[ospiti] – Arianna Raimondi

PicsArt_1445804274254Buongiorno e benvenuti a questa puntata del Salotto Letterario di Scintille d’Anima. Oggi è con noi una giovane autrice bergamasca, Arianna Raimondi. Arianna è l’autrice del racconto breve di cui vi ho parlato oggi, “Dona il sangue e salva una vita” (la mia recensione è qui), e sarà con noi per parlare un po’ di sé e rispondere alle vostre curiosità.

Apro quindi le porte del Salotto e – com’è consuetudine ormai – vi invito a prendere posto e a favorire dei virtual-dolcetti e delle virtual-bevande che trovate già disposte in fondo alla sala.

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Fatto? Tutti comodi?

Allora possiamo iniziare…

cop intervista

Loriana – Ciao Arianna, intanto benvenuta!

Arianna – Grazie mille!

Loriana – Per presentarti velocemente leggo la tua biografia trovata su Amazon: Arianna Raimondi nata a Milano e cresciuta a Bergamo, ha iniziato a scrivere i primi testi di canzoni a 16 anni. Scrive per blog, e pagine facebook, dirige insieme a delle amiche la pagina Nonna Carla e per questa pagina ha scritto e pubblicato un libro di ricette. Inoltre scrive per attualità nel blog di Madness. Nel 2015, all’età di 23 anni ha pubblicato il romanzo “I passi della vita” e la collana di racconti “Una settimana in rosa”... Ma girovagando in rete ho scoperto anche di più! Sei cioè autrice di altri volumi fra cui anche Il grande manuale delle tartarughe acquatiche” (2015 – manuale), “Spagnolo in tasca” (2015 – manuale). Insomma… sei una scrittrice inarrestabile e eclettica! Da dove nasce tutta questa tua creatività e energia?

Arianna – Diciamo che fa tanto il fatto di essere un’universitaria. Mi ritaglio appena posso del tempo libero e lo uso piacevolmente per scrivere. Per il resto è merito della mia fantasia. Fin da piccola immaginavo avventure da vivere con le amichette o con mio fratello per giocare. Insomma, sono la classica ragazza con la testa fra le nuvole. Da dove arriva tutta la mia creatività devo essere sincera: non lo so. Forse è un tratto del mio carattere e sono nata già così; forse è perché sono una ragazza timida; forse perché quando devo dire cosa provo faccio fatica ad esprimermi a voce, ma se lo devo scrivere so usare le parole giuste. Non lo so. Scrivere è facile, non hai distrazioni, e i pensieri scivolano su carta velocemente. Magari la mia creatività è nata dagli eventi che ho vissuto nella mia infanzia, o magari dai testi delle canzoni o gli stati in facebook dove sfogavo i miei pensieri. È una domanda a cui non so rispondere con certezza: ho queste idee e basta, scrivo perché ne sento il bisogno.

Loriana – Tanti sono i tuoi scritti e di generi differenti: spazi dal racconto, alla narrativa, dalla poesia ai manuali tecnici. Ti sei quindi cimentata in vari tipi di scrittura, diversi tra loro per struttura e concezione. Come ti sei approcciata a questi lavori distinti?

Arianna – Ci sono dei motivi che adesso svelerò. I libri che mi stanno più a cuore ovviamente sono i romanzi, oltre che questo racconto breve e gratuito “Dona sangue e salva una vita” e ovviamente continuerò ad investire principalmente le mie forze e il mio tempo in questi. Amo scrivere, oltre che leggere e sono convinta di avere molte storie da raccontare. Gli altri progetti sono nati un po’ per caso diciamo. Studio lingue e quindi spagnolo in tasca lo ho fatto per fondere la realizzazione di libri alla mia probabile futura carriera. Invece il manuale delle tartarughe è nato perché ho una tartaruga che amo tantissimo, di nome Teddy. Allevandolo ho scoperto cose su questi animali che mi hanno davvero colpita: vivono fino a 40 anni in cattività, e molte invece non sopravvivono al primo anno e spesso sono persino costrette a vivere in pochi millimetri d’acqua. Ecco perché ho deciso di fare quel libro, per condividere informazioni sul loro allevamento.

Per quanto riguarda invece i romanzi, le poesie, e i racconti brevi, posso solo dire che avevo tante storie da raccontare. In ogni libro sono solita a inserire una piccola lettera per parlare a tu per tu con il lettore, dove gli racconto come è nato il libro e mi apro un po’ con lui o lei. Le poesie invece sono degli esperimenti: volevo aprirmi a questo genere letterario anche se non sono una vera poetessa (so benissimo che non è una buona pubblicità, ma preferisco dire la verità piuttosto che fingere qualcosa che non sono). Per scriverle mi sono ispirata ai miei affetti: ad un lutto recente, alla mia tartaruga, alla Liguria, al volontariato, al mio fidanzato e alla mia famiglia.

Loriana – Hai un genere che senti più tuo? Quello che più ti caratterizza?

Arianna – Penso che il genere romantico sia quello che mi caratterizza di più. Leggo principalmente libri del genere rosa, anche se capita spesso che legga thriller, horror, gialli, o fantasy. Però i romanzi rosa sono quelli che mi coinvolgono: li divoro. E, ovviamente, questa preferenza si proietta anche nella scrittura. Vorrei provare a spaziare e scrivere qualche altro genere, giusto per capire se ne sono capace, però preferisco scrivere storie romantiche e emozionanti.

Loriana – Cosa è per te scrivere?

Arianna – Scrivere per me significa insegnare qualcosa al lettore. Quando scrivo per prima cosa lo faccio per dare voce ad una mia idea, e in secondo luogo per chi mi leggerà. Senza i lettori però, le miei idee rimarrebbero per sempre tali, e non avrebbero nemmeno scopo di esistere. Io scrivo per rilassarmi, per cercare di aiutare il mio lettore, per regalargli un viaggio assolutamente fantastico. Scrivendo regalo al mio lettore una speranza, o anche soltanto cinque minuti per sorridere o rilassarsi. Ecco cosa è per me la scrittura: un piccolo momento di gioia per me e per il futuro lettore!

Loriana – Come nascono le tue storie?

Arianna – Bella domanda! Di solito mi ispiro a qualche evento particolare vissuto da me, o da qualcuno a cui tengo. Cerco una cornice adatta, e vi aggiungo qualche tema o argomento che mi sta a cuore. Poi elaboro tutte queste idee, magari cercando suggerimento dagli amici, e alla fine fondo il tutto insieme.

Loriana – Parliamo di Arianna lettrice. Quali sono le tue letture principali?

Arianna – Mi piace tantissimo Nicholas Sparks, Maria Venturi, Sophie Kinsella e Michael Connely. Se nella copertina c’è il loro nome, allora per me vuol dire che è un libro fantastico. Di loro ho amato i seguenti libri: Il meglio di me (Nicholas Sparks), Niente è per caso (Maria venturi), Ho il tuo numero (Sophie Kinsella) e Debito di sangue (Michael Connely). Le mie ultime letture sono state: Cecile Bertod con “Non mi piaci ma ti amo”, e “il respiro del Drago” di Michael Connely. Inoltre ho letto i libri di alcuni emergenti come “La forza di una donna” di Patrizia Berti, e “Vorrei camminare come fanno i bambini” di Giovanna Avignoni. Li ho trovati tutti e quattro bellissimi, da ognuno ho imparato qualcosa di diverso. Le mie prossime letture saranno: “La ragazza con lo zainetto” di Niky Esposito, e “L’istante tra due battiti” di Marta Tempra. Sono curiosissima! Inizierò con il libro di Marta Tempra.

Loriana – Sei un tipo così eclettico ed esplosivo anche nella vita?

Arianna – Non lo so, preferirei che me lo dicessero gli amici o i miei cari! Posso solo dire che ho amici fantastici che adoro, e che non cambierei per nulla al mondo. Ogni giorno mi sopportano e mi sostengono dandomi un grande affetto. Ho un fidanzato con cui vorrei passare la mia vita e una madre che adoro. Faccio volontariato per l’associazione Avis nel mio paese, studio all’università, e quando posso cerco lavori part time per potermi meritare i miei vizi.

Loriana – Hai nuovi progetti in via di realizzazione? Nuove idee? Ce ne vuoi parlare?

Arianna – Volentieri. Sto finendo il libro “il mio migliore amico”. Si tratta di un libro importante perché tratta l’abbandono dei cani, che è un argomento sempre più diffuso e temuto. Amo gli animali, e soprattutto i cani, condivido sempre nei gruppi animalisti su Facebook gli annunci, e spero che questo libro sensibilizzerà le persone verso questo argomento.

Loriana – Passiamo ora ad approfondire le tematiche di “Dona il sangue, salva una vita”. Il racconto è stato da te scritto a scopo solidaristico, mettendolo in lettura gratuita sui vari store on-line. Questa scelta io l’ho davvero apprezzata, ma volevo che la potessi spiegare in modo articolato ai lettori.

Arianna – Beh, il libro è gratuito per spingere tutti a leggere il libro. È importante perché tratta la donazione di sangue. Il sangue non è riproducibile in laboratorio, così come gli organi ed il midollo. L’unico modo per ottenere il sangue da donare a un trasfuso, o da usare durante interventi chirurgici, può essere ricavato soltanto tramite le donazioni. Molti si rifiutano di donare perché hanno paura degli aghi, e così si perdono potenziali donatori per un motivo non grave. Ovviamente è una scelta, nessuno è obbligato a farlo. Tuttavia penso che prima di dire “no”, bisognerebbe almeno rifletterci. Io stessa non amo gli aghi, anzi, mi fa proprio impressione vedere un ago all’interno del mio braccio, ma mi giro soltanto dall’altra parte e ogni anno cerco di fare almeno una donazione (su due, visto che sono in età fertile e devo rispettare la pausa di sei mesi tra una donazione e l’altra). È un gesto davvero importante, che ci occupa 10 minuti o poco più, ma che salverà una vita, che potrebbe essere persino quella del nostro migliore amico. Perciò è stato fatto il libro ed è stato distribuito gratuitamente, in questo modo i lettori vengono invogliati non solo a leggerlo, ma anche a riflettere sulla storia.

Loriana – Cosa ti ha spinto a scrivere questa storia? Qual era il suo scopo?

Arianna – Stavo seguendo un progetto con l’associazione Avis del mio paese, del quale ne sono la segretaria e rappresentante giovani. Dovevamo pubblicarlo a puntate, o pubblicarlo con la nostra newsletter. Scrivere un libro sulla donazione di sangue sarebbe stato un ottimo modo per far crescere i donatori del nostro paese. Ma così non è stato. In pochi si sono appassionati al libro, e comunque erano già donatori. Non è nato nessun nuovo progetto per questo libro, nessun progetto che lo facesse arrivare ai non donatori. Così, siccome continuavo ad averne i diritti (poiché ne sono l’unica autrice), ed il solo nome di Avis era menzionato appunto per promuovere l’associazione, ho deciso di provare a pubblicarlo gratuitamente per renderlo disponibile a tutti i lettori italiani. Spero solo di aver fatto qualcosa di buono avendolo pubblicato.

Loriana – Ti sei basata su esperienze personali per descrivere le scelte del protagonista, o su quelle di persone vicine a te, oppure tutto è il frutto della tua fantasia?

Arianna – No, è tutto frutto di fantasia. Andrea e Mattia non esistono, e non ho conosciuto nessuno che abbia deciso di diventare donatore in seguito ad un incidente. Io sono diventata donatrice perché quando ero ancora minorenne avevo saputo che un ragazzo poco più grande di me lo faceva, e questa cosa mi ha spinto a diventarne a mia volta. Poi ho cominciato a fare attivamente volontariato per l’associazione, e a partecipare agli incontri nella scuole solo dopo che il presidente mi coinvolse in una serie di eventi dell’associazione.

Loriana – Come hai reperito le informazioni circa la donazione di sangue e il funzionamento dell’organizzazione a livello nazionale?

Arianna – In primo luogo sono le informazioni che hanno dato a me quando mi iscrissi, e poi, in seguito, le appresi con l’esperienza di volontariato che ho fatto. Sono iscritta nel 2011, dal 2012 ho cominciato a partecipare alle riunioni, e dal 2013 ne sono diventata la segretaria. Ho partecipato ai gazebo, agli incontri nelle scuole medie ed elementari, e spesso, quando vengono in sede, sono io stessa a dare le informazioni agli aspiranti. Unico rammarico è che ultimamente, per impegni personali partecipo alle riunioni solo una o due volte al mese.

Loriana – La domanda che ti faccio adesso, curiosa di ascoltare la tua risposta, è: quale messaggio pensi di dover dare usando la scrittura?

Arianna – Dipende dalla storia. Coi “passi della vita” il messaggio era: non ti arrendere e cerca sempre di rialzarti se cadi. Sii sempre te stesso.

Con “Ti amo ancora” il messaggio era: l’amore vero è indissolubile, non finisce mai, nemmeno se c’è qualcuno ad ostacolarlo. Si ama una persona per quello che è dentro, non per come è fuori.

Quello di “una settimana in rosa” è: l’amore ha tante sfumature e non sempre è vero. Ma soprattutto amare è diverso dall’essere innamorati.

In “Dona sangue e salva una vita”, il significato è racchiuso nello stesso titolo, e per finire col mio prossimo libro “il mio migliore amico”, voglio invitare tutti a rispettare gli animali (in questo caso i cani) e a non trattarli come giocattoli.

Insomma, il messaggio è sempre diverso, però diciamo che voglio cercare di rendere le persone un po’ più sensibili.

Bene, io ti ho “spremuto” abbastanza, ora le domande passano ai lettori 😀

Apro quindi ufficialmente la chat: potete scrivere i vostri commenti o richieste di informazioni sotto questo post, utilizzando il tasto “rispondi”; Arianna rimarrà con noi per un po’ e si è resa disponibile a chiarire ogni vostra curiosità o dubbio.

Pronti? Via la chat parte ora…

[Letti per voi] – “Dona sangue, salva una vita”, Arianna Raimondi

bannerBuongiorno car* follower. Oggi vi parlerò di un racconto breve…

Dona sangue, salva una vita di Arianna Raimondi

copertina Raimondi

Titolo: “Dona sangue, salva una vita” – Autrice: Arianna Raimondi – Editore: Youcanprint selfpublishing – Anno: 2015 – Pagine: 28 – Genere: racconto di formazione – Formato: ebook Kindle – Scaricalo gratis qui


La mia recensione

Questa breve storia è stata scritta da Arianna Raimondi per sensibilizzare sul tema della donazione di sangue, a scopo solidaristico. Pertanto la storia è stata pubblicata in selfpublishing e resa fruibile in lettura gratuita, per volere dell’autrice, ed è quindi scaricabile gratis nei vari store on line, qui il link ad Amazon

Scritta in modo diretto e fluido, spinge il lettore a riflettere su alcuni aspetti – tra i principali l’egoismo – che portano spesso molte persone a rimanere indifferenti rispetto all’importanza di un gesto come la donazione di sangue, gesto che può realmente salvare una vita.

L’Autrice insiste sul fatto che basterebbe dedicare poco del proprio tempo e impegnarsi realmente poche volte l’anno per contribuire fare qualcosa di realmente utile, espressione di un fine superiore quale la tutela della vita umana.

La storia di Andrea è emblematica e rappresenta la storia di molti.

Andrea è un ragazzo come tanti, che vive un po’ sospeso tra un futuro incerto che tenta di non far diventare presente, rimanendo barricato nel suo mondo adolescenziale. Si trascina in giorni vuoti ed effimeri, riempiti del solito divertimento standard (discoteca, amici, bar) senza preoccuparsi di molto, concentrato solo su se stesso. Anche in famiglia è considerato uno scavezzacollo, a differenza di suo fratello minore (Mattia) che invece è ha personalità posata e matura per la sua età.

Andrea continua ad accontentarsi di piccoli lavoretti e non aspira a niente di più di ciò che già ha; anche se non è soddisfatto non gli interessa darsi da fare per tentare di raggiungere nuovi obiettivi. Non è propositivo ma vive in modo passivo la sua vita, conducendo la sua esistenza con una sorta di indifferenza a tutto ciò che lo circonda.

Ma le cose cambieranno radicalmente in un attimo e tutta la sua vita sarà stravolta e sconvolta, le priorità sovvertite e il profondo processo di cambiamento lo porterà a diventare una persona completamente diversa.

Di fronte a questo percorso sofferto, Andrea trova un nuovo senso nella sua esistenza e decide di affrontare un cammino, complesso ma fortemente voluto, per diventare soggetto attivo, fulcro di un cambiamento importante. La sua iniziale indifferenza si trasforma in voglia di fare, di essere un protagonista silenzioso come tanti nella difesa dell’esistenza umana, decidendo di diventare donatore di sangue. Anzi, farà di più: Andrea si affermerà come uno dei più attivi volontari, dedicando il suo tempo e le sue energie a questo importante progetto.

Il racconto, pur se breve, si rivela una lettura interessante e formativa. Scritto allo scopo di avvicinare e informare su questo specifico tema, come dicevo anche all’inizio di questa recensione, trovo che sia indicato soprattutto agli educatori per suggerirne la lettura ai più giovani e stimolare alla riflessione.

∼ Loriana ∼