[segnalazione | PER UN’ESTATE DI LIBRI] – «Nero Corvino» di Roberto Ricci

Buongiorno carissim* lettor* vacanzier*!

Sotto l’ombrellone oggi vi propongo la lettura di un volume con storie dall’horror al thriller. Trattasi di  «Nero Corvino» di Roberto Ricci (Edizioni Le Mezzelane).

Roberto Ricci, 54 anni, di Ancona, è di professione parrucchiere e, per tutti, è ormai Il parrucchiere del brivido e… in questa calda estate 2018 ecco la lettura giusta, capace di coinvolgere e procurarci sudori freddi di… paura! 😀

Vi anticipo che Roberto sarà ospite di questo blog nei prossimi giorni, intanto lascio  lui la parola per presentarvi il suo lavoro. Di che parla «Nero Corvino»?


Nero Corvino è una raccolta di cinque storie, che spaziano dal thriller all’horror. Gli Occhi Della Bambola / L’acconciatura Sbagliata / La Ballerina / Guanti Neri / La Goccia.

Tranne il primo che è un inedito gli altri rappresentano il meglio di quello che ho scritto in questi anni.

La storia principale è L’acconciatura Sbagliata, uscito come romanzo due anni fa e oggi completamente rieditato. Si tratta di un giallo in stile Dario Argento, con un misterioso serial killer di parrucchieri. Il commissario incaricato di dargli la caccia, entrerà dentro un mondo a lui sconosciuto e si troverà a faccia a faccia con persone ambigue, dissolute, capaci di ogni bassezza pur di raggiungere i loro scopi.

Ovviamente mi sono divertito a enfatizzare in maniera romanzata, certi difetti del mio ambiente, essendo anche io un parrucchiere… dal 2012, anno in cui ho vinto quell’edizione del Premio Racconti Nella Rete, un concorso legato al Festival LuccAutori con il racconto thriller Il Cappotto, sono diventato per tutti “il parrucchiere del brivido”.

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[segnalazione | PER UN’ESTATE DI LIBRI] – «Primule fuori stagione» di Luciana Pennino

Buongiorno carissim* lettor* vacanzier*!

Sotto l’ombrellone oggi vi propongo la lettura di «Primule fuori stagione» di Luciana Pennino (Iuppiter edizioni)


Il lettore rivive la storia di una donna che deve misurarsi con la vita e la sua imprevedibilità. In un mondo che ha reso la precarietà strutturale, la perdita del lavoro coincide con un limbo dove si smarrisce la propria collocazione sociale e personale. Così per la protagonista il tempo corre all’indietro a recuperare una lacerazione profonda nella quale l’esistenza sembra bloccarsi, ma nel contempo uno slancio vitale la trascina avanti ad assumere buio e luce: un binomio indissolubile. È l’ironia meditativa l’humus dove primule ostinatamente inaspettate possono nascere.

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ESTRATTO DALLA RECESIONE DI UN LIBRAIO:

Primule fuori stagione è il primo romanzo della scrittrice napoletana Luciana Pennino. Il libro, racconta, in modo tragicomico, le vicende di una donna che a 45 anni si ritrova a Napoli, senza lavoro ed è costretta ad inventarsi una nuova vita. Da questa vicenda, il titolo Primule fuori stagione: la primula infatti, è un fiore che rappresenta i nuovi inizi, perché è il primo fiore a sbocciare dopo il lungo inverno. ” Comunque vada tra noi, vorrei che la primula rimanesse la tua pianta preferita…è il simbolo della rinascita, della speranza, dei nuovi inizi…” ( cit.)