[Ospiti] – Poesia donna: i versi di Marilena Ferrante | AperiPoesia nel Salotto Letterario di Scintille

Buonpomeriggio followers! 😀

Il Salotto di Scintille oggi ospita per la sua abituale pausa #AperiPoesia una poetessa e scrittrice impegnata nell’organizzazione di eventi culturali e rappresentante di prestigio del panorama letterario per il territorio Molisano. Lei è MARILENA FERRANTE, che si racconta in questa bella intervista…

Pronti a cominciare? Dai, prendete posto e appuntatevi questi hastag, saranno il filo conduttore di questo incontro con l’Autrice… #aperibook #aperipoesia #aperiautore #ospiti #concorsiletterari #poesia


Chi è Marilena Ferrante?

Nata a Isernia, dove vive, è docente di Lettere nella locale scuola secondaria di I grado “Andrea d’Isernia”.

Ama la propria attività professionale, il mondo della scuola e il rapporto con le giovani generazioni che rappresentano punto di arrivo e di partenza per lei in una continua volontà di evoluzione che la vede impegnata in un fecondo interscambio tra realtà sociale e scolastica. Animata da profonda la passione per la scrittura è autrice di poesie, di racconti e di recensioni letterarie. Marilena Ferrante è anche operatrice culturale e referente del network “Borghi della lettura” per il Comune di Isernia, nonché socia Ewwa (European Writing Women Association).

 


Le pubblicazioni di Marilena Ferrante?

 

«Quel che avrei potuto dirti» 

(di Marilena Ferrante, Volturnia Edizioni, 2015)

Rappresenta la sua silloge d’esordio

 

 

 

 

 

«Un passo dal cuore»

(di Marilena Ferrante – Volturnia Edizioni, 2016)

È la successiva con la quale la Poetessa intende continuare ad incidere, seguendo le linee della sua poetica, nel proprio cuore ed in quello dei suoi lettori.

Sinossi: In una presentazione che voglia comunque invitare il lettore a percorrere la sua strada – e a scoprire per sé, a cibarsi per sé (direbbe Dante) quello che c’è da assaporare in questo banchetto dei sensi apparecchiato, messo innanzi, da Marilena -, in una lettura giocoforza veloce di un libro che invece merita senz’altro più di un livello di approfondimento lessicale e semantico, non ha molto senso, non occorre segnalare i testi meglio riusciti (nel connubio tema-forma), o quelli più espressivi, perché ricchi di formule retoriche o perché suadenti nel tono, allusivi nelle suggestioni proposte: qui davvero conviene che ognuno prenda per sé – l’offerta è ricca, molto ricca di belle vivande, per rimanere nella metafora del banchetto, e c’è da gustare, e godere, e carezzare con lo sguardo, con i sensi…

 


 

Scintille – Ciao Marilena, benvenuta. Dicci subito chi sei, cosa fai, che hai combinato fin qui e cosa combinerai?

Marilena Ferrante – Salve a tutti, sono Marilena Ferrante, una docente di lettere che ama molto il suo lavoro, la spinta vitale delle giovani generazioni e il trasporto verso modelli educativi nuovi e partecipati. Il valore umano è al primo posto sia nel mio lavoro che nella mia attività di scrittrice.

Scrivo per un giornale telematico locale Isernianews articoli di letteratura, costume e società. Sono referente per il Comune di Isernia del network Borghi della lettura, creato nel 2015 dalla operosità di Roberto Colella e Davide Vitiello e ormai realtà in molte regioni italiane a partire dal Molise.

La mia attività non si ferma dunque all’attività di docente e di scrittrice, ma allarga i suoi orizzonti attraverso la diffusione della cultura letteraria e non sul mio territorio. Sono stata e lo sono ancora promotrice di diversi eventi che vorrei farvi conoscere per rendervi partecipi della mia attività. Ne cito solo alcuni quali l’ideazione e coordinamento del Concorso Letterario “Anime vicine e lontane nel nostro patrimonio artistico“, alla terza edizione. Ho realizzato anche il coordinamento e ideazione in collaborazione con la Soprindentenza delle Arti e Paesaggio del Molise e la Scuola secondaria di 1° grado  “Andrea d’Isernia” del progetto “Il Cuore di Isernia nel cuore”. Ho curato il coordinamento del Seminario di formazione “Don Milani Educatore” promosso da Proteo Fare Sapere. Ho curato anche l’edizione 2017 de La Notte dei Borghi della lettura  “Antiche leggende in musica” con Il Tratturo, che si è tenuta al Chiostro di Palazzo San Francesco. Ho ideato e realizzato lo spettacolo di musica e poesia “Poeti africani”, che si è svolto nella chiesa di san Lorenzo di Macchiagodena, agosto 2017. Sempre nello stesso anno ho ideato e realizzato lo spettacolo “Viaggio nella poesia, specchio dell’anima” al Castello Medievale di Macchiagodena. Mi sono occupata, nel recente passato, del coordinamento delle attività di Libriamoci e del Maggio dei libri, con progetti di lettura nella scuola secondaria di primo grado “Andrea d’Isernia”. Ho curato l’incontro-dibattito, “Morire d’amore” in occasione della celebrazione della Giornata Internazionale della violenza contro le donne presso la Libreria Enzo Della Corte.

In tutte queste attività vorrei poter dare sempre il massimo per riuscire a far arrivare a molti il mio messaggio e poter essere apprezzata non solo nel mio territorio.

 

Scintille – Che rapporto hai con la poesia?

Marilena Ferrante – Ho conosciuto la poesia quando nella mia vita avevo un grande vuoto. È stata ed è la mia ancella, il modo più assoluto per uscire dalla noia e dalla sofferenza.

 

Scintille – Cosa significa per te?

Marilena Ferrante – La poesia è per me il modo più efficace per esorcizzare il dolore, ma anche l’esplosione più netta e prorompente della mia gioia interiore.

 

Scintille – Cosa vuoi comunicare?

Marilena Ferrante – Vorrei che arrivasse ai lettori la mia energia interiore mai nascosta nella mia vita quotidiana, ma che esprime il meglio di sé nei versi e nelle parole che diventano “gioco dell’anima”, provengono dal mio profondo, a volte scandalosamente troppo vicini alla mia interiorità.

 

Scintille – Una domanda circa la tua produzione poetica. Hai pubblicato qualche silloge? Ce ne vuoi parlare?

Marilena Ferrante – Certo. Ho pubblicato due raccolte poetiche la prima nel settembre 2015 dal titolo “Quel che avrei potuto dirti” e la seconda, “Un passo dal cuore”, nell’ottobre 2016.

La prima raccolta (“Quel che avrei potuto dirti”) è un parafrasario d’amore dedicato al mondo degli affetti e ispirato da un grande vuoto provocato da uno strappo affettivo. Non mancano versi dedicati alle persone a me più care.

La seconda (“Un passo dal cuore”) tocca tre tematiche: la prima di carattere interiore legata alla memoria, al mondo sconosciuto che a volte ci appartiene. La seconda, più corposa all’Amore e all’Eros con liriche dettate da questi sentimenti. La terza è dedicata alla Bellezza che salverà il mondo, liriche di carattere civile e sociale legate al senso di appartenenza al genere umano nella sua variegata composizione (Immigrazione, Terrorismo, Amicizia ecc..)

 

Scintille – Come componi?

Marilena Ferrante – Quando sono investita dalla impellenza di scrivere mi sento attraversata da una sensazione di benessere, di leggerezza ed è allora che compongo piccoli gioielli.

 

Scintille – Cosa ti ispira?

Marilena Ferrante – Qualcuno ha detto che lo scrittore non possa scrivere senza vivere ed aveva ragione. Non riuscirei a scrivere senza entrare in collisione con il mondo esterno, solo quando divento partecipe dell’universo allora riesco a sentirmi pronta per scrivere, per far passare il vissuto in quella luce che attraversa le mie composizioni.

 

Scintille – In che modo nasce il processo creativo?

Marilena Ferrante –

Scrivo per esistere ed esisto per scrivere .

Nel senso che quando si accende quel fuoco sacro quello è il momento di librarsi e farsi trascinare dall’ignoto, dalle lettere che si accavallano e trovano la strada per dire tutto o quasi tutto si voglia comunicare in quel momento.

È questo un momento unico, sacro, inviolabile e solo ed esclusivamente mio.

 

Scintille – In generale, quali tematiche affronti e in che modo?

Marilena Ferrante – La tematica fondamentale è la vita, questa forza che trascina, la curiosità che fa indugiare, la bellezza nell’esplorare l’animo umano. Insomma tutto ciò che fa vibrare il cuore. Mi piace molto l’indagine psicologica e sociologica e di conseguenza tutto ciò che fa riflettere sugli eventi e sull’umanità in movimento.

 

Scintille – Se dovessi definire la tua produzione poetica, con quali colore, immagine, profumo o suono la descriveresti?

Marilena Ferrante – Il colore violetto , l’immagine di una carezza, il profumo di gelsomino e il suono di un violino.

 

Scintille – C’è qualche autore o poeta a cui ti ispiri?

Marilena Ferrante – Sono molti gli autori che amo, ma quello che mi entra dentro più degli altri è Pablo Neruda.

 

Scintille – Puoi dirti un titolo che in qualche modo ti ha segnato/folgorato sulla strada della poesia?

Marilena Ferrante – Faccio richiamo ai versi di Dante: «Amor ch’a nulla amato amar perdona mi prese del costui piacer sì forte che, come vedi, ancor non m’abbandona.» (Canto V dell’Inferno – Paolo e Francesca).

 

Scintille – Nel panorama letterario e editoriale italiano per un poeta è sempre più difficile trovare posto in case editrici free. Puoi parlarci del cammino fatto fin qui e di come sei arrivato a pubblicazione? Hai consigli da dare a colleghi e/o aspiranti poeti? Cosa evitare e su cosa puntare, secondo te?

Marilena Ferrante – Io ho pubblicato con una piccola casa editrice della provincia di Isernia, la Volturnia Edizioni, tuttavia credo che sia molto difficile entrare nel campo editoriale free. Bisogna che lo scrittore sia prima lui a dover credere alla sua opera e poi non arrendersi mai.

 

Scintille – Concorsi letterari: cosa ne pensi e quali sono i presupposti giusti per partecipare. Inoltre, so che sei tra le organizzatrici di un concorso di poesia. Ce ne vuoi parlare?

Marilena Ferrante – Ho partecipato a diversi concorsi letterari e penso che siano un buon banco di prova, almeno con questo spirito mi sono avvicinata. Certo, bisogna scegliere organizzazioni serie che valutino con obiettività i lavori per poi procedere ad un eventuale riconoscimento.

Io stessa ne ho promosso uno, che ora è alla III edizione: il concorso letterario dei Borghi della lettura “Anime vicine e lontane nel nostro patrimonio artistico” e devo dire che la mia giuria, di cui io sono la presidente, cerca di essere sempre obiettiva e seria con figure competenti anche nel campo archeologico.

 

Scintille – Prima di salutarci, ci regali una tua poesia?

Marilena Ferrante – Certamente. Prima di lasciarvi i miei versi invio un caro saluto a tutti e grazie per questa intervista!

Donna violata

Il capo abbassato,

la voce rotta,

le scarpe infilate,

tutta una vita accampata.

 

Muove il ricordo,

giorni felici,

carezze provate,

poi il sole bruciato,

il calore incendiato,

il pensiero rotto

nel fragore del corpo

mosso da inesistente vanità,

l’anima compressa

tra la vita e la morte.

 

Fatalità congiunta,

amore violato

di un giorno mai nato.

(Marilena Ferrante)

 


L’appuntamento, carissim* follwers, si conclude qui. Prima di salutarci anche io voglio ringraziare voi per esserci stati e l’Autrice MARILENA FERRANTE per questa bella intervista e il tempo che ci ha dedicato in questo appuntamento del Salotto Letterario.

Salutandovi, vi invito a seguire i prossimi appuntamenti di Scintille, tanti altri autori emergenti italiani, tanta buona letteratura…

Un abbraccio e… followME! 😀

Loriana Lucciarini


VI E’ PIACIUTA QUESTA INTERVISTA? SIETE INTERESSATI A SEGUIRE L’AUTRICE CHE OGGI VI HO PRESENTATO? ECCO QUI IL LINK UTILI…

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[ospiti] – Intervista a Emanuele Ascone | Il Cercatore Errante sul cammino della vita

Buonpomeriggio followers! 😀

Il Salotto di Scintille oggi ospita EMANUELE ASCONE. Lui è poeta di talento, attento ai mutamenti dell’anima e a ritrarre la vita nelle sue mille sfaccettature differenti. Parleremo di versi, ma non solo, spaginando le abituali domande… tanto per rendere frizzante questo incontro! 😀

Pronti per l’aperibook, il consueto aperitivo letterario del blog di Scintille?

Mettetevi comodi, che andiamo a iniziare… 😀


Chi è Emanuele Ascone?

Sono nato a Roma nel 1976, dove vivo e lavoro.

Fin dall’adolescenza mi è piaciuto scrivere i miei pensieri, senza dargli però la giusta importanza. Nella mia valigia non ho degli studi classici, poiché mi sono diplomato come perito tecnico, che ha poco  a che vedere con la scrittura ed il suo umano sentire.

A 21 anni mi sono arruolato nella Polizia di Stato dove tuttora presto servizio.

 


Le pubblicazioni di Emanuele Ascone?

IL TOCCO DELL’ANIMA – 365 GIORNI DI LUCE di EMANUELE ASCONE – pubblicato da LE MEZZELANE EDITORE – formato cartaceo

65 aforismi, citazioni e poesie per scandire un percorso quotidiano di riflessione, che vuole avere come meta la Luce, quella che si trova in ognuno di noi,

Un pensiero, uno per ogni giorno: 365 aforismi, citazioni e poesie per scandire un percorso quotidiano di riflessione, che vuole avere come meta la Luce, quella che si trova in ognuno di noi, ma che non tutti hanno già avuto la fortuna di vedere. Le tematiche di questa raccolta di aforismi riguardano l’esistenza e le sue turbolenze. Le quotidiane lotte contro i propri fantasmi, ma anche contro sé stessi; il coraggio di accettarsi come si è, ma con l’umiltà di volersi sempre migliorare. Le ambivalenze e contraddizioni dell’uomo moderno lo costringono ad un continuo e affannoso errare; ma se queste vengono impresse su carta, da li´ prendono vita. Si trasformano in parole così belle che toccano il cuore.

Questi aforismi vogliono essere un candido raggio di sole per lettore, una riflessione sulla bellezza del suo essere; vogliono trasmettergli la semplicità di chi sa cogliere quel Tocco dell’Anima.  ACQUISTALO QUI


Scintille – Chi sei, cosa fai, che hai combinato fin qui e cosa combinerai?

Emanuele Ascone – Mi definisco uno scrittore donato alla vita, che ricerca nel suo quotidiano sentire il bello racchiuso nella semplicità di essere anima.

Ho sempre vissuto la mia sensibilità come un limite, fino a quando non ho deciso di cambiare la prospettiva e considerarla la mia forza.

Il mio essere emotivo è sempre stata la mia cartina di tornasole, un meteoropatico vivere in balia delle emozioni con le loro sfumature di colore di una vita troppo spesso vissuta in bianco e nero. Circa dieci anni fa mi sono avvicinato alla meditazione e nello specifico, al Reiki, un’antichissima disciplina di riequilibrio energetico e questo ha fatto sì che io risvegliassi in me ricordi antichissimi di vite passate, che ovviamente influenzano il mio quotidiano vivere.

Direi che ad oggi di danni a fin di bene, ne ho fatti un bel po’, ma la vita è anche questo: vivere sul filo di una sana follia, mantenendo sempre un equilibrio che ci permetta di nutrirci d’emozioni, donando un sorriso alla tristezza.

Ognuno di noi, ha il suo posto nel mondo ed io mi considero un cercatore errante sul cammino della vita.

 

Scintille – Che rapporto hai con la poesia? Cosa significa per te? Cosa vuoi comunicare?

Emanuele Ascone – La scrittura è il mio affaccio sul mondo delle emozioni e proprio grazie ad essa che riscopro la bellezza  del tuffarsi nel mare delle mie emozioni, nuotando nelle profondità incontaminate dell’Essere, alla quotidiana riscoperta di me stesso.  La scrittura è un mezzo attraverso il quale ognuno di noi si specchia su una pagina bianca della vita, tatuandone le proprie gioie ed i propri dolori. La considero un rifugio, dove poter conservare i nostri ricordi, le nostre parole non dette, per paura o per timidezza.                                                         

 

Scintille – Parlaci della tua produzione poetica. Di cosa parlano le tue sillogi?

Emanuele Ascone – «Il tocco dell’anima – 365 giorni di luce» pubblicato da Le Mezzelane Casa Editrice, è il mio primo libro, il mio battesimo editoriale che ha visto la sua nascita grazie alla sinergia di tutte le figure professionali che curano la pubblicazione di un’opera, rendendo grande, la mia piccola famiglia de Le Mezzelane.

“Un viaggio senza meta alla riscoperta dei colori della nostra Anima”

Tutto nasce per una casualità e nel nostro vivere quotidiano ci viene data l’opportunità di trovare le risposte alle nostre domande.

L’opera racchiude in sé riflessi di vita vissuta, con tutte quelle faccettature e gli interrogativi che troppo spesso gli eventi ci servono su un piatto da portata di bassissima lega; bocconi amari mandati giù a forza, mettendo a dura prova la nostra sensibilità, iridescente essenza nella morsa dell’ego; porte sbattute in faccia e serrature prive di chiavi, che nonostante tutto ci danno un motivo per andare avanti, perché la vita è questione di punti di vista ed opportunità da saper cogliere. Quando una carezza ci sfiora l’Anima, nasce il suo tocco. Questa raccolta, vuole essere un quotidiano invito alla riflessione a 360° con le sue pillole di sensibilità che accompagnano il lettore nel suo errante girovagare nel tempo e nello spazio, alla ricerca di se stesso.

Inoltre, ho partecipato come autore nella sezione poesie al 2° Concorso letterario “La pelle non dimentica sulla violenza di genere organizzato da Le Mezzelane Casa Editrice, classificandomi al secondo posto (ex aequo) ed entrando di diritto nell’omonima antologia di racconti e poesie insieme ad altri autori partecipanti, il cui ricavato andrà a favore di Artemisia Centro Antiviolenza, associazione fiorentina che offre il proprio sostegno alle donne in difficoltà, sia sul piano legale che psicologico.

 

Scintille – Ci sono protagonisti nelle tue poesie, cioè, ti immedesimi in altrui vedute? E, se possiamo parlare di punti di vista differenti nell’elaborazione dei tuoi versi, hai una predilezione per un certo tipo di protagonisti?

Emanuele Ascone – Bella domanda! I miei protagonisti come nel romanzo di Luigi Pirandello, possono essere uno, nessuno e centomila. Ogni aforisma o poesia che fuoriesce dalla mia penna, sono del tutto autobiografici, seppur frutto di una sensibilità che va oltre il semplice limite mentale. Una ricerca continua sottobraccio alla casualità che troppo spesso ci mette di fronte a degli interrogativi, privi di razionali risposte. La nostra vita è tutta una casualità e proprio in essa dobbiamo trovare la chiave che ci permetta di guardare oltre quel limite chiamato infinito e che ci riserva sensazioni ed emozioni fuori “dal coro”.

Sono due gli avvenimenti primari che hanno determinato un cambiamento sensoriale nella mia vita. Il primo è stato il mio avvicinamento la Reiki – prima come “paziente” e successivamente come operatore, arrivando negli anni al Master – un’antica disciplina orientale di riequilibrio energetico che porta ad una riscoperta quotidiana di se stessi e della propria anima, facendosi largo tra le paure che bloccano il nostro progredire sia sul piano fisico che mentale. L’altro avvenimento che ha segnato il mio sentire è stato l’incontro con un frate che mi ha fatto riscoprire la bellezza del donarsi nella semplicità dell’essere un dono per se stessi e per gli altri. Credo che ognuno di noi possa seguire un cammino animico-spirituale perché la luce non fa differenza di credo e di religione. Viviamo tutti nel riflesso di una luce incondizionata che ci accomuna nel suo essere fede.

 

Scintille Quali tematiche affronti?

Emanuele Ascone – Ogni mio pensiero, sia esso un aforisma o una poesia, sono emozioni che nascono negli istanti di vita quotidiana senza un preavviso.

E’ come guardare lo scorrere della vita con gli occhi di un bambino ed una maturità che ti fa mutare la prospettiva, rendendo visibili particolari che come chiavi di lettura, aprono la mente a nuovi mondi inesplorati.  

 

Scintille – C’è qualche autore a cui ti ispiri? Puoi dirci un titolo che in qualche modo ti ha segnato/folgorato sulla strada della poesia?

Emanuele Ascone – Uno scrittore che mi ha letteralmente folgorato è stato Romano Battaglia con “Notte Infinita” e “Una rosa dal mare”, col suo scrivere semplice che arriva in ogni singolo respiro del cuore.

Certamente nel panorama italiano abbiamo molti scrittori celebri e di nicchia da cui trovare ispirazione, ma nella mia coerente “ignoranza”, scrivo ciò che le mie emozioni ed il mio animico sentire/percepire mi trasmettono.

 

Scintille – Se dovessi definire la tua produzione poetica, con quali colore, immagine, profumo o suono la descriveresti?

Emanuele Ascone – Il mio mondo di parole non ha una carta predefinita. L’ispirazione non ha alcun preavviso, e questo mi porta a scrivere su qualsiasi supporto, sia cartaceo che non, ma il profumo della carta e le sensazioni che ti trasmette sono sicuramente insostituibili. Se chiudo gli occhi, ho sempre fissa nella mia mente l’immagine di un ciliegio giapponese con il suo profumo,  la sua delicatezza e  fragilità, ma al tempo stesso la sua estrema forza nel donarsi in tutta la sua bellezza durante la sua fioritura (hanami). L’oriente è la culla del nostro sentire e percepire, dove i suoni della natura diventano i dialoghi in cui la nostra mente si tuffa per riscoprirsi viva tra i suoi elementi. Ogni nostro pensiero è un arcobaleno di colori con le proprie sfumature e le profondità. Possiamo spaziare dal bianco al nero passando per l’indaco, come artisti di strada che si ritrovano a colorare la propria tela, fatta di quotidianità e soggetta alle intemperie della vita come un acquerello che avvolge i pensieri con le sue tenue totalità.

 

Scintille – Nel panorama letterario e editoriale italiano per un poeta è sempre più difficile trovare posto in case editrici free. Puoi parlarci del cammino fatto fin qui e di come sei arrivato a pubblicazione? Hai consigli da dare a colleghi e/o aspiranti poeti? Cosa evitare e su cosa puntare, secondo te?

Emanuele Ascone – La mia è una storia semplice, di quelle che passano in punta di piedi per non far rumore. Un muoversi con delicatezza e tatto sfiorando i pensieri di coloro che incontro sul mio cammino. Considero i miei aforismi  come delle piacevoli “elucubrazioni” mentali che determinano il mio essere pensante e riflessivo. 

Se penso al «Il Tocco dell’anima – 365 giorni di luce», come mia prima opera editoriale, non posso che ringraziare Lara Bellotti dell’agenzia letteraria evasioni culturali per avermi preso per mano e condotto con professionalità e sensibilità in un mondo a me sconosciuto, fatto di persone straordinarie come Rita Angelelli direttore editoriale de le Mezzelane Casa Editrice, Maria Grazia Beltrami capo editor, Silvia Laporta editor, Gaia Cicaloni  grafico e tutto il suo staff. Una piccola grande famiglia fatta di persone ed anime che sanno confrontarsi nella quotidianità, nel rispetto dei propri ideali. 

L’unico consiglio che posso dare è quello di essere sempre se stessi, permettendo al loro scrivere di essere lo specchio di quelle emozioni vere e sincere che li accompagnano silenziosamente nei rintocchi di quella vita, fatta di istanti interminabili. Il mio ultimo consiglio è: “No, editoria a pagamento”.

 

Scintille – Domanda lampo sui concorsi letterari, che per la poesia sono moltissimi. Tu cosa ne pensi?

Emanuele Ascone – Ho partecipato per la prima volta al 2° Concorso “la Pelle non dimentica”, così, quasi per gioco, scrivendo le cinque poesie praticamente di getto in una domenica d’ottobre del 2017. Proprio in questa occasione per la prima volta ho messo a nudo le mie emozioni, presentandole ad una giuria altamente qualificata e affrontando un tema purtroppo sempre attuale nelle cronache quotidiane della nostra società. Senza voler peccare di presunzione, mi considero un uomo con la sensibilità di una donna. Credo che i concorsi letterari siano uno strumento fondamentale per arrivare al cuore delle persone, dove ogni autore mette le proprie emozioni  nelle mani di coloro che hanno voglia di confrontarsi e ritrovarsi nelle parole affidate al nostro vivere, fatto di valori e rispetto per noi stessi e per il prossimo.

 

Scintille – Il tuo volume di poesie ha una veste grafica particolare, oltre a una copertina straordinaria! Chi ha progettato il formato e l’impaginazione? E perché questa originale scelta?

Emanuele Ascone – Il progetto è stato il risultato di una sinergia perfetta tra Rita Angelelli direttore editoriale de Le Mezzelane Casa editrice, Maria Grazia Beltrami capo editor e Gaia Cicaloni grafico e ribattezzata dal sottoscritto “donna copertina”. Io nel mio piccolo c’ho messo la faccia, anzi il mio profilo.

La copertina a mio giudizio, riveste un ruolo fondamentale nella riuscita di un’opera, perché è attraverso di essa che arriviamo d’impatto al lettore, ancor prima che con le parole in essa contenute. Direi proprio che la copertina rispecchia esattamente il contenuto de “il tocco dell’anima – 365 giorni di luce”.

 

Scintille Fai un saluto ai tuoi lettori con una citazione – che poi è anche l’augurio che vuoi lasciare su questo blog – tratto dalle pagine del tuo libro di poesie e aforismi.

Emanuele Ascone – Eccolo:

All’improvviso una farfalla si posa sulla mia spalla,

per nulla impaurita del suo essere esile e delicata,

desiderosa di farsi apprezzare  in tutta la sua bellezza

e per ricordarmi che la vita è anche e soprattutto “leggerezza”.

                                                                          (Emanuele Ascone)


L’appuntamento di oggi termina qui.

Ringrazio Emanuele Ascone per averci raggiunto nel Salotto Letterario, bella questa intervista, piena di intensità, argomenti, temi importanti, riflessioni…

Salutandovi, vi invito a seguire i prossimi appuntamenti di Scintille, tanti altri autori emergenti italiani, tanta buona letteratura…

Un abbraccio e… followME! 🙂

Loriana Lucciarini



VI E’ PIACIUTA QUESTA INTERVISTA? SIETE INTERESSATI A SEGUIRE L’AUTORE CHE OGGI VI HO PRESENTATO? ECCO QUI IL LINK DOVE POTETE SERGUIRLO…

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[Ospiti] – VitainVersi | Incontro con Vinicio Salvatore Di Crescenzo, poeta

Buonpomeriggio followers! 😀

Il Salotto di Scintille oggi ospita un poeta che ha già all’attivo varie sillogi: qui con noi VINICIO SALVATORE DI CRESCENZO che, in quest’intervista, ci racconterà molto di sé e della sua produzione letteraria.

Pronti per l’aperibook, il consueto aperitivo letterario del blog di Scintille?


Chi è Vinicio Salvatore Di Crescenzo?

Vinicio Salvatore Di Crescenzo nasce a Fondi (LT) nel 1961. Naturalmente portato per le materie artistiche in generale, affina ed arricchisce le proprie qualità e capacità   partecipando dapprima a corsi di disegno e pittura, successivamente frequentando per svariati anni corsi di musica per lo studio del pianoforte. Si dedica infine con maggiore intensità e passione alla composizione di racconti brevi e in particolare, in maniera più incisiva, alla poesia. Acuto e riflessivo osservatore, di grande sensibilità ed efficace ricercatore di quei lati oscuri e inesplorati del mondo circostante, inizia fin da subito ad occuparsi della descrizione di quegli elementi che riescono a “catturare” nell’animo sensazioni, emozioni e quanto di più apprezzabile nasca dalla percezione umana nei confronti degli elementi della vita.  Fa della poesia il proprio sfogo artistico, attraverso la quale narra i propri stati d’animo e le proprie sensazioni, naturali e spontanei sentimenti, che molto spesso si ritrovano anche nelle coscienze del singolo lettore.

L’autore è stato Finalista al concorso “Poetamare” 1^ edizione indetto dall’associazione culturale “Clemente Riva”; Premiato alla 1^ Ragunanza di narrativa breve indetta dall’APS Le Ragunanze con il racconto “Il triste canto della natura”; Premiato alla 2^ Ragunanza di poesia indetta   dall’APS “Le Ragunanze” con la poesia “La mia strada”; Premiato alla 4^ Ragunanza di poesia – 3^ posto – sezione libro edito con “Assoli”.


Le pubblicazioni di Vinicio Salvatore Di Crescenzo?



 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


La sua ultima pubblicazione?

ASSOLI

Questa raccolta di poesie si divide in tre distinte sezioni, attraverso le quali l’autore descrive minuziosamente le proprie impressioni percettive e affronta un tema che risulta essere parte integrante dell’esistenza di ogni persona. Attraverso questa raffinata forma espressiva, l’autore narra della natura e dell’amore in generale. Natura senza la quale non si potrebbe dare voce alle proprie sensazioni, che “imprigiona” con le proprie meraviglie ogni sensibile attenzione. E amore, per la donna o l’uomo della nostra vita, per un oggetto o per la nostra terra. Amore per una madre o un padre che ci hanno generati. Un’analisi a tutto campo attraverso gli elementi che ci accompagnano ogni giorno.

Il volume, curato da Maria Grazia Beltrami e edito da Le Mezzelane casa editrice è acquisabile qui


Scintille – Chi sei, cosa fai, che hai combinato fin qui e cosa combinerai?

Vinicio Salvatore Di Crescenzo – Sono un osservatore del mondo che adora pescare dentro i suoi elementi, tutto ciò che sappia creare interesse emotivo e ispirazione.

Mi dedico con passione all’accurata descrizione dei miei stati d’animo attraverso la mia poesia, elemento mediante il quale, rivelo il mio personale punto di vista libero e spontaneo. Grazie a questa forma di comunicazione, sono arrivato alla quarta raccolta di poesie. Spero di poter continuare a raccontare le mie percezioni anche nel futuro, non escludendo l’eventualità di poter scrivere anche racconti e romanzi.

Scintille – Che rapporto hai con la poesia? Cosa significa per te? Cosa vuoi comunicare?

Vinicio Salvatore Di Crescenzo

La poesia è lo sfogo artistico più vicino alle mie esigenze di comunicazione.

La sento fortemente presente in tutte le mie attività e credo che sia il metodo più efficace per poter instaurare un rapporto personale ed esclusivo con il lettore. Un’unione di intenti finalizzati alla ricerca interiore e alla scoperta di nuovi territori emotivi da esplorare e conquistare.

La ricerca di inconsuete dimensioni e la descrizione accurata delle stesse attraverso i versi di una poesia rappresentano, a mio modo di vedere, la pura esaltazione dei sentimenti umani sugli elementi circostanti. Un idillio di forme e colori che sanno penetrare dentro le coscienze in maniera garbata ed elegante.

Scintille – Parlaci della tua produzione poetica. Di cosa parlano le tue sillogi?

Vinicio Salvatore Di Crescenzo – Ho iniziato a scrivere, e credo come tanti, in età adolescenziale, quando più forti si fanno sentire i conflitti interni, l’accettazione della propria persona con tutti i supposti e spesso infondati difetti, e la lotta continua nel dover affermare la propria personalità nella vita sociale e soprattutto con i propri coetanei. Noi tutti credo, abbiamo confidato i nostri segreti a un diario in questo periodo. Molto spesso questi pensieri rimangono chiusi in un cassetto o peggio ancora gettati via. Io ho avuto il coraggio di “riesumarli” e riproporli con coraggio nella mia prima silloge datata 2012 dal titolo “Poesia da mio diario”. Una raccolta di cinquanta poesie scritte in un arco di tempo di oltre quarant’anni. Soltanto un anno più tardi poi, ho voluto sperimentare un’inconsueta unione di forme espressive, facendo convivere poesie e pensieri in un unico volume. “Il coraggio dei pensieri la timidezza della poesia” infatti, racchiude al suo interno il messaggio diretto dei pensieri, che si alternano con la forma più dolce espressa dalla composizione della poesia, il tutto fruibile in un unico volume. Un paio di anni più tardi decido di espormi in maniera ancora più “sfacciata” pubblicando “Segreti Svelati”, una sorta di confessioni reali dove le poesie sono composte con l’autore in prima persona, che confessa i suoi segreti attraverso le parole della poesia. Arriviamo quindi ad “Assoli”, un inno vero e proprio alla natura e ai sentimenti umani. La raccolta infatti, si divide in tre distinte sezioni quali Osservazioni, riflessioni e sentimenti, in quest’ultimo caso, verso gli amori in senso ampio. “Assoli” vuole metaforicamente indicare come la natura, con i suoi perfetti sincronismi tra gli elementi, sia paragonabile una grande orchestra che esegue una pacata sinfonia e solo a tratti concede la propria base melodiosa all’assolo dello strumento principe, che in questo caso è rappresentato dalla poesia.

Scintille – Se dovessi definire la tua produzione poetica, con quali colore, immagine, profumo o suono la descriveresti?

Vinicio Salvatore Di Crescenzo – La poesia ha i colori dell’arcobaleno e le sue tinte sono frutto di mille sfumature impresse negli occhi di chi le sa apprezzare.

I profumi sono intrisi di natura effervescente, dai suoni pacati del vento e dei mari.

Scintille – C’è qualche autore a cui ti ispiri? Puoi dirti un titolo che in qualche modo ti ha segnato/folgorato sulla strada della poesia?

Vinicio Salvatore Di CrescenzoLa poesia usa un linguaggio universale, ognuno può plasmarlo, modificarlo e renderlo estremamente personale con le proprie capacità percettive, facendolo aderire il più possibile al proprio stile. I poeti che mi hanno maggiormente influenzato rendendo bene l’idea di cosa volesse dire descrivere il mondo attraverso personali sensazioni e proprie interpretazioni sono stati veramente tanti, ma uno su tutti spicca in maniera decisiva: Libero de Libero, poeta e scrittore del 900, fondano e quindi mio concittadino, mi ha sempre molto affascinato. La visione della propria terra come una delle varie fonti che lo hanno ispirato, con riferimenti alla vita contadina,  alla povertà e al sacrificio, lo portano alla luce della mia attenzione quale artista estremamente affascinante, maturo e allo stesso tempo, interprete puro della realtà italiana del suo tempo. Identificato e connotato come poeta espressamente ermetico, di fatto, molto spesso amava raccontare attraverso i suoi scritti quali forme e quali usanze identificassero la vita quotidiana della sua terra di origine, usando un linguaggio espressamente più realistico e scorrevole.

Scintille – Nel panorama letterario e editoriale italiano per un poeta è sempre più difficile trovare posto in case editrici free. Puoi parlarci del cammino fatto fin qui e di come sei arrivato a pubblicazione? Hai consigli da dare a colleghi e/o aspiranti poeti? Cosa evitare e su cosa puntare, secondo te?

Vinicio Salvatore Di Crescenzo – La poesia è donare quanto di più intimo si riesca a produrre attraverso i propri sentimenti. Proprio per questo ritengo il lavoro del poeta preziosissimo. Dover pagare per donare mi appare assai incomprensibile, e soprattutto incoerente, poiché va a sminuire proprio quella ricchezza artistica che deve dare lustro a questa intensa forma espressiva. Infatti, attraverso questo compromesso economico, non si è più in grado di capire se il lavoro svolto sia degno di essere fruito perché valido, correndo così seriamente il rischio di offrire al lettore componimenti scadenti in virtù di leggi di mercato. Una casa editrice che crede nei valori di un autore e soprattutto nei suoi scritti non dovrebbe mai offrire una pubblicazione a pagamento. Per chi si avvicina a questo mondo consiglio umiltà, sempre. In ogni colloquio, rapporto o riunione nell’ambito letterario, anche con l’ultimo arrivato, c’è sempre un elemento da apprendere per arricchire il nostro sapere. L’esperienza si fa considerando sempre ogni fatto, come un possibile prezioso elemento per la nostra coscienza,

Scintille – Domanda lampo sui concorsi letterari, che per la poesia sono moltissimi. Tu che ne pensi?

Vinicio Salvatore Di Crescenzo – Sono una bella esperienza per arricchire il nostro bagaglio di conoscenza, ma senza esagerare, e soprattutto senza alcun senso di competizione: la poesia è solo forte e sana emozione.


L’appuntamento di oggi termina qui.

Ringrazio Vinicio Salvatore Di Crescenzo per averci raggiunto nel Salotto Letterario, con lui abbiamo parlato di vita, emozioni, poesia e scrittura…

Salutandovi, vi invito a seguire i prossimi appuntamenti di Scintille, tanti altri autori emergenti italiani, tanta buona letteratura…

Un abbraccio e… followME! 🙂

Loriana Lucciarini



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