Amore non è violenza

Oggi non è solo San Valentino, la festa degli innamorati. Oggi è anche la giornata mondiale del One Billion Rising, l’evento globale contro la violenza sulle donne.

Non è paradossale: è l’altra faccia della medaglia.
È l’amore sbagliato, quello che brucia e fa male. 

Quello che diventa una gabbia – la maggior parte degli episodi di violenza e femminicidio sono perpetrati dal partner o ex partner della vittima e, a seguire in questa triste classifica, si attestano quelli che avvengono comunque nel nucleo familiare – l’amore che stritola i sogni romantici e li trasforma in incubi.

L’amore sbagliato può avere mille rappresentazioni, ma ha una sola faccia: LA VIOLENZA.

Nasce da uomini predisposti al non amore, incapaci di rispettare l’altra come persona autonoma, convinti  che la donna sia “cosa propria”, tanto da poterne disporre secondo la loro volontà.

Questi partner hanno maschere che a breve cedono spazio alla loro vera natura: egoisti adulatori,  cinici stolker, subdoli manipolatori, grizzly demolitori dell’anima e della psiche delle proprie compagne.
Arrivano a impedire loro di vivere altre relazioni, le isolano, le terrorizzano,  marchiano il terreno con la loro ostentata presenza per impedire ad altri (amici parenti conoscenti psicologi e operatori) di avvicinarsi; le sgretolando nella mente  picconando quotidianamente con accuse tese a indebolire autostima e certezze, le riducono a anime cave, zombies incapaci di reagire, dopo averle picchiate, violentate, violate.

L’amore sbagliato che si rivela non amore e precipita  nell’annientamento e nell’incubo. E, troppo spesso ancora e  ancora troppe volte, ha esiti fatali per la donna.

Una gabbia, questa, difficile da scardinare nel delicato equilibrio tra azione e paura, tanto che molte donne non ce la fanno a fuggire, pagando poi questa scelta di remissivita’ (e, attenzione, scrivo questo prendendo atto della realtà e con profondo dolore, perché so quante implicazioni psicologiche comporta la scelta di rendersi libere e troppe volte a impedirla è la paura stessa)  spesso con la propria vita. Per questo bisogna rompere il loro isolamento, per aiutarle nel loro percorso di rinascita; in questo è fondamentale l’azione dei centri antiviolenza sparsi nel territorio: punto di riferimento importante per il contrasto alla violenza e la tutela delle donne.

One billion rising vuole denunciare tutto questo e dare forza alle donne: dar loro voce e corpo e anima in tutte le piazze del mondo, per non farle sentire più isolate ma unite, perché in tante si è più forti e alzando insieme TUTTE la voce si rende partecipe il mondo di questa emergenza sociale.

E proprio oggi voglio segnalarvi la nostra piccola ma meritevole iniziativa, che andrebbe supportata e condivisa dall’universo femminile, perché fatta da donne per le donne. 4 donne scrittrici che danno voce a storie di donne che voce altresi’ non avrebbero avuto e che oltre alle parole realizza fatti concreti destinando le vendite del volume alla costruzione di una casa rifugio per donne maltrattate.

L’antologia “4 Petali Rossi, frammenti di storie spezzate” (edizioni Arpeggio Libero – pp. 144, euro 14) è stata realizzata grazie al contributo di quattro donne che amano scrivere per sostenere donne meno fortunate. L’intero ricavato della raccolta, infatti, verrà devoluto al centro antiviolenza Be Free per il progetto “Casa delle donne nella Marsica”.

Comprare il volume  in questa giornata acquisisce un significato solidale e profondo e consolida e estende l’iniziativa delle donne per combattere la violenza e riprendersi i diritti e le libertà di scelta e autonomia che ci spettano.

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http://www.arpeggiolibero.com/lista-categorie/racconti/4-petali-rossi.html

Booktrailer
https://vimeo.com/152448348

Sito
https://quattropetalirossi.wordpress.com

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