[ospiti] – Le mille anime di Emma Fenu: farsi strumento di narrazione per raccontare i mille volti dell’universo donna | intervista all’Autrice di «Vite di Madri, storie di ordinaria anormalità»

Buon pomeriggio carissim* followers e benvenut* a questo appuntamento con la scrittrice e esperta della storia delle donne Emma Fenu, che ringrazio per essere qui.

Vi parlo un po’ di lei: ho conosciuto Emma attraverso il gruppo facebook di Cultura al Femminile e poi anche nell’associazione di cui anche lei fa parte, la Ewwa.

Le nostre strade si sono incrociate più volte sullo stesso sentiero, fin quando non ci siamo accorte l’una dell’altra. Ci siamo trovate e  oggi siamo qui, io e Emma, a presentarvi il suo volume «Vite di Madri, storie di ordinaria anormalità».


«Vite di madri» un volume che è uno scrigno di vite, di storie, di emozioni… qui la recensione su Scintille d’Anima, eccone alcuni stralci:

Un caleidoscopio di vite e di emozioni, ricucite con la forza della vita.

Vite di madri, storie di ordinarie anormalità di Emma Fenu è un volume di storie di donne, tessute come una coperta pachwork, dalle dita attente e delicate di Emma Fenu.

Tanti tasselli di stoffa, tutti diversi, cuciti e tenuti assieme dal filo sottile dell’animo e dell’amore. Tessuti lacerati da graffi e dolori, ricomposti e aggiustati per affrontare a fatica una vita tentando di afferrarne stralci di serenità e di luce.

Storie diverse, accomunate dall’universo narrante: quello femminile. Quello dell’essere donna e diventare madre.

La maternità è infatti l’elemento focale dei racconti nella dicotomia essere madre/essere figlia e della maternità voluta/la maternità negata.

(…) E ci ritroviamo in questo puzzle variegato e sofferente di esistenze graffiate, silenziose, che trovano per la prima volta voce e lacrime tra la narrazione di queste pagine, come un momento di espiazione di un dolore non voluto, non cercato, ma subìto e percorso fino in fondo al buio. Ma ritroviamo anche la luce, raggiunta a costo di enorme fatica, che tutte queste donne hanno conquistato e il cui l’unico elemento è l’Amore. L’amore che avvolge, che riscatta, che completa, che dona nuova dignità a queste esistenze spezzate e ricomposte.

Ho trovato Vite di madri ben scritto, con sensibilità e coraggio: l’Autrice procede in punta di piedi ma con parole di fuoco che restano incise nell’anima.

[tratto da Scintille d’Anima – recensione a cura di L. Lucciarini]


Ma chi è l’autrice di «Vite di Madri»?

In questo evento del Salotto letterario ve la farò conoscere e sono certa che vi affascinerà! 🙂

Ve la presento subito: Emma Fenu, è nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero e ora vive, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente. Ogni cinque anni, per esigenze lavorative, cambia nazione o continente. Laureata in Lettere e Filosofia, ha, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti. Scrive per lavoro e per passione. Si occupa da anni di Storia delle Donne, di Letteratura e di Iconografia di genere; recensisce libri e intervista scrittori per vari siti web; ha fondato e presiede un sito, “Cultura al femminile”, con rispettivo gruppo facebook, “Letteratura al Femminile”; tiene corsi di scrittura creativa e insegna lingua Italiana agli stranieri. Ha partecipato a varie antologie a tematica femminile, sia come giurata che come concorrente, e organizza eventi e incontri culturali sulle donne e contro la violenza di genere in tutta Italia. Ha pubblicato un saggio “Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena”; un romanzo – inchiesta, “Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità”; una silloge di poesie e racconti, con testo a fronte in catalano, “Sangue e Miele”; una fiaba i pregiudizi sessisti, “Il segreto delle principesse”; una saga familiare al femminile, “Le dee del miele”.

Ma Emma non è solo questo, è molto di più… Una personalità multisfaccettata, dalle mille anime, un caleidoscopio che riflette l’intero universo femminile…

Così la descrive Serena Mandrici all’interno del volume:

«Emma, Emma, fiocchi, merletti e confetti rosa; rose secche e fiori di campagna, ancora profumati; una finestra sul mondo, ma con le tendine e i nastri per chiuderle. Non so come faccia a sognare sempre, nonostante tutto. Emma per me è un mistero, nasconde così tante cose dietro la corazza e l’armatura da pulzella francese… C’è qualcosa in lei di segreto, come una tazzina da tea, di fine porcellana, che è stata portata da luoghi lontani, che ha attraversato i mari e i paesi, conoscendo cicatrici ed etnie. È una tazzina preziosa e fragile, che cura con amore la propria teiera stanca e dispensa una calda bevanda a tutte le persone che incontra… ma chissà quante riescono davvero ad assaporare l’aroma di quanto bevono, chissà quante scoprono i mondi segreti di cui si nutre lei. Ma non deluderla, non prenderla in giro. Emma c’è o non c’è, non ha vie di mezzo. Puoi scoprire un pezzo del suo mondo, se ti impegni: lo trovi nascosto sotto al fiocco in testa. Un mondo di parole, di frasi, di collegamenti, di cultura, di curiosità. Un pozzo in cui perderti.»

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Oggi Emma è qui con noi e le farò una breve intervista. Siamo pronte? Siiiiii, eccoci quiiiiii

🙂

  • Loriana Lucciarini (Scintille d’Anima) – Una descrizione intensa, vera, che ho scelto proprio per presentarti qui oggi, Emma, perché credo faccia emergere la tua vera essenza, da subito. Lo pensi anche tu? E cosa puoi dirci di te, oltre quanto detto finora? Chi altro sei?
  • Emma Fenu – Sono una Donna. Sono un’Alice che ogni giorno si scopre diversa; sono, parafrasando Gianni Rodari, io più un minuto. Sempre me, ma un po’ più evoluta, cresciuta, “vissuta”.
  • Loriana Lucciarini (Scintille d’Anima) – Un’attenta e articolata recensione di Ilaria Biondi su “Cultura al Femminile”, definisce «Vite di Madri» come un’opera che ha: «La lingua corposa, feconda di profumi e depositaria di voci arcane, avvampa il lettore, conducendolo in una danza di suoni e immagini che trascende il crinale del tempo. Una scrittura densa di rimandi e richiami interni. Di parallelismi e metafore. Di simboli, che rinviano per buona misura alla fecondità, nucleo denso del romanzo, e alla numerologia. Una partitura che si regge sul ritorno anaforico di parole dal forte potere evocativo, legate ai campi semantici del numinoso, del mistero e della maternità. Senza dimenticare il sapiente gioco degli ossimori, che innervano nella struttura formale le ineliminabili dicotomie della vita, nel suo essere al contempo buio e luce.» Emma, immagino che il lavoro sia stato complesso e articolato. Come hai strutturato la narrazione? Hai operato delle scelte a valle o è stato necessario un work in progress, rispetto alle vicende di cui ti hanno fatto custode?
  • Emma Fenu – “Vite di Madri” è nato nel progetto embrionale come una testimonianza autobiografica sull’endometriosi, ma è stato da subito un figlio ribelle ed è divenuto “altro”. Ho lanciato un appello su un forum di donne e ho ricevuto 152 storie vere, crude, bellissime. Ho notato che l’infertilità è spesso legata ad una relazione difficile o traumatica con la madre o addirittura esito di nodi irrisolti delle nostre ave, in tempi che precedono la nostra nascita. Ho letto saggi che supportano scientificamente tale ipotesi, ma io ho voluto occuparmi del piano emozionale e narrativo, elaborando 13 storie dal respiro corale, in cui, al di là della vicenda raccontata, tutte possono, in qualche modo, rispecchiarsi.
  • Loriana Lucciarini (Scintille d’Anima) – Miti e Simboli sono elementi che ricorrono sempre nella tua narrazione letteraria e la caratterizzano fortemente. Intanto voglio sapere da te quanto le tue origini, tu che vieni da una terra d’antichi miti e riti, hanno formato questa tua visione?
  • Emma Fenu – Io sono stata cresciuta con fiabe, simboli, nenie sussurrate e parole taciute. La Sardegna è una terra misteriosa, dove vivi e morti percorrono insieme strade di pietra che portano al mito. Oggi la cultura ancestrale è meno sentita, ma l’eco risuona ancora, nel vento, per chi porge l’orecchio.
  • Loriana Lucciarini (Scintille d’Anima) – Dicevamo, sei molto attenta alla simbologia mistica e ai segni mitologici. Tutta la tua narrazione ne è impastata. Infatti, ci hai tenuto a precisare nella prefazione che le storie all’inizio dovevano essere 12 per un motivo ma che poi il progetto è cambiato. Ti chiedo: perché l’utilizzo della simbologia è per te così importate? Cosa vuoi comunicare e cos’è intervenuto a modificare in corso d’opera il tuo lavoro?
  • Emma Fenu – Vivo nella simbolologia, sia per una naturale predisposizione a cercare un significato nascosto nelle pieghe delle storie e della Storia, sia per la mia formazione: dopo la laurea in Lettere e Filosofia, ho, infatti, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti, vertente sull’iconografia delle figure femminili fra Medioevo e Rinascimento. Eva e Maria Maddalena sono stati i miei primi amori. Tale approccio all’arte figurativa lo ho applicato anche alla letteratura, mettendo in atto, spontaneamente, una “caccia” al simbolo. Del resto tale parola, etimologicamente, indica un oggetto diviso fra due persone che, nel momento della riunione, avrebbe indicato la passata relazione avvenuta: un libro non è forse un modo per comunicare e riconoscersi parte di una stessa storia universale? Nella seconda versione, riveduta e ampliata, di “Vite di Madri” le storie non sono più 12 ma 13, entrambi numeri con un valore simbolico molto intenso. L’ultima storia è arrivata per posta, scritta a mano, 13 giorni prima della stampa del manoscritto.
  • Loriana Lucciarini (Scintille d’Anima) – Tu narri di Donne: donne mistiche, donne Dee, donne Fenici, donne Streghe, donne Spezzate, donne come Potenza universale di fuoco sacro, Sacerdotesse mistiche, Madri-Figlie e Madri-universo, soprattutto. Approfondiamo questi aspetti. Tu, scrivi: «In verità, siamo Madri, tutte. Madri di idee, di progetti, di sogni. Seni turgidi di Dee che accolgono amiche, sorelle, mariti, amanti. Madri delle nostre madri e perfino di noi stesse. Capaci di far germogliare speranza e abortire fantasie, di creare dal nulla e di nutrire di noi: totalmente imperfette e, per questo, così seducenti e difficili da decifrare.» Puoi aggiungere qualcosa?
  • Emma Fenu – Siamo tutte madri, ventri accoglienti di idee, e siamo tutte infertili e sterili quando la voce ci viene negata e il silenzio imbavaglia la nostra creatività. Tutte figlie di Eva, tutte eredi di colei che morse la mela per desiderio di conoscenza.
  • Loriana Lucciarini (Scintille d’Anima) – Veniamo ai contenuti del volume. Storie di donne. Di maternità. Di legami di sangue e di anima. Storie dure, di buio, di luce, di sofferenza, di rinascita. Storie nate da interviste. Nella prefazione scrivi: «Non si tratta di semplici boccate d’ossigeno, che rigenerano corpo e spirito dopo aver percorso, canticchiando, un sentiero di montagna. Sono, piuttosto, convulse fami d’aria, come quelle che seguono all’imposizione di una mano vigorosa, premuta su una bocca alla quale viene negato un urlo. Tuttavia, al termine della lettura, lo spasmo dei polmoni si attenua, per scandire, con respiri regolari, il tempo che segue alla conclusione della narrazione. Ogni storia è intensa, a tratti cruda e crudele, ma contempla una resurrezione catartica, una volta spostata la pietra che chiudeva il sepolcro del silenzio. (…) Ho rielaborato l’intero materiale ricevuto creando nuove osmosi, pur lasciando che ciascuna riga comprendesse tutto e che io vi fossi, in qualche modo, sempre inclusa. Sono io, dunque, il caleidoscopio che ora vi porge petali di immagini, lo specchio di Alice tramite cui il mondo si traveste per scoprirsi. Tale scelta narrativa è stata subito adottata, di comune accordo, in primis per tutelare l’anonimato delle donne che si sono con me confidate, senza remore; in secondo luogo per creare una dimensione “corale” grazie alla quale, in ogni lettera digitata, una forza collettiva fosse convogliata nella mia mente e nelle mie dita.» La stesura delle testimonianze quindi immagino sia stato un lavoro difficile e complesso, che ha necessitato di ascolto, elaborazione, sensibilità narrativa e empatia per la Emma, donna e la Emma Fenu, autrice. Quanto di entrambe c’è nel volume come l’atto di genesi per «Vite di madri»?
  • Emma Fenu – Ci sono entrambe, una inizia dove l’altra finisce, in un cerchio lunare. Non coincidono sempre, ma a volte si fondono e si confondono.
  • Loriana Lucciarini (Scintille d’Anima) – Nelle interviste è stata determinante la capacità di ascolto ma anche il talento di tessere insieme storie diverse e diventare strumento di narrazione per le vite altrui. Capacità che devono essere naturali, o ce le hai o non riesci a gestire il carico emotivo di quelle esistenze. Serena Mandrici ti descrive così, come una persona «…in grado di vedere oltre il blu del mare, che cerca la sirena ancorata nei fondali, quella con lo scrigno e i segreti, e che ha la chiave e la voglia di scendere, ma non la cerca per avere il tesoro, la cerca per trovare, in ogni pietra preziosa, la storia che la conserva così lucente. Non so come possa essere sempre dentro le storie ma allo stesso tempo al di sopra delle stesse. (…)  La sua curiosità la tiene in vita, non ho dubbi. (…) Lei parla tanto, ma non parla mai, lei ascolta e consiglia e capisce sempre, lei rispetta i tempi, i modi, la forma stessa in cui scrivi. Lei sa perché tu vai a capo senza un senso, o perché metti una virgola proprio lì dove sembra non andare, sa perché lasci gli spazi, legge, attraverso le righe, quello che vuoi dirle, ma di sé manda piccoli segnali, raramente.» Ti ci ritrovi, Emma? E poi dimmi, quanto è stato complicato farsi strumento di narrazione?
  • Emma Fenu – È stato facile, naturale, viscerale. Non ho letto le storie, le ho vissute, le ho mangiate, le ho divorate, le ho fatte pezzi di me. Scriverle è stato liberatorio, come un parto rapido, anche se non indolore, epilogo agognato di una gravidanza a rischio.
  • Loriana Lucciarini (Scintille d’Anima) – «Vite di madri» è un volume interessante anche dal punto di vista di analisi della società: come la donna si approccia al tema della maternità? Quanto gravano su di lei gli stereotipi e le aspettative culturali? La  maternità ancora oggi è vista come il fulcro, il perno in cui gira il senso identitario di una donna e che – in base agli eventi e soprattutto se non è una scelta voluta e consapevole ma più subìta – può trasformarsi in un peso da sopportare pur di non sottrarsi alle aspettative della società. Cioè, in alcuni casi, ci si piega agli stereotipi che vedono le donne-mamme felici e appagate rispetto a questo ruolo. Quasi mai la maternità viene dipinta con realismo e sempre più spesso, anche a causa dei messaggi veicolati da media e social network, le donne vivono questo aspetto con mille dubbi e insicurezze, reprimendo a volte anche la scelta di voler essere altro, pur di adeguarsi alle aspettative altrui. Non parliamo del dramma interiore che si scatena qualora, nonostante il forte desiderio, si arrivi a una  maternità mancata: essa diventa la negazione del proprio essere donna, della propria individualità, fino a svuotare di senso identitario l’esistenza. Un dramma nel dramma. E tutto ruota qui: quando non si trova lo spazio per interpretare i ruoli che la società impone e in cui li mondo vuole ridurci, si affronta una grande crisi personale.Ho trovato molto interessante il contributo della semiologa Sabina Cedri, presente in «Vite di madri», che approfondisce –  appunto  – i temi come Ruoli, Stereotipi, Individualità, Consapevolezza e Scelta personale.Com’è nata l’idea di inserire questa parte nel tuo volume? Faceva già parte del progetto iniziale o anche questa è stata un work in progress?
  • Emma Fenu – Ho molta stima di Sabina Cedri, come professionista e come donna. Quando ho concluso la stesura del libro mi è venuto spontaneo pensare ad un’appendice che spiegasse in termini semiotici e statistici, attraverso uno studio dei media, alcune fra le ragioni che stanno alla base dell’esistenza di un modello femminile stereotipato e mortificante che si rivolge in modo peculiare alle madri.
  • Loriana Lucciarini (Scintille d’Anima) – Emma, tu sei una fucina di idee e fai mille cose. Puoi parlarci dei tuoi progetti a breve e a lunga scadenza? Nei hai qualcuno legato a «Vite di Madri?»
  • Emma Fenu – In “Vite di Madri” non ho incluso la mia storia, pur essendo io presente in ogni vicenda narrata, come un caleidoscopio. Sono passati quattro anni dal giorno in cui scrissi l’incipit. Oggi sono pronta a raccontarmi in un memoir.
  • Loriana Lucciarini (Scintille d’Anima) – Progetti futuri? Vuoi parlarcene?
  • Emma Fenu – Tanti progetti, Loriana! Mi nutro e mi sazio di sogni e progetti! A breve sarà edita una mia raccolta di filastrocche per bambini, in collaborazione con due psicologhe, che, rivolgendosi ai bambini dai due ai cinque anni, narra il concepimento naturale, la fecondazione assistita, omologa e etereologa, e l’adozione. Per l’inizio dell’anno prossimo pubblicherò una revisione più fruibile ai non addetti ai lavori e con parti ampliate del mio primo saggio su Maria Maddalena… e, infine, ho appena concluso la stesura di un terzo romanzo di cui, per ora, ignoro il destino: io gli ho dato vita, ora devo lasciarlo andare per le strade del mondo.

Per concludere questo incontro, voglio leggervi uno stralcio di uno dei racconti, che per me è il più rappresentativo. L’ho scelto perché rappresenta la Donna-Fenice, la donna che è specchio anche di me. Quella che non molla, che si rialza anche se devastata, quella che trova dentro sé quella potenza vitale capace di darle nuova luce negli occhi, nonostante tutto. Rispecchia il mio modo di essere. La mia filosofia di vita. La mia profonda convinzione che noi donne siamo esseri speciali, davvero, perché racchiudiamo l’energia del mondo e che siamo capaci di creare legami e sinergie…


Lo incontrai, aveva un anno più di me e frequentava il mio stesso liceo. Questa volta la mia quête esistenziale sembrava non avermi condotta sull’orlo della morte.

Avevo trovato la luce che stavo cercando, l’altra metà della mela di platonica memoria, l’amore predestinato, la gioia e lo stupore, la spensieratezza e la sicurezza. Lui era solare, allegro, sicuro di sé, forse anche troppo, brillante, simpatico… e anche bello, con due occhi neri e profondi. Ed era, soprattutto, felice, sempre e comunque.

Conobbi anche i suoi genitori, che, allora, non chiamavo ancora per nome.

Trascorsero quattro anni.

Domenica 27 giugno trascorsi una domenica spensierata con lui, in gita sulla sua moto.

Lunedì 28 giugno non riuscimmo, purtroppo, a incontrarci.

Martedì 29 giugno. Martedì 29 giugno 1993.

Ho ancora, tatuata nelle carni della mia memoria, la curva del suo sorriso e il candore dei suoi denti, mentre si gira per salutarmi.

Lui cammina, si volta, mi guarda con quel suo sguardo complice e mi fa l’occhiolino.

Mercoledì 30 giugno.

Non ricordo con certezza l’ora del nostro appuntamento a casa mia, ma cominciava a essere tardi. Lui era estremamente puntuale.

I cellulari allora non esistevano, dovetti chiamare i suoi genitori. Rispose sua madre, simulò calma e mi rassicurò, ma, non appena agganciato, senza avvisarmi, si infilò in auto, per raggiungermi.

Io tenevo ancora la cornetta stretta nella mano, entrambe pesi senza vita, quando percepii, in lontananza, il rumore di un elicottero.

Fu allora che capii. Alla guida della mia Panda mi diressi verso casa del mio amore, non sapendo che la madre, dalla parte opposta, percorreva la medesima strada. Da quel momento le nostre vite si legarono indissolubilmente, un filo invisibile che passa da quel punto di incontro, quello della statale tra Correggio e Carpi.

Arrivai sulla strada dell’incidente e feci la fila dietro alle altre auto.

Non ricordo quanto rimasi ferma nel traffico… forse un’eternità.

Vidi anche l’elicottero, il cui ruotare delle pale in volo avevo sentito da casa mia, e scrutai il volto del pilota, seduto nei pressi, con il mento appoggiato alle mani. Riuscii a fare la deviazione, passai di fianco a un camion, vidi la moto, feci l’inversione e mi fermai vicino a un’ambulanza. Chiesi chi era rimasto ferito e, ottenuta risposta, dissi con un filo di voce, ancora aggrappandomi all’illusione che non si trattasse di lui: «Penso che sia il mio ragazzo.»

Ripresi l’auto in direzione del Pronto Soccorso, lo stesso in cui mi prestarono le cure successive all’incidente che ebbi anni prima.

Dopo pochi minuti entrarono i suoi genitori: ci abbracciammo e finalmente scesero le lacrime. Aspettammo notizie, seduti su una panca verde menta.

Infiniti Minuti. Forse dieci, forse meno.

«L’impatto è stato forte e il ragazzo non ce l’ha fatta. Purtroppo è DECEDUTO.»

Fu come un vortice, una caduta in picchiata, l’aria che manca, la testa che gira, il mondo che crolla, il petto in frantumi e un “no” urlato e reiterato che esce dalla mia bocca e da quella di sua madre.

Uno scherzo del destino, di nuovo lì, stavolta senza ferite che si possano ricucire: queste avrebbero continuato a sanguinare, per sempre. Mi avvinghiai, come una bambina abbracciata al suo oggetto transazionale, a sua madre, una donna a cui, fino a qualche ora prima, avevo dato del Lei.

Qualche giorno dopo mi recai presso un consultorio, animata dalla stupida speranza di essere incinta di lui, cosa impossibile dato che assumevo un anticoncezionale. Fu straziante replicare alla domanda dell’infermiera sul perché avessi deciso di smettere la pillola: «Il mio fidanzato è morto mercoledì.» Mi sentivo vuota, troppo vuota, avrei voluto colmare l’abisso del mio dolore con un feto da crescere nella pancia, nella memoria di lui.

Sono trascorsi molti anni, da allora.

Chi vi scrive è una donna adulta, moglie di un marito meraviglioso e mamma di due bambini desiderati con ardore, che sono l’esito, vincente, di anni di lotte contro un’infertilità definita sine causa.

Ho un naso molto asimmetrico, con un ossicino che spunta e un altro incastrato all’interno e una cicatrice, vicino a una narice, che sembra un piercing.

I miei figli hanno una terza nonna, io una seconda madre. Non ho reciso il filo che mi ha legata a quella donna nell’immane dolore e sul quale, come acrobati, abbiamo camminato, incuranti del pericolo, verso la promessa di una porzione di felicità.

[tratto da «Vite di Madri, storie di ordinarie anormalità» – storia n. 6:  l’Amore ai tempi del colera]


Bene, spero che questo incontro sia stato interessante e pieno di spunti di riflessione per voi, car* followers. Tanti gli argomenti trattati, spero abbiate apprezzato le risposte sincere della nostra ospite e la sensibilità con cui abbiamo trattato temi impegnativi e delicati.

Ringrazio Emma per essere stata con noi e vi invito a seguire le prossime iniziative del Salotto Letterario di Scintille d’Anima, che saranno organizzate in futuro. Un abbraccio grande a tutt* e a presto! ❤ 🙂

Loriana Lucciarini

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[ospiti] – Giulia Mastrantoni, un folletto dai colori arcobaleno

Un folletto dai colori arcobaleno: il positive thinking di Giulia Mastrantoni e i suoi piccoli gesti che cambiano il mondo

 

Giulia Mastrantoni è un’ottimista: una fiaccola luminosa che diventa faro positivo capace di attirare belle emozioni.

Esile e scattante, un sorriso che esplode nel viso minuto e solare, sembra un piccolo folletto pieno di energia: impegnata in mille attività, dall’energia inesauribile, sparge i colori dell’arcobaleno a ogni passo.

Giulia è una persona straordinaria.

Del positive thinking ne ha fatto una missione, nella scrittura, nei suoi romanzi e nel progetto Tell, Storie che cambiano il mondo, dove propone storie di esempi positivi, narrandoci incontri con tante persone luminose che nella quotidianità della vita sanno donare un sorriso, un piccolo gesto gentile, un’attenzione che non è per niente scontata e mai banale. Insomma: è nelle piccole cose che si genera il cambiamento.

Autrice, blogger, laureata in inglese e francese, viaggiatrice sempre con la valigia in mano. Giulia Mastrantoni scrive sul webmagazine de Gli Scrittori della porta accanto e collabora con testate web sparse in varie parti del mondo. Ha condotto per Radio Big World la trasmissione Radio Book, con letture, stralci di libri e interviste (qui i podcast). Giulia è curiosa, ha uno sguardo attento alla società e ai rapporti umani. Accanita lettrice, sperimenta la condivisione culturale e il bookcrossing (più o meno con successo, come puntualmente racconta nella sua pagina Tell). Istrionica ama cimentarsi in nuove avventure. È autrice di “Misteri di una notte d’estate” (Ed. Montag), “Veronica è mia” (Panesi edizioni sulla tematica della violenza psicologica e sessuale), “One little girl – from Italy to Canada” (self, ebook). Di prossima uscita un nuovo volume, che racchiude la sua stessa essenza, pieno di colore e sfumature di vita.

Per scoprire di più su di lei: pagina facebook e profilo su Gli scrittori della porta accanto.

Oggi Giulia è mia ospite, per due chiacchiere davanti a una tazza di tè. Per tenerla ferma l’ho dovuta legare, ma sono certa che è felice di essere qui :-D… (eheheheheh)

 

Loriana (Scintille) – Ciao Giulia, parlaci un po’ di te…

Giulia Mastrantoni – Cari lettori, Loriana mi ha descritta con parole meravigliose, che non sono certa di meritare ma che mi fanno sorridere il cuore. Grazie.

Sono nata nel Lazio, ma il Friuli mi ha adottata quando avevo 18 anni. Lì ho studiato Lingue e Cinema, avvicinandomi al giornalismo e all’editoria. Durante gli anni della laurea specialistica, ho vissuto in Inghilterra, in Canada, in Germania e in Australia, concentrandomi sulla comunicazione e sullo storytelling. Successivamente mi sono specializzata in Web Marketing e Social Media con master e corsi specifici, cercando sempre di restare nell’ambito dell’editoria e tenendo attive varie collaborazioni con blog e giornali. Tra pochi giorni traslocherò di nuovo a Melbourne, dove inizierò un dottorato in scrittura creativa focalizzato sulla violenza di genere.

Loriana (Scintille) – Le tue esperienze in giro per il mondo, quanto hanno contribuito a trasformarti in quello che sei?

Giulia Mastrantoni – Credo che i viaggi abbiano modificato le mie aspirazioni e fortificato i miei ideali, più che cambiare chi sono. Sono nata a Frosinone, che pur facendo del suo meglio per offrire opzioni ai cittadini, è comunque una città a cui mancano molte cose. Per me, Udine è stato un cambiamento notevole, che mi ha mostrato quanto possa essere stimolante l’arte: ho avuto la fortuna di venire coinvolta in un inserto per studenti del Messaggero Veneto e questo mi ha cambiato la vita. Scrivere mi piaceva, così come mi piaceva l’arte, ma non avevo mai pensato che si trattasse di obiettivi realizzabili. Il Friuli mi ha insegnato che i sogni, se ti impegni e sei abbastanza incosciente da buttarti nella mischia, possono concretizzarsi.

Tutti gli altri viaggi sono stati una naturale conseguenza di questa scoperta, un po’ perché avevo imparato a “provarci” e un po’ perché non potevo più fare a meno di chiedermi che cosa esistesse in altri posti: se a Udine esisteva la scrittura come stile di vita, che cosa poteva mai celarsi nel resto del mondo? Ho scoperto, nel senso vero e profondo del termine, i social media solamente a Melbourne. Nello stesso modo, ho imparato che cos’è la letteratura erotica e cosa vuol dire “femminismo” solo vivendo in Québec. Buffo, no? La “novità” è uno stimolo di cui, dopo un po’, non si riesce più a fare a meno.

Loriana (Scintille) – Leggere per te è fondamentale, quanto ti accresce e ti arricchisce?

Giulia Mastrantoni – Ho iniziato a leggere da piccola e a volte maledico quel giorno: sarei così sensibile, se non avessi mai cominciato a leggere? Essere ipersensibili è una gran bella sfida, in questo mondo. So per certo che esistono persone esattamente come me, che piangono davanti alla bellezza e che a volte faticano a fare le cose più banali perché sopraffatti dalle emozioni, ma so altrettanto chiaramente che non si tratta della maggioranza: siamo una minoranza e ci sono momenti nei quali non abbiamo vita facile. Mi chiedo spesso quanto leggere abbia acutizzato questa mia sensibilità e se sarei comunque la persona che sono oggi, se non avessi mai aperto un libro. In momenti come questi mi chiedo sempre se sia “giusto” leggere o se possa risultare dannoso per alcuni tipi di personalità. La risposta è facile: il fulcro del problema non è se leggere è “giusto” o meno, ma la diffusione della lettura. Se leggessimo tutti, senza nessuna eccezione, tutti avremmo almeno un po’ di quella sensibilità che è così difficile da capire per chi non la possiede. Vivremmo tutti più a contatto con quel lato emotivo dell’essere umano che in troppi casi viene messo a tacere. Cresceremmo tutti insieme, costruendo legami più profondi l’uno con l’altra.

Loriana (Scintille) – Mille progetti e mille attività… ci si perde a starti dietro! Ora che combini?

Giulia Mastrantoni – Tra pochi giorni tornerò a Melbourne. Inizierò un dottorato di ricerca in scrittura creativa, focalizzato sulla violenza di genere. Sarà una ricerca molto pratica, che coinvolgerà molte interviste e che spero di poter svolgere al meglio. Ci saranno molti ostacoli di ordine etico, ma spero di potervene parlare più avanti.

Loriana (Scintille) – Ti seguo con interesse nella pagina Tell, storie che cambiano il mondo. Puoi spiegarci come nasce questo progetto e cosa ha realizzato finora? Come è il rapporto con i lettori e quali input ti sta dando?

Giulia MastrantoniTell è nato da una considerazione semplice: c’è bisogno di uno spazio dove scambiarsi storie positive che diano speranza, perché abbiamo tutti bisogno di sapere che il cambiamento positivo sta avvenendo nel mondo concretamente, sempre più forte. Periodicamente si regalano libri usati, che provengono per lo più dalla mia libreria. Alcuni follower della pagina, però, si sono offerti di aiutarmi nella raccolta di libri, di spedirmene di loro e di contribuire all’iniziativa, quindi le cose stanno diventando più grandi. A volte ricevo dei messaggi davvero belli, di cui alcuni commoventi. Si sta creando una vera comunità, che promuove la voglia di vivere e la sensibilità.

Loriana (Scintille) – Sta per uscire il tuo ultimo volume, ce ne parli? Di cosa si tratta? Come lo hai ideato? Qual è il filo conduttore rispetto alle tue precedenti opere letterarie?

Giulia Mastrantoni – Stanno per uscire un sacco di cose! Sta per essere ripubblicato “La forma del sole” nella collana de Gli Scrittori della Porta Accanto, un libro molto positivo. Sta per uscire con Genesis Publishing una riedizione di “One Little Girl” in inglese. E a novembre uscirà il seguito di “Veronica è mia” con Panesi Edizioni. Quest’ultimo è un lavoro a cui tengo molto e che spero arrivi alle persone che hanno vissuto qualcosa di simile.

A livello di classici, invece, uscirà con La Bottega dei Traduttori una mia traduzione di un romanzo di Susan Coolidge. Inoltre, Panesi Edizioni ha appena pubblicato il primo volume di una serie di traduzioni della May Alcott: il quarto volume è stato tradotto da me e da Annarita Tranfici, una persona splendida, e sarà presentato al festival Libri in Baia a ottobre.

Loriana (Scintille) – Se volessimo continuare a seguirti, tra un blog e l’altro, tra un paese e l’altro, tra un’attività e l’altra, dove ti troviamo?

Giulia Mastrantoni – Il mio profilo personale è su Facebook, Twitter, Instagram e Goodreads. Poi c’è il profilo Facebook della pagina Tell. I vari blog su cui mi troverete sono Oubliette magazine con una rubrica dedicata al mio progetto di dottorato, Gli Scrittori della Porta Accanto per recensioni e editoriali, SugarPulp per recensioni di thriller e saltuariamente Sconfinare e Berlino Magazine. Chiunque avesse voglia di scrivermi è il benvenuto! Grazie di cuore per queste meravigliose domande.

Il tempo a nostra disposizione si è concluso. Ringrazio Giulia per essere stata qui con noi e spero che un po’ della sua polvere fatata di folletto vi si sia attaccata addosso, per rendere speciale e più colorata la vostra giornata 🙂

 

Carissim* followers vi ringrazio per essere stati qui con noi oggi, continuate a seguire i prossimi appuntamenti del Salotto di Scintille d’Anima, altri personaggi e altre novità seguiranno…

Un abbraccio e alla prossima!

Loriana Lucciarini

 

[progetti] – Solidarietà e Cultura: Autore in bicicletta | 1200 km di mobilità slow per raccogliere fondi per i bambini delle popolazioni colpite dal terremoto nel 2016. Gino Marchitelli ci racconta il progetto

Car* followers voglio farvi conoscere un progetto che è una figata! 😀

Un progetto un po’ folle che vede l’autore che l’ha ideato, Gino Marchitelli (noto autore di gialli e noir, pubblicati con Fratelli Frilli editori), coinvolto in prima persona in un tour da Milano a Carovigno in sella alla bici, pedalando e macinando chilometri, con l’intento di raccogliere fondi per un progetto indirizzato ai bambini colpiti dal sisma del 2016. Un’impresa ardua che trovo giusto sostenere!

Da San Giuliano Milanese a Carovigno, circa 1200km in bicicletta con 9 tappe di incontri e presentazioni di un libro illustrato per bambini per sensibilizzare e raccogliere fondi da destinare a laboratori artistici di aiuto ai bambini terremotati di Visso (MC) e Amandola (FM) gestiti dagli insegnanti specializzati dell’associazione Mus-e Italia Onlus – www.mus-e.it)

[MUS-E (MUSIQUE EUROPE) è un progetto multiculturale europeo dedicato ai bambini che si propone di contrastare, attraverso esperienze artistiche, l’emarginazione e il disagio sociale nelle scuole dell’infanzia e primarie pubbliche].

Guardate un po’ qui! ↓↓

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Per non dire inesattezze, vi riporto qui il testo scritto direttamente da lui, per completezza di informazione.

GINO MARCHITELLI scrive:

Mi chiamo Gino Marchitelli e sono un autore di romanzi Noir, ma anche di libri per bambini come quello oggetto di questo progetto, mi piace viaggiare in bicicletta e ricercare nella mobilità “slow” una modalità di rapporto con il territorio e con il “viaggio” a dimensione umana. Un modo di muoversi che vede nel camminare, nel passeggiare e nello spostamento in bicicletta una possibilità di “ritornare” ad assaporare gli ambienti che ci circondano lontano dallo stress e dalla frenesia caotica dell’utilizzo dei mezzi a motore, inquinanti e nemici della possibilità di vivere appieno il “ritmo” del salutare turismo slow.

L’Italia è un Paese che andrebbe vissuto anche e soprattutto attraverso forme di turismo dolce e lento dove ogni viaggiatore possa godersi le enormi potenzialità e bellezze che ci circondano, sia culturali che artistiche e naturali, e che fanno della nostra nazione una rarità nel mondo intero.

Insieme all’Associazione Culturale IL PICCHIO di San Giuliano Milanese, di Carlo Pagliacci di Zefiro Edizioni, di alcune sezioni A.N.P.I., di scrittori del genere Noir che conosco e verso cui nutro stima profonda, di persone che lavorano e promuovono l’utilizzo della bicicletta come la FIAB, la Ciclo-officina di Pescara e Bicipolitana, alcuni rappresentanti della CGIL, e di donne e uomini socialmente sensibili e impegnati anche politicamente ho deciso di mettermi in gioco per lanciare un piccolo, ma significativo progetto, di solidarietà attiva per gli alunni delle scuole di Visso e Amandola, comuni duramente colpiti dal sisma nel centro Italia del 2016.

L’idea mi è venuta nel momento in cui mi sono ritrovato a dover girare l’Italia per presentare il libro illustrato per bambini “Ben, Tondo e gatto Peppone”, ho pensato che forse, utilizzando anche le conoscenze e le relazioni costruite in anni di incontri, dibattiti e presentazioni dei miei libri, avrei potuto trasformare in quest’estate 2017, il mio dover girare per presentare il libro in un progetto virtuoso collettivo e solidale per provare a sensibilizzare un po’ di persone a ri-attenzionare tutti noi sul dramma vissuto dai terremotati. Ho già organizzato e partecipato a diverse operazioni di sostegno a chi è stato colpito dal sisma attraverso attività di aiuto sia economico che in beni di prima necessità alle brigate di solidarietà attiva che operano in quei territori e al comune di Gagliole (MC).

Le popolazioni colpite nel 2016, come quelle colpite dai precedenti terremoti e dalle varie catastrofi naturali [ma poi proprio così “naturali?] hanno bisogno continuo e per lungo periodo di sostegno, certo economico, ma soprattutto di “attenzione” ai loro bisogni, alle loro storie di uomini, donne, vecchi e bambini che hanno spesso perso tutto e che percepiscono di fronte a sé percorsi quasi insormontabili. Eppure sono persone come noi che si rimboccano le maniche e si rimettono al lavoro per “ricostruire” materialmente e per ridare speranza, spesso abbandonati dalle Istituzioni e dai poteri che si dimenticano troppo in fretta dei drammi della gente comune.

E’ evidente che un modesto elettricista e modesto scrittore qual io sono, non abbia la possibilità di “modificare” lo status delle condizioni di vita di chi ha subito quel disastro, ma ritengo – così come migliaia di altri nostri connazionali – contribuire ATTIVAMENTE a costruire piccoli percorsi e progetti che possano dare concretamente una mano.

In questo caso ho incontrato l’Associazione Mus-e Italia Onlus che realizza progetti importanti per contrastare l’emarginazione e il disagio sociale nelle scuole attraverso le arti, e sicuramente il terremoto è un fatto che comporta grave stress, disagio ed emarginazione. Essendo anche musicista ritengo che il poter realizzare laboratori di aiuto ai bambini – in questo caso di Visso e Amandola perché abbiamo contatti con autorità e insegnanti del posto – possa rappresentare un piccolo ma significativo contributo di intervento solidale presso di loro.

Da qui l’idea di percorrere l’Italia, la dorsale Adriatica, in bicicletta e portare il libro e le canzoni tratte da esso in incontri e presentazioni finalizzati alla raccolta fondi da destinare ai due laboratori Mus-e. Più fondi si

raccoglieranno più lunghi ed efficaci potranno essere i progetti. Nel corso degli incontri altre associazioni culturali, librerie, singoli e singole sensibilizzati, ciclisti e amanti della mobilità slow, persone che si adoperano per aiutare i terremotati potranno ascoltare e portare il loro contributo. Ovviamente ci sarà un’auto di supporto al percorso condotta da Antonio Impiombato dell’A.C. Il Picchio che trasporterà i libri, l’acqua, la chitarra, e tutto il necessario al viaggio e farà da protezione nelle strade a traffico misto.

IL CROWDFUNDING

Le adesioni potranno essere realizzate con due distinte linee di finanziamento: la prima è un crowdfunding che sarà in linea per 90 giorni da Agosto [orientativamente dal 18.8 – 17.11] a Novembre compreso, qui si potranno versare delle quote libere e anche a fronte di ricompense che saranno poi inviate sia al sottoscrittore che con consegna di copie del libro ai bambini delle scuole di Visso e Amandola. Ogni quota sarà composta da una parte che coprirà le spese minime relative alle ricompense, spese ecc. e una quota pulita che andrà a finanziare i laboratori Mus-e. La piattaforma crowdfunding che verrà utilizzata è www.becrwody.com [Parma] che ha già portato a conclusione efficacemente molti progetti di musicisti, autori, pittori e cantanti conosciuti e non. E’ una piattaforma di raccolta fondi a completa garanzia dell’utente che sostiene il progetto, che controlla che tutta l’operazione sia regolare e versa i fondi solo DOPO l’effettivo raggiungimento dell’obbiettivo del progetto. E’ tutto verificabile pubblicamente.

Il progetto verrà pubblicizzato sui vari portali social, radio popolare, giornali locali, FB ecc..

La seconda linea di finanziamento sarà il versamento sul conto corrente dell’associazione culturale IL PICCHIO di fondi che serviranno a coprire le spese vive del viaggio da Milano a Brindisi [pernottamenti, vitto, alloggio, carburante dell’auto al seguito, pezzi di ricambio bici ecc.], la caratteristica del secondo finanziamento è che TUTTI i fondi che rimarranno grazie alla riduzione di spese dovute all’ospitalità organizzata dalle amministrazioni, dalle associazioni, dai singoli, dalle librerie, ANPI, PRC ecc, lungo il percorso verranno poi versati nel progetto e nel crowdfunding.

Quindi più ospitalità riceveremo più fondi rimarranno.

Per fornire un esempio versando la quota di 50,00€ nel crowdfunding si riceverà una copia del libro a casa, due copie verranno consegnate ai bambini di Visso e Amandola e 25,00€ andranno al progetto laboratori Mus-e e via dicendo [tutti i particolari delle varie distribuzioni delle quote saranno dettagliati all’atto della presentazione del crowdfunding].

Molte sono già le realtà che sensibilizzate stanno aderendo al progetto anche in forma di sponsorizzazione, il Centro Commerciale Le Cupole e il Carrefour di San Giuliano Milanese, le Officine Wort di Imola, l’ANPI di Atessa (CH), la Ciclo-Officina di Pescara, Bicipolitana che seguirà giornalmente con interviste e un blog il percorso, Radio Popolare di Milano che ci intervisterà quotidianamente, i giornali IL GIORNO, IL CITTADINO, LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO, le associazioni Bici & Solidarietà, Liberi di… e Il Kantiere Sociale Peppino Impastato di Carovigno, l’amministrazione comunale di Grottammare e molte altre realtà che stanno aderendo all’appello.

IL GIORNO 17 Giugno 2017

LE TAPPE SARANNO INDICATIVAMENTE LE SEGUENTI [alcune sono ancora in fase di definizione in termini di luogo ed ente organizzatore]:

18 Agosto ore 11.00, conferenza stampa e incontro con i giornalisti presso Centro Commerciale Le Cupole di San Giuliano Milanese

19 Agosto partenza da San Giuliano con arrivo previsto provincia di Parma per pernottamento

20 Agosto da Parma a Cavezzo (MO) con ospitalità e cena divulgazione evento e raccolta fondi

21 Agosto da Cavezzo a Imola con ospitalità e cena per evento e raccolta fondi, Officine Wort [Luca Occhi]

22 Agosto da Imola a Cesenatico presentazione del libro e musica in una libreria, raccolta fondi e ospitalità

23 Agosto da Cesenatico a Rimini [conferenza stampa nel centro commerciale Le Befane], ripartenza per Pesaro, pernottamento

24 Agosto da Pesaro a Chiaravalle (AN) presentazione del libro e raccolta fondi e ospitalità circoli

25 Agosto da Chiaravalle/Senigallia a Grottammare, incontro con sindaco, cena e raccolta fondi, ospitalità

26 Agosto Fermo nell’ambito del Festival Filo-Fest presentazione del libro e canzoni e incontro con le autorità di Visso e Amandola.

27 Agosto da Fermo a San Benedetto del Tronto incontro divulgativo, presentazione e raccolta fondi,

28 Agosto ospitalità presso festa PRC di Pagliare di Spinetoli per divulgazione e raccolta fondi, ospitalità

29 Agosto da San Benedetto del Tronto a Pescara, incontro, festa, divulgazione con presentazione e raccolta fondi, ospitalità Ciclo-Officina

30 Agosto da Pescara a Vasto, incontro in libreria, presentazione, raccolta fondi, organizza ANPI Atessa

31 Agosto da Vasto a zona Foggia, viaggio arrivo a San Giovanni Rotondo (FG) [o altra località nei dintorni in definizione] con, ospitalità PRC

1 Settembre ospitalità a San Giovanni Rotondo (FG)

2 Settembre da San Giovanni Rotondo a Molfetta (BA), incontro, presentazione, raccolta fondi

3 Settembre da Molfetta arrivo a Carovigno, conclusione percorso

4 Settembre conferenza stampa serale in piazza, incontro con le associazioni, autorità, con rappresentanti di Mus-e Onlus Italia e dell’Associazione Culturale IL PICCHIO che verranno a presenziare e portare i saluti con l’editore Carlo Pagliacci per la Vento di Zefiro Edizioni.

OBBIETTIVO: obbiettivo raccolta globale lorda di 6.000,00€ / pari a netti circa 4.000,00€

Associazione Culturale Il Picchio e Gino Marchitelli, San Giuliano Mil.se 20.06.2017

 

[ospiti] – Cristiano Pedrini e il suo mondo di storie

Buongiorno car* followers! 😀

Vi voglio far conoscere uno scrittore italiano emergente.

Ha scritto un sacco di storie trattando tematiche LGBT, con sensibilità e attenzione;  dimostra una curiosità per il mondo letterario e una disponibilità a collaborare con i colleghi che mi ha stupito: parlo di Cristiano Pedrini.

Cristiano ha una sua pagina facebook aperta anche ad altri autori, dove pubblicizza il lavoro di altri. Non è cosa comune, anzi è rara perché è sempre più difficile trovare persone disposte a collaborare, supportare, far conoscere altri autori e autrici. Sempre più spesso ormai è una rincorsa a una vetrina singola; solo ed esclusivamente per se stessi. E invece… Cristiano mi ha ospitata, parlando delle mie pubblicazioni ai suoi lettori e ho voluto ricambiare.

Quando gli ho chiesto di inviarmi la sua biografia e illustrarmi i suoi lavori non pensavo mi inviasse così tanto materiale! Ha tanti titoli all’attivo, pur essendo giovane e pubblicando da pochi anni! 😀

Vi ho incuriosito? Ok, seguitemi…

Ecco a voi Cristiano Pedrini…

Lui si presenta a voi in questo modo:


Classe 1972, lavoro dal 1998 in una biblioteca della provincia di Bergamo. Autore emergente dal 2014, dopo aver collaborato alla realizzazione di numerose iniziative culturali nel territorio dove risiedo ho lasciato che la passione della scrittura, che mi accompagna fin dall’adolescenza si riprendesse il suo spazio naturale dopo una lunga pausa, di oltre venti anni, si è ripresa il suo spazio naturale e nell’estate del 2014 ho ripreso questo bellissimo viaggio alla scoperta di me. Sono autore di Klein Blue (Aletheia Editore), Le regole di Hibiki (Fdbooks), Opportunity, Rhapsody, Infinity e Madras.


Le sue storie? Eccole qui!

 

La teoria del pettirosso

Ross è il direttore del Byron, un grande biblioteca che dirige e vive con amore e passione. Le sue giornate scorrono tranquille almeno sino a quando Nathan, un giovane senzatetto dall’oscuro passato, non viene sorpreso rubare all’interno del locale e quindi condotto da lui per l’increscioso evento. Dal momento in cui Ross conosce Nathan, però, ne rimane come folgorato e secondo la teoria del pettirosso, sente quasi il bisogno di aiutarlo e prendersi cura di lui sin dal primo istante.

I due, così diversi e sempre più vicini, attraverso situazioni di pericolo e d’amore, si troveranno a prendersi cura delle loro vite e differenze, mentre un segreto terribile incombe sulla vita del giovane ragazzo.

Ross non si scoraggerà mai e lotterà per lui con tutte le sue forze, ma potrà l’amore salvare dai pregiudizi e dal passato, regalando infine un nuovo inizio?  Acquistalo qui

 

Opportunity, Rhapdosy e Infinity

Questa trilogia presenta due personaggi…

Rey e Julian appartengono a due mondi diversi: il primo è un venticinquenne squattrinato e il secondo un Conte, un capriccioso e ricchissimo diciassettenne che ancora non conosce la vita e l’amore. I due ragazzi non potrebbero essere più diversi eppure, quando s’incontrano, Rey insegna qualcosa a Julian, qualcosa che poi si cementa e diventa profondo.

In una lotta contro forze esterne e interne, i due ragazzi impareranno ad accettare quello che sono e provano, resistendo alle minacce di un mondo crudele che sfrutta le debolezze per colpire e che desidera tutte le ricchezze altrui per andare avanti. In un susseguirsi di scene romantiche, intense e avventurose.

Perché c’è sempre un’opportunità per tutti, nella vita, anche per l’amore, anche per la diversità e persino per capire e accettare chi siamo, condividendo esperienze e cuore.

Infinity – acquistalo qui   

Rapsody – acquistalo qui

Opportunity – acquistalo qui


Madras

Jasper Lytton è il nipote del governatore della regione di Madras, una delle perle più preziose e redditizie dell’Impero britannico,  una terra lontana, meta finale del lungo viaggio che egli ha intrapreso.

Lawrence è uno schiavo che grazie al volere del giovane inglese sarà di nuovo libero dopo essere stato la merce in un’asta molto particolare. Ma a che prezzo il giovane indiano baratterà la sua libertà?

Da quel momento tutto cambierà per entrambi: l’amore li condurrà verso quello che oltre a essere un viaggio tra la maestosità del mare e l’esotica e incredibile natura di quelle terre, lo è anche tra l’incredibile grandezza del cuore umano, trascinandoli in balia di infinite emozioni e pericoli. Acquistalo qui

 

“Le regole di Hibiki”

“Toccami, fai quello che vuoi… mi disse al nostro primo incontro, ma non credere di poterti innamorare di me… ed evita di perdere tempo a farmi stupidi regalini; io non sono un animaletto da compagnia”.

Hibiki è un diciottenne londinese che da quando ha perso la madre, si occupa del fratellino Owen che ha dodici anni e una grave malattia. Per questo motivo Hibiki vende se stesso mettendosi alla mercé di Gregory, un uomo che è attirato dalla sua mente e il suo carattere piccato e che gli fornisce il sostentamento in cambio di un po’ di passione. Tutto cambia, però, quando Owen lo costringe a cambiare lavoro e conoscerà Chris, uno dei più importanti avvocati e uomini di Londra, che sarà da subito attirato dalla poliedrica, forte e sfrontata personalità del ragazzino.

Peccato che da quell’incontro che presti diverrà qualcosa di diverso, le sicurezze di tutti verranno minare. Così tra avventure, sentimenti, emozioni e pericoli, Hibiki e Chris lotteranno per il loro amore, fatto di emozioni e passione, rischiando ogni cosa per aver salvo il cuore.

Ma il loro giovane amore potrà resistere tra i segreti e quel vortice di eventi che li travolgeranno? Acquistalo qui

 

 “Buon Natale Hibiki”

Per Hibiki Cole quello che sta per vivere è il suo primo Natale sereno. Dopo essersi lasciato alle spalle una vita difficile ed aver trovato lavoro allo studio legale di Chris Page, egli desidera con tutto se stesso che quei giorni di festa siano per lui e per le persone a cui vuole bene uno spartiacque tra passato e futuro.

Ma i ricordi si alterneranno a nuovi ed insoliti incontri che faranno riemergere il suo modo di essere e di affrontare la vita. Acquistalo qui

 

 

“Klein Blue”

Nord dell’Inghilterra… Una piccola isola, in mezzo ad un lago… Un vecchio albergo diroccato che ricorda i fasti della Belle Époque… Un ragazzo che desidera apparire come un semplice turista, con passato che cerca di tenere ben nascosto… Un inguaribile Casanova che non si avvede di una donna che lo vorrebbe solo per sé… Benvenuti nella contea di Northumberland!

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