[ospiti] – Il romanzo storico di Furio Thot | Incontro con l’Autore

Buonpomeriggio followers! 😀

Il Salotto di Scintille oggi ospita un autore affermato, penna attenta e apprezzata di romanzi storici: FURIO THOT ma, al contempo, qui con noi sarà anche FABIO DESSOLE, della casa editrice Arpeggio Libero, ospite nella doppia veste di editore e autore.

Pronti a questo nuovo appuntamento dell’aperitivo letterario? 😀 dai, che prendete posto, che andiamo a cominciare…


Chi è Fabio Dessole e… chi è, invece, Furio Thot?

Fabio Dessole è laureato in Scienze Politiche all’Università di Milano, città dove è nato alla fine degli anni cinquanta. Con la firma di Furio Thot ha pubblicato fino ad oggi una raccolta di racconti e quattro romanzi (Il sogno di EuridiceLe cesoie di AtropoIl destino di PsicheL’abbraccio di Thanatos e Conspiratio), tutti con Arpeggio Libero.
Ha partecipato, inoltre, con sette racconti, all’antologia Le teste di Cerbero con Anna Piazza (autrice di Arpeggio Libero) e Simone Salvetti.
Attualmente risiede a Lodi con la propria famiglia e dedica alla scrittura quasi ogni momento lasciatogli libero dalla propria professione. Dopo aver terminato il romanzo storico Conspiratio, si è dedicato alla ricerca per la stesura di un altro romanzo storico che ruota attorno alla mitica figura di Federico II di Svevia, quest’ultimo romanzo scritto in collaborazione con Marta Tempra ha ottenuto attestati di merito, premi e riconoscimenti nonché un ottimo riscontro da parte del pubblico dei lettori: A.D. 1243 – L’ultimo assedio.

 


Le pubblicazioni di Fabio Dessole/Furio Thot

 

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IL SOGNO DI EURIDICE, Furio Thot (edizioni Arpeggio Libero)

Raccolta di sedici racconti nei quali l’autore descrive l’amore, la gioia, le pene e la sofferenza. I personaggi vengono tratteggiati dalla sua penna con la consueta maestria nel descrivere le emozioni, senza mai abbandonare la sottile ironia che lo contraddistingue. Lo scrittore lodigiano alterna racconti che inducono al sorriso ad altri che spingono il lettore ad una riflessione più profonda sulla complessità dell’animo umano.
I protagonisti dei racconti rappresentano le più savriate categorie di persone che possono costellare la vita di tutti i giorni. Galleria di ritratti che spazia da una commessa di un negozio di dischi e il suo difficle rapporto con un anziano reduce dai lager, ad un architetto alle prese con i lavori di ristrutturazione di un hotel. Non solo umani: uno dei racconti ha, infatti, per protagonista un gatto. Malinconia e dolcezza come quelli descritti ne “La vedova” si alternano a momenti di tensione e brutalità come quelli narrati nel racconto più lungo “La metà oscura della luna”.

 

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LE CESOIE DI ATROPO, Furio Thot (edizioni Arpeggio Libero)

Giulio, Francesco e Antonio sono tre uomini giunti alla soglia dei cinquant’anni e hanno in comune una crisi familiare.
Giulio, professore di Storia dell’Arte si accorge quasi improvvisamente di provare un senso di rifiuto per quella famiglia che fino al giorno prima sembrava essere l’unica certezza nella sua insignificante esistenza.
Francesco tormentato dai rimosrsi a causa di una sbandata per una ragazzina molto più giovane di lui e infine
Antonio la cui famiglia è divorata da lotte intestine per la spartizione di un’eredità non riesce a trovare pace nemmeno nel proiprio lavoro. Il destino li farà incontrare per condurli o meglio trascinarli verso un inatteso finale.
Furio Thot con Le Cesoie di Atropo ha saputo coniugare una scrittura scorrevole e una trama originale alla profondità dei temi trattati: famiglia, amore, destino. La vicenda si svolge ai giorni nostri e vi ritroviamo gli argomenti della vita quotidiana quali l’immigrazione, la crisi economica, facebook.
A tratti ironico, scava nella profondità dei sentimenti di Giulio, il protagonista principale e dei due comprimari, Francesco e Antonio seguendo le vicende nel loro intrecciarsi fino all’inaspettata conclusione.

 

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L’ABBRACCIO DI THANATOS, Furio Thot (edizioni Arpeggio Libero)

L’intreccio delle vicende narrate ne L’abbraccio di Thanatos ruota attorno all’agenzia letteraria Penne in libertà di Firenze.
Uno dei soci, Carlo Locatelli, riceve un manoscritto da valutare. La sua esperienza e professionalità sono messe duramente alla prova: se da un lato egli apprezza lo stile di scrittura e la storia, dall’altro la personalità dei Fabrizio Malabarba, il presunto autore del romanzo, non lo convince.
Carlo nel frattempo incarica Chiara, una collega, di seguire l’editing del romanzo di Malabarba, ma quest’ultima dimostrerà, fin dal primo incontro, una forte avversione per lo scrittore che, pur risultando inspiegabile ai più, in realtà affonda le proprie radici nell’adolescenza di Chiara.
Contemporaneamente alle vicende narrate a Firenze a Milano Luca, il vero autore del romanzo che Malabarba
spaccia per proprio, si rende protagonista di una serie di eventi che lo coinvolgeranno in una storia di sfruttamento della prostituzione e di degrado che coinvolge personaggi insospettabili.
Un romanzo coinvolgente che si snoda, fra colpi di scena e cambio di scenari, narrato da Thot con il consueto amore per i dettagli e la presenza di un notevole numero di comprimari e personaggi secondari caratterizzati con l’ironia che contraddistingue, sin dal suo esordio con “Le cesoie di Atropo”, lo scrittore lodigiano.

 

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IL DESTINO DI PSICHE, Furio Thot (edizioni Arpeggio Libero)

Tre ragazze, cresciute in un piccolo paese di provincia, si trasferiscono a Milano per frequentare l’università. Tre

giovani amiche dalle personalità eterogenee in contrasto tra loro. Forte e decisa Rodica, di origine rumena. Alice, allegra e spensierata e Sabrina introversa e rifessiva, che porta con sé, dai tempi dell’adolescenza, un pesante fardello.
Quest’ultima tiene un diario nelle cui pagine si paragona a Psiche per aver perso l’amore, nei primi anni dell’adolescenza, a casua della sua insistenza nel volero vedere. Il loro cammino incontrerà quello di una ragazza marocchina, Shamira, che cerca di sfuggire ai condizionamenti di una famiglia e di una cultura che le stanno strette.

 

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COSPIRATIO, Furio Thot (edizioni Arpeggio Libero)

1476 Jan, un mercante di Bruges, si trasferisce a Firenze dove conoscerà Francesca giovane orfana che assieme
al fratello Lapo si occupa dell’attività che era del padre: il commercio della seta.
Alla tormentata storia d’amore fra i due fanno da sfondo le tumultuose vicende di quegli anni, intrighi, congiure, e infine una guerra. Vicende che vedono coinvolte le figure di spicco del XV secolo: i Pazzi, i Medici, gli Sforza, Fedrico da Montefeltro, papa Sisto IV, Re Ferrante.
Un romanzo storico nel quale le vicende dei protagonisti si intrecciano con quelle realmente accadute nel periodo che va dal Torneo del gennaio 1475 per celebrare l’alleanza fra Firenze, Milano e Venezia fino alla cosiddetta “Guerra dei Pazzi” e all’invasione turca di Otranto 1480.
Furio Thot ci regala un affresco dell’ultimo quarto del XV secolo con la precisione dettata da una profonda conoscenza della storia del periodo e dalla cura dei dettagli storici, nata da una ricerca approfondita durata più di un anno.

 

A.D. 1243 – L’ULTIMO ASSEDIO, , Furio Thot (edizioni Arpeggio Libero)

1237. Sono gli anni dei contrasti tra l’impero e i comuni sostenuti dal papato, lotte intestine che spaccheranno le città, dividendo i padri dai figli, i fratelli dai fratelli.
A Viterbo, Giacinta Brettoni, giovane nobile di parte guelfa, è destinata al convento fin dalla nascita, ma l’avversa fortuna della famiglia la porterà a rinunciare al velo per diventare moglie di un nuovo ricco della città.
Nel frattempo, il poeta siciliano Jacopo degli Altofonte viene convocato alla corte di Federico II e l’iniziale meraviglia si trasformerà in angoscia quando s’innamora perdutamente di Selvaggia, figlia naturale del sovrano e destinata in sposa all’uomo più crudele del suo tempo.
Alle loro storie si unisce quella di Guido, speziale lombardo in fuga con la famiglia da Lodi dopo che la città si arrese all’impero.
Amori infelici, rocambolesche fughe e impetuose battaglie si intrecciano in un romanzo corale in cui le vicende di tutti finiranno per convergere proprio nella città di Viterbo, culminando nella battaglia in cui la valorosa cittadina fronteggerà l’immenso esercito imperiale.
Gli epici giorni dell’anno domini 1243, l’ultimo assedio di Viterbo.



Scintille – Ciao Fabio, benvenuto. Benvenuto anche a Furio! 😛

Iniziamo subito… Chi sei, cosa fai, che hai combinato fin qui e cosa combinerai?

Fabio Dessole/Furio Thot Fabio Dessole non è che abbia combinato molto nella vita, (unico suo vanto sono le due figlie ma sicuramente non è suo il merito)…. Il suo alter ego, invece, Furio Thot, ha pubblicato fino ad oggi una raccolta di racconti e quattro romanzi (Il sogno di Euridice, Le cesoie di AtropoIl destino di Psiche, L’abbraccio di Thanatos e Conspiratio più il romanzo A.D. 1243 – l’ultimo assedio scritto in collaborazione con la scrittrice Marta Tempra). Tutti i romanzi sono pubblicati con Arpeggio Libero.  Attualmente sta lavorando a un nuovo romanzo: La nidiata dell’aquila, sempre in collaborazione con Marta Tempra.

Scintille – Che rapporto hai con la scrittura? Cosa significa per te? Cosa vuoi comunicare?

Fabio Dessole/Furio Thot – La scrittura è il miglior modo di comunicare, qualsiasi cosa si voglia comunicare.

Scintille – Parlaci dei tuoi romanzi che presto saranno pubblicati. Quali tematiche affronti e in che modo?

Fabio Dessole/Furio Thot – I tre romanzi ambientati ai nostri tempi e i due romanzi storici non hanno una tematica specifica, trattano degli esseri umani dei loro vizi e delle loro virtù.

Scintille – Come sono i tuoi protagonisti? Hai una predilezione per un certo tipo di personaggi?

Fabio Dessole/Furio Thot – I personaggi devono essere reali, avere luci e ombre come ogni essere umano reale,

Scintille – Quali genere di storie ami raccontare?

Fabio Dessole/Furio Thot – Amo particolarmente il romanzo storico, cui mi sono dedicato con gli ultimi due libri e con il prossimo. Attraverso questo tipo di narrazione vorrei dimostrare che, pur cambiando i tempi e le conoscenze, i sentimenti e gli atteggiamenti umani: odio, amore, meschinità, generosità, perdurano immutati con il passare dei secoli.

Scintille – Se dovessi definire il tuo mondo di carta e inchiostro con quali colore, immagine, profumo o suono lo descriveresti?

Fabio Dessole/Furio Thot – Suono, le note iniziali della 5° sinfonia di Beethoven, ossia Il destino che bussa alla porta.

Scintille – Da autore esordiente ad autore affermato nel panorama italiano. Parlaci della tua storia e del cammino fatto fin qui. Hai consigli per chi vorrebbe intraprendere la strada della scrittura? Cosa evitare e su cosa puntare, secondo te?

Fabio Dessole/Furio Thot –  Per tutti gli esordienti la cosa più difficile è farsi conoscere. Cosa evitare? Evitare di pensare che una volta pubblicato il libro sia finito il lavoro. Al contrario è lì che inizia la parte più difficile: promuoversi.

Scintille – Fai un saluto ai tuoi lettori con una citazione – che poi è anche l’augurio che vuoi lasciare su questo blog – tratto dalle pagine del tuo romanzo.

Fabio Dessole/Furio Thot –  Certamente e con piacere…

 

“Solo i giusti che sanno di operare nel giusto

non temono l’altrui giudizio.”

(AD 1243 Parte terza – cap. 7)

 

 


L’appuntamento di oggi termina qui.

Ringrazio Fabio/Furio per averci raggiunto nel Salotto Letterario e lo invito a tornare qui appena il nuovo romanzo sarà ultimato, magari in compagnia della coautrice, Marta Tempra…

Salutandovi, vi invito a seguire i prossimi appuntamenti di Scintille, tanti altri autori italiani, tanta buona letteratura…

Un abbraccio e… followME! 😀

Loriana Lucciarini


VI E’ PIACIUTA QUESTA INTERVISTA? SIETE INTERESSATI A SEGUIRE L’AUTORE CHE OGGI VI HO PRESENTATO? ECCO QUI IL LINK SU ARPEGGIO LIBERO…

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[Ospiti] – Poesia donna: i versi di Marilena Ferrante | AperiPoesia nel Salotto Letterario di Scintille

Buonpomeriggio followers! 😀

Il Salotto di Scintille oggi ospita per la sua abituale pausa #AperiPoesia una poetessa e scrittrice impegnata nell’organizzazione di eventi culturali e rappresentante di prestigio del panorama letterario per il territorio Molisano. Lei è MARILENA FERRANTE, che si racconta in questa bella intervista…

Pronti a cominciare? Dai, prendete posto e appuntatevi questi hastag, saranno il filo conduttore di questo incontro con l’Autrice… #aperibook #aperipoesia #aperiautore #ospiti #concorsiletterari #poesia


Chi è Marilena Ferrante?

Nata a Isernia, dove vive, è docente di Lettere nella locale scuola secondaria di I grado “Andrea d’Isernia”.

Ama la propria attività professionale, il mondo della scuola e il rapporto con le giovani generazioni che rappresentano punto di arrivo e di partenza per lei in una continua volontà di evoluzione che la vede impegnata in un fecondo interscambio tra realtà sociale e scolastica. Animata da profonda la passione per la scrittura è autrice di poesie, di racconti e di recensioni letterarie. Marilena Ferrante è anche operatrice culturale e referente del network “Borghi della lettura” per il Comune di Isernia, nonché socia Ewwa (European Writing Women Association).

 


Le pubblicazioni di Marilena Ferrante?

 

«Quel che avrei potuto dirti» 

(di Marilena Ferrante, Volturnia Edizioni, 2015)

Rappresenta la sua silloge d’esordio

 

 

 

 

 

«Un passo dal cuore»

(di Marilena Ferrante – Volturnia Edizioni, 2016)

È la successiva con la quale la Poetessa intende continuare ad incidere, seguendo le linee della sua poetica, nel proprio cuore ed in quello dei suoi lettori.

Sinossi: In una presentazione che voglia comunque invitare il lettore a percorrere la sua strada – e a scoprire per sé, a cibarsi per sé (direbbe Dante) quello che c’è da assaporare in questo banchetto dei sensi apparecchiato, messo innanzi, da Marilena -, in una lettura giocoforza veloce di un libro che invece merita senz’altro più di un livello di approfondimento lessicale e semantico, non ha molto senso, non occorre segnalare i testi meglio riusciti (nel connubio tema-forma), o quelli più espressivi, perché ricchi di formule retoriche o perché suadenti nel tono, allusivi nelle suggestioni proposte: qui davvero conviene che ognuno prenda per sé – l’offerta è ricca, molto ricca di belle vivande, per rimanere nella metafora del banchetto, e c’è da gustare, e godere, e carezzare con lo sguardo, con i sensi…

 


 

Scintille – Ciao Marilena, benvenuta. Dicci subito chi sei, cosa fai, che hai combinato fin qui e cosa combinerai?

Marilena Ferrante – Salve a tutti, sono Marilena Ferrante, una docente di lettere che ama molto il suo lavoro, la spinta vitale delle giovani generazioni e il trasporto verso modelli educativi nuovi e partecipati. Il valore umano è al primo posto sia nel mio lavoro che nella mia attività di scrittrice.

Scrivo per un giornale telematico locale Isernianews articoli di letteratura, costume e società. Sono referente per il Comune di Isernia del network Borghi della lettura, creato nel 2015 dalla operosità di Roberto Colella e Davide Vitiello e ormai realtà in molte regioni italiane a partire dal Molise.

La mia attività non si ferma dunque all’attività di docente e di scrittrice, ma allarga i suoi orizzonti attraverso la diffusione della cultura letteraria e non sul mio territorio. Sono stata e lo sono ancora promotrice di diversi eventi che vorrei farvi conoscere per rendervi partecipi della mia attività. Ne cito solo alcuni quali l’ideazione e coordinamento del Concorso Letterario “Anime vicine e lontane nel nostro patrimonio artistico“, alla terza edizione. Ho realizzato anche il coordinamento e ideazione in collaborazione con la Soprindentenza delle Arti e Paesaggio del Molise e la Scuola secondaria di 1° grado  “Andrea d’Isernia” del progetto “Il Cuore di Isernia nel cuore”. Ho curato il coordinamento del Seminario di formazione “Don Milani Educatore” promosso da Proteo Fare Sapere. Ho curato anche l’edizione 2017 de La Notte dei Borghi della lettura  “Antiche leggende in musica” con Il Tratturo, che si è tenuta al Chiostro di Palazzo San Francesco. Ho ideato e realizzato lo spettacolo di musica e poesia “Poeti africani”, che si è svolto nella chiesa di san Lorenzo di Macchiagodena, agosto 2017. Sempre nello stesso anno ho ideato e realizzato lo spettacolo “Viaggio nella poesia, specchio dell’anima” al Castello Medievale di Macchiagodena. Mi sono occupata, nel recente passato, del coordinamento delle attività di Libriamoci e del Maggio dei libri, con progetti di lettura nella scuola secondaria di primo grado “Andrea d’Isernia”. Ho curato l’incontro-dibattito, “Morire d’amore” in occasione della celebrazione della Giornata Internazionale della violenza contro le donne presso la Libreria Enzo Della Corte.

In tutte queste attività vorrei poter dare sempre il massimo per riuscire a far arrivare a molti il mio messaggio e poter essere apprezzata non solo nel mio territorio.

 

Scintille – Che rapporto hai con la poesia?

Marilena Ferrante – Ho conosciuto la poesia quando nella mia vita avevo un grande vuoto. È stata ed è la mia ancella, il modo più assoluto per uscire dalla noia e dalla sofferenza.

 

Scintille – Cosa significa per te?

Marilena Ferrante – La poesia è per me il modo più efficace per esorcizzare il dolore, ma anche l’esplosione più netta e prorompente della mia gioia interiore.

 

Scintille – Cosa vuoi comunicare?

Marilena Ferrante – Vorrei che arrivasse ai lettori la mia energia interiore mai nascosta nella mia vita quotidiana, ma che esprime il meglio di sé nei versi e nelle parole che diventano “gioco dell’anima”, provengono dal mio profondo, a volte scandalosamente troppo vicini alla mia interiorità.

 

Scintille – Una domanda circa la tua produzione poetica. Hai pubblicato qualche silloge? Ce ne vuoi parlare?

Marilena Ferrante – Certo. Ho pubblicato due raccolte poetiche la prima nel settembre 2015 dal titolo “Quel che avrei potuto dirti” e la seconda, “Un passo dal cuore”, nell’ottobre 2016.

La prima raccolta (“Quel che avrei potuto dirti”) è un parafrasario d’amore dedicato al mondo degli affetti e ispirato da un grande vuoto provocato da uno strappo affettivo. Non mancano versi dedicati alle persone a me più care.

La seconda (“Un passo dal cuore”) tocca tre tematiche: la prima di carattere interiore legata alla memoria, al mondo sconosciuto che a volte ci appartiene. La seconda, più corposa all’Amore e all’Eros con liriche dettate da questi sentimenti. La terza è dedicata alla Bellezza che salverà il mondo, liriche di carattere civile e sociale legate al senso di appartenenza al genere umano nella sua variegata composizione (Immigrazione, Terrorismo, Amicizia ecc..)

 

Scintille – Come componi?

Marilena Ferrante – Quando sono investita dalla impellenza di scrivere mi sento attraversata da una sensazione di benessere, di leggerezza ed è allora che compongo piccoli gioielli.

 

Scintille – Cosa ti ispira?

Marilena Ferrante – Qualcuno ha detto che lo scrittore non possa scrivere senza vivere ed aveva ragione. Non riuscirei a scrivere senza entrare in collisione con il mondo esterno, solo quando divento partecipe dell’universo allora riesco a sentirmi pronta per scrivere, per far passare il vissuto in quella luce che attraversa le mie composizioni.

 

Scintille – In che modo nasce il processo creativo?

Marilena Ferrante –

Scrivo per esistere ed esisto per scrivere .

Nel senso che quando si accende quel fuoco sacro quello è il momento di librarsi e farsi trascinare dall’ignoto, dalle lettere che si accavallano e trovano la strada per dire tutto o quasi tutto si voglia comunicare in quel momento.

È questo un momento unico, sacro, inviolabile e solo ed esclusivamente mio.

 

Scintille – In generale, quali tematiche affronti e in che modo?

Marilena Ferrante – La tematica fondamentale è la vita, questa forza che trascina, la curiosità che fa indugiare, la bellezza nell’esplorare l’animo umano. Insomma tutto ciò che fa vibrare il cuore. Mi piace molto l’indagine psicologica e sociologica e di conseguenza tutto ciò che fa riflettere sugli eventi e sull’umanità in movimento.

 

Scintille – Se dovessi definire la tua produzione poetica, con quali colore, immagine, profumo o suono la descriveresti?

Marilena Ferrante – Il colore violetto , l’immagine di una carezza, il profumo di gelsomino e il suono di un violino.

 

Scintille – C’è qualche autore o poeta a cui ti ispiri?

Marilena Ferrante – Sono molti gli autori che amo, ma quello che mi entra dentro più degli altri è Pablo Neruda.

 

Scintille – Puoi dirti un titolo che in qualche modo ti ha segnato/folgorato sulla strada della poesia?

Marilena Ferrante – Faccio richiamo ai versi di Dante: «Amor ch’a nulla amato amar perdona mi prese del costui piacer sì forte che, come vedi, ancor non m’abbandona.» (Canto V dell’Inferno – Paolo e Francesca).

 

Scintille – Nel panorama letterario e editoriale italiano per un poeta è sempre più difficile trovare posto in case editrici free. Puoi parlarci del cammino fatto fin qui e di come sei arrivato a pubblicazione? Hai consigli da dare a colleghi e/o aspiranti poeti? Cosa evitare e su cosa puntare, secondo te?

Marilena Ferrante – Io ho pubblicato con una piccola casa editrice della provincia di Isernia, la Volturnia Edizioni, tuttavia credo che sia molto difficile entrare nel campo editoriale free. Bisogna che lo scrittore sia prima lui a dover credere alla sua opera e poi non arrendersi mai.

 

Scintille – Concorsi letterari: cosa ne pensi e quali sono i presupposti giusti per partecipare. Inoltre, so che sei tra le organizzatrici di un concorso di poesia. Ce ne vuoi parlare?

Marilena Ferrante – Ho partecipato a diversi concorsi letterari e penso che siano un buon banco di prova, almeno con questo spirito mi sono avvicinata. Certo, bisogna scegliere organizzazioni serie che valutino con obiettività i lavori per poi procedere ad un eventuale riconoscimento.

Io stessa ne ho promosso uno, che ora è alla III edizione: il concorso letterario dei Borghi della lettura “Anime vicine e lontane nel nostro patrimonio artistico” e devo dire che la mia giuria, di cui io sono la presidente, cerca di essere sempre obiettiva e seria con figure competenti anche nel campo archeologico.

 

Scintille – Prima di salutarci, ci regali una tua poesia?

Marilena Ferrante – Certamente. Prima di lasciarvi i miei versi invio un caro saluto a tutti e grazie per questa intervista!

Donna violata

Il capo abbassato,

la voce rotta,

le scarpe infilate,

tutta una vita accampata.

 

Muove il ricordo,

giorni felici,

carezze provate,

poi il sole bruciato,

il calore incendiato,

il pensiero rotto

nel fragore del corpo

mosso da inesistente vanità,

l’anima compressa

tra la vita e la morte.

 

Fatalità congiunta,

amore violato

di un giorno mai nato.

(Marilena Ferrante)

 


L’appuntamento, carissim* follwers, si conclude qui. Prima di salutarci anche io voglio ringraziare voi per esserci stati e l’Autrice MARILENA FERRANTE per questa bella intervista e il tempo che ci ha dedicato in questo appuntamento del Salotto Letterario.

Salutandovi, vi invito a seguire i prossimi appuntamenti di Scintille, tanti altri autori emergenti italiani, tanta buona letteratura…

Un abbraccio e… followME! 😀

Loriana Lucciarini


VI E’ PIACIUTA QUESTA INTERVISTA? SIETE INTERESSATI A SEGUIRE L’AUTRICE CHE OGGI VI HO PRESENTATO? ECCO QUI IL LINK UTILI…

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[Ospiti] – Laura Gronchi: fuga tra parole, sentimenti e fantasia | Incontro con l’Autrice

Buonpomeriggio followers! 😀

Il Salotto di Scintille oggi ospita un’autrice esordiente per la ormai consueta pausa dell’aperitivo letterario. Con noi c’è LAURA GRONCHI, che ringrazio e accolgo tra uno Cuba Libre e un Mohjito.

Scopriamola in questa bella intervista…


Chi è Laura Gronchi?

Laura Gronchi nasce a Pontedera, (PI) nel 1967. Nel 1986 consegue il diploma di scuola superiore presso Ist. Tec. Commerciale E. Fermi di Pontedera specializzazione/orienta-mento Programmatori.
Seguono esperienze presso studi professionali, fino all’attuale occupazione presso un’azienda di lavorazione lamiere, dove ricopre il ruolo di ragioniera e disegnatrice Cad 2D. Ha una modesta esperienza di web designer (ha creato i due siti aziendali più qualche altro sito privato per amici e conoscenti). L’amore per la lettura, già presente fin dalla giovinezza, si rafforza durante i numerosi spostamenti per raggiungere il primo fidanzato romano, ed è sempre presente nella sua vita. Sposata dal 2012 senza figli. Inizia a scrivere per divertimento, e dopo un po’ di pratica, redige alcuni racconti e brevi romanzi, tra cui “Fragili emozioni”, che invia per una valutazione a “Il rifugio dell’esordiente”, ottenendo un esito incoraggiante, tanto da farle prendere la decisione di tentare di pubblicarlo. Il secondo romanzo “Il volo del destino” è in attesa di editing presso la Casa Editrice Le Mezzelane.
Hobby: lettura, scrittura, discipline olistiche, fai da te, decoupage, camminate nella natura, nuoto.
Autori preferiti: Wilburn Smith, Paulo Coelho, Isaac Asimov, Isabel Allende, Glenn Cooper, Luigi Pirandello, Christian Jacq, Ray Bradbury (e molti altri ma l’elenco sarebbe troppo lungo).


Le pubblicazioni di Laura Gronchi?

 

FRAGILI EMOZIONI

La storia è ambientata ai giorni nostri con vari flash back nel passato dei vari protagonisti.
Sibilla, dopo anni di gavetta è diventata una pubblicitaria di successo, pagata profumatamente e contesa dalle grandi agenzie pubblicitarie di Firenze. Una convivenza apparentemente indistruttibile con il proprio fidanzato e una situazione economica senza problemi.
Renzo e Federico sono i proprietari della F. & R. S.P.A. la più importante agenzia pubblicitaria del capoluogo che comincia a sentire i primi effetti della crisi economica. Per scongiurare licenziamenti tentano di sfondare nel mondo del lusso, settore che sembra aver risentito meno della recessione e di cui si sono sempre occupati marginalmente. Sono pertanto alla ricerca di personale che abbia esperienza e gli agganci giusti per agevolare loro i primi passi.
Sibilla è stufa della propria vita, il rapporto invidiabile è andato a rotoli e il lavoro di “successo” è noioso e ripetitivo. Memore degli anni di apprendistato, invia impulsivamente il curriculum alla F. & R. senza farsi troppe illusioni e invece viene presa in prova.
Si troverà a scontrarsi professionalmente con Renzo, Direttore Creativo della società, dinamico e intuitivo, che ha riversato tutte le sue energie nel perseguire il successo della propria azienda e nel crescere i suoi due figli, dopo il doloroso divorzio dalla prima moglie. La stima e l’attrazione reciproca crescono durante l’organizzazione della prima sfilata nella cornice di una delle più suggestive ville sulle colline di Firenze.
Supereranno scontri e diffidenze reciproche, riuscendo finalmente a esprimere i loro veri sentimenti. Ma c’è chi trama nell’ombra e tenterà di ostacolare il loro amore.

(di prossima pubblicazione con Le Mezzelane edizioni)

IL VOLO DEL DESTINO

La crisi economica e la malattia del padre hanno portato scompiglio nell’ordinata vita di Sara Toni minando il fragile rapporto tra lei e il marito Marco, sempre più geloso e insofferente riguardo il difficile periodo attraversato dalla moglie. Solo il corso per infermiera professionale sembra portare un po’ di luce nelle sue grigie giornate, tornando a dare un senso d’utilità alla sua vita. Durante uno dei rari periodi di ripresa dell’attività lavorativa, conosce Sergio Morelli, pilota dell’aeronautica militare, pignolo e scostante con il quale si scontra vivacemente. La morte improvvisa del padre di lei e il trasferimento a sorpresa a Gibuti di lui, relegano il loro incontro provvisoriamente nell’oblio.

Il matrimonio di Sara scricchiola sempre di più, è stufa della gelosia patologica di Marco e dei continui rimbrotti e comincia a sognare un futuro diverso per se, ma quando il marito lo scopre le conseguenze saranno drammatiche.

Doveva essere una missione di routine priva di pericoli quella affidata al maggiore Morelli e ai suoi uomini, ma il peggioramento delle politiche internazionali, li costringono a un intervento imprevisto al fianco delle truppe ONU per riportare ordine al confine tra Somalia ed Etiopia. L’operazione avrà successo ma a caro prezzo. Soltanto grazie alla propria tenacia e sangue freddo, il pilota riuscirà a cavarsi da una situazione senza apparenti vie d’uscita. Raccolto in fin di vita da un furgone di MSF troverà rifugio presso il campo profughi di Dolo Ado, dove ritroverà Sara al suo secondo contratto come infermiera volontaria. Stregato dai suoi meravigliosi occhi blu, mai veramente dimenticati, Sergio rompe la corazza di cinismo dietro cui si era trincerato, dando via libera ai propri sentimenti riuscendo a vincere la ritrosia dell’ infermiera, ancora scossa dalla burrascosa separazione dal marito. Ma la strada per poter vivere pienamente il loro amore sarà ancora lunga e irta di pericoli.



Scintille – Chi sei, cosa fai, che hai combinato fin qui e cosa combinerai?

Laura Gronchi – Salve, mi presento, sono Laura Gronchi da Pisa, un diploma di ragioniera indirizzo programmatori e un presente fatto di scadenze e dichiarazioni fiscali sempre più assurde. Cerco nella scrittura un’alternativa al mio quotidiano lavorativo che non mi gratifica più.

Scintille – Che rapporto hai con la scrittura? Cosa significa per te? Cosa vuoi comunicare?

Laura Gronchi – Più che la scrittura all’inizio fu la lettura. Sono stata e sono tuttora una divoratrice di libri seriale. Può capitare che abbia più testi in contemporanea, accanto al letto. Peccato che durino poco più di una settimana, solo Ramses ha superato la soglia dei quindici giorni. Dopo tanto leggere, ho iniziato a scrivere quasi per gioco e per una serie di sfide con me stessa: ero alla ricerca della storia ideale, così ho deciso di scrivermela. Inoltre volevo dimostrare che ero capace di gestire la complessità di un romanzo: trama, logica degli intrecci, personalità dei personaggi. Stavo passando un periodo lavorativo e familiare disastroso, la fantasia mi è venuta in aiuto con una valanga d’idee, di cui ancora molte nel cassetto, da sviluppare. All’inizio mi è servita anche come valvola di sfogo dalle frustrazioni quotidiane. In genere non ho un’idea statica e rigida di quello che scrivo, non seguo uno schema. Magari tutto parte dal desiderio di narrare una storia d’amore che abbia un qualcosa di eccezionale, poi durante lo sviluppo si aggiungono spunti gialli, noir o avventurosi, dipende da che parte gira il timone della fantasia.

Scintille – Parlaci dei tuoi romanzi che presto saranno pubblicati. Quali tematiche affronti e in che modo?

Laura Gronchi Fragili emozioni, il mio primo lavoro, nasce principalmente come romanzo sentimentale ambientato ai giorni nostri, in provincia di Firenze, in una grande agenzia pubblicitaria, che per evitare tagli al personale, cerca uno sbocco nel mondo della moda. Volevo raccontare come la magia dell’amore possa riuscire a vincere resistenze e fragilità tra due persone assolutamente normali, ma deluse da rapporti precedenti che le hanno segnate. Tramite alcuni flash-back, ricostruisco il loro passato e l’evolversi delle loro personalità.
Le tematiche affrontate sono molteplici: i problemi cui può andare incontro una famiglia nella gestione di un malato psichico grave, la difficoltà a rendersi conto della gravità della malattia e come questa, possa condizionare la vita di tutti i membri. La grande crisi lavorativa ed esistenziale del protagonista maschile, che non riesce a emergere e mantenere la sua famiglia come vorrebbe, nonostante talento e impegno profusi. Le difficoltà incontrate dalla protagonista femminile, dopo aver troncato il rapporto con il fidanzato possessivo e dalla doppia vita. Il tutto senza polemiche inutili o giudizi, che risulterebbero scontati, ma limitandomi a raccontare gli eventi e come i protagonisti hanno reagito.

Il secondo lavoro, Il volo del destino, nasce e rimane un romanzo d’avventura, tout court, ambientato tra Pisa e l’attuale Etiopia, tra azioni militari, terroristi, rapimenti e campi profughi. Anche qui ci sono un lui e una lei che finiscono per incontrarsi, rincontrarsi e amarsi, tra peripezie e colpi di scena. Lui è un pilota dell’Aeronautica Militare Italiana, vedovo e disilluso. Lei è una vittima della crisi, sposata a un marito violento, di cui è succube, e con entrambi i genitori anziani, malati, a carico. Come unica valvola di sfogo frequenta un corso per infermiera, che segue tra una cassaintegrazione e l’altra e che le fa sognare un futuro professionale in Medici Senza Frontiere, lontano da una realtà che non la soddisfa più. Anche qui i temi sono diversi: le frustrazioni avvertite dalla protagonista durante la gestione quotidiana dei genitori anziani, nei periodi di ripresa dell’attività lavorativa, senza potersi appoggiare ad aiuti esterni che non può permettersi a causa della bassa pensione e dall’incertezza del proprio stipendio. Il rifiuto di accettare la fine del proprio matrimonio con un marito geloso, che non la ama, che la mortifica con continue critiche e che infine si rivela anche vigliacco e violento. Un accenno al vasto tema dei migranti e dei media che ci speculano sopra, sfruttando la credulità e l’esasperazione dell’opinione pubblica, raccontando tutto e il contrario di tutto, pur di fare notizia. La rinascita affettiva del protagonista maschile, dopo essersi trovato a un passo dalla morte, durante una sfortunata missione di ricognizione a supporto delle forze di pace. Al centro rimangono sempre le vicende dei protagonisti e il loro ingegno nel superare tutti gli ostacoli che gli si parano davanti, senza polemizzare ma rimboccandosi semplicemente le maniche.
In entrambi i romanzi ho scelto per i protagonisti delle figure positive, anche se un po’ problematiche.
Entrambe le storie possono assumere a tratti dei toni un po’ esasperati, ma se si scava nella vita delle persone reali, se si ascoltano le loro confidenze e i loro problemi, si scopre spesso una realtà che va ben oltre la fantasia.

 

Scintille – Come sono i tuoi protagonisti? Hai una predilezione per un certo tipo di personaggi?

Laura Gronchi – I miei protagonisti sono persone normali immortalate in un periodo di svolta delle loro vite, pertanto i toni e le caratteristiche personali sia di quelli principali, sia degli antagonisti, sono piuttosto marcate e a volte esasperate. Credevo di avere un’inclinazione naturale a scrivere storie romantiche semplici e delicate, invece mi sono scoperta una predilezione a complicare e ingarbugliare le cose. Fragili emozioni parte come una storia sentimentale che pare incanalata inesorabilmente verso il lieto fine, mentre ha delle svolte noir e introspettive inaspettate.
Nel secondo romanzo, Il volo del destino, in lista di editing presso Le Mezzelane editrice, abbandono completamente i toni rosa, creando personaggi più problematici, con pesanti fardelli emotivi alle spalle, che a volte gli fanno prendere clamorose cantonate.
Non penso di avere una predilezione per determinati personaggi, le personalità e i tratti caratteriali si modellano con l’avanzare della storia. Non credo comunque nelle figure totalmente positive, cerco di rappresentare un tipo di personaggio, funzionale allo svolgimento della storia, che sia il più possibile rappresentativo della realtà che lo circonda e con tutte le contraddizioni, insicurezze, debolezze e manie che s’incontrano nelle persone reali.

 

Scintille – Quali genere di storie ami raccontare?

Laura Gronchi – Non ho un genere preciso, sono passata da quello sentimentale a quello avventuroso. Il terzo romanzo avrà ancora i toni dell’avventura, mentre il quarto, appena abbozzato, probabilmente sarà di fantascienza.

In tutti comunque vedo come tema conduttore una o più storie sentimentali come sottofondo, che possono diventare il filo conduttore oppure no. Dipende come soffia il vento della fantasia.

 

Scintille – Se dovessi definire il tuo mondo di carta e inchiostro con quali colore, immagine, profumo o suono lo descriveresti?

Laura Gronchi – Una risma di pergamene d’altri tempi poggiata su uno scrittoio. Un vasetto d’inchiostro e una penna d’oca, accanto. Davanti, vedo una finestra aperta su un meraviglioso paesaggio, verdeggiante e assolato. Dalla finestra mi giunge il profumo di erba bagnata dalla rugiada e di campagna. Accanto a me una fumante cioccolata calda e un bel gattone soriano che fa le fusa.

 

Scintille – Da autrice esordiente parlaci della tua storia e del cammino fatto fin qui. Hai consigli per chi vorrebbe intraprendere la strada della scrittura? Cosa evitare e su cosa puntare, secondo te?

Laura Gronchi – Diciamo che mi sento ancora molto esordiente e, in quanto tale, non in grado di dare grandi consigli, anzi. L’unica cosa che posso dire a chi vuole intraprendere questa strada per diletto o per mestiere, è di non ragionare troppo su quel che si vuole scrivere ma buttare giù le idee di getto, senza formalizzarsi troppo, senza cercare di scrivere un capolavoro al primo colpo, senza scopiazzare stili di autori amati. Essere se stessi e raccontare con semplicità. In passato era più complicato, ma oggi, con i programmi di scrittura, è tutto molto più facile.

L’aggettivo più giusto si può scegliere anche dopo, l’importante, secondo me, è assecondare la passione del momento e fissarla sulla carta, prima che il pensiero svanisca. I formalismi e, ahimè la punteggiatura, a dopo. E, soprattutto, ci si deve divertire. Se l’avvicinarsi alla tastiera deve far star male per parecchio tempo, forse è meglio imboccare altre strade.
Per quanto riguarda il metodo e la struttura, mi sono ispirata ai romanzi moderni che più mi hanno appassionato negli ultimi anni, poi mi sono riguardata un po’ di analisi dei capolavori di grandi scrittori del passato (soprattutto I promessi sposi che mi è piaciuto tanto rileggere) e mi sono scaricata diversi manuali di scrittura creativa, che a volte danno delle dritte da non sottovalutare. Ma tutto è molto personale, non credo ci sia un metodo standard che valga per tutti a parte perfezionare la propria grammatica, se non è proprio scintillante, e leggere buoni libri, continuare a leggere, sempre, comunque.

 

Scintille – Fai un saluto ai tuoi lettori con una citazione – che poi è anche l’augurio che vuoi lasciare su questo blog – tratto dalle pagine del tuo romanzo.

Laura Gronchi – Volentieri, ecco un estratto dal Capitolo 20 da Il volo del destino.

«Quell’uomo aveva una marcia in più. Se non avesse deciso di mollare la sua laurea alle ortiche, per diventare UPC, l’aeronautica avrebbe perso un grande pilota. Separarlo dai suoi amati apparecchi sarebbe equivalso quasi a ucciderlo. Era nato per volare, l’aria era il suo elemento naturale, vi si trovava a suo agio, come la maggior parte degli uomini sulla terra ferma. Poteva essere assurda un’affermazione simile, ma Sergio pareva capire quelle macchine, con cui aveva una sorta di simbiosi, e loro, paradossalmente, sembravano avvertirlo, rispondendo docili ai comandi, talvolta estremi, che gl’impartiva.

 

Non è difficile avere una marcia in più, il difficile sta nello scoprire il proprio talento e seguirlo. Credo che sia questo il solo vero scopo della vita.»

Grazie di cuore e un saluto a tutt*.


L’appuntamento di oggi termina qui.

Ringrazio Laura Gronchi per averci raggiunto nel Salotto Letterario.

Salutandovi, vi invito a seguire i prossimi appuntamenti di Scintille, tanti altri autori emergenti italiani, tanta buona letteratura…

Un abbraccio e… followME! 😀

Loriana Lucciarini