[Letti per Voi] | Racconti horror nati dalla penna di Roberto Bonfanti: «Il primo a tornare fu il cane»

Carissimi, benritrovati… 🙂

La recensione di oggi è per parlarvi del nuovo lavoro di Roberto Bonfanti, un autore che molti di voi già conoscono e di cui vi ho già parlato in passato qui su Scintille.

Approccio cinematografico, ritmo serrato, ottimo equilibrio tra narrazione e introspezione… insomma: lui è già una garanzia. Vediamo nel dettaglio il suo ultimo titolo, «Il primo a tornare fu il cane»


  • Titolo: «Il primo a tornare fu il cane»
  • Autore: Roberto Bonfanti
  • Editore: self published
  • Anno: 2017
  • Pagine: 96 pp.
  • Formato: ebook e cartaceo
  • Prezzo: 0.99 ebook (ora in promozione a 0 euro) – 5.99 cartaceo
  • Link per l’acquisto

“Era in quei momenti solitari, nei quali tentavo disperatamente di aggrapparmi alle certezze, ai dati di fatto, che la mia razionalità era messa a dura prova.” Cinque racconti, non sto neanche a dire di cosa parlano, si fa prima a leggerli. Nota: Al fine di garantire la massima qualità dei miei libri/ebook aggiornerò le edizioni online, anche sulla base delle segnalazioni di eventuali refusi da parte dei lettori.


La mia recensione

Roberto Bonfanti è un autore che conosco e che mi ha affascinato per talento e capacità narrativa: sa scrivere e sa farlo con tecnica e attenzione.

Di lui avevo già letto il primo romanzo «La vita è dura nei dettagli» (2013, recensito qui) e il secondo titolo «Cose che si rompono» (2014 – recensito qui), entrambi letteralmente divorati, perché Bonfanti scrive cinematografico: ha un ritmo serrato e usa immagini, flash di piccoli particolari, fotogrammi di esistenza per descrivere scene e portare avanti le sue storie.

In questa estate 2018 fra le mie letture c’era proprio il suo ultimo lavoro una raccolta di racconti a base horror in cui si mescola il thriller e l’approfondimento psicologico.

«Il primo a tornare fu il cane» è un volume che si legge velocemente, sia per l’abilità narrativa che ti fa procedere spedito passo passo, sia per i cambi di scenario resi possibili dai racconti brevi. Le storie mi sono piaciute tutte e i colpi di scena mi hanno coinvolta e sorpresa. Il mio preferito resta proprio il racconto più lungo, che dà il titolo alla raccolta Il primo a tornare fu il cane perché secondo me combina perfettamente approfondimento psicologico, suspance, colpi di scena e quel pizzico di sana tensione che non guasta mai.

Il genere horror di per sé è spesso abusato, infatti troppo spesso si leggono storie dove mancano elementi di novità, dove la sorpresa viene ingenuamente anticipata, rovinando il crescendo emotivo e dimostrando tecniche narrative poco accurate; dove è più il sangue che scorre a fiumi piuttosto che la tensione psicologica. Ecco, in questo volume non c’è nulla di tutto ciò: vi garantisco che «Il primo a tornare fu il cane» è un’ottima lettura, allieterà le vostre serate di inizio autunno dandovi brividi quando spegnerete la luce spenta e i rumori del mondo di fuori verranno a stuzzicare la vostra fantasia, attraverso la finestra ancora aperta… 😛

Ennesima dimostrazione di capacità e talento. Consigliato!

Loriana Lucciarini

Annunci