[Ospiti] – Uno Spritz con… Vanessa Sacco | l’Aperitivo letterario di Scintille tra creatività e emozione

Buonpomeriggio followers! 😀

Il Salotto di Scintille oggi ospita un’autrice esordiente per la ormai consueta pausa dell’aperitivo letterario.

Ha da poco pubblicato il suo romanzo «Amorevoli asimmetrie» che è fra i primi nella classifica vendita della casa editrice Le Mezzelane. Lei è VANESSA SACCO, poliedrica, spumeggiante, piena di vena creativa e artistica. Scorpiamola in questa bella intervista…


Chi è Vanessa Sacco?

Sono nata a Catanzaro nel 1973 ma vivo a Roma, dove ho lavorato come attrice a teatro.

Ora insegno.

I libri pubblicati sono: «Il viaggio di Joëlle» (Roundrobin edizioni) e «Amorevoli Asimmetrie – l’arte di fuggire ancor prima di essere inseguiti» (Le Mezzelane edizioni)

 


Le pubblicazioni di Vanessa Sacco?

«Il viaggio di Joëlle» (Roundrobin edizioni)

La promessa di un viaggio è sempre la speranza di una rinascita. Non serve andare troppo lontano. Per riscoprirsi a volte basta solo staccarsi un po’ da sé stessi. Due donne e un uomo, estranei l’uno all’altro eppure indissolubilmente legati, incroceranno i loro destini sulle orme di un padre fantastico da chi odiato, da chi sognato, da chi semplicemente amato come Natura vuole che il figlio ami il padre in giro fra la vecchia Europa e i sogni che non hanno confini. Solo così rinasceranno una seconda volta. Solo così saranno liberi.

 

L’ambizioso Lio si imbatte per caso nel problematico Sam, in preda a una crisi di nervi davanti a un cartellone pubblicitario raffigurante una donna col collo tagliato. Nasce così una conoscenza che catturerà Lio al punto da portarlo a disegnare gli incubi, le allucinazioni e tutti gli strani disturbi psichici del suo nuovo amico e a credere di poterne addirittura ricavare un fumetto. Allo scopo però di realizzare il suo sogno Lio dovrà prima riuscire a svelare i segreti che l’amico ha custodito per quasi trent’anni, per appropriarsi del suo vasto mondo immaginifico. Lio si imbatterà così nel personaggio di Luna, fanciulla amata e mai dimenticata dal suo bizzarro amico e sarà catturato dalla storia di Nemo Gareffi, padre di Sam, venuto a mancare prematuramente. Lio dovrà fare i conti anche con i propri fantasmi: il compromesso mal digerito di trasferirsi dalla sua rampante Milano in una sperduta località del sud per obblighi morali verso suo padre; una relazione ancora non dichiaratamente naufragata con la propria compagna; un’identità di genere mai pienamente accettata; la propria onestà intellettuale vanificata dall’entrata in scena del subdolo direttore editoriale di una nota testata fumettistica. In un epilogo imprevisto, le parti finiranno per capovolgersi: l’approfittatore si ridurrà a tramite inevitabile per la rinascita dell’ignara vittima; il mentecatto da usare asservirà sempre più il proprio aguzzino, trovando nel suo aiuto interessato la via per la verità.


Scintille – Chi sei, cosa fai, che hai combinato fin qui e cosa combinerai?

Vanessa Sacco Sono una donna complicata che ha voglia di semplicità, vivo più di immaginazione che di concretezza, credo nell’ironia e nella fortuna sfacciata. Il mio motto è: vorrei ma… ora non mi va.   Sono nata a Catanzaro ma vivo “ancora” a Roma. Sono laureata in Lingue e Letterature Straniere ma adoro la mia lingua come nessun’altra. Per diversi anni ho coltivato il sogno della recitazione, ora insegno.

Scintille – Che rapporto hai con la scrittura? Cosa significa per te? Cosa vuoi comunicare?

Vanessa Sacco Per me la scrittura è come la recitazione: mi fa indossare i pani di qualcun’altro. Non è, ahimè, puro divertimento ma fatica fisica e mentale, e poi esaltazione e poi di nuovo buio e maledizione. Un po’ come un giro sulle montagne russe. Quello che comunico è ciò che comunicherebbero i miei personaggi se fossero reali; probabilmente vi si cela qualcosa di me, ma solo la psicanalisi, forse, riuscirebbe a svelarlo. 

Scintille – Parlaci dei tuoi romanzi che presto saranno pubblicati. Quali tematiche affronti e in che modo?

Vanessa Sacco Finora ho pubblicato due romanzi: ll viaggio di Joelle (Roundrobin editrice) e Amorevoli Asimmetrie – l’arte di fuggire ancor prima di essere inseguiti con Le Mezzelane.

Il primo romanzo è molto femminile, intimista, dalle atmosfere malinconiche. Ho cominciato a scriverlo quando mi sono trasferita a Roma, e quindi forse ha risentito nello stile di questo distacco dalla mia vita precedente di figlia che vive ancora in famiglia. Anche qui ho cercato di calarmi nei panni di qualcuno che ha vissuto esperienze molto distanti dalle mie; spero di esserci riuscita.È un romanzo sulla libertà: dai pregiudizi degli altri e dalle limitazioni senza senso che ci poniamo ogni giorno. Il viaggio di cui parla il titolo è in realtà più concettuale che reale.

Con il mio secondo romanzo desideravo affrontare una narrazione meno contratta, di più ampio respiro, e soprattutto volevo assumere il punto di vista di un uomo, infatti i protagonisti sono maschi. Anche questo è un romanzo sull’identità, sessuale ma non solo, ed è più caustico, più cinico, forse più adulto nel senso più brutto del termine ma anche più ironico e spumeggiante. In entrambi ci sono riferimenti a due mie esperienze di vita che probabilmente mi hanno molto segnata se sento il bisogno – anche nel mio terzo romanzo, tuttora in lavorazione –  di farvi riferimento: lo scoutismo e il teatro.

Scintille – Come sono i tuoi protagonisti? Hai una predilezione per un certo tipo di personaggi?

Vanessa Sacco – I protagonisti dei miei romanzi sono romanzeschi, nel senso che sono verosimili nel senso più ampio del termine (non hanno le antenne e non sono blu) ma sono squisitamente personaggi, non persone, come in ogni altro prodotto artistico (un musical o un cartone animato).  

Scintille – Quali genere di storie ami raccontare?

Vanessa Sacco Mi piacciono le storie dove ci sia un pizzico di magia, di follia, dove la fantasia porti il lettore lontano, verso altri modi possibili di interpretare la realtà. 

Scintille – Se dovessi definire il tuo mondo di carta e inchiostro con quali colore, immagine, profumo o suono lo descriveresti?

Vanessa Sacco I colori sono tanti, un’immagine che mi viene immediatamente alla mente è un fuoco d’artificio, il profumo è quello dei cornetti e del pane appena sfornati e i suoni quelli di un complesso di musica jazz

Scintille – Da autore emergente nel panorama italiano. Parlaci della tua storia e del cammino fatto fin qui. Hai consigli per chi vorrebbe intraprendere la strada della scrittura? Cosa evitare e su cosa puntare, secondo te?

Vanessa Sacco Credo che farebbe bene essere molto intransigenti con se stessi, proprio perché il panorama dell’editoria è saturo e chi non ha santi in Paradiso non può che puntare sulla qualità del proprio lavoro. Poi un po’ di tenacia nel proporsi e di umiltà nell’accettare le porte chiuse, che però non devono fermare la propria corsa, se si crede di valere qualcosa e di meritare un’altra possibilità.

Scintille – Fai un saluto ai tuoi lettori con una citazione – che poi è anche l’augurio che vuoi lasciare su questo blog – tratto dalle pagine del tuo romanzo.

Vanessa Sacco – Con molto piacere, saluto te e tutti i lettori con questa citazione:

«I pensieri sono solo pensieri, basta non farli e spariscono; basta disegnarli, colorarli, inglobarli in uno storyboard assurdo e ironico e non sono più incubi ma tortuosi svaghi della mente, gotiche divagazioni della logica per prendere in giro la vita.» 


L’appuntamento di oggi termina qui.

Ringrazio Vanessa per averci raggiunto nel Salotto Letterario.

Salutandovi, vi invito a seguire i prossimi appuntamenti di Scintille, tanti altri autori emergenti italiani, tanta buona letteratura…

Un abbraccio e… followME! 😀

Loriana Lucciarini


VI E’ PIACIUTA QUESTA INTERVISTA? SIETE INTERESSATI A SEGUIRE L’AUTRICE CHE OGGI VI HO PRESENTATO? ECCO QUI IL LINK DOVE POTETE SERGUIRLA…

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Vanessa Sacco – contatti ->  https://www.facebook.com/vanessa.sacco.10

LE SUE PUBBLICAZIONI

  •  Il viaggio di Joëlle (roundrobin ed)  –> LINK
  • Amorevoli Asimmetrie – l’arte di fuggire ancor prima di essere inseguiti (Le Mezzelane c.ed.) –> LINK

[ospiti] – Una birretta e quattro chiacchiere con… Marzio Pellegrini | Graffi morsi versi gioia poesia

Buonpomeriggio followers! 😀

Il Salotto di Scintille oggi ospita un autore per un aperitivo letterario. Qui con noi c’è Marzio Pellegrini…


Chi è Marzio Pellegrini?

Mi chiamo Marzio Pellegrini e sono nato a Roma nell’Agosto del 1993. Sono da sempre un amante della scrittura, passo gli anni scolastici a riempire ogni foglio bianco, allontanandomi dalla realtà. Ho partecipato ad alcune antologie di racconti brevi e poesie. “Come una goccia”, “Oltre le nuvole, al posto delle stelle” sono i due miei primi romanzi pubblicati. “Cose”, una raccolta di racconti, è il terzo lavoro pubblicato, tutti da Edizioni Arpeggio Libero. Mi sono diplomato alla scuola alberghiera nel 2012, alla fine dello stesso anno ho dovuto rinunciare all’università per problemi economici, ed ho iniziato a lavorare. Mi sono dedicato più assiduamente alla scrittura proprio da quell’anno.


Le pubblicazioni di Marzio Pellegrini

«Come una goccia» [2014 Arpeggio Libero, Narrativa] Acquistalo qui  Arpeggio Libero – Acquistalo qui  Ibs – Acquistalo qui Amazon

«Oltre le nuvole, al posto delle stelle» [2015 Arpeggio Libero, Narrativa] Acquistalo qui Arpeggio Libero – Acquistalo qui Ibs – Acquistalo qui Amazon

«Cose» [2016 Arpeggio Libero, Raccolta di Racconti] Acquistalo qui Arpeggio Libero – Acquistalo qui Ibs – Acquistalo qui Amazon

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Scintille –  Iniziamo subito, partendo con le domande: Chi sei, cosa fai, che hai combinato fin qui e cosa combinerai?

Marzio Pellegrini – Sono Marzio Pellegrini e sono tante cose. Sono un cuoco, un barman, un piccolissimo imprenditore e soprattutto un giovane italiano, motivo per cui sono tutte queste cose. Sono, però, prima di ognuna di queste cose sopra elencate, uno scrittore. Oltre a piccoli lavori precari, stagionali o di qualche mese, ho gestito insieme a mio fratello maggiore una piccola attività nella provincia di Roma, nel borgo medievale di Nettuno. Attualmente sono tornato a dedicarmi con maggiore attenzione alla scrittura, come qualsiasi altro scrittore della mia età, immagino, ho tanti progetti aperti che, chissà.

Sono nato a Roma nel 1993, quasi venticinque anni fa. Ho vissuto solo i primi anni della mia vita al centro storico della capitale, il resto del tempo fino ad oggi, giorno più giorno meno, l’ho vissuto ad Ardea, piccolo comune nella provincia di Roma, sul mare. Nel 2012 ho conseguito il diploma all’istituto Alberghiero e dopo non ho avuto il coraggio di iscrivermi all’università, un po’ per mancanza di certezze, un po’ perché non sono mai stato uno studente modello.

Scintille – Che rapporto hai con la scrittura? Cosa significa per te? Cosa vuoi comunicare?

Marzio Pellegrini – Diciamo che per ora il mio è un rapporto a senso unico, con la scrittura. Io do tutto ciò che posso e lei in cambio mi da poco e niente. Sono come uno di quegli innamorati che non si arrende, che continua con serenate, sorprese romantiche senza rinunciare mai al fare una corte spietata ad una bella (la scrittura) che mi da solo le giuste attenzione per tenermi all’amo, per non perdermi del tutto. Penso sempre che prima o poi la conquisto.

Sono il classico scrittore che anche quand’è in giro estrae il cellulare per appuntarsi qualcosa, per poi tornare a casa e riprendere il discorso su un file Word. Spesso mi ci dedico la notte, prima di dormire e a volte anche durante [*ride*] 😀

Personalmente sono un amante delle piccole cose, della vita e dell’individuo. Ciò che spesso cerco di comunicare è poesia, soprattutto nei miei romanzi e racconti. Cercare poesia nei gesti umani, nella semplice esistenza e nelle frasi. Amo infatti in maniera smodata i dialoghi. Molte delle mie storie non spiccano per originalità a livello di trama o intrecci o intrighi, sono a volte storie già raccontate o fatti di cronaca, mi piace però dare una mia versione alle cose e raccontarle col mio stile di scrittura. Dedico ogni mia parola alla narrativa.

Scintille – Parlaci dei tuoi romanzi pubblicati. Quali tematiche affronti e in che modo?

Marzio Pellegrini – Attualmente ho due romanzi pubblicati: “Come una goccia” e “Oltre le nuvole, al posto delle stelle”. Il primo racconta la storia di un ragazzo appena diplomato che ha deciso di partire per cercare lavoro a Londra, parlo di tutto ciò che si prova nel momento prima della partenza, tristezza, emozione, paura e disperazione. La storia nasce da una mia esperienza mancata, era ciò che avrei dovuto fare ma che non ho potuto, mi ci sono infatti dedicato quando mi sono ritrovato a casa senza lavoro e con molto tempo libero. L’idea era quella di scrivere un intero romanzo (tra l’altro lungo 88 pagine) tenendo il protagonista statico, infatti inizia descrivendolo seduto in attesa dell’aereo.

Il secondo racconta di un giovane di cui non si sa l’età né il nome. L’esperimento in questo romanzo è la narrazione in prima persona e al presente, quindi avviene tutto durante la lettura, raccontato direttamente dal protagonista. Dopo alcuni mancamenti scopre un brutto male e si ritrova ad affrontare un viaggio col suo migliore amico, il suo cane Sam, e l’amica che credeva ormai persa. Il romanzo, per quanto tragico, è raccontato con humor, simpatia e aneddoti simpatici. È pur sempre un libro scritto da un ragazzo di venti anni.

Il mio terzo lavoro pubblicato è una raccolta di racconti scritti tra il 2014 e il 2015, “Cose”. È uno dei miei lavori che più amo proprio per questa sua diversificazione in tutto e per tutto. Nei ringraziamenti pubblicati alla fine della raccolta, scrivo:

«Questa raccolta mi rappresenta probabilmente molto più dei miei due lavori pubblicati fino ad ora, ha mille sfaccettature, ha mille emozioni, contiene e, spero, comunica più cose contemporaneamente. Ha la sua dose di paura d’esistere, ha un volume maggiore, quindi più prorompente.

Chi mi conosce mi riscopre, chi non mi conosce potrebbe immaginarmi in maniera distorta.»

C’è chi descriverebbe questa come “multi-personalità”… e un po’ è così. [*ride di nuovo*] 😀

Scintille – Come sono i tuoi protagonisti? Hai una predilezione per un certo tipo di personaggi?

Marzio Pellegrini – Molto spesso sono persone solitarie, introspettive e pensierose, quindi è un po’ questa la mia predilezione. È così un po’ per forza di cose, le storie che racconto raramente parlano di gruppi o famiglie, un po’ perché prendo spunto da ciò che conosco e situazioni che vivo in prima persona. 

Scintille – Quali genere di storie ami raccontare?

Marzio Pellegrini – Sarò onesto al 99%, amo raccontare le storie d’amore. Questa è una confessione con la quale prima o poi dovrò fare i conti, perché per quanto mi possa piacere raccontare incontri, persone, amori finiti male o grandi passioni, ho sempre la paura di cadere nel banale, quindi spesso mi do dei limiti, o magari prendo e cancello tutto. Ciò che più amo del raccontare queste storie è che non necessariamente devono cadere nell’essere sdolcinate a tutti i costi. Spesso infatti le mie sono storie di amori assurdi, o persi, o alla fine di un percorso. Persone che si amano male, che non si capiscono. Chiaramente non è il genere di cui si parla principalmente nelle mie storie, ma credo ci sia sempre qualcosa che richiami.

Amo raccontare anche storie infantili, parlo di politica, o, come dicevo prima, fatti di cronaca. Una cosa che apprezzo e che amo fare è la citazione, o meglio, rendere omaggio a qualcuno nei miei racconti. Mi capita spesso, infatti, di aggiungere qualcosa preso da altre opere (cinema, musica o scrittura).

Scintille – Se dovessi definire il tuo mondo di carta i inchiostro con quali colore, immagine, profumo o suono lo descriveresti?

Marzio Pellegrini – Probabilmente userei un pennarello dalla punta fina e disegnerei tre puntini vicini, e su entrambi i lati tre piccole righine: una formica.

Ultimamente sono “ossessionato” da questo pensiero del nulla, di non essere nulla, e penso che dall’altra parte della terra c’è un padre di famiglia che torna a casa dal lavoro con delle buste della spesa, una persona di cui io non so niente. E come lui altri sette miliardi e mezzo. E anch’io sono lo stesso per lui e per tutti gli altri. Ammetto che non è proprio un bel quadro, ma ho mille altri colori, solitamente.

Mi piace passare il tempo ad osservare le nuvole, o il sole che si nasconde alla fine di una giornata, che per me solitamente è l’inizio.

Se dovessi pensare a un profumo, invece, mi emoziono pensando all’aria che si respira in quelle domeniche primaverili in cui ci si ritrova in famiglia o tra amici per una brace all’aperto. Quell’alternarsi di fumo, freschezza e serenità.

Scintille – Da autore esordiente a emergente nel panorama italiano. Parlaci della tua storia e del cammino fatto fin qui. Hai consigli per chi vorrebbe intraprendere la strada della scrittura? Cosa evitare e su cosa puntare, secondo te?

Marzio Pellegrini – La mia esperienza è stata abbastanza fortunata, nel senso che dopo aver mandato email a destra e a manca dirette alle grandi case editrici, ho scoperto mEEtale, dove ho conosciuto Fabio e Arpeggio Libero. A loro “Come una goccia” è piaciuto fin da subito eM dopo aver capito che si trattava non solo di gente per bene ma anche di persone con una vera passione – amore per i libri e soprattutto, persone serie -, abbiamo programmato l’uscita e firmato il contratto.

Ci tengo a dire che prima di loro avevo ricevuto la “proposta” da una “casa editrice” che si offriva di pubblicarmi in cambio di 1100€, avrei ricevuto 100 copie e, credo, sarebbe finito lì il rapporto. Quindi ciò che mi sento di consigliare a chi vuole avvicinarsi alla pubblicazione è che se si decide di autopubblicarsi, cosa che non demonizzo affatto, almeno si scelga bene, perché pagare 11€ a copia è un bel furto.

Credo che oggigiorno la cosa che fa più la differenza, nella scrittura come in qualsiasi altro ambito ormai, siano i social. Se si sanno usare adeguatamente è possibile arrivare a migliaia e migliaia di persone. Lo abbiamo visto tutti con i grandi casi degli ultimi anni. A me piacerebbe portare avanti un messaggio del tipo, coltivate le vostre passioni, siate artisti in ciò che amate.

Scintille – Fai un saluto ai tuoi lettori con una citazione – che poi è anche l’augurio che vuoi lasciare su questo blog – tratto dalle pagine del tuo romanzo.

Marzio Pellegrini – Saluto e ringrazio tutti quelli che hanno passato qualche minuto a leggere queste poche righe su di me e sui miei libri, spero di non essere stato troppo pesante. Scelgo la citazione presente sul retro della copertina di “Cose”:

«Non ho paura di perdere ciò che possiedo,

ho paura di perdere ciò che sogno.

Cerchiamo di non perdere il sogno.»

 


L’appuntamento di oggi termina qui.

Ringrazio Marzio per aver partecipato con noi a questo aperitivo letterario e, salutandovi, vi invito a seguire i prossimi appuntamenti di Scintille e del suo Salotto letterario.

Un abbraccio e… followME! 😀

Loriana Lucciarini

 


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Come una goccia

[2014 Arpeggio Libero, Narrativa]

 

 

Oltre le nuvole, al posto delle stelle

[2015 Arpeggio Libero, Narrativa]

 

Cose

[2016 Arpeggio Libero, Raccolta di Racconti]

 

 

[ospiti] – 2 | Cristina Biolcati | L’Autrice & le opere

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Eccoci qui, carissim* followers, benvenuti all’appuntamento di oggi! ❤

Mi fa piacere ritrovarvi :-*

È con noi Cristina Biolcati, l’autrice ferrarese che stimo e d cui apprezzo la capacità analitica e lo stile, delicato ma efficace.

Nell’intervista che mi accingo a farle spero di darvi modo di scoprire qualcosa di più circa la sua produzione letteraria e la sua passione scrittura.

Vi invito ad accomodarvi, a servirvi del buffet che si trova in fondo alla sala: ordinati per voi virtualdolcetti e virtualcocktail per tutti i gusti! 😛

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L’Autrice… Cristina Biolcati

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Nata a Ferrara nel 1970, vive a Padova. Laureata in lettere, è una grande appassionata ed autrice di poesia.

Sue le sillogi “Versi d’eterno” (2016), per Perle d’Inchiostro 106 le sue poesie dal titolo “Allodole al vento” (2014) e “Il Parnaso” di cui è fra gli autori. E’ presente anche in altre raccolte poetiche.

Collabora per alcune riviste online, dove scrive recensioni e articoli di attualità.


Scrittura tra poesia e prosa…

Cristina Biolcati ha all’attivo vari volumi di poesie. Io ho letto “VERSI D’ETERNO”, uscito in questi ultimi mesi e vi ripropongo un estratto della recensione che ho fatto allora (qui, la versione integrale):

Poesie di vita e di movimenti d’anima, versi racchiusi nel cassetto della propria esistenza che escono, prendendo vita, trasformati dalle parole.

Righe fatte di vento, le radici, le ali, le nuvole, la luce. Vita, amore, morte, uomini e donne.

La poesia intimista di Cristina Biolcati è lineare, fatta di steccati di liriche eleganti e ricercate, eppur moderne nella loro attualità e forza, dove troviamo il vissuto dell’umanità, con le sue tragedie sociali di disuguaglianza e guerra e conflitti e morte, ma dove soffia anche il refolo vitale dell’anima: un universo interiore caro all’autrice, ben delineato con parole vive, pungenti, pulite, forti.

Poesie malinconiche ammantate d’inverno, nelle quali spesso però troviamo la primavera.

Solo parole

Solo parole
sprecate nel vento,
che annaspano e tornano,
indorate d’incenso.
Dove eravamo
noi popoli “degni”
quando, balorda, la storia

ha dato il peggio di sé?
Tardi è adesso,
risvegliarsi di colpo.
Quel filo spinato
nella carne affonda,

e ingoia i recinti

in cui la mente si perde.

 

Tra tutte cito “Solo parole”, “Il figlio del vento”, “Il nocchiere”, “Teresa” e la poesia “Figlia del vento” in cui ritrovo l’omaggio dell’autrice alla grande Alda Merini.

Versi per lettori che prediligono la poesia intimista, calda e diretta, capace di illustrare con tratti personali istantanee di vita e emozioni. Consigliata la lettura!


Veniamo ora all’ultimo lavoro in prosa: il romanzo BALLA PER ME. Il volume da pochi giorni è disponibile anche in versione cartacea, dopo il lancio in ebook. Letto anche questo volume in versione digitale, qualche settimana fa ne ho pubblicato la recensione (qui, la versione integrale) di cui vi riporto ora un breve estratto:

Un libro che mi ha colpito e che ho letto tutto d’un fiato, trascinata pagina dopo pagina dal suo carisma e dai suoi aneddoti dal sapore dolce della malinconia e quello stuzzicante dell’ironia.

Una storia originale che si concluderà con emozioni forti che vi strapperanno una lacrima.

Una tematica dolorosa e complessa – quella della morte – che l’Autrice tratta con delicatezza e ironia, senza mai essere banale o scivolare nel pietismo.

Cristina Biolcati ci fa entrare nella vita di Davide e in quella delle esistenze legate a lui, travolgendoci nei ricordi. Il protagonista di questa storia infatti, è un affascinante oratore disincantato e arguto che con un pov in prima persona riesce a coinvolgere il lettore in quegli attimi di esistenza, fatta di ricordi e frammenti di attimi, tratteggiandoli con la sua ironia sagace.

Grazie alla narrazione di aneddoti divertenti che ci strapperanno più di un sorriso, tutto torna alla memoria: emozioni, affetti, profumi… istantanee vivide e intense di una vita che purtroppo – per un destino crudele e spietato – viene strappata proprio nel momento in cui sta per schiudersi definitivamente per cogliere un futuro fatto di realtà vera, concreta. Eppure non c’è un uso eccessivo di sentimentalismo: tutto lo scritto è permeato da quell’ironia sotterranea che ne fa un piccolo gioiellino.

Scrivere di temi delicati è rischioso se non si è in grado di farlo con delicatezza, passo lieve e sensibilità. Senza queste doti il lettore chiuderà il libro scosso, urtato nell’animo e nel proprio dolore.

Cristina Biolcati non solo riesce in questo, grazie all’ottima penna, ma offre luce, sorriso, speranza, un abbraccio d’amore pur nella sofferenza, consolatorio quanto importantissimo.

Una storia piena di humor, quello buono che riesca a far sorridere, nonostante tutto.