[letti per voi] – Bolle di sapone, Luca Paganucci

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Luca Paganucci con questa raccolta di racconti “Bolle di Sapone” è al suo esordio letterario, con storie che narrano di vita fatta di piccole e grandi gioie, di passioni che danno luce alle esistenze, di affetti profondi e importanti.  L’Autore infatti ci illustra storie di vita piene e appaganti di affetti, di impegni, di piccoli grandi piaceri (la musica, la lettura) che colorano l’esistenza dei protagonisti, dando così un’imponta intimista al suo lavoro.

Voglio fare subito una precisazione che per me è fondamentale: ritengo questo lavoro sufficiente ma migliorabile ma lo valuto come una buona prova d’esordio. E vado anche a spiegarvi perché. Continuate a seguirmi, perché i motivi sono diversi…

Luca Paganucci dimostra già con questo libro una buona capacità narrativa che, grazie alla maggiore esperienza acquisita in questi anni (la pubblicazione infatti risale al 2012) è già in grado di dare molto di più rispetto a questo volume. “Bolle di Sapone”  risulta quindi essere un’opera di esordio a tratti un po’ ingenua, ma lascia intravedere un’abilità che l’autore possiede già naturalmente e che andrebbe soltanto sollecitata e orientata nel modo giusto.

Luca Paganucci attualmente si occupa del suo blog e collabora con alcuni gruppi letterari presenti sul web come recensionista. Io l’ho conosciuto recentemente grazie proprio agli articoli da lui pubblicati nelle sue pagine internet e alle sue tante recensioni sui libri classici e moderni apprezzandone la nettezza e la capacità analitica. Un livello alto e una maturità letteraria che ho ritrovato solo in parte in questo suo lavoro e che mi convince del fatto che, nel frattempo, l’Autore sia migliorato moltissimo, grazie all’esperienza acquisita dopo la pubblicazione di questo volume.

Credo che lo stesso l’Autore sia consapevole di essere molto maturato sotto il punto di vista stilistico e che questo suo lavoro d’esordio sia già molto distante dalla penna del Paganucci attuale.

Ma andiamo nello specifico di “Bolle di Sapone“…

Leggendo questi racconti ho ritrovato la poliedrica personalità dell’autore: Luca Paganucci è un esperto di egittologia, ama la lettura, si interessa di spiritualità e di religione, è appassionato di musica, arte e moda e questi sono tutti elementi che ritroviamo anche qui. Gli ambienti a lui cari (le città di Torino e Roma e soprattutto il mare, a lui tanto caro) fanno da ambientazione ad alcune vicende, diventando lo sfondo familiare e conosciuto per la storia di alcuni dei protagonisti.

L’elemento che mi ha più colpito durante la lettura di questi racconti sono i legami affettivi; questi sono al centro di ogni vicenda e risultano essere sempre positivi e incoraggianti. L’amore è pulito e luminoso e l’amicizia è narrata in modo puro e bello, come un legame d’anima!

Ho apprezzato il racconto “Ritmi Africani”, perché mi è sembrato essere il più completo e maturo fra tutti i testi, sia a livello emotivo, descrittivo e per tutta la sua struttura narrativa.

Mi è piaciuto ache “Segreti” che tratta, a differenza della visione tradizionale dell’amore che l’Autore ci ha descritto nelle sue storie, il tema dell’omosessualità con uno stile delicato e con la dovuta sensibilità.

Pur se i personaggi vivono storie brevi, l’Autore riesce ad approfondirne gli aspetti psicologici e i pensieri, al punto da far entrare il lettore nell’animo e nelle loro emozioni. Ottime quindi le descrizioni di luoghi e degli stati emotivi dei protagonisti, buone alcune idee di base, un po’ meno alcuni finali che sembrano frettolosi e affrettati e che peccano un po’ di inesperienza e che un buon editing da parte della sua casa editrice avrebbero certamente migliorato. Un Intervento esterno e competente che all’Autore è mancato, in quanto il suo editore (un EAP),  ha lavorato in modo approssimativo, penalizzando il buon lavoro di Luca che necessitava solo della correzione di alcuni aspetti tecnici e narrativi per renderlo migliore e dare ad esso più luce e profondità. Sono convinta che con un editore serio e con il lavoro di un editor competente questa raccolta di racconti sarebbe stata più ampia e intensa, perché al di là di alcune pecche il suo libro si legge piacevolmente e con interesse, grazie alle descrizioni sapientemente orchestrate e all’abilità che ha l’autore nel narrare i moti interiori dell’anima.

Quella sera Francesca era sola. Camminava lungo una strada nel centro della città e, ad ogni passo, riscopriva nuovi odori; la pioggia caduta sul prato e sulla terra, adesso umida, emanava un odore acre; dai balconi fuoriuscivano gli odori di cibi cucinati più svariati. Come se non bastasse, man mano che procedeva, verso una meta che per adesso ignorava, incontrava indiani dietro un banchetto, che vendevano caldaroste. Tutti questi profumi le fecero venire fame; entrò in una trattoria e si prese un piatto di pasta. Poi uscì. Roma era meravigliosa a quell’ora: una leggera brezza fredda si intrufolava tra i suoi capelli lunghi, lisci e biondi e si attorcigliava attorno al collo, ma non gliene importava nulla. I suoi occhi chiari, con il riflesso del sole, emanavano una luce particolare, dalla quale era impossibile non essere attratti. [Ritmi africani, p. 44]

Pertanto il mio giudizio su questa raccolta di racconti è positivo, perché c’è un buon livello di scrittura e del talento che va solo accresciuto. A un esordiente si può perdonare la poca esperienza e quindi, tralasciando i miei appunti iniziali, ci si può immergere nella lettura di questo volume sapendo di trovarci storie ben descritte e personaggi credibili nei loro pensieri e sentimenti.

Per tutte queste ragioni vi invito a leggere “Bolle di Sapone” perché è l’opera prima di un esordiente che, pur con qualche criticità, va riconosciuta e apprezzata; il lavoro di un giovane autore che nel futuro potrà rivelarsi una buona penna.

∼ Loriana ∼

 


Altre info

Titolo: Bolle di Sapone

Autore: Luca Paganucci

Editore: Sottosopra edizioni

Anno: 2012

Genere: racconti brevi – narrativa

Pagine: 196

Prezzo:

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Sinossi

L’amore esplorato in alcune delle sue sfaccettature; è questo l’intento che mi sono prefissato quando ho iniziato a scrivere i racconti. Ma c’è un’altra cosa che ho scoperto che mi interessava: scandagliare i personaggi, entrare nella loro psicologia – retaggio dello studio di personaggi come James Joyce e Virginia Woolf, appresi a scuola.

Un insieme di personaggi tutti diversi tra loro, si muovono tra queste pagine, alla ricerca di loro stessi, del loro amore ideale, seguendo percorsi interiori diversi.

 

Luca Paganucci contatti

blog →  langolinodellacultura.wordpress.com

 

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