[ospiti] – Matteo Giordano | Influenze d’Europa, musica e scrittura

Buonpomeriggio followers! 😀

Il Salotto di Scintille oggi ospita un autore per un aperitivo letterario. Qui con noi c’è Matteo Giordano…


Chi è Matteo Giordano?

Sono nato a Sondrio e lì ho vissuto fino a 27 anni, quando dopo circa dieci che minacciavo di farlo, sono andato a Londra, perché volevo il caos e i ritmi frenetici della grande città. Come tutti sono partito dal basso arrivando piano piano a una posizione accettabile nella scala sociale londinese, fino a un ruolo manageriale in una grossa food company. Se avessi continuato e concentrarmi solo su quello, probabilmente oggi sarei più ricco e più in alto, ma negli ultimi anni ho preso la scrittura più seriamente di prima, sacrificando tempo e energie al lavoro reale per cercare di portare a casa qualche risultato in questo senso. Ora sono di nuovo in Italia, e tutto mi pare più a misura d’uomo, ma sono appena tornato quindi sono ancora entusiasta.


Le pubblicazioni di Matteo Giordano

«Novantaquattro» di Matteo Giordano – narrativa – Nativi Digitali edizioni ACQUISTALO QUI


Scintille – Chi sei, cosa fai, che hai combinato fin qui e cosa combinerai?

Matteo Giordano – Sono Matteo e ho 36 anni: questi sono gli unici dati certi. Fino a qui ho combinato un sacco di cose (nel vero senso della parola) anche se negli ultimi anni sto lavorando per mettere la testa a posto. Dal 2010 fino a febbraio di quest’anno ho vissuto a Londra, ed è stata una di quelle esperienze di vita da cui gli scrittori seri trarrebbero romanzi da milioni di copie. In realtà per me sono stati anni intensi, di soddisfazioni, sforzi, incazzature, affitto da pagare, pioggia e birrette. Vita normale con tratti diversi, ma che a conti fatti, è praticamente la stessa che vivresti nella tua cittadina che è grande come un quartiere di Londra.

Scintille – Che rapporto hai con la scrittura? Cosa significa per te? Cosa vuoi comunicare?

Matteo Giordano – Con la scrittura direi che ho un buon rapporto, soprattutto un rapporto chiaro: per me non si tratta di hobby ma di una vera e propria professione, affrontata di giorno in giorno con umiltà, senza la pretesa di vivere di quello, e senza ostentare o mettermi sullo stesso piano di quelli più bravi di me alla luce dei risultati. Scrivo sempre di quello che vedo, di come lo elaboro, spesso guardando la realtà da un punto di vista grottesco. Evito le derive filosofiche e i grandi amori.

Ci metto impegno e ho un buon ritorno di soddisfazione sul piano personale, per il resto se dovesse venire dell’altro (tipo migliaia di copie vendute) ben venga…

 

Scintille –  Parlaci dei tuoi romanzi pubblicati. Quali tematiche affronti e in che modo?

Matteo Giordano  – Il mio primo romanzo, «Novantaquattro», uscito per Nativi Digitali nel 2016, è nato da un bisogno, quello di raccontare un anno, il novantaquattro appunto, che ha continuato a ronzarmi in testa per molto tempo. Non so perché proprio quell’anno e non altri, forse perché allora ero coetaneo dei tre protagonisti del romanzo, un trio di quattordicenni alle prese con un anno importante, di crescita personale, e pieno di accadimenti vissuti in prima persona e difficili da dimenticare. Per sparigliare un po’ le carte e rendere il novantaquattro l’anno quasi perfetto, certi fatti realmente accaduti, nel romanzo vanno in maniera differente, e questo rende (spero) la storia ancora più avvincente.

Il mio secondo romanzo, al momento in lavorazione con la casa editrice Le Mezzelane, affronta tutt’altro argomento. Senza entrare troppo nel dettaglio, ti posso dire che l’idea di base è: dove finisce la realtà e dove inizia il reality, e di come la differenza fra i due livelli sia sempre più labile, e saltare da uno all’altro e viceversa sia diventato normale. Da qui si sviluppano varie storie che si intrecciano nel corso del romanzo.

Scintille – Come sono i tuoi protagonisti? Hai una predilezione per un certo tipo di personaggi?

Matteo Giordano  – Sono abbastanza severo con i miei protagonisti, nel senso che nessuno di loro, in due romanzi, si può definire del tutto positivo, anzi, sono praticamente tutti personaggi negativi, dai vizi e dalle debolezze accentuate; questo li rende molto realistici, anche se allo stesso modo cerco sempre di caratterizzarli come fuori dal comune, o fuori dal tempo, con connotazioni spesso grottesche.

Scintille – Quali genere di storie ami raccontare?

Matteo Giordano  – Qualsiasi buona storia che mi capiti a tiro, non ho preclusioni. Se una vicenda cattura la mia attenzione cerco di trarne qualcosa. Non sono uno scrittore di genere, e benché ami il giallo e il noir per esempio, non credo che sarei un buon giallista; quindi cerco sempre di rimanere nell’ambito del quotidiano, storie di tutti i giorni  come direbbe Riccardo Fogli.

Scintille – Se dovessi definire il tuo mondo di carta e inchiostro con quali colore, immagine, profumo o suono lo descriveresti?

Matteo Giordano  – Probabilmente lo descriverei come un suono, una musica. Sono uno di quelli che mette insieme playlist per ogni situazione: per ogni romanzo o racconto che ho scritto c’è nella mia bacheca di Spotify una colonna sonora dedicata.

Mentre scrivo spesso ascolto musica classica oppure house minimal, due generi agli estremi ma che hanno il pregio, il primo di essere un marchingegno perfetto dove tutto deve funzionare senza sbavature, e il secondo quello della essenzialità, del ritmo come battito coinvolgente e quasi ipnotico, lo stesso che ti deve tenere con lo sguardo incollato alle righe di una pagina.

Scintille – Da autore esordiente a emergente nel panorama italiano. Parlaci della tua storia e del cammino fatto fin qui. Hai consigli per chi vorrebbe intraprendere la strada della scrittura? Cosa evitare e su cosa puntare, secondo te?

Matteo Giordano – Ogni giorno si impara qualche cosa in questo mondo, come in tutto; essenziale è l’umiltà, la costanza di scrivere tutti i giorni anche se la voglia o il tempo scarseggiano. Consiglio di tenere un diario, una pratica che ti costringe a scrivere anche solo poche frasi almeno una volta al giorno. Ci sono una sacco di app anche per questo se non volete prendere carta e penna.

Nel momento in cui si vuole provare a condividere con gli altri i propri scritti è bene avere chiara la via che si preferisce seguire, sia essa il self publishing, la condivisione immediata via social, o la via della casa editrice tradizionale (ovviamente non una di quelle che pubblica dietro pagamento).

Ogni via presuppone una dimensione temporale diversa, dall’immediato ai mesi, se non agli anni (da quando ho iniziato a scrivere novantaquattro a quando è stato pubblicato sono passati più di tre anni e lo considero ancora un tempo relativamente breve). In ogni caso occorre curare sempre nei minimi dettagli soprattutto i modi in cui il vostro testo viene proposto, perché la concorrenza è davvero feroce.

Provate e sperimentate: oltre a dedicarmi ai romanzi, io collaboro con un blog collettivo sul quale ho scritto diversi articoli a proposito di Londra. Nell’ultimo anno ho provato anche a cimentarmi nel racconto: qualcuno è venuto meglio, qualcuno peggio, ma per fortuna quelli validi sono stati pubblicati su un paio di riviste online e in una antologia pubblicata a gennaio da Le Mezzelane.

Scintille – Fai un saluto ai tuoi lettori con una citazione – che poi è anche l’augurio che vuoi lasciare su questo blog – tratto dalle pagine del tuo romanzo.

Matteo Giordano  – Vi lascio l’incipit di «Novantaquattro», sperando vi possa incuriosire e invogliare ad andare a leggervi anche il resto!

«Dani era al primo appuntamento della sua vita con una ragazza e la ragazza in questione non era nemmeno la sua. This is the strangest life I’ve ever known, avrebbe detto il cantante dei Doors morto di infarto in giovane età. O forse Jim, senza dire niente, si sarebbe semplicemente portato a casa la ragazza, indipendentemente dal fatto che fosse stata single oppure impegnata con Ray Manzareck.

 

 

Ma quello era pur sempre il novantaquattro e in testa alle classifiche c’era Ambra: non si era mica nell’anno di grazia 1967.

 

Dani aveva stoppato il walkman e tirato fuori la cassetta con la compilation del suo quattordicesimo anno di vita. Con il dito si era messo a riavvolgerla: bisognava riascoltare tutto dall’inizio, di nuovo, come fosse il Disco Verde.»



L’appuntamento di oggi termina qui.

Ringrazio Matteo per aver partecipato con noi a questo aperitivo letterario e, salutandovi, vi invito a seguire i prossimi appuntamenti di Scintille e del suo Salotto letterario.

Un abbraccio e… followME! 😀

Loriana Lucciarini



VI E’ PIACIUTA QUESTA INTERVISTA? SIETE INTERESSATI A SEGUIRE L’AUTORE CHE OGGI VI HO PRESENTATO? …ECCO IL SUO PROFILO AUTORE SUL SITO DELLA CASA EDITRICE NATIVI DIGITALI

⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓

5 pensieri su “[ospiti] – Matteo Giordano | Influenze d’Europa, musica e scrittura

  1. Grazie Loriana, il tuo Salotto Letterario offre sempre nuovi spunti diversi, e mi dà l’opportunità di conoscere, seppur virtualmente, uomini e donne da cui c’è molto da imparare. Grazie, inoltre a Matteo per i suoi consigli, e per avermi fatto conoscere nuove dimensioni di quell’universo che è la scrittura, che pian piano sto cercando di affinare.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.