[Ospiti] – «Vorrei essere come la Ferrari per sfrecciare davanti ai lettori» | Aperitivo letterario con Gianpiero Pisso

Buonpomeriggio followers! 😀

Il Salotto di Scintille oggi ospita un autore per un aperitivo letterario. Qui con noi c’è Gianpiero Pisso…


Chi è Gianpiero Pisso?

Nato in provincia di Varese, sul Lago Maggiore, dove attualmente risiede con la sua famiglia, l’autore è laureato in ingegneria aeronautica e ha, per molti anni, lavorato come dirigente industriale in grosse società italiane e multinazionali straniere. Ama viaggiare e dedicarsi alle sue tre principali passioni: scrivere, leggere e dipingere ad acquarello. La sua narrativa, sempre attuale e talvolta ironica, rifugge dagli eccessi e vuole proporsi come una lettura spensierata, disinvolta e scacciapensieri. Vincitore del premio nazionale “Le Porte del Tempo” 2012, categoria Saggistica, con l’opera: La profezia del Cristo Pagano, edita da Eremon Edizioni. Ha pubblicato anche con Kindle l’e-book Rudiobus, il cavallo d’oro e con Eretica Edizioni, nel 2016, il suo romanzo mistery: La Tela del Maligno. Con Pieve Cipolla l’Autore si è classificato al secondo posto al Premio Nazionale, editi e inediti, Parole di Terra 2016/17.


Le pubblicazioni di Gianpiero Pisso

 

«Rudiobus, il cavallo d’oro» 

Romanzo storico, ambientato ai tempi della Roma consolare sino ai giorni nostri.

Rudiobus, l’immensa statua d’oro zecchino, raffigurante uno dei cavalli della quadriga del Sole, ha cavalcato tra i secoli proprio come un vero cavallo, fino ai giorni nostri. Costruita dal popolo celtico dei salassi, sfruttando le risorse aurifere della miniera della Bessa, presso l’odierna Ivrea, è stata da loro sepolta e occultata all’estremo nord della penisola, per sottrarla alle mire espansionistiche delle legioni romane. Nei secoli Rudiobus ha conosciuto molti padroni. Ha soggiornato nel palazzo ravennate di re Teodorico, ha portato sulla groppa alcuni dei figli del re dei franchi, Carlo Magno, ha condiviso le bellezze della laguna veneziana, giacendo anche come polena sul Bucintoro, ha persino convissuto tra i misteri e gli intrighi dei sultani ottomani. Ai giorni nostri, Enrico e la sua famiglia scoprono uno scrigno, sepolto presso la loro villa, con uno strano biglietto, ingiallito dal tempo, nel quale una misteriosa persona, nel 1940, racconta di un cavallo d’oro da lui trovato e nascosto in un luogo altrettanto misterioso, fornendo alcuni strani indizi per il suo ritrovamento. Come in un’appassionante “caccia al tesoro” tutta la famiglia di Enrico si attiva per sciogliere l’arcano. Alla fine Enrico arriva quasi a toccare il mitico cavallo d’oro dei salassi, ma riuscirà a portarlo definitivamente alla luce o Rudiobus continuerà la sua folle corsa nel tempo verso l’ignoto?

«La profezia del Cristo Pagano» (Eremon Edizioni)

Romanzo storico ambientato ai tempi di Cristo.

Quattro donne siriane bellissime, quattro Auguste, sensuali e risolute, durante la dinastia dei Severi, in epoca imperiale, hanno tramato nell’ombra, tessuto intrighi e scatenato lotte di potere che hanno insanguinato l’urbe.

Alcuni loro figli si sono distinti per crudeltà, efferatezza, stravaganza e depravazione, conducendo l’impero al fondo dell’abisso più profondo. La politica, la vita sociale e anche la religione delle divinità dell’Olimpo ne sono uscite a pezzi, lacerate da conflittualità insanabili e da soprusi di ogni sorta, che la pazzia e l’inadeguatezza di alcuni imperatori hanno esaltato e magnificato.

Agli dei del pantheon romano si è così sostituito il culto orgiastico di El-Gabal, il dio Sole e Roma è sprofondata in un vortice di sangue e di perdizione. Le persecuzioni dei cristiani hanno completato l’opera. Eppure qualcuno, molti anni prima che gli eventi accadessero, aveva predetto tutto questo.

«La tela del maligno» (Eretica edizioni)

Mistery storico ambientato alla fine del 1500.

Nessuno aveva notato quel che significasse, né aveva capito il mio undicesimo dipinto, il più grande, quello per il quale avevo intrapreso quel lungo viaggio e che era affisso sulla parete dove si trovava anche la porta d’entrata alla chiesa. Era il più grande di tutti e si diceva fosse il più esteso d’Europa. Avevo impiegato diversi mesi a dipingerlo, con le sue innumerevoli figure di papi, santi, alti prelati, ecclesiastici e semplici benedettini, tutti a grandezza naturale, assiepati attorno all’immagine di San Benedetto da Norcia, seduto su un trono dorato al centro del quadro…


L’ultima pubblicazione di Gianpiero Pisso è…

 

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«Pieve Cipolla» (Le Mezzelane casa editrice )

Un romanzo umoristico, secondo classificato al Premio Nazionale “Parole di Terra 2017” per editi e inediti.

Pieve Cipolla è un tipico paesino della Val Seriana, uno di quei piccoli paesi in cui la vita è un po’ rude, ma idilliaca, scandita dai tempi della natura e in cui non succede mai nulla. Gli anziani trascorrono il loro tempo giocando a carte, a bocce, bevendo qualche bicchiere di vino rosso in compagnia e raccontandosi le storie di tutti i giorni, perfino quelle che parlano di mostri orribili, creature terrificanti che giurano di aver visto tra i boschi e i pascoli della valle. I giovani invece attendono il momento propizio per lasciare il luogo natio, alla ricerca di fortuna e di opportunità concrete per le loro carriere. Tutto ruota intorno alle autorità riconosciute: l’autorità religiosa, rappresentata dal parroco; quella sociale e politica, impersonata dal primo cittadino e quella legale, vale a dire il maresciallo dei Carabinieri. Ma siamo davvero sicuri che la vita a Pieve Cipolla sia poi così noiosa? Leggendo questo libro non si direbbe proprio…

Chi volesse sfogliarlo lo può trovare qui a questo link  

 


Scintille –  Iniziamo subito, partendo con le domande: Chi sei, cosa fai, che hai combinato fin qui e cosa combinerai?

Gianpiero Pisso – Sono un marito, un padre, un nonno, con la passione sfrenata per la scrittura. Sono nato e vivo con la mia famiglia sulle sponde del lago Maggiore, in provincia di Varese. Ho studiato al Politecnico di Milano e sono un ingegnere aeronautico, ora in pensione. Quando la mia carriera lavorativa si è conclusa, avendo disponibilità di tempo, ho coltivato con assidua costanza ciò che prima non mi era concesso: leggere, scrivere e dipingere ad acquerello.

Difficile dire che cosa combinerò. Per ora e spero per molto tempo ancora mi diletto scarabocchiando fogli, con un sogno nel cassetto: che il mio nipotino di sei anni possa un giorno, quando di me rimarrà solo il ricordo, sfogliare uno dei miei romanzi e domandarsi: «Ma nonno Gian», così mi chiama, «era anche uno scrittore?» Per questo, dono sempre a mia figlia una copia dei miei scritti pubblicati, affinché possano trovare posto nella sua libreria.

Scintille – Che rapporto hai con la scrittura? Cosa significa per te? Cosa vuoi comunicare?

Gianpiero Pisso – Il mio rapporto con la scrittura è quello che potrebbe avere un innamorato con la sua bella. La coccolo, cerco di farla sentire importante, la riempio di attenzioni e soprattutto non la tradisco mai. Mi dedico a lei teneramente, standole vicino e non lesinando tutto il mio calore, perché so che a sua volta lo trasmetterà ai lettori, a coloro che vorranno condividere con noi sentimenti ed emozioni. Come in tutti i rapporti d’amore se qualcuno vorrà muoverci qualche critica l’accetteremo, con il proposito di migliorarci e di superarci alla prima occasione.

Scintille – Parlaci dei tuoi romanzi pubblicati. Quali tematiche affronti e in che modo?

Gianpiero Pisso – Dicono che sia uno scrittore eclettico. Non ho infatti un genere di scrittura unico a cui mi uniformo necessariamente anche se mi piace considerarmi in prima battuta uno scrittore di romanzi storici.

«Rudiobus, il cavallo d’oro» è un romanzo storico, ambientato ai tempi della Roma consolare sino ai giorni nostri. «La profezia del Cristo Pagano» è uno storico ambientato ai tempi di Cristo. «La tela del maligno» è un mistery storico ambientato alla fine del 1500.

«Pieve Cipolla» è un romanzo umoristico, secondo classificato al Premio Nazionale “Parole di Terra 2017” per editi e inediti. Chi volesse sfogliarlo lo può trovare qui a questo link  E’ un romanzo umoristico, ambientato in un paesino della val Seriana che in effetti non esiste ma rappresenta adeguatamente ogni paese delle nostre valli alpine o degli Appennini, lontane dai riflettori della notorietà dove le vite della comunità ruotano attorno al parroco del paese, buon pastore di anime, il sindaco, sempre attento ai bisogni della collettività, il maresciallo della stazione dei carabinieri, tutore dell’ordine e dove molte caratterizzazioni rendono amena la vita, pur dura, di quell’enclave: la compagnia dello scopone, che si riunisce al Circolo Bocciofila Ungaretti, raccontandosi amori, aspirazioni, sogni e spettegolando, Ersilia, la mangiauomini di Pieve Cipolla, Uganda, con un misterioso passato in Africa, Addolorata, ipocondriaca, che si sente addosso tutti i malanni del mondo, Giovanna che, dal suo botteghino del lotto, dispensa ai suoi clienti i numeri della Smorfia.

Ho inoltre in lista di editing con la casa editrice Le Mezzelane altre opere di prossima uscita.  Un’antologia di racconti brevi (8/9 pagine l’uno) che non ha ancora un titolo. Sono 15 racconti. Ci sono racconti storici, romantici/sentimentali, di fantasia pura e anche racconti che fanno pensare e meditare. Poi c’è un romanzo storico ambientato nel Risorgimento, dal titolo provvisorio «Le imprese del Conte senza paura» e un romanzo di fantascienza che dovrebbe intitolarsi «BT, al di là del tempo».

Sono impegnato attualmente a scrivere il romanzo storico «Quando la luce squarciò le tenebre», che tratterà dell’invenzione della lampadina, una di quelle scoperte nate non dal genio di un uomo singolo ma da più menti, ognuna delle quali ha dato il proprio contributo al successo finale.

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Scintille – Come sono i tuoi protagonisti? Hai una predilezione per un certo tipo di personaggi?

Gianpiero Pisso – I personaggi dei miei romanzi storici sono generalmente poco conosciuti, pur avendo portato a termine azioni eccezionali che non tutti, però, conoscono. Li rappresento nei miei racconti in modo romanzato ma nel pieno rispetto della Storia, inquadrandoli nell’ambiente sociale, politico e temporale che ha caratterizzato le loro gesta. Nei romanzi di altro genere, come in «Pieve Cipolla», invece, i personaggi sono quelli che ancor oggi si potrebbero trovare in questi paesini, gente comune, semplice, con una grande umanità e con qualche debolezza, talvolta nota con i suoi soprannomi.

Scintille – Quali genere di storie ami raccontare?

Gianpiero Pisso – Perché possa interessarmi una storia deve contenere qualcosa che vada oltre l’ovvio e lo scontato. Mi piace creare una certa suspense nel racconto, molta aspettativa e l’argomento deve essere originale e possibilmente poco trattato o non trattato affatto da altri scrittori. Non sempre, purtroppo, ciò è possibile ma in talune pubblicazioni, come nella «Tela del Maligno» penso di esserci riuscito. In questo romanzo cerco di dare una spiegazione a uno dei misteri italiani più sconcertanti: la presenza di una tela demoniaca in un luogo consacrato, il duomo di san Pietro a Perugia, dipinta da un artista di scuola veneziana nel 1500, Antonio Vassilacchi. Se passate da quelle parti vi consiglio di andare a vederla: è un dipinto di 92 metri quadrati. Vi ricordo che a quei tempi era in vigore l’Inquisizione e per molto meno si andava dritti al rogo.

Scintille – Se dovessi definire il tuo mondo di carta i inchiostro con quali colore, immagine, profumo o suono lo descriveresti?

Gianpiero Pisso – Vorrei che avesse tutti i colori dell’iride, che fosse un profumo non di una sola essenza ma un composto di infinite scie profumate, vorrei che fosse una musica pop, rock, rap, jazz, techno, folk e che potesse creare nelle menti dei lettori mille immagini diverse, tutte ugualmente portatrici di piacevoli sensazioni come la vita, in certe circostanze, è capace di fare.

Scintille – Da autore esordiente a emergente nel panorama italiano. Parlaci della tua storia e del cammino fatto fin qui. Hai consigli per chi vorrebbe intraprendere la strada della scrittura? Cosa evitare e su cosa puntare, secondo te?

Gianpiero Pisso – Il mio consiglio, non come scrittore ma come un vostro amico non più di primo pelo, è quello di non creare castelli in aria. Scrivete se vi fa piacere scrivere, se amate stabilire un rapporto preferenziale con i vostri lettori che possa arricchire entrambi, se possedete l’equilibrio necessario per accettare lodi e critiche senza credere di essere il nuovo genio della letteratura o senza deprimervi troppo. Generalmente con il solo scrivere non si campa ma ci si può divertire e arricchirsi scoprendo sensazioni ed emozioni, anche quelle più nascoste dell’animo umano, che solo con la scrittura, a volte, si possono portare in superficie.

Scintille – Fai un saluto ai tuoi lettori con una citazione – che poi è anche l’augurio che vuoi lasciare su questo blog – tratto dalle pagine del tuo romanzo.

Gianpiero Pisso – Amo molto questa frase che però non è nei miei romanzi ma è stata scritta dal grande Ernest Hemingway. Vorrei con questa citazione inviare un caldo saluto all’amministratrice del blog e a tutti i suoi membri e lettori:

«Accorgersi di essere capaci di inventare qualcosa, di essere contenti di leggere ciò che si era creato e di farlo ogni giorno, procurava una gioia maggiore di quanto ne avessi mai conosciute. Oltre a questo, nulla importava…»

 


L’appuntamento di oggi termina qui.

Ringrazio Gianpiero per aver partecipato con noi a questo aperitivo letterario e per il bel saluto rivolto a me e ai miei followers che, ovviamente, ricambio!

Carissimi per oggi vi saluto ma vi invito a seguire i prossimi appuntamenti di Scintille e del suo Salotto letterario.

Un abbraccio e… followME! 😀

Loriana Lucciarini



VI E’ PIACIUTA QUESTA INTERVISTA? SIETE INTERESSATI A SEGUIRE L’AUTORE CHE OGGI VI HO PRESENTATO? …ECCO LA SUA SCHEDA AUTORE SUL SITO DELL’EDITORE LE MEZZELANE

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8 pensieri su “[Ospiti] – «Vorrei essere come la Ferrari per sfrecciare davanti ai lettori» | Aperitivo letterario con Gianpiero Pisso

  1. Loriana lo sa,ormai mi auto invito ai suoi Salotti Letterari, ma giusto perché so che condividiamo una bella passione, e perché in lei è racchiuso un tesoro immenso!
    Naturalmente faccio i miei complimenti a Gianpiero per le sue pubblicazioni, ma anche per la citazione finale. Mi è piaciuto il fatto che il suo mondo di carta abbia profumi, colori e le note dei generi musicali più disparati. Sarebbe davvero bello se – all’interno di un libro – chi legge potesse riuscire a vedere queste migliaia di sfumature…

    • Entrare in sintonia con il Lettore, stabilire un virtuale contatto sulla stessa lunghezza d’onda, è il sogno nascosto, penso, di ogni scrittore. Quando si termina di leggere l’ultima pagina di un romanzo e l’occhio torna alla scarna biografia di chi lo ha scritto, generalmente riportata sulla quarta di copertina, con il desiderio di saperne di più dello scrittore, allora significa che qualcosa è rimasto dentro, la trama intera, un episodio, una caratterizzazione, una descrizione particolare, oppure ciò che non si è scritto chiaramente ma che è rimasto appeso tra le righe.

  2. Grazie, Sara, per condividere con me questa avvincente passione. Non esistono libri belli o libri brutti ma solo libri che non vorresti mai che terminassero, quelli che hanno mille colori, mille profumi e mille musiche e libri monocolore, senza alcun profumo e con una sola musica difficilmente udibile.

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