[ospiti] – GIORNATA AUTORE: Federica Pannocchia #allDay!

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Ben ritrovati car* followers! 😀

Oggi per la GIORNATA AUTORE#AllDay abbiamo qui ospite Federica Pannocchia!

Federica era stata già ospite nel Salotto di Scintille, nel 2014… quella volta si era presentata ai lettori con lo pseudonimo di Sofia Domino, ma oggi, con una nuova consapevolezza e un nuovo percorso letterario del suo romanzo “Quando dal cielo cadevano le stelle” (inizialmente autopubblicato ora in catalogo con Eden Edizioni in una inedita veste editoriale), esce allo scoperto e firma finalmente con il proprio nome!

Ecco come la presentavo nel precedente incontro:

16122149_1891666001110930_1342817444_o(…) prima di parlarvi della sua opera, due breve parole per presentarvi la scrittrice: nata nel 1987, abita in Toscana e ha una grande passione per la scrittura. Sin da quando era piccola si dilettava a scrivere temi e racconti. Passione che non l’ha mai abbandonata e che oggi applica con capacità e talento. Sofia Domino (Federica Pannocchia, n.d.r.), oltre a scrivere ama anche leggere, sognare e viaggiare (e lo fa appena può!).

All’attivo ha “Quando dal cielo cadevano le stelle” (romanzo d’esordio uscito il 27 gennaio 2014, per Il Giorno della Memoria) e “Come lacrime nella pioggia! (…)

Qui di seguito una delle interessanti domande di quell’intervista:

Ciao Sofia, come è nata l’idea del tuo primo romanzo? Quanto ti è costato scrivere una storia sulla Shoah?

Ho sempre voluto scrivere un romanzo sulla Shoah e la mia occasione è arrivata un giorno qualunque, quando mi sono imbattuta in un manifesto teatrale che promuoveva uno spettacolo intitolato “I bambini della Shoah”. Sentii un qualcosa dentro, un brivido, come un richiamo, e capii che non avrei più potuto far finta di niente, sapevo che, anche per me, era arrivato il momento di avere una mia “bambina della Shoah”. Che cosa significava essere ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale? Che cosa significava essere una ragazzina comune, allegra, piena di vita e di sogni, ed essere tagliata fuori dal mondo? Che cosa significava vivere sotto costante paura, rinchiusa in numerosi nascondigli, e desiderare di essere libera? Che cosa voleva dire essere catturata, stipata in un carro bestiame? E che cos’era Auschwitz? Queste sono soltanto alcune delle domande che mi sono posta prima di scrivere il mio romanzo. Scrivere “Quando dal cielo cadevano le stelle” è stata un’esperienza che non dimenticherò mai. Sono molto legata a quel romanzo, e non solo perché è il primo che ho pubblicato, ma anche perché mi sento molto vicina all’argomento trattato. Voglio parlare della Shoah, del nazismo e dei campi di concentramento, affinché nessuno dimentichi e affinché tali atrocità non siano ripetute. Prima di scrivere “Quando dal cielo cadevano le stelle” non sapevo così tante cose sulla Shoah e ammetto che ritrovarmi a leggere testimonianze di bambini che, d’improvviso, si sono visti portare via ogni cosa, di gente comune terrorizzata dalla guerra, di famiglie separate per sempre e della ferocia delle SS è stato molto toccante, è un qualcosa che, ormai, non dimenticherò più. Immergermi in “Quando dal cielo cadevano le stelle” però è stato anche bellissimo, perché per uno scrittore – almeno per quanto mi riguarda – è importante scrivere emozioni forti, crude, dolorose, vere, belle, è come ritrovarsi a un altissimo piano emotivo e tutto diventa ancora più coinvolgente. Inoltre, “Quando dal cielo cadevano le stelle”, nonostante sia ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale, durante il nazismo, non parla della morte, ma è un inno alla vita. (…)  | leggi l’intervista completa qui |

 

giornata-memoriaOggi apro nuovamente il Salotto per ospitare Federica Pannocchia e permettere a molti di voi che non la conoscono di apprezzarne il lavoro letterario e le molte altre attività che questa vulcanica ragazza organizza!

Questa GIORNATA AUTORE#AllDay è in occasione della ricorrenza imminente (il 27 gennaio) della Giornata della Memoria per le vittime dell’Olocausto;  i temi trattati nella puntata odierna del Salotto Letterario saranno quindi proprio quelli legati alla Shoah, esattamente quello di cui racconta “Quando dal cielo cadevano le stelle”

Un incontro impegnativo, per il carico di emozioni e ricordi a cui invito tutti voi a partecipare, anche solo con un passaggio veloce, un commento, una domanda. Noi intanto iniziamo…

intervista-logo

Loriana Lucciarini – Ciao Federica, benvenuta nel Salotto di Scintille!

Federica Pannocchia – Grazie Loriana! È sempre una gioia essere qui, e grazie anche a tutti i lettori per aver deciso di passare un po’ di tempo insieme a noi!

Loriana Lucciarini – Allora, Quando dal cielo cadevano le stelle ha una nuova vita, questa volta cartacea. Raccontaci un po’ l’evoluzione di questo romanzo…

Federica Pannocchia Certo! Ho sempre nutrito un grande interessa nella tematica della Shoah e sin da quando ero bambina la domanda “Perché?” si faceva spazio nella mia mente. Auschwitz è un luogo fatto da uomini per altri uomini e non riuscivo a comprendere fin quanto potesse spingersi la cattiveria umana. E ancora oggi, che di anni ne ho 29, non riesco a trovare una risposta a tutto questo.

Nel 2014 ho visto un volantino di uno spettacolo sulla Shoah, dove i protagonisti erano alcuni bambini. subito ho come sentito un richiamo. Ho sentito il bisogno di avere anche io una “mia” bambina della Shoah. Ecco che sono nati Quando dal cielo cadevano le stelle e Lia, la protagonista dello stesso.

In un primo momento Lia doveva essere una bambina romana, di religione ebraica. Alla fine però ho deciso di farle avere 13 anni affinché potesse ragionare maggiormente con la propria testa, farsi determinate domande e vivere situazioni differenti, sia come adolescente in crescita sia per quanto riguarda il primo amore. E, naturalmente, perché potesse guardare con occhi diversi alla guerra, alla persecuzione sino alla deportazione.

Loriana Lucciarini – Come sei arrivata a pubblicazione con la Eden Edizioni, la tua nuova casa editrice?

Federica Pannocchia – Diciamo che è successo un po’ per caso. Nel 2014 ho auto-pubblicato attraverso la piattaforma di Lulu la prima edizione di Quando dal cielo cadevano le stelle, in versione digitale. Alcuni lettori però mi scrissero per sapere se avevo intenzione di proporre anche un’edizione cartacea. Dati i costi legati alla stampa e alla promozione dei libri cartacei non ne feci di niente, seppur con dispiacere. Poi nel 2015 ho fondato l’Associazione di volontariato Un ponte per Anne Frank e mi son detta che attraverso la storia di Lia, ancora nuove persone avrebbero potuto avvicinarsi al dramma della Shoah. Ecco che ho deciso di contattare delle case editrici sperando in una possibile seconda edizione di Quando dal cielo cadevano le stelle, versione cartacea. Quando ho ricevuto indietro la riposta da parta della Eden Editori ne sono stata così contenta, perché sin dall’inizio ho capito quanto tenessero al mio libro, alla storia di Lia e ai suoi ideali. Dunque nella Eden Editori non solo ho trovato professionalità e gentilezza, ma anche una sensibilità rara. Una seconda famiglia, con la quale poter condividere appieno questo nuovo viaggio con Lia e gli altri personaggi di Quando dal cielo cadevano le stelle.

Loriana Lucciarini – Interrompo un momento l’intervista per ricordarvi che, come da prassi, ci sono i virtual-dolcetti e virtual-drink in fondo alla sala: servitevi pure, mentre noi riprendiamo con le domande. Al termine dell’intervista potrete postare le vostre: Federica sarà lieta di rispondervi! 😀

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Loriana Lucciarini – Questa nuova versione ha anche la tua firma, non più lo pseudonimo (Sofia Domino), con il quale ti eri fatta conoscere. Quali sono stati i motivi che ti hanno indotta a questa scelta?

Federica Pannocchia – Diciamo che quando ho deciso di auto-pubblicare la prima edizione di Quando dal cielo cadevano le stelle quasi per gioco, non mi aspettavo un interesse da parte dei lettori o dei blogger. Dunque ho deciso di usare uno pseudonimo, appunto Sofia Domino.

Con gli anni poi come accennato precedentemente ho fondato l’Associazione di volontariato Un ponte per Anne Frank naturalmente con il mio vero nome, Federica Pannocchia, e di conseguenza ho deciso di pubblicare la seconda versione del libro non più come uno pseudonimo ma con il mio vero nome, proprio perché ormai i miei contatti si sono allargati e non voglio più “nascondermi” dietro a uno pseudonimo. Anzi, sono più che contenta di ringraziare a mio nome tutti i lettori, blogger, amici e sostenitori della nostra Associazione che sostengono il mio libro e i nostri programmi.

Loriana Lucciarini – Una nuova edizione. Cosa è cambiato della struttura narrativa e della storia di Lia?

Federica Pannocchia – Anche nella seconda versione di Quando dal cielo cadevano le stelle la protagonista è Lia, 13 anni, romana. Una ragazzina come tutti, con i suoi amici, i suoi sogni, i suoi pregi e i suoi difetti. Una ragazzina che però si ritrova a crescere a Roma durante lo scoppio della guerra e durante l’arrivo delle leggi razziali. Una ragazzina che, in tutto questo, è ebrea. Dunque anche in questa seconda versione vediamo lo svolgersi dei vari avvenimenti storici e come tutto questo costringa giorno dopo giorno sempre di più famiglie come quella di Lia a vivere nelle restrizioni, a sparire dal resto del mondo. Anche se Lia non ne ha nessuna colpa, anche se non ha mai fatto male a nessuno. Eppure nonostante le paure, le restrizioni, l’abbandono della propria casa, i rifugi, i primi bombardamenti, il cibo che scarseggia… Lia non smette mai di sperare, di credere nella fine della guerra. La sua storia non cambia molto, continua ad avere problemi con la famiglia, bisogno di confidarsi con la nonna, gioia nel trascorrere del tempo con il fratello maggiore e addirittura si innamorerà con Hadas, un ragazzo ebreo con il quale inizierà un’amicizia per corrispondenza, naturalmente una corrispondenza clandestina e con false identità.

Sino alla fine Lia continuerà a combattere per i suoi diritti: per il diritto alla libertà, alla parola, per poter tornare nella sua amata Roma anche dopo che sarà stata deportata nei vari campi di concentramento e sterminio nazista. Fino a quando…

Non posso svelare altro di quello che succede, ma posso dire che dalla prima edizione non solo sono stati accorciati alcuni passaggi, ma sono stati cambiati anche i nomi di numerosi personaggi. A partire dal cognome della protagonista. Nella prima versione il suo nome era Lia Urovitz, in questa abbiamo deciso di cambiarlo in Tivoli così da non commettere un errore storico proprio partendo dal suo cognome.

Loriana Lucciarini – Il messaggio che vuoi lanciare con questa storia?

Federica Pannocchia – La storia di Lia è una storia in qualche modo moderna. Perché Lia potrebbe benissimo rappresentare tutte quelle persone che ancora oggi scappano dalla guerra, che sono costretti a lasciare le loro case per dei conflitti, che non hanno il diritto di parola, che sono perseguitati…

Quando dal cielo cadevano le stelle ci porta a vivere la Shoah in  prima persona e, insieme a Lia, ci ritroviamo dietro il filo spinato dei lager nazisti. Però nonostante questi luoghi di morte, Quando dal cielo cadevano le stelle è una celebrazione alla vita! Alla meraviglia dell’alba, allo splendore delle stelle di notte, alla bellezza del trascorrere il nostro tempo con le persone che amiamo. Perché, come dice Lia stessa: “La vita è meravigliosa, non smettiamo mai di amarla.”

Loriana Lucciarini – Quanto lavoro c’è dietro al romanzo? La nuova versione quanto nuovo lavoro ha comportato?

Federica Pannocchia – Prima di scrivere il testo ho svolto numerose ricerche storiche. Il romanzo è ambientato nella Roma de 1943, e la protagonista vive in prima persona numerosi passaggi storici. Ho cercato di non commettere nessun errore storico / politico, anche se alcune volte ho dovuto un po’ “forzare” le scene per agevolare dei passaggi. Ma per prima cosa mi sono concentrata su ogni avvenimento storico, per cercare di dare la massima giustizia a chi ha realmente vissuto sulla propria pelle queste tragedie.

La nuova versione di Quando dal cielo cadevano le stelle mi ha vista riprendere in mano tutti gli appunti e accertarmi di nuovo dei vari passaggi. Diciamo che il lavoro è stato lungo e molto impegnativo ma volevo scrivere un romanzo che potesse avvicinare il lettore al dramma della Shoah e penso che sia fondamentale conoscere anche i vari passaggi storici per capire appieno quanto è avvenuto.

Loriana Lucciarini – Il romanzo è legato anche all’associazione che hai fondato tu. Ce ne vuoi parlare?

Federica Pannocchia – Con molto piacere! Ho scritto Quando dal cielo cadevano le stelle prima di fondare la mia Associazione di volontariato Un ponte per Anne Frank. Ho scritto Quando dal cielo cadevano le stelle per me, per il bisogno di farlo, di esprimermi scrivendo una storia sul dramma della Shoah vista dagli occhi di una ragazzina italiana, ebrea, di 13 anni. Dopo di che  ho messo da parte il testo e ho scritto altri racconti, sempre per me. Solo dopo un anno avvicinandomi al Giorno della Memoria ho deciso di auto – pubblicare Quando dal cielo cadevano le stelle perché volevo dare una voce a storie come quella di Lia. Nello stesso anno sono entrata in contatto con  Buddy Elias – cugino di Anne Frank – e confrontandomi con lui mi sono resa conto del mio bisogno di aprire anche in Italia un centro che con onore avrebbe portato il nome di Anne Frank. Buddy mi ha subito dato delle dritte e nel 2014 ho aperto il progetto “Un ponte per Anne Frank” che nel 2015 ho costituito come Associazione. Da subito ho avviato importanti collaborazioni anche a livello nazionale e oggi siamo attivi non solo per tenere viva la memoria di Anne Frank e per preservare la Memoria sul dramma dell’Olocausto, ma anche per incoraggiare le persone a fare le proprie scelte, a essere cittadini attivi. Lavoriamo a livello nazionale con viaggi della memoria, mostra itinerante Io sono Anna Frank, incontri con Sopravvissuti e testimoni, laboratori nelle scuole e anche programmi mirati alla tutela dei bambini in Italia, Bielorussia, Sahara e Siria. Per maggiori informazioni  www.unponteperannefrank.org

Loriana Lucciarini – C’è un aspetto che ti è particolarmente caro che vuoi sottolineare, di questa nuova versione editoriale del romanzo?

Federica Pannocchia – Sicuramente il fatto che nonostante Quando dal cielo cadevano le stelle attraverso la storia di Lia ci accompagna a vivere in uno dei periodi più bui della Storia, e a ritrovarci in luoghi di morte come il campo di concentramento e sterminio nazista di Auschwitz – Birkenau, questo libro è anche un vero e proprio inno alla vita. Perché  sin dall’inizio Lia non smette di sperare, di credere all’arrivo delle truppe alleate. Sogna di arrivare alla fine della guerra insieme alla sua famiglia, anche quando perderà la libertà, la dignità, l’identità.  È come ritrovarci nei luoghi di morte per celebrare la vita, e questo è certamente un aspetto che mi è molto caro.

Loriana Lucciarini – Federica ti ringrazio per essere stata qui oggi, mi ha fatto piacere ospitarti di nuovo per farti conoscere – questa volta davvero e senza pseudonimi! – ai miei lettori. 😀 Ti faccio mille in bocca al lupo per questa tuo nuova avventura e le mille altre attività, che seguo con interesse. Abbiamo invitato i lettori a interagire con te e farti delle domande e, ora che siamo giunti a conclusione di questa GIORNATA AUTORE#AllDay, ti invito a restare collegata su questa pagina per rispondere ai post che arriveranno.

Federica Pannocchia –  È stato un piacere essere qui oggi. Risponderò con piacere alle domande dei lettori. Grazie per l’ospitalità e per le interessanti domande! A presto! 😀

Loriana Lucciarini – Vi ricordo che il romanzo di Federica “Quando dal cielo piovevano le stelle” si acquista qui!

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Avete curiosità, domande e commenti da lasciare all’Autrice? Scrivete qui, sotto questo post! 😀

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71 thoughts on “[ospiti] – GIORNATA AUTORE: Federica Pannocchia #allDay!

  1. Inizio col ringraziare Loriana, perché è sempre così gentile da sopportare la mia presenza nel suo salotto, ma anche Federica, per il tema trattato nel suo libro. Trovo che sia una bella iniziativa scrivere un libro per ricordare a tuti un periodo buio della noastra storia; allo astesso tempo trovo sia bellissima la creazione di un’Associazione per dar voce a tutti coloro (sopravvissuti e i loro parenti) che in un modo o nell’altro hanno vissuto quella tragedia: o di persona, oppure tramite i racconti di chi con i propri occhi l’ha vissuta! Brabva Federica, la tua è stata proprio una grande iniziativa!

    • ciao Luca, eccoti qui: ero certa che saresti passato! Mi fa piacere rivederti – seppur virtualmente – e poter leggere le tue considerazioni/domande, sempre interessati. Bentrovato, quindi, mettiti comodo e stai un po’ qui con noi ❤

    • Caro Luca, grazie di cuore per le tue bellissime parole, per me significano davvero tanto. E’ mio profondo impegno sia attraverso Quando dal cielo cadevano le stelle sia attraverso i programmi della nostra Associazione preservare la Memoria sino ad arrivare all’importanza di prendere delle scelte oggi, per incoraggiare a divenire cittadini attivi e responsabili. Grazie davvero per il tuo supporto! Un abbraccio e in bocca al lupo per tutto!

      • Cara Federica, sono sincero, e sono sicuro che per te le mie parole significhino tanto; fare delle scelte importanti oggi è molto importante; peccato, però, che non siano in molti a farne… Voglio dire che oggi sono molto poche le persone che decidono di assmersi un impegno seppur gravoso, per perseguire intenti nobili, come il tuo. Un abbraccio e in bocca al lupo per tutto anche a te!

  2. Ciao Loriana e ciao Federica. Il tema che hai trattato nel tuo libro è un tema davvero difficile e doloroso. Ti faccio i miei complimenti per essere riuscita a farci ricordare questi momenti. Non dobbiamo mai dimenticarli. Ti chiedo una cosa molto semplice per poter scrivere il libri sarai andata sul posto . Che effetto ti ha fatto?
    Grazie
    Francesca

    • Ciao Francesca, ben ritrovata! Felice di averti qui e grazie per l’interessante quesito…
      Sai che in fondo alla sala ci sono i virtual dolcetti? Prendine quanti ne vuoi – golosità virtuale a calorie zero (non sai quanti ne mangio io 😛 eheheheh) un abbraccio

    • Ciao Francesca, grazie per essere qui con noi! In quanto presidente dell’Associazione di volontariato Un ponte per Anne Frank ogni anno accompagno gli studenti al Viaggio della Memoria e proprio lo scorso anno per la prima volta sono passata sotto il cancello del campo di sterminio nazista di Auschwitz. ( E ci tornerò a breve, dal 2 – 8 febbraio 2017). Ho ancora i brividi al solo pensiero. Tu ci sei mai stata? Ritrovarsi ad Auschwitz è come ritrovarsi in un luogo ben programmato, il filo spinato, le stanze, tutto, nel suo orrore, aveva una logica e questo è spaventoso. Trattasi di un posto fatto per uomini da altri uomini. E Birkenau… Birkenau mi è rimasto nel cuore, per la sua vastità, per quel silenzio che sembrava urlare. E pensa che ci sono stata a febbraio con cappotto, dopo-sci, due sciarpe, cappello… E c’era freddo. Tutto questo mi può far solo lontanamente capire quanto devono aver provato tutti gli internati, ma ritrovarsi lì è poter vedere con i nostri occhi – in parte – quanto è avvenuto. Consiglio a tutti di andarci almeno una volta nella vita, perché fa aprire gli occhi. Ti ringrazio e ti abbraccio, Federica

  3. MANUELA CHIAROTTINO, tramite facebook, pone all’Autrice questa domanda:

    “Ciao Federica! Vorrei chiederti se per te è importante che un romanzo trasmetta un messaggio e cosa speri che arrivi al lettore da questa storia… grazie”

    • Cara Manuela Innanzitutto grazie! Penso sia molto importante che il lettori provi qualcosa alla conclusione del libro, sentimento positivo o negativo che sia. Alla conclusione della lettura di “Quando dal cielo cadevano le stelle” spero che il lettore provi un sentimento forte d’amore nei confronti della vita. Perché alla fine, nonostante il terrore di Lia e i luoghi di morte in cui viene deportata, il libro è un inno alla vita. E spero che i lettori possano ricordare in ogni istante quanto essa sia preziosa. Ti abbraccio!

  4. Ciao a tutti. Complimenti a Federica, che io ho conosciuto anni fa come Sofia, pubblicizzando proprio i suoi libri. Trovo che i temi trattati siano forti, ma meritevoli e degni di nota. Per non dimenticare, per riflettere e, perché no, per commuoversi. Temi “tosti”, specie per una ragazza giovane che si adopera per portare avanti i suoi scritti al pari dell’associazione. E ovviamente non posso tralasciare di fare un saluto a Loriana e di complimentarmi con lei per il bellissimo blog.

    • Ciao Isabella, mi fa piacere riaverti qui nel Salotto. Concordo con quanto da te scritto: è importantissimo che soprattutto le giovani generazioni portino avanti la MEMORIA di quanto è accaduto nella storia, per non dimenticare
      Grazie per il tuo intervento e per essere passata di qui, serviti pure un virtualdolcetto ce ne sono vassoi interi tutti per voi ❤

    • Cara Isabella grazie davvero e che bello ritrovarti! Le tue bellissime parole sono per me molto importanti e donano tanto speranza. Certamente è mio impegno attraverso il libro e attraverso l’Associazione essere sempre più d’impatto per incoraggiare a preservare la Memoria e per incoraggiare a diventare cittadini responsabili. Ci occupiamo anche di bambini attualmente bisognosi. Il tuo supporto è certamente importante per me, per noi! Ti abbraccio e ti ringrazio!
      ps: E certamente grazie anche a Loriana per tutto lo spazio e per il suo supporto! GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE!

  5. Ciao Federica,
    mi colpisce molto il tuo romanzo e mi incuriosisce al tempo stesso, perchè viviamo in un periodo socio-culturale in cui si ha l’impressione che le nuove generazioni, ma anche le vecchie, non ricordino più la storia e quello che da essa dovremmo imparare. Detto ciò, cosa comporta per una scrittrice scrivere una storia così intensa? Come l’hai vissuta?
    Grazie,
    Grazia

    • Cara Grazie, grazie a te per la domanda e per il tuo interesse! Scrivere “Quando dal cielo cadevano le stelle” ha richiesto molto impegno perché ho cercato di non commettere alcun errore storico – politico e quindi per prima cosa ho effettuato molte ricerche, letto libri e testimonianze… Ma certamente la cosa ancora più intensa sono state le emozioni legate all’intera vicenda. Lia era, e tutt’oggi è, parte di me, della mia vita. E sapere che il suo dolore e tutto quanto vive non è frutto di una storia inventata, ma è solo una realtà riportata in un libro di narrativa, fa ancora più male. E certamente proprio affinché le nuove generazioni non dimentico è proprio attraverso la storia di Lia, protagonista di “Quando dal cielo cadevano le stelle” nonché attraverso i programmi della mia Associazione di volontariato Un ponte per Anne Frank (incontri nelle scuole, incontri con Sopravvissuti alla Shoah, Viaggio della Memoria), che incoraggiamo a preservare la Memoria. Grazie davvero! Spero che verrai a trovarmi anche su Facebook e sul sito ufficiale della nostra Associazione. Un abbraccio!

  6. Buongiorno Loriana, buongiorno Federica.
    Sono felice di essere parte di questo salotto che, oggi, affronta una tematica tanto importante. Parlare di Shoah non è facile tra adulti ma è ancora più difficile quando ci si deve rivolgere ai bambini. Ho studiato in un esame di Sociologia che, in un primo momento, le stesse famiglie ebree hanno protetto i loro ragazzi cercando di non raccontare loro quanto accaduto durante la Seconda Guerra Mondiale. Per i sopravvissuti era troppo doloroso ricordare l’orrore vissuto e faticoso raccontarlo ai propri ragazzi. Il ricordo, però, risultò essere una grande forza, e capirono che non si poteva non raccontare. Soltanto non dimenticando si può evitare di far sì che ciò non riaccada, che non sia negato quanto avvenuto. Parlarne e fondamentale è onore a te che ne hai scritto un libro che sicuramente leggerò. Grazie.

    • Condivido le tue riflessioni, Giovanna e aggiungo che risalire da quell’Orrore, per i sopravvissuti non è stato affatto facile: più facile, meno doloroso e più comprensibile affondare nell’oblio che mantenere vivo quel ricordo. Grazie per essere passata di qui, ti invito a rimanere un po’ con noi ❤

    • Cara Giovanna, grazie infinite. Hai toccato un argomento molto importante, quello del silenzio anche da parte delle famiglie di religione ebraica. Conosco vari figli e nipoti della Shoah che mi hanno raccontato di essere cresciuti nel silenzio dettato da un dolore e da una colpa che le famiglie stesse non riuscivano a elaborare. Solo con il passare del tempo e degli anni qualcosa allora è cambiato, ma il silenzio è stato sicuramente una realtà molto intensa. E certamente grazie a Quando dal cielo cadevano le stelle e grazie ai programmi della nostra Associazione di volontariato Un ponte per Anne Frank ci impegniamo per preservare la Memoria e ti ringrazio di cuore per il tuo supporto. Abbiamo bisogno di persone come te e se leggerai il mio libro certamente ci terrò a saperne una tua opinione. Grazie di cuore!

  7. Un saluto a Loriana e a Federica. Voglio fare i complimenti a Federica: sei giovane (doppi complimenti) e coraggiosa, perchè affrontare un argomento serio e doloroso come la Shoah non è semplice. Voglio farti due domande, la prima tecnica.
    Come organizzi le ore che dedichi alla scrittura?
    Con i tuoi coetanei (che magari hanno interessi diversi dai tuoi) parlate mai di queste tragedie, oppure, come molti, sono distaccati dalla storia?
    Un saluto grandissimo ad entrambe.

    • Che belle domande, Roberto! Intanto benvenuto qui nel Salotto, mettiti comodo e serviti pure: sui vassoi è tutto virtuale, riempie la mente e non fa male 😛
      Scherzi a parte, grazie per essere qui a questo appuntamento

    • Ciao Roberto, grazie per le tue bellissime domande!
      Ti rispondo con grande piacere!
      1) Gli impegni non mancano ma cerco sempre di ritagliarmi alcune ore della mattine e del dopo pranzo per la scrittura. Poi da quando intorno alle 16.00 riaprono i vari uffici allora devo smettere perché spesso ho molte chiamate da fare per organizzare i vari programmi della mia Associazione Un ponte per Anne Frank.
      2) Non è semplice e lentamente mi sono resa conto che la cerchia di amici si è ristretta ma come si dice “meglio pochi ma buoni”. Però dall’altra parte proprio grazie al mio interesse nei confronti della tematica ho trovato altri ragazzi che, come me, condividono i miei stessi ideali. Siamo tutti nati negli anni ’80 e pensa che ogni anno lavoriamo insieme per accompagnare gli studenti a visitare Auschwitz – Birkenau incoraggiandoli a diventare cittadini attivi oggi e a prendere delle scelte. E, davvero, non avrei potuto chiedere di meglio.
      Grazie davvero, ti abbraccio e spero che verrai a trovarmi anche su Facebook!
      https://www.facebook.com/Sofia-Domino-507359806040666/?fref=ts

      http://www.facebook.com/unponteperannefrank

  8. VALERIO SERICANO tramite facebook chiede all’Autrice:

    “Ciao Federica, come autrice trai ispirazione da qualche nome importante della letteratura? Se sì, a chi in particolare e per quale specifica ragione?”

  9. Ciao Loriana e Ciao Federica. Scrivere un libro sulla shoah è una scelta molto coraggiosa, complimenti. Dopo oltre 70 anni dall’apertura dei cancelli di Auschwitz qual è il messaggio che vorresti far arrivare ai tuoi lettori?

    • Ragazzi, c’è anche la mia “socia” Sabrina. Sabry è la coautrice di un inedito fantasy che speriamo di portare a pubblicazione prossimamente. La ringrazio perché ha sempre mille cose da fare eppure oggi è qui. Un grandissimo BENVENUTA a te, Sabry!

    • Carissima Sabrina, grazie per la bella e profonda domanda. Sicuramente un messaggio che voglio trasmettere non solo è quello di non dimenticare, ma è anche quello di RIFLETTERE.
      Non c’è solo il bianco o il nero, ci sono anche decine e decine di sfumature, là in mezzo. Auschwitz – Birkenau è un luogo fatto da uomini per altri uomini. Hitler era un uomo, per prima cosa, poi un dittatore. Hitler, Mussolini, le SS, erano vittime o carnefici? Ogni singola SS era una vittima o un carnefice? Gli ebrei, gli zingari, gli omosessuali, gli oppositori politici… erano tutti quanti vittime, o qualcuno era anche carnefice? Dobbiamo imparare a non avere pregiudizi, ma a ragionare con la nostra testa e renderci conto di quanto ogni nostra scelta sia importante. Questo, vorrei tanto, trasmettere.
      Grazie di cuore e in bocca al lupo per il tuo libro!

  10. Buon pomeriggio a tutti ! Un saluto speciale alla ” padrona di casa ” Loriana e all’ autrice Federica Pannocchia . Faccio i miei complimenti a Federica per aver affrontato questo importante tema. La Shoah rimane un’indelebile macchia nella storia dell’umanità e ricordarla, parlarne, scriverne contribuisce senza dubbio alla ricerca di un senso agli avvenimenti e allo sviluppo di forme critiche dei nostri valori. A Federica chiedo quale emozione e quale segno ha lasciato nella sua essenza di donna la stesura di questo libro. Grazie per avermi ospitata nel salotto !! 🙂

    • Cara Barbara, grazie di cuore per la tua domanda! E grazie dal profondo per le tue parole, significano moltissimo per me! Scrivere “Quando dal cielo cadevano le stelle” mi ha regalato decine e decine di emozioni contrastanti. Dolore, perché sapevo che stavo trattando una storia in cui i protagonisti sono frutto della mia fantasia, ma anche in cui il contesto storico rappresenta sfortunatamente uno degli anni più bui della nostra Storia.
      Al contempo, però, proprio “conoscendo” Lia, ho imparato ad amare di più la vita. Perchè lei impersona tutte quelle ragazzine che senza avere nessuna colpa hanno perso tutto, la dignità, la libertà, l’identità. Eppure non ha perso la speranza. E successivamente ho conosciuto Sopravvissuti alla Shoah che non hanno mai pero la speranza. E se non l’hanno perduta loro, chi sono io per lamentarmi delle sciocchezze, per non lottare davanti a un ostacolo piccolo se paragonato a quanto vissuto da loro?
      Grazie di cuore per la tua domanda, davvero. Ti abbraccio e spero tanto verrai a trovarmi anche su Facebook!
      https://www.facebook.com/Sofia-Domino-507359806040666/?fref=ts

      https://www.facebook.com/unponteperannefrank

  11. Buon pomeriggio!!! Volevo complimentarmi con Federica (e con Loriana per il bellissimo blog) per aver affrontato un tema così importante. Questo agosto ho avuto l’occasione di visitare Auschwitz e Birkenau e devo dire che sono esperienze che segnano….

  12. LAURA BASSUTTI mi invia per l’Autrice varie domande. Ecco la prima…

    ” Anna Frank sembra avere. Ruolo essenziale nella tua vita sia come autrice che come donna impegnata nella sfera sociale. Il messaggio di Anna è universale. E attuale. Credi che possa aiutare a superare il razzismo, l’intolleranza che si stanno facendo sempre più intensi e aggressivi?”

    • Cara Laura, grazie davvero per le tue domande. Ti rispondo con immenso piacere:
      1) Ho sempre sognato di aprire anche in Italia un Centro che con onore avrebbe portato il nome di Anne Frank e sapere di averlo aperto grazie all’aiuto di Buddy Elias (cugino di Anne) è certamente un onore. E’ “merito” di Anne se ho aperto l’Associazione, se oggi posso lavorare con tanti studenti, se ho conosciuto tante persone meravigliose…
      Penso che non bastino i messaggi di Anne per superare il razzismo e l’intolleranza ma certamente possono aiutare. E molto. Lo vedo di persona con gli studenti con i quali lavoro, iniziamo a lavorare che sono in un modo, e alla fine sono in un altro. L’importante è comunicare, è far riflettere. E certamente grazie ai messaggi di Anne Frank, alla sua positività e all’amore per il prossimo, è possibile essere sempre più d’impatto.
      Ti abbraccio!

  13. Sempre da LAURA BASSUTTI, ecco la seconda…

    “La persecuzione subita dal popolo ebraico nel corso della sua storia è sicuramente una delle tragedie dell’umanità. Ma che cosa pensi della politica dell’attuale stato di Israele nei confronti dei territori palestinesi?”

  14. Ecco la terza (da LAURA BASSUTTI):

    ” Venendo a Federica/Sofia autrice in senso più stretto, la tua traiettoria passa dal self publishing alla pubblicazione con una casa editrice. Mi interesserebbe evidenziare i lati positivi e meno positivi di entrambe le esperienze.”

    • Grazie davvero per le domande tutte e tre molto belle, originali e interessanti! Ho sempre pensato che attraverso il self publishing il modo di potersi muovere fosse molto più libero senza dover “dipendere” da nessuno ma penso che anche con una casa editrice, se troviamo quella giusta, una persona può sentirsi sempre “padrona” del proprio libro. Per quanto mi riguarda la Eden Editori per me ormai è una seconda casa. Persone amabili, professionali e sempre disponibili che hanno creduto a toto nel mio libro.
      I punti di forza nel self publishing sono certamente che non devi “dipendere” da nessuno,non ci sono limiti, non ci sono obblighi. Carichi su una piattaforma il tuo libro e lo promuovi.
      I punti contro nel self publishing sono che devi occuparti a toto di ogni cosa, revisione del testo, pubblicazione e pubblicità. Inoltre devi investire nella stampa dei libri in cartaceo, oppure puoi vendere il prodotto online in cartaceo e le copie saranno realizzate solo al momento di un ordine, e così via, ma i costi sono molto alti (ad esempio Quando dal cielo cadevano le stelle supera le 600 pagine, se lo avessi stampato autonomamente allora probabilmente sarei stata costretta a venderlo sui 30 Euro (!!) Invece così costa 15.50, un prezzo accessibile.

      I punti di forza nel pubblicare con una casa editrice sono che fai questo viaggio con persone che credono quanto te nel tuo prodotto. Non devi occuparti della revisione (della promozione spesso si, specialmente se sono case editrici piccole). Hai la possibilità di presenziare e vedere il tuo libro presso inaugurazioni e fiere.
      E certamente non hai alcun costo nella stampa del libro in cartaceo e spesso hai anche delle copie omaggio.
      Un punto contro nel pubblicare con una casa editrice può capitare se l’autore si rivolge a quelle CE che chiedono soldi per la pubblicazione. Io sono contraria a questo tipo di cose, nessun autore dovrebbe pagare per pubblicare il proprio libro.

      Queste sono le mie esperienze, spero tanto di aver risposto alle tue curiosità! Grazie di tutto e ti abbraccio!

  15. Un saluto a Loriana e Federica: quest’ultima sarà presto ospite con il suo libro anche nel mio sito. Qual è il potere del racconto? Le parole possono cambiare il mondo? Un romanzo storico è un ponte verso un futuro migliore?

    • Ciao Emma, mi fa piacere che tu sia passata di qui! Mettiti comoda, sai che puoi trattenerti finché vuoi. Quando sarà ospite Federica nel tuo sito? Facci sapere così possiamo fare un salto!
      Mi piace soprattutto l’ultima domanda che hai posto, per il valore intrinseco in sé…

    • Carissima Emma, grazie di cuore ! Che bello trovarti anche qui e certamente non vedo l’ora di essere ospite anche nel tuo blog!
      Rispondo con grande piacere;
      1) Il potere del racconto è quello di poter comunicare al lettore un messaggio, è quello di poter avvicinare il lettore a una storia che non conosceva, a una realtà (di finzione o meno) di cui ne era all’oscuro. Per quanto mi riguarda attraverso “Quando dal cielo cadevano le stelle” vorrei avvicinare i lettori al dramma della Shoah, all’importanza di fare delle scelte oggi e, naturalmente, incoraggiare ad amare quanto di più prezioso abbiamo. La vita.
      2) Le parole possono cambiare il mondo, sì. Le parole scritte, ma anche le parole dette a voce. Poter comunicare è la nostra arma. Non dobbiamo combattere con pistole o fucili, dobbiamo combattere con il potere della comunicazione, e dell’ascolto. Una parola dietro l’altra creano dei messaggi e i messaggi possono influenzare, in negativo o in positivo, una società.
      3) Penso che molti genere di romanzi possono essere ponti per futuri migliori (narrativa, storie vere…) Romanzi storici che lanciano dei messaggi importanti, e qualvolta attuali, certamente possono incoraggiare a un futuro migliore.

      Grazie di cuore per le bellissime domande e ci sentiamo presto! Un abbraccione!

  16. Loriana come sempre effettua interviste complete, le domande che avevo in mente per l’autrice man mano che leggevo già comparivano! Potrei chiedere se ha altri progetti letterari pronti per il futuro. Complimenti!

  17. Buonasera Loriana! Faccio un rapido salto nel tuo salotto per complimentarmi con Federica, di cui sono ansiosa di leggere il libro. Nel frattempo vorrei porle una domanda: il romanzo è adatto a un pubblico di adolescenti? Mi incuriosisce il fatto che l’argomento affrontato sia molto crudo, ma che sia visto con gli occhi di una tredicenne. Poiché insegno al liceo, mi chiedevo se posso consigliare la lettura del romanzo ai ragazzi del biennio. Grazie!

    • Cara Elena, che meraviglia, grazie di cuore!
      Assolutamente sì, Quando dal cielo cadevano le stelle è idoneo anche per gli studenti (con un’età a partire da 10 anni). E se vuoi sono a completa disposizione anche per incontrare i tuoi studenti del Liceo sia in quanto autrice sia attraverso i programmi della nostra Associazione di volontariato Un ponte per Anne Frank (www.unponteperannefrank.org)
      Rimaniamo in contatto con grande piacere e dal profondo grazie per l’interesse nutrito nei confronti del mio libro e per aver deciso di avvicinare gli studenti a una tematica così importante
      Un abbraccio,
      Federica

  18. Un saluto a Loriana, gentile e attenta padrona di casa. E un saluto a Federica, alla quale voglio fare i complimenti per la nuova versione del suo romanzo e per l’impegno che ha preso trattando temi così dolorosi e fondando persino un’associazione. Vorrei sapere se pensa in futuro di affrontare anche tematiche differenti oppure se proseguirà su questa che è stata fino ad oggi la sua strada maestra. Grazie e buon lavoro.

  19. Ciao Loriana e un saluto alla tua ospite. Complimenti a Federica, per tutto quello che fa. Questo salotto è fantastico! Persino i dolcetti virtuali… Ho letto questo romanzo appena pubblicato, quando l’autrice si firmava appunto Sofia Domino. Volevo chiedere, senza svelare nulla ai lettori, se a Federica riferiscono in tanti di essere stati spiazzati dal finale. È tutt’altro che scontato, quindi mi sono chiesta se glielo dicono spesso.

  20. SILVIA PATTARINI da facebook:

    “Ciao sia a Loriana sia a Federica. Complimenti a Federica per la seconda edizione del libro, che tocca una tematica così importante, talvolta scomoda, come la Shoah. In un mondo in cui si tende a preferire letture più frivole, meno impegnative, è bello scoprire che ogni tanto ci sono giovani autrici col “pallino della storia”. Tanto di cappello Federica, brava, per avere scelto di non dimenticare una triste pagina di storia. Il mio augurio è che il tuo libro arrivi a un vasto pubblico, spero anche a tanti giovani, affinché il passato ci sia di aiuto e stimolo a migliorarsi e non ricadere negli negli stessi errori. Il titolo è bellissimo, lascia intravedere le luci della speranza, credo che lo inserirò nella mia lista letture”

    • Carissima Silvia Pattarini grazie di cuore per le tue parole che arrivano dritte al mio cuore. E’ certamente mio impegno attraverso la storia di Lia, protagonista di Quando dal cielo cadevano le stelle, e attraverso i programmi della mia Associazione di volontariato Un ponte per Anne Frank preservare il dramma della Shoah sino ad arrivare ai giorni d’oggi per incoraggiare i giovani – ma non solo – a diventare cittadini attivi e responsabili. Grazie di cuore per il tuo augurio e per il tuo sostegno e certamente se ti capiterà di leggere Quando dal cielo cadevano le stelle avrei immenso piacere di sentire un tuo parere. Un abbraccio, Federica

    • Loriana riesco a scrivere solo rispondendo ai commenti, non mi chiedere il perché. Ho appena finito di leggere l’intervista. Oggi ero a lavoro e ho dovuto lasciarla a metà. E’ una tematica dura da accettare, ma è sempre bene ricordare. A volte la quotidianità ci porta lontano da certe cose. Oggi quasi tutti leggono libri “leggeri” perché forse si è troppo stressati, ma è importante che si conosca la nostra storia, nel bene e nel male. Pubblicare un testo del genere richiede un grande coraggio ma anche un cuore immenso. Ho già annotato il titolo e sarà tra i 24 che mi sono ripromessa di leggere per la fine di questo 2017. Complimenti a Federica e a Loriana che sa selezionare sempre testi che arricchiscono l’animo… 🙂

  21. Buona sera, arrivo solo ora.
    La mia è una curiosità, scrivere un libro su un argomento così importante e toccante, necessita di ricerche e approfondimenti, qual’è stata la parte peggiore nel cercare le fonti o i documenti?
    Grazie

  22. Pingback: [ospiti] – #AllDay Giornata Autore: highlight Federica Pannocchia | Scintille d'Anima

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