[letti per voi] – Cristallo, Federica D’Ascani

I miei complimenti all’autrice, Federica D’Ascani che ha saputo tratteggiare con attenzione il cuore di una donna violata e anche per la scelta coraggiosa di volerne dare testimonianza. [Loriana Lucciarini]

 

copertina cristallo

CRISTALLO

Federica D’Ascani

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Sinossi

Perdersi negli occhi di Vittorio e riaccendere la passione che l’ha legata a lui, come un cristallo che riflette la luce del sole… Vera vuole solo questo: l’amore per come lo ricorda, per come la fa stare bene. Ma Vittorio è lontano, distante, duro e a volte anche spietato. Forse troppo. Eppure la felicità sarebbe a un passo da lei, a un passo dal quel senso di vuoto che sente quando lui la tocca. A un battito di ciglia dalla bolla in cui è immersa: per non soffrire, per non vedere.
La seconda attesa edizione di Cristallo, il primo vero romanzo che indaga gli aspetti della violenza psicologica rendendoli reali.
Perché ci sono coppie che non andrebbero composte, amori che non dovrebbero neanche accendersi…


La mia recensione

Cristallo è un romanzo tratto dalla storia vera della scrittrice che qui narra i lunghi anni passati/subiti accanto a un uomo manipolatore e cattivo.

Una storia d’amore che all’inizio sembrava perfetta, ma che lentamente scivola nella recriminazione e nell’offesa verbale.

Vera, la protagonista, si ritrova a convivere così con Vittorio, in uno stillicidio psicologico continuo che, inesorabilmente, la disintegra in mille pezzi. Nella propria autostima, nel carattere, nella capacità di reagire, nella voglia di vivere.

Vera non è quella che Vittorio vuole. Non è più la stessa e, anche se è stato lui a farla cambiare, egli non la stima più perché – le ricorda fin troppo spesso l’uomo – lei non è all’altezza delle sue aspettative.

Così Vera affoga in un insicurezza profonda che ne mina alla base certezze e pensieri. La donna crolla e s’avviluppa nella propria anima, incapace di reagire, di prendere in mano la propria vita. Diventa vittima e permette a Vittorio – un manipolatore psicologico subdolo e astioso che non perde occasione per annientarla, se ancora ce ne fosse bisogno – di trasformarsi in suo carnefice.

Eppure Vera vive sprazzi di lucidità, dolorosi e rari, nei quali comprende molti meccanismi che la legano al suo partner, ma poi ripiomba nell’abulia, nell’incapacità di gestire i propri sentimenti contrastanti. Perché Vera è malata di Vittorio e Vittorio è la sua droga. Un amore sbagliato, che lega entrambi – per il proprio vissuto e per la propria personalità – in una spirale sfiancante, che ne lede emozioni, vita, futuro, individualità.

Vittorio nulla sarebbe senza Vera e Vera non può vivere senza Vittorio, ma non può vivere neanche assieme a lui in quell’inferno domestico che la sta distruggendo. E qui ritorna la spirale che avvolge entrambi, in cui Vera soffoca e che affronta tutta da sola.

L’isolamento è un elemento costante in tutte le storie di questo tipo: lo abbiamo visto nella vicenda di Najaa in “Ti amo anima mia” di Nadia Nuzi (leggi la mia recensione qui).

Così come lo descrivono bene Silvia Devitofrancesco nel suo “Una gabbia di vita” e Monica Coppola in “L’equilibrio perfetto” (entrambi i racconti fanno parte del libro 4 Petali Rossi, frammenti di storie spezzate”, che tratta la violenza di genere e sostiene il centro antiviolenza BeFree – maggiori info sul progetto qui).

In questi alti e bassi di coscienza e ribellione, la vicenda di Vera prosegue, in un crescendo di situazioni nelle quali il lettore riesce ben a immedesimarsi nei pensieri della giovane, a partecipare al suo dolore, sentendosi coinvolto empaticamente nella spinte emotive e psicologiche, partecipando come spettatore impotente alle vessazioni che subisce e alle conseguenze relative alla sua resa costante.

Un romanzo bello, interessante, coinvolgente, ben scritto che è utile leggere per provare a comprendere il triste fenomeno dello stalking psicologico e della violenza fisica. In una società dove davvero troppo poco si fa per cambiare l’approccio culturale a questo triste fenomeno, dove troppo spesso infatti si arriva a condannare comunque la vittima – anche se magari non in modo esplicito – per la propria inattività e debolezza, per l’incapacità di uscire fuori da una situazione potenzialmente pericolosa, ma troppo poco si domanda cosa spinge una donna a rimanere inerme di fronte all’attacco costante e continuo che ne frantuma l’anima.

Qui ci sono tante risposte ai molti “perché”. O, almeno, si arriva a capire i comportamenti che spesso sembrano contraddittori.

Un libro da leggere, per capire le ombre che si muovono nell’anima ferita di una donna, quando sprofonda in un rapporto sbagliato, malato, impossibile.

Un libro da leggere perché dà speranza: infatti Vera, alla fine, si libera e rinasce, riprendendo in mano la propria vita, arrivando ad abbracciarsi forte e a perdonarsi per gli errori e la fragilità del passato, riuscendo a costruire per sé un futuro di luce. Un esempio e un messaggio per molte donne che stanno vivendo la stessa drammatica realtà e che faticano a vedere una via d’uscita.

I miei complimenti all’autrice, Federica D’Ascani che ha saputo tratteggiare con attenzione il cuore di una donna violata e anche per la scelta coraggiosa di volerne dare testimonianza.

Loriana Lucciarini

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5 thoughts on “[letti per voi] – Cristallo, Federica D’Ascani

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