[ospiti] – Alessandra Piccinini: l’Avvocato che non ti aspetti | Tra scrittura, musica e mille cambiamenti | aperitivo letterario

Buonpomeriggio followers! 😀

Il Salotto di Scintille oggi ospita un’autrice esordiente per la ormai consueta pausa dell’aperitivo letterario.

Qui con noi c’è Alessandra Piccinini!


Chi è Alessandra Piccinini?

Sono nata a Macerata il 24.09.1975 e lì ho conseguito e la maturità classica e mi sono poi laureata in giurisprudenza nel 1999. Sempre a Macerata ho svolto la pratica forense e ho conseguito l’abilitazione come avvocato. Ho un master in Diritto Comunitario e Comparato conseguito all’Università degli Studi di Macerata e sono Cultore della Materia in Diritto Amministrativo all’Università degli Studi di Macerata e alla Fondazione Colocci a Jesi. Faccio l’avvocato amministrativista dal 2002, fatta eccezione per un breve periodo in cui ho lavorato in Provincia a Macerata come istruttore direttivo. Oggi ho un mio studio individuale, in precedenza ho fatto degli studi Ernst & Young, Hogan Lovells e sono stata socia dello studio HNF. Vivo a lavoro a Porto Recanati, dove si trova il mio studio.


Le pubblicazioni di Alessandra Piccinini

– Seminario dal titolo Gli Appalti Pubblici di Servizi tenuto presso Università degli Studi di Macerata in data 20.03.2000, Facoltà di Giurisprudenza;

– “Enel s.p.a. ed Enel.it hanno natura di organismi di diritto pubblico”, in www.diritto.2000.it a cura del Dott. Ugo di Benedetto (magistrato TAR Emilia Romagna – Bologna);

– “L’ambito di applicazione soggettivo della normativa sugli appalti pubblici di servizi”, in www.diritto2000.it a cura del Dott. Ugo di Benedetto;

– Capitolo relativo a “I Soggetti Aggiudicatori“, in “Manuale di Diritto Amministrativo. IV I Contratti pubblici” a cura di F. Caringella – Marco Giustiniani, Dike, 2014;

Modalità di accesso al rapporto di Lavoro Pubblico“, nota dottrinale, in “Diritto e Giurisprudenza Commentata” n. 2/2014, rivista a cura di F. Caringella, Dike, 2014;

– “La conferenza di servizi nella giurisprudenza del Consiglio di Stato”, nota dottrinale, in “Diritto e Giurisprudenza Commentata” n. 3/2014, rivista a cura di F. Caringella, Dike, 2014;

– “Il Consiglio di Stato e il Colle dell’Infinito. Illegittimo il ‘no’ della Soprintendenza al recupero degli immobili degradati in assenza di vincolo di inedificabilità: la tutela del paesaggio non è statica conservazione“, in “Il Nuovo Diritto Amministrativo“, n. 4/2014, rivista a cura di F. Caringella, Dike, 2014.

Il Ricorso al TAR – La fase introduttiva del giudizio amministrativo di primo grado, Monografia giuridica, Dike, 2017.

Di prossima uscita il romanzo…

 


Scintille – Chi sei, cosa fai, che hai combinato fin qui e cosa combinerai?

Alessandra Piccinini – Sono una persona a cui piacciono i cambiamenti radicali e gli stravolgimenti. Mi piace fare piani per poi sovvertirli, trovare sempre nuovi obiettivi. Ho pochi punti fermi, che non sono mai mancati: la musica, la ricerca della bellezza, la scrittura. Attualmente faccio l’avvocato amministrativista. Ho lavorato anche alle dipendenze di una pubblica amministrazione, per un periodo ho fatto la truccatrice in teatro, ogni tanto faccio la dj selecter a qualche festa. Ho vissuto a Macerata e a Roma, dal 2010 vivo a Porto Recanati, al mare, anche se la mia famiglia è originaria di Poggio San Vicino.

Sono nata a Macerata, classe 75 e lì mi sono laureata, ho svolto la pratica forense e ho conseguito l’abilitazione come avvocato. Poco dopo ho vinto anche un concorso pubblico per un posto a tempo indeterminato in una pubblica amministrazione, ma ho capito quasi subito che quello non sarebbe stato il mio lavoro per il resto della mia vita, quindi ho dato le dimissioni e sono tornata a fare la professione, prima in uno studio americano, poi in uno studio inglese con sede in Italia, e, alla fine, ho aperto un mio studio. Fortunatamente mi sono sempre occupata di casi interessanti e ho potuto viaggiare molto per lavoro.

La mia massima aspirazione, come tutti quelli che amano scrivere immagino, è di farlo diventare il mio lavoro principale.

Scintille – Che rapporto hai con la scrittura? Cosa significa per te? Cosa vuoi comunicare?

Alessandra Piccinini – Finora ho pubblicato solo testi giuridici (alcuni articoli, saggi, e una monografia) ma scrivo da sempre. L’esigenza di scrivere emerge in tante diverse situazioni: si può trattare di fasi di cambiamento, momenti di riflessione, momenti di nostalgia, esigenza di giustizia, necessità di raccontare la propria verità o sentimenti talmente intimi che non si potrebbero confessare a parole a nessuno, lasciare traccia della propria essenza più profonda.

Quando scrivo soprattutto mi piace fare ironia, credo che in certi periodi non si possa sopravvivere senza. Se c’è un tratto costante della mia scrittura, credo sia proprio l’ironia, il paradosso, che a volte si esprime assegnando al capitolo un titolo completamente opposto al suo contenuto. Lo faccio anche quando analizzo, nel dettaglio, fino ai minimi particolari, i momenti di sofferenza e frustrazione.

Inizio sempre un capitolo dal titolo… non sono capace di scrivere nulla che non abbia già un titolo. Lo assegno e poi mi diverto a contraddirlo, a destrutturarlo, fino ad arrivare al suo esatto contrario. Ma raramente lo cambio. 🙂

Credo che, nei periodi più critici, la scrittura sia una risorsa fondamentale. Può essere un modo per analizzare o superare, un modo per evadere, o anche un modo per conoscere a fondo dinamiche che si svolgono troppo velocemente per essere comprese in tempo reale. In questo senso la scrittura dà la sensazione di poter governare il tempo. Tutto può accadere quando scrivi, andare avanti e poi ritornare indietro di anni, cambiare il finale, ricominciare da capo mille volte. C’è una libertà nella scrittura che non esiste nella vita reale.

In certi momenti la scrittura è dolorosa, in altri è divertente, ma l’importante è che sia autentica, che venga dal profondo.

È una condivisione, e spero sempre che l’emozione arrivi a chi legge. Fosse anche una sola persona, ne sarebbe valsa assolutamente la pena.

Scintille – Parlaci dei tuoi romanzi che presto saranno pubblicati. Quali tematiche affronti e in che modo?

Alessandra Piccinini – Al momento il mio primo romanzo, «Il Portone Rosso», non è stato ancora pubblicato ma lo sarà entro il 2018 con la casa editrice Le Mezzelane. «Il Portone Rosso» potrei definirlo un romanzo di formazione. C’è poi il secondo lavoro, dal titolo provvisorio di «L’orizzonte dei Segreti», che è un giallo ma è anche la continuazione de «Il Portone Rosso», nel senso che lì si ritroveranno alcuni personaggi del primo libro, questo ultimo lavoro è in cerca di editore.

I temi affrontati nel romanzo sono molti: la libertà, la giustizia, la musica e il suo potere assoluto, il femminile e il maschile, l’amicizia incondizionata, le rivoluzioni della vita, i condizionamenti pericolosi, le dipendenze, la New Age, i demoni del passato, il terremoto del 2016 nelle Marche, gli avvocati, la paura della malattia

Tutti questi temi sono trattati attraverso il racconto in prima persona di Ludovica, la protagonista del romanzo, che è tanto capace di compiere imprese eccezionali, quanto, di contro, del tutto priva di “filtri” che le consentano di avvertire il percolo, fino quasi ad un punto di non ritorno, fino a dovere fare i conti con le proprie paure e con le proprie debolezze, per poi trovarsi a scoprire anche quelle – insospettabili – degli altri.

Scintille – Come sono i tuoi protagonisti? Hai una predilezione per un certo tipo di personaggi?

Alessandra Piccinini – Dipende. Se l’esigenza di scrivere nasce durante i frequenti viaggi di lavoro (viaggio spesso da sola e in questi momenti di silenzio analizzo molto i miei pensieri), i personaggi che vengono fuori sono per lo più mie proiezioni: ciò che sono, ciò che vorrei essere o fare o, all’opposto, ciò che non vorrei mai essere o diventare.

Il mio personaggio principale, Ludovica, fa l’avvocato come me, ha molte esperienze in comune con me, soprattutto ha letto gli stessi libri ed ascoltato gli stessi brani musicali. Nel romanzo lei, ad un certo punto, si perde, perché si scopre priva di difese ed incapace di gestire la relazione con personaggio ambiguo, pieno di demoni, che in parte le somiglia, ma che è abituato, a differenza di lei, a mentire, giocare su più tavoli, svalutare gli altri, nascondersi nel vittimismo e non mettersi mai veramente in discussione. In questa progressiva ed inesorabile discesa di Ludovica gioca un certo ruolo anche il fraintendimento di taluni autori molto in voga (mi riferisco alla corrente New Age), che, per come lei li interpreta, annullano la sua capacità di percepire i pericoli e di allontanarsene in tempo.

Altre volte il personaggio nasce dalle situazioni che mi capita di vivere, dalle persone che incontro o anche da quelle che non ho mai incontrato di persona e che ho conosciuto solo nei social network. Lì talvolta si incontrano persone vere e di grande valore, ma molto spesso anche personaggi stereotipati che parlano tutti allo stesso modo, o addirittura immagini di profilo che diventano dei veri e propri “avatar” e vivono di una vita propria, molto differente da quella dei loro proprietari. Mi piace analizzare queste figure e trarne dei personaggi.

Altra fonte di ispirazione sono le nevrosi e le manie dei miei colleghi (che poi sono anche mie), specie quelli che ho incontrato in passato nei grandi studi di stampo anglosassone dove la figura dell’avvocato è molto diversa da quella “tradizionale”. Posso dire in questo senso che “Studio Illegale” e “La Gente che sta bene” di Federico Baccomo descrivono alla perfezione il clima che si respira in una situazione di quel tipo. Io sono entrata in questa realtà quando ero già grande e ci sono state non poche frizioni, tutto mi pareva molto strano e facevo fatica ad adeguarmi, venivo sempre definita, nel migliore dei casi, un battitore libero (così dicevano gli inglesi) o, a volte, una ingestibileLe persone che incontravo mi sembravano tutte caricature che facevano cose incomprensibili, ed anche allora l’esigenza di analizzare e mettere per iscritto è stata una costante. Alcuni di loro sono diventati personaggi del mio primo romanzo, come ad esempio Italo, stratega e uomo d’affari che promette e non mantiene mai, oltre che maestro assoluto nell’arte di fare finta di niente.

Ovviamente ci sono anche personaggi del tutto positivi che vengono da quegli ambienti (non tutti gli avvocati sono uguali!), come ad esempio il geniale, affascinante, e, al tempo stesso, leale e trasparente “G”, o Luca, l’amico storico di Ludovica, che l’aiuterà a risollevarsi. Ci sono personaggi buoni d’animo, come il Gigolò Salvatore, che tuttavia sguazzano abitualmente in ambienti loschi e poco edificanti come i privée dove passano il tempo illustri personaggi insospettabili. E poi, c’è il vero alter ego di Ludovica, che è Luigi. Questo è il personaggio a cui sono più affezionata, perché in lui, grazie alla scrittura, ho potuto far rivivere mio nonno, scomparso nel 1949, e di cui ho pochissime notizie, al di fuori dei racconti molto romanzati degli amici e dei compagni di partito, che parlano di un uomo privo di mezze misure, dotato al tempo stesso di un forte senso di giustizia e di una vitalità contagiosa e positiva. Mi sono divertita ad immaginarlo, a renderlo autorevole ed enigmatico, a raccontare la storia d’amore che ebbe con Olivia, una donna tedesca che lo salvò dal campo di lavoro dove era stato deportato dai fascisti.

Ed è proprio ad Olivia che è dedicato il mio romanzo.

Scintille – Quali genere di storie ami raccontare?

Alessandra Piccinini – Amo raccontare le storie di sofferenza inconfessabile, le contraddizioni estreme e gli imprevisti della vita. Ultimamente sto provando a raccontare anche storie di delitti, indagini, colpi di scena. Quando parlo del dolore, ho l’esigenza di adottare uno stile molto sintetico e di aggiungere tratti di ironia.

La sintesi è una forma di rispetto del dolore: se provi a rompere il silenzio che di regola lo accompagna, devi farlo con poche parole, semplici, dirette. E lasciare a chi legge lo spazio per elaborarle e farle proprie. Le descrizioni logorroiche, a mio modo di vedere, non si addicono alla sofferenza.

Quando parlo delle contraddizioni, l’ironia è fondamentale a mio avviso. Già dal titolo del capitolo deve emergere un conflitto tra quanto stai per descrivere e quanto, invece, ci si aspetterebbe. Possono essere contraddizioni tra le speranze del personaggio e la realtà, oppure tra quello che il personaggio dice di essere e ciò che è veramente, oppure ancora tra l’inizio e l’epilogo di una scena. L’ironia, tanto nel romanzo quanto nella vita, è l’unica arma a disposizione per affrontare questi conflitti, ed in qualche modo dare un senso ad essi.

I racconti “gialli”, invece, hanno logiche più specifiche: occorre aggiungere tensione, verosimiglianza, coerenza scientifica. Ma anche in questi casi mi piace approfondire i personaggi, soprattutto la psicologia delle vittime e degli inquirenti, le loro debolezze e i loro punti di forza. Tendo a condurre gli inquirenti ad identificarsi con le vittime, anche quando si tratta di personalità opposte.

Scintille – Se dovessi definire il tuo mondo di carta e inchiostro con quali colore, immagine, profumo o suono lo descriveresti?

Alessandra Piccinini – Sicuramente sarebbe un suono, perché molte volte l’ispirazione viene da testi musicali. I capitoli che più mi rappresentano sono nati ascoltando Stranger in Moscow di Michael Jackson e da Boulevard of Broken Dreams dei Green Day.

Scintille – Da autore esordiente a emergente nel panorama italiano. Parlaci della tua storia e del cammino fatto fin qui. Hai consigli per chi vorrebbe intraprendere la strada della scrittura? Cosa evitare e su cosa puntare, secondo te?

Alessandra Piccinini – Nel mio caso l’idea di creare un romanzo è nata rileggendo testi “sparsi” che ho scritto in alcuni momenti particolari della mia vita, che si sono composti da soli. Per il secondo lavoro, invece, sto cercando di procedere in modo più scientifico. Di dare consigli non sono assolutamente all’altezza, l’unica cosa che mi sento di dire è di condividere il più possibile le proprie emozioni, i propri pensieri, senza cercare di inventare chissà quale storia o di avere chissà quale idea. Le trame, poi, prendono forma da sole, in modo inaspettato, e alla fine ci si sorprende del risultato.

Se si vuole scrivere, poi, occorre innanzi tutto leggere. E leggere di tutto, anche di temi ed autori che all’apparenza possono sembrare distanti dalla propria indole, e, soprattutto, testi di canzoni.

Questi ultimi, infatti, sono la sintesi per eccellenza, creano atmosfere, ed è ciò che io cerco di riprodurre nei miei testi.

Per quanto riguarda i temi e gli argomenti, io non credo affatto che esistano limiti o temi “privilegiati” su cui puntare. Credo anzi che si possa scrivere veramente di qualsiasi argomento, purché lo si conosca. Personalmente evito di usare programmi complessi di video scrittura. Non mi piacciono, poiché trovo che mettano troppi vincoli.

Sono arrivata al contratto editoriale con Le Mezzelane dopo aver proposto il manoscritto indedito a varie case editrici e da qui ho valutato le proposte.

Scintille – Fai un saluto ai tuoi lettori con una citazione – che poi è anche l’augurio che vuoi lasciare su questo blog – tratto dalle pagine del tuo romanzo.

“…laddove non c’è condivisione spontanea non c’è nessuna intimità, anzi, più ci si mostra, più ci si nasconde. Più si svela, più l’essenza si ritira e si arrocca in quell’ultimo frammento di individualità che è vitale per la sua conservazione. Fosse anche un frammento che si raggiunge alienandosi dal proprio corpo fisico, disconnettendosi dal presente”.


L’appuntamento di oggi termina qui.

Ringrazio Alessandra per averci raggiunto nel Salotto Letterario.

Salutandovi, vi invito a seguire i prossimi appuntamenti di Scintille, tanti altri autori emergenti italiani, tanta buona letteratura…

Un abbraccio e… followME! 😀

Loriana Lucciarini

 


VI E’ PIACIUTA QUESTA INTERVISTA? SIETE INTERESSATI A SEGUIRE L’AUTRICE CHE OGGI VI HO PRESENTATO? ECCO QUI IL LINK DOVE POTETE SERGUIRLA…

https://www.facebook.com/Scrittrice-328196427686599/?modal=admin_todo_tour

⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓

 

 

9 pensieri su “[ospiti] – Alessandra Piccinini: l’Avvocato che non ti aspetti | Tra scrittura, musica e mille cambiamenti | aperitivo letterario

  1. Alessandra Piccinini la conosco di persona, ho avuto la fortuna di lavorare con lei, è una persona meravigliosa, unica, profonda e leggera al tempo stesso … tra noi c’è stata subito una grande intesa, ora purtroppo siamo lontane ma il legame che ci unisce si è anche rafforzato … siamo amiche e quando riusciamo a vederci è come se ci fossimo lasciate il giorno prima ..con mille cose da raccontarci e poco tempo per farlo …. ti voglio bene Ale e ti auguro il meglio … non vedo l’ora di leggere il tuo romanzo “il Portone Rosso”.
    Complimenti anche a Loriana Lucciarini per la bella intervista

Rispondi a Danila Tidei Cancella risposta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.