[ospiti] – 3 | Cristina Biolcati: le altre vite vissute nella scrittura #allDay

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intervista-logoLoriana Lucciarini – Ciao Cristina, benvenuta a nome mio e dei lettori. Mi fa piacere che tu sia qui 😀 Svelo un piccolo segreto al pubblico: ho corteggiato Cristina per lungo tempo per convincerla a venire qui mia ospite. Lei, che è di carattere introverso e riservato, ha opposto resistenza ma alla fine… l’ho spuntata! Ecco perché sono orgogliosa e felice di aver organizzato per lei questo appuntamento, spero che possa essere uno scambio proficuo per voi e anche per lei potervi incontrare oggi…

Allora Cristina, dicci: da quanto tempo scrivi? Cosa ti ha portato ad approcciarti alla scrittura?

cristina-biolcati-1-300x175Cristina Biolcati – Ciao Loriana, e un saluto ai tuoi lettori. Grazie per lo spazio e l’attenzione che mi riservate in questo salotto. In realtà, scrivo da quando avevo quattordici anni, ma è da cinque o sei anni che ho iniziato a far leggere i miei lavori. Da quando mi sono iscritta a Facebook. Sono entrata nel mondo della scrittura lentamente, scoprendo i concorsi e le case editrici, e imparando a muovermi, in mezzo a colleghi che amano la scrittura come me. In realtà, ho sempre adorato leggere, quindi volevo anch’io creare storie. Vi confesso che i primi racconti li ho scritti per far divertire mia sorella. Si faceva certe risate!

Loriana Lucciarini – Scrivi sia prosa che poesia, il processo creativo è lo stesso o si differenzia?

Cristina Biolcati – La poesia è il mio primo amore. Poi, col tempo, ho capito che posso esprimermi anche in prosa. Con la poesia è tutto più immediato. Devi rendere un’emozione in pochi versi. In prosa si può spaziare, si può creare anche mentre si procede. Tante storie partono infatti in un modo, e poi si concludono in maniera imprevedibile. Penso capiti a tutti quelli che scrivono. Io comunque sono sintetica  e amo i racconti brevi. Ritengo derivi dall’amore per la poesia, che porta ad essere incisivi e a non dilungarsi troppo.

Loriana Lucciarini – In che modo senti che la scrittura possa rappresentarti?

Cristina Biolcati – Dopo tanti anni, mi fa ancora effetto affermare che la scrittura sia il mio “alibi” per vivere altre vite, e per esprimere cose che altrimenti terrei serrate dentro di me. Ma è così. Adesso sarebbe bello sapere se, fra tutto quello che ho detto, ci sia qualcosa di valido o degno di nota. Se il mio messaggio sia arrivato a qualcuno. E credo che solo il tempo potrà darmi una risposta.

Loriana Lucciarini – Questo tuo ultimo lavoro, un romanzo breve, affronta un tema delicato: la morte. E lo fa in modo insolito. Ce ne vuoi parlare? (leggete la mia recensione qui)

Cristina Biolcati – Certo. La morte è un tema che in qualche modo va esorcizzato, ognuno a modo suo. Io ho cercato di immaginare dove si vada e cosa ne sia di noi. Ho pensato ad un distacco che avviene in modo graduale, dove vi è il tempo per raccontare e per raccontarsi. Spero di averlo fatto con ironia. Perché più che sulla morte, io definirei il mio romanzo breve una storia sulla vita e sull’amore, nelle sue varie sfaccettature.

Loriana Lucciarini – Come ti è venuta l’idea? Perché hai strutturato in questo modo la narrazione?

Cristina Biolcati – Ti dico la verità. All’inizio avevo concepito un dialogo intimo fra Davide, il mio protagonista, e la sua fidanzata Alice. Un dialogo onirico, per ovvi motivi, perché appunto lui è morto e non ne faccio mistero da subito. Ma poi ho pensato che la narrazione sarebbe stata pesante. Allora ho trovato l’espediente di far raccontare a Davide stesso la sua vita, a tratti come se nulla fosse successo. Sono usciti dei personaggi interessanti, e anche degli aneddoti divertenti. Almeno, m’illudo che sia così.

Loriana Lucciarini – Qual è il messaggio che vuoi dare?

Cristina Biolcati – Che la vita è imprevedibile, e che bisognerebbe goderne ogni giorno come fosse il primo e l’ultimo. Tipo quella vignetta di Snoopy, che adoro. Quella che dice: “Un giorno moriremo. Ma tutti gli altri giorni no”.

Loriana Lucciarini – L’aspetto fondamentale in questa storia?

Cristina Biolcati – Che le persone che abbiamo amato non se ne vanno mai del tutto. Trovano sempre il modo di farsi sentire, dentro di noi. Nei nostri ricordi e nei sogni. E credo che questo sia un aspetto rassicurante, perché vuol dire che niente è stato vano.

Loriana Lucciarini – Ci vuoi raccontare una delle sensazioni principali che provavi mentre stavi scrivendo il manoscritto di questa storia? E quella che invece emerge nell’oggi, nel rileggerti?

Cristina Biolcati – Ero molto emozionata, come quando mi capita di scrivere qualcosa che mi piace particolarmente, e non mi succede spesso, purtroppo. Sono molto critica nei miei confronti. Rileggendomi oggi, invece, mi perdo nell’aspetto ironico, e quindi mi diverto, soprattutto con le avventure dell’amico di Davide, Paolone, un personaggio particolarmente buffo.

Loriana Lucciarini – Il riscontro dei lettori?

Cristina Biolcati – Chi lo ha letto mi ha detto che gli è piaciuto. La difficoltà che incontro, più in generale, è nel farmi conoscere, perché sono una persona che non ama troppo pubblicizzarsi. Anzi, sono negata. E per chi intende fare questo “mestiere” credo sia  un handicap mica da poco.

Loriana Lucciarini – Scintille ha recensito poche settimane fa il tuo libro di poesia e oggi sei qui per parlarci di narrativa. Il tuo prossimo lavoro?

Cristina Biolcati – Io sono sempre al lavoro. Però, come hai notato anche tu, si dovrebbe evitare di far uscire troppe opere nell’arco di poco tempo. Così adesso mi sto dedicando ai concorsi. Ne sto facendo tanti, e quindi sono sempre impegnata. Un’ottima opportunità per far conoscere la mia scrittura, in riferimento a quel grande difetto che ho, e di cui parlavamo prima.

Loriana Lucciarini – Oh certo, un difetto… ma un difetto su cui si può lavorare! Oggi, ad esempio, anche se sei stata riluttante per molto tempo prima di accettare il mio invito, hai saputo proporti in modo sincero e diretto: una qualità che il pubblico e i lettori ammirano, soprattutto i lettori di questo Salotto! 🙂

Ora cari lettori tocca a voi, chi vuol fare qualche domanda all’Autrice? Ecco il momento giusto: dichiaro aperta la chat e vi informo, prima di lasciare la parola a Cristina Biolcati, che l’Autrice passerà durante tutta la giornata (e anche il giorno successivo) a rispondere ai vostri commenti o quesiti.

Adesso lascio a voi lo spazio per le domande, ci rivediamo a fine evento… Pronti? Via! 😀

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76 thoughts on “[ospiti] – 3 | Cristina Biolcati: le altre vite vissute nella scrittura #allDay

      • Ciao Antonia. Piacere di conoscerti e grazie per essere passata dal bel salotto virtuale di Loriana. Grazie anche per questa domanda, che mi consente di confessare una cosa strana (?) A volte capita di dover fare dei concorsi, in cui la traccia richiede cose specifiche. Ma eludiamo questo caso. Ti sembrerà curioso, ma quando io sono “libera” di scrivere, l’idea giunge come un impulso. Improvviso. Soprattutto la notte. E allora devo accendere la luce, per la gioia di mio marito, per segnarmi su un foglietto i versi. Arrivano così, di getto. Anche se poi, per fortuna, il giorno dopo un po’ correggo e ci ragiono 🙂 E qui è sempre poesia. Perché è qualcosa d’immediato. Lo spunto per un racconto invece mi arriva in maniera più ponderata. Magari da qualcosa che cattura la mia attenzione quando sono in giro. Quindi da “sveglia”. E, vuoi sapere? Ci fosse mai una volta che una storia termina come l’avevo pensata! Mai. Si trasformano in divenire 😀
        Un saluto e buon pomeriggio.

  1. Ciao, sono Concesion. Leggevo che passi da prosa a poesia. Spesso sui social leggo commenti saccenti di poeti che ritengono la poesia migliore della prosa. Tu che hai sperimentato entrambe, cosa ne pensi? Altra domanda. Nessuno di noi conosce direttamente la morte. A cosa ti sei ispirata per descriverla.

      • Ciao Concesion. Che bel nome! Grazie per questa bella domanda, e grazie per essere qui. Ho troppo rispetto e amore per la scrittura in generale per permettermi di creare delle categorie. Penso sia solo e semplicemente una questione di gusti. E peccato che talvolta i social vengano utilizzati in maniera superficiale o impropria.
        Dici bene, fortunatamente nessuno di noi ha sperimentato la morte, anche se purtroppo tutti ne abbiamo avuto a che fare. La mia intenzione è stata di provare ad esorcizzarla, sorridendo anche nelle disgrazie. Infatti, non immaginarti il mio libro come fosse il volantino di un’agenzia di pompe funebri. Perché ho inteso essere ironica, nel raccontare le avventure in vita del protagonista. Spero di esserci riuscita.
        Un abbraccio, cara. A presto.

      • Ciao Manuela. Che piacere ritrovarti proprio qui! Dove ci siamo conosciute. Grazie per essere tornata “sul luogo del delitto” 😀
        Dunque, non faccio mistero che amo la poesia. Quindi ce ne sarebbe più di una da citare. Forse, la mia preferita in assoluto è “Ho sceso dandoti il braccio” di Montale. Ultimamente mi sono cimentata in un racconto erotico, ma mi sento negata. Ti farò sapere com’è andata a finire 🙂
        Non credo che scriverei mai un fantasy: non perché sia il genere che mi piace meno, ma perché lo ritengo difficilissimo. Si tratta di essere credibili anche in questioni surreali, e non penso che ne avrei le capacità.
        Spero di “incontrarti” presto. Un caro saluto.

  2. Ringrazio la cara Loruiana, per avermi invitato al suo Salotto letterario, e ringrazio anche Cristina per essere qui. Ho visto che entrambi siamo fan dei Peanuts, ed anche per quanto mi riguarda la mia vignetta preferita è quella di cui parli, perché penso metta tanta tenerezza nel cuore delle persone. 🙂 Passando a cose un po’ più serie, non ho mai letto nulla di tuo, ma mi piacerebbe iniziare; potresti dirmi – a tuo avviso – quale potrebbe essere quel libro “adatto” per iniziare? Ti faccio presente che sono un onnivoro, e che non so stare senza un libro in mano! 😉

    • Ciao Luca. Piacere di conoscerti. Ti avevo risposto nell’altro post, ma grazie per avere scritto qui, così riesco ad essere più precisa. Mi farebbe molto piacere se tu leggessi qualcosa di mio. Come negarlo? Dipende da cosa ti piace leggere. Appunto, ho scritto poesia e anche una raccolta di racconti. Però, ritengo “Balla per me” ,il mio primo romanzo breve, l’opera che fino ad ora mi rende più orgogliosa. Se un lettore vuole conoscermi, mi piacerebbe che lo facesse da qui. Forse perché una persona che scrive, nel tempo, subisce una maturazione. O forse perché mi fa piacere che i lettori si facciano anche qualche sana risata e scoprano la parte del mio carattere meno “crepuscolare”. Spero di essere stata convincente. E mi raccomando, se mai dovessi leggerlo, attendo di sapere se ti è piaciuto.
      Buon pomeriggio. Ciao.

      • Ciao Cristina, il piacere è tutto mio. Sarei felice di leggere qualcosa di tuo, e se mi consigli di partire da questo tuo ultimo lavoro, sarò felice di accontentarti. Come te condivido il tuo parere che, man mano che uno scrive, diventa più “competente”, ed acquista più maturazione; lo sto vedendo di persona, con un racconto che sto scrivendo, in cui si trattano temi forti, ma che poi si conclude con un lieto fine. Naturalmente è ancora tutto “in divenire”, perché presto devo rimetterci le mani sopra per ampliarlo, sia in fatto di correzioni, sia in fatto di trama.
        Come ti ho scritto, leggo di tutto (anzi no, non è vero: non mi piace la fantascienza, ma perlomeno non ho il rimpianto di non aver provato a leggerla), quindi non ho problemi a cimentarmi con altri generi che non siano la narrativa.
        Adesso ho un po’ di testi in arretrato da leggere, ma non appena mi libererò, ti prometto che leggerò il tuo, e ti prometto che ti farò avere il mio parere.
        Buona serata. Ciao,

  3. Ciao Cristina, molto bella la tua intervista e Loriana è sempre un’ottima padrona di casa. Mi ha colpito ciò che hai detto riguardo al rapporto con i Social. Condivido la tua corrente di pensiero ammettendo che, oggi, essere onnipresenti nel web è importantissimo. Io stessa ne sono testimone. Non conta più scrivere e basta, bisogna sapersi promuovere, “vendere” diventa indispensabile… Qual è il tuo rapporto, quindi, con i maggiori portali social? Possiamo trovarti su ogni piattaforma? Come ti auto promuovi? Un abbraccio!

    • Ciao Simona, grazie per i complimenti e per aver focalizzato il discorso sui social, fondamentali nella nostra era. Al giorno d’oggi, hai detto bene, bisogna “corteggiare” il lettore, ascoltarlo, interagire. E non smetterla di pubblicizzare. Primo su tutti, faccio l’esempio di Luca Bianchini. Quanto tempo dedica quell’uomo a pubblicizzarsi, postare foto, scrivere post? Ha tutta la mia ammirazione, perché ha una grande pazienza, che poi, evidentemente dà i suoi frutti nelle vendite.
      Ecco, nel mio caso, dimentica tutto 😀 Diciamo che fino ad ora sono rimasta nelle “retrovie”, perché ho scritto tanto per riviste digitali. Quindi, il mio nome veniva dopo quello del Magazine, ovvio. Ma io lo faccio proprio perché amo scrivere. E basta. Odio pubblicizzarmi, anzi, mi vergogno. Se sono brava me lo dovrebbero dire gli altri, mi spiego? Così facendo però, pochi sanno della mia esistenza. E come mi ha detto una volta (piu di una) una mia amica, non si va da nessuna parte. Quindi, non prendete esempio da me, se volete farvi strada in questo “mestiere”, mi raccomando.
      Un abbraccio, cara. A presto 🙂

  4. iDifficile, da parte mia, porre una domanda alla signora Cristina senza aver letto qualcosa dei suoi scritti sia in prosa come in versi poetici, una però posso permettermela: Quando descrive un personaggio e le sue azioni, si fonde con lei/lui e vive emozioni, gioie e dolori quasi li vivesse di persona?

      • Ciao a te Loriana e buonasera all’autrice. Aspetto curioso di conoscere la risposta di Cristina; se lei, come succede a me, è obbligata a mettersi nei panni dei protagonisti, ma anche dei comprimari per caratterizzarli.

    • Buonasera Giancarlo, grazie per la domanda. È sempre difficile chiedere qualcosa a chi non si conosce, concordo. Ti prego di darmi del tu, perché è vero che ho “una certa”, ma in caso contrario mi sentirei proprio vecchia 😀 Dunque, la questione che hai sollevato è interessante. I miei personaggi credo siano un insieme di esperienze personali, e di eventi occorsi ad altri che faccio miei. L’abilità dello scrittore credo stia proprio nel parlare di sé, ma in maniera velata, così da dare al lettore la possibilità d’immedesimarsi. L’empatia è ciò che ci rende credibili. E a volte mi capita d’immedesimarmi talmente tanto nel mio personaggio, da provare per lui compassione. Ma un tipo di compassione “buona”, positiva. Nel vero senso del termine, “patire con…”. Ebbene, questi sono i racconti che mi riescono meglio. Se così non è, e io non provo niente (non mi commuovo leggendomi, in sostanza), la storia rimane dozzinale. Si fa leggere, ma non ha anima.
      Spero di essermi spiegata al meglio.
      Un caro saluto 🙂

      • Ricambio il saluto e ringrazio per la risposta, che ritengo esauriente in tutto, in quanto all’età, non crucciarti(vedi sono passato al tu) chiedi informazioni a Loriana sulla mia.
        Mi permetto di abbracciarti (da nonno)

  5. Buongiorno Cristina,
    Buongiorno Loriana.
    Ho letto con piacere l’intervista e mi ha colpito il riferimento al “dialogo onirico” tra la protagonista e il suo fidanzato.
    La mia domanda, pertanto, è la seguente: “Quanto i sogni sono importanti e quanto possono contribuire al conseguimento di un obiettivo?” Naturalmente mi riferisco ai sogni non campati in aria, ma a quelli che fungono da spinta.
    Grazie,
    Giovanna.

    • I sogni sono fondamentali nella vita, cara Giovanna! Anzi, servono ad occuparci la mente, a farci venire voglia di andare avanti anche quando troviamo delle avversità. Avere una progettualità credo dia dignità all’uomo. Lo fortifica e gli dà un senso. A tal proposito, vorrei fare l’esempio di Leopardi oppure di Van Gogh, uno dei miei pittori preferiti. In vita, la critica li ha bistrattati, e nessuno ha riconosciuto il loro grande genio. Questo per dire che talvolta i sogni si coltivano anche per se stessi, e non è detto che poi si realizzino. Ma sono il “pepe” della vita, perché fare quello che più ci piace è un privilegio (come nel caso della scrittura).
      Dirti di più non saprei. Mi ha fatto piacere che tu sia passata di qui.
      Grazie 🙂

  6. Ciao Loriana e ciao Cristina. Ho letto l’intervista e le risposte di Cristina mi sono piaciute moltissimo. Volevo sapere qual è il suo “figlio di carta” prediletto e perché e, anche quanto è stato difficile, per lei, affrontare il tema della morte

    • ciao Lorena, mi fa davvero piacere trovarti qui nel mio Salotto Letterario, sei la benvenuta! 😀
      In fondo c’è un virtuabuffet, serviti quanto vuoi, sono virtualdolcetti a calorie virtuali: ottime per coccole telematiche ❤

    • Ciao Lorena, grazie per i complimenti. Come invita Loriana, io sto mangiando un sacco di “virtualdolcetti”, e spero lo faccia anche tu 😀
      Ti confesso che hai proprio centrato il punto. Esattamente, per me i miei libri sono come figli. In modo migliore non potrei definirli. Perché contengono i miei desideri, le mie osservazioni, le mie speranze. Dei pezzi di vita, insomma. Quindi non saprei quale scegliere. Come una madre che non sceglie mai fra i figli, per non fare torto a nessuno 🙂
      Anche se, devo dirti, una simpatia particolare si ha sempre per l’ultimo. Appunto perché, in scrittura, ci s’illude di essere maturati.
      Affrontare il tema della morte è stato difficile, visto che rischiavo di diventare troppo drammatica. Ecco allora che ho trovato l’espediente dell’ironia, perché credo che ci pensi già la vita ad impensierire il lettore. Quindi, ad una buona lettura è severamente vietato inquietarlo.
      Ti auguro una buona serata. A presto 🙂

    • Ciao Federica, ti ricordo sempre con profonda stima. Grazie per essere passata, e grazie per queste due belle domande.
      Ti sembrerà strano, e forse col pensiero sarai andata a chissà quali premi letterari, che comunque talvolta capita di vincere. Ma la mia più grande soddisfazione è stata quando mia mamma ha letto la mia prima silloge, e ha detto che ero stata brava. In poesia le piaccio. In prosa ancora no, ma ci arriveremo, spero 😀
      Credo, a parte gli scherzi, che ci siano delle situazioni non risolte, in tutte le famiglie, che la scrittura talvolta aiuta a sanare.
      E, per rispondere alla tua seconda domanda, penso che la scrittura, così come la lettura che io vedo abbinata, mi abbia insegnato l’esistenza di vari mondi e varie vite che, seppure con la fantasia, possono essere praticate. A non rimanere ferma, in sostanza, e aprire la mente.
      Spero di avere soddisfatto le tue curiosità.
      Un abbraccio.

  7. Ciao Lory e ciao Cristina. Grazie per l’invito è sempre bello essere qui con voi. Molto bella l’intervista, domande e risposte interessanti. Io volevo chiedere a Cristina: Scrivere è anche un modo per raccontare sé stessi, quale personaggio dei tuoi libri ti assomiglia di più e perche? Grazie 🙂

    • Ciao Sabrina. Grazie per i complimenti e per essere stata qui. La tua domanda mi riempie di gioia, perché così finalmente riesco ad ammettere che Davide, il protagonista della mia storia (e naturalmente alludo a “Balla per me”) è una versione di me giovane e al maschile. Infatti, molte delle cose che ho raccontato non mi sono poi così estranee, se prendiamo gli aneddoti in vita, ovvio 😀 Mi chiedi perché mi assomiglia? Ebbene, perché la cosa che più preme a Davide, e lo ribadisce nel corso della storia non una volta sola, è conservare la dignità. Lui odia essere patetico.
      Grazie a te. Ti auguro una buona serata.

    • Concordo con te, Mara. Loriana è una padrona di casa davvero formidabile! In riferimento alla tua domanda, penso che sia fondamentale educare i bambini alla lettura. Io, per esempio, devo tutto ad una cara cugina che per il mio decimo compleanno mi ha regalato due libri. Ricordo ancora che erano “Il diario” di Anna Frank e “L’amico ritrovato” di Fred Uhlman. Da allora, io ho scoperto l’amore per la lettura, e ho continuato in autonomia esplorando un po’ tutti i generi letterari; per approdare al convincimento che, sopra tutti, amo i narratori americani. Raymond Carver, Salinger, John Fante. Ecco, mi sono sempre chiesta cosa ne sarebbe stato di me se mia cugina non mi avesse “aperto” a questo mondo. Sarebbe stato un peccato, perché mi sarei persa tanto dalla vita.
      Grazie mille a te, Mara. Buona serata 🙂

      • Io non scrivo ma ho una fortissima passione per la lettura che come te è nata in giovane età (grazie a mio padre)…Se non avessi avuto l’amore per i libri non so come avrei potuto superare certi momenti… Grazie Cristina!

  8. Ciao Cristina e grazie Loriana, io vorrei chiederti una cosa semplicissima. Tu hai sempre scritto poesie. Cosa Ti ha spinto a scrivere in prosa e quale differenza hai trovato.
    Grazie
    Francesca

    • Grazie per la tua partecipazione, Fran. In realtà, fra la poesia e la prosa c’è un divario temporale in cui ho “fatto pratica” scrivendo articoli e recensioni di libri per alcune riviste letterarie digitali. E ho scoperto di non essere poi proprio così male 😀 Allora ho iniziato a creare racconti, e ho capito che anche scrivere in prosa mi piaceva.
      Con la poesia devi cercare di condensare un’emozione nella sua immediatezza. Con la prosa puoi spaziare di più, ma quel che conta è essere credibili e suscitare delle reazioni nel lettore.
      Quando il lettore si annoia, bisogna invece preoccuparsi.
      Buona serata e spero di essere stata esauriente.

  9. Grazie a Loriana per l’invito. Ciao Cristina, ricordo ancora con piacere la tua intervista, una delle prime che mi è stata fatta da quando ho deciso di pubblicare i miei lavori. Complimenti per la tua produzione letteraria, “Balla per me” mi ha incuriosito, è già nella mia lista di lettura. Concludo con un caro saluto e l’invito a correggere quel “difetto” a cui accenni nell’intervista! 🙂

    • Ciao Roberto! Che piacere. Mi ricordo di te! Ti avevo detto che scrivi molto bene e che dovresti essere in libreria, coi tuoi lavori. Purtroppo, le cose vanno così… Mi fa piacere, se ho stuzzicato la tua curiosità. Per quel “difetto”, cerco di lavorarci 🙂
      Buona serata e grazie per essere passato.

    • Domande fondamentali, direi! Grazie Francesca,
      Certo, che ho paura della morte! Ma non vorrei rattristare questo bel pomeriggio in compagnia, con qualche frase infelice. Quindi, ti rispondo che scrivere talvolta è come una medicina. Magari non fa guarire del tutto, ma cura. Il fatto di ironizzare su temi importanti, mi ha fatto scoprire un po’ di leggerezza nella vita. I problemi restano, dipende da come riusciamo ad affrontarli. Dal nostro atteggiamento.
      Un saluto. A presto 🙂

  10. Buona serata a tutti. Mi interessa la sfida di esorcizzare un tema così importante come quello della morte (oggi è una riflessione quasi obbligatoria!). Cosa significa che la consideri come un distacco che avviene in modo graduale? E il tempo che funzione ha?

    • Ciao Laura. Grazie per il tuo intervento. Adesso dico qualcosa del libro, senza svelare troppo. Altrimenti non si capisce cosa intendevo dire. Davide, il protagonista, muore in un incidente di moto, e io ho immaginato che per qualche tempo lui resti sospeso, come fosse in un limbo. Qui, per passare il tempo e scacciare la rabbia e la paura, lui inizia a raccontare gli episodi che più hanno caratterizzato la sua vita. Come quando muore una persona cara, e per i primi tempi la sentiamo così vicina! Almeno, a me è capitato. Questo mi ha dato modo di “alleggerire” la storia, e mescolare l’ironia a tematiche importanti e dolorose. Spero di avere chiarito il mio pensiero.
      Buona serata, cara.

  11. Da cosa prendi ispirazione quando scrivi? C’è qualche differenza tra l’ispirazione poetica e quella necessaria per scrivere prosa?
    Grazie.

    • Ciao Loredana. Bella la tua domanda! Grazie. Penso che per essere credibili, si debba sempre parlare di quello che si conosce. Quindi, suppongo che l’ispirazione mi arrivi da quello che vedo quotidianamente. Possono anche essere temi di attualità, oppure semplici figure. Talvolta sono pensieri inconsci. Le poesie si materializzano, come fossero un’illuminazione. Naturalmente, non tutte sono valide. Quelle davvero degne di nota sono poche. Con la prosa invece si ragiona di più. Una storia può anche evolversi, cambiare, risultare differente dall’idea iniziale. Perché è come fosse un essere in divenire, quindi subisce varie influenze. E soprattutto le idee ti vengono anche mentre scrivi, perché ne hai tutto il tempo.
      Spero di avere soddisfatto la tua curiosità.
      Buona serata 🙂

  12. Buonasera! Complimenti all’autrice e una domanda in extremis: secondo te, Cristina, come deve essere il concorso letterario ideale? Te lo chiede una che si diverte a concorrere a tutti quelli che la ispirano. Grazie e in bocca al lupo per il tuo romanzo!

    • Ciao Elena, crepi il lupo, grazie 🙂
      Mi fai una domanda che non mi aveva mai fatto nessuno. Grazie, così mi dai la possibilità di esprimere la mia opinione su un tema così importante come quello dei concorsi letterari.
      Partecipare è importante, per chi ama scrivere. E qui non ci piove. Perché si ha la possibilità di farsi conoscere e di mettere alla prova il proprio talento. Bisogna però saper scegliere. Ci sono concorsi davvero seri e organizzati in maniera impeccabile, e ce ne sono di cosiddetti “farlocchi”, che mirano solo a vendere poi le antologie coi racconti dei partecipanti. Allora, va bene tutto. Come dici tu, ci divertiamo. L’importante è però che ci sia una giuria, imparziale. Perché coi “mi piace” di amici e conoscenti non esce mai il più meritevole. Vince la persona più popolare. E questo è uno scempio, nei confronti della scrittura, in generale.
      Buona serata, cara. Un abbraccio.

      • Grazie della risposta, che concorda con la mia esperienza. E scusatemi tu e Loriana se sono fuggita ma subito dopo aver digitato la domanda mi sono accorta che mi si stava allagando casa per una perdita d’acqua della vicina di sopra 😞

  13. MATTEO IACOBUCCI lascia tre domande all’Autrice, tramite facebook:

    “1 – quanto influisce il suo stato d’animo sulle storie che porta a termine? Le è mai capitato di infilare in una storia che stava scrivendo uno stato d’animo non giusto per quella particolare line?”

  14. MATTEO IACOBUCCI
    “3 – cosa ne pensa dell’editoria online e in particolare del mondo americano che si sta creando, quello dedicato alla produzione dei propri lavori su amazon o su altri siti specialistici di vendita che fungono da magazzino anche per produttori?”

    • Ciao Matteo, e grazie di avermi fatto avere le tue domande. Dunque, penso che nella vita capiti a tutti di avere delle giornate no. Ecco, in quel caso, io esco, come diceva Luigi Tenco 🙂
      Nel senso che, per scrivere, devo avere l’ispirazione giusta, che arriva solo se la mente è sgombra dai pensieri. Che possono essere preoccupazioni per la famiglia, piuttosto che delusioni di vario genere. Però mi è capitato più volte che magari un racconto nato come drammatico terminasse in comico, oppure che una storia d’amore prendesse risvolti “noir”. E forse, era questo che intendevi, quindi la risposta alla tua prima domanda è sì.
      Come autori di riferimento alla mia formazione, cito senza dubbio Pascoli, per la musicalità dei suoi versi. Per la prosa, Raymond Carver, perché amo il suo saper essere essenziale, e Salinger, perché la lettura del suo “Giovane Holden” mi ha cambiato la vita.
      Per quanto riguarda l’editoria online, credo sia una buona opportunità per gli scrittori emergenti. Una buona “vetrina”, come si suol dire. Purtroppo su quel che avviene in America non sono molto preparata, quindi non vorrei parlare a sproposito. Posso parlare per la mia esperienza personale. Sul portale di Amazon Kindle ho pubblicato anch’io, e mi sono trovata molto bene.
      Spero di aver risposto in maniera esauriente.
      Buona serata 🙂

  15. 20.30 e ancora tante domande e altrettante risposte da dare. Io vi lascio le porte aperte, a questo punto continuate a passare se volete e a lasciare un vostro commento anche se l’eveto è ufficialmente concluso.
    Da padrona di casa vi ringrazio tutte e tutti per la vostra presenza, non scontata, qui oggi.
    Ringrazio e abbraccio forte Cristina Biolcati, la nostra ospite d’eccezione di oggi, facendole un grande in bocca al lupo i suoi progetti futuri e invitandola a tornare per parlarcene, quando vorrà. Noi ci saremo, giusto?
    Un baciotto a tutti e non mi fate avanzare il buffet, eh? 😛 Alla prossima ❤
    – Loriana

  16. Ciao, Cristina e Loriana! Mi scuso per l’ora, ma sono tornata a casa solo poco fa. Ho letto le domande di Loriana e una parte di quelle fatte dagli altri lettori (il resto, magari le leggerò domani). Leggendo le riposte alle domande di Loriana e quelle di alcuni lettori, mi sono ritrovata, per certi versi, in quello che dicevi. Anche io sono una poetessa e una scrittrice di prosa e comprendo benissimo quando dici che la poesia è immediata: sono emozioni che ti arrivano, come una musica che ti vibra dentro e tu non puoi far altro che seguirla. Per la narrativa, invece è diverso: la storia viene fuori piano piano. Si parte con un’idea di base e una trama abbastanza definita in testa, ma non s’è mai certi, al cento per cento, che i personaggi seguano la tua stessa linea. L’importante, per me, è riuscire a mantenere il messaggio, o i messaggi. di fondo e dare abbastanza spazio al lettore per coglierne degli altri. Ho trovato molto interessante il passaggio in cui hai detto che se un tuo personaggio non ti suscita nulla, o se la storia che stai scrivendo non ti emoziona allora non vale la pena continuare a scrivere. Personalmente m’emoziono sempre per ciò che accade ai miei personaggi, come se fossi a vivere le loro vicende insieme a loro. Mi sono ritrovata a commuovermi mentre scrivevo una scena e quando la rileggevo dopo la prima stesura.

    • Ciao Renata! 😀 Grazie per essere passata , nonostante la tua giornata impegnativa.. sono certa che Cristina ti risponderà il prima possibile. Pensa che a me per la poesia accade l’esatto contrario: l’immediatezza è assente perché le emozioni hanno bisogno di sedimentare nell’anima… 😉 magie della creazione artistica! Sono curiosa di leggere la risposta di Cristina alla tua domanda…
      cara, per ora buonanotte e a domani 😉

  17. Ciao Renata. Ho apprezzato molto che tu sia passata. Non importa se a ora tarda. L’importante è esserci 🙂 Leggendo il tuo intervento, così come anche quello di Loriana, ho pensato quanto diverse siano le persone l’una dall’altra, sebbene perseguano una stessa passione. Io mi ritrovo in quello che dici, Renata, e lo condivido. Solo che talvolta, le storie mi “sfuggono” di mano, e prendono una piega diversa. Sarei falsa se ti dicessi che scrivo sempre cose belle. A volte mi escono dei racconti davvero scialbi. Senza lode e senza infamia. Ma se così non fosse, non sarei poi così emozionata e contenta quando invece riesco a realizzare qualcosa di buono. È proprio quel commuoversi fino alle lacrime, di cui parlavi, che fa la differenza. Quando non riesci più a vedere il foglio, per colpa della vista appannata, e sei disperata e felice allo stesso tempo. Disperata per i tuoi personaggi. Felice perché hai scritto un racconto bello.
    Un caro saluto 🙂

  18. Pingback: [ospiti] – 4 | #AllDay Giornata Autore: highlight Cristina Biolcati | Scintille d'Anima

  19. Ciao Loriana, grazie pr l’invito. E ciao Cristina, interessanti le tue risposte, trattare il tema della morte non è facile. Premetto che non ho ancora letto “Balla con me”, ma mi interesserebbe sapere come sei riuscita a rappresentare – come scrivi – una versione di te giovane al maschile. Essendo una donna, non è stato difficile? Non hai temuto che il tuo personaggio non fosse credibile? Parlo per esperienza diretta!

  20. Ciao Daniela. Grazie per questa domanda. Essere credibili credo sia tutto, per uno scrittore. Cerco sempre di rapportarmi ai miei personaggi, tenendo conto della loro età. Davide, il protagonista, ha 22 anni. Un ragazzo giovane, difficilmente nella nostra società parlerebbe come fa un’enciclopedia. Quindi, mi sono appellata ad un tipo di linguaggio colloquiale, che risulti più naturale possibile. Calarsi nei panni di un uomo non è mai facile, ma spero di esserci riuscita. Ti auguro una buona serata 🙂

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