[letti per voi] – Bukowski pensieri e aforismi, a cura di Paolo Roversi

bukowski

“Seppellitemi vicino all’ippodromo così che possa sentire l’ebrezza della volata finale – Bukowski, pensieri e aforismi” è un piccolo libretto dei famosi Mille Lire, edito da Stampa Alternativa nel 1994, a cura di Paolo Roversi, che presenta questo autore alternativo e dissacrante in questo modo:

Bukowski non sa vestire, Bukowski non sa parlare, Bukowski ha paura delle donne, Bukowski ha lo stomaco in cattivo arnese, Bukowski è pieno di terrori, odia i vocabolari, le monache, le monete, gli autobus, le chiese, le panchine del parco, i ragni, le mosche, le pulci, i depravati; Bukowski non ha fatto la guerra. Bukowski è vecchio, Bukowski non fa volare un aquilone da 45 anni. Se Bukowski fosse una scimmia lo caccerebbero via dalla tribù…

Vi si trovano citazioni e aforismi dello scrittore, tratte dai seguenti testi: “Storie di ordinaria follia”, “Quello che mi importa è grattarmi sotto le ascelle”, “L’ubriacone (Barfly)”, “Musica per organi caldi”, “Niente canzoni d’amore”, “Factotum”, “Post Office” e “A sud di nessun nord”.

Bukowski è irriverente e dissacrante.

Solo le persone noiose si annoiano. Devono pungolarsi in continuazione per sentirsi vive.

Va controcorrente ed è una voce dal coro cruda e dissonante.

Il problema è avere quattro muri dove stare. Se si hanno quattro muri non è tutto perduto. Ma una volta che si è sulla strada tutto è perduto, è finito. Perché rubare da mangiare se dopo non si può cucinare? E come si fa a scopare con chi capita quando si abita in un vicolo? Come si fa a dormier se tutti russano alla Union Rescue Mission? E ti rubano le scarpe? E puzzano? E danno fuori di matto? Non si può nemmeno farsi una sega. Ci vogliono quattro muri. Date a chiunque quattro muri dove stare per un po’ di tempo e conquisterà il mondo, vedrete.

Ha una lucidità analitica che, sovente, s’intinge di poesia.

Accavallò le gambe e si tirò un po’ su la gonna. Si può andare i paradiso anche prima di morire.

I suoi aforismi sono stilettate alla coscienza, sottolineature alle crepe della società e delle sue maschere, vaneggiamenti ai limiti dell’assurdo ma profondamente veri.

Non sopporto l’idea di sedermi davanti a un uomo dietro una scrivania e dirgli che voglio un lavoro, che ho i requisiti necessari. La vita mi fa semplicemente orrore. Sono terrorizzato da quello che bisogna fare solo per mangiare, dormire e mettersi addosso qualche straccio. Così resto a letto a bere. Quando bevi, il mondo è sempre là fuori che ti aspetta, ma per un po’ almeno non ti prende per la gola.

Ecco altre citazioni interessanti…

Io al cinema ci vado poco, il mio tempo lo so ammazzare per conto mio e non ho bisogno di aiuto.

***

Ognuno di noi ha i suoi inferni, si sa. Ma io ero in testa, di tre lunghezze sugli inseguitori.

***

Scrivere è il 90% per me. L’altro 10% è aspettare di scrivere.

***

Che differenza c’è fra poesia o prosa? La poesia dice troppo in pochissimo tempo, la prosa dice poco e ci mette un bel po’.

***

Quel bar non lo aveva mai visto così pieno. Sulla via per l’inferno c’è sempre un sacco di gente, ma è comunque una via che si percorre in solitudine.

Intigante!

∼ Loriana ∼

 


Altre info

Titolo: Bukowski pensieri e aforismi “Seppellitemi vicino all’ippodromo così che possa sentire l’ebbrezza della volata finale”

Autore: pensieri e aforismi di Bukowski a cura di Paolo Roversi

Editore: Stampa Alternativa 1000 lire

Edizione: 1994

Pagine: 28

Prezzo: 1.000 lire

 

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