[letti per voi] – Di morte e di vita, di sangue e d’amore, Federica Gaspari

bannerMaggio è appena finito ma io continuo a promuovere l’iniziativa che amo molto, benché sia già giugno 😛

bannerQuindi oggi conosceremo una giovane autrice alla sua prima opera letteraria…

DI MORTE E DI VITA, DI SANGUE E D’AMORE

Federica Gaspari

Di morte e di vita, di sangue e d'amore copertinaTitolo: “Di morte e di vita, di sangue e d’amore” – Autore: Federica Gaspari – Editore: Montecovello – Anno: 2015 – Genere: racconti – pagine: 128 – Acquistalo qui


 

SINOSSI

Citando “La donna dei fiori di carta” di Donato Carrisi, Federica Gaspari apre “Di morte e di vita, di sangue e d’amore”, silloge di narrativa pubblicata da Montecovello, parlando di passione. Nell’opera si parte proprio dalla consapevolezza che la passione debba essere un punto fermo, assumendola come guida nella vita e nello scrivere.

21 racconti brevi con cui l’autrice, alla pubblicazione della sua opera prima, offre un intenso percorso non solo nella vita dei propri personaggi ma anche nei loro sentimenti, nelle loro vicissitudini e nella loro quotidianità. I temi sono molteplici, dall’amore che quando è vero non può che essere tumultuoso alla spasmodica ricerca di lavoro. Il risultato è un intenso e genuino itinerario nella quotidianità dei nostri giorni, descritta, tramite racconti di vario genere, in tutti i suoi aspetti.

LA MIA RECENSIONE

L’antologia è l’opera prima di Federica Gaspari un’autrice che, pur se molto giovane, è dotata di buona penna. Il volume fa parte della collana “Primo fiore”, che pubblica le opere prime di autori esordienti.

21 i racconti di questo libro, in cui l’amore, la passione e i sentimenti vengono messi in luce in attimi brevi di vita. Il volume è diviso in due parti: “Di vita e d’amore” e “Di sangue e di morte”.

Nella prima parte si raccontano momenti di esistenze variegate in cui tutto è incentrato sull’amore, sui dubbi dell’innamoramento e sui sentimenti.

Sono racconti dal taglio intimistico, che scavano nelle ansie dei protagonisti e nelle loro incongruenze tra scelte e sentimento. Li ho trovati gradevoli, pur se con qualche ingenuità stilistica che credo, però, sia stata voluta: l’autrice che infatti usa il tono colloquiale per far immedesimare i lettori nella psicologia dei personaggi. Pertanto ripetizioni concettuali o cambi repentini d’idea fanno parte del mondo variegato delle anime di carta.

Fanno parte di queste pagine i racconti:

Keep calm and write

La strega

Un battito di ciglia, un battito di cuore

Il riflesso

Per sempre

A occhi chiusi

Amici mai

Specchio delle mie brame

Un giorno di pioggia

La principessa Fabiola e la fiaba vera

L’altra metà

Fra questi ho apprezzato Un battito di ciglia, un battito di cuore” per la coralità del narrato che riesce a rendere netti e approfonditi i sentimenti dei protagonisti. La storia di un amore forte e profondo che resiste nel tempo. Ecco il primo stralcio che vi offro:

Passavamo ore intere abbracciati, respirandoci, scambiandoci sguardi carichi di qualcosa che credevo fosse amore.

Un amore sicuramente unico, ma che le vicende dei protagonisti mettono sempre in secondo piano, fino a quando non è il destino stesso a imporsi su di loro…

Sorrido pensando a dove eravamo otto anni fa, a quante

cose sono cambiate dal nostro primo incontro, a quanta vita

abbiamo vissuto prima di ritrovarci, a quanta vita abbiamo

ancora davanti, insieme.

Lui apre gli occhi, mi guarda, e il mio cuore salta un battito.

Nel racconto “Riflesso” vi segnalo questo bel passaggio che ci trasporta nel sentimento delicato, quasi fragile, d’amore:

In quell’attimo ho visto una luce nei suoi occhi, una luce che

ricorderò per sempre.

Era come se si fosse accorto, all’improvviso, di aver trovato

quello che stava cercando da una vita intera, quello che lo

avrebbe completato, ciò che gli mancava, ciò che lo avrebbe

reso finalmente “perfetto”.

Ricordo ancora la prima volta in cui le sue mani mi hanno

toccata, delicate e forti allo stesso tempo, pronte a

sorreggermi e a proteggermi da qualsiasi cosa potesse

danneggiarmi.

Lo sguardo di molti altri si era posato su di me, le mani di

alcuni, ma nessuno mi aveva mai guardata come aveva fatto

lui, nessuno mi aveva mai toccata in quel modo, nessuno mi

aveva mai fatta sentire così importante, così amata, così,

protetta.

L’altra metà” è il racconto che conclude la prima parte e che ho trovato interessante per la verve ironica e la disquisizione d’insieme sul concetto romantico delle anime gemelle e dei due pezzi della mela. Qui l’autrice si diverte e diverte in modo originale e non banale. Ecco un corposo assaggio di questo divertente racconto…

Sono innamorata di lui, sono convinta che sia quello giusto.

Ha tutto quello che cerco in un uomo, è quello che vorrei

avere al mio fianco per il resto della vita, è perfetto per me.

Ma io non sono perfetta per lui e sono qui per capire com’è

possibile, come una persona possa essere convinta che

un’altra sia quella giusta e al contempo l’altra non lo sia.

Ok, ragioniamo, cerchiamo di comprendere la situazione

attraverso la vecchia e spesso abusata metafora della mela.

Sì, non quella famosa di Adamo ed Eva, che poi non era

neanche una mela, qui si parla della mela dell’altra metà.

Iniziamo così: c’era una volta una mela, che è stata tagliata in

due all’inizio dei tempi. Le due parti, divise, vengono

abbandonate sul pianeta (sì, per pianeta intendo la Terra,

non Marte o Namecc, insomma) e sono destinate a

cercarsi in lungo e in largo finché non si trovano, finché non

si incontrano.

Per prima cosa spiegatemi come fanno due pezzi di mela a

girare per il mondo come se niente fosse, in cerca di altri

pezzi con cui provare ad accoppiarsi. Ok, ok. Devo

ricordarmi che è solo una metafora, certo.

Allora, dicevamo. Le due mezze mele girano mezzo mondo

e finalmente si incontrano, si trovano l’una di fronte all’altra,

come non accadeva dalla notte dei tempi. A quel punto

dovrebbero riconoscersi, almeno in linea teorica.

A me è capitato una volta sola, quindi sono arrivata alla

conclusione che quella mezza mela fosse davvero l’altra

metà, quella che mi mancava. “Che fortuna!”, ho pensato,

Trovare l’altra metà della mela così, senza neanche tanto

sforzo! E in più sembra che anche lui (l’altra metà, dico) si

sia accorto che sono la sua mezza mela. Mi è andata proprio bene!”

A unione avvenuta, combaciavamo perfettamente. Avevamo

lo stesso colore, lo stesso spessore della buccia, eravamo

succose, entrambe aspre, ma mature: due pezzi della stessa

Granny Smith.

A pensarci bene, però, la vita ha portato le due metà della

mela in direzioni diverse, una è addirittura stata morsa

nell’angolo a destra, l’altra era stata mangiucchiata da un

bruchetto. Entrambe prima di trovare la loro naturale

compagna hanno provato a unirsi con altre mezze mele, con

risultati più o meno disastrosi.

(…) provate a prendere una mela e a tagliarla a metà.

Pensate di riuscire come per magia a farla tornare intera?

No, esatto. È assolutamente impossibile.

Quindi cosa succede? Le due mele non riescono a stare

insieme, anche se sanno di essere fatte l’una per l’altra, anche

se posandosi l’una all’altra hanno scoperto di avere lo stesso

identico sapore, la stessa consistenza, la stessa succosità, le

stesse dimensioni, la stessa buccia.

Perché quando si aggiusta una cosa, si sa, quella non torna

più come nuova. Figuriamoci una mela. Non si può mica

usare l’attaccatutto per incollare le due parti, non si possono

legare insieme.

In fondo quello che posso dire con certezza è che

nonostante tutto anche la famosa altra metà non sarà mai

perfetta e di certo da due metà non si potrà mai davvero

ricavare una sola mela: quello che è rotto non si aggiusta

mai completamente, quello che è spezzato a metà, che sia

una mela o un cuore, non tornerà mai più com’era prima.

La seconda parte intitolata “Di sangue e di morte”, affronta gli stessi temi ma con una venatura horror e thriller, entrambi generi in cui l’autrice ha buona dimestichezza. Premettendo che non amo molto i racconti inverosimili e troppo horror, ho però trovato in alcuni di questi il giusto equilibrio tra psicologia e suspance.

I racconti di questa parte dell’antologia sono:

Il vero amore è per sempre

Oltre l’arcobaleno

Assessment center

Il mio cuore è nelle tue mani

Un bacio d’amore

Laguna

In quello sguardo lo vidi

Non guardare nei miei occhi

Fame da lupi

E’ solo un gatto

Di questi segnalo: “Il mio cuore è nelle tue mani”, per lo stile noir ben utilizzato e “Laguna”, per l’incipit del racconto che permette di entrare nella storia già in svolgimento che, grazie agli ottimi dialoghi e all’infodump accuratamente evitato, rendono gradevole e accattivante l’intera storia.

I due racconti “In quello sguardo lo vidi” e “Non guardare nei miei occhi” raccontano lo stesso episodio visto da due punti di vista differenti, trovo l’esperimento interessante e anche alcuni passaggi di caratterizzazione della psicologia dei protagonisti. Eccone un breve stralcio:

All’orizzonte il cielo inizia a schiarire e io devo rientrare.

Anche se l’evoluzione ha portato la mia razza a resistere alla

luce del sole, l’alba è ancora insopportabile ai nostri occhi,

alla nostra pelle.

Forse è il concetto di rinascita, che ci tocca così

profondamente e ci fa soffrire.

Forse è la potenza del sole nascente che ci brucia dentro e

fuori, perché in fondo quella rinascita noi non l’avremo mai,

perché da questa morte eterna non torneremo più alla vita,

perché quest’oscurità che è dentro di noi non sarà mai più

illuminata dalla luce dell’alba.

Personalmente ho apprezzato la prima parte della raccolta perché, anche se questa scrittrice dimostra di essere ampiamente a suo agio nella tipologia di racconti horror/thriller, ho avuto piacere a scoprirne il lato più personale e intimo, più romantico e meno gothic; la prima parte dimostra segni di talento, che necessita solo di una maturità stilistica e emotiva, per rendere al meglio su questo genere.

Nel complesso una lettura gradevole, per gli amanti dei racconti brevi che si trovano a proprio agio sia tra confessioni d’anima che in scenari decisamente più dark. Sicuramente consigliato per i lettori young, dai 16 ai 20 anni, perché riesce a coinvolgere in tematiche a loro molto vicine, con uno stile accattivante e ampiamente apprezzato da questa fascia d’età.

∼ Loriana ∼ 


INFO SULL’AUTRICE

foto GaspariFederica Gaspari, nata in Alto Adige nel 1986 durante la notte delle stelle cadenti, risiede da anni tra le colline del trevigiano ma è sempre rimasta legata ai luoghi della sua infanzia, le dolomiti Ampezzane. Dopo il diploma di liceo scientifico si dedica alla sua vera passione, l’Archeologia, conseguendo la laurea triennale con una tesi in Egittologia e la laurea magistrale con una tesi in Archeologia Egea. Scrive dall’età di cinque anni, ma ha iniziato a farlo a tempo pieno solo ventidue anni dopo, ottenendo qualche buon risultato: è stata pubblicata in alcune antologie, anche come finalista di concorsi letterari (“Premio il club dei poeti 2014” e “Intrecci letterari 2014- Storie d’Inverno”) e ha pubblicato alcuni racconti sulla piattaforma gratuita www.meetale.com . Da fine 2014 ha aperto un blog e collabora con il sito www.scheletri.com per le recensioni di libri. Da aprile 2015 collabora con il gruppo facebook Metallicomio con articoli pensati per diffondere la musica e la cultura metal. Sempre in aprile ha pubblicato con Youcanprint una raccolta gratuita di racconti già editi, dal titolo “Scheletri nell’Armadio”

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