[ospiti] – Renato Ghezzi: Prima vivo, poi scrivo. | Oltre Cinquant’anni di vita che si trasformano in scrittura…

Buonpomeriggio followers! 😀

Nel Salotto di Scintille oggi c’è un autore per la ormai consueta pausa dell’aperitivo letterario. Curiosi?

Qui con noi Renato Ghezzi!


Chi è Renato Ghezzi?

Sono nato a Milano il 23 aprile 1957. Coniugato con Rosa, abbiamo un figlio ventenne, Stefano, studente al Conservatorio di Milano. Ingegnere elettronico ho operato in varie aziende produttrici di computer e compagnie di telecomunicazione. Ho viaggiato sia per motivi di lavoro che per passione. Tra le mete più peculiari cito Nigeria, Uzbekistan e Australia, ma sono particolarmente affezionato ai paesi di radice celtica: Bretagna, Scozia e Irlanda. Nel 2010 vengo a contatto con la scrittura e, attraverso il figlio, con l’hockey su ghiaccio. Queste due passioni danno una svolta alla mia vita.  Nell’hockey divento prima cronometrista e ora sono presidente di una lega amatoriale, la Lega Cisalpina Hockey Ghiaccio. Raccolgo le mie impressioni su questo mondo magico in due raccolte di raccont: “Hockey per negati” e “Solo bella gente”.

È di prossima uscita con Le Mezzelane il mio romanzo “Seconda possibilità”, un’opera biografico-storica, che sviluppa le tematiche dell’identità, dell’accettazione del passato, della capacità di perdonare.

Attualmente sto lavorando a un giallo ambientato in una azienda informatica, ispirato alle mie passate esperienze professionali e umane in ambito lavorativo.

Amo perdutamente i gatti.

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Le pubblicazioni di Renato Ghezzi

  • “Hockey per negati”, ed. Youcanprint, 2014, ispirato alla mia esperienza di padre al seguito del figliolo giocatore;
  • “Solo bella gente”, ed. Youcanprint, 2016, che descrive gli incredibili personaggi che si incontrano frequentando la Lega Cisalpina Hockey.

“Hockey per negati” [ed. Youcanprint, 2014] LINK PER L’ACQUISTO

“Solo bella gente” [ed. Youcanprint, 2016] LINK PER L’ACQUISTO

 

Di prossima uscita il romanzo…



Scintille –  Ciao Renato benvenuto. Iniziamo subito: dicci chi sei, cosa fai, che hai combinato fin qui e cosa combinerai?

Renato Ghezzi – Sono stato definito un irrequieto tranquillo, e penso che sia la miglior descrizione di me che posso fornire. Fino a pochi anni fa ho vissuto una vita interessante ma non particolare. Poi, all’alba dei 55 anni, la scrittura e l’hockey su ghiaccio mi hanno acceso di un’energia che non sentivo nemmeno da ragazzo. Ho scritto due raccolte di racconti, sono diventato presidente di una lega amatoriale, partecipo a gruppi che fanno cultura e iniziative quassù nell’hinterland milanese. Da poco ho potuto permettermi di rallentare il ritmo del lavoro d’ufficio per dedicare più tempo alla scrittura. Il mio romanzo è in attesa di pubblicazione, il secondo in lavorazione. La mia lega hockey è cresciuta da quattro a sedici squadre, e la Federazione, che prima ci snobbava, ora ci corteggia.

Non voglio prevedere cosa combinerò, sarà una sorpresa anche per me. Scrittore a tempo pieno? Mah!

 

Scintille –  Che rapporto hai con la scrittura? Cosa significa per te? Cosa vuoi comunicare?

Renato Ghezzi – Ho vissuto e vivo la scrittura come liberazione. Sono tendenzialmente chiuso e taciturno, e scrivere è il mio modo per estrarre dalle mie profondità le cose che voglio dire. Sono all’inizio di questa strada, sento che ho ancora molto da scavare.

 

Scintille  Parlaci dei tuoi romanzi pubblicati. Quali tematiche affronti e in che modo?

Renato Ghezzi – Finora ho pubblicato racconti ambientati nel giro dell’hockey su ghiaccio. Un giro minore di uno sport minore, ma animato da persone eccezionali. Nessuno, al di fuori di quella cerchia ristretta, conosce la ricchezza di umanità, di sentimenti, di vita che anima questi ambienti. Il mio scopo è stato far emergere questi aspetti, non parlando dello sport in sé ma della gente, della vita: perché la vita è una metafora dell’hockey su ghiaccio.

 

Scintille –   Come sono i tuoi protagonisti? Hai una predilezione per un certo tipo di personaggi?

Renato Ghezzi – I miei personaggi sono in cerca. Non sono eroi tutti d’un pezzo. Sono persone che si mettono in discussione, che vanno in crisi, che sanno di non sapere. E che fanno, agiscono, cambiano, si lasciano cambiare. Sono tutt’altro che perfetti ma cercano il modo migliore di stare al mondo, evitando i pregiudizi e la troppa sicurezza.

 

Scintille –  Quali genere di storie ami raccontare?

Renato Ghezzi – Storie vere. Non reali, non cronache. Storie che abbiano una base nella realtà, che usino l’invenzione per rendere la realtà più reale. Storie che abbiano un senso, anche se va colto sotto l’ironia o la fantasia.

 

Scintille –  Se dovessi definire il tuo mondo di carta e inchiostro con quali colore, immagine, profumo o suono lo descriveresti?

Renato Ghezzi – Evocherei una sensazione: le lame dei pattini che scivolano sul ghiaccio. Vorrei che la mia scrittura, e la lettura dei miei testi, fosse scorrevole, liscia, senza sforzo come una pattinata dolce e leggera. Ma con dei momenti di tensione, degli scatti simili agli slalom di un hockeista in mezzo agli avversari.

 

Scintille –  Da autore esordiente a emergente nel panorama italiano. Parlaci della tua storia e del cammino fatto fin qui. Hai consigli per chi vorrebbe intraprendere la strada della scrittura? Cosa evitare e su cosa puntare, secondo te?

Renato Ghezzi – Ho iniziato per caso, scrivendo una mia finta intervista, guarda un po’! La lesse un amico, che era anche insegnante di scrittura creativa e mi invitò ai suoi corsi. Non so se per consapevolezza o incoscienza, decisi che avrei potuto scrivere qualcosa di interessante, qualcosa che altri avrebbero letto con piacere. Sono nati così i primi racconti, poi il secondo libro, fino al romanzo che, a mio parere, è un buon lavoro. Ma, si sa, un padre ama il proprio figlio.

A chi vuole iniziare consiglio pazienza, umiltà e professionalità. A meno che non si nasca geni, non si arriva a scrivere grandi cose di botto, occorre imparare, accettare le critiche, buttare tutto e ricominciare. Diffido di chi si definisce bravo. Preferisco l’atteggiamento di chi ritiene di avere qualcosa da raccontare e cerca di farlo al meglio delle proprie capacità.

 

Scintille  Fai un saluto ai tuoi lettori con una citazione – che poi è anche l’augurio che vuoi lasciare su questo blog – tratto dalle pagine del tuo romanzo.

Renato Ghezzi – Scelgo la frase finale di un racconto da “Hockey per negati”:

«Come andrà a finire non lo sai, ma di una cosa sei sicuro: che hai voglia di cominciare.»

Questo è il mio augurio: abbiate sempre voglia di cominciare, senza preoccuparvi di come potrà finire!


L’appuntamento di oggi termina qui.

Ringrazio Renato per averci raggiunto nel Salotto Letterario.

Vi invito a seguire i prossimi appuntamenti di Scintille perché vi proporrò tanti altri autori emergenti italiani e tanta buona letteratura… non mancate, quindi! Intanto, un caro abbraccio e un saluto a tutt* voi

#followME! 😀

Loriana Lucciarini


VI E’ PIACIUTA QUESTA INTERVISTA? SIETE INTERESSATI A SEGUIRE L’AUTORE CHE OGGI VI HO PRESENTATO? ECCO QUI IL LINK ALLE SUE PUBBLICAZIONI…

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3 pensieri su “[ospiti] – Renato Ghezzi: Prima vivo, poi scrivo. | Oltre Cinquant’anni di vita che si trasformano in scrittura…

  1. Passare nei tuoi salotti letterari è sempre una bella occasione per conoscere gente nuova, ma anche per farmi un’idea su cosa migliorare nei miei scritti, o per trarre spunti per nuove vicende. Di Renato mi è piaciuta molto la frase estrapolata dal suo libro. 😉

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