[letti per voi] – Casa di foglie, Mark Danielewski

Un thriller psicologico che vi trascinerà in una storia pazzesca, ossessiva, paranoica…

casa di foglieCar* followers, oggi vi parlo di un romanzo sconvolgente, letto molti anni fa che oggi scopro è addirittura introvabile in quanto non è più stato ristampato dalla Mondadori: “Casa di Foglie” di Mark Danielewski.

Arrivato alla pubblicazione grazie al passaparola di appassionati lettori che lo hanno fatto diventare in America un caso letterario, supportandolo con migliaia di condivisione sul web, negli anni è diventato  un libro cult per altre ragioni.

Appassionati lettori continuano a parlarne e a ricercarne le rarissime copie in italiano, ormai diventate da collezionismo. Su forum e community dedicate al romanzo, si leggono di storie rocambolesche per arrivare ad accaparrarsi una copia e di ritrovamenti di volumi sperduti, scovati nei meandri di qualche ben fornita biblioteca. Addirittura, le copie esistenti in italiano vengono valutate dai collezionisti su cifre pazzesche che si aggirano attorno a 80/100 euro!

Raro. Introvabile, quindi straordinario? Non è  mica detto…

Sicuramente è un romanzo controverso: c’è chi lo definisce avanguardistico e sperimentale, in alcuni casi classificato come esempio di letteratura ergodica (more info qui *e qui una citazione e un ringraziamento a Raffaella Ruyu ci sta tutto*). Ma per molti è esclusivamente una clamorosa montatura commerciale, un volume illeggibile e assurdo, senza capo né coda, pubblicizzato ad arte.

Per i più è tutta fuffa e basta.

Un libro da gettare nell’oblio, quindi.

Eppure, neanche il fatto che la Mondadori abbia smesso di pubblicarlo per ragioni relative ai dati di vendita, quindi puramente commerciali, ha avuto una valenza negativa: addirittura questo ne ha alimentato la leggenda…

Resta il fatto che CASA DI FOGLIE di Mark Danielewski segna un confine netto: O SI AMA O SI ODIA.

Personalmente io ne sono rimasta affascinata anche se tutte le persone alle quali ho suggerito il libro hanno storto il naso, arrivando a definirlo “improponibile”! :-O

Rimane quindi la controversia su questo testo letterario. Per questo invito chiunque lo abbia letto a dare il proprio contributo alla discussione: sarete i benvenuti nelle pagine di questo blog, perché la lettura di quest’opera è complessa e subisce interpretazioni assolutamente individuali che sono curiosa di comprendere, pur se opposte e discordanti dalle mie.

Insomma, è una cosa complicata.

Preparatevi quindi: la mia recensione non sarà lineare come al solito, anche perché tanti sono gli anni ormai trascorsi da quando ne ho ultimato la lettura e potrei scrivere delle imprecisioni. Quello che però ho ben chiaro è ciò che provavo mentre leggevo...


  • Antefatto: Come ho scoperto questo libro

Anni fa, mentre guidavo nel traffico cittadino con la radio accesa, cambiando stazione ascoltai una trasmissione letteraria già iniziata, dove si stava parlando di un romanzo onirico, folle, avvincente, dall’intreccio horror devastante.

Il titolo conteneva la parola “foglie/fogli” e i conduttori radiofonici stavano spiegando la genesi del romanzo [pubblicato a puntate nel web e poi, dato il grande successo, arrivato a pubblicazione con un grande editore, n.d.r.], illustrando alcune parti della trama e facendo riferimento soprattutto a una casa che dall’esterno era più piccola che all’interno, dove i muri cambiavano improvvisamente e accadevano cose strane.

Il romanzo – dicevano – aveva pagine stampate al contrario (da dover leggere con l’ausilio di uno specchio), oppure occupate una sola parola, con impaginazione capovolta e tante altre stranezze, utili allo scopo di calare il lettore in un orrore fatto di follia…

pag pag2

Interessante, vero? 😀

Rimasi colpita e decisi di volerlo leggere, ma proprio quando stavo per scoprire titolo e autore sono entrata in galleria, il segnale è svanito e quando la radio ha ripreso a funzionare…  la trasmissione era terminata! 😦

Allora, cosa ho fatto io?

Ho iniziato a girare di libreria in libreria raccontando sommariamente la trama e le informazioni che avevo. Ricordavo che l’autore aveva un cognome dell’Est e proprio questo è stato l’indizio che mi ha portato finalmente a rintracciare il romanzo: “Casa di Foglie” – ecco il titolo preciso – autore: Mark Z. Danielewski, edizioni Mondadori!

E finalmente, ad acquisto effettuato, mi sono potuta immergere, nella lettura e nel terrificante mondo di ombre e di follia di questo romanzo…


  • La lettura

Con curiosità ho iniziato il primo capitolo e ne sono rimasta folgorata.

L’ansia e l’orrore prima serpeggiano in una storia che ha più sottotrame che non convergono e in cui ci si inizia a perdere (in molti proprio qui hanno abbandonato il romanzo, infatti se leggete alcune delle recensioni online questo forse è il punto dolente dell’intera struttura narrativa del romanzo). Eppure, superato questo scoglio, inaspettatamente la storia prende a galoppare a un ritmo incessante.

Ho terminato il libro in soli tre giorni, immersa nelle pagine durante le vacanze estive. Per ore avvinghiata dentro quella storia densa d’ansia e d’orrore, pervasa dall’incontrollabile desiderio di arrivare alla fine, terrorizzata da ciò che sarebbe potuto accadere. Mai un libro ha avuto così tanta suggestione in me. Le ombre erano diventate sinistre e l’inquietudine sembrava scandire il tempo in cui mi gettavo tra le pagine.

Vuoi per la trama horror, vuoi per il fatto che lo scrittore riesce sapientemente a far sprofondare il lettore nelle paludi della follia e delle paranoie psicologiche avvinghiandoti l’animo, io considero questo libro sconvolgente, a tratti allucinante, a volte noiosamente inutile… ma comunque straordinario: non ho potuto fare a meno di proseguirne la lettura, perché il desiderio di continuare e di andare fino in fondo era più forte di me!

Nota negativa: il romanzo inizia con il ritrovamento di un cadavere in un appartamento. Una persona burbera che non aveva amici o conoscenti. Nell’appartamento dell’uomo, le forze dell’ordine fanno una scoperta sconvolgente: vi sono milioni di piccoli fogli di carta ricoperti da frasi, che sembrano non avere un filo conduttore ma così non è. Una persona, il giovane spiantato e spostato Johnny Truant, incuriosito dalla cosa deciderà di ricomporre tutti quegli appunti in un unico testo e per diverse pagine la storia sembra essere questa, per poi scoprire che è solo complementare. Per i capitoli successivi il lettore si deve sorbire la rielaborazione del manoscritto che Johnny comporrà man mano, con fitte annotazioni e citazioni che sfiancano il lettore e lo infastidiscono, senza portare poi a nessun risultato.

Tutto questo sembra non essere funzionale al romanzo, ma invece lo è perché è l’escamotage utilizzato dall’autore per trascinare nella follia il giovane che tenta di venirne a capo. Così, anche se il lettore può risentirsi con l’autore di questo colpo basso – cioè il giochetto di portarlo in direzioni che nulla hanno a che fare con la storia vera – questa sottotrama è propedeutica per invischiare chi legge nelle fauci della follia: un passo dopo l’altro ci si ritrova impantanati nelle elucubrazioni mentali del ragazzo, condividendone le paranoie, le ossessioni e, infine, la pazzia che ne distrugge la ragione.

La trama è forse la cosa meno importante da dover raccontare: il fotografo Will Navidson acquista casa e si trasferisce lì con la sua famiglia. In questo edificio accadono cose dapprima insignificanti poi sempre più inquietanti e, nel contempo, anche la psiche dell’uomo sembra essere soggiogata dallo strano potere che risiede in quelle quattro mura; un potere subdolo, capace di sovvertire l’equilibrio mentale dei suoi abitanti. L’uomo decide di misurare la costruzione e fa un’agghiacciante scoperta: la misurazione esterna è più piccola di quella interna. Come è possibile? Che sortilegio è mai questo? Il tempo passa e scopre che addirittura le misure interne delle stanze cambiano, si modificano, si riducono o si allargano mentre rumori sinistri echeggiano di notte e fatti inquietanti accadono…

Sparizioni misteriose e eventi al limite dell’irreale: c’è tutto in questo inquietante horror che vi lascerà con il fiato sospeso dall’inizio alla fine.

Se c’è tra di voi chi l’ha già letto penso mi capirà, ma apprezzerei un confronto sulla mia recensione.

Per coloro che vorranno cimentarsi in questa lettura impegnativa, auguro buona fortuna per il ritrovamento della copia cartacea, ma  per aiutarvi nella ricerca vi segnalo questo post. Ovviamente vi invito poi a lasciarmi un commento su questa vostra avventura tra le pagine di questo blog.

Buona lettura, quindi… e che l’orrore sia con voi! 😀

Loriana Lucciarini

casa di foglie


  • Titolo: “Casa di foglie”
  • Autore: Mark Danielewski
  • Editore: Mondadori (28 ottobre 2005)
  • Collana: Strade blu | Fiction
  • Genere: horror
  • 812 pagine
  • Esaurito – introvabile

 

Contenuti speciali

[da http://blog.tapirulan.it/ ]

Non farti ingannare, quelli che scrivono libri lunghi non hanno niente da dire. Naturalmente, quelli che scrivono libri brevi hanno ancor meno da dire”.
Il senso di ‘Casa di foglie’ di Mark Z. Danielewski, delle sue ottocento e passa pagine, sta in questa come in qualunque altra frase di questo stupefacente romanzo. Ecco come. La scoperta che casa propria è (per pochi centimetri) più grande all’interno che all’esterno diventa il movente, da parte del protagonista, per dare luogo (nonché vita, è il caso di dirlo) ad un’agghiacciante esplorazione dello spazio fisico, di quello interiore ed infine – soprattutto – di quello narrato (ricorrendo, se necessario, anche a qualche effettaccio da Z-movie Ed-Wood-iani). Horror travolgente, rutilante, stucchevole, a tratti estenuante, prodigo tanto di virtuosismi quanto di lungaggini – tanto più insulse quanto intenzionali; affascinante però e, a lettura terminata, appagante.
Impossibile fugare il sospetto di avere di fronte l’ennesimo ‘romanzo che parla di tutto’. E allora, per una volta, così sia, laddove il ‘tutto’ diventi, qui spesso e argutamente, gioco autoreferenziale: non svelo nulla dicendo che il protagonista, nella fase finale della sua… chiamiamola ‘catarsi’, trascorre il proprio tempo leggendo un libro di 816 pagine intitolato proprio ‘Casa di foglie’.
Nella scena qui sotto – che non rende giustizia alle peraltro notevoli doti tecniche dell’autore – uno dei protagonisti è solo, al buio, sperduto in uno spazio tanto immenso quanto impossibile. Tutt’attorno un ringhio feroce, palpabile testimonianza della presenza della ‘cosa’. A proteggerlo soltanto il sottile telo della tenda, e una incrollabile fiducia nella ragione umana. Accende la videocamera e si registra per alcuni minuti. In questo punto, il romanzo trascrive il suo monologo.

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9 thoughts on “[letti per voi] – Casa di foglie, Mark Danielewski

  1. Si, secondo me è assolutamente geniale. Ne sono venuto in possesso in maniera del tutto casuale, mi ha chiamato in libreria e ora lo custodisco gelosamente. Ho avuto occasione di comprarlo per poi regalarlo ad un caro amico che l’aveva trovato irresistibile. Non è un libro facile, di certo non per tutti i gusti.

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