ricavarne soddisfazione, di esprimermi e di comunicare qualcosa. Più o meno queste sono ancora le motivazioni che mi animano.

      • Laura querida, alla fine ce l’abbiamo fatta a postare le domande, visto? 😀 Grazie per il tuo intervento e per la disponibilità dimostrata verso il mio blog e verso Gianluca. Grazie ancora, un besote!

    • Forse per deformazione professionale, credo di essere piuttosto metodico, con la prima stesura delle storie nel weekend e le riletture infrasettimanali. Di solito preferisco pianificare le storie, qualche volta sono addirittura partito a scriverle dal finale: se quasi sempre ho idea di dove voglio andare a parare, per evitare una schematicità eccessiva demando comunque all’ispirazione del momento i diversi dettagli della trama, che comunque riprendo in fase di revisione.

    • La domanda molto interessante, faccio il possibile per essere sintetico. Dalle piattaforme online ho ricavato grandi soddisfazioni, ragion per cui sono un convinto assertore dell’utilità. Permettono agli aspiranti scrittori di incontrarsi tra loro e con i lettori in un luogo virtuale, dal quale possono ricavare un accrescimento tecnico e personale. Le casistiche sono differenti, perché diverse sono le tipologie: mEEtale e Wattpad sono piattaforme rivolte alla pubblicazione di un prodotto più o meno finito, da mettere in vetrina con una bella copertina, e qui gli unici reali limiti possono essere il numero degli utenti (comunque molto elevato) e la possibilità di suscitare curiosità in mezzo a un’offerta di lettura gratuita vasta e variegata; Writer’s Dream è una piattaforma destinata ad aspiranti scrittori che cercano gli strumenti per migliorarsi, l’approccio è sostanzialmente diverso in quanto non destinato al prodotto finito ma a quanto si vuole migliorare, e qui il limite risiede nello spirito critico del singolo verso la propria opera.

  7. SARAH BERNARDINELLO, nell’evento creato su facebook, approfitta per fare una domanda a Gianluca. La riporto qui, come fatto per le altre: “Tutte storie “oscure”, racconti “dal buio”: perché una tale scelta?”

    • Ciao Sarah e grazie per il passaggio. Da quanto hai letto finora, in effetti posso sembrare un vero allegrone, però mi piace anche ridere e scherzare. Tornando serio nella risposta, quando sono stato contattato ho scelto le storie per la pubblicazione in base ai possibili elementi comuni, questo è risultato il più frequente. In effetti le tematiche oscure sono piuttosto ricorrenti nei miei scritti, forse per una sorta di funzione catartica della scrittura.

  8. Ho letto con interesse le risposte all’intervista:) La mia domanda è: c’è un romanzo che hai letto e che ti è piaciuto tanto da pensare “vorrei averlo scritto io” ? Grazie e buona continuazione

    • Domanda molto interessante: ci sono luci e ombre, come per tutte le scelte. Nelle pubblicazioni self, l’autore mantiene il controllo totale della propria opera, ha pieno potere decisionale sul prezzo e sulle attività di promozione, ma soprattutto ne conserva i diritti. Di contro, si sobbarca gli oneri economici della stampa e della distribuzione, senza poter beneficiare del supporto di una CE. Ma qui esistono tantissimi distinguo, sia tra gli autori self, sia tra le CE volendo comunque escludere dal discorso l’editoria a pagamento.

      • 🙂 concordo con Gianluca: pro e contro da valutare personalmente per trovare la strada più giusta. Da evitare l’editoria a pagamento. Da sostenere e valutare la piccola editoria. Da provare il self, ma solo se si ha davvero la capacità di giudicare il proprio lavoro prima di metterlo online!

  9. Ciao Gianluca, ho già avuto modo di apprezzare la tua capacità e la passione con cui ti tuffi nell’attività di scrittore. Naturalmente mi ha incuriosito seguire la tua bella intervista, anche per quelle domande, così interessanti di Loriana (tanto lontane dalla mia capacità di sintetizzare quello che chi ti segue avrebbe voluto chiedere).
    Eppure, il mio sesto senso mi dice che, nascosto da qualche parte, hai nella mente un romanzo struggente d’amore ma che ti trattieni… mi sbaglio?

  10. Ciao Giovanna, grazie di essere passata e di aver seguito l’intervista. Romanzo d’amore? Per ora non è ancora in cantiere, magari potrei pensare a un paranormal romance, chissà cosa ci riserva il futuro!

  11. Beh… il tempo a nostra disposizione è scaduto quindi prendo la parola per salutarvi tutti e invitarvi nuovamente qui, per la prossima apertura del “Salotto Letterario”.
    Ci tengo a ringrazio tutti voi, lettori amici e followers, che siete passati oggi in questa pagina e che avete fatto domande interessanti e stimolanti a Gianluca Ingaramo.
    Ringrazio l’Autore per la disponibilità a stare qui con noi, non è un ringraziamento di rito ma è anzi veramente sentito, conoscendo la sua ritrosia e timidezza.

    Qualche pasticcino è ancora sul vassoio ed è arrivato del caffé profumato, servitevi pure ancora un po’, ci rivediamo presto! un abbraccio a tutti! – Loriana –

  12. E io mi riservo un ultimo commento, per ringraziare Loriana che oltre a essere una bravissima autrice è stata anche una perfetta padrona di casa, e tutti gli intervenuti per l’interesse dimostrato. Ripasserò volentieri per rispondere a eventuali altre domande, ora vado a gustarmi i pasticcini. Ciaooooo 😀

  13. ALESSANDRA CIGALINO, tramite facebook mi invia questa domanda: “Buon pomeriggio Gianluca. Grazie di cuore a Loriana che mi ha permesso di conoscere questo grande Autore. Già perché, pur avendo letto soltanto alcuni estratti dell’Antologia, ho potuto constatare la bravura di Gianluca. Non sembra davvero sia la prima opera! Complimenti!
    Cosa ti ha spinto ad avvicinarti alla scrittura? Da cosa è nata questa esigenza?”
    Grazie di cuore in anticipo.
    Alessandra

    • Ciao Alessandra e grazie del commento. Mi definisci grande autore, perfino con la maiuscola: si tratta di un complimento che sì mi inorgoglisce, ma che trovo immeritato. L’avvicinamento alla scrittura è stato un processo graduale e protratto nel tempo: come ho accennato in una precedente risposta, scrivo in modo discontinuo da anni, ma solo negli ultimi mesi mi sono interessato a come migliorare. Nato come volontà di espressione e di evasione, questo interesse ha trovato un grande incentivo nella decisione di pubblicare online alcuni racconti, che mi ha invogliato a proseguire su questa strada e anche a rimettere mano agli scritti più vecchi, per sottoporli a una revisione più sistematica e per renderli meno grezzi.

  14. Arriva anche la domanda di GIOVANNA AVIGNONI, sempre tramite facebook (oggi l’accesso al blog sembra essere difficoltoso per molti e me ne scuso, cercherò di capirne le ragioni). Eccola:

    “Buonasera, so che è tardi, ma vorrei porre una domanda. Gianluca lei ha citato Deaver e Follett, due autori che amo. Cosa lo accomuna a questi due grandi scrittori? L’eleganza dello stile o la loro incredibile capacità di stupire? Non sono riuscita ad accedere al Blogger, mi scuso.”

    • Ciao Giovanna, grazie per esserti interessata, tanto da inviarmi il tuo contributo tramite facebook, nonostante i vari tentativi di accesso al blog. Bella domanda, sono curiosa di leggere la risposta! Intanto un caro saluto! – Loriana

    • Giovanna grazie per l’intervento, sono spiacente delle difficoltà tecniche ma infine si trova un rimedio per tutto. Gli autori citati li considero riferimenti perché sono i miei preferiti, e vedo che abbiamo gusti in comune. Ne apprezzo sicuramente le qualità evidenziate nella domanda, al pari di una solida preparazione: preferisco evitare paragoni perché siamo su generi e livelli differenti, ma anche perché cercare di emulare autori così bravi pone obiettivi irraggiungibili destinati a erodere la più ferrea delle volontà. Deaver e Follett, insieme a King, sono spesso citati nei manuali di scrittura, quindi volendo vedere la risposta in senso lato sì, sono certamente dei modelli da imitare.

  15. Eccomi per prima cosa complimenti per il libro.
    Essendo anche io una scrittrice posso capire la tua emozione.
    Ecco le mie domande
    1) Raccontami la storia del “titolo”, o meglio da dove nasce il titolo?
    2) quanto tempo hai impiegato a scriverlo e lo hai scritto a computer direttamente o prima hai appuntato tutto e poi hai riportato tutto su pc?
    3) Sono felici i tuoi familiari dell’uscita del tuo libro?

    • Ciao Ilenia, grazie del passaggio e dei complimenti: vedo con piacere che arrivano da una collega! 1) La prima parte del titolo, “Nocturna 24”, nasce per indicare l’atmosfera prevalente dei racconti, affiancata dal numero dei racconti, mi è venuta con sorprendente facilità. Il suggerimento di dare un sottotitolo mi è stato dato dall’editor e ha richiesto qualche riflessione aggiuntiva, poi conclusa con “Storie dal Buio” che non era ancora stato utilizzato da altri e rispondeva alle mie esigenze. 2) Mi riesce difficile calcolare il tempo complessivo impiegato, perché avevo già scritto e in parte anche revisionato i racconti da includere nell’antologia. Calcola però che nelle mie produzioni sono lentissimo, tra le varie revisioni un racconto di tre pagine mi richiede come minimo una o due settimane. 3) La mia famiglia è stata felicissima per il libro, anche perché supponeva che mi prendessi una pausa dopo l’uscita, invece la promozione continua a tenermi impegnato e rischiano di farsi avanti nuove idee. Seriamente, i miei famigliari sono citati nei ringraziamenti finali per il supporto in una passione così impegnativa.

    • Ho dimenticato un pezzo di risposta. Niente appunti cartacei, mi sono organizzato con i salvataggi in cloud, accessibili sempre e da qualsiasi dispositivo. Se devo prendere appunti, sono più comodo così. Idem già prima stesura scritta a pc, molto più comodo per le successive modifiche. Grazie ancora Ilenia.

  16. Stavolta era tardissimo, niente non trovo neppure le briciole. La domanda che volevo fare al nostro scrittore semplicemente è
    “uno scrittore regala emozioni, come si sente dopo uno che ha scritto cose spaventevoli? Insomma che c’è di bello o nobile nel regalare fiumi di adrenalina e nel fortificare gli incubi?”
    Domanda provocatoria di quella che tardi arrivò…
    Complimenti Loriana per l’intervista, pian piano stiamo smascherando l’Ingaramo

    • Ciao Violaliena e grazie del passaggio anche qui. Ti rispondo che un po’ in difetto mi sento, rispetto a chi scrive romanzi d’amore; ma in fondo, se ho svolto bene il mio compito, riesco pure io a far battere il cuore, anche partendo da premesse lggermente diverse. Più in generale, resta la soddisfazione di regalare emozioni, se un qualcosa dei miei scritti è rimasto dopo la lettura, allora l’obiettivo è pienamente raggiunto.

    • ciao carissima, la volta scorsa sei passata a chiusura e hai potuto gustare qualche pasticcino-virtuale, stavolta ti è andata male ergo: la prossima volta terrò un vassoio tutto per te! ❤ Grazie per essere qui e per i bei complimenti. 😀

  17. Caro Gianluca, innanzitutto complimenti. 1. Con quale racconto hai il feeling migliore in questa antologia e perché? Con quale racconto invece hai il feeling peggiore e perché?
    2. A quanti anni hai iniziato a scrivere? Hai sempre sentito questa passione o c’è stato qualche evento che ti ha spinto a prendere la penna in mano?
    3. Da dove prendi ispirazione di solito per i tuoi racconti?

    Mi scuso se qualche domanda è già stata fatta, all’inizio leggevo tutto, poi gli occhi stanchi si incrociavano e riprendo domani la lettura delle altre domande 🙂

    • Ciao Diego, grazie del passaggio e dei complimenti. 1) Se ho capito bene la domanda, mi chiedi con quale racconto è andato tutto liscio e quale invece mi ha fatto faticare: “Figli del domani” è un tipico esempio della prima categoria, mentre “Pittore maledetto” ha richiesto interventi molto drastici per sistemarlo, in quanto mi piaceva il soggetto ma solo con l’ultima versione mi sono ritenuto soddisfatto della resa finale. Invece se mi volevi chiedere quale racconto proprio non mi piacesse, ne ho sostituito all’ultimo momento uno, per il quale proprio non riuscivo a trovare una quadra. Sugli altri non ho particolari riserve: mi è dispiaciuto escludere gli horror erotici ma, per come avevo inteso l’antologia con ventiquattro racconti, sarebbe stato impossibile inserirli tutti. 2) Ho iniziato a scrivere al penultimo anno di Liceo, con il racconto “Zapparov, storia di un contadino russo” di genere demenziale: insieme al mio coautore di allora, ho avuto l’ardire di stamparne alcune copie e di venderlo a scuola. Una passione nata quasi per gioco, proseguita per un po’ di tempo in quella stessa direzione: sono seguite un paio di altre opere sullo stesso genere, dopo qualche tempo mi sono dedicato ai primi esperimenti horror e fantascientifici. 3) A questa domanda è più difficile rispondere, l’ispirazione mi viene da fonti abbastanza varie, dalla rielaborazione dei sogni ai contest cui ho partecipato. Nell’intervista ho citato, a proposito dei personaggi, l’universo delle idee di Stephen King, da cui ogni scrittore si limita ad attingere: mi piace pensare che le storie esistano già da qualche parte, di averle semplicemente raccontate.

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