[letti per voi] – Ombre di Cuoio, Roberto Balsarin

bannerBuongiorno, oggi doppia recensione, prima della pausa estiva di questo blog!

Nel mio salotto letterario apro ufficialmente la sezione #leggiunEmergente, che è un modo per invogliare i lettori a scoprire autori nuovi, esordienti, emergenti, sconosciuti al vasto pubblico ma che meritano un’attenzione particolare. Quindi da oggi in poi, quando troverete questo bollino nel post della recensione prestatemi ascolto: ne vale la pena!

Dopo questa piccola premessa passo a presentarvi questo bel noir italiano, scritto da un autore capace e dall’ottima penna…

Ombre di Cuoio – Roberto Balsarin

 11099543_10206193406508089_175706309538266280_nTitolo: “Ombre di cuoio” – Autore: Roberto Balsarin – Editore: Arpeggio Libero – Genere: Noir – Anno: 2014 – pagine: 96 – acquistalo qui

 


Sinossi

Svogliato, pigro, ironico rockettaro, Bob Corso ciondola maldestro nella sonnacchiosa provincia friulana in un andirivieni di sonore sbronze.

Senza convinzione, accetta l’incarico proposto dai suoi datori di lavoro: i fratelli Gallo, titolari dell’omonima finanziaria, attempati criminali della mala milanese degli anni ’70.

Corso si troverà a dover recuperare tre milioni di euro, concessi incautamente in prestito all’affascinante Maria Scala, imprenditrice nel fiorente settore dei mosaici.

Tra i meandri di un insolito Friuli, Bob si muoverà, tra picchiatori, beffardi sbirri, motori caldi, sangue e sesso.

Un inconcludente “eroe” balordo, assorbito e tritato da un meccanismo paranoico, oliato dai suoi stessi insuccessi.

 


La mia recensione

 

Uno scansafatiche che naufraga da un giorno all’altro. Una donna che va via, altre che entrano con prepotenza. Una Saab che macina chilometri e tante sigarette a illuminare la notte, per evitare che i pensieri possano sopraffare l’animo. Mafia, malavita, strozzini, pugni, bevute, rivoltelle, inseguimenti, sesso. Ecco il mix di ingredienti che caratterizza questo breve romanzo ambientato nell’operosa provincia friulana.

Il suo personaggio, Bob Corso, è fatto di ombre più che di luci e non vuole illuminazioni, quindi prosegue la sua vita un po’ sbandata e ai margini della legalità con l’atteggiamento spavaldo e noncurante di sempre. Il suo presente è fatto di bevute, soldi, sesso e sigarette.

Il letto sembrava un campo di battaglia e il materasso ingurgitava famelico il mio pesante corpo. Per alzarmi agguantai un immaginario appiglio nell’aria, forse una maniglia di luce. La persiana permetteva a pochi fasci lucenti l’ingresso in camera. Si stagliavano piacevoli, come cord3e tese di un funambolo.

I personaggi che ruotano attorno a lui sono sonnolenti viaggiatori di un quotidiano stracco, senza troppo peso nella vita di Bob, lo accompagnano per serate di whisky o per occupare il tempo fatto di vuoto.

Mauro si alzò e uscì. Prima di aprire la porta, si voltò per un attimo e il suo sguardo era già altrove, lontano, inabissato nel piacere. Lo lasciai andare in compagnia dei mostri che gli sgranavano poco per volta la facoltà di pensare.

Balsarin ha una scrittura ruvida, rapida e raffinata. Riesce perfettamente a descrivere luoghi, persone e situazioni con la capacità di essere preciso e netto.

Parcheggiai maldestro davanti al portoncino di casa. Scesi lento, guardandomi attorno e stringendo la Magnum in mano. Non c’era nessuno a giudicare il mio stato. Le nuvole iniettate di nera pece e per un secondo la natura mi terrorizzò.

L’autore va in punta di stiletto, diradando la nebbia fumosa che la storia inizia a delineare, riuscendo a dare un ritmo narrativo quasi cinematografico alle sue ambientazioni. Una bella penna, che sa far visualizzare al lettore l’intera storia.

Il paesaggio cambiava forma e colore alla velocità di una bobina cinematografica e che si srotolava e il finestrino aperto alla mia sinistra era il bordo perfetto della pellicola.

Così, fin dalle prime righe, si viene inghiottiti in questo romanzo e la lettura viaggia veloce, come veloci vanno le ruote della Saab di Corso.

Capisco tutto. C’entra mio cugino Francesco?”. Perspicace la pin-up. Anche se non serviva un genio per capire i personaggi e i loro ruoli in questa storia. Adesso avevo due possibilità: uno, salutavo e uscivo con gran classe e subito passavo al piano B, (peccato non esistesse nessun piano B). Due, le illustravo tutto il teatrino messo in scena dei Gallo. Pregai Maria di versarmi ancora del Martini.

(…)

Nel frattempo pioveva sempre più e l’acqua tra le nocche dei picchiatori creava un incantevole rumore sul corpo. Mani nodose che sapevano il mestiere. Facevano male i cazzotti, ma era solo questione di attendere ci si sfogassero.

Una storia in crescendo, con un ottimo climax e dall’epilogo inaspettato, che Balsarin gestisce ottimamente tratteggiando gli ambienti e gli umori con sapienza, suscitando evocazioni noir grazie alla nebbia dei pensieri confusi di alcool e alle note arrabbiate e ruvide dei Led Zeppelin o a quelle avvolgenti e suadenti dei Pink Floyd.

Mi meravigliai per la totale assenza di traffico in quelle prime ore del pomeriggio. Tutto sembrava sedotto da un dolce torpore. Lo stereo mi ipnotizzava con Echoes dei Pink Floyd: l’incessante rullare delle percussioni, il magnetismo delle tastiere, la languida Fender.

(…)

La merda continuava a salire. Nuova disperazione prese il sopravvento. Non restava altro che bere tutto quello che avevo dentro gli armadi. Una sete ingiusta s’impadronì di me. Era la paura che sferragliava tra i binari morti della ragione.

(…)

La morte ride, prendendo le nostre sembianze. Si impadronisce dei muscoli, delle emozioni. Scardina i cassetti della memoria, liberando le nostre debolezze, trastullandosi con esse come un giocoliere. E questo sciacallaggio stava avendo luogo a qualche metro da me. Ero spettatore del saccheggio che la morte porta a termine in quel che resta dell’anima, lasciando come beffardo omaggio un deserto di paure.

Ottima lettura, da gustare di notte, con un ottimo sottofondo musicale rock!

Un’opera prima ampiamente riuscita per questo scrittore di talento scovato e pubblicato da Arpeggio Libero che può essere considerato un esordiente di successo.

∼ Loriana ∼


L’Autore: Roberto Balsarin

foto-balsarin

Nasce a Spilimbergo (PN) nel 1972. Non porta a termine gli studi di scuola superiore. Lavora per qualche anno come apprendista operaio. Dopo il servizio di leva viene assunto nel settore cementiero, dov’è tuttora occupato. Il cinema e la musica alimentano da sempre la sua passione per la scrittura. Nel 2006 riprende gli studi, diplomandosi come Perito Meccanico all’I.T.I.S. Malignani di Udine. L’attività narrativa recupera vita grazie a nuove idee. Vince la 5° edizione del “Premio letterario Giovane Holden” per la sezione racconto inedito. Nel 2012 esordisce con la raccolta di racconti dal titolo “Ricomincio a Fumare” (Giovane Holden Edizioni).

composit

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