[Letti per Voi] | L’amore impetuoso arriva quando meno te l’aspetti: «Cuori controvento» di Flumeri&Giacometti

Buonpomeriggio, carissim*

Volete una lettura capace di strapparvi qualche ora ai problemi del quotidiano?

Eccola qui: «Cuori controvento» di Flumeri&Giacometti, due scrittrici che sanno plasmare emozioni con la penna. Vi divertirete e emozionerete, lo so…


  • Titolo: «Cuori controvento»
  • Autore: Elisabetta Flumeri e Gabriella Giacometti
  • Editore: Emma Books
  • Anno: 2018
  • Pagine: 97 pp.
  • Formato: ebook
  • Prezzo: 2.99 euro
  • Link per l’acquisto

Un tragico e improvviso evento costringe Adele, pubblicitaria di successo, a lasciare Milano, dove vive con il suo fidanzato, e a tornare a casa sul lago di Bracciano. Qui scopre che suo padre ha deciso di vendere il loro circolo velico, il suo luogo del cuore, a una società che vuole trasformarlo nella spiaggia di un resort di lusso. Solo Adele può salvarlo e riportarlo agli antichi splendori. Dovrà però scontrarsi con due imprenditori ostinati e senza scrupoli, Giselle e Marco, che non hanno nessuna intenzione di lasciarsi scappare il piccolo club in disuso. E non solo. A metterla in difficoltà ci saranno anche un ex fidanzato determinato a riconquistarla, un misterioso e affascinante istruttore di vela e una devastante tromba d’aria.


LA MIA RECENSIONE

La premiata ditta Flumeri&Giacometti non delude mai e con «Cuori controvento» ci offre un romance intrigante, capace di emozionare, ma su situazioni verosimili, che profumano di realtà.

Una lettura consigliatissima a chi vuole godersi ore spensierate fra le pagine per l’intensità della protagonista, indomita e fiera, per l’ambientazione speciale sul lago di Bracciano, per le vicende che cattureranno immediatamente la vostra attenzione.

Adele, la protagonista, è molto vicina a molte di noi, si scopre forte nella sua fragilità ed è facile immedesimarsi in lei. 

Marco invece è un uomo affascinante, capace di sedurre, dall’indole sincera, malgrado tutto.

Una morte improvvisa e dolorosa, vicende familiari complicate, una gestione economica fallimentare, un vecchio sogno che torna a prendere forma, la paura di non facela, un’antipatia fra donne che si trasforma in solidarietà, tradimento e insidie, trappole da cui non farsi imprigionare, carattere e passione; c’è tutto: in un mix ben congeniato che saprà conquistarvi!

Una storia di rinnovamento e di riscoperta delle radici, quelle vere.

Una storia di coraggio: coraggio di cambiare, coraggio di osare.

Loriana Lucciarini

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[Letti per Voi] | Multisfaccettato caleidoscopio di donne | «Storie complicate di donne normali» di Franco Feliciani

Ciao followers 😀

Nuova recensione fresca fresca! Curiosi? leggete qui! #lettura #lettori #lettipervoi #recensione #leggere #francoFeliciani #leMezzelane #racconti

«Storie complicate di donne normali»


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  • Titolo: «Storie complicate di donne normali”
  • Autore: Franco Feliciani
  • Editore: Le Mezzelane
  • Anno: 2018
  • Pagine: 88 pp.
  • Formato: cartaceo e ebook
  • Prezzo: 3.49 euro (ebook) – 8.42 euro (cartaceo)
  • Link per l’acquisto

Ho scritto questa raccolta di racconti quale omaggio alla donna. Tutte quelle che hanno fatto parte della mia vita mi hanno insegnato qualcosa e devo loro gratitudine, iniziando da mia madre, che mi ha generato e mi manca, passando per l’unica mia sorella, donna incrollabile di fronte ai durissimi eventi che hanno scosso la sua esistenza, per giungere a quella più importante, mia moglie, che da molti anni condivide la sua vita con me mostrandomi empatia e coraggio. Sono grato anche a quelle con le quali ho vissuto momenti di affetto giovanile e tenerezza, le tante amiche, le colleghe di lavoro o le semplici conoscenti, tutte loro mi hanno dato modo di scoprire cose nuove e sorprendenti del mondo interiore della donna. Ho imparato a conoscerle, a non meravigliarmi per la loro forza e pienezza di risorse nel districarsi nelle difficoltà di ogni giorno, a vedere la dignità con cui affrontano il dolore, la sofferenza e la tristezza. Ho imparato ad ammirarne la genialità e le capacità che nell’uomo non risiedono. Chi leggerà queste storie troverà situazioni di vita comuni, anche se spesso intrecciate a eventi negativi e circostanze sfavorevoli. Le protagoniste sono sempre donne normali, uguali alle nostre amiche o vicine di casa, persone normali che affrontano la vita in modo straordinario.


La mia recensione

C’è un multisfaccettato caleidoscopio di donne nei racconti di Franco Feliciani.

Storie di donne e di universi nei quali perdersi. 

Otto personaggi, otto percorsi di vita raccontati con sguardo attento e sensibile dall’Autore.

Esistenze accuratamente descritte con profondità e precisione per ore di piacevole lettura dove immergersi in questo caleidoscopio di vite rende partecipi i lettori, spingendoli a sostenere ed emozionarsi alle vicende.

Franco Feliciani non calca la mano, non abusa di sentimentalismo o tentativi di sorprendere, racconta invece in modo equilibrato e senza retorica la vasta umanità che compone questo libro e lo fa con profondo rispetto e attenzione. Ne esce fuori un volume intenso e piacevole, un viaggio fatto di realismo dipinto con colori intensi, appassionati.

Lettura consigliata!

Loriana Lucciarini

[Letti per Voi] – La precarietà della vita in un romanzo | «Primule fuori stagione» di Luciana Pennino

Buon venerdì, carissim* e ben ritrovat*! 😀

Siamo arrivati in prossimità del fine settimana, che avete in programma di fare? Da me le previsioni del tempo danno pioggia, pertanto ne approfitterò per tapparmim in casa a leggere. (che programmino niente male, 😛 )

Voi?

Se avete appena chiuso le pagine di un libro e volete un consiglio per scegliere una nuova avventura di carta e inchiostro seguitemi, vi parlerò di un romanzo che unisce attualità, umorismo, osservazione sagace del mondo fuori e temi importanti. La vena ironica stempera l’angoscia del presente e vi strapperà più di un sorriso.

Curiosi? XD… È PRIMULE FUORI STAGIONE, di Luciana Pennino.


  • Titolo: «PRIMULE FUORI STAGIONE»
  • Autore: LUCIANA PENNINO
  • Editore: IUPPITER EDIZIONI
  • Anno: 2017
  • Formato: CARTACEO
  • Pagine: 164 pp.
  • Prezzo: 10.20 euro
  • Link acquisto

Il lettore rivive la storia di una donna che deve misurarsi con la vita e la sua imprevedibilità. In un mondo che ha reso la precarietà strutturale, la perdita del lavoro coincide con un limbo dove si smarrisce la propria collocazione sociale e personale. Così per la protagonista il tempo corre all’indietro a recuperare una lacerazione profonda nella quale l’esistenza sembra bloccarsi, ma nel contempo uno slancio vitale la trascina avanti ad assumere buio e luce: un binomio indissolubile. È l’ironia meditativa l’humus dove primule ostinatamente inaspettate possono nascere.


La mia recensione

I delicati temi della precarietà della vita, della mancanza di un futuro, del lavoro e del senso di improduttività che deriva dalla sua perdita grazie alla vena ironica di Luciana Pennino vengono trattati con il giusto equilibrio e una leggerezza che non ne stempera la gravità, ma ne rende godibile la lettura.

La storia? Dopo un inizio brillante, una carriera in ascesa in quel di Milano, la rottura burrascosa di un amore che sembrava dovesse durare tutta la vita, la nostra protagonista (che è poi l’io narrante della storia) si trasferisce a Napoli, sua città d’origine, per ricominciare. E lo fa in una piccola agenzia creativa che le offre stabilità e sicurezza. Vive così gli anni successivi fino a quando la solita routine viene spezzata dalla perdita del posto di lavoro.

A questo punto la donna, alle soglie dei cinquanta, si trova disoccupata, in una realtà lavorativa e professionale totalmente mutata rispetto al passato. Il lavoro non c’è, non si trova, le offerte serie scarseggiano e gli annunci di offerte di lavoro sono sibillini e lasciano presagire un nulla che è quasi definibile come sfruttamento.

Luciana Pennino descrive bene l’angoscia di chi vive la situazione precaria, l’insicurezza del domani, la spasmodica attesa di una risposta, le aspettative puntualmente disattese, la frustrazione di non trovare una soluzione perché qualsiasi cosa si faccia tutto rimane uguale. L’empasse è di quelle che toglie fiato, futuro e progetti; in cui ci si muove in una realtà che decide per lei, togliendotle individualità, entusiasmo, voglia di fare.

Il romanzo è narrato in prima persona come flusso di pensiero e la protagonista non ha nome, viene quindi facile identificarsi nelle sue vicende. Vicende di una donna con indole di sagace osservatrice del mondo esterno, capace di fare ritratti divertenti e ironici dei tanti personaggi che incrocia. La stessa ironia le è alleata quando dovrà affrontare il duro periodo di inattività lavorativa, i problemi per arrivare a fine mese, la ricerca infruttuosa di un nuovo impiego. Di carattere determinato e forte, pur se soggetta a ovvie fasi di scoramento, il personaggio femminile di questo romanzo ci offre un viaggio in un’esistenza fatta di alti e bassi, condita da incontri e situazioni che sarebbero paradossali se paradossalmente non risultassero fin troppo reali.

Lei infatti, troppo qualificata per lavori che permetterebbero di sbarcare il lunario e fin troppo adulta per rientrare tra i candidati a ricoprire ruoli di figure professionali rampanti e in ascesa, è incapace di accettare condizioni che farebbero impallidire anche i paesi del terzo mondo ma, al contempo, sarebbe in realtà disposta a tutto pur di avere nuovamente uno stipendio a fine mese. Nei colloqui che affronta e nelle selezioni che supera ci sfila davanti una carrellata di situazioni, personaggi e descrizioni che raccontano purtroppo l’Italia attuale, dove il futuro è davvero incerto e le offerte troppo poche per permettersi una scelta.

«Ma sperare non vuol dire attendere inerti eventi felici, che semmai non si produrranno mai.

Sperare è essere convinti di possedere determinazione e strumenti per riuscire a cambiare le condizioni infelici.

Dovrei rimpinzarmi di nuovo di sogni e di speranze, senza alcuna paura di ingrassare, e così riuscirei a vivere con più leggerezza e a sviluppare più difese immunitarie.»

Eppure, anche se all’inizio si deprime parecchio (e chi non sarebbe nella sua stessa situazione emotiva nel ritrovarsi senza un lavoro?) col tempo, ritrova energie, entusiasmo, progettualità.

Insomma, dal tunnel nero della depressione di inattività, dei conti che non tornano a fine mese, dell’incapacità di riuscire a dimostrare il proprio valore e nel trovare una nuova opportunità, si può uscire. O almeno, lei ce la fa e raggiunge un nuovo futuro. Una luce nuova sulla propria vita. Una vita che però, nel frattempo, è passata al setaccio della lente dell’analisi critica, alla ricerca di errori e scelte sbagliate.

Noi, da lettori, ci affianchiamo a lei a questo viaggio forse nel momento più difficile, accompagnandola fino all’epilogo finale con un sentimento di grande empatia.

Un piccolo appunto lo faccio ai vari refusi e alcune scelte di editing che ritengo discutibili ma su cui si può soprassedere. Tranquilli: la gradevolezza del testo e le divertenti descrizioni dell’Autrice vi coinvolgeranno a tal punto da arrivare presto all’ultima pagina e vi regaleranno ore di piacevole lettura.

Loriana Lucciarini

[Letti per Voi] | Racconti horror nati dalla penna di Roberto Bonfanti: «Il primo a tornare fu il cane»

Carissimi, benritrovati… 🙂

La recensione di oggi è per parlarvi del nuovo lavoro di Roberto Bonfanti, un autore che molti di voi già conoscono e di cui vi ho già parlato in passato qui su Scintille.

Approccio cinematografico, ritmo serrato, ottimo equilibrio tra narrazione e introspezione… insomma: lui è già una garanzia. Vediamo nel dettaglio il suo ultimo titolo, «Il primo a tornare fu il cane»


  • Titolo: «Il primo a tornare fu il cane»
  • Autore: Roberto Bonfanti
  • Editore: self published
  • Anno: 2017
  • Pagine: 96 pp.
  • Formato: ebook e cartaceo
  • Prezzo: 0.99 ebook (ora in promozione a 0 euro) – 5.99 cartaceo
  • Link per l’acquisto

“Era in quei momenti solitari, nei quali tentavo disperatamente di aggrapparmi alle certezze, ai dati di fatto, che la mia razionalità era messa a dura prova.” Cinque racconti, non sto neanche a dire di cosa parlano, si fa prima a leggerli. Nota: Al fine di garantire la massima qualità dei miei libri/ebook aggiornerò le edizioni online, anche sulla base delle segnalazioni di eventuali refusi da parte dei lettori.


La mia recensione

Roberto Bonfanti è un autore che conosco e che mi ha affascinato per talento e capacità narrativa: sa scrivere e sa farlo con tecnica e attenzione.

Di lui avevo già letto il primo romanzo «La vita è dura nei dettagli» (2013, recensito qui) e il secondo titolo «Cose che si rompono» (2014 – recensito qui), entrambi letteralmente divorati, perché Bonfanti scrive cinematografico: ha un ritmo serrato e usa immagini, flash di piccoli particolari, fotogrammi di esistenza per descrivere scene e portare avanti le sue storie.

In questa estate 2018 fra le mie letture c’era proprio il suo ultimo lavoro una raccolta di racconti a base horror in cui si mescola il thriller e l’approfondimento psicologico.

«Il primo a tornare fu il cane» è un volume che si legge velocemente, sia per l’abilità narrativa che ti fa procedere spedito passo passo, sia per i cambi di scenario resi possibili dai racconti brevi. Le storie mi sono piaciute tutte e i colpi di scena mi hanno coinvolta e sorpresa. Il mio preferito resta proprio il racconto più lungo, che dà il titolo alla raccolta Il primo a tornare fu il cane perché secondo me combina perfettamente approfondimento psicologico, suspance, colpi di scena e quel pizzico di sana tensione che non guasta mai.

Il genere horror di per sé è spesso abusato, infatti troppo spesso si leggono storie dove mancano elementi di novità, dove la sorpresa viene ingenuamente anticipata, rovinando il crescendo emotivo e dimostrando tecniche narrative poco accurate; dove è più il sangue che scorre a fiumi piuttosto che la tensione psicologica. Ecco, in questo volume non c’è nulla di tutto ciò: vi garantisco che «Il primo a tornare fu il cane» è un’ottima lettura, allieterà le vostre serate di inizio autunno dandovi brividi quando spegnerete la luce spenta e i rumori del mondo di fuori verranno a stuzzicare la vostra fantasia, attraverso la finestra ancora aperta… 😛

Ennesima dimostrazione di capacità e talento. Consigliato!

Loriana Lucciarini