[Ospiti] – Uno Spritz con… Vanessa Sacco | l’Aperitivo letterario di Scintille tra creatività e emozione

Buonpomeriggio followers! 😀

Il Salotto di Scintille oggi ospita un’autrice esordiente per la ormai consueta pausa dell’aperitivo letterario.

Ha da poco pubblicato il suo romanzo «Amorevoli asimmetrie» che è fra i primi nella classifica vendita della casa editrice Le Mezzelane. Lei è VANESSA SACCO, poliedrica, spumeggiante, piena di vena creativa e artistica. Scorpiamola in questa bella intervista…


Chi è Vanessa Sacco?

Sono nata a Catanzaro nel 1973 ma vivo a Roma, dove ho lavorato come attrice a teatro.

Ora insegno.

I libri pubblicati sono: «Il viaggio di Joëlle» (Roundrobin edizioni) e «Amorevoli Asimmetrie – l’arte di fuggire ancor prima di essere inseguiti» (Le Mezzelane edizioni)

 


Le pubblicazioni di Vanessa Sacco?

«Il viaggio di Joëlle» (Roundrobin edizioni)

La promessa di un viaggio è sempre la speranza di una rinascita. Non serve andare troppo lontano. Per riscoprirsi a volte basta solo staccarsi un po’ da sé stessi. Due donne e un uomo, estranei l’uno all’altro eppure indissolubilmente legati, incroceranno i loro destini sulle orme di un padre fantastico da chi odiato, da chi sognato, da chi semplicemente amato come Natura vuole che il figlio ami il padre in giro fra la vecchia Europa e i sogni che non hanno confini. Solo così rinasceranno una seconda volta. Solo così saranno liberi.

 

L’ambizioso Lio si imbatte per caso nel problematico Sam, in preda a una crisi di nervi davanti a un cartellone pubblicitario raffigurante una donna col collo tagliato. Nasce così una conoscenza che catturerà Lio al punto da portarlo a disegnare gli incubi, le allucinazioni e tutti gli strani disturbi psichici del suo nuovo amico e a credere di poterne addirittura ricavare un fumetto. Allo scopo però di realizzare il suo sogno Lio dovrà prima riuscire a svelare i segreti che l’amico ha custodito per quasi trent’anni, per appropriarsi del suo vasto mondo immaginifico. Lio si imbatterà così nel personaggio di Luna, fanciulla amata e mai dimenticata dal suo bizzarro amico e sarà catturato dalla storia di Nemo Gareffi, padre di Sam, venuto a mancare prematuramente. Lio dovrà fare i conti anche con i propri fantasmi: il compromesso mal digerito di trasferirsi dalla sua rampante Milano in una sperduta località del sud per obblighi morali verso suo padre; una relazione ancora non dichiaratamente naufragata con la propria compagna; un’identità di genere mai pienamente accettata; la propria onestà intellettuale vanificata dall’entrata in scena del subdolo direttore editoriale di una nota testata fumettistica. In un epilogo imprevisto, le parti finiranno per capovolgersi: l’approfittatore si ridurrà a tramite inevitabile per la rinascita dell’ignara vittima; il mentecatto da usare asservirà sempre più il proprio aguzzino, trovando nel suo aiuto interessato la via per la verità.


Scintille – Chi sei, cosa fai, che hai combinato fin qui e cosa combinerai?

Vanessa Sacco Sono una donna complicata che ha voglia di semplicità, vivo più di immaginazione che di concretezza, credo nell’ironia e nella fortuna sfacciata. Il mio motto è: vorrei ma… ora non mi va.   Sono nata a Catanzaro ma vivo “ancora” a Roma. Sono laureata in Lingue e Letterature Straniere ma adoro la mia lingua come nessun’altra. Per diversi anni ho coltivato il sogno della recitazione, ora insegno.

Scintille – Che rapporto hai con la scrittura? Cosa significa per te? Cosa vuoi comunicare?

Vanessa Sacco Per me la scrittura è come la recitazione: mi fa indossare i pani di qualcun’altro. Non è, ahimè, puro divertimento ma fatica fisica e mentale, e poi esaltazione e poi di nuovo buio e maledizione. Un po’ come un giro sulle montagne russe. Quello che comunico è ciò che comunicherebbero i miei personaggi se fossero reali; probabilmente vi si cela qualcosa di me, ma solo la psicanalisi, forse, riuscirebbe a svelarlo. 

Scintille – Parlaci dei tuoi romanzi che presto saranno pubblicati. Quali tematiche affronti e in che modo?

Vanessa Sacco Finora ho pubblicato due romanzi: ll viaggio di Joelle (Roundrobin editrice) e Amorevoli Asimmetrie – l’arte di fuggire ancor prima di essere inseguiti con Le Mezzelane.

Il primo romanzo è molto femminile, intimista, dalle atmosfere malinconiche. Ho cominciato a scriverlo quando mi sono trasferita a Roma, e quindi forse ha risentito nello stile di questo distacco dalla mia vita precedente di figlia che vive ancora in famiglia. Anche qui ho cercato di calarmi nei panni di qualcuno che ha vissuto esperienze molto distanti dalle mie; spero di esserci riuscita.È un romanzo sulla libertà: dai pregiudizi degli altri e dalle limitazioni senza senso che ci poniamo ogni giorno. Il viaggio di cui parla il titolo è in realtà più concettuale che reale.

Con il mio secondo romanzo desideravo affrontare una narrazione meno contratta, di più ampio respiro, e soprattutto volevo assumere il punto di vista di un uomo, infatti i protagonisti sono maschi. Anche questo è un romanzo sull’identità, sessuale ma non solo, ed è più caustico, più cinico, forse più adulto nel senso più brutto del termine ma anche più ironico e spumeggiante. In entrambi ci sono riferimenti a due mie esperienze di vita che probabilmente mi hanno molto segnata se sento il bisogno – anche nel mio terzo romanzo, tuttora in lavorazione –  di farvi riferimento: lo scoutismo e il teatro.

Scintille – Come sono i tuoi protagonisti? Hai una predilezione per un certo tipo di personaggi?

Vanessa Sacco – I protagonisti dei miei romanzi sono romanzeschi, nel senso che sono verosimili nel senso più ampio del termine (non hanno le antenne e non sono blu) ma sono squisitamente personaggi, non persone, come in ogni altro prodotto artistico (un musical o un cartone animato).  

Scintille – Quali genere di storie ami raccontare?

Vanessa Sacco Mi piacciono le storie dove ci sia un pizzico di magia, di follia, dove la fantasia porti il lettore lontano, verso altri modi possibili di interpretare la realtà. 

Scintille – Se dovessi definire il tuo mondo di carta e inchiostro con quali colore, immagine, profumo o suono lo descriveresti?

Vanessa Sacco I colori sono tanti, un’immagine che mi viene immediatamente alla mente è un fuoco d’artificio, il profumo è quello dei cornetti e del pane appena sfornati e i suoni quelli di un complesso di musica jazz

Scintille – Da autore emergente nel panorama italiano. Parlaci della tua storia e del cammino fatto fin qui. Hai consigli per chi vorrebbe intraprendere la strada della scrittura? Cosa evitare e su cosa puntare, secondo te?

Vanessa Sacco Credo che farebbe bene essere molto intransigenti con se stessi, proprio perché il panorama dell’editoria è saturo e chi non ha santi in Paradiso non può che puntare sulla qualità del proprio lavoro. Poi un po’ di tenacia nel proporsi e di umiltà nell’accettare le porte chiuse, che però non devono fermare la propria corsa, se si crede di valere qualcosa e di meritare un’altra possibilità.

Scintille – Fai un saluto ai tuoi lettori con una citazione – che poi è anche l’augurio che vuoi lasciare su questo blog – tratto dalle pagine del tuo romanzo.

Vanessa Sacco – Con molto piacere, saluto te e tutti i lettori con questa citazione:

«I pensieri sono solo pensieri, basta non farli e spariscono; basta disegnarli, colorarli, inglobarli in uno storyboard assurdo e ironico e non sono più incubi ma tortuosi svaghi della mente, gotiche divagazioni della logica per prendere in giro la vita.» 


L’appuntamento di oggi termina qui.

Ringrazio Vanessa per averci raggiunto nel Salotto Letterario.

Salutandovi, vi invito a seguire i prossimi appuntamenti di Scintille, tanti altri autori emergenti italiani, tanta buona letteratura…

Un abbraccio e… followME! 😀

Loriana Lucciarini


VI E’ PIACIUTA QUESTA INTERVISTA? SIETE INTERESSATI A SEGUIRE L’AUTRICE CHE OGGI VI HO PRESENTATO? ECCO QUI IL LINK DOVE POTETE SERGUIRLA…

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Vanessa Sacco – contatti ->  https://www.facebook.com/vanessa.sacco.10

LE SUE PUBBLICAZIONI

  •  Il viaggio di Joëlle (roundrobin ed)  –> LINK
  • Amorevoli Asimmetrie – l’arte di fuggire ancor prima di essere inseguiti (Le Mezzelane c.ed.) –> LINK

[Ospiti] – Lo sguardo attento di Ornella Nalon per vite letterarie | Viaggio alla scoperta dell’Autrice

Buonpomeriggio followers! 😀

L’ospite di oggi è un’autrice emergente. La incontreremo durante l’Aperitivo Letterario nel consueto Salotto di Scintille. Mettetevi comodi che iniziamo subito subito 🙂

Qui con noi c’è… Ornella Nalon!


Chi è Ornella Nalon?

Sono di Venezia, diplomata in ragioneria e lavoro in uno studio commercialistico. Circa cinque anni fa sono stata colta dalla passione della scrittura e, da allora, scrivo con frequenza quotidiana. Sinora ho pubblicato cinque libri: “Quattro sentieri variopinti” edito dalla Arduino Sacco Editore e “Ad ali spiegate” pubblicato da Edizioni Montag, entrambi sono antologie di racconti per ragazzi. Successivamente ho pubblicato “Oltre i Confini del Mondo” edito dalla 0111 Edizioni, genere “mainstream”, “Non tutto è come sembra” edito sempre da 0111 Edizioni ma di genere giallo e, infine, “Una luce sul futuro” che ho scelto di autopubblicare.

Oltre ad occuparmi delle pubbliche relazioni, sono anche redattrice per l’web-megazine culturale Gli scrittori della Porta Accanto, che ho fondato con alcune colleghe autrici.

Scrivo sempre con passione e trasporto e riesco a emozionarmi mentre lo faccio. La mia speranza è di trasmettere almeno un po’ di questa emozione a coloro che leggeranno le mie storie.


Le pubblicazioni di Ornella Nalon

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Oltre i confini del mondo

Assireni è una donna poco più che quarantenne appartenente al popolo dei Masai che vive in un piccolo villaggio sugli altopiani della Rift Valley, esteso territorio situato tra il lago Vittoria e il monte Kilimanjaro, in Tanzania. A qualche chilometro di distanza è stata costruita una struttura ospedaliera con lo specifico compito di dare assistenza sanitaria alle popolazioni dei paesi circostanti, sprovvisti anche delle infrastrutture di base e in cui imperversa la povertà più assoluta. Fa parte del personale sanitario Eleonora, medico chirurgo sessantenne di nazionalità italiana, alla quale Assireni racconterà la sua vita.Al racconto delle esperienze della donna masai si intrecceranno i ricordi della dottoressa italiana che, in un crescendo di emozioni, metteranno a confronto due vissuti derivanti da origini e culture diametralmente opposte ma che, tuttavia, ne determineranno alcune similitudini riconducibili al loro iniziale smarrimento e al loro successivo riscatto. L’AutriceOrnella Nalon è nata a Mira (VE) nel 1960, dove tutt’ora risiede.È diplomata e lavora come impiegata amministrativa in una ditta di costruzioni immobiliari della sua zona. È separata da tredici anni e ha una splendida figlia di ventisei anni.Scrive con passione e trasporto e riesce a emozionarsi mentre lo fa. La sua spe-ranza è di trasmettere almeno un po’ di quella stessa emozione a coloro che legge-ranno le sue storie.Nel mese di febbraio del 2013 ha pubblicato la raccolta di racconti per ragazzi “Quattro sentieri variopinti”, edito da Arduino Sacco Editore.“Oltre i confini del mondo” è la sua seconda pubblicazione. LINK

 

Non tutto è come sembra

A bordo di un’auto recuperata in un fiume viene rinvenuta la salma di Giancarlo Visconti, un giovane e rinomato psicologo. La morte sembra accidentale, ma il maresciallo dei Carabinieri Giovanni Colucci ricorda che altri due psicologi dello stesso comune sono morti negli ultimi due anni e comincia a insospettirsi. Convince i suoi superiori a non derubricare il caso come un semplice incidente stradale e si adopera per dimostrare che si tratta di un omicidio. L’autopsia accerta che Visconti non presenta segni di annegamento e che la causa del decesso è dovuta allo sfondamento della scatola cranica per mezzo di un corpo contundente. Ottenuta la conferma dei suoi sospetti, il maresciallo, con l’aiuto della sua piccola squadra, indaga per trovare l’assassino e per stabilire un collegamento tra le morti dei tre psicologi, elemento che suffragherebbe la tesi di un serial killer. Approfondite e scrupolose indagini volgono a comprovare questa teoria e, da quel momento, la vita di numerose persone sarà passata al setaccio. In apparenza sembrano tutti innocenti, anche se alcuni di loro presentano dei lati oscuri. In questa trama intricata, riusciranno i nostri valenti militari dell’Arma a individuare l’omicida seriale? LINK

 

Una luce sul futuro

Cosa possono avere in comune un cantante rock e una ragazza vissuta nel 1800? Potrebbe sembrare nulla, ma la storia di Richard e Lydia vi dimostrerà che un collegamento può esserci. Dopo una breve gavetta, Richard Harvey riesce ad affermarsi nel panorama musicale londinese ed europeo. Ha rincorso la celebrità, sacrificando le amicizie, gli affetti familiari e i propri valori. Alla soglia della vecchiaia, si accorge che quanto ha ottenuto non lo ripaga di ciò che ha perduto. Un forte senso d’inutilità, il rimorso e la solitudine lo stanno conducendo verso un grave stato depressivo. Decide di affittare un piccolo castello a Filey, nel North Yorkshire e di rimanervi rinchiuso finché avrà scritto la sua biografia. Svelerà tutti i suoi segreti come atto di riscatto per una intera vita di bugie. In quello stesso castello, più di duecento anni prima, aveva vissuto Lydia, la figlia dei custodi. Una ragazza semplice, dolce e intelligente che, fin da piccola, coltivava il suo profondo amore per il figlio dei castellani. Un sentimento maturato con il trascorrere degli anni, ma destinato a incontrare molti ostacoli. Due storie totalmente diverse e separate dal tempo, ma che conosceranno un punto di connessione. Sarà quella fugace interconnessione che costituirà la salvezza per entrambi. LINK



Scintille – Chi sei, cosa fai, che hai combinato fin qui e cosa combinerai?

Ornella Nalon – Sono una signora diversamente giovane 🙂 in cui l’età anagrafica è qualche volta in contrasto con quella biologica. La prima vince sempre quando mi trovo davanti a uno specchio oppure nelle occasioni in cui necessita l’esperienza, in compenso, l’altra va più forte nelle circostanze gioviali.

Proprio in considerazione dell’età di cui sopra, sinora ho combinato tante cose. Alcune di buonissime, come avere messo al mondo una figlia che mi fa sentire molto fiera, altre buone, come avere preso coscienza della mia forza interiore grazie alla quale sono sempre riuscita a superare le circostanze avverse, ed altre meno buone che definisco inevitabili incidenti di percorso, i quali, comunque, hanno avuto una fondamentale rilevanza per farmi diventare quella che sono.

Cosa combinerò? Non ne ho idea. Non ho in mente grandi progetti se non quello di cercare di preservare la serenità, per quanto possibile.

Scintille – Che rapporto hai con la scrittura? Cosa significa per te? Cosa vuoi comunicare?

Ornella Nalon –  Il mio rapporto con la scrittura è di dipendenza. Lo so, di solito le dipendenze non sono una bella cosa, ma in questo caso, come in quello della lettura, posso affermare con sicurezza che è asintomatica e senza effetti collaterali, anzi, che può avere soltanto dei risvolti positivi.

E quanto ho appena detto, mi serve da liaison per la tua seconda domanda: cosa significa per me? È un modo per rilassarmi dallo stress quotidiano anche se, in verità, a volte scrivere comporta uno stress proprio come quando, ad esempio, le parole che riesco a trovare non esprimono esattamente ciò che vorrei.

Scintille – Parlaci dei tuoi libri. Quali tematiche affronti e in che modo?

Ornella Nalon – Sinora ho pubblicato cinque libri.

I primi due sono antologie di racconti per bambini della seconda infanzia che ho intenzione di rielaborare e ripubblicare inserendo qualche illustrazione. Il terzo è un romanzo che ha due donne per protagoniste: un medico italiano che lascia la sua vita agiata ma oramai vuota per trovare qualcosa in cui credere in una missione in Africa, e una donna africana che diventerà sua amica. Nel romanzo metto a confronto i due mondi diversi, ma evidenzio anche le similitudini dell’essere femminile. Il quarto è un giallo che ho ambientato nella mia città e, infine, l’ultimo nato è un ibrido tra lo storico, il romanzo di formazione e il drammatico, con una sfumatura di giallo. Come vedi, ho spaziato tranquillamente tra un genere e l’altro e da questo si può immaginare che non ci sia una tematica ricorrente.

A parte il giallo, maturato dopo un paio di eventi accaduti nella mia città, tutti gli altri miei romanzi sono stati scritti su ispirazioni improvvise e non dalla volontà di trattare un argomento piuttosto che un altro, per lo meno, non a livello conscio.

Scintille – Come sono i tuoi protagonisti? Hai una predilezione per un certo tipo di personaggi?

Ornella Nalon –  Non ho un modello particolare di protagonista, ma di volta in volta si adatta alla storia che ho in mente di narrare e le storie sono sempre molto diverse. Nell’ultimo romanzo, «Una luce sul futuro», i protagonisti sono due, perché due sono le storie raccontate parallelamente. E uno non poteva essere più diverso dall’altro. La parte storica vede una bambina che via via si fa grande: è semplice, ingenua, di buoni principi. La parte contemporanea racconta di un ragazzo che si fa strada nel mondo della musica a suon di compromessi, per diventare un uomo che si ritrova solo, svilito e sopraffatto dai rimorsi.

Scintille – Quali genere di storie ami raccontare?

Ornella Nalon – Non so se ci riesco, ma cerco di narrare storie che lascino qualcosa, che smuovano emozioni, che tra le righe si possa leggere qualche messaggio significativo.

La lettura deve essere anche distensione, ma se fosse solo questo avrebbe assolto solo una minima parte del suo compito.

Scintille – Se dovessi definire il tuo mondo di carta e inchiostro con quali colore, immagine, profumo o suono lo descriveresti?

Ornella Nalon – Proprio per rifarmi a quanto detto appena sopra, mi piacerebbe accostare la mia scrittura all’arcobaleno, dove ogni colore corrisponde ad un’emozione del lettore. E così ti ho risposto, in una sola volta, alle prime due domande. 😉 Il profumo potrebbe essere quello intenso, rilassante e un po’ mistico dell’incenso e il suono: una calda, ritmica, suadente musica brasiliana.

Scintille – Da autrice esordiente a emergente nel panorama italiano. Parlaci della tua storia e del cammino fatto fin qui. Hai consigli per chi vorrebbe intraprendere la strada della scrittura? Cosa evitare e su cosa puntare, secondo te?

Ornella Nalon –  Non ero di certo una ragazzina quando ho cominciato a scrivere, tuttavia non sapevo assolutamente nulla del mondo editoriale. Di certo non sapevo e, nemmeno lontanamente immaginavo, quanto fosse un campo difficile e pieno di pericoli. Difficile per il basso numero di lettori e, per contro, del numero elevato di scrittori che rendono il mercato costantemente in crisi. Pieno di pericoli perché è facilissimo incappare in persone che proprio dell’ingenuità dell’esordiente vogliono approfittare, proponendo delle cifre esorbitanti per la pubblicazione, oppure dei contratti editoriali con clausole capestro.

Di sicuro, in questo senso, di strada ne ho fatta. Posso affermare di conoscere abbastanza bene il settore, per lo meno quel tanto da essere sufficientemente scaltra nella scelta del percorso da seguire per la pubblicazione di una mia opera e nell’avere la consapevolezza che più di tanto non mi devo aspettare. E se poi arriva qualche soddisfazione è una doppia vittoria.

L’unico consiglio che posso dare è di non avere fretta a pubblicare perché è facile cadere nella rete di coloro che promettono tanto per poi non dare nulla in cambio. Editori bravi, seri e professionali ce ne sono, basta avere la pazienza di cercarli. E comunque, cari esordienti, tenete presente che nessuno di loro vi farà diventare ricco e famoso, a meno che non siate dei novelli Dostoevskij con una grandissima dose di fortuna, per giunta! 😉

Scintille – Fai un saluto ai tuoi lettori con una citazione – che poi è anche l’augurio che vuoi lasciare su questo blog – tratto dalle pagine del tuo romanzo.

Ornella Nalon –  Vorrei lasciarvi questo breve passaggio del mio romanzo «Una luce sul futuro»:

«…Si stese a pancia all’aria, con le mani dietro la testa a fargli da cuscino; cercò di imporsi di non ascoltare il tumulto dei pensieri che gli si affollavano nella mente, ma soltanto il sordo rumore del suo respiro e il ritmico sciabordio delle onde sulla riva.

Sentiva il bisogno di entrare in armonia con quel paradisiaco ambiente, di sentirsi in pace e, per qualche minuto, ci riuscì, finché sopraggiunse il sonno e con esso, a frotte, arrivarono i soliti sogni frammentati: un turbinio di visioni ed emozioni che lo avrebbero agitato, fin nel profondo dell’animo.»

E con questo, a differenza di quanto avviene al mio protagonista, Richard, auguro ai miei lettori una perdurante sensazione di pace e di armonia.

 


L’appuntamento di oggi termina qui.

Ringrazio Ornella Nalon per essere stata con noi oggi in questo appuntamento del Salotto Letterario.

Salutandovi, vi invito a seguire Scintille e le sue attività: tanti altri autori  e autrici emergenti italiani passeranno di qui!

Un abbraccio e… followME! 😀

Loriana Lucciarini


VI E’ PIACIUTA QUESTA INTERVISTA? SIETE INTERESSATI A SEGUIRE L’AUTRICE CHE OGGI VI HO PRESENTATO? ECCO QUI I LINK DELLE SUE OPERE:

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Oltre i confini del mondo

Non tutto è come sembra

Una luce sul futuro:


[ospiti] – Alessandra Piccinini: l’Avvocato che non ti aspetti | Tra scrittura, musica e mille cambiamenti | aperitivo letterario

Buonpomeriggio followers! 😀

Il Salotto di Scintille oggi ospita un’autrice esordiente per la ormai consueta pausa dell’aperitivo letterario.

Qui con noi c’è Alessandra Piccinini!


Chi è Alessandra Piccinini?

Sono nata a Macerata il 24.09.1975 e lì ho conseguito e la maturità classica e mi sono poi laureata in giurisprudenza nel 1999. Sempre a Macerata ho svolto la pratica forense e ho conseguito l’abilitazione come avvocato. Ho un master in Diritto Comunitario e Comparato conseguito all’Università degli Studi di Macerata e sono Cultore della Materia in Diritto Amministrativo all’Università degli Studi di Macerata e alla Fondazione Colocci a Jesi. Faccio l’avvocato amministrativista dal 2002, fatta eccezione per un breve periodo in cui ho lavorato in Provincia a Macerata come istruttore direttivo. Oggi ho un mio studio individuale, in precedenza ho fatto degli studi Ernst & Young, Hogan Lovells e sono stata socia dello studio HNF. Vivo a lavoro a Porto Recanati, dove si trova il mio studio.


Le pubblicazioni di Alessandra Piccinini

– Seminario dal titolo Gli Appalti Pubblici di Servizi tenuto presso Università degli Studi di Macerata in data 20.03.2000, Facoltà di Giurisprudenza;

– “Enel s.p.a. ed Enel.it hanno natura di organismi di diritto pubblico”, in www.diritto.2000.it a cura del Dott. Ugo di Benedetto (magistrato TAR Emilia Romagna – Bologna);

– “L’ambito di applicazione soggettivo della normativa sugli appalti pubblici di servizi”, in www.diritto2000.it a cura del Dott. Ugo di Benedetto;

– Capitolo relativo a “I Soggetti Aggiudicatori“, in “Manuale di Diritto Amministrativo. IV I Contratti pubblici” a cura di F. Caringella – Marco Giustiniani, Dike, 2014;

Modalità di accesso al rapporto di Lavoro Pubblico“, nota dottrinale, in “Diritto e Giurisprudenza Commentata” n. 2/2014, rivista a cura di F. Caringella, Dike, 2014;

– “La conferenza di servizi nella giurisprudenza del Consiglio di Stato”, nota dottrinale, in “Diritto e Giurisprudenza Commentata” n. 3/2014, rivista a cura di F. Caringella, Dike, 2014;

– “Il Consiglio di Stato e il Colle dell’Infinito. Illegittimo il ‘no’ della Soprintendenza al recupero degli immobili degradati in assenza di vincolo di inedificabilità: la tutela del paesaggio non è statica conservazione“, in “Il Nuovo Diritto Amministrativo“, n. 4/2014, rivista a cura di F. Caringella, Dike, 2014.

Il Ricorso al TAR – La fase introduttiva del giudizio amministrativo di primo grado, Monografia giuridica, Dike, 2017.

Di prossima uscita il romanzo…

 


Scintille – Chi sei, cosa fai, che hai combinato fin qui e cosa combinerai?

Alessandra Piccinini – Sono una persona a cui piacciono i cambiamenti radicali e gli stravolgimenti. Mi piace fare piani per poi sovvertirli, trovare sempre nuovi obiettivi. Ho pochi punti fermi, che non sono mai mancati: la musica, la ricerca della bellezza, la scrittura. Attualmente faccio l’avvocato amministrativista. Ho lavorato anche alle dipendenze di una pubblica amministrazione, per un periodo ho fatto la truccatrice in teatro, ogni tanto faccio la dj selecter a qualche festa. Ho vissuto a Macerata e a Roma, dal 2010 vivo a Porto Recanati, al mare, anche se la mia famiglia è originaria di Poggio San Vicino.

Sono nata a Macerata, classe 75 e lì mi sono laureata, ho svolto la pratica forense e ho conseguito l’abilitazione come avvocato. Poco dopo ho vinto anche un concorso pubblico per un posto a tempo indeterminato in una pubblica amministrazione, ma ho capito quasi subito che quello non sarebbe stato il mio lavoro per il resto della mia vita, quindi ho dato le dimissioni e sono tornata a fare la professione, prima in uno studio americano, poi in uno studio inglese con sede in Italia, e, alla fine, ho aperto un mio studio. Fortunatamente mi sono sempre occupata di casi interessanti e ho potuto viaggiare molto per lavoro.

La mia massima aspirazione, come tutti quelli che amano scrivere immagino, è di farlo diventare il mio lavoro principale.

Scintille – Che rapporto hai con la scrittura? Cosa significa per te? Cosa vuoi comunicare?

Alessandra Piccinini – Finora ho pubblicato solo testi giuridici (alcuni articoli, saggi, e una monografia) ma scrivo da sempre. L’esigenza di scrivere emerge in tante diverse situazioni: si può trattare di fasi di cambiamento, momenti di riflessione, momenti di nostalgia, esigenza di giustizia, necessità di raccontare la propria verità o sentimenti talmente intimi che non si potrebbero confessare a parole a nessuno, lasciare traccia della propria essenza più profonda.

Quando scrivo soprattutto mi piace fare ironia, credo che in certi periodi non si possa sopravvivere senza. Se c’è un tratto costante della mia scrittura, credo sia proprio l’ironia, il paradosso, che a volte si esprime assegnando al capitolo un titolo completamente opposto al suo contenuto. Lo faccio anche quando analizzo, nel dettaglio, fino ai minimi particolari, i momenti di sofferenza e frustrazione.

Inizio sempre un capitolo dal titolo… non sono capace di scrivere nulla che non abbia già un titolo. Lo assegno e poi mi diverto a contraddirlo, a destrutturarlo, fino ad arrivare al suo esatto contrario. Ma raramente lo cambio. 🙂

Credo che, nei periodi più critici, la scrittura sia una risorsa fondamentale. Può essere un modo per analizzare o superare, un modo per evadere, o anche un modo per conoscere a fondo dinamiche che si svolgono troppo velocemente per essere comprese in tempo reale. In questo senso la scrittura dà la sensazione di poter governare il tempo. Tutto può accadere quando scrivi, andare avanti e poi ritornare indietro di anni, cambiare il finale, ricominciare da capo mille volte. C’è una libertà nella scrittura che non esiste nella vita reale.

In certi momenti la scrittura è dolorosa, in altri è divertente, ma l’importante è che sia autentica, che venga dal profondo.

È una condivisione, e spero sempre che l’emozione arrivi a chi legge. Fosse anche una sola persona, ne sarebbe valsa assolutamente la pena.

Scintille – Parlaci dei tuoi romanzi che presto saranno pubblicati. Quali tematiche affronti e in che modo?

Alessandra Piccinini – Al momento il mio primo romanzo, «Il Portone Rosso», non è stato ancora pubblicato ma lo sarà entro il 2018 con la casa editrice Le Mezzelane. «Il Portone Rosso» potrei definirlo un romanzo di formazione. C’è poi il secondo lavoro, dal titolo provvisorio di «L’orizzonte dei Segreti», che è un giallo ma è anche la continuazione de «Il Portone Rosso», nel senso che lì si ritroveranno alcuni personaggi del primo libro, questo ultimo lavoro è in cerca di editore.

I temi affrontati nel romanzo sono molti: la libertà, la giustizia, la musica e il suo potere assoluto, il femminile e il maschile, l’amicizia incondizionata, le rivoluzioni della vita, i condizionamenti pericolosi, le dipendenze, la New Age, i demoni del passato, il terremoto del 2016 nelle Marche, gli avvocati, la paura della malattia

Tutti questi temi sono trattati attraverso il racconto in prima persona di Ludovica, la protagonista del romanzo, che è tanto capace di compiere imprese eccezionali, quanto, di contro, del tutto priva di “filtri” che le consentano di avvertire il percolo, fino quasi ad un punto di non ritorno, fino a dovere fare i conti con le proprie paure e con le proprie debolezze, per poi trovarsi a scoprire anche quelle – insospettabili – degli altri.

Scintille – Come sono i tuoi protagonisti? Hai una predilezione per un certo tipo di personaggi?

Alessandra Piccinini – Dipende. Se l’esigenza di scrivere nasce durante i frequenti viaggi di lavoro (viaggio spesso da sola e in questi momenti di silenzio analizzo molto i miei pensieri), i personaggi che vengono fuori sono per lo più mie proiezioni: ciò che sono, ciò che vorrei essere o fare o, all’opposto, ciò che non vorrei mai essere o diventare.

Il mio personaggio principale, Ludovica, fa l’avvocato come me, ha molte esperienze in comune con me, soprattutto ha letto gli stessi libri ed ascoltato gli stessi brani musicali. Nel romanzo lei, ad un certo punto, si perde, perché si scopre priva di difese ed incapace di gestire la relazione con personaggio ambiguo, pieno di demoni, che in parte le somiglia, ma che è abituato, a differenza di lei, a mentire, giocare su più tavoli, svalutare gli altri, nascondersi nel vittimismo e non mettersi mai veramente in discussione. In questa progressiva ed inesorabile discesa di Ludovica gioca un certo ruolo anche il fraintendimento di taluni autori molto in voga (mi riferisco alla corrente New Age), che, per come lei li interpreta, annullano la sua capacità di percepire i pericoli e di allontanarsene in tempo.

Altre volte il personaggio nasce dalle situazioni che mi capita di vivere, dalle persone che incontro o anche da quelle che non ho mai incontrato di persona e che ho conosciuto solo nei social network. Lì talvolta si incontrano persone vere e di grande valore, ma molto spesso anche personaggi stereotipati che parlano tutti allo stesso modo, o addirittura immagini di profilo che diventano dei veri e propri “avatar” e vivono di una vita propria, molto differente da quella dei loro proprietari. Mi piace analizzare queste figure e trarne dei personaggi.

Altra fonte di ispirazione sono le nevrosi e le manie dei miei colleghi (che poi sono anche mie), specie quelli che ho incontrato in passato nei grandi studi di stampo anglosassone dove la figura dell’avvocato è molto diversa da quella “tradizionale”. Posso dire in questo senso che “Studio Illegale” e “La Gente che sta bene” di Federico Baccomo descrivono alla perfezione il clima che si respira in una situazione di quel tipo. Io sono entrata in questa realtà quando ero già grande e ci sono state non poche frizioni, tutto mi pareva molto strano e facevo fatica ad adeguarmi, venivo sempre definita, nel migliore dei casi, un battitore libero (così dicevano gli inglesi) o, a volte, una ingestibileLe persone che incontravo mi sembravano tutte caricature che facevano cose incomprensibili, ed anche allora l’esigenza di analizzare e mettere per iscritto è stata una costante. Alcuni di loro sono diventati personaggi del mio primo romanzo, come ad esempio Italo, stratega e uomo d’affari che promette e non mantiene mai, oltre che maestro assoluto nell’arte di fare finta di niente.

Ovviamente ci sono anche personaggi del tutto positivi che vengono da quegli ambienti (non tutti gli avvocati sono uguali!), come ad esempio il geniale, affascinante, e, al tempo stesso, leale e trasparente “G”, o Luca, l’amico storico di Ludovica, che l’aiuterà a risollevarsi. Ci sono personaggi buoni d’animo, come il Gigolò Salvatore, che tuttavia sguazzano abitualmente in ambienti loschi e poco edificanti come i privée dove passano il tempo illustri personaggi insospettabili. E poi, c’è il vero alter ego di Ludovica, che è Luigi. Questo è il personaggio a cui sono più affezionata, perché in lui, grazie alla scrittura, ho potuto far rivivere mio nonno, scomparso nel 1949, e di cui ho pochissime notizie, al di fuori dei racconti molto romanzati degli amici e dei compagni di partito, che parlano di un uomo privo di mezze misure, dotato al tempo stesso di un forte senso di giustizia e di una vitalità contagiosa e positiva. Mi sono divertita ad immaginarlo, a renderlo autorevole ed enigmatico, a raccontare la storia d’amore che ebbe con Olivia, una donna tedesca che lo salvò dal campo di lavoro dove era stato deportato dai fascisti.

Ed è proprio ad Olivia che è dedicato il mio romanzo.

Scintille – Quali genere di storie ami raccontare?

Alessandra Piccinini – Amo raccontare le storie di sofferenza inconfessabile, le contraddizioni estreme e gli imprevisti della vita. Ultimamente sto provando a raccontare anche storie di delitti, indagini, colpi di scena. Quando parlo del dolore, ho l’esigenza di adottare uno stile molto sintetico e di aggiungere tratti di ironia.

La sintesi è una forma di rispetto del dolore: se provi a rompere il silenzio che di regola lo accompagna, devi farlo con poche parole, semplici, dirette. E lasciare a chi legge lo spazio per elaborarle e farle proprie. Le descrizioni logorroiche, a mio modo di vedere, non si addicono alla sofferenza.

Quando parlo delle contraddizioni, l’ironia è fondamentale a mio avviso. Già dal titolo del capitolo deve emergere un conflitto tra quanto stai per descrivere e quanto, invece, ci si aspetterebbe. Possono essere contraddizioni tra le speranze del personaggio e la realtà, oppure tra quello che il personaggio dice di essere e ciò che è veramente, oppure ancora tra l’inizio e l’epilogo di una scena. L’ironia, tanto nel romanzo quanto nella vita, è l’unica arma a disposizione per affrontare questi conflitti, ed in qualche modo dare un senso ad essi.

I racconti “gialli”, invece, hanno logiche più specifiche: occorre aggiungere tensione, verosimiglianza, coerenza scientifica. Ma anche in questi casi mi piace approfondire i personaggi, soprattutto la psicologia delle vittime e degli inquirenti, le loro debolezze e i loro punti di forza. Tendo a condurre gli inquirenti ad identificarsi con le vittime, anche quando si tratta di personalità opposte.

Scintille – Se dovessi definire il tuo mondo di carta e inchiostro con quali colore, immagine, profumo o suono lo descriveresti?

Alessandra Piccinini – Sicuramente sarebbe un suono, perché molte volte l’ispirazione viene da testi musicali. I capitoli che più mi rappresentano sono nati ascoltando Stranger in Moscow di Michael Jackson e da Boulevard of Broken Dreams dei Green Day.

Scintille – Da autore esordiente a emergente nel panorama italiano. Parlaci della tua storia e del cammino fatto fin qui. Hai consigli per chi vorrebbe intraprendere la strada della scrittura? Cosa evitare e su cosa puntare, secondo te?

Alessandra Piccinini – Nel mio caso l’idea di creare un romanzo è nata rileggendo testi “sparsi” che ho scritto in alcuni momenti particolari della mia vita, che si sono composti da soli. Per il secondo lavoro, invece, sto cercando di procedere in modo più scientifico. Di dare consigli non sono assolutamente all’altezza, l’unica cosa che mi sento di dire è di condividere il più possibile le proprie emozioni, i propri pensieri, senza cercare di inventare chissà quale storia o di avere chissà quale idea. Le trame, poi, prendono forma da sole, in modo inaspettato, e alla fine ci si sorprende del risultato.

Se si vuole scrivere, poi, occorre innanzi tutto leggere. E leggere di tutto, anche di temi ed autori che all’apparenza possono sembrare distanti dalla propria indole, e, soprattutto, testi di canzoni.

Questi ultimi, infatti, sono la sintesi per eccellenza, creano atmosfere, ed è ciò che io cerco di riprodurre nei miei testi.

Per quanto riguarda i temi e gli argomenti, io non credo affatto che esistano limiti o temi “privilegiati” su cui puntare. Credo anzi che si possa scrivere veramente di qualsiasi argomento, purché lo si conosca. Personalmente evito di usare programmi complessi di video scrittura. Non mi piacciono, poiché trovo che mettano troppi vincoli.

Sono arrivata al contratto editoriale con Le Mezzelane dopo aver proposto il manoscritto indedito a varie case editrici e da qui ho valutato le proposte.

Scintille – Fai un saluto ai tuoi lettori con una citazione – che poi è anche l’augurio che vuoi lasciare su questo blog – tratto dalle pagine del tuo romanzo.

“…laddove non c’è condivisione spontanea non c’è nessuna intimità, anzi, più ci si mostra, più ci si nasconde. Più si svela, più l’essenza si ritira e si arrocca in quell’ultimo frammento di individualità che è vitale per la sua conservazione. Fosse anche un frammento che si raggiunge alienandosi dal proprio corpo fisico, disconnettendosi dal presente”.


L’appuntamento di oggi termina qui.

Ringrazio Alessandra per averci raggiunto nel Salotto Letterario.

Salutandovi, vi invito a seguire i prossimi appuntamenti di Scintille, tanti altri autori emergenti italiani, tanta buona letteratura…

Un abbraccio e… followME! 😀

Loriana Lucciarini

 


VI E’ PIACIUTA QUESTA INTERVISTA? SIETE INTERESSATI A SEGUIRE L’AUTRICE CHE OGGI VI HO PRESENTATO? ECCO QUI IL LINK DOVE POTETE SERGUIRLA…

https://www.facebook.com/Scrittrice-328196427686599/?modal=admin_todo_tour

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[ospiti] – Laura Rocca e i suoi romanzi

event Laura RoccaBuongiorno a tutti car* followers! 😀

In questo periodo latito molto ma oggi ho il piacere di avere qui Laura Rocca, ospite nel Salotto Letterario di Scintille d’Anima.

Per l’occasione ho arieggiato la stanza e tolto un po’ di polvere, ordinato virtual-dolcetti e ottime rinfrescanti bevande. 😀

Ho aperto anche l’evento ufficiale su facebook, così da dar modo a tutti di seguire la nostra bella chiacchierata.

Quindi prendete posto e mettetevi comodi, a breve si va a iniziare!

composit Salotto virtual dolcettibevande

* Chi è Laura Rocca? *

FOTOE’ una giovane autrice dotata di talento e fantasia. I suoi romanzi spaziano dal romance storico al fantasy. Scopriremo tante cose sulla sua produzione letteraria e sulla sua personale visione della scrittura e dell’editoria, grazie all’intervista che le ho fatto qualche giorno fa e che oggi vi propongo in lettura.

Intanto saluto Laura che è qui con noi oggi, invitandola ad accomodarsi anche lei nel divanetto del posto d’onore di questo Salotto.

* I romanzi di Laura Rocca *

 

13384656_10209335546730682_1852737772_nLady Jessica Bark

Lady Jessica Bark,  figlia del Conte di Kerrik, dopo tre anni vissuti in un esclusivo collegio per prepararsi al suo debutto in società, apprende da una lettera della madre che arriverà alla sua prima stagione già sposata.        Il suo matrimonio è stato infatti già programmato dai suoi genitori che l’aspettano a casa per l’incontro con il suo futuro marito.        Jessica, dalle idee decise e poco incline alla sottomissione, accetta apparentemente di buon grado questa imposizione poiché convinta di andare incontro all’affascinante Visconte di Campbell, Michael, figlio del Conte di Campbell, loro vicino e fratello maggiore della sua migliore amica.        Non può neanche immaginare quali peripezie abbia già dovuto attraversare il giovane Visconte di Campbell dalla sua ultima visita avvenuta a Natale e quanto sia nebuloso il futuro che lei pensa di vedere con nitida chiarezza. [LINK ALL’ACQUISTO]


13396682_10209335539850510_551285616_oLe Cronistorie degli elementi – Vol. 1

Celine, diciottenne timida e schiva, dopo la morte dei genitori adottivi accetta l’ospitalità del suo migliore amico Matteo e diventa la sua ragazza, ma il destino ha in serbo altro per lei…
Nonostante il carattere mite si sente sempre rifiutata e il suo malessere raggiunge l’apice a causa di un ingiusto licenziamento. La rabbia scatenata dall’ennesimo sopruso risveglia in lei strane sensazioni: per sfuggire alla confusione cittadina si rifugia nella sua vecchia casa e lì la tristezza l’assale. Il meraviglioso giardino dei suoi ricordi è ormai arido. Piangendo poggia la mano sulla terra spoglia causando qualcosa di inimmaginabile: un’energia sconosciuta fuoriesce dal suo corpo e tutto riprende vita lasciandola incredula e spaventata. In poche ore la sua esistenza sarà stravolta e il suo cammino s’incrocerà con quello di Aidan, colui che la introdurrà nel mondo dei Custodi degli Elementi.
Molte domande esigeranno risposte, tante saranno le prove da affrontare poiché la strada da percorrere è lunga e tortuosa. Che cosa sceglierà di fare? Accetterà un destino imposto o sceglierà l’amore? Prediligerà se stessa o si sacrificherà per il bene di tutti?
Un romanzo che è soprattutto un viaggio all’insegna della crescita individuale: da Venezia alle Highlands Scozzesi, Celine attraverserà un universo non percepibile dai comuni mortali e dovrà imparare a contare solo sulle proprie forze mettendosi in gioco totalmente.
“Il mondo che non vedi” ha aperto le sue porte e nulla potrà più essere come prima. [LINK PER L’ACQUISTO]
Sito: http://www.laurarocca.it/
Booktrailer: https://www.youtube.com/watch?v=uCks-w9ooh8


13434016_10209335536450425_705892164_nAidan (spin-off) Le Cronistorie degli Elementi

Il fuoco è il mio elemento, la rabbia verso i miei nemici quello che mi spinge ad andare avanti, il coraggio ciò che fa di me uno dei guerrieri più forti tra i custodi degli elementi.
Non ho paura del dolore, ne ho già conosciuto troppo; non temo la morte, è già venuta a farmi visita molti anni fa e non mi ha avuto per un soffio; il mio cuore è di ghiaccio e nulla lo ha mai scalfito.
Poi è arrivata lei.
Ho percepito emozioni che non conoscevo, provato sentimenti di cui non sapevo l’esistenza; sono cambiato. Allora mi è stato portato via tutto. Di nuovo.
Come potrò vivere per sempre sapendo che non sarò mai degno dell’unica persona che abbia mai amato?  [LINK PER L’ACQUISTO]

Sito Autrice: http://www.laurarocca.it/


13414532_10209335488889236_1449258410_nIN USCITA A LUGLIO 2016
Il Regno dell’Aria ~ Le Cronistorie degli Elementi Vol. 2

Celine è convinta di essere una ragazza insignificante e invisibile, ma il destino ha in serbo altri piani per lei: non solo scopre un mondo di cui non conosceva l’esistenza, ma ne è persino a capo. Purtroppo questo dono inaspettato le preclude l’amore dell’unico ragazzo che le abbia mai fatto battere il cuore in diciotto anni. La profezia, infatti, lega il suo destino a quello dell’altro Prescelto, e il suo amato Aidan è irremovibile: non infrangerà le loro leggi perché non vuole esporla ad alcun pericolo.
Celine non può crogiolarsi nel dolore, non ha più tempo. I nemici stanno colpendo duramente i Quattro Regni, Fàs ha deciso di attaccare e il popolo si sente talmente abbandonato da aver perso ogni speranza. Le protezioni attorno al Regno dell’Aria stanno cedendo e, mentre il male si avvicina, Celine deve ritrovare la Lama d’Aria, dispersa da quasi vent’anni. La sopravvivenza del Regno dipende dalla riuscita della sua missione. L’unica possibilità di salvezza è nelle sue mani.
Alla scoperta di un mondo nuovo, immerso tra i ghiacci della Finlandia, Celine si appresta a sciogliere le fila di un antico mistero. [IL VOLUME E’ DI PROSSIMA USCITA, PER MAGGIORI INFORMAZIONI CLICCA QUI]


img3Vi ricordo che alle ore 14.00 e fino alle ore 15.00 di oggi Laura Rocca sarà con noi per rispondere a tutte le vostre curiosità e domande.

Quindi apro questo nuovo appuntamento del Salotto Letterario e dando a tutti il mio personale benvenuto vado apro le danze! 😀

Pronti? Si parte!

Loriana

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Loriana – Ciao Laura, benvenuta. Iniziamo con le domande… Da quanto tempo questa passione è diventata un aspetto principale della tua vita?

Laura Rocca – Scrivere è da sempre uno degli aspetti più importanti della mia vita, ma l’avventura con la pubblicazione vera e propria è iniziata tre anni fa quando ho deciso di far conoscere al pubblico la mia saga fantasy. E’ quindi nato tutto il percorso di stesura delle trame di tutti i libri, cura dei personaggi ecc. ecc.


Loriana – Lettura e scrittura sono intimamente collegate, secondo te?

Laura Rocca – Certo, penso siano inscindibili, più si legge e più si scrive meglio. E’ come formarsi.


Loriana – Che genere preferisci come lettrice?

Laura Rocca – Fantasy in tutte le sue sfumature, thriller (quelli tosti e pesanti), romanzo rosa storico.


Loriana – Che genere scrivi, come autrice?

Laura Rocca – Fantasy e romanzo rosa storico.


Loriana – Parlaci della tua produzione letteraria, approfondendo la descrizione delle tue opere…

Laura Rocca – Le Cronistorie degli Elementi è la mia saga fantasy. Ho da sempre una vera e propria passione per la filosofia degli Elementi e ho deciso di unirla al fantasy.

Mi sono approcciata alla filosofia giapponese, qui gli Elementi sono cinque:

terra, che rappresenta le cose solide

acqua, che rappresenta le cose liquide

fuoco, che rappresenta le cose distrutte

aria, che rappresenta le cose mobili

vuoto, che rappresenta le cose che non sono nella vita quotidiana, io l’ho fatto diventare “le cose che non dovrebbero essere” ed è il mio cattivo.

All’inizio della storia facciamo la conoscenza di Celine, una semplice ragazza, che arriva fino a diciotto anni prima di rendersi conto di questo mondo e dei poteri che possiede.

Il primo libro della saga “Il mondo che non vedi” è uscito a luglio 2015 e ancora oggi è tra i primi 20 fantasy young adult di Amazon Kindle. Non mi sarei mai aspettata tanto, soprattutto perché ho fatto tutto da sola, anche l’editing pre-pubblicazione era stato curato soltanto da me.

Questo libro, oltre a essere un fantasy, è anche una storia di crescita, riscoperta di sé stessi, amore, uguaglianza e amicizia.

“Aidan” è uno spin-off e approfondisce il protagonista maschile della saga, è un libro che vuol far risaltare le emozioni di questo personaggio sempre così chiuso e restio a dimostrare ciò che prova.

“Il Regno dell’Aria”, il secondo volume della saga, uscirà a luglio 2016.

La saga sarà in tutto composta da sei volumi, quindi ne mancano ancora quattro all’appello, più eventuali spin-off che potrei decidere di fare.

“Lady Jessica Bark”  è un romanzo rosa storico, ambientato in epoca vittoriana, che ho pubblicato a puntate sul mio blog, Racconti dal passato, dopodiché l’ho anche pubblicato su wattpad. Adesso, visto l’apprezzamento del pubblico, ho pensato di editarlo e aggiungerci alcune scene che andrebbero maggiormente curate. Credo che quando avrò tempo diverrà un vero e proprio e-book


Loriana – Come si genera il tuo processo creativo?

Laura Rocca – Fantasticando. Io inizio a pensare alle peripezie dei miei personaggi fantasticando sulle scene e su cosa potrebbe accadergli, sulle loro emozioni, proprio come se fossero le mie fantasie, quasi vivendo un film nella mia testa.


Loriana – Come nasce una storia? In che modo viene caratterizzata? E come questa diventa un lavoro organico? In che modo lavori per costruire il tuo mondo di carta?

Laura Rocca – Le storie prendono vita in me da sole, sono una persona con una spiccata fantasia e molto poco con “i piedi per terra”, quindi per me fantasticare è più naturale che respirare, io non mi annoio nemmeno da sola in attesa dal dottore, o leggo o mi perdo nel mio mondo immaginario. Per costruire il mondo delle Cronistorie degli Elementi c’è voluto davvero tanto lavoro, sono partita dalla storia, ho riassunto tutta la saga, poi ho fatto i riassunti dei singoli libri, (6 in tutto),  dopo ho dato nome, aspetto, e carattere ben delineato a tutti i personaggi, poi ho caratterizzato i luoghi, inventato usanze e riti. Solo dopo tutto questo ho iniziato a stendere i capitoli del primo libro in maniera definitiva. Se si vuole scrivere una saga di sei libri tutto deve collimare come un puzzle perfetto, non possono esserci discrepanze nella storia né buchi nella trama.


Loriana – Cosa ti spinge e voler mettere sulla carta i mondi creati dalla tua fantasia?

Laura Rocca – Poter viaggiare con la mente è uno dei più grandi doni concessi all’essere umano, io voglio solo aiutare la gente a farlo.


Loriana – Definisciti come persona con 3 aggettivi…

Laura Rocca Sognatrice, Romantica, Testarda


Loriana – Definisciti come scrittrice con 3 aggettivi…

Laura Rocca – Fantasiosa, Meticolosa, Instancabile


Loriana – Usa i 3 aggettivi che i tuoi lettori hanno usato per definirti come autrice…

Laura Rocca – Non mi sento di citare gli aggettivi come: Bravissima ecc, preferisco citare, se possibile, una frase molto comune e diffusa tra tutti i miei lettori: “L’autrice sa trasmettere emozioni direttamente per immagini, sembra di vederlo il libro, non solo di leggerlo”.


Loriana – Definisci cosa è per te scrivere con tre aggettivi…

Laura Rocca – Stupendo, Celestiale, Fantastico


Loriana – Hai mai collaborato con altre autrici o autori? Ritieni che la sinergia creativa tra autori sia più un irraggiungibile mito o, invece, una realtà?

Laura Rocca – Mai fatto. Scrivere è per me una cosa intima, so che sembra assurdo che io dica questo, pensando che poi il libro lo leggeranno (si spera) molte persone.

Non ce la farei mai a scrivere un libro insieme a una persona che non mi conosce profondamente. Deve prima esserci una profonda amicizia, poi potrei anche farlo e ne sarei pure felice.


Loriana – Hai mai fatto concorsi o contest letterari? Se sì, quali. Se no, perché?

Laura Rocca –  No. La maggior parte hanno regole assurde. Spesso appare scritto che il testo inviato, anche se non vince, potrebbe poi essere da loro usato per altre cose e in altri ambiti. Non ci penso proprio a mandare il mio libro per un concorso che poi, probabilmente, è pure truccato (tanto si sa come vanno le cose in Italia), rischiando che poi, magari, ne usino qualche spezzone come vogliono loro.


Loriana – Parlaci della tua scelta del self publishing…

Laura Rocca – Quando ho deciso di pubblicare il mio libro ho provato a mandare il testo a diverse case editrici cui ero interessata, passati i sei mesi canonici ho preso in mano le cose e pubblicato. Volevo che il mio libro fosse letto da altre persone, pensavo che i miei personaggi meritassero di essere conosciuti da qualcun altro oltre me, non m’interessava “avere un nome” sulla copertina, m’importava solo di far leggere la mia storia.


Loriana – Come vedi il panorama editoriale italiano, allo stato attuale: possibilità, opportunità, errori, problemi?

Laura Rocca

Trovo molto brutto che le CE considerino di fare contratti solo ai self che stanno nella top 100 generale Kindle, dovrebbero guardare tutte le sottocategorie e tenere d’occhio i libri a seconda del genere, se no, guardando solo la top 100  generale, il mercato sarà poi saturo solo di romanzi rosa/erotici. Non che io abbia nulla contro questo tipo di libri, ognuno è libero di leggere e scrivere ciò che vuole, dico solo che trovo poco saggio saturare completamente il mercato editoriale dello stesso genere.

Il fantasy italiano, ad esempio, a parte Licia Troisi non esiste. Prendo come riferimento lei perché è la sola che ha un grande editore, con il quale ha tra l’altro esordito, e che è letta anche fuori dall’Italia.

Per quanto mi riguarda, tra la scelta di un editore piccolo e il self, preferisco il self. Posso fare cosa voglio, scrivere cosa voglio, decidere io la copertina, il trailer, ma soprattutto il prezzo.

Tanti e-book di piccole CE, magari da 60/100 pagine, costano 4.90 €, con il risultato che non li compra nessuno. La CE ovviamente deve sopravvivere, ma a rimetterci è l’autore che poi si ritrova con pochissime vendite. Sì sa come ragiona il pubblico, un conto è un e-book da 5€ Mondadori e un conto un e-book da 5€ editore pincopallo, equivale praticamente a un self agli occhi del pubblico. Non dico che sia giusto, ma è così che funziona il pensiero comune.


Loriana – Per uno scrittore emergente riuscire ad arrivare a un pubblico più vasto è un problema ricorrente. Tanti autori hanno utilizzato varie strategie di marketing per estendere la propria popolarità. Tu, come self che punta esclusivamente sulle sue forze, per la tua esperienza quali consigli ti senti di dare a chi tenta questa strada? Cose che funzionano? Consigli di errori da evitare?

Laura Rocca Consiglio di contattare con educazione e umiltà i blogger che scrivono di libri, CHIEDERE loro se sono interessate/i a leggere l’opera, MAI mandare senza chiedere.

Domandare se è possibile che il libro sia presentato nelle uscite del mese (se il blog lo fa).

Mandare nel dettaglio una mail con: Trama, prezzo, nr pagine, booktrailer, genere.

Soprattutto informarsi prima su chi sono le persone che si contattano. Ricordatevi che si tratta di persone con una passione: leggere, non di servi al vostro servizio.

Quindi leggete i loro blog, guardate che generi piacciono loro e che tipo di approccio preferiscono, spesso ci sono proprio delle pagine dedicate agli autori self dove i blogger spiegano come desiderano essere contattati.

Una volta fatto questo, se il/la blogger accetta di leggere il vostro libro…. FATELA/O RESPIRARE.

Non mandate una mail ogni 2 giorni per sapere se lo ha letto, non ossessionate le persone, non rendetevi insopportabili.

Cose da non fare: spammare il proprio libro di continuo, la gente finisce per non potervi più vedere, andare a spammare sulle pagine di blogger, o ancora peggio altri autori, senza nemmeno chiedere il permesso. Pretendere che il/la blogger compri il vostro libro. Si manda una copia gratuita e poi si ringrazia SEMPRE.

Non siate esosi con il prezzo, rivedetevi un attimo: non siete nessuno e nessuno vi conosce.

Date al lettore la possibilità e il desiderio di conoscervi.

Il mio primo libro è composto di 652 pagine ed è in vendita a 0.99 cents. Molti dicono che è svenduto ed è una cifra troppo bassa, ma ho preferito fare così e avere tanti lettori che volessero conoscermi che metterlo 5€ e rischiare che non lo comprasse nessuno, oltre a dare l’impressione che fossi anche un po’ montata. Non si dovrebbe partire mai con l’idea: “Vendo il libro su Amazon per  guadagnarci sopra” o ancor peggio: “Scrivo un libro per fare due soldi”.

Non si scrive per il guadagno, si scrive per amore.


😀

Beh, ringrazio Laura per essersi sottoposta, con l’adeguata pazienza, a questo lungo interrogatorio! 😛

Spero di aver stimolato la vostra curiosità e vi invito a postare qui sotto le vostre domande. Laura resterà on line dalle 14.00 alle 15.00 per rispondere ai lettori.

Partecipate numerosi, non siate timidi! 😀

→ LA CHAT E’ APERTA: POSTATE QUI SOTTO I VOSTRI COMMENTI CON IL TASTO “LASCIA UN COMMENTO” –