[ospiti] – 3 | Maricla Pannocchia: con “Le cose che ancora non sai” scavo nel cuore e nella forza di ogni giovane per non permettere che nessuno affronti il cancro da solo

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ga-pannocchiaBuonpomeriggio followers! 😀 ❤

Come annunciato oggi è con noi Maricla Pannocchia, autrice de “Le cose che ancora non sai”edizioni Astro – che proprio nella giornata odierna è disponibile in tutti gli store e librerie.

Maricla ha raccontato una storia impegnativa, che tratta temi delicati. E lo ha fatto con sensibilità e attenzione. Il romanzo si rivolge a un pubblico Young Adult e si prefigge lo scopo di essere un punto di forza, rispetto alle vicende dolorose e complesse di chi lotta contro il cancro [qui la presentazione del volume].

In occasione dell’uscita ufficiale del romanzo (presentato in anteprima solo al salone del libro di Firenze), ho il piacere di ospitare nel Salotto letterario di Scintille l’autrice per la GIORNATA AUTORE #AllDay!

Così ecco che oltre alla segnalazione uscita (a questo link) il Salotto si prepara a ospitare l’Autrice per parlare con lei dei temi che animano la storia del suo romanzo. Temi certamente non facili, che affronteremo con lei con la necessaria delicatezza e attenzione.

Spero partecipiate a questo incontro numerosi e che la sommergiate di domande!

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Il Salotto è già in grande spolvero per l’occasione, ci sono i soliti virtualdolcetti e virtualbevande dei quali potete servirvi a vostro piacimento. Prendete posto, che a breve iniziamo… Pronti? 😉

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Loriana Lucciarini – Ciao Maricla, benvenuta. Presentati al pubblico…

Maricla Pannocchia – Ciao Loriana e ciao a tutti i lettori e le lettrici! Prima di tutto, grazie mille per ospitarmi sul tuo blog! Mi chiamo Maricla Pannocchia, ho 32 anni e abito in un paesino in provincia di Livorno, in Toscana. Amo scrivere sin da quando ero bambina, mi permette di estraniarmi dalla realtà e al tempo stesso di parlare dei temi che mi stanno a cuore. Adoro il mare e i viaggi. Sono fondatrice e Presidente dell’Associazione di volontariato Adolescenti e cancro, che ho fondato proprio dopo aver scritto la prima versione del romanzo “Le cose che ancora non sai”, ma ve ne parlerò meglio dopo perché Loriana mi ha già anticipato alcune domande al riguardo.

Loriana Lucciarini – Allora, raccontaci un po’ del libro. Qual è stato il motivo che ti ha spinto ad affrontare un tema così complesso e delicato? Perché lo hai voluto scrivere?

Maricla Pannocchia – Io dico sempre che è stato un segno del destino. Non ho deciso di scrivere questa storia. Stavo navigando su Internet e mi sono imbattuta nella foto di due ragazze adolescenti e ho sentito il bisogno di raccontare la storia di amicizia fra due adolescenti, di cui una malata di leucemia. Lo ripeto, credo sia stato un segno del destino per indirizzarmi nel giusto percorso (aprire l’Associazione di volontariato Adolescenti e cancro, che mi ha completamente cambiato la vita) perché vedendo quella foto avrei potuto scrivere di altre centinaia di storie con due protagoniste adolescenti ma no, ho avuto l’idea per quella. Ammetto che all’inizio ero scettica, ogni volta che scrivo un romanzo mi documento riguardo all’argomento trattato e quindi mi sono chiesta se sarei riuscita ad arrivare alla fine, consapevole che per rendere verosimile la storia avrei dovuto leggere tante storie di giovani malati di tumore, vedere tanti loro video e temevo che non ce l’avrei fatta a passare tutto quel tempo a sentir parlare di dolore, tumore e morte, specialmente riguardo a persone così giovani. Ma come mi ero sbagliata! Ovviamente nelle storie che ho letto e nei video che ho visto si parla anche di tutti questi aspetti, com’è normale che sia, ma sono rimasta a bocca aperta di fronte al coraggio, alla resilienza e all’amore per la vita di questi ragazzi. Sono stata “risucchiata in questo vortice”; come continuo a ripetere penso proprio che siano stati mossi dei fili per guidarmi nella direzione giusta, quindi non mi prendo alcun merito, non ho preso nessuna decisione all’inizio, se non quella basilare di non mollare, di finire il romanzo. Non pensavo neanche alla pubblicazione, i personaggi erano vivi dentro di me e dovevano raccontare la loro storia. Ed io ero il mezzo per farlo.

Loriana Lucciarini – Quali sono le vicende narrate e i contenuti della storia? Cosa volevi trasmettere ai lettori?

Maricla Pannocchia – Il romanzo è raccontato a due voci da entrambe le protagoniste. All’inizio si può pensare che la leucemia di Coleen sia la protagonista indiscussa della storia, ma non è così. Il romanzo mette i sentimenti al centro. L’amicizia che nasce fra le due protagoniste, ma anche i rapporti all’interno delle famiglie, con i compagni di classe, con i ragazzi. Posso dire che il romanzo è quasi una sorta di diario tenuto da entrambe le ragazze in cui vengono annotati i piccoli e grandi avvenimenti quotidiani. E’ un viaggio introspettivo dentro le due protagoniste, ma anche dentro alle anime di tutti i personaggi secondari. Attraverso il romanzo vorrei avvicinare i lettori, specialmente i giovani, al tema dei ragazzi malati di cancro. Spesso la parola “tumore” è ancora un tabù nella nostra società e, anche se negli ultimi anni le cose sono migliorate, tanti ragazzi non hanno occasione di pensare ai loro coetanei malati o di sentir parlare di diagnosi precoce. Spero che le protagoniste del romanzo prendano per mano i lettori, guidandoli nelle loro storie personali, e li aiutino a rendersi conto del potenziale che hanno e di quanto  siamo fortunati ad aver aperto gli occhi stamattina.

Loriana Lucciarini – Qual è il messaggio che lascia “Le cose che ancora non sai”?

Maricla Pannocchia – Ricollegandomi alla fine della risposta precedente, credo che il messaggio principale sia il valore della vita. C’e’ una frase che ho letto spesso e che mi piace molto: “Abbiamo due vite, la seconda comincia quando ci rendiamo conto di averne solo una”. A Coleen succede proprio così. Prima è un’adolescente come tante, le sue preoccupazioni più grandi sono se riuscirà a conquistare il ragazzo che le piace, sparlare dei compagni con le amiche e impegnarsi per prendere bei voti a disegno, di cui è appassionata. Da un giorno all’altro si ritrova in un letto d’ospedale. Le dicono che ha il cancro. A sedici anni. Coleen impiega un po’ di tempo ad assimilare la notizia, ad accettare il tutto ma poi, pian piano, si rende conto di tante cose cui prima non pensava affatto. Quella che ripete più spesso è il tempo e il suo valore. Coleen comincia a notare un altro tipo di tempo, non quello prodotto dalla mente umana a suon di sveglie e orologi, ma una sorta di tempo universale. E il suo valore? Prima, quando stava bene e aveva “tutto il tempo del mondo”, neanche ci faceva caso. Spesso si lamentava perché si annoiava, buttava via tempo a guardare la televisione o navigare su Internet; come dice lei stessa, non faceva niente di utile per gli altri e per se stessa. Coleen capisce tutto ciò eppure questa sua consapevolezza è limitata dalla malattia e dagli effetti collaterali. E si chiede: come mai la gente che sta bene e che ha tempo, non sa come usarlo davvero? Come mai spesso non capisce che dono prezioso ci è stato fatto? Corriamo, corriamo… ma per andare dove? Ogni giorno ci vengono concessi 86.400 secondi. Sta a noi scegliere come investirli, decidere se lasciare che ci scivolino addosso o se usarli in maniera consapevole. Come dice Coleen, non dobbiamo necessariamente fare grandi cose. Le protagoniste imparano anche a non aver paura della morte. Scoprono che il segreto sta in come vivi il tempo che ti è stato concesso, che sia poco o che sia tanto. Ovviamente sono “lezioni” che costano lacrime, domande e rabbia, ma io stessa vivo con questa filosofia, adesso. Tutti moriremo, un giorno. Allora tanto vale vivere appieno ogni singolo momento e lasciare qualcosa del nostro passaggio.

Loriana Lucciarini – Parlaci delle due protagoniste: Allyson e Coleen. Come diventano amiche? Qual è la scintilla che le fa avvicinare? In cosa si differenziano e in cosa, invece, si completano?

Maricla Pannocchia – Coleen e Allyson hanno sedici anni e vivono a Glasgow con le rispettive famiglie. Frequentano la stessa classe ma si sono rivolte la parola solo due o tre volte in tutto l’anno scolastico perché sono molto diverse di carattere e all’inizio del romanzo non sembrano avere alcun punto in comune. Coleen è una tipina vivace, sicura di sé, flirta con il ragazzo più popolare della scuola e ha diverse amiche con le quali va alle feste più “in” anche se, sotto sotto, si scopre un lato di lei più sensibile. Allyson è sognatrice, un po’ timida e insicura, e ha un’unica amica, Sheona. L’avvicinamento avviene quando a Coleen viene diagnosticata una leucemia. Gli studenti che partecipano a qualche progetto sociale (come dare una mano alla mensa dei senzatetto) possono vedere i loro voti finali leggermente aumentati, così Allyson si offre per andare  a portare i compiti a Coleen in ospedale. In realtà non sa perché lo sta facendo, quella dei punteggi extra è una scusante. Pian piano, mentre conosciamo meglio Allyson, ne intuiamo le motivazioni. Con il tempo, Coleen e Allyson si avvicinano e scoprono di avere bisogno l’una dell’altra. Diventano intime, raccontandosi problemi personali, parlando di ragazzi e dei progetti per il futuro. Coleen non sa più se avrà un futuro, e incoraggia Allyson a prendere in mano il suo. Coleen soffrirà molto dell’allontanamento di quelle che credeva essere le sue vere amiche, e la presenza di Allyson sarà importantissima perché lei possa confidarsi come non può fare con i genitori o con i medici. Allyson dapprima si sente spaventata dall’ospedale, dalla testa calva di Coleen, anche per il semplice fatto che la cosa non sembra avere alcun senso, ma poi si rende conto che, se è vero che Coleen ha bisogno di lei per confidarsi, passare il tempo e svagarsi, è anche vero il contrario. Allyson si nutre del coraggio e della linfa vitale di Coleen.

Loriana Lucciarini – Senza spoilerare: il destino cosa ha in serbo per entrambe? Qual è la prova da affrontare e il segreto che ognuna scoprirà rispetto alla propria esistenza?

Maricla Pannocchia – La leucemia di Coleen gioca sicuramente un ruolo molto importante e potremmo dire che è la prova da affrontare, l’ostacolo che mette a soqquadro non solo la vita di Coleen ma anche quelle di tutte le persone che le vogliono bene. Entrambe le ragazze crescono molto durante il romanzo, sia a causa della malattia di Coleen e di tutto quello che porta  con sé, sia per via di sentimenti e avvenimenti nuovi. Credo che entrambe le ragazze scoprano la propria forza, quella che non credevano neanche di avere. Coleen la deve scoprire quando riceve la diagnosi e comincia le terapie. Come dice spesso nel romanzo, deve essere forte per forza, non ha alternative. Nonostante abbia diversi momenti “no”, Coleen cerca di affrontare la malattia con il sorriso sulle labbra e continuando a fare quello che le piace, nei limiti del possibile, ovviamente. Allyson rimane a bocca aperta di fronte alla forza e alla tenacia della sua amica, anche quando le cose si mettono davvero male. E si nutre di questa forza, scoprendo la propria. Pian piano crede nuovamente nel suo sogno di diventare scrittrice, comincia a farsi valere con i genitori che l’hanno sempre tenuta in una sorta di campana di vetro, e a lei sembrava andare bene così. Entrambe le ragazze imparano che hanno una vita da vivere, e che ogni giorno è prezioso. E come dice Coleen non sono solo frasi fatte o meglio, se le leggi e le dimentichi, possono diventarlo. Ma se le applichi, allora potrai vivere una vita ricca di significato e degna di essere vissuta.

Loriana Lucciarini – Qual è stato per te l’aspetto più complesso, durante la scrittura del romanzo? Lo scoglio che sembrava proprio insormontabile?

Maricla Pannocchia – A parte quello cui accennavo prima, quando ho avuto l’idea del romanzo ma poi mi sono chiesta se sarei riuscita a portarlo a termine dovendo far riferimento a storie vere, non ho avuto altri veri scogli da superare. Ho scritto la prima versione del romanzo nel 2014 e non me la sentivo di raccontare la parte di Coleen in prima persona. Non sono mai stata malata e allora non conoscevo nessun ragazzo che avesse o avesse avuto il cancro. La mia preoccupazione più grande, con questo romanzo, è sempre stata quella di portare rispetto alle persone che hanno o hanno avuto il cancro e ai loro cari. Quindi, ho scritto l’intera storia dal punto di vista di Allyson, e vedevamo Coleen attraverso i suoi occhi. Quando sono entrata in contatto con i primi ragazzi iscritti alla mia Associazione di volontariato Adolescenti e cancro, e cominciando a “entrare sempre più dentro” a questo mondo e a capire e apprendere quali sono le difficoltà dei giovani che affrontano questo percorso, che cosa provano, che cosa passa loro per la testa, ho deciso di riscrivere il romanzo alternando i capitoli di modo che ognuna delle due protagoniste potesse raccontare la vicenda in prima persona. Direi che questo è stato lo scoglio più grosso, anche se non l’ho mai trovato insormontabile.

Loriana Lucciarini – Come ti sei documentata sulle situazioni che descrivi nella storia?

Maricla Pannocchia – Ho svolto delle ricerche su Internet riguardo alla leucemia mieloide acuta e al trapianto di midollo osseo. Alcuni dei ragazzi supportati dalla mia Associazione hanno letto il romanzo, oppure ho chiesto loro chiarimenti su alcuni passaggi. Come sottolinea sempre la mia editor, questo non è un testo di medicina, ma un romanzo di narrativa. Probabilmente un medico noterebbe degli errori o passaggi che, dal punto di vista medico, non hanno molto senso. Io però so di aver fatto del mio meglio e penso che la situazione medica di Coleen possa essere verosimile. Per quanto riguarda l’aspetto emotivo e psicologico, ho preso ispirazione dalle storie di diversi ragazzi che hanno o hanno avuto il cancro e ci ho aggiunto una buona dose di empatia. Se io avessi sedici anni e da un giorno all’altro mi dicessero che ho la leucemia, che cosa farei? Credo che questa domanda mi abbia guidata nel dar voce a Coleen.

Loriana Lucciarini – Hai aperto un’Associazione di volontariato legata a queste problematiche, ne ho già accennato nella presentazione del tuo romanzo, ma vorrei che ce ne parlassi in modo più approfondito tu…

Maricla Pannocchia – Certo! Come ho accennato, durante la stesura della prima edizione del romanzo, sono rimasta a bocca aperta davanti al coraggio e all’amore per la vita di questi ragazzi. Mi dicevo: “Certo che avrebbero di che lamentarsi”, invece mi sono imbattuta in tante storie – tante vite – in cui le difficoltà non mancano, e anche i momenti “no”, ma si riesce sempre a guardare avanti e a trovare un motivo per sorridere e ho sentito dentro di me il bisogno di fare qualcosa per questi ragazzi. Non avendo nessuna competenza medica, sapevo di dovermi muovere in un altro ambito, e così ho deciso di lanciare un sito Internet dal nome Adolescenti e cancro attraverso il quale i ragazzi italiani avrebbero potuto mettersi in contatto con altri ragazzi in situazioni simili. Durante l’estate mi misi in contatto con una ragazza inglese che stava finendo le cure per un tumore alle ossa e mi feci dare dei consigli sul tipo di supporto sociale che aveva ricevuto lei nel suo Paese (dove ci sono diverse Associazioni che, in vario modo, supportano esclusivamente gli adolescenti e i giovani adulti) e poi sono entrata in contatto con Alessio, il primo dei ragazzi italiani a unirsi all’Associazione. A settembre ho lanciato il sito. Quando l’ho fatto è stato un po’ come con la stesura del romanzo, non mi sono fatta tante domande, ho abbracciato questa nuova avventura e non dico che sia sempre stato facile. I primi mesi sono stati quelli più difficili ma adesso le cose vanno molto bene. I ragazzi si sono iscritti principalmente grazie al passaparola. Offriamo diverse attività di cui vi parlerò meglio fra due domande. Comunque, penso che sia estremamente importante permettere ai ragazzi in cura ma anche a quelli che hanno finito le terapie di vivere diverse esperienze che li aiutino a sentirsi giovani e vivi a dispetto della malattia, e meno isolati, perché tutte queste esperienze le vivono con altri ragazzi in situazioni simili.

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Loriana Lucciarini – Hai realizzato anche un altro volume, dal titolo “Attimi di noi” che raccoglie le storie vere di quattordici dei ragazzi supportati dall’Associazione che raccontano la loro esperienza con la malattia. Certamente un ottimo modo per sensibilizzare, ma anche per avvicinare a questi temi. C’è dell’altro?

Maricla Pannocchia – In termini di scrittura su questa tematica al momento no, non  c’e’ dell’altro.  L’anno scorso, proprio in occasione della Giornata Mondiale contro il Cancro Infantile che cade ogni anno a febbraio, ho deciso di far uscire questa raccolta digitale contenente appunto le storie di quattordici dei nostri ragazzi. Ho deciso di renderla gratuita perché la gente magari comincia a leggere visto che scaricare il pdf non costa niente, e spero che poi continui. L’obiettivo è proprio quello che hai scritto tu, sensibilizzare le persone e avvicinare a questi temi. Come dico sempre, penso che il modo migliore per farlo sia direttamente attraverso le voci dei ragazzi che ci stanno passando o ci sono passati. Naturalmente, a un anno di distanza dall’uscita della raccolta quelle storie sono “vecchie”, ma sono comunque da leggere per chi vuole farsi un’idea di che cosa voglia dire davvero ricevere una diagnosi di cancro durante l’adolescenza.

Loriana Lucciarini – Come interagite come Associazione? Cosa proponete? In cosa consiste il vostro contributo? Come vi possiamo aiutare? Quali sono le esperienze che vi portate dietro?

Maricla Pannocchia – Quante domande! Allora, la nostra Associazione offre supporto online attraverso due gruppi chiusi, uno su Facebook e uno su whatsapp, tramite i quali i ragazzi possono entrare in contatto con altri giovani in situazioni simili da tutta Italia. Offriamo poi varie gite, specialmente qui in Toscana: nel 2016 abbiamo organizzato 4 gite a bordo barca. La principale è la Summer Holiday, ovvero la vacanza estiva. In inverno abbiamo realizzato il Winter Break a Firenze, ovvero un fine-settimana nel capoluogo toscano addobbato a festa per Natale. Partecipiamo a eventi di sensibilizzazione come convegni o conferenze. Per due anni consecutivi abbiamo partecipato alla conferenza Find your sense of tumour, in Inghilterra, organizzata dal Teenage Cancer Trust (Associazione inglese no-profit leader nella cura degli adolescenti con tumore), questo è un altro dei miei appuntamenti preferiti perché ci ritroviamo davvero in un altro mondo e siamo l’unica Associazione italiana a partecipare. Organizziamo giornate di svago nelle zone in cui abitano gruppetti di ragazzi come andare a vedere musical famosi in teatro o ancora partecipare a giornate di beauty e massaggi con professioniste dell’estetica oncologica. Per me è molto importante anche dare voce ai ragazzi. Per questo, i ragazzi che lo desiderano possono raccontare la propria storia in forma scritta e tutte le storie vengono pubblicate sul nostro sito Internet e condivise sulla nostra pagina Facebook. A ottobre abbiamo lanciato anche il Teens Video Project, attraverso il quale i ragazzi che lo desiderano possono raccontarsi creativamente utilizzando il linguaggio dei video. Tutti i nostri video da dicembre vengono incorporati nella piattaforma britannica JTV Cancer Support, che ospita da oltre dieci anni video di ragazzi dal Regno Unito e dall’Australia che hanno o hanno avuto il cancro. E ci siamo anche noi dall’Italia. Se avete voglia di farci un salto e vedere i video di alcuni dei nostri ragazzi, vi lascio il link:

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https://jtvcancersupport.com/region/italy/

Personalmente credo di essere all’inizio del mio viaggio, per questo accolgo a braccia aperte tutte le possibilità di confronto che mi si presentano. Lavorare con persone che si muovono in quest’ ambito da più anni di me o in contesti differenti, può sempre stimolare nuove idee e nuove collaborazioni. Con il tempo vorrei organizzare anche eventi di sensibilizzazione sul territorio, intanto quest’anno il 15 febbraio si terra’ “Livorno unita per i giovani” un evento organizzato dalla mia Associazione in collaborazione con l’Associazione livornese Ippogrifo e che vedra’ il coinvolgimento di altre Associazioni del settore della zona quali AVIS, AIDO, AIL e ADMO nonche’ la testimonianza di uno dei nostri ragazzi e il lancio simbolico dei palloncini, in concomitanza con le altre Associazioni amiche o federate FIAGOP.

Come aiutarci? Be’, la prima risposta è quella più ovvia, tramite donazioni, anche piccole. A volte le persone possono non rendersi conto dei costi coinvolti nell’offrire i servizi ai ragazzi. Cerco di collaborare con realtà disposte ad aiutarci gratuitamente ma non è sempre possibile. Tutte le iniziative sono gratuite per i ragazzi, che generalmente si pagano comunque le spese di viaggio. Al momento stiamo raccogliendo fondi principalmente per la Summer Holiday 2017, la vacanza estiva gratuita che quest’anno si terrà dal 21 al 24 agosto inclusi, a Livorno, e sara’ aperta a 9 ragazzi/e provenienti da varie zone d’Italia. Tutti possono contribuire, anche 2 o 5 Euro fanno la differenza. Come dico spesso, ogni giorno spendiamo soldi per sciocchezze, per una o due volte, rinunciamo e doniamo a questi ragazzi la possibilità di divertirsi, confrontarsi e sentirsi giovani a dispetto della malattia!

Qui il link alla campagna di raccolta fondi: https://www.produzionidalbasso.com/project/vacanza-estiva-per-ragazzi-con-il-cancro/

E’ possibile donare anche tramite il c/c postal Intestato a: Associazione di volontariato Adolescenti e cancro c/c postale numero 001033768654 IBAN: IT 84 N 07601 13900 001033768654

Per info o domande potete scrivere all’indirizzo e-mail: adolescentiecancro@yahoo.it

Infine, è possibile dare una mano come volontari: per le iniziative con i ragazzi cerchiamo volontari della zona (Livorno e provincia) ma se ti piacerebbe dare una  mano con la raccolta fondi (esempio: coinvolgendo le aziende, i mercatini ecc della tua zona o anche amici, parenti, colleghi e conoscenti) contattaci pure!

In qualunque modo tu decida di aiutarci grazie di cuore!

Loriana Lucciarini – C’è qualcosa che ancora non sappiamo e che dovremmo sapere su chi si trova ad affrontare la sua battaglia personale contro il cancro?

Maricla Pannocchia – Dato il riferimento al titolo del romanzo, ci tengo a specificare che ho scelto questo titolo perché per me rappresenta le cose che ancora non sappiamo e che l’esperienza di Coleen può insegnarci. Come dico sempre, le persone che non hanno vissuto il cancro sulla loro pelle non possono capire appieno, si possono sforzare, quelle più dotate di empatia sicuramente possono mettersi meglio nei panni di chi ha vissuto o sta vivendo il percorso di malattia però io non dico mai ai ragazzi supportati dalla mia Associazione “ti capisco” perché non è vero. Immagino. Cerco di capire. Provo delle emozioni al riguardo. Ma non mi sono mai seduta su una poltrona d’ospedale a lasciare che m’iniettassero del veleno in corpo (solo per fare un esempio) quindi no, non capisco. Detto questo, posso dire che la gente generalmente pensa che una volta finite le terapie un ragazzo torni alla normalità con un semplice schiocco di dita ma nella maggior parte dei casi non è così. A parte che un ragazzo può avere effetti collaterali a breve o lungo termine causati dalla malattia e/o dalle terapie, un’esperienza del genere ti cambia per sempre e in molti hanno difficoltà a reintegrarsi nella società e a riprendere la vita di tutti i giorni. Dedichiamo un pensiero anche a chi e’ in remissione. Non significa necessariamente che tutte le sue difficoltà siano svanite nel niente.

Loriana Lucciarini – Quando un tumore colpisce un adolescente è ancora più difficile e doloroso prepararsi per la battaglia, sia per l’adolescente stesso – che si affaccia alla vita e sa già che avrà un destino segnato da lotte e dolore – sia per i genitori e per chi gli sta vicino. Tutti, comprensibilmente, a fatica arginano il terrore e a stento riescono a trovare la speranza per reagire e prepararsi a lottare. Non lasciarli soli, dar loro un supporto psicologico è importantissimo e trovo che l’attività della tua Associazione sia davvero da far conoscere e supportare. Tu, grazie alla tua esperienza, cosa ti senti di dirci su questo? Come riuscite a entrare in contatto empatico con le persone per dar loro coraggio, forza e, soprattutto, speranza?

Maricla Pannocchia – Prima di tutto, grazie per le tue parole. Hai pienamente ragione, spesso dimentichiamo che a soffrire e a dover affrontare difficoltà non è solo il ragazzo che riceve la diagnosi ma anche tutti coloro che gli vogliono bene a cominciare dalla famiglia per passare agli amici, al partner e alla comunità in generale. Gli adolescenti si trovano in una fase della vita di per sé delicata e difficile e una diagnosi di cancro mette in pausa la loro quotidianità. Li costringe a pensare alla propria mortalità, magari per la prima volta. E’ importante che i ragazzi mantengano una parvenza di normalità nella loro vita e quindi, secondo me, i programmi di supporto fra coetanei e attività che permettono loro distrarsi, divertirsi ma anche di imparare qualcosa di nuovo, sono importantissimi. Partecipando a quasi tutte le iniziative organizzate dalla mia Associazione, ho visto con i miei occhi l’importanza del supporto fra coetanei e d’iniziative che aiutano i ragazzi a ricordare che sono prima di tutto delle persone con i propri talenti, interessi, le passioni ecc e il cancro non li definisce. Mi reputo una persona empatica, come ho accennato prima, e credo che questo mi aiuti a rapportarmi con i ragazzi. Credo che il “segreto” però sia un altro: quando ho i ragazzi davanti non penso mai a loro come a dei malati di cancro. Sono dei giovani, e solo secondariamente sono dei malati di cancro. Questo mi permette di parlare e scherzare con loro come se fossero sani, d’incoraggiarli, di chiacchierare di cose di poco conto o anche dei piani per il loro futuro. Naturalmente dentro di me so che hanno passato o stanno ancora passando difficoltà che non posso neanche immaginare e i momenti più difficili sono quando i ragazzi raccontano le loro storie che naturalmente sono molto toccanti dal punto di vista emotivo. Pur cercando di essere incoraggiante, non voglio vendere loro storielle o indorare la pillola. Penso che il classico “andrà tutto bene” a volte non serva proprio a niente, a quest’età i ragazzi sono grandi e sono maturati in fretta, a volte non vogliono storielle, ma hanno solo bisogno di una persona amica di cui fidarsi, con la quale potersi sfogare. E sì, come hai accennato tu, è importantissimo rimanere vicini a una persona che soffre di qualunque grave malattia, a qualunque età. Non importa fare grandi gesti, l’amore e la presenza costante possono valere moltissimo.

Loriana Lucciarini – Grazie, Maricla, per essere stata qui con noi oggi. Mi ha fatto piacere ospitarti e scoprire le tante attività che svolgi. 🙂

Maricla Pannocchia – E’ stato un piacere e grazie ancora per avermi ospitata e per le tue belle parole! 🙂 Mi scuso se mi sono dilungata con le risposte, ma sono temi che richiedono un po’ di tempo e di parole per poter quantomeno cominciare a parlarne per bene. Grazie! 😀

Loriana Lucciarini – Apro ora la chat con i lettori. Maricla risponderà durante la giornata a tutti i commenti che le invierete. La possibilità di farle domande terminerà alle ore 20:00. Per i commenti che arriveranno dopo quest’orario ricordo che l’autrice passerà nei giorni successivi per non lasciare inevaso nessun commento. Tutto chiaro? 🙂 Bene, la CHAT È APERTA: SIETE LIBERI DI FARE LE VOSTRE DOMANDE…

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[ospiti] – 2 | “Le cose che ancora non sai” di Maricla Pannocchia esce oggi con Astro edizioni! #allDay

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Carissim* followers c’è profumo di libri e novità nell’aria! 😀

Infatti proprio oggi esce in tutti gli store “Le cose che ancora non sai” di Maricla Pannocchia – edizioni Astro e con molto piacere lo segnalo qui sul mio blog! 😀

Questo volume è stato presentato in anteprima il 17 febbraio presso la fiera del libro Libro Aperto a Firenze e da oggi è disponibile per l’acquisto, anche online! 

LE COSE CHE ANCORA NON SAI è  un romanzo Y/A che tratta temi delicati e importanti: una lettura stra-consigliata a genitori, adolescenti, educatori, lettori appassionati di temi sociali.

Per l’occasione Scintille ha ospitato la giovane Autrice dedicandole la GIORNATA AUTORE #AllDay: così nel pomeriggio (dopo le 15:00) verrà pubblicata l’intervista, quindi restate collegati e continuate a seguirci numerosi – come fate sempre ❤

Ma vediamo nel dettaglio il volume…

LE COSE CHE ANCORA NON SAI di Maricla Pannocchia – Genere: Narrativa, sociale –  Target: adulti e ragazzi – Editore: Astro edizioni – Collana: Storie di vita – Pagine: 368 – Formato: 14 x 20 cm  – Prezzo: 14,90 euro –  ISBN-EAN 978-88-99768-46-1 –  Link per acquisto


La trama

Un inno alla vita. Soffermandosi sul piacere delle piccole cose, e su ciò che conta davvero. Allyson Boyd e Coleen Hameldon hanno sedici anni, vivono a Glasgow ma, nonostante siano compagne di scuola, si sono rivolte la parola raramente. Le loro vite cambiano quando Coleen si ammala di leucemia e Allyson si offre per portarle i compiti in ospedale. Quello sarà il primo passo per la nascita di una delicata, importante amicizia che si sviluppa in contemporanea all’avanzare della malattia di Coleen e al piccolo, tranquillo mondo di Allyson che viene messo sottosopra. Nelle vite delle ragazze entrano parole come chemioterapia, effetti collaterali, trapianto di midollo osseo ma entrambe riescono a trovare quel coraggio che non credevano di avere. Il coraggio per trovare se stesse, per continuare a ridere, a lottare e a vivere la vita ogni singolo secondo. Un romanzo narrato a due voci che accompagna nell’età adolescenziale quando questa viene scombussolata dall’arrivo di una grave malattia. Per ricordare che la vita è un dono prezioso e per aiutarci a trovare la forza di essere noi stessi e di guardare sempre avanti, nonostante le difficoltà.


L’Autrice

Maricla Pannocchia ha un suo blog: questo. Ha, inoltre, fondato l’Associazione di volontariato legata ai temi trattati nel romanzo: “Adolescenti e cancro” che organizza importanti iniziative sociali e lavora affinché nessun adolescente sia lasciato solo a combattere il cancro. L’attività dell’associazione può essere seguita qui, nel blog.

Una bella intervista all’autrice, a cura di Samantha Terrasi, si trova su Il Vitruviano.

 

[ospiti] – GIORNATA AUTORE: Federica Pannocchia #allDay!

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Ben ritrovati car* followers! 😀

Oggi per la GIORNATA AUTORE#AllDay abbiamo qui ospite Federica Pannocchia!

Federica era stata già ospite nel Salotto di Scintille, nel 2014… quella volta si era presentata ai lettori con lo pseudonimo di Sofia Domino, ma oggi, con una nuova consapevolezza e un nuovo percorso letterario del suo romanzo “Quando dal cielo cadevano le stelle” (inizialmente autopubblicato ora in catalogo con Eden Edizioni in una inedita veste editoriale), esce allo scoperto e firma finalmente con il proprio nome!

Ecco come la presentavo nel precedente incontro:

16122149_1891666001110930_1342817444_o(…) prima di parlarvi della sua opera, due breve parole per presentarvi la scrittrice: nata nel 1987, abita in Toscana e ha una grande passione per la scrittura. Sin da quando era piccola si dilettava a scrivere temi e racconti. Passione che non l’ha mai abbandonata e che oggi applica con capacità e talento. Sofia Domino (Federica Pannocchia, n.d.r.), oltre a scrivere ama anche leggere, sognare e viaggiare (e lo fa appena può!).

All’attivo ha “Quando dal cielo cadevano le stelle” (romanzo d’esordio uscito il 27 gennaio 2014, per Il Giorno della Memoria) e “Come lacrime nella pioggia! (…)

Qui di seguito una delle interessanti domande di quell’intervista:

Ciao Sofia, come è nata l’idea del tuo primo romanzo? Quanto ti è costato scrivere una storia sulla Shoah?

Ho sempre voluto scrivere un romanzo sulla Shoah e la mia occasione è arrivata un giorno qualunque, quando mi sono imbattuta in un manifesto teatrale che promuoveva uno spettacolo intitolato “I bambini della Shoah”. Sentii un qualcosa dentro, un brivido, come un richiamo, e capii che non avrei più potuto far finta di niente, sapevo che, anche per me, era arrivato il momento di avere una mia “bambina della Shoah”. Che cosa significava essere ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale? Che cosa significava essere una ragazzina comune, allegra, piena di vita e di sogni, ed essere tagliata fuori dal mondo? Che cosa significava vivere sotto costante paura, rinchiusa in numerosi nascondigli, e desiderare di essere libera? Che cosa voleva dire essere catturata, stipata in un carro bestiame? E che cos’era Auschwitz? Queste sono soltanto alcune delle domande che mi sono posta prima di scrivere il mio romanzo. Scrivere “Quando dal cielo cadevano le stelle” è stata un’esperienza che non dimenticherò mai. Sono molto legata a quel romanzo, e non solo perché è il primo che ho pubblicato, ma anche perché mi sento molto vicina all’argomento trattato. Voglio parlare della Shoah, del nazismo e dei campi di concentramento, affinché nessuno dimentichi e affinché tali atrocità non siano ripetute. Prima di scrivere “Quando dal cielo cadevano le stelle” non sapevo così tante cose sulla Shoah e ammetto che ritrovarmi a leggere testimonianze di bambini che, d’improvviso, si sono visti portare via ogni cosa, di gente comune terrorizzata dalla guerra, di famiglie separate per sempre e della ferocia delle SS è stato molto toccante, è un qualcosa che, ormai, non dimenticherò più. Immergermi in “Quando dal cielo cadevano le stelle” però è stato anche bellissimo, perché per uno scrittore – almeno per quanto mi riguarda – è importante scrivere emozioni forti, crude, dolorose, vere, belle, è come ritrovarsi a un altissimo piano emotivo e tutto diventa ancora più coinvolgente. Inoltre, “Quando dal cielo cadevano le stelle”, nonostante sia ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale, durante il nazismo, non parla della morte, ma è un inno alla vita. (…)  | leggi l’intervista completa qui |

 

giornata-memoriaOggi apro nuovamente il Salotto per ospitare Federica Pannocchia e permettere a molti di voi che non la conoscono di apprezzarne il lavoro letterario e le molte altre attività che questa vulcanica ragazza organizza!

Questa GIORNATA AUTORE#AllDay è in occasione della ricorrenza imminente (il 27 gennaio) della Giornata della Memoria per le vittime dell’Olocausto;  i temi trattati nella puntata odierna del Salotto Letterario saranno quindi proprio quelli legati alla Shoah, esattamente quello di cui racconta “Quando dal cielo cadevano le stelle”

Un incontro impegnativo, per il carico di emozioni e ricordi a cui invito tutti voi a partecipare, anche solo con un passaggio veloce, un commento, una domanda. Noi intanto iniziamo…

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Loriana Lucciarini – Ciao Federica, benvenuta nel Salotto di Scintille!

Federica Pannocchia – Grazie Loriana! È sempre una gioia essere qui, e grazie anche a tutti i lettori per aver deciso di passare un po’ di tempo insieme a noi!

Loriana Lucciarini – Allora, Quando dal cielo cadevano le stelle ha una nuova vita, questa volta cartacea. Raccontaci un po’ l’evoluzione di questo romanzo…

Federica Pannocchia Certo! Ho sempre nutrito un grande interessa nella tematica della Shoah e sin da quando ero bambina la domanda “Perché?” si faceva spazio nella mia mente. Auschwitz è un luogo fatto da uomini per altri uomini e non riuscivo a comprendere fin quanto potesse spingersi la cattiveria umana. E ancora oggi, che di anni ne ho 29, non riesco a trovare una risposta a tutto questo.

Nel 2014 ho visto un volantino di uno spettacolo sulla Shoah, dove i protagonisti erano alcuni bambini. subito ho come sentito un richiamo. Ho sentito il bisogno di avere anche io una “mia” bambina della Shoah. Ecco che sono nati Quando dal cielo cadevano le stelle e Lia, la protagonista dello stesso.

In un primo momento Lia doveva essere una bambina romana, di religione ebraica. Alla fine però ho deciso di farle avere 13 anni affinché potesse ragionare maggiormente con la propria testa, farsi determinate domande e vivere situazioni differenti, sia come adolescente in crescita sia per quanto riguarda il primo amore. E, naturalmente, perché potesse guardare con occhi diversi alla guerra, alla persecuzione sino alla deportazione.

Loriana Lucciarini – Come sei arrivata a pubblicazione con la Eden Edizioni, la tua nuova casa editrice?

Federica Pannocchia – Diciamo che è successo un po’ per caso. Nel 2014 ho auto-pubblicato attraverso la piattaforma di Lulu la prima edizione di Quando dal cielo cadevano le stelle, in versione digitale. Alcuni lettori però mi scrissero per sapere se avevo intenzione di proporre anche un’edizione cartacea. Dati i costi legati alla stampa e alla promozione dei libri cartacei non ne feci di niente, seppur con dispiacere. Poi nel 2015 ho fondato l’Associazione di volontariato Un ponte per Anne Frank e mi son detta che attraverso la storia di Lia, ancora nuove persone avrebbero potuto avvicinarsi al dramma della Shoah. Ecco che ho deciso di contattare delle case editrici sperando in una possibile seconda edizione di Quando dal cielo cadevano le stelle, versione cartacea. Quando ho ricevuto indietro la riposta da parta della Eden Editori ne sono stata così contenta, perché sin dall’inizio ho capito quanto tenessero al mio libro, alla storia di Lia e ai suoi ideali. Dunque nella Eden Editori non solo ho trovato professionalità e gentilezza, ma anche una sensibilità rara. Una seconda famiglia, con la quale poter condividere appieno questo nuovo viaggio con Lia e gli altri personaggi di Quando dal cielo cadevano le stelle.

Loriana Lucciarini – Interrompo un momento l’intervista per ricordarvi che, come da prassi, ci sono i virtual-dolcetti e virtual-drink in fondo alla sala: servitevi pure, mentre noi riprendiamo con le domande. Al termine dell’intervista potrete postare le vostre: Federica sarà lieta di rispondervi! 😀

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Loriana Lucciarini – Questa nuova versione ha anche la tua firma, non più lo pseudonimo (Sofia Domino), con il quale ti eri fatta conoscere. Quali sono stati i motivi che ti hanno indotta a questa scelta?

Federica Pannocchia – Diciamo che quando ho deciso di auto-pubblicare la prima edizione di Quando dal cielo cadevano le stelle quasi per gioco, non mi aspettavo un interesse da parte dei lettori o dei blogger. Dunque ho deciso di usare uno pseudonimo, appunto Sofia Domino.

Con gli anni poi come accennato precedentemente ho fondato l’Associazione di volontariato Un ponte per Anne Frank naturalmente con il mio vero nome, Federica Pannocchia, e di conseguenza ho deciso di pubblicare la seconda versione del libro non più come uno pseudonimo ma con il mio vero nome, proprio perché ormai i miei contatti si sono allargati e non voglio più “nascondermi” dietro a uno pseudonimo. Anzi, sono più che contenta di ringraziare a mio nome tutti i lettori, blogger, amici e sostenitori della nostra Associazione che sostengono il mio libro e i nostri programmi.

Loriana Lucciarini – Una nuova edizione. Cosa è cambiato della struttura narrativa e della storia di Lia?

Federica Pannocchia – Anche nella seconda versione di Quando dal cielo cadevano le stelle la protagonista è Lia, 13 anni, romana. Una ragazzina come tutti, con i suoi amici, i suoi sogni, i suoi pregi e i suoi difetti. Una ragazzina che però si ritrova a crescere a Roma durante lo scoppio della guerra e durante l’arrivo delle leggi razziali. Una ragazzina che, in tutto questo, è ebrea. Dunque anche in questa seconda versione vediamo lo svolgersi dei vari avvenimenti storici e come tutto questo costringa giorno dopo giorno sempre di più famiglie come quella di Lia a vivere nelle restrizioni, a sparire dal resto del mondo. Anche se Lia non ne ha nessuna colpa, anche se non ha mai fatto male a nessuno. Eppure nonostante le paure, le restrizioni, l’abbandono della propria casa, i rifugi, i primi bombardamenti, il cibo che scarseggia… Lia non smette mai di sperare, di credere nella fine della guerra. La sua storia non cambia molto, continua ad avere problemi con la famiglia, bisogno di confidarsi con la nonna, gioia nel trascorrere del tempo con il fratello maggiore e addirittura si innamorerà con Hadas, un ragazzo ebreo con il quale inizierà un’amicizia per corrispondenza, naturalmente una corrispondenza clandestina e con false identità.

Sino alla fine Lia continuerà a combattere per i suoi diritti: per il diritto alla libertà, alla parola, per poter tornare nella sua amata Roma anche dopo che sarà stata deportata nei vari campi di concentramento e sterminio nazista. Fino a quando…

Non posso svelare altro di quello che succede, ma posso dire che dalla prima edizione non solo sono stati accorciati alcuni passaggi, ma sono stati cambiati anche i nomi di numerosi personaggi. A partire dal cognome della protagonista. Nella prima versione il suo nome era Lia Urovitz, in questa abbiamo deciso di cambiarlo in Tivoli così da non commettere un errore storico proprio partendo dal suo cognome.

Loriana Lucciarini – Il messaggio che vuoi lanciare con questa storia?

Federica Pannocchia – La storia di Lia è una storia in qualche modo moderna. Perché Lia potrebbe benissimo rappresentare tutte quelle persone che ancora oggi scappano dalla guerra, che sono costretti a lasciare le loro case per dei conflitti, che non hanno il diritto di parola, che sono perseguitati…

Quando dal cielo cadevano le stelle ci porta a vivere la Shoah in  prima persona e, insieme a Lia, ci ritroviamo dietro il filo spinato dei lager nazisti. Però nonostante questi luoghi di morte, Quando dal cielo cadevano le stelle è una celebrazione alla vita! Alla meraviglia dell’alba, allo splendore delle stelle di notte, alla bellezza del trascorrere il nostro tempo con le persone che amiamo. Perché, come dice Lia stessa: “La vita è meravigliosa, non smettiamo mai di amarla.”

Loriana Lucciarini – Quanto lavoro c’è dietro al romanzo? La nuova versione quanto nuovo lavoro ha comportato?

Federica Pannocchia – Prima di scrivere il testo ho svolto numerose ricerche storiche. Il romanzo è ambientato nella Roma de 1943, e la protagonista vive in prima persona numerosi passaggi storici. Ho cercato di non commettere nessun errore storico / politico, anche se alcune volte ho dovuto un po’ “forzare” le scene per agevolare dei passaggi. Ma per prima cosa mi sono concentrata su ogni avvenimento storico, per cercare di dare la massima giustizia a chi ha realmente vissuto sulla propria pelle queste tragedie.

La nuova versione di Quando dal cielo cadevano le stelle mi ha vista riprendere in mano tutti gli appunti e accertarmi di nuovo dei vari passaggi. Diciamo che il lavoro è stato lungo e molto impegnativo ma volevo scrivere un romanzo che potesse avvicinare il lettore al dramma della Shoah e penso che sia fondamentale conoscere anche i vari passaggi storici per capire appieno quanto è avvenuto.

Loriana Lucciarini – Il romanzo è legato anche all’associazione che hai fondato tu. Ce ne vuoi parlare?

Federica Pannocchia – Con molto piacere! Ho scritto Quando dal cielo cadevano le stelle prima di fondare la mia Associazione di volontariato Un ponte per Anne Frank. Ho scritto Quando dal cielo cadevano le stelle per me, per il bisogno di farlo, di esprimermi scrivendo una storia sul dramma della Shoah vista dagli occhi di una ragazzina italiana, ebrea, di 13 anni. Dopo di che  ho messo da parte il testo e ho scritto altri racconti, sempre per me. Solo dopo un anno avvicinandomi al Giorno della Memoria ho deciso di auto – pubblicare Quando dal cielo cadevano le stelle perché volevo dare una voce a storie come quella di Lia. Nello stesso anno sono entrata in contatto con  Buddy Elias – cugino di Anne Frank – e confrontandomi con lui mi sono resa conto del mio bisogno di aprire anche in Italia un centro che con onore avrebbe portato il nome di Anne Frank. Buddy mi ha subito dato delle dritte e nel 2014 ho aperto il progetto “Un ponte per Anne Frank” che nel 2015 ho costituito come Associazione. Da subito ho avviato importanti collaborazioni anche a livello nazionale e oggi siamo attivi non solo per tenere viva la memoria di Anne Frank e per preservare la Memoria sul dramma dell’Olocausto, ma anche per incoraggiare le persone a fare le proprie scelte, a essere cittadini attivi. Lavoriamo a livello nazionale con viaggi della memoria, mostra itinerante Io sono Anna Frank, incontri con Sopravvissuti e testimoni, laboratori nelle scuole e anche programmi mirati alla tutela dei bambini in Italia, Bielorussia, Sahara e Siria. Per maggiori informazioni  www.unponteperannefrank.org

Loriana Lucciarini – C’è un aspetto che ti è particolarmente caro che vuoi sottolineare, di questa nuova versione editoriale del romanzo?

Federica Pannocchia – Sicuramente il fatto che nonostante Quando dal cielo cadevano le stelle attraverso la storia di Lia ci accompagna a vivere in uno dei periodi più bui della Storia, e a ritrovarci in luoghi di morte come il campo di concentramento e sterminio nazista di Auschwitz – Birkenau, questo libro è anche un vero e proprio inno alla vita. Perché  sin dall’inizio Lia non smette di sperare, di credere all’arrivo delle truppe alleate. Sogna di arrivare alla fine della guerra insieme alla sua famiglia, anche quando perderà la libertà, la dignità, l’identità.  È come ritrovarci nei luoghi di morte per celebrare la vita, e questo è certamente un aspetto che mi è molto caro.

Loriana Lucciarini – Federica ti ringrazio per essere stata qui oggi, mi ha fatto piacere ospitarti di nuovo per farti conoscere – questa volta davvero e senza pseudonimi! – ai miei lettori. 😀 Ti faccio mille in bocca al lupo per questa tuo nuova avventura e le mille altre attività, che seguo con interesse. Abbiamo invitato i lettori a interagire con te e farti delle domande e, ora che siamo giunti a conclusione di questa GIORNATA AUTORE#AllDay, ti invito a restare collegata su questa pagina per rispondere ai post che arriveranno.

Federica Pannocchia –  È stato un piacere essere qui oggi. Risponderò con piacere alle domande dei lettori. Grazie per l’ospitalità e per le interessanti domande! A presto! 😀

Loriana Lucciarini – Vi ricordo che il romanzo di Federica “Quando dal cielo piovevano le stelle” si acquista qui!

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Avete curiosità, domande e commenti da lasciare all’Autrice? Scrivete qui, sotto questo post! 😀

[ospiti] – GIORNATA AUTORE: Sara Bezzecchi & Grazia Cioce autrici YouFeel #allDay!

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Buongiorno car* followers, oggi qui con noi abbiamo ben due autrici: Sara Bezzecchi e Grazia Cioce, una copia affiatata che ha appena firmato il romanzo “Ti dispiace se ti amo?” con la Youfeel Rizzoli!

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Del loro nuovo romanzo, “Ti dispiace se ti amo?” ve ne ho già parlato qui, nella mia segnalazione, e c’è da dire che il romanzo sta ottenendo buoni riscontri su Amazon a pochi settimane dalla sua uscita! 😀

Una bella soddisfazione per Sara e Grazia, di cui oggi daremo molte più informazioni!

Insomma, giornata speciale questa odierna, perché le avremo ospiti l’intera giornata per poter chiacchierare con loro e scoprire mooooolto di più:

oltre a un titolo e a una storia c’è un intero meraviglioso mondo di emozioni e esistenze da scoprire… quello che nasce dalla penna di queste due autrici!

***

Sara e Grazia sono ospiti della GIORNATA AUTORE, il nuovo format approntato su Scintille, che consentirà ai lettori e ai followers di collegarsi durante tutta la giornata per poter seguire l’intervista e incontrare le scrittrici. Quindi con la formula #allDay siamo certi che la partecipazione non mancherà e che in molti riusciranno a seguirci, dall’alba al tramonto 😛

Per questo ho preparato un supermega virtual buffettone che questa volta spazia dal caffè-cappuccino-brioches (per chi viene a trovare la mattina), dal té delle cinque alla cioccolata calda con biscottini alla cannella (per chi passa nel pomeriggio), all’happy hour con stuzzichini e aperitivetto (per chi fa un salto in serata), alla classica tisana relax con zenzero e profumati bouquet di infusi (per chi riuscisse a incrociarci per la buona notte)! 😀

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Il Salotto è un luogo comodo dove stare, spero vi sentiate “a casa” e trascorriate ore piacevoli in mia compagnia e, anche se non mi trovate, sappiate che oggi le porte sono aperte per voi senza limiti!😀 Tutto chiaro?

 

Per cominciare ecco un breve accenno al loro ultimo romanzo


“Ti dispiace se ti amo?”

Viola è una giovane architetta. Bella, forte, convinta di avere tutto quello che si possa desiderare: un bel lavoro, un fidanzato innamorato, un bambino in arrivo… Ma bastano poche ore e il suo castello di carta crolla miseramente. Da una parte sorprende il suo compagno, Luca, con un’altra donna, dall’altra l’architetto Massari, il suo bellissimo e scontroso capo, le comunica che Casa Viola, il progetto su cui sta lavorando da anni, è arrivato al capolinea: i fondi sono terminati, si chiude. Fortemente scossa dalla notizia, alle prese con gli ormoni impazziti, senza l’appoggio di un compagno e piena di dubbi sul futuro del suo bambino, Viola decide di affrontare Massari. Il confronto finisce con i due che, dopo aver messo per iscritto le rispettive emozioni, si scambiano i foglietti con i loro sfoghi impegnandosi a rileggerli di lì a un anno, quando tutto si sarà sistemato per il meglio. Ma la vita non va mai come ci si aspetta. E nel giro di un anno le sorprese non mancheranno.

Una bellissima favola, un manuale d’amore per sopravvivere a un uomo bastardo senza troppo soffrire e conservando la fiducia nel lieto fine.


 

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Loriana: Ciao ragazze, intanto benvenute! Sono molto felice di avervi qui oggi, Sara era già stata ospite di Scintille d’Anima e quindi per le un ben ritrovata, mentre per te Grazia, un grande benvenuta. Ho un sacco di curiosità su questo vostro romanzo. Le prime sono legate proprio alla scrittura a 4 mani, perché anche io ho affrontato il lavoro con ben due coautrici per progetti diversi di scrittura, in via di completamento; quindi sono davvero affascinata da come poi ogni coppia di autrici trovi la sua “quadra” nel lavoro a due. Quindi preparatevi perché vi farò una raffica di domande! 😛 La prima è: com’è scrivere insieme?

Sara: Io e Grazia ci conoscevamo già da qualche anno e per motivi non legati alla scrittura o ai libri. Quando abbiamo scoperto di condividere entrambe questa passione, ci siamo dette: Bé, proviamoci! Ammetto che per trovare il passo giusto ci abbiamo messo del tempo, ma una volta trovava la sintonia siamo andate avanti come fulmini, dando vita a Ti dispiace se ti amo? Un’esperienza che rifarei sicuramente, ci siamo divertite.

Grazia: Grazie per l’accoglienza, innanzitutto! 😀  Concordo con Sara, scrivere insieme è stata un’esperienza entusiasmante e divertente, ma al tempo stesso sono certa che sia una cosa che non si possa fare con tutti. Credo ci voglia, comunque, una bella sintonia per poter scrivere insieme, perché una cosa è buttar giù una storia, un’altra è renderla credibile e soprattutto fluida, senza che si notino le due diverse mani di scrittura. Con Sara il lavoro è stato abbastanza spontaneo perché abbiamo condiviso un altro percorso, la gravidanza, che in qualche modo ci ha unite ad un livello molto profondo. La scrittura è stata il naturale confluire dei nostri percorsi.

Loriana: Come riuscite ad intervenire sul lavoro della coautrice? Avete trovato difficoltà per integrare lo stile dell’una con quello dell’altra? E se sì, come l’avete superate?

Sara: Credo che possiamo ritenerci molto fortunate, ci siamo trovate in perfetta sintonia con stili e idee molto simili. Non è stato complicato.

Grazia: Come dicevo prima, è stato abbastanza naturale… per fortuna!

Loriana: Vi siete avvalse del lavoro di un editor?

Sara: No, ci siamo avvalse di tantissime riletture, iper criticità e ottime Beta Readers.

Grazia: Ti dispiace se ti amo? è nato due anni fa e da allora è stato editato (da noi) un numero infinito di volte… siamo entrambe pignole al limite del maniacale e ci siamo avvalse di beta readers altrettanto meticolose. L’editor della nostra casa editrice, Rizzoli, infine, ha svolto il lavoro finale, in sinergia con noi, con accuratezza e professionalità.

Loriana: In che modo vi siete ripartite la stesura del romanzo? Avete scritto in contemporanea i testi oppure vi siete suddivise il lavoro? E se ve lo siete suddivise, in che modo avete ragionato? Per peculiarità? Per stili narrativi?

Sara: Abbiamo lavorato entrambe su tutto il testo. La prima ha cominciato e dopo una settimana l’ha passato all’altra. L’altra leggeva quanto scritto e proseguiva agganciandosi. Il lavoro di rifinitura è venuto alla fine, ma c’era abbastanza coerenza in tutto il testo.

Grazia: Abbiamo tracciato la storia fin dall’inizio. Sapevamo come iniziava e dove volevamo andare, ma a volte i nostri personaggi hanno preso il sopravvento. Mentalmente abbiamo lavorato in grande sinergia, una agganciata all’altra, capitolo per capitolo, aggiungendo o tagliando di volta in volta. Sara ha una vena stilistica molto romantica, io ironica; entrambe propendiamo per una certa riflessività e per un percorso emozionale di crescita nei nostri personaggi: abbiamo, quindi, fuso gli stili, accompagnando Gabriel e Viola in tutto il viaggio.

Loriana: Questa storia, come è stata orchestrata, nella trama e nella struttura narrativa, nei personaggi e nei colpi di scena?

Sara: Questa storia è stata riveduta infinite volte, sebbene la trama base non è mai variata. Nel tempo sono comparsi personaggi nuovi, ne sono scomparsi altri. I protagonisti e i co-protagonisti non sono mai stati in dubbio. Avevamo ben chiaro dove volevamo andare e come.

Grazia: Concordo con Sara, aggiungo solo che ci siamo davvero molto concentrate su Viola e sul suo percorso emotivo e su Gabriel e lo sbocciare della sua vera personalità.

Loriana: L’idea è nata a una sola e poi l’altra ha integrato la trama oppure volevate lavorare insieme e avete concordato un lavoro congiunto, gestendo insieme storia, trama e personaggi?

Sara: Volevamo lavorare insieme e così è stato. Una ha lanciato lì l’idea che la protagonista fosse un architetto, per esempio, e l’altra ha ricamato intorno. Insieme abbiamo trovato gli incastri ottimali.

Grazia: Con Sara ci sentiamo infinite volte al giorno… sento più lei che mio marito! Per cui, abbiamo avuto modo di parlare e parlare e riparlare della trama e lavorarla mentalmente prima di metterla su carta.

Loriana: Come avete proceduto per la stesura al testo e la sua revisione?

Sara: Come ho già detto, abbiamo proceduto più o meno a settimane alterne, intervenendo entrambe sullo stesso testo. Per la revisione evidenziavamo i cambiamenti in rosso oppure sbarravamo i pezzi tagliati, così che l’altra potesse vederli ed eventualmente dare il suo parere.

Grazia: Siamo entrambe cresciute molto in seguito a questa stesura e alla sua revisione, perché abbiamo imparato tanto l’una dall’altra, in uno scambio che sicuramente ci ha arricchite.

Loriana: Avevate già lavorato insieme? Cosa vi ha spinto a far partire questo progetto letterario?

Sara: Ti dispiace se ti amo? è stato il primo progetto insieme e non sarà l’ultimo. Abbiamo già delle idee per qualcosa di nuovo.

Grazia: Scuderia vincente non si cambia, si dice! Questo è il nostro primo romanzo a quattro mani, nato dalla voglia di cimentarci insieme in un romanzo che potesse accomunare il nostro stile. E’ stata una sfida e ci è piaciuta così tanto che, sicuramente, la ripeteremo a breve!

Loriana: Cinque righe per parlare di questo romanzo

Sara: E’ un romanzo che mostra che nella vita si può affondare, ma l’importante è continuare sempre a nuotare, specie se hai dei buoni amici accanto.

Grazia: Ti dispiace se ti amo? è un romanzo di rinascita e scoperta: Viola, la protagonista, scopre il vero amore, ma prima passa attraverso scelte sbagliate e… persone sbagliate. L’amore però, la trova e la travolge, nonostante tutto e tutti e svela una Viola nuova, più forte.

Loriana: Quali sono i punti di forza?

Sara: Secondo me il punto di forza è proprio la storia di Viola, la protagonista. Non ci sono molti personaggi letterari con il suo carattere e la sua forza.

Grazia: Concordo con la mia socia, Viola è la chiave di lettura di questo romanzo, non a casa la voce narrante è proprio la sua.

Loriana: Vi lascio la scelta di due colori, due aggettivi, 1 immagine e 1 melodia che siano in grado di ben rappresentarlo e che possano dare ai lettori un’idea empirica di questa vostra storia.

Sara e Grazia: I colori sono sicuramente il Viola e il Rosso. Due aggettivi potrebbero essere: Tenero e romantico. Un’immagine? Sicuramente una poltrona rossa (LOL) e la melodia di certo è Dreams di Gabrielle che abbiamo citato anche all’inizio.

Loriana: Chi sono i personaggi? Ce li presentate? Che caratteri hanno, che fanno nella vita?

Sara: Sono tutti architetti. Abbiamo Viola, con un carattere forte e determinato, i suoi bizzarri amici Tina e Stefano, sempre pronti a darle una mano, c’è Luca, anche detto Il mollusco e poi lui, Gabriel, il capo dello studio di architettura nonché nostro uomo ideale.

Grazia: Viola è estroversa e dolce, una donna forte e ironica che prende la vita col sorriso. Gabriel è un uomo introverso e tremendamente sexy… Tina, poi, è la mia preferita: parla per anagrammi e crede di essere una teenager, è spassosa e simpatica, oltre ad essere un’amica fedele. Poi ci sono anche Luca, Stefano e la perfida Alice…

Loriana: Ci potete dire quali sono gli ingredienti fondamentali di questo romanzo?

Sara e Grazia: L’amore in tutte le sue forme: nei confronti di un uomo, nei confronti di un amico e nei confronti di un figlio.

Loriana: Amore quindi, ma anche humor… un mix frizzante, perfetto per una lettura capace di far sognare ma anche sorridere. Come avete dosato i due ingredienti nella storia?

Sara: Abbiamo riso tantissimo, mentre raccontavamo le vicende di Viola! Ovviamente l’amore è il fundus, ma volevamo che Viola fosse anche esilarante. Abbiamo fatto un cinquanta e cinquanta.

Grazia: Viola è un personaggio estremamente ironico, quindi è stato spontaneo rendere le sue vicissitudini, i suoi pensieri, le sue parole, divertenti! Ci siamo davvero divertite…

Loriana: Potete anticiparci qualche piccolo colpo di scena? Cosa dobbiamo aspettarci dalle vicende dei protagonisti?

Sara: Sicuramente Viola aveva la risposta in mano già all’inizio di tutta la sua avventura. Cosa vi dovete aspettare? Tante risate e tanta tenerezza.

Grazia: Dovete aspettarvi tanti colpi di scena, ma vissuti col sorriso!

Loriana: In che modo vi siete ispirate per la creazione dei personaggi di questa storia? E per le scene più spassose? 😀

Sara: Non saprei sai? Sono sgorgate fuori quasi d’istinto in tutta la loro esilarante semplicità.

Grazia: Non abbiamo pianificato tutto nei dettagli! Ad un certo punto i personaggi erano talmente tanto ben definiti caratterialmente che hanno preso il sopravvento sulle nostre idee e hanno fatto di testa loro! 😉

Loriana: C’è un personaggio che vi ha messo più in crisi? E perché?

Sara: Forse è stata Alice, una sorta di antagonista. Non riuscivamo ad inquadrarla e siamo dovute intervenire più volte su di lei rispetto agli altri.

Grazia: Concordo su Alice… forse perché sia io che Sara siamo delle “buone”, per cui è stato difficile delineare una donna perfida.

Loriana: C’è un personaggio che avete amato in modo viscerale e per il quale avete fatto il tifo dall’inizio alla fine?

Sara: Gabriel, senza dubbio. Chi non vorrebbe un uomo così premuroso, forte e bello?

Grazia: Assolutamente Gabriel, è il personaggio dal quale non riusciamo ancora del tutto a staccarci mentalmente.

Loriana: C’è invece un personaggio che proprio vi stava sulle balle? Come avete resistito a questa antipatia e alla tentazione di ridurlo in cenere con l’uso della vostra penna?

Sara: Credo che possiamo concordare entrambe che il personaggio peggiore sia Luca. Ma avrà quel che merita alla fine.

Grazia: Luca, concordo. Onestamente, c’è stato un momento in cui avrei voluto che Viola lo prendesse a schiaffi!

Loriana: Ciao Sara, ci puoi dire in poche parole qualcosa di te? Come e quando nasci come scrittrice e quando è nata in te la consapevolezza di poter raccontare storie per gli altri? Quali sono i titoli dei romanzi editi e che generi affronti?

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Sara: Ho sempre avuto la passione per la scrittura, oltre che per la lettura, ma oltre a scrivere piccoli articoli per il giornalino della scuola o il mio diario personale, non ero mai andata. Ti dispiace se ti amo? è stata la mia fonte di illuminazione, il mio primo vero romanzo scritto, anche se non in ordine di pubblicazione. Ha dato il là a qualcosa che già covavo dentro. E oltre a ringraziare Gabriel e Viola per questo, ringrazio sempre anche la mia socia Grazia.

Dopo questo progetto ho scritto “E alla fine arrivi tu”, uscito nel 2015 con la Genesis Publishing e “Come il mare in tempesta”, uscito a settembre 2016 per la collana Youfeel di Rizzoli.

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Loriana: Ciao Grazia, ci puoi dire in poche parole qualcosa di te? Come e quando nasci come scrittrice e quando è nata in te la consapevolezza di poter raccontare storie per gli altri? Quali sono i titoli dei romanzi editi e che generi affronti?

Scrivo da quando andavo alle scuole medie: conservo ancora i miei quadernoni pieni zeppi di storie nelle quali mi perdevo. All’università, durante la stesura della tesi, il prof mi disse: “in alcuni tratti la tua non sembra una tesi, ma un romanzo! Dovresti scrivere!”. Quel commento mi turbò e lo lasciai sedimentare per un po’… finché un giorno ho pensato: ok, ci provo! Ho scritto tanto, ora provo a mandare qualcosa ad un editore e vediamo come va!

Ho pubblicato nel 2008 “Cioccolato Fondente Extra”, poi “A tavola con Bella ed Edward” per il Leone Verde nel 2013, “Una Mamma” nel 2014 ed. Genesis Publishing, “Francamente me ne infischio (o forse no)” per Rizzoli (collana Youfeel), “Insertion, L’oscuro potere” (primo volume di una trilogia distopica) ed. Genesis Publishing, ed ora “Ti dispiace se ti amo?” sempre per Rizzoli.

Loriana: Domanda finale per entrambe: Scriverete ancora insieme? Avete nuovi progetti per il futuro? Ci potete anticipare qualche novità?

Sara: Si, scriveremo ancora insieme, abbiamo già un progetto in ballo, ma viste le uscite soliste di ognuna di noi, l’abbiamo messo un momento da parte. A gennaio 2017 cominceremo una nuova avventura a quattro mani. Siamo socie ormai 🙂

Grazia: decisamente sì! Questa è un’esperienza da ripetere e abbiamo già una trama, un titolo e una data di partenza! Il nostro sodalizio artistico è solo all’inizio!

***

Bene ragazze, dopo questa lunga chiacchierata posso dire che mi ha fatto proprio piacere avervi qui ospiti!

Vi faccio i miei in bocca al lupo per tutti i progetti futuri e mi auguro di leggere presto nuovi romanzi a vostra firma. Inoltre, approfitto per rinnovare l’invito a passare per il Salotto Letterario, qualora vogliate tornare a farci un saluto sarete le benvenute! 😀

Ora mettetevi comode e servitevi dal vassoio dei virtual dolcetti, mentre lascio la parola alle amiche lettrici e ai followers di Scintille: la chat è aperta, lasciate i vostri commenti e domande. Pronti… via! 😀

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