[Ospiti] – Laura Gronchi: fuga tra parole, sentimenti e fantasia | Incontro con l’Autrice

Buonpomeriggio followers! 😀

Il Salotto di Scintille oggi ospita un’autrice esordiente per la ormai consueta pausa dell’aperitivo letterario. Con noi c’è LAURA GRONCHI, che ringrazio e accolgo tra uno Cuba Libre e un Mohjito.

Scopriamola in questa bella intervista…


Chi è Laura Gronchi?

Laura Gronchi nasce a Pontedera, (PI) nel 1967. Nel 1986 consegue il diploma di scuola superiore presso Ist. Tec. Commerciale E. Fermi di Pontedera specializzazione/orienta-mento Programmatori.
Seguono esperienze presso studi professionali, fino all’attuale occupazione presso un’azienda di lavorazione lamiere, dove ricopre il ruolo di ragioniera e disegnatrice Cad 2D. Ha una modesta esperienza di web designer (ha creato i due siti aziendali più qualche altro sito privato per amici e conoscenti). L’amore per la lettura, già presente fin dalla giovinezza, si rafforza durante i numerosi spostamenti per raggiungere il primo fidanzato romano, ed è sempre presente nella sua vita. Sposata dal 2012 senza figli. Inizia a scrivere per divertimento, e dopo un po’ di pratica, redige alcuni racconti e brevi romanzi, tra cui “Fragili emozioni”, che invia per una valutazione a “Il rifugio dell’esordiente”, ottenendo un esito incoraggiante, tanto da farle prendere la decisione di tentare di pubblicarlo. Il secondo romanzo “Il volo del destino” è in attesa di editing presso la Casa Editrice Le Mezzelane.
Hobby: lettura, scrittura, discipline olistiche, fai da te, decoupage, camminate nella natura, nuoto.
Autori preferiti: Wilburn Smith, Paulo Coelho, Isaac Asimov, Isabel Allende, Glenn Cooper, Luigi Pirandello, Christian Jacq, Ray Bradbury (e molti altri ma l’elenco sarebbe troppo lungo).


Le pubblicazioni di Laura Gronchi?

 

FRAGILI EMOZIONI

La storia è ambientata ai giorni nostri con vari flash back nel passato dei vari protagonisti.
Sibilla, dopo anni di gavetta è diventata una pubblicitaria di successo, pagata profumatamente e contesa dalle grandi agenzie pubblicitarie di Firenze. Una convivenza apparentemente indistruttibile con il proprio fidanzato e una situazione economica senza problemi.
Renzo e Federico sono i proprietari della F. & R. S.P.A. la più importante agenzia pubblicitaria del capoluogo che comincia a sentire i primi effetti della crisi economica. Per scongiurare licenziamenti tentano di sfondare nel mondo del lusso, settore che sembra aver risentito meno della recessione e di cui si sono sempre occupati marginalmente. Sono pertanto alla ricerca di personale che abbia esperienza e gli agganci giusti per agevolare loro i primi passi.
Sibilla è stufa della propria vita, il rapporto invidiabile è andato a rotoli e il lavoro di “successo” è noioso e ripetitivo. Memore degli anni di apprendistato, invia impulsivamente il curriculum alla F. & R. senza farsi troppe illusioni e invece viene presa in prova.
Si troverà a scontrarsi professionalmente con Renzo, Direttore Creativo della società, dinamico e intuitivo, che ha riversato tutte le sue energie nel perseguire il successo della propria azienda e nel crescere i suoi due figli, dopo il doloroso divorzio dalla prima moglie. La stima e l’attrazione reciproca crescono durante l’organizzazione della prima sfilata nella cornice di una delle più suggestive ville sulle colline di Firenze.
Supereranno scontri e diffidenze reciproche, riuscendo finalmente a esprimere i loro veri sentimenti. Ma c’è chi trama nell’ombra e tenterà di ostacolare il loro amore.

(di prossima pubblicazione con Le Mezzelane edizioni)

IL VOLO DEL DESTINO

La crisi economica e la malattia del padre hanno portato scompiglio nell’ordinata vita di Sara Toni minando il fragile rapporto tra lei e il marito Marco, sempre più geloso e insofferente riguardo il difficile periodo attraversato dalla moglie. Solo il corso per infermiera professionale sembra portare un po’ di luce nelle sue grigie giornate, tornando a dare un senso d’utilità alla sua vita. Durante uno dei rari periodi di ripresa dell’attività lavorativa, conosce Sergio Morelli, pilota dell’aeronautica militare, pignolo e scostante con il quale si scontra vivacemente. La morte improvvisa del padre di lei e il trasferimento a sorpresa a Gibuti di lui, relegano il loro incontro provvisoriamente nell’oblio.

Il matrimonio di Sara scricchiola sempre di più, è stufa della gelosia patologica di Marco e dei continui rimbrotti e comincia a sognare un futuro diverso per se, ma quando il marito lo scopre le conseguenze saranno drammatiche.

Doveva essere una missione di routine priva di pericoli quella affidata al maggiore Morelli e ai suoi uomini, ma il peggioramento delle politiche internazionali, li costringono a un intervento imprevisto al fianco delle truppe ONU per riportare ordine al confine tra Somalia ed Etiopia. L’operazione avrà successo ma a caro prezzo. Soltanto grazie alla propria tenacia e sangue freddo, il pilota riuscirà a cavarsi da una situazione senza apparenti vie d’uscita. Raccolto in fin di vita da un furgone di MSF troverà rifugio presso il campo profughi di Dolo Ado, dove ritroverà Sara al suo secondo contratto come infermiera volontaria. Stregato dai suoi meravigliosi occhi blu, mai veramente dimenticati, Sergio rompe la corazza di cinismo dietro cui si era trincerato, dando via libera ai propri sentimenti riuscendo a vincere la ritrosia dell’ infermiera, ancora scossa dalla burrascosa separazione dal marito. Ma la strada per poter vivere pienamente il loro amore sarà ancora lunga e irta di pericoli.



Scintille – Chi sei, cosa fai, che hai combinato fin qui e cosa combinerai?

Laura Gronchi – Salve, mi presento, sono Laura Gronchi da Pisa, un diploma di ragioniera indirizzo programmatori e un presente fatto di scadenze e dichiarazioni fiscali sempre più assurde. Cerco nella scrittura un’alternativa al mio quotidiano lavorativo che non mi gratifica più.

Scintille – Che rapporto hai con la scrittura? Cosa significa per te? Cosa vuoi comunicare?

Laura Gronchi – Più che la scrittura all’inizio fu la lettura. Sono stata e sono tuttora una divoratrice di libri seriale. Può capitare che abbia più testi in contemporanea, accanto al letto. Peccato che durino poco più di una settimana, solo Ramses ha superato la soglia dei quindici giorni. Dopo tanto leggere, ho iniziato a scrivere quasi per gioco e per una serie di sfide con me stessa: ero alla ricerca della storia ideale, così ho deciso di scrivermela. Inoltre volevo dimostrare che ero capace di gestire la complessità di un romanzo: trama, logica degli intrecci, personalità dei personaggi. Stavo passando un periodo lavorativo e familiare disastroso, la fantasia mi è venuta in aiuto con una valanga d’idee, di cui ancora molte nel cassetto, da sviluppare. All’inizio mi è servita anche come valvola di sfogo dalle frustrazioni quotidiane. In genere non ho un’idea statica e rigida di quello che scrivo, non seguo uno schema. Magari tutto parte dal desiderio di narrare una storia d’amore che abbia un qualcosa di eccezionale, poi durante lo sviluppo si aggiungono spunti gialli, noir o avventurosi, dipende da che parte gira il timone della fantasia.

Scintille – Parlaci dei tuoi romanzi che presto saranno pubblicati. Quali tematiche affronti e in che modo?

Laura Gronchi Fragili emozioni, il mio primo lavoro, nasce principalmente come romanzo sentimentale ambientato ai giorni nostri, in provincia di Firenze, in una grande agenzia pubblicitaria, che per evitare tagli al personale, cerca uno sbocco nel mondo della moda. Volevo raccontare come la magia dell’amore possa riuscire a vincere resistenze e fragilità tra due persone assolutamente normali, ma deluse da rapporti precedenti che le hanno segnate. Tramite alcuni flash-back, ricostruisco il loro passato e l’evolversi delle loro personalità.
Le tematiche affrontate sono molteplici: i problemi cui può andare incontro una famiglia nella gestione di un malato psichico grave, la difficoltà a rendersi conto della gravità della malattia e come questa, possa condizionare la vita di tutti i membri. La grande crisi lavorativa ed esistenziale del protagonista maschile, che non riesce a emergere e mantenere la sua famiglia come vorrebbe, nonostante talento e impegno profusi. Le difficoltà incontrate dalla protagonista femminile, dopo aver troncato il rapporto con il fidanzato possessivo e dalla doppia vita. Il tutto senza polemiche inutili o giudizi, che risulterebbero scontati, ma limitandomi a raccontare gli eventi e come i protagonisti hanno reagito.

Il secondo lavoro, Il volo del destino, nasce e rimane un romanzo d’avventura, tout court, ambientato tra Pisa e l’attuale Etiopia, tra azioni militari, terroristi, rapimenti e campi profughi. Anche qui ci sono un lui e una lei che finiscono per incontrarsi, rincontrarsi e amarsi, tra peripezie e colpi di scena. Lui è un pilota dell’Aeronautica Militare Italiana, vedovo e disilluso. Lei è una vittima della crisi, sposata a un marito violento, di cui è succube, e con entrambi i genitori anziani, malati, a carico. Come unica valvola di sfogo frequenta un corso per infermiera, che segue tra una cassaintegrazione e l’altra e che le fa sognare un futuro professionale in Medici Senza Frontiere, lontano da una realtà che non la soddisfa più. Anche qui i temi sono diversi: le frustrazioni avvertite dalla protagonista durante la gestione quotidiana dei genitori anziani, nei periodi di ripresa dell’attività lavorativa, senza potersi appoggiare ad aiuti esterni che non può permettersi a causa della bassa pensione e dall’incertezza del proprio stipendio. Il rifiuto di accettare la fine del proprio matrimonio con un marito geloso, che non la ama, che la mortifica con continue critiche e che infine si rivela anche vigliacco e violento. Un accenno al vasto tema dei migranti e dei media che ci speculano sopra, sfruttando la credulità e l’esasperazione dell’opinione pubblica, raccontando tutto e il contrario di tutto, pur di fare notizia. La rinascita affettiva del protagonista maschile, dopo essersi trovato a un passo dalla morte, durante una sfortunata missione di ricognizione a supporto delle forze di pace. Al centro rimangono sempre le vicende dei protagonisti e il loro ingegno nel superare tutti gli ostacoli che gli si parano davanti, senza polemizzare ma rimboccandosi semplicemente le maniche.
In entrambi i romanzi ho scelto per i protagonisti delle figure positive, anche se un po’ problematiche.
Entrambe le storie possono assumere a tratti dei toni un po’ esasperati, ma se si scava nella vita delle persone reali, se si ascoltano le loro confidenze e i loro problemi, si scopre spesso una realtà che va ben oltre la fantasia.

 

Scintille – Come sono i tuoi protagonisti? Hai una predilezione per un certo tipo di personaggi?

Laura Gronchi – I miei protagonisti sono persone normali immortalate in un periodo di svolta delle loro vite, pertanto i toni e le caratteristiche personali sia di quelli principali, sia degli antagonisti, sono piuttosto marcate e a volte esasperate. Credevo di avere un’inclinazione naturale a scrivere storie romantiche semplici e delicate, invece mi sono scoperta una predilezione a complicare e ingarbugliare le cose. Fragili emozioni parte come una storia sentimentale che pare incanalata inesorabilmente verso il lieto fine, mentre ha delle svolte noir e introspettive inaspettate.
Nel secondo romanzo, Il volo del destino, in lista di editing presso Le Mezzelane editrice, abbandono completamente i toni rosa, creando personaggi più problematici, con pesanti fardelli emotivi alle spalle, che a volte gli fanno prendere clamorose cantonate.
Non penso di avere una predilezione per determinati personaggi, le personalità e i tratti caratteriali si modellano con l’avanzare della storia. Non credo comunque nelle figure totalmente positive, cerco di rappresentare un tipo di personaggio, funzionale allo svolgimento della storia, che sia il più possibile rappresentativo della realtà che lo circonda e con tutte le contraddizioni, insicurezze, debolezze e manie che s’incontrano nelle persone reali.

 

Scintille – Quali genere di storie ami raccontare?

Laura Gronchi – Non ho un genere preciso, sono passata da quello sentimentale a quello avventuroso. Il terzo romanzo avrà ancora i toni dell’avventura, mentre il quarto, appena abbozzato, probabilmente sarà di fantascienza.

In tutti comunque vedo come tema conduttore una o più storie sentimentali come sottofondo, che possono diventare il filo conduttore oppure no. Dipende come soffia il vento della fantasia.

 

Scintille – Se dovessi definire il tuo mondo di carta e inchiostro con quali colore, immagine, profumo o suono lo descriveresti?

Laura Gronchi – Una risma di pergamene d’altri tempi poggiata su uno scrittoio. Un vasetto d’inchiostro e una penna d’oca, accanto. Davanti, vedo una finestra aperta su un meraviglioso paesaggio, verdeggiante e assolato. Dalla finestra mi giunge il profumo di erba bagnata dalla rugiada e di campagna. Accanto a me una fumante cioccolata calda e un bel gattone soriano che fa le fusa.

 

Scintille – Da autrice esordiente parlaci della tua storia e del cammino fatto fin qui. Hai consigli per chi vorrebbe intraprendere la strada della scrittura? Cosa evitare e su cosa puntare, secondo te?

Laura Gronchi – Diciamo che mi sento ancora molto esordiente e, in quanto tale, non in grado di dare grandi consigli, anzi. L’unica cosa che posso dire a chi vuole intraprendere questa strada per diletto o per mestiere, è di non ragionare troppo su quel che si vuole scrivere ma buttare giù le idee di getto, senza formalizzarsi troppo, senza cercare di scrivere un capolavoro al primo colpo, senza scopiazzare stili di autori amati. Essere se stessi e raccontare con semplicità. In passato era più complicato, ma oggi, con i programmi di scrittura, è tutto molto più facile.

L’aggettivo più giusto si può scegliere anche dopo, l’importante, secondo me, è assecondare la passione del momento e fissarla sulla carta, prima che il pensiero svanisca. I formalismi e, ahimè la punteggiatura, a dopo. E, soprattutto, ci si deve divertire. Se l’avvicinarsi alla tastiera deve far star male per parecchio tempo, forse è meglio imboccare altre strade.
Per quanto riguarda il metodo e la struttura, mi sono ispirata ai romanzi moderni che più mi hanno appassionato negli ultimi anni, poi mi sono riguardata un po’ di analisi dei capolavori di grandi scrittori del passato (soprattutto I promessi sposi che mi è piaciuto tanto rileggere) e mi sono scaricata diversi manuali di scrittura creativa, che a volte danno delle dritte da non sottovalutare. Ma tutto è molto personale, non credo ci sia un metodo standard che valga per tutti a parte perfezionare la propria grammatica, se non è proprio scintillante, e leggere buoni libri, continuare a leggere, sempre, comunque.

 

Scintille – Fai un saluto ai tuoi lettori con una citazione – che poi è anche l’augurio che vuoi lasciare su questo blog – tratto dalle pagine del tuo romanzo.

Laura Gronchi – Volentieri, ecco un estratto dal Capitolo 20 da Il volo del destino.

«Quell’uomo aveva una marcia in più. Se non avesse deciso di mollare la sua laurea alle ortiche, per diventare UPC, l’aeronautica avrebbe perso un grande pilota. Separarlo dai suoi amati apparecchi sarebbe equivalso quasi a ucciderlo. Era nato per volare, l’aria era il suo elemento naturale, vi si trovava a suo agio, come la maggior parte degli uomini sulla terra ferma. Poteva essere assurda un’affermazione simile, ma Sergio pareva capire quelle macchine, con cui aveva una sorta di simbiosi, e loro, paradossalmente, sembravano avvertirlo, rispondendo docili ai comandi, talvolta estremi, che gl’impartiva.

 

Non è difficile avere una marcia in più, il difficile sta nello scoprire il proprio talento e seguirlo. Credo che sia questo il solo vero scopo della vita.»

Grazie di cuore e un saluto a tutt*.


L’appuntamento di oggi termina qui.

Ringrazio Laura Gronchi per averci raggiunto nel Salotto Letterario.

Salutandovi, vi invito a seguire i prossimi appuntamenti di Scintille, tanti altri autori emergenti italiani, tanta buona letteratura…

Un abbraccio e… followME! 😀

Loriana Lucciarini


[Ospiti] – Emozioni di carta | Ilaria Biondi, poetessa e scrittrice incontra i lettori nell’aperitivo letterario di Scintille

Buonpomeriggio followers! 😀

Il Salotto di Scintille oggi ospita un’autrice che è anche poetessa, attiva in moltissimi eventi culturali e letterari, promotrice dei fantastici mondi di carta e inchiostro…

Qui con noi, per l’aperitivo letterario, c’è ILARIA BIONDI!


Chi è Ilaria Biondi?

Ilaria Biondi nasce a Parma nel 1974 e da qualche anno vive di nuovo stabilmente nel piccolo borgo dell’Appennino Parmense dove è cresciuta. Dopo la Laurea in Lingue e Letterature Straniere presso l’Università degli Studi di Bologna, consegue presso il medesimo ateneo il Dottorato di Ricerca in Letterature Comparate con una tesi sulla prima traduzione francese dei racconti di E.T.A. Hoffmann. Durante il periodo del Dottorato trascorre lunghi periodi a Parigi, per perfezionare la conoscenza della lingua francese e per lavorare alla sua dissertazione. Attualmente si dedica all’insegnamento, benché a tempo parziale, con incarichi presso la scuola primaria e come titolare di corsi di lingua straniera e di letteratura per adulti. Ama lavorare con i bambini e organizza periodicamente, in forma gratuita e volontaria, letture animate, corsi e laboratori. È stata per alcuni anni lettrice volontaria presso l’Ospedale dei Bambini della sua città.

Si occupa di traduzione letteraria, critica della traduzione, poesia, letteratura al femminile, letteratura fantastica, letteratura di viaggio e letteratura per l’infanzia. Sue aree di interesse predilette sono la letteratura francese ultracontemporaine, la letteratura belga francofona, quella tedesca e inglese dell’Ottocento. Sue traduzioni e suoi contributi sono apparsi su diverse riviste letterarie cartacee, tra cui “Quaderni di Synapsis”, “Quaderni del CeSLiC”, “Comunicare Letteratura”, “Ottocento”, “Experience”, “Leggere Donna”, “Pagine Giovani” e “Future Shock”.

Attualmente collabora con alcuni blog e siti letterari (“Cultura al Femminile”, “Gli Scrittori della Porta Accanto”, “La Stanza di Virginia”, “La Bottega dei Traduttori”, e “Sognaparole Magazine”) con articoli,  recensioni e traduzioni (dal francese all’italiano e nella combinazione inversa).

 


Le pubblicazioni di Ilaria Biondi?

 

Nel 2011 pubblica un volumetto a carattere biografico-critico, Raymond Radiguet. Giovinezza perduta, eterna giovinezza (PR, Delta Editrice), incentrato sulla figura dell’autore de Il diavolo in corpo, la cui produzione (soprattutto quella poetica) è per buona parte ancora misconosciuta in Italia.

Nel marzo 2017 pubblica la sua prima silloge poetica, In canti di versi (Edizioni Il Papavero) e nel dicembre dello stesso anno una raccolta di haiku, L’età dell’erba (Fusibilia Libri).

 

 

 

 

 

 

 

 

Sue poesie sono presenti in diverse antologie: Antologia del Premio Letterario «Age Bassi 2003» (2004, Milano, Montedit); Tracce 04. Lo scarto, Antologia della Quarta Biennale di Giovani Artisti e del Primo Premio Letterario per Giovani Autori «Effetto Notte», (2004, Felina (RE), Nuova Tipolito); Veglia. 24 agosto 2016 (2016, Selfpublishing); Caro papà. Le parole non dette, in collaborazione con “Gli Scrittori della Porta Accanto” (2017, Selfpublishing); ChiaroScuro, in collaborazione con “Gli Scrittori della Porta Accanto” (2017, StreetLib).

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Un suo racconto per bambini è inserito nell’antologia Favolando – I colori della diversità (Apollo Edizioni, 2017), di cui è anche co-curatrice e i cui proventi verranno interamente devoluti a un’associazione nazionale che si occupa del sostegno dei bambini ospedalizzati. In collaborazione con la Community “La Bottega dei Traduttori” ha da poco pubblicato la sua traduzione dal francese del breve romanzo di George Sand, Cora.

 

 

 

 

D’imminente pubblicazione il breve racconto per bambini Lettera alle Parole (FaLvision Editore).

 


Scintille – Chi sei, cosa fai, che hai combinato fin qui e cosa combinerai?

Ilaria Biondi – Donna Acquario, affidabile e romantica, con un sogno sempre nuovo nel cassetto e un pizzico di stravaganza fra i capelli. Amo camminare nei sentieri solitari insieme alle foglie e al vento, ballare al ritmo della musica pop, coccolare il mio cane e i miei due gatti, restituire nuova vita a mobili vecchi e malandati, svegliarmi di buon’ora per guardare l’alba (poi infilarmi di nuovo sotto le coperte!)

Sono originaria di un piccolo borgo dell’Appennino Parmense, dove qualche anno fa, dopo avere girovagato un po’ tra Italia e Francia, ho deciso di tornare a vivere stabilmente. Qui sono i miei affetti più cari e le mie radici. In tasca, una Laurea in Lingue e Letterature Straniere e un Dottorato di Ricerca in Letterature Comparate. Le lingue, la letteratura, la Parola scritta e parlata sono non una semplice passione, ma il mio respiro. Da qualche anno mi dedico di nuovo – con grande gioia – alla traduzione letteraria e all’insegnamento. Mi piace organizzare letture animate, corsi e laboratori creativi per bambini. Collaboro con alcuni blog e siti letterari con la stesura di recensioni e articoli di approfondimento (mi preme citare, in particolare, “Cultura al Femminile”, “Gli Scrittori della Porta Accanto” e “La Bottega dei Traduttori”). Proprio il quotidiano scambio con questa comunità di scrittori e scrittrici emergenti ha fortemente stimolato in me la voglia, alcuni anni fa – dopo un periodo di chiusura e di blocco interiore – di riprendere in mano la penna e di far sgorgare la mia voce.

Non so cosa combinerò nel prossimo futuro, ma so per certo che la mia voce, ora che con dolce prepotenza ha iniziato a fluire, non riuscirà più a stare zitta…

 

Scintille – Che rapporto hai con la poesia? Cosa significa per te? Cosa vuoi comunicare?

Ilaria Biondi – Sono un’onnivora e curiosa esploratrice della Parola altrui. Il mio rapporto con la poesia è pertanto, anzitutto, un rapporto in qualità di lettrice. Un bisogno, una sete inesausta, una consolazione luminosa, un rituale quotidiano al quale non posso e non voglio rinunciare.

Quanto ai miei tentativi di scriverne, la Poesia rappresenta un’urgenza che germoglia nelle pieghe dell’anima, sfarfalla dentro ai pensieri e preme per librarsi in volo, posandosi sulla pagina bianca. Un necessario scivolare fuori dal guscio del proprio io per meglio rituffarsi in sé, nelle acque d’ombra e di caos che fluttuano dentro. Un auto-esilio nel sé più profondo che è, al contempo, un proiettarsi Altrove. Un tentativo di ricomporre i frammenti di un puzzle scomposto, con la consapevolezza (e forse anche la nascosta speranza) che quel mosaico rimanga in realtà per sempre disordinato, un po’ spettinato, e che il viaggio di scoperta – dentro e fuori  – non abbia mai fine. Perché, come ci ricorda Baudelaire,

[…] i veri viaggiatori partono per partire e basta (…) I loro desideri hanno la forma delle nuvole.”

La poesia è, per me, parola che fa emergere il silenzio. Perché solo nel silenzio il mistero che ci abita e che abita l’essere in cui siamo immersi, può venire alla luce, anche solo per la durata di un istante. Ma un istante che ha il sapore spumoso dell’eternità. È una zona d’ombra impalpabile, uno spazio segreto che dà voce al mio bisogno di ascoltare e di ascoltarmi.

 

Scintille – Parlaci della tua produzione poetica. Hai pubblicato qualche silloge? Ce ne vuoi parlare?

Ilaria Biondi – Negli anni ho accumulato tanti fogli sparsi, sui quali imprimevo – rigorosamente a penna – pensieri e versi. Quest’accozzaglia di carta e inchiostro rappresenta in qualche modo il nucleo originario, il sostrato “archeologico” della mia prima silloge, “In canti di versi”, una raccolta di quarantatre brevi componimenti pubblicata nel marzo del 2017, con Edizioni Il Papavero.  Un piccolo libro al quale sono molto legata non solo perché è, come lo definisce la cara amica poetessa e scrittrice Monica Borettini (che ne ha firmato la prefazione), il mio primo figlio di carta, ma anche perché rappresenta il momento d’arrivo (e di nuova partenza) di un sofferto e al contempo luminoso percorso di crescita interiore, di cambiamento, di Rinascita (da cui la scelta di citare in esergo alcuni versi da una poesia che mi è molto cara, Rinascere di Antonia Pozzi).

Nel dicembre del 2017 esce la mia seconda silloge, “L’età dell’erba” (Fusibilia Libri), che ha una filiazione profonda con la prima, perché fa convergere, sintetizza, “concentra” nella rigorosa geometria dello haiku due elementi-principe ravvisabili già in “In canti di versi”: il canto stupito dell’io di fronte alla meraviglia nascosta della Natura e l’asciuttezza, la brevità del verso, forma stilistica che prediligo e che più mi è congeniale.   

Scintille – Come componi? Cosa ti ispira? In che modo nasce il processo creativo?

Ilaria Biondi – Non c’è una regola precisa, né una “ricetta segreta”. Può capitare che una suggestione, un’emozione, una sensazione, un’immagine comincino a girarmi attorno, a corteggiarmi, in attesa di essere afferrati, colti prima che tornino ad abitare il silenzio, ad essere inghiottiti dal nulla da cui sono emersi, come da uno squarcio nascosto. Non c’è un momento o un luogo privilegiato affinché questo avvenga (benché l’immersione fisica nella Natura abbia per me un ruolo speciale), né una cadenza preordinata. Tutto può essere catalizzatore di questo misterioso e insondabile cortocircuito. Questo tumulto – spesso improvviso e inatteso – che mi invade, necessita però poi di trovare una veste che gli dia forma e consistenza di parole. Ed è solo nella quiete e nel silenzioso raccoglimento delle mie stanze che il verso comincia ad adagiarsi sulla pagina bianca, catturando nelle fattezze leggere dell’inchiostro un po’ di quell’imprendibile soffio che aleggia attorno, sopra, dentro, chiedendo di essere accolto e ascoltato. 

Il mio non è un procedere per accumulazione e aggiunta, quanto invece per spoliazione, fino a raggiungere la massima concentrazione, in una costante tensione verso l’essenza.

Scintille – In generale, quali tematiche affronti e in che modo?

Ilaria Biondi – Un tema di predilezione è anzitutto la memoria della mia terra, intesa come ricordo personale ma anche come condivisione collettiva di un patrimonio di tradizioni storiche e culturali, che affondano le radici in una dimensione mitico-fiabesca (con la quale ho sempre sentito un rapporto di profonda vicinanza, grazie alla capacità affabulatoria delle mie nonne). 

Questo Spazio al quale faccio riferimento, che ha una sua corporeità ben definita, ma che è anche luogo e paesaggio dell’anima, è l’Appennino nel quale sono cresciuta e nel quale ho scelto di tornare a vivere per sempre. Una Natura dimessa, contraddistinta dalla semplicità austera e da una selvatichezza umile, un paesaggio minuscolo ma che ha una sua bellezza e solennità celate. Un universo di piccole cose, in cui si percepisce il respiro dell’Infinito.

Una Natura pullulante che è referente costante dell’io, dei suoi palpiti e ondeggiamenti interiori, rispecchiamento e metafora di quel complesso fiore che è l’animo femminile, con le sue ferite, le sue ombre, le sue purezze, i suoi slanci stupiti, sensuali e innamorati.

Scintille – Se dovessi definire la tua produzione poetica, con quali colore, immagine, profumo o suono la descriveresti?

Ilaria Biondi – Ha il colore delle foglie umide che ricoprono in novembre i sentieri di montagna, il profumo pudico e stordente del lillà, che annuncia l’esplosione della primavera, il suono silenzioso e casto della neve di febbraio e il sorriso di grano delle lucciole, che punteggiano i campi nel tepore di giugno.

Scintille – C’è qualche autore a cui ti ispiri? Puoi dirti un titolo che in qualche modo ti ha segnato/folgorato sulla strada della poesia?

Ilaria Biondi – Più che di ispirazione (termine che ingenera in me una sorta di timore reverenziale) preferisco parlare di affinità, ascolto, accoglimento della Parola di poeti del passato e della contemporaneità che ho amato e amo frequentare, con assiduità costante. Parole amiche, che entrano dentro e attraversano, e forse lasciano una scia dietro di sé, conficcandosi dolcemente nella nostra anima. Sono tanti i nomi, di poeti e poetesse. Tante le “sillabe che ballano nell’orecchio”. Ma volendo fare una scelta e indicare un titolo che riveste per me un significato molto particolare, ribadisco un titolo precedentemente citato, Rinascere di Antonia Pozzi. Mi piace pensare che il mio incontro con questa poesia (e più in generale con l’opera della poetessa milanese prematuramente e tragicamente scomparsa), che ha coinciso con una fase personale di fragile forza, di ombre e luci, di svuotamento e di rinnovata energia, non sia avvenuto per caso.

Scintille – Nel panorama letterario e editoriale italiano per un poeta è sempre più difficile trovare posto in case editrici free. Puoi parlarci del cammino fatto fin qui e di come sei arrivato a pubblicazione? Hai consigli da dare a colleghi e/o aspiranti poeti? Cosa evitare e su cosa puntare, secondo te?

Ilaria Biondi – Il problema di trovare ascolto e accoglienza presso case editrici serie, non a pagamento è ancora più arduo per chi è un emergente che si occupa di poesia, un genere da sempre negletto e marginalizzato, che trova riscontro presso un lettorato ristretto, il che, espresso in numeri – non dimentichiamo che l’editoria non può prescindere da essi – si traduce in vendite piuttosto esigue.

Non me la sento di dare consigli, non ho affatto un’esperienza di lungo corso, io stessa sto cercando di capire come muovermi al meglio in questo mondo che fino a qualche anno mi era per gran parte sconosciuto.

Posso solo raccontare, con estrema semplicità e modestia, quali sono state le mie scelte.

Nel selezionare le case editrici alle quali sottoporre i miei manoscritti, ho cercato di fare un’attenta valutazione, escludendo a priori quelle che richiedono un contributo da parte dell’autore. Credo sia fondamentale informarsi scrupolosamente, sia interpellando persone che hanno un’esperienza pregressa nel settore, che aiutandosi con siti e forum presenti in rete.

È fondamentale essere anche consapevoli dell’impegno e della pazienza che questo percorso implica: le piccole e medie case editrici hanno risorse molto limitate rispetto ai grandi colossi dell’editoria, perciò mediamente i tempi di risposta sono di alcuni mesi e anche una volta firmato il contratto per la pubblicazione dell’opera i tempi di realizzazione possono allungarsi rispetto alla pianificazione iniziale. Se però l’editore al quale ci siamo rivolti è serio e preparato e fa il suo lavoro con onestà intellettuale, non ci si deve scoraggiare e si deve continuare a perseguire il proprio obiettivo con tenacia e determinazione.

Personalmente mi ritengo molto fortunata perché entrambe le editore con le quali collaboro (Donatella De Bartolomeis di Edizioni Il Papavero e Dona Amati di Fusibilia Libri) sono due persone speciali, umanamente e professionalmente parlando, che mi hanno dato fiducia e mi hanno permesso di crescere. A loro vanno la mia sincera gratitudine e la mia stima profonda.

La mia riconoscenza e il mio affetto vanno anche alle scrittrici Emma Fenu e Monica Borettini, che per prime hanno creduto in me e che con generosità disinteressata mi hanno supportata, consigliata e incoraggiata a “spiccare il volo”.

In breve dunque, è essenziale incontrare persone motivate, corrette e coscienziose, e spendersi molto, senza risparmiarsi, in ogni fase del processo: la stesura, la pubblicazione, ma anche dopo, quando il libro è concretamente nelle nostre mani. Non dimentichiamo che la divulgazione dellopera è non meno impegnativa (ma altrettanto esaltante e nutriente) della creazione.

Crederci, con devozione e fedeltà verso se stessi e ciò che si scrive.

Essere animati da una curiosità sempre nuova, non smettere di voler imparare e maturare, senza la presunzione di credersi “arrivati”.   

Scintille – Domanda lampo sui concorsi letterari, che per la poesia sono moltissimi. Tu che ne pensi?

Ilaria Biondi – Devo confessare – e questo è un mio limite, ne sono consapevole – che non amo molto partecipare ai concorsi, per una sorta di pigrizia che solo lentamente sto imparando a vincere. Purché seri e onesti (e ce ne sono tanti ascrivibili a questa categoria), i concorsi possono rappresentare un’occasione importante, di incontro e di scambio, oltre ad essere una preziosa opportunità per fare conoscere la propria voce al di fuori della cerchia ristretta alla quale si appartiene. 

Scintille – Fai un saluto ai tuoi lettori con una citazione – che poi è anche l’augurio che vuoi lasciare su questo blog – tratta una delle tue sillogi.

Ilaria Biondi – Un augurio di guardare al mondo con occhi colmi di grazia segreta, facendo lievitare in sé la gioia segreta della Parola.

Permettimi cara Loriana, per par condicio, di fare una citazione doppia:

 

«E per muti sentieri assonnati

so aspettare

un mattino fecondo.»

(da La fedeltà della pietra, “In canti di versi”, Edizioni Il Papavero)

***

«Polvere chiara-

profumo di limoni

feconda l’aria.»

(“L’età dell’erba. Haiku”, Fusibilia Libri)

 

In chiusura di chiacchierata, ci tengo a ringraziarti di cuore, cara Loriana, per la generosa accoglienza sul tuo blog, per lo spazio e il tempo che mi hai concesso! 🙂

 


L’appuntamento di oggi termina qui.

Ringrazio Ilaria Biondi per averci raggiunto nel Salotto Letterario e per la bella chiacchierata.

Salutandovi, vi invito a seguire i prossimi appuntamenti di Scintille, tanti altri autori emergenti italiani, tanta buona letteratura…

Un abbraccio e… followME! 😀

Loriana Lucciarini



VI E’ PIACIUTA QUESTA INTERVISTA? SIETE INTERESSATI A SEGUIRE L’AUTRICE CHE OGGI VI HO PRESENTATO? ECCO QUI IL LINK DOVE POTETE SERGUIRLA…

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[Ospiti] – Ironia e sensibilità, la penna fatata di Barbara Solinas | Aperitivo letterario con l’Autrice

Buonpomeriggio followers! 😀

Il Salotto di Scintille oggi ospita un’autrice affermata per gli incontri di aperitivo letterario.

BARBARA SOLINAS ha talento, ironia e nei suoi romanzi offre un mix speciale di emozione e sorrisi…  E ve lo posso assicurare, la sottoscritta è stata travolta dallo stile di Barbara tanto che ha letto di fila tutti i suoi romanzi! 🙂

Sono quindi felice di presentarvela e onorata di averla qui nel mio piccolo Salotto letterario… ;.)

Pronti a scoprire tanto di lei? Via!

 


Chi è Barbara Solinas?

Barbara Solinas è nata in un’alba fredda e nevosa di gennaio. Di quanto fosse fredda e nevosa, nei ricordi dei suoi genitori, il racconto si arricchisce di anno in anno e pare certo che solo per un caso non sia nata in un igloo di fortuna approntato in piazza, a Varese. Da questo inizio discendono due cose: ama follemente la neve; ama anche di più il mare, le spiagge calde e stare al sole; vive, è evidente, di contraddizioni. Lavora, è una mamma, osserva, si appassiona e ha una convinzione: tutto cambia, sempre, anche quando non vorremmo. Nella vita di tutti i giorni corro tra casa, ufficio e altre cose. Quando si ferma e respira, scrive. Un giorno andrà a vivere al mare. (presentazione tratta dalla sua pagina autrice nel sito Emma Books)


Le pubblicazioni di Barbara Solinas?

 

Il caso Tricot  (ediz. EmmaBooks)

Rosa Cipria è un commissario con un nome bizzarro, una sensibilità unica e un hobby… singolare. Dopo la morte dell’ingegner Netti, lei e la sua squadra dovranno avviare le indagini partendo da due indizi: una busta écru con un biglietto e una rosa lavorata a maglia. Si apre così il caso Tricot, e per risolverlo il commissario dovrà vedersela con il mistero di un libro inedito, il mal d’amore di una scrittrice, la sorellanza di tre amiche, il tricot e un’insolita quanto fatale passione per la lettura.
Barbara Solinas esordisce nel genere giallo-rosa e ci regala un personaggio originale che vi conquisterà. Come la sua penna.

 

Non avrai il mio shampoo

(ediz. EmmaBooks)

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Svegan, ricette d’amor vegano con una storia intorno (ediz. EmmaBooks)

Cibo e amore vanno spesso di pari passo. Molte storie nascono a tavola o a tavola trovano il loro compimento. Cucinare è quindi un atto d’amore che può, in certi casi, diventare una vera e propria dichiarazione. Ma cosa succede se invece è proprio il cibo a scavare un solco di incompatibilità tra due persone che si piacciono? Come si riconcilia una storia che doveva nascere su un brasato e invece sembra naufragare nel tofu? Cucinando, ovvio! Nasce così il primo ricettario vegano con una storia d’amore intorno. Attraverso i sapori semplici della tradizione e quelli speziati tutti da scoprire, i due protagonisti impareranno a conoscersi, ad avere più cura di sé e a pensare al cibo in modo più consapevole. Aiutati da un narratore serissimo e da sei menù originali, il racconto è un viaggio che si snoda tra diffidenze, pregiudizi, curiosità, passione e divertimento; un vademecum per orientarsi nell’imprevedibile mondo dei vegani radicali e di quelli semplici (Svegan, appunto); per imparare a gestire un ospite vegano e, perché no, per imparare ad amare.


Scintille – Chi sei, cosa fai, che hai combinato fin qui e cosa combinerai?

Barbara Solinas – Sono un pesce fuor d’acqua, in tutti i sensi. La mia passione è il mare ma abito, da molti anni, a Milano; sogno fortissimamente che un giorno la scrittura sarà il mio lavoro, ma faccio l’impiegata; amo il silenzio e sono sempre in mezzo al caos; Milano la odio e la amo a giorni alterni; lavoro in una grande multinazionale di servizi HR, gestisco i grandi clienti soprattutto del settore moda, ma amo le sneakers, gli abiti comodi e il no-logo; ho 49 anni e un figlio di 7.

Fin qui ho avuto una vita intensa, ricca di cambiamenti, di curve improvvise e tratti accidentati. Per me tutte le strade devono necessariamente portare al mare, per cui sono certa che prima o poi è al mare che tornerò. Finalmente potrò essere un pesce nell’acqua e allora sì, mi divertirò moltissimo.

Scintille – Che rapporto hai con la scrittura? Cosa significa per te? Cosa vuoi comunicare?

Barbara Solinas – Con la scrittura ho un rapporto molto profondo da sempre. Imparare a scrivere, alle elementari, era un obiettivo preciso: avrei potuto finalmente avere un quaderno su cui scrivere le storie che già inventavo, ma che dovevo necessariamente tenere a mente.

È una lunghissima storia d’amore quella tra la scrittura e me, siamo cresciute insieme. Scrivere è passione e necessità: scrivo per passione, scrivo perché senza farlo non sto bene. Mi viene la gastrite se non posso scrivere, mi trema l’occhio sinistro, secondo me divento anche più bassa di qualche centimetro e più grassa di qualche kg, se non scrivo e di certo divento molto antipatica. Scrivendo comunico prima di tutto con me, mi racconto qualcosa che mi sta a cuore, ragiono su temi che mi interessano, do forma alle emozioni che mi attraversano ogni giorno. Poiché sono una persona comune, immagino che ciò che colpisce me possa colpire anche le altre persone e che possano trovare pezzettini di sé in ciò che scrivo. Più che comunicazione di qualcosa, mi piace pensare alla mia scrittura come condivisione.

Scintille – Parlaci dei tuoi romanzi che presto saranno pubblicati. Quali tematiche affronti e in che modo?

Barbara Solinas – Sono ancora, e forse ci starò sempre, in una fase sperimentale. Ho scritto una biografia per parlare di diversità; un libro di ricette con un romanzo intorno, per parlare di cucina vegana; ho raccontato di un atelier speciale per condividere sogni, ho sperimentato il giallo per raccontare la fine di un amore, la violenza sulle donne che ha molte facce.

Come dicevo, mi piace raccontare ciò che mi sta a cuore o mi colpisce in qualche modo e ogni tema ha bisogno di un suo genere. La mia tematica di fondo preferita è comunque il cambiamento: a volte voluto, altre subito, altre ancora sorprendente.

Scintille – Come sono i tuoi protagonisti? Hai una predilezione per un certo tipo di personaggi?

Barbara Solinas – I miei personaggi sono persone che conosco, ho conosciuto, potrei senz’altro conoscere, o che potresti conoscere tu. Questo per dire che li cerco in ciò che osservo più che nella mia fantasia. Forse per questo i miei personaggi hanno generalmente più di 40 anni, vite complesse e parecchie contraddizioni: vivono nel mio mondo. Ogni personaggio però ha anche una briciola di magia, una connotazione poetica. Come ognuno di noi, del resto 😉

Scintille – Quali genere di storie ami raccontare?

Barbara Solinas – Le storie delle persone che incontro o che mi piacerebbe incontrare. Storie di vita, comunque. A parte quelle che invento per mio figlio, credo non riuscirei a scrivere favole o fantasy. Per il momento almeno.

Scintille – Se dovessi definire il tuo mondo di carta e inchiostro con quali colore, immagine, profumo o suono lo descriveresti?

Barbara Solinas – Immagina il mare, immagina le sue infinite sfumature, come cambia a seconda del cielo, della spiaggia su cui si rompe; il profumo di salsedine e vento, il rumore delle onde in certe giornate di vento teso o quello dolce, leggero, che fa in certe notti di bonaccia. Ecco

Scintille – Da autore esordiente a emergente nel panorama italiano. Parlaci della tua storia e del cammino fatto fin qui. Hai consigli per chi vorrebbe intraprendere la strada della scrittura? Cosa evitare e su cosa puntare, secondo te?

Barbara Solinas – Ahhahahaha, scusa, è una risata sincera. Non riesco ancora a vedermi come esordiente, figurati come emergente (anche se con il mare emergere ci sta benissimo).

Sono una persona che ha avuto una possibilità, l’ha accolta a braccia aperte e lavora con impegno perché la possibilità resti e non svanisca nei molti “avrei potuto, ma poi…”. A imboccare la strada della scrittura pubblicata mi ha aiutata una cara amica, lei fa la scrittrice sul serio, non a tempo perso come me. Ci siamo conosciute prima virtualmente, poi di persona. Mi ha incoraggiata molto, lo fa tutt’ora. È la mia coscienza di narratore, la mia fata turchina, ma meno bacchettona e molto più simpatica.

Comunque, per come la vedo io, scrivere è soprattutto una questione di onestà con se stessi: se sei veramente, ma veramente, convinto di avere qualcosa da raccontare e di saperlo fare, lanciati, scrivi. Per saperlo fare, leggi molto, esercitati tantissimo, non accontentarti mai, soprattutto non compiacerti né mentre scrivi, né dopo. Scrivere richiede grande umiltà, disponibilità ad ascoltare se stessi e gli altri, è un mettersi a servizio. Punta su ciò che ami, ma più di tutto non scrivere mai di cose che non hai superato, rielaborato e messo nella giusta prospettiva. Per scrivere bisogna prendere la giusta distanza da ciò che si scrive, altrimenti non funziona.

Scintille – Fai un saluto ai tuoi lettori con una citazione – che poi è anche l’augurio che vuoi lasciare su questo blog – tratto dalle pagine del tuo romanzo.

Barbara Solinas –  Autocitarmi no dai, è proprio lontano da me.

Così auguro ai lettori, non solo ai miei, di trovare sempre nuove storie che siano d’ispirazione e di leggere con la stessa passione tutto ciò che li circonda e ciò che hanno dentro di loro…


L’appuntamento di oggi termina qui.

Ringrazio Barbara Solinas per averci raggiunto nel Salotto Letterario e averci contagiato con la sua personalità vibrante.

Salutandovi, vi invito a seguire i prossimi appuntamenti di Scintille, tanti altri autori emergenti italiani, tanta buona letteratura…

Un abbraccio e… followME! 😀

Loriana Lucciarini


VI E’ PIACIUTA QUESTA INTERVISTA? SIETE INTERESSATI A SEGUIRE L’AUTRICE CHE OGGI VI HO PRESENTATO? ECCO QUI LE SUE PUBBLICAZIONI…

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Il suo profilo sulla pagina dell’Editore Emma Books –> link

[Ospiti] – Un Bloody Mary con Annalisa Rizzi | Aperitivo letterario tra horror e crime

Buonpomeriggio followers! 😀

Il Salotto di Scintille oggi ospita una scrittrice giovane e talentuosa. Qui con noi, per la ormai consueta pausa dell’aperitivo letterario, c’è ANNALISA RIZZI, autrice Arpeggio Libero ma non solo… anche molto altro!

Scopriamola qui in questa bella intervista…


Chi è Annalisa Rizzi?

Nasco a Taranto nel 1979. Cresciuta sul mare a pane e inchiostro, comincio a scrivere sin da bambina.

Appena adolescente, partecipo al concorso locale di poesia Il chiostro per due anni consecutivi, e vedo le mie opere pubblicate nelle antologie che ne seguono.

Nel 2001 mi arruolo nella Marina Militare, diventando una delle prime donne ad indossare con orgoglio il grado di Maresciallo. Non lascio mai cadere la penna, però: immagino che siano state anche le esperienze in ambito militare a consentirmi di arricchire il mio bagaglio culturale e la mia scrittura.

Nel 2013 Stampasud, il giornale online di Capitanata, si accorge di me e pubblica alcune mie liriche sotto lo pseudonimo di Lisablu.

Nello stesso periodo scopro le piattaforme di scrittura interattiva e, assieme ad altri autori, nel 2014 partecipo per due volte consecutive al concorso indetto da 20lines e Fabbri Editore per il periodico Scrivere, ottenendo la pubblicazione di entrambi i racconti vincitori all’interno di un inserto speciale. Si tratta di un anno particolarmente fortunato: partecipo anche al Magla X Writers, contest nazionale indetto da Magla – l’isola del libro, con il patrocinio di Arpeggio Libero Editore. Il mio racconto La sbavatura si classifica al primo posto e viene pubblicato sull’antologia Attraversami.

Nel 2015 il mio racconto Mia per sempre ottiene la menzione speciale nel concorso letterario nazionale Ispirare la fantasia, promosso dal web-journal Il piacere di scrivere.

Nello stesso anno approfitto del riposo obbligato a causa di un bel pancione, e scrivo Heim – il naufrago senza passato, il mio romanzo d’esordio pubblicato nel 2016 da Arpeggio Libero Editore.

Nel 2017 pubblico E. S. P., un racconto gratuito disponibile su Amazon, e partecipo quale membro della giuria di qualità al concorso letterario Fiori di Vite, in occasione dell’omonimo festival di Crocetta del Montello (TV). Inoltre, una mia novella viene selezionata dal gruppo editoriale Quadratum per la pubblicazione su una testata a tiratura nazionale. Sempre nel 2017 prende il via la collaborazione tra la piattaforma di pubblicazione Pubme e Righe Gemelle, la coppia editoriale formata con la collega Federica Gaspari: nascono così le collane no eap Crime Line e Dark Twin.

Attualmente vivo, scrivo e sogno nella provincia ionica assieme a mio marito e alle nostre tre bambine.


Le pubblicazioni di Annalisa Rizzi?

Heim, il naufrago senza passato [edizioni Arpeggio Libero]

In una notte d’autunno, gli abitanti di un’isola di pescatori si svegliano nella confusione. Un misterioso vascello si è arenato a pochi metri dalla battigia e gli isolani accorrono per portare il proprio aiuto ai naufraghi, ma la nave ben presto si rivela essere spettrale e deserta. Eleanor, giovane e malinconica moglie dello spietato prefetto Filippo, è l’unica a non esserne intimorita. Nell’oscurità, poco lontano dal veliero, trova in condizioni disperate quello che presumibilmente è l’unico superstite del naufragio, e decide di accompagnarlo in segreto alla Casa del Fanciullo. Lì suor Novella e i coniugi Biagio ed Estella si prenderanno cura di lui e gli offriranno un nuovo inizio. Ma chi è quest’uomo senza nome e senza memoria? Cosa significano i continui flashback che gli dilaniano la mente? Un incredibile mistero durato più di duecento anni sta finalmente per essere svelato, ad un prezzo terribilmente alto.

 

E.S.P.

Una bambina, un uomo disperato. Attorno a loro, un mistero che aspetta di essere svelato. Dopo la morte di Mara, Andrea decide di trasferirsi in un minuscolo paese di mare assieme a sua figlia Bea, nella speranza che l’allontanamento da una casa pregna di ricordi possa aiutare la piccola a superare il dolore. L’incontro con un bambino della stessa età di Bea e con la sua anziana nonna, però, stravolgerà profondamente le loro vite. Cos’è accaduto trentaquattro anni prima? Chi è davvero Tony, e perché riesce a comunicare in una maniera tanto sorprendende?

 


 

Scintille – Chi sei, cosa fai, che hai combinato fin qui e cosa combinerai?

Annalisa Rizzi Ciao Loriana! Sono mille e una e ne faccio mille e due. Mi si può velocemente riassumere in “mamma, moglie, ex Maresciallo della Marina Militare, impiegata statale, editor, scrittrice, talent scout”… insomma, ho tante sfaccettature ed è difficile catalogarmi, ma se dobbiamo concentrarci sul campo editoriale al momento quella che mi dà più soddisfazioni è l’identità di codirettrice delle collane Crime Line (link) e Dark Twin (link), incarico che svolgo assieme alla mia amica/collega Federica Gaspari. 

Riguardo al cosa combinerò… beh, chi può dirlo? 🙂

Scintille – Che rapporto hai con la scrittura? Cosa significa per te? Cosa vuoi comunicare?

Annalisa Rizzi Beh, ho cominciato a scrivere alle elementari e da allora non mi sono mai fermata. In realtà non so spiegare cosa sia per me la scrittura: è talmente radicata in me che, se per qualche motivo non potessi più farlo, perderei il concetto di quello che sono. Non ho neanche ben chiaro se si tratti del bisogno di comunicare qualcosa, o se invece sia puramente una necessità d’esprimersi.

Scintille – Parlaci dei tuoi romanzi che presto saranno pubblicati. Quali tematiche affronti e in che modo?

Annalisa Rizzi – È  facile che nelle mie pubblicazioni vi imbattiate nella sopraffazione dei più deboli, siano essi bambini indifesi o donne che lottano per emanciparsi. Cerco di analizzare i motivi che portano un carnefice a comportarsi in un certo modo, e di far immedesimare il lettore nella sofferenza che determinate azioni provocano. Voglio cercare di far vivere l’ingiustizia sulla pelle di chi segue la storia, provocare un moto di sdegno per sensibilizzare il più possibile.

Scintille – Come sono i tuoi protagonisti? Hai una predilezione per un certo tipo di personaggi?

Annalisa Rizzi Spero il più credibili possibile! Scherzi a parte, non ho una preferenza per un certo tipo di caratterizzazione. Anche nei racconti mi piace inventare personaggi sempre diversi: credo sia un modo abbastanza valido per sperimentare, perché calarsi nei panni dei personaggi più disparati non è semplice.

Scintille – Quali genere di storie ami raccontare?

Annalisa Rizzi Quelle che riescono a sorprendere.

Scintille – Se dovessi definire il tuo mondo di carta e inchiostro con quali colore, immagine, profumo o suono lo descriveresti?

Annalisa Rizzi Partiamo da un colore: blu. Proseguiamo con un sapore: sale. Chiudiamo con un suono: onde sulla rena. A questo punto, l’immagine che vorrei suggerirvi l’avrete già ben chiara: siate i benvenuti nel mio mondo marinaresco.

Scintille – Da autore esordiente a emergente nel panorama italiano. Parlaci della tua storia e del cammino fatto fin qui. Hai consigli per chi vorrebbe intraprendere la strada della scrittura? Cosa evitare e su cosa puntare, secondo te?

Annalisa Rizzi Da quando ho cominciato a scrivere di strada ne ho fatta parecchia: prima come autrice e, a seguire, come editor. Si è trattato di un misto di costanza, audacia e fortuna. Forse mi sono semplicemente trovata nel posto giusto al momento giusto e sono riuscita a sfruttare le occasioni che mi si paravano davanti. Non ho dei veri consigli da dare, perché ognuno di noi compie un percorso ben diverso, ma qualche regola credo che sia universale:

  • primo, provateci. Non lasciate mai nulla d’intentato. Non fatevi scoraggiare dal pessimismo, perché non è vero che le cose belle capitano sempre e solo agli altri.
  • Secondo, siate umili. Accettate le critiche costruttive e usatele a vostro vantaggio. Non temete di sbagliare, perché gli errori servono a crescere. Il talento da solo non è sufficiente, bisogna coltivarlo con la pratica.
  • Terzo, non svilite il vostro lavoro. Non pagate per pubblicare e non fatevi affascinare da promesse false e vuote. Siate accorti.

Scintille – Fai un saluto ai tuoi lettori con una citazione – che poi è anche l’augurio che vuoi lasciare su questo blog – tratto dalle pagine del tuo romanzo.

Annalisa Rizzi – Certo, eccolo qui!

«Finalmente siamo arrivati.» Disse lui sorridendole.

Lei lo guardò accigliata. «No, non è vero. Nella vita non si è mai davvero arrivati.»

Andrea sospirò.

Si guardò le mani che stringevano ancora il volante, senza dire nulla. Poi si riscosse. «Hai ragione» le rispose «ma,

dopotutto, da qualche parte si deve pur cominciare.» [tratto da E.S.P.]

 


L’appuntamento di oggi termina qui.

Ringrazio Annalisa Rizzi per averci raggiunto nel Salotto Letterario.

Salutandovi, vi invito a seguire i prossimi appuntamenti di Scintille, tanti altri autori emergenti italiani, tanta buona letteratura…

Un abbraccio e… followME! 😀

Loriana Lucciarini


VI E’ PIACIUTA QUESTA INTERVISTA? SIETE INTERESSATI A SEGUIRE L’AUTRICE CHE OGGI VI HO PRESENTATO? ECCO QUI LE SUE PUBBLICAZIONI…

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HEIM

ESP

 

 

link collana Dark Twin –> https://collanadarktwin.wixsite.com/darktwin

 

link collana Crime Line –> https://collanacrimeline.wixsite.com/crimeline