[ospiti] – Emma Fenu: il dono di riuscire a far schiudere racconti di vite, delicate e timide, come fiori…

composit fenuBuongiorno cari lettori, eccoci all’apertura di questo evento letterario:

benvenuti! 😀

Ospite di oggi è Emma Fenu, scrittrice, blogger, creativa dell’arte e delle emozioni. Giramondo curiosa di esistenze e conoscenza, vulcano di energia e maga della sinergia. Disponibile e gentile, delicata e sensibile ma ferma e determinata.

Solida donna che ha radici profonde e vive ma ama il vento di novità e innovazione, da cui si lascia permeare. Emma è tutto questo: un mix straordinario, una donna speciale…

È con piacere che la ospito nel mio Salotto letterario e che la presento a voi perché è una persona estremamente intensa e interessante e una scrittrice dotata e capace.

Bando alle chiacchiere… iniziamo!

cop intervistaLoriana – Ciao Emma, benvenuta! Lascio a te la libertà di presentarti ai lettori di questo blog… 😀

Emma – Ciao Loriana, grazie per la simpatia e la stima che mi hai accordato: è reciproca.

Loriana – Sei molto attiva anche sui social, su facebook sei amministratrice di molti gruppi dedicati alla lettura e alla letteratura. Puoi raccontarci qualcosa di questa tua esperienza?

Emma – Io amo comunicare, sia parlare che ascoltare, sia scrivere che leggere e, oltre ad una gratificante vita “reale”, ho un’intensa vita virtuale, ricca di scambi e confronti letterari e culturali, ma anche di amicizie profonde, che esulano le tematiche specifiche delle pagine e dei gruppi.

Grazie ad internet, infatti, ho conosciuto scrittori e libri, ne ho fatti conoscere e ho potuto arricchirmi quotidianamente come studiosa e come persona. E aggiungo: ho conosciuto mio marito su un social!

Loriana – Puoi approfondire nel dettaglio le tue  varie collaborazioni?

Emma – Sono molteplici, ne cito alcune, per le quali collaboro con più regolarità e assiduità: Passione Lettura, Letteratura al femminile, Libreriamo, Meme Rosa, Cose Belle Magazine, Gli scrittori della porta accanto.

Mi occupo di recensioni e interviste, anche ad autori emergenti; di analisi letterarie ed iconografiche; di diari di viaggio, in tutte le accezioni del termine; di tematiche sociali. Un fil rouge? C’è, anche se, a volte, mi piace intrecciare fili come una jana, ossia una fatina al sarda, impegnata al telaio: è l’universo femminile, il quale non è una realtà di esclusione, ma viscerale di accoglienza dell’altro, nella stima dell’identità.

Loriana – Ho apprezzato il tuo modo di porti in molti frangenti, come moderatice di varie discussioni su facebook: sei sempre molto attenta ai pareri altrui e cerchi in ogni occasione di comprendere a fondo le ragioni di tutti, rispettando gli utenti ma avendo anche fermezza nel ribadire le tue posizioni. Un atteggiamento che paga, perché equilibrato e corretto, ma certamentente non facile. Come ci riesci?

Emma – Io sono una donna passionale e sincera. Sono anche fiera dei miei ideali e pronta ad espormi. Ma tutte queste caratteristiche non escludono la gentilezza, la capacità di ascolto e il rispetto: del resto non si comunica per imporsi o per denigrare, ma per veicolare il messaggio in cui si crede, cercando di sedurre, in senso etimologico, l’altro, non di respingerlo. E se le posizioni non sono conciliabili, non importa, la differenza è, comunque, un valore enorme, che merita di essere difeso.

Sdrammatizzando, i social sono luoghi in cui relazionarsi, non valvole di sfogo per tentare di risolvere una giornata deludente! Proviamo ad ascoltarci, c’è un mondo in cui, fra mille voci, possiamo cogliere quella che ci fornirà la risposta o la domanda che attendevamo. Se ci poniamo con chiusura o supponenza, erigiamo barriere di silenzio o di urla che generano lo stesso risultato, ossia l’assenza di vera comunicazione.

Loriana – Questa tua straordinaria capacità di sintesi è alla base anche del tuo lavoro, che qui illustriamo oggi (ecco la mia recensione qui). …Come è nata l’idea di “Vite di Madri”?

Emma – Mi proponevo di raccontare a me stessa la mia storia, senza alcun intento di pubblicazione. Ma, durante la stesura di una sorta di diario, rimasto poi inedito, mi sono resa conto, affinando le mie capacità di empatia, che il mio vissuto aveva notevoli punti di contatto con quello di altre donne, “madri” come me, nella stessa peculiare accezione.

Loriana – Quali sono stati i passi successivi, fondamentali, per dar vita al progetto?

Emma – Ho formulato, su vari forum, un invito a scrivere la propria esperienza, anche drammatica, e a inviarla a me, con la garanzia dell’anonimato. Ho ricevuto, in breve tempo, ben 151 storie di donne meravigliose che hanno combattuto e vinto, senza mai arrendersi, e che hanno voluto “avere voce”, finalmente.

Loriana – Come e perché hai deciso di strutturare la narrazione nel modo in cui la leggiamo?

Emma – Ho scelto di condurre una ricerca sul campo, che avesse anche finalità divulgative e sociali. La prima parte costituisce la premessa della sezione narrativa che seguirà, raccontando le premesse concettuali e simboliche, ma anche emozionali, che sono il presupposto delle successive dodici storie.

I titoli dei capitoli ben esplicitano il percorso suggerito al lettore: siamo Figlie, siamo Madri e, infine, siamo Donne: un’osmosi di mille volti, talvolta oscuri.

Loriana – Mi ha colpito la descrizione che fai di te nella prefazione del volume e l’ho trovata originale, veritiera ed efficace. Puoi citare i passaggi che più ti piacciono?

Emma – La mia descrizione nasce da un reale scambio di battute avvenuto sul gruppo segreto, fucina del libro, in cui ho invitato ciascuna componente a presentarsi.

Condivido con voi alcuni stralci di essa:

Chi sono io?

Sono una Donna.

Sono Emma.

Amo il bianco, perché è energia sfavillante, somma di tutti i colori della luce, presenza nell’apparente assenza.

Non ho tatuaggi né piercing, voglio che anche la mia pelle sia candida, senza segni visibili.

Mi bastano le cicatrici invisibili dell’anima e quelle lasciate dal bisturi, che, con il passare degli anni, sono diventate linee lucide.

[…]

Mi sento sempre affamata, ma non incompleta e insaziabile.

Amo i legami, ma non appartengo del tutto a nessuno. Nemmeno a me stessa.

In questo mondo tutto è mio e io sono di tutto.

[…]

Sono erede delle dee lunari: sono bianca, ma con immensi crateri; sono in evoluzione, ma con fasi che includono il conseguimento della totale pienezza; sono tutto in potenza e nulla in atto, e viceversa.

Vengo da lontano, seguendo la scia di Iside, Astarte, Ishtar e Artemide, dee combattenti ed amorevoli, e di tutta la corte delle sibille e delle pizie, con i capelli sparsi al vento e gli occhi rivolti alla verità ignota”.

Loriana – 150 storie di donne condensate in 12 racconti. Quanto è stato difficile operare questo paziente e certosino lavoro di creazione di un’opera collettiva, che racchiude dolori, sofferenza, desideri e sogni di tanti animi femminili, mantenendo una coerenza stilistica e narrativa?

Emma – La scelta del numero 12 risponde ad un voluto riferimento simbolico al rito di iniziazione e alla successiva rinascita che ne deriva. Ogni episodio è totalmente rielaborato da me, affinché io sia in ogni parola, anche in esperienze che non mi appartengono direttamente, ma, soprattutto, affinché tutte le protagoniste siano presenti in tutto il libro, che si propone di essere corale.

È stato un iter difficile? No, ma ha richiesto due anni di ricerca e di analisi, anche interiore, finché non è nata una scrittura spontanea, fiume vivo di inchiostro e sangue, se pur non scevra da una attenta cura formale.

Loriana – So che è una domanda difficile e credo di conoscere già la risposta, ma te la faccio ugualmente: tra tutte le storie ce n’è una in cui ti sei riconosciuta di più?

Emma – Ovviamente sì, ma non lo svelo! Anche se tutte le storie sono scritte da me e, dunque, in un certo modo, “vissute”, ci sono dei dettagli più autobiografici in alcune parti del libro.

Loriana – Il tuo volume ha uno scopo solidale importante, puoi illustrarci i dettagli?

Emma – Il ricavato dei diritti d’autore sarà interamente devoluto all’A.P.E. (Associazione progetto Endometriosi), una onlus costituita da grandi donne, forti e coraggiose, capaci di non perdere mai il sorriso e la generosità. Volontarie straordinarie che sono state d’aiuto anche per me e mia madre, entrambe malate di endometriosi, una malattia femminile a volte difficile da diagnosticare, che condanna al dolore cronico e, in alcuni casi, all’infertilità, ma che, tramite la prevenzione, operata presso centri specializzati, può essere curata egregiamente.

Vogliamo regalare alle nostre “figlie” una vita felice: questo è il nostro scopo.

Loriana – Com’è, dalla data d’uscita del cartaceo, i riscontro di lettori e di critica sul tuo romanzo?

Emma – Il romanzo è edito da un mese e mezzo. Finora è stato accolto con entusiasmo, affetto e stima sia da critici che da lettori (sottolineo il genere maschile). Se, in futuro, ci saranno critiche negative sarò pronta ad accoglierle: alcune saranno preziose occasione di crescita, altre, che forse non condividerò, convalideranno la mia fiducia nel lavoro compiuto, quindi saranno comunque utili.

Loriana – Hai altri progetti per il futuro?

Emma – Sì! Altri tre per l’esattezza. Sono un frullatore di idee e progetti. A breve due romanzi scritti a quattro mani, di tono ironico, e uno che avrebbe dovuto aspettare, buono buono, il suo turno, ma i personaggi, si sa, non appartengono allo scrittore e spesso non hanno pazienza, esigendo attenzione perfino nei sogni!

Loriana –  Ringrazio Emma per aver risposto alle mie mille curiosità.

Emma – Grazie infinite per la bella e profonda intervista. È stato un piacere e un onore.

 * * *

Vi informo che l’Autrice, come consuetudine, rimane da adesso fino alle ore 16.00 on line per rispondere alle vostre domande, vi invito quindi a postare i vostri commenti sotto questo articolo.

pronti?… un, due, tre… via! 😀

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102 thoughts on “[ospiti] – Emma Fenu: il dono di riuscire a far schiudere racconti di vite, delicate e timide, come fiori…

  1. Volevo chiedere ad Emma da dove nasce il suo desiderio di scrivere e se lo trova un ottimo strumento di comunicazione delle proprie emozioni 🙂

  2. Arriva già la prima domanda, postata da Francesca Bleu nella pagina della recensione, che però estrapolo dal commento originale e posto qui per permettere a Emma di rispondere:

    “Quello che in questo momento mi viene da chiedere e’ come sia riuscita ad intervistare tutte quelle donne che chi per un motivo, chi per un altro hanno avuto problemi molto importanti. Insomma come sei riuscita Emma ad aprire il loro cuore e farti raccontare i loro problemi.
    Grazie ancora per la tua disponibilità”
    Francesca

    • Ciao Francesca. E’ stata un’esperienza unica e di una forza travolgente. Ho chiesto di raccontarsi tramite alcuni forum e ho ricevuto affetto e, soprattutto, fiducia. Sono stata sommersa di storie. E’ la cosa più bella che ho fatto nella mia vita, ancor più del libro, ossia creare un gruppo coeso di sconosciute che in due anni sono cresciute grazie al confronto reciproco.

      • 😀 ciao Francesca, mi unisco a te nel ritenere questo libro davvero speciale. Approfitto per questa mia incursione nel tuo post per salutarti con un abbraccio, rimani ancora un po’ con noi… 😀 grazie per il tuo intervento!

  3. Quanto conta il talento e quanto contano le ore spese in lettura e scrittura, per arrivare a dare alla luce un libro impeccabile e toccato dalla grazia, come il tuo che sto leggendo con ammirato stupore? …vietato rispondere: in parti uguali! 😉

  4. DOMIZIA tramite facebook chiede:
    “Ciao Emma, intanto i complimenti per il tuo libro sono doverosi, in primis per elogiare la tua capacità di scrittura. Riesci a unire chiarezza espositiva a un tipo di prosa evocativa. A proposito dello stile utilizzato, vorrei chiederti se l’idea di unire il genere inchiesta alla narrazione si è subito fatta strada in te, o è arrivata in un secondo momento?”

    • In un primo momento non avevo neppure idea di pubblicare un libro. Ma poi l’idea è nata, scalpitante. E allora ho deciso che il testo avrebbe avuto una parte dedicata all’inchiesta, che avesse un carattere divulgativo e raccontasse le premesse, per me essenziali, che hanno condotto alla stesura della parte narrativa, ossia delle 12 storie. Il mix è voluto, c’è un po’ tutto di me, la ricercatrice, la donna di emozione, l’amante dei saggi e delle favole.

    • Ciao Domizia, grazie per aver inviato – tramite l’evento facebook – la tua domanda a Emma e per la tua partecipazione, nonostante gli impegni… Sei la benvenuta, torna nel Salotto letterario quando vuoi! 😀

  5. Cosa dire a questa magnifica donna, scrittrice e blogger?? Per me è stata una piacevole scoperta virtuale come persona ed una conferma come scrittrice. Ho letto la sua opera “Vite di madri – Storie di ordinaria anormalità” tutto in una sera e spesso sono stata costretta ad interrompermi per la continua emozione. Un capitolo in particolare mi ha colpito, quello relativo ad una silente tomba vuota, se mi fermo a pensarci mi commuovo ancora. Penso che le storie raccontate siano tutte un piccolo frammento di una bellissima opera a cui Emma è stata capace di dare vita. Non ho domande solo complimenti!!!

    • Grazie Katia. La storia a cui ti riferisci la ho scritta letteralmente in lacrime, fino a non riuscire più a distinguere i tasti. Mi permetto qui di ringraziare la grande DONNA che ha condiviso con noi la sua esperienza così dolorosa.

      • Grazie a voi! Tutte le donne di cui hai sapientemente raccontato sono grandi donne e virtualmente le abbraccio una ad una!! Questa però non nego che m’abbia straziato l’anima più delle altre.

  6. DOMIZIA, sempre tramite facebook, scrive ancora:

    “Ciao Emma, a scriverti adesso è mio figlio Sergio, 8 anni. E’ curioso di sapere se conosci il danese e ti informa che anche lui sta scrivendo un libro. Grazie e tanti saluti dall’Italia ” 😀

    • Ciao Sergio! Non conosco il danese, parlo inglese. Qui i bambini imparano prestissimo entrambe le lingue e i film non sono tradotti, quindi tutti i danesi capiscono benissimo l’inglese. Tanti complimenti per il tuo libro, sono sicura che è bellissimo e non vedo l’ora di leggerlo!

  7. LILIANA SGHETTINI – tramite l’evento che si sta svolgendo in contemporanea su facebook – scrive questo messaggio:

    “Ciao Emma ti rinnovo i miei complimenti per il libro che ho recensito con piacere perché credo che il tema della maternità vada continuamente affrontato perché si evolve con i cambiamenti sociali. Vorrei chiederti quanto costa in termini di frustrazioni scrivere un libro. Voglio.dire si immaginano le soddisfazioni ma non forse gli sforzi di volontà nei momenti difficili. Puoi dirci qualcosa in proposito? Grazie”

    • Sarò sincera. Dipende da cosa ci aspetta. Grande fama? Ritorno economico? Se queste sono le aspettative, per un emergente che pubblica con una piccola casa editrice, anche se eccellente, le frustrazioni si sprecano, scontrandosi con il pregiudizio e la potenza del marketing. Ma io non ho questo obiettivo (non perchè sono umile, perchè sono realista), quindi sono estremamente soddisfatta di ogni singolo lettore, di ogni singolo commento, di ogni singola emozione suscitata. Ho impiegato tempo e fatica, ma mi sento ripagata in termini di gratificazione personale.

  8. Buongiorno Loriana, grazie per l’ambiente accogliente che hai saputo creare. Ho letto l’intervista e faccio i complimenti te e a Emma Fenu rispettivamente per le tematiche proposte e per le risposte date.
    Buongiorno Emma Fenu, ho letto il tuo libro e non ti nascondo che spesso lo riapro per farmi cullare dalla prosa ma anche per immedesimarmi nei panni delle donne, protagoniste delle storie. Ecco, è proprio di capacità di entrare nei panni degli altri che vorrei chiederti. Secondo te, gli uomini potrebbero trarre dei vantaggi leggendo il tuo libro? Potrebbero vedere con gli occhi di una donna e provare a capire le gioie e i dolori di chi è figlia, mamma, nonna, insomma di chi è donna che vive sulla propria pelle sensazioni a volte troppo distanti dal mondo maschile? Grazie

    • Ciao Giovanna, benvenuta e grazie per i complimenti: ci tengo molto al mio Salotto e spero sempre che possiate trovarlo accogliente e stimolante! 😀 grazie per la domanda interessante! Lascio a Emma lo spazio per rispondere…

    • Bellissima domanda, Giovanna. Non mi aspettavo grande interesse da parte degli uomini e sbagliavo. I lettori sono stati molto attenti, capaci di immedesimarsi e desiderosi di conoscere non solo il mondo femminile, ma proprio il lato più oscuro di esso, che è un’enigma perfino per le donne. Oggi, a distanza di nemmeno due mesi dalla pubblicazione, posso dire: è un libro anche per maschi!

  9. Ciao Emma, sono felice di aver letto il tuo libro e di averlo recensito! Lo ritengo una porta d’accesso (per l’Uomo) per conoscere più a fondo l’Universo Donna. Sei una Grande Donna, e ti meriti il successo che ti sta arridendo. Sono felice di conoscerti! 🙂

    • Grazie Luca, la stima è reciproca. I libri ci appartengono fino alla pubblicazione, dopo sono del mondo. Immaginavo il mio libro solo fra le mani di donne, invece sono stata piacevolmente sorpresa di notare interesse anche da parte degli uomini, non solo come lettori, ma anche nelle domande postami in sede di presentazione o nella mia vita privata, fra le mie conoscenze.

    • Ciao Luca, scusa per salutarti in ritardo… mi sono persa con tutta questa gente! 😀 benvenuto, sei sempre puntuale e preciso e soprattutto attento nei tuoi commenti e nelle tue domande. Grazie davvero, sei una presenza preziosa! :-* (ps. fermati ancora un poco, gradisci una pastarella o del tea?)

    • Ciao Luigi, sì mi ha aiutata. Ovvio, il pubblicare un link in 100 gruppi non porta a nulla, ma l’impegnarsi quotidiano in gruppi, che rimandano a siti, per recensire libri, esprimere opinioni su letteratura e non solo, entrare in comunicazione porta a farsi conoscere e apprezzare (se ci si comporta bene). Non è il luogo giusto per lavori prestigiosi, ma per esperienze formative e gratificanti, come le recensioni a cui ho accennato, o l’essere tutor di un corso di scrittura creativa.

  10. Buon pomeriggio Emma e Loriana .Mi hanno colpito molto l’intervista e la recensione del libro ,ma soprattutto il tema delicato e drammatico ,esposto in maniera così semplice.
    Volevo porre due domande :
    1) Il colore bianco emerge in numerosi stralci , vorrei sapere in quale momento ha fatto ” comparsa” e che significato ha avuto nel percorso che hai dovuto affrontare?
    2) Domanda un po’ invadente: tra le protagoniste che hanno partecipato con le proprie esperienze ,qualcuna è riuscita a diventare madre ,coronando il proprio sogno di maternità?
    Grazie e congratulazioni!
    Isabella Gravina

    • Ciao Isabella, inizio a rispondere.
      1. il bianco e il rosso sono i colori dominanti del romanzo, gelo e fuoco, neve e sangue e la loro simbologia si dipana dalla prima all’ultima storia. Io stessa mi sono definita bianca e nivea non solo perchè ho una carnagione chiarissima e vivo a Copenhagen, paese di neve, ma perchè sono lunare, erede delle antiche dee madri. Il bianco è comparso da subito, fin dalle prime righe, si è autoinvitato!
      2. Moltissime delle donne del libro sono madri. Sono storie di figlie, quindi vi è un riferimento ben chiaro alle loro mamme e nonne, ma anche quando raccontano il proprio percorso di infertilità esso ha sempre avuto buon fine o con una maternità biologica, o con una maternità da eterologa, o con una maternità da adozione. Ma non solo, anche con la scelta di non essere mamme di bambini, ma madri in senso lato, di idee, progetti, sogni. Dopo la pubblicazione del libro, molte donne hanno ricevuto il dono tanto atteso, ossia una gravidanza o la conclusione dell’iter di adozione. Vite di Madri porta fortuna! 😀

      • Grazie Emma , allora lo leggerò di sicuro; finalmente un libro che tratta tematiche che solitamente sono un tabù , finalmente trattato con delicatezza e permettimi di dire con coraggio . Siete donne straordinarie ,per affrontare così il dolore fisico e dell’anima. Auguri per questo progetto e gli altri in lavorazione . Un abbraccio a te e Loriana grazie !

  11. Emma, ho letto con interesse l’intervista e sono rimasta sinceramente colpita dal progetto, complimenti. Un tema tanto delicato quanto difficile da affrontare. Dove è possibile acquistare il volume?

  12. Eccomi, non poteva mancare una mia domanda! Rinnovando i miei complimenti per tutto ciò che sei riuscita a realizzare in quest’ultimo anno e ricordando che sono tra le tue fan più accanite, ti chiedo: quanto questo libro, inteso in tutto il suo iter, quindi fin dal momento in cui hai acquisito le storie, ti ha cambiato? E cosa, in particolare, di te non è più lo stesso?

    • Oplà, mia sorella (non di dna), mi fa una domanda spiazzante. Che mi impone di riflettere. Non sono la stessa, sono cresciuta. Scrivere è terapeutico, è vero che la mia storia non è inserita nel testo, ma la ho scritta e mi ha permesso di metabolizzare la mia infertilità, rendendomi più serena e più sicura della mia femminilità. Sono diventata più forte, perchè ho accettato le mie fragilità e il bisogno di chiedere sostegno, di condividere, di esternare. E credo che altri cambiamenti interverranno. Pronta?????

      • Prontissima! Se posso aggiungere, il libro, con il suo iter, è stato l’ultimo di una serie di “eventi” che, possibilmente, ti ha reso ancora meglio di ciò che eri. ❤ complimenti per tutto ❤ la tua fan numero 0 😉

  13. Ciao, Emma! Intanto ben ritrovata, dopo la pausa estiva. Non sono ancora riuscita a leggere gli altri interventi, quindi spero di non farti una domanda a cui hai già risposto.Come ho avuto occasione di dirti, il tuo libro mi è piaciuto molto e so che stai scrivendo anche in questo periodo. Quale sarà il genere del tuo prossimo romanzo?

  14. Buon pomeriggio a Loriana e alla sua fantastica ospite, Emma.
    Prima di tutto, voglio unirmi ai complimenti che sono stati elargiti poco sopra, rivolti sia alla “padrona di casa” che alla grande Donna accolta con gentilezza, premura e interesse. Le domande dell’intervista sono davvero interessanti, così come le risposte ricche, argomentate, spunto di grande riflessione.
    Al principio avrei voluto chiedere, non per semplice curiosità ma per capire se Emma avesse avuto una reazione simile alla mia in un contesto così profondo e “difficile”, quante sono state le lacrime versate in fase di scrittura. Da persona empatica quale è (e quale io sono), mi risulta difficile immaginare un lavoro condotto con la “professionalità” e l’attenzione dimostrate dall’autrice senza che emergesse prepotentemente la sua forte emotività. Non avevo dubbi che il cuore avesse pianto tanto e tanto a lungo. Sto leggendo il suo romanzo e difficilmente riesco a trattenere la commozione. E colgo l’occasione per complimentarmene, perché reputo questa una delle più importanti capacità che un autore debba coltivare per entrare in relazione con il proprio pubblico.
    A questo punto, pongo ad Emma la mia “domanda di riserva” (in realtà ne ho diverse!): cosa ti ha insegnato questa esperienza? Che emozioni ti ha suscitato il “guardarti allo specchio” attraverso gli occhi di altre 150 donne? C’è qualcosa che, alla fine di questa “prima parte del viaggio” cambieresti o rifaresti in maniera diversa? Qual è stata la reazione delle tue “protagoniste” alla pubblicazione del libro?
    Grazie di cuore per le risposte e grazie a Loriana per averci concesso questa bellissima opportunità di scambio e arricchimento reciproco.
    Buon proseguimento di giornata!

    • Ciao, concordo sulle straordinarie capacità di intervistatrice di Loriana.
      Per esprimere il mio atteggiamento durante la stesura delle storie devo citare Serena Mandrici, che è intervenuta nel libro per descrivermi usando l’espressione “stare sopra le storie”. E’ vero, ho volato come Peter Pan sulle loro notti, accogliendo tutto senza lasciarmi stravolgere, ma coinvolgere. Storie che parevano calci le ho rese carezze, per me, ma soprattutto per le protagoniste. Il passato, anche se duro, ci ha reso ciò che siamo, donne meravigliose, tutte, capaci di costruire un futuro. Ho pianto, ma ho anche riso e gioito per le vittorie.
      Da questa esperienza ho imparato a conoscere, attraverso 151 donne (e molte altre che si sono confidate con me in seguito), un po’ meglio Emma, questa creatura unica, eppure così intrecciata agli altri.
      Non sono una da rimpianti, rifarei tutto e mi propongo di fare meglio in futuro.
      Come hanno reagito le protagoniste? Vi leggono e vi sorridono. Vi ringraziano di averle ascoltate e sperano di esservi state d’aiuto, nel loro piccolo.

  15. VALENTINA GULINO tramite facebook lascia a Emma Fenu questo commento:

    “Ciao Emma. Innanzitutto ti ringrazio tanto per avermi spedito il libro (da me fortemente voluto, sia per il tema affrontato che per altri svariati motivi). Premetto che non l’ho ancora terminato ma ti faccio ugualmente i miei complimenti. Non solo per lo stile impeccabile, ma perchè la tua scrittura, le tue parole, sanno toccare e far vibrare corde sottili e profonde nell’intimo, arrivando dritte al cuore. Progetto e inziativa lodevole il ricavuto devoluto per questa nobile e importantissima causa. Altrettanto interessante il tema da te scelto: le donne, in questo caso nel loro particolare volto di Madri. Mi sono ritrovata molto in alcune parti del libro. Nessuna domanda, solo tanti tanti complimenti alla persona che sei e al tuo talento innegabile. :-D”

      • Eccomi qua. Grazie a voi. L’unica domanda per Emma sarebbe: facciamo uno scambio di esistenze? Anche solo per un po’, a tempo determinato 😀 Scherzi a parte, ammiro molte delle iniziative che ha intrapreso: recensire, scrivere e collaborare su blog e gruppi, i suoi studi sul mondo femminile, e addirittura un corso di scrittura creativa! WOW! =)

    • Grazie Valentina. Il tuo intervento mi offre la possibilità di ringraziare l’APE onlus che non aiuta solo malate da endometriosi ma donne che hanno una malattia che si insinua in ogni aspetto della vita, non solo tramite l’infertilità, ma, per esempio, attraverso il dolore cronico. Nel mio libro la parola endometriosi compare tre volte, non è un tema portante, ma lo sono le Donne, TUTTE, al di là degli siti degli esami clinici.

  16. Ho letto questa bella intervista da parte di Loriana ma anche il libro di Emma Fenu. Non posso che fare i complimenti sia per l’intervsta che per lo splendido e profondo libro scritto da Emma.

      • Mi unisco ai ringraziamenti di Loriana, Flavio ha dimostrato grande attenzione verso il mio romanzo, leggendolo, recensendolo e promuovendolo con passione. GRAZIE!!!!!!!!!!!!!!!!

  17. Ciao ragazze, bello e interessante questo salottino ^_^
    Volevo fare giusto un saluto prendendomi una pausa dal lavoro.
    Emma,
    ti ricordi quando ci siamo conosciute? Abbiamo parlato di un po’ di cose e io sono subito rimasta affascinata dalla tua professionalità sposata perfettamente con la tua passionalità.
    Traspare in ogni cosa che fai, semplice o speciale come questo tuo libro che ammetto, devo ancora leggere, ma che so già essere meraviglioso perchè so quanto ti sei documentata, quanto ci hai lavorato e perchè in un libro c’è una parte della nostra anima…
    Tutto qui, un salutino a tutti e buon proseguimento.
    P.s.: intanto quando posso vi leggo 😛

    • Sara che piacere averti nel mio Salotto letterario, mi fa piacere che tu sia passata anche solo per un saluto. Ti abbraccio e ti ricordo che sei sempre la benvenuta. Intanto, pur se nella fretta, gustati una tazza di virtualcaffé in nostra compagnia! ❤

    • Grazie per essere passata a salutarci, è un piacere! Io ho letto il tuo libro, anch’esso una storia di rinascita e consapevolezza, se pur non drammatica. Io sono una passionale, ma anche una persona estremamente esigente con me stessa. Però so perdonarmi 😉 e concedermi uno sbaglio, premessa di un miglioramento.

      • Emma cara, ricordo bene le belle parole spese per il mio semplice libro e ti ringrazio ancora tanto ^_^
        Che brava che sai perdonarti, io sto ancora imparando, ma almeno ho imparato a vedere ogni errore come un insegnamento e quindi la possibilità per migliorarmi. 🙂
        Non vorrei sembrare smielata, ma ti stimo molto.
        Un abbraccio ❤

  18. Ciao Emma,ti rinnovo i complimenti per il tuo libro che mi è entrato proprio nel profondo! Ti ringrazio. Quanto ha influito il dolore, in tutte le sue forme, nella stesura della tua opera? Sono anche curiosa di sapere quando provi malinconia a quale libro chiedi compagnia? Un abbraccio.

    • Grazie Lina. Il dolore ha influito nel libro come nella mia vita. Non mi piace, il dolore, non lo cerco, ma lo accetto, non lo sfuggo (soprattutto quello altrui) perchè fa parte della vita, è la notte senza la quale non godremo del giorno, è il vento che ci tempra e scava dentro di noi, affinchè possiamo accogliere ancora più gioia. Non ho un libro che mi salva, ne ho infiniti, ce ne sarà sempre uno pronto ad accogliermi, per questo non sarò mai sola. Tuttavia, menziono il Piccolo Principe. Osannato, secondo alcuni sopravvalutato, è un inno alle piccole cose e allo stupore dell’infanzia: ci sono forse tesori più preziosi di quelli che possiamo guadagnarci solo con il cuore?

  19. Il tempo a nostra disposizione è terminato, purtroppo, quindi il nostro appuntamento di oggi si conclude qui…

    Prima di lasciare la parola a Emma ci tenevo a dirvi che vi ho accolto tutte e tutti davvero con piacere. Ho rivisto con affetto i lettori abituali e ho incontrato nuovi amici e amiche che, spero, si siano trovati bene in questo piccolo spazio che amo e che ho creato proprio per realizzare questo tipo di confronto/incontro in cui credo molto.

    Ringrazio Emma per la sua presenza e la disponibità a rimanere on line per tutto il tempo dello svolgimento di questo evento. Soprattutto la ringrazio per il suo lavoro e per quello straordinario volume che è “Vite di Madri” che ha saputo farmi e farci emozionare e dar voce alle emozioni di tante donne come se fosse un unico canto.

    Vi ringrazio per essere stati qui e vi invito a seguire i prossimi appuntamenti del Salotto letterario che sto organizzando per voi! 😀 A presto! ❤

    p.s. non fate i timidi e vedete di finire le cose che sono sul vassoio… non è che mi fate avanzare le cibarie e mi ritrovo a ingozzarmi di virtual-schifezze in barba alla real-dieta, eh? 😛

    • Grazie a tutti voi per essere intervenuti con domande davvero stimolanti, è stato bellissimo ed emozionante interagire con voi, trovando un feeling sincero e profondo. Sono onorata di aver ricevuto la vostra attenzione! Un grazie particolare alla bravissima padrona di casa, Loriana, gentile e complice come un’amica di vecchia data, capace di dar vita ad un’atmosfera salottiera deliziosa. Quanto ai dolcetti, mi sacrificherò per voi e non lascerò troppi avanzi sul vassoio, ho una passione per il cioccolato (bianco, ovvio!)…
      E’ stato un piacere, mi ritroverete qui, per fare domande ai prossimi autori ospitati. Un abbraccio!

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