[intervista] – Leggere leggere leggere e… ancora leggere!

Sono stata taggata su facebook in un gioco che ho trovato molto divertente. Un’intervista letteraria che condivido con voi su questo mio blog.

1) Che libro avete sul comodino? Ne ho una pila! Quello che sto leggendo è “Karen Caffé” di Nicole Milton (pseudonimo di Laura Bassutti), vinto in un contest letterario e… mi piace molto: delicato, leggero, romantico ma anche intrigante come un giallo!

2) Il libro più bello che avete letto? Uno solo non basta: potrei dire “L’ombra del vento” di Zafon, ma anche “Mondediddio” e “In alto a sinistra” di Erri De Luca, ma c’è pure “Vivere amare capirsi” di Leo Buscaglia, e le poesie di Hikmet e Merini e “Il Profeta” di Gibran K. Gibran e tutti i libri della Austen. Poi c’è la trilogia di Ally Condie (“matched”) che, pur se lontana dalla mie solite letture l’ho trovata scritta molto bene, con pagine di pura poesia… insomma, difficile dirne uno solo. Sarò io che non so scegliere?

3) Il libro più brutto che avete letto? Sarò impopolare ma J. Conrad “Cuore di tenebra” l’ho trovato terribile, faticoso arrivare alla fine, ogni pagina è stato un arrancare. Così come “Siddartha” di Herman Hesse, letto nell’adolescenza e non compreso, mi ha lasciato un senso di inquietudine e insoddisfazione: non l’ho capito.

4) Un libro che rileggereste? Rileggo spesso i libri che ho amato tanto, fra tutti quelli di Jane Austen (periodicamente)

5) Il vostro autore preferito? Erri De Luca

6) Autori italiani e stranieri? Non ho preferenze.

7) Quando leggete? Quando posso. Generalmente durante i miei viaggi da pendolare. La sera non riesco, crollo sulle pagine del libro svenuta dalla stanchezza…

8) Per quanto tempo leggete? Anche per ore, sempre se mi è data l’occasione!

9) Il vostro genere preferito? Sono lettrice onnivora, leggo tutto con avidità e curiosità.

10) In quanto tempo leggete un libro? Dipende dal tempo che ho, anche in soli due giorni oppure in una notte (se la stanchezza non m’attanaglia!)

11) Libri stampati o PDF? Leggo entrambi, preferisco il cartaceo, le parole che leggo diventano mie. Con l’e-reader, sicuramente più pratico, rischio di leggere velocemente ma con meno attenzione.

12) Perché leggete? Ne ho bisogno!

13) Dove leggete? Ovunque, di solito sui mezzi pubblici.

14) Leggete sui mezzi pubblici?

15) Avete vergogna del libro che state leggendo? Mai!

E voi? Avete voglia di rispondere? Dài che son curiosa! 🙂 aspetto i vostri commenti sotto questo post! 

∼ Loriana ∼

images77

[interviste] – Ginevra Wilde nel suo blog intervista Loriana Lucciarini

leggi tutto l’articolo del blog di Ginevra Wilde QUI

Cari lettori e lettrici, questo venerdì sono felicissima di presentarvi un’eccellente poetessa e scrittrice, Loriana Lucciarini.
Loriana è sempre in attività, sempre pronta a provare nuove e gratificanti esperienze in campo artistico. La sua parola d’ordine è sinergia e proprio grazie all’unione della sua forza con quella di altri artisti ha creato diverse iniziative, tra le quali 4 writers 4 blogs e il concorso letterario ed artistico Frecce d’inchiostro per San Valentino. Al momento collabora con il blog letterario dedicato ai lettori e agli scrittori italiani Magla, l’isola del libro e si dedica alla poesia, componendo versi e partecipando a concorsi nazionali.
Ma adesso basta chiacchierare e diamo voce a questa brava artista tutta italiana…

Ciao Loriana! Benvenuta nel mio blog. Iniziamo ad una domanda classica: presentaci le tue diverse opere.
Finora ho pubblicato 5 volumi. Due di poesie (“I legami sottili dell’anima” e “Sotto le nuvole”). Uno di racconti brevi/short stories (“Little Thoughts”). Un racconto di narrativa per ragazzi (“Una fantastica caccia al tesoro”) e un romanzo (“Il cielo d’Inghilterra”).

Sei una poetessa, ma ti piace anche lavorare con la narrativa per ragazzi e per adulti. Con quale genere ti destreggi meglio e come mai?

In passato pensavo che la narrativa in genere fosse quella che mi rispecchiava di più. Ultimamente invece mi dedico molto di più alla poesia e trovo che sia proprio questa a permettermi di esprimermi al meglio. Ma sono una che ama molto sperimentare e mettersi alla prova. Sto infatti ragionando sul cimentarmi nella composizione di testi narrativi fantasy e giallo-noir… vedremo quel che ne esce fuori!

Hai iniziato la tua carriera artistica come la poetessa Charlotte Ridley. Come è emersa, in seguito, la poetessa Loriana Lucciarini?
Charlotte Ridley è stato il mio alter ego per un bel po’. Mi ha difesa dalla paura di “farmi leggere dentro”(non tanto dalle critiche ma dal fatto che ciò che scrivo nasce da me ed è il prodotto personale delle mie emozioni), lasciandomi credere di potermi proteggere . Ma poi in realtà non è mai stato così, perché, anche se nascosta dall’anonimato, ero sempre io a scrivere e sempre una parte di me comunque veniva svelata. Quando ciò mi è stato chiaro, diventare Loriana è stato il passo successivo. Il percorso non è stato facile e ha richiesto moltissimo tempo… però alla fine eccomi qui!

Qual è la scintilla che fa illuminare la tua anima quando concepisci nuovi versi?
La nascita di una poesia è completamente differente dalla nascita di un racconto, almeno per me avviene un processo complesso e personale. Gli eventi scendono piano in profondità. Quando arrivano nel profondo, lentamente risalgono le emozioni. In questo processo, però, tornano a galla ripulite, terse, più nette e precise. E’ proprio in quel momento che scatta la scintilla della creazione…

Loriana, come molti, anche tu sei un’artista che ha deciso di autopubblicarsi. Come sei giunta a questa scelta e quali consigli dai agli altri autori che si autopubblicano?
L’autopubblicazione è l’unica alternativa valida per uno scrittore emergente, a parte quella di trovare un serio editore che crede in te e che pubblica con fiducia le tue opere. Ma nel mondo editoriale (sempre più in crisi e sempre più disperso e frammentato) è molto difficile trovare una casa editrice seria di questo tipo. Il più delle volte si trovano editori a pagamento che propongono la pubblicazione dei tuoi scritti al patto però di sostenere costi tecnici che diventano onerosi per chi vuole emergere. Questa cosa la trovo scorretta (perché fa leva sulla voglia di emergere di un esordiente e sul desiderio di vedere il suo libro pubblicato) e ingiusta (uno scrittore, se ritenuto valido, non deve pagare per poter pubblicare la sua opera, anzi al contrario dovrebbe essere ritenuto una risorsa dalla casa editrice)! C’è sempre chi si vuole approfittare dei sogni delle persone e anche in questo campo c’è chi non si fa scrupoli. A questo punto l’autopubblicazione diventa una reale possibilità di emergere. Stampi il tuo libro a costo zero, ti pubblicizzi, ti fai conoscere e poi… se son rose fioriranno. Ma almeno hai provato con tutto te stesso a far avverare il tuo sogno, senza che nessuno ci abbia speculato sopra.
L’autopubblicazione ha ovviamente una grossa pecca: decide tutto lo scrittore, in autonomia e spesso capita, nella fretta, di pubblicare lavori che necessitavano di una revisione dei testi (sia ortograficamente che in termine di editing). Ma forse, tra tutti i rischi che si corre affidandosi a case editrici a pagamento, questo è il rischio minore perché basta dedicare molta attenzione ai propri scritti, rivederli con spirito critico e obiettività, per riuscire a fare un buon lavoro. In più anche questo diventa un’arricchimento professionale, non trovi?

Grazie, Loriana, per aver scambiato quattro chiacchiere con noi oggi.   Ginevra

(leggi l’intervista completa qui)