[ospiti] – Urban fantasy: Daniele Imbornone e la sua saga del RedCrow

Buongiorno a tutti, carissim* followers! ❤

Come sapete il Salotto Letterario di Scintille d’Anima apre periodicamente i battenti per ospitare nuovi esordienti e giovani autori emergenti italiani. Una consuetudine che amo mantenere, pur avendo dilatato nel tempo i post e gli appuntamenti di questo blog per ritagliarmi lo spazio necessario a poter ultimare alcuni nuovi romanzi (di cui vi parlerò prossimamente), perché mi piace sostenere gli autori emergenti italiani di talento.

Lo faccio volentieri e con convinzione, ormai da tempo. E in questi mesi ho potuto verificare che è una cosa che voi avete sempre dimostrato di gradire, perché vi permette di scoprire nuove ottime penne e titoli intriganti e di qualità. Di questo ne vado fiera e vi ringrazio ❤

Così eccoci a nuovo appuntamento  del nostro Salotto per…

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Oggi è qui con noi Daniele Imbornone, autore urban fantasy della saga de “Il Corvo Rosso dell’alta società” (edito dalla Gds)!

Come al solito – i frequentatori abituali di questo blog ormai già lo sanno ma lo spiego per i nuovi ospiti – vi invito a servirvi dei dolcetti e delle bibite che trovate nel virtualbuffet allestito per l’occasione in fondo a questo Salotto…

Mi fa piacere avervi qui, vedo che siete in tanti, un grande benvenuto a tutt*! ❤

banner virtualdolcettiNel frattempo, mentre voi vi deliziate e vi preparate all’evento, vi presento il nostro Autore… Daniele Imbornone è uno scrittore milanese, capace di destreggiarsi bene in stili e generi differenti e io spero di suscitare curiosità sul suo lavoro letterario perché, pur se giovanissimo, Daniele è uno scrittore emergente che merita di essere seguito!imbornone

Prima di iniziare vi segnalo la sua pagina facebook del suo romanzo “Il corvo rosso dell’alta società”, il blog dedicato al Corvo Rosso, la sua pagina autore su Liberarti  e il profilo autore su mEEtale, dove potrete girovagare per scoprire ulteriori suoi lavori e novità.

Daniele l’ho conosciuto grazie al contest letterario “MaglaxWriters” (una specie di xfactor letterario diviso per squadre e a eliminazione diretta dopo prove di scrittura imposte dalla giuria), dove io ho svolto il ruolo di coach per il team uomini under 30, proprio il team di Daniele, dove ho potuto scoprire il suo talento, avendo anche la possibilità di lavorare direttamente con lui in fase di editing. In quella occasione lui, pur se giovanissimo, ha dimostrato doti narrative e notevole duttilità nell’affrontare generi anche opposti, assieme a un’insolita maturità e profondità di trattazione degli argomenti.

Il suo racconto breve, “Le impurità del cuore”, oltre ad avergli consentito di essere tra gli autori selezionati, gli ha anche permesso di far scoprire la sua abilità nell’affrontare tematiche importanti con connotazioni sociali; mentre l’altro suo racconto arrivato alle semifinali dal titolo “Scheggia”, ha permesso di introdurre il lettore alla trattazione di tematiche religiose, con uno stile inusitato, quasi biblico.

Amici, vi invito a prendere posto perché a breve partiremo con l’intervista.

Nel frattempo vi fornisco ulteriori informazioni su Daniele…

Daniele è l’autore de “Il Corvo rosso dell’alta società”, romanzo, di genere urbanfantasy, il primo di una trilogia, che narra le vicende di Sayph, un mietitore di anime e che prossimamente vedrà l’uscita del nuovo secondo capitolo [di Daniele e de “Il Corvo rosso dell’alta società” avevo già parlato precedentemente; qui con la mia recensione].

Io ho avuto la fortuna di leggere questo lavoro in anteprima, quando ancora era un manoscritto inedito e all’epoca mi piacque molto: la storia, che si svolge in parte in un universo parallelo ma che si collega alla realtà, ha personaggi che hanno la capacità di conquistare il lettore e farsi amare profondamente, adotta uno stile ben definito, con grande capacità narrativa e ha un’ambientazione originale e ben strutturata. Le implicazioni filosofiche e gli approfondimenti psicologici fanno di questo romanzo una piccola chicca di pregio, così incoraggiai Daniele nella laboriosa ricerca di un editore, cosa che poi si è puntualmente realizzata. A distanza di quasi un anno, infatti, Daniele Imbornone ha pubblicato con GDS Editore e ora “Il Corvo rosso dell’alta società” è conosciuto e apprezzato da un pubblico amante del genere fantasy per la sua capacità di saper descrivere sapientemente i mondi originali e fantastici che nascono dalla sua mente e saper dare tridimensionalità ai personaggi che risultano vivi, umani, tangibili nelle loro evoluzioni emotive e personali.

Bene, vi ho detto praticamente tutto. Ora lascio la parola a Daniele Imbornone, affinché sia lui a raccontarsi e raccontare dei suoi mondi immaginari…

INTERVISTA logo

Loriana – Ciao Daniele benvenuto, è un piacere averti qui. Parlaci un po’ di te… come sei, cosa fai, a cosa aspiri?

Daniele – Ciao Loriana; anche per me è un piacere essere tuo ospite.
Mah, a cosa aspiro? A niente di troppo alto a dir la verità. Amo le cose semplici (a parte quando scrivo. Lì sì che mi piace complicarmi la vita e fare i viaggioni mentali. Eheheheh). A parte gli scherzi sono un ragazzo a cui piace la tranquillità e la quotidianità. Mi piace stare in casa e uscire quando mi va. Amo scrivere e disegnare. Sperimentare cose nuove e la bellezza di un pomeriggio in compagnia del mio PC.

Loriana – Parliamo del tuo rapporto con la scrittura. Cosa ti spinge a scrivere?

Daniele – Mi piace scrivere di tutto. Il mio genere è l’urban fantasy però nasco con quello fantascientifico, che resterà sempre il mio primo amore.
Mi metto alla prova con un po’ di tutto. Nei vari contest a cui ho partecipato e a cui continuerò a partecipare spazio per molti generi; anche se non ho mai scritto e credo che mai mi cimenterò in qualcosa di troppo sdolcinato (alla Moccia) o nell’erotico. Scrivo perché mi va. Mi piace e mi permette di esprimere le mie idee. Ad essere sincero però… non ho una vera spinta.
Scrivo quando ho voglia e perché ne ho voglia. A volte mi costringo a scrivere perché devo ma… i risultati, col senno di poi, non sono dei migliori, e quindi cancello e riscrivo.

Loriana – Come nascono le tue storie? Come lavori alla stesura del testo?

Daniele – Nascono un po’ dai miei pensieri e un po’ da ciò che vedo o sento.
La maggior parte delle cose che scrivo però, vengono dal mio modo di vedere il mondo e la gente in esso. Ne: il corvo rosso dell’Alta Società, ciò è molto presente e gli do una grande importanza.
Come lavoro alla stesura? Beh, sono molto lento xD
Per lavorare bene, devo prima avere la voglia di scrivere e poi delle idee da battere sulla tastiera. Butto giù una bozza e la riguardo. Poi proseguo e, finito il tutto, parte la correzione selvaggia.

Loriana – Passiamo a parlare de “Il Corvo rosso dell’alta società”. Com’è nata questa storia nella tua testa?

Daniele – Mi è sempre piaciuta la figura del mietitore di anime: quello classico con la casacca nera, il cappuccio e la falce in mano. Tempo prima scrissi un racconto breve sullo stesso tema dal titolo: A un passo dalla morte (per chi volesse leggerlo è qui). Mi è piaciuto scriverlo e quindi ho cominciato a pensare più in grande. Ne è uscito poi la storia di Sayph.

Loriana – Di questo tuo romanzo: è nato prima il protagonista, Sayph o, viceversa, è nata prima la storia e i mondi di sopra e di sotto e poi lui?

Daniele – Di solito penso sempre prima al protagonista; ma in maniera superficiale.
Poi penso allo stesso modo alla trama e agli scenari.
Infine evolvo e approfondisco il tutto. Come detto prima, mi piace complicarmi la vita e creare situazioni difficili e imprevedibili per poi risolvere tutto con innati colpi di scena. (Vecchie abitudini difficili da estirpare, nate dal gene della fantascienza).

Loriana – Qual è il tema principale di questo romanzo? Cosa vuoi comunicare e in che modo lo hai affrontato?

Daniele – Il messaggio che voglio lasciare al lettore, è il mio personale modo di vedere l’argomento trattato: la mentalità dell’essere umano, soprattutto in punto di morte. Ciò che medita davanti alla falce, davanti a quegli occhi rossi e penetranti, davanti alla richiesta di andare col mietitore verso un futuro incerto e di cui la gente ha una innata paura.
Sayph, il protagonista, nutre un profondo odio verso gli uomini.
Secoli di attività lo hanno convinto che l’umanità pensi solo al proprio benessere e alla ricchezza personale. Che gli uomini si credano i padroni del mondo e della loro vita. Tutto cambia quando naturale e sovrannaturale coincidono.
Lì spavalderia e cuori boriosi lasciano il posto alla vera natura dei mortali.

Loriana – Come hai lavorato per dettagliare il carattere e la psicologia dei protagonisti?

Daniele – Ci ho lavorato a lungo e con costanza. Volevo che i personaggi fossero reali, vivi. Perciò mi sono messo nei loro panni, chiedendomi in ogni scena: se fossi in loro, come farei questo, come risponderei alla domanda?
Mi piace molto la psicologia e mi piace usarla nei racconti e romanzi.

Loriana – Ci vuoi dire di più sul rapporto che lega i protagonisti di questo romanzo?

Daniele – Beh, senza rivelare troppo sul romanzo, posso dirti che il passato tormentato di Sayph si scontra col presente di Jenny, la ragazza presa in custodia per un suo capriccio sconsiderato. Sayph è reduce da un lungo esilio preceduto da un evento funesto mai dimenticato. L’incontro con questa ragazza riaccende il dolore ma vuole dare anche una speranza.
Il loro rapporto prima terribile, sfocia in una bella amicizia e si conclude con una risposta bellissima. Semplice, ma di grande effetto.

Loriana – C’è un personaggio, nel tuo romanzo, che ti ha stupito e che si è evoluto inaspettatamente, così da dovergli dare più spazio rispetto a quanto preventivato?

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Il Red Crow, Sayph, in un’illustrazione dello stesso autore.

Daniele – Questo romanzo è partito diversamente da come l’ho presentato all’uscita. Diciamo che prima ogni capitolo si organizzava con una parte dove parlavo del passato di Sayph e un’altra dove mostravo il suo presente. Entrambi sempre e comunque collegati tra loro; non avevo lasciato niente al caso.
Ad ogni modo, quando l’ho finito di scrivere e l’ho fatto leggere ad alcune persone, mi è stato consigliato di fare due libri diversi così da spiegare meglio e rendere più avvincente il libro; e così ho fatto e sto facendo. Il corvo rosso dell’Alta Società parla del presente di Sayph e della storia con Jenny, mentre il suo passato e la sua storia tormentata la sto scrivendo ora ampliandola man mano. Quindi no; non c’è un personaggio che si è evoluto inaspettatamente, così da dovergli dare più spazio. Tutti i personaggi si sono evoluti inaspettatamente, quindi gli ho dato e gli darò più spazio. Aspettatevi quindi notizie di Sayph e company.

Loriana – C’è un personaggio che vuoi suggerirci di tener d’occhio? E perché?

Daniele – I due protagonisti: Sayph e Jenny. Lui è un idiota nella sua semplicità e schiettezza, mentre lei ha un caratterino che mammamia, vostra moglie non è niente (per gli sposati) ahahahah.
Se siete interessati a sapere di più sul prequel del romanzo, vi consiglio di tenere d’occhio anche i due amici di Sayph: Lorenz e Quiinz.

Loriana – Spiegavo prima ai lettori di questo blog che il tuo romanzo non è autoconclusivo ma fa parte di una saga. Quanto tempo ci hai messo a scrivere il primo episodio e quando vedremo alle stampe i capitoli successivi? Li stai ancora scrivendo o li hai già ultimati?

Daniele – Un annetto e mezzo per il primo (tenete conto che ho dovuto ampliare il romanzo come detto prima.)
Per il prossimo capitolo (e ultimo) non lo so, è ancora in fase di sviluppo e la storia da ampliare è bella lunga e difficile da scrivere. diciamo che sono a un terzo del totale. poi dovrò correggere i refusi, riadattare la storia, editare… nel 2020 forse vedrete qualcosa xD

Loriana – Puoi raccontarci qualcosa di più sull’evoluzione di questa storia? Nei capitoli successivi ci saranno importanti colpi di scena? Ci puoi svelare qualche anticipazione? Un piccolo segreto?

Daniele – Nel prequel parlerò di come era Sayph. Da quando è morto a quando è iniziato il suo esilio. Questo secondo libro sarà molto più psicologico perché vedrete un Sayph diversissimo da come ne parlo nel primo libro.
Sarà un ragazzino traumatizzato; morto in modo atroce vedendo le peggiori abominazioni dell’umanità. Entrerà nel mondo dopo la morte, uno su mille ce la fa, ma lui si tormenterà sul perché lui sia stato privilegiato e mille altri, migliori di lui, no. Incontrerà personaggi a cui do poco spazio nel romanzo precedente, mentre qui avranno un ruolo chiave per lui.
E poi… incontrerà lei. Luciènne. Una ragazza dolcissima ma col cuore malato come il suo. Morta sotto le peggiori torture che una donna potesse subire, salvata dal mondo di sopra per un oscuro disegno che lei ignora.
Lei e Sayph non possono non legare essendo così uguali.
E… si salveranno l’un l’altro.

Loriana – Daniele, l’ultima domanda prima di concludere: qui hai dei lettori che non ti conoscono e che non hanno letto nulla di Sayph e del mondo fantastico che hai creato con le tue parole. Se dovessi convincere chi è ancora indeciso, cosa diresti?

Daniele – Direi a tutti di leggere i vari capitoli del corvo rosso che sono online (su meetale soprattutto) per farsi una idea del mio modo di scrivere e della trama. Il secondo capitolo offre una nota in più su questo punto.
In più, consiglio di leggerlo perché non è il classico romanzo che troverete in vendita. Parlo di argomenti spesso solo sfiorati. Parlo di un mietitore d’anime fuori dal comune e di alcuni aspetti dell’umanità visti da un’angolazione diversa. Parlo di un amore sincero ma ostacolato.
Leggete se vi va, dico solo questo. Non resterete delusi.


Recensione del lettore DANIELE MISSIROLI su Amazon (5 stelle):

Un racconto che ti prende subito, sia per l’ambientazione, sia per la caratterizzazione dei personaggi. I riferimenti alla morte come a una necessità per la continuazione della vita sono narrati con gusto, leggerezza, proprietà di linguaggio, conoscenza. Una storia d’amore di cui non si riesce a intuire l’epilogo, che soddisferà tutti. Subito dopo l’ultima pagina si sente la mancanza dei personaggi e si desidera conoscere il seguito. Complimenti al giovane autore.


Bene, siamo arrivati a conclusione di questo appuntamento.

Ringrazio Daniele Imbornone per essere stato con noi, per averci affascinato con le sue storie e per la sua disponibilità nell’accettare il mio invito.:-D

Mi auguro di aver stuzzicato il vostro interesse verso questo giovane bravo autore e vi ricordo che Daniele può essere seguito sui suoi account social (pagina facebook del suo romanzo “Il corvo rosso dell’alta società”, il blog dedicato al Corvo Rosso, la sua pagina autore su Liberarti) e che il suo romanzo urbanfantasy “Il Corvo rosso dell’alta società” può essere acquistato a questo link.

Ringrazio tutti voi per essere intervenuti qui oggi e per seguire questi eventi con sempre maggiore attenzione e partecipazione.

Spero di avervi offerto contributi interessanti e nuovi spunti di lettura e vi invito a partecipare al prossimo evento del Salotto Letterario, che si terrà domenica 23 ospitando questa volta l’autrice Youfeel Sara Bezzecchi.

Nel frattempo, un caro saluto a tutti e a rivedervi presto! ❤

Loriana Lucciarini

[letti per voi] – Il Corvo rosso dell’Alta società, Daniele Imbornone

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Titolo: Il corvo rosso dell’Alta Società – Autore: Daniele Imbornone – Editore: Gds – Anno: 2015 – genere: urban fantasy – acquistalo qui


Sinossi

Saypherius Redcrow è un persecutore al servizio di un regno del dopo trapasso dove lui insieme alla sua classe, i persecutori per l’appunto, si occupa di recuperare le anime di coloro che sono destinati alla morte.
Al termine di un allontanamento dal mondo civilizzato durato 500 anni, Sayph viene richiamato alla capitale per un incontro con l’Alta Società, un consiglio di ricchi, potenti e strafottenti uomini che governano il mondo di sopra, dove gli viene proposta l’occasione di tornare ad essere ciò che un tempo era stato. Sayph declina l’offerta per non essere tormentato dal suo passato pieno di pena, ma alla fine accetta sotto la spinta del supremo imperatore in persona e della promessa che, alla fine del periodo di quattro mesi durante il quale opererà, troverà la risposta alla sua più grande domanda.
L’attività dei persecutori è molto complessa, lunga e stressante, ma Sayph è il migliore nel suo campo e non ha intenzione di deludere il sovrano che si fida di lui. I problemi iniziano quando Sayph prende in custodia una ragazza che assomiglia molto alla sua defunta moglie.
Con lei, tutti i suoi principi verranno messi in discussione.


 

La mia recensione

Lo scrittore, Daniele Imbornone, è giovane e ha talento nonché buona fantasia, tanto da creare il mondo particolare in cui il Redcrow Sayph si muove.

I meccanismi del “mondo di sopra” e del “mondo di sotto” sono accurati e complessi e l’autore riesce a renderli al meglio. Così come la personalità del protagonista, complessa e multisfaccettata ma egregiamente delineata.

Una storia intensa, interessante, avventurosa, divertente, con un Sayph goffo e timido che non può non riscontrare le simpatie del lettore.

Una bella prova di un autore esordiente, che ha saputo ben descrivere e ben creare il mondo articolato di cui narra. Lo stile, netto e limpido, è tra gli aspetti che più ho apprezzato nella lettura. Insomma: vi invito a leggerlo.

P.s.: Daniele Imbornone è stato uno dei giovani scrittori che ha partecipato all’edizione  2014 del MaglaxWriters ed era nel mio team: ne ho potuto apprezzare le doti e la capacità di esprimere emozioni attraverso la parola. Davvero complimenti per questo esordio davvero di tutto rispetto!

∼ Loriana ∼

[MaglaxWriters] – “Scheggia” di Daniele Imbornone

SCHEGGIA COPSCHEGGIA

Daniele Imbornone

I miei occhi sono immersi nella meraviglia. Alzo la testa e guardo le nubi accumularsi sopra le nostre teste.

Non le ho mai viste così colleriche e cupe; sembrano pece e, dentro di esse, si nasconde la brace divina.

I miei passi e quelli dei miei fratelli sono ancora insicuri e la strada è lunga; ma sanno che non devono temere. No… nemmeno con morte ai lati; nemmeno con le creature marine che ci osservano nascoste.

Devono avere solo fiducia e guardare avanti. La strada è sicura e diritta, proprio come le sue vie.

Siamo stati benedetti, nulla ci è mancato. E ora, ci apprestiamo ad abbandonare le nostre pene, attraversando le onde del mare coi piedi asciutti. Le ruote dei carri procedono a rilento e avverto i lamenti degli animali carichi di provviste, oro, argento e ogni oggetto prezioso fatto da mano d’uomo. Quanto bottino per indurci ad abbandonare la terra del gran fiume, martoriato dalle pieghe del nostro liberatore… Lui si è ricordato di noi! Ha udito le nostre grida d’afflizione e ha steso la mano contro il faraone, contro il gran re. Gli ha piantato una scheggia nel cuore e lo ha tramutato in pietra. Per dieci volte gli ha mostrato la sua potenza e a noi, suo popolo prediletto, la sua benignità.

Mentre il mio bastone ticchetta contro le rocce marine, non posso evitare di guardare ciò che accade attorno a me. È notte e i lampi rischiarano la bruma a giorno. La creazione intera è venuta a osservare quanto mai veduto: l’uomo fiducioso che, guidato dal creatore, sfida gli abissi. Lo aveva affermato con forza: non abbiate paura, fortificatevi e tu e il popolo passerete sull’asciutto. E così sta avvenendo.

C’è un gran vento e i flutti turbinano sopra di noi.

Sento il canto del popolo tra le sue lingue taglienti. Esso porta fino a te la loro voce. Ti prego, ascolta! Questo è quanto possiamo fare per renderti onore! Gioisci in noi e noi gioiremo in te e nella tua grazia.

Oh, ci hanno trovati, odo il loro canto di guerra sin nel cuore del mar rosso. Sono venuti anch’essi a darti gloria? Sono qui per pentirsi? No, sono qui a motivo della scheggia nei loro cuori: sono qui a sfidarti con la loro forza che vale meno di nulla. Confidano nel numero, nelle armi. Noi non abbiamo nulla e presto ci raggiungeranno. Il mio corpo vacilla, la sabbia trema per il gran numero dei guerrieri, le bestie sono agitate e i bambini cercano riparo tra le braccia dei genitori. Anche io confesso di avere paura, ma sto saldo.

Noi non ci daremo alla fuga, noi aspetteremo la manifestazione della tua perfezione e vedremo compiersi i tuoi prodigi. Il tempo è giunto, lo percepisco chiaramente. Do ordine al popolo di affrettarsi.

C’è molta confusione. La paura cresce e le urla contagiano i più. Alcuni carri cominciano a rompersi, ad incagliarsi nel fondale. Lasciate i beni inutili! Prendete solo ciò che si può trasportare! Abbiate fiducia e vivrete; non siate increduli come gli egiziani. I carri e i cavalieri che vedete oggi non li vedrete più; periranno con il loro orgoglio e la vanagloria del loro signore. Abbiate solo fede nel vostro condottiero, colui che combatte per voi!

Il suono del corno diventa più forte, le mura d’acqua ne accrescono l’arroganza e rendono roco il suo eco. Ma dalla nostra parte ruggisce la voce dei mari. La brezza che soffia dietro di noi in un attimo diventa uragano. La mia tunica mi spinge indietro, eppure la mia mente e la mia anima mi danno la forza per proseguire. La salsedine mi brucia gli occhi, la pelle si secca e i capelli su cui si deposita diventano duri e irti come rovi. Faccio fatica a tenere gli occhi aperti, ma le orecchie sono attente a ciò che mi precede. Le colonne d’acqua cominciano a vacillare. La loro forza distruttrice è terribile.

La vita che custodisce è però calma e pacifica, nonostante il fragore della guerra.

Altri tuoni illuminano gigantesche creature, banchi di pesci e fortezze di corallo. Quanto è maestoso, quanto è elaborato! Potenza e bellezza. Vita e morte. Ed è proprio questo connubio eterno che crolla sopra gli uomini che non ti riconoscono. La schiuma si sparge dietro di noi, i cavalloni defluiscono e la testa del faraone perde la sua corona e il suo scettro. La scheggia dentro di lui lo rende ostinato, avanza nonostante sappia che le sue membra non sono che carne e ossa. La sua rovina è grande.

In un attimo, mentre noi corriamo sul fondale ancora asciutto, ci giungono le urla di disperazione dei nostri assalitori ridotti, un istante dopo, a miseri cadaveri. Non mi fermo, il mare avanza insieme a noi; dietro di noi, con calma.

Ci fa da protettore, in attesa che tocchiamo la riva. Manca poco per giungervi.

Ad un tratto, il vento si calma e il suono di una melodia mi giunge agli orecchi. è la melodia di arpe e flauti. Mi guardo intorno ma non vedo nessuno.

La melodia diventa più dolce e allora mi accorgo della presenza di alcune orme che mi precedono.

Chi è? Io sono alla testa del popolo eppure altre orme compaiono più avanti.

Oh… ora comprendo.

Chiedo perdono per la mia insignificanza, per il mio orgoglio. Alla testa del popolo non ci sono io…

Non sono io ad averlo liberato dalla schiavitù, ad aver aperto il mare, ad averlo fatto richiudere.

Io non sono che polvere, come tutti gli uomini, le donne e i bambini dietro di me.

Sono uno strumento inutile, una mano fiacca, una bocca che non sa parlare.

Ora mi sembra quasi di vederti. Di schiena, che avanzi sicuro, che sali sugli ultimi scogli e raggiungi la riva sul far del giorno. Ti vedo vicino, ma sei distante. Tanto lontano che pari irraggiungibile.

Ti prego, rallenta, fammi camminare più vicino a te!

Toglimi dagli occhi questa scheggia, che io possa vedere la tua maestà com’è realmente.

Concedimi la grazia di essere un servo utile, di vedere questo popolo moltiplicarsi e camminare con te, da vicino. La risposta è forte come la tua voce, più forte di quella del mare che si è appena richiuso dietro l’ultimo bambino, dietro l’ultimo paio di buoi.

Verrà quel momento… ma non oggi.

[MaglaxWriters] – DANIELE IMBORNONE – author page

imbornone COPscheda DANIELE IMBORNONEMilano, classe 1989. Ha un suo profilo sul sito Liberarti, dove trovate pubblicati alcuni suoi scritti, questo è il link

Se gli si chiede cosa sia per lui SCRIVERE, ecco la definizione che l’autore ne dà…

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clicca per ingrandire

Daniele scrive agilmente su argomenti differenti, per tematica e ambientazione. Ecco uno stralcio, tratto dal suo racconto breve “Una semplice partita a poker” disponibile in lettura gratuita su Liberarti…

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Rimpiango spesso la primavera. Tutta la vita sboccia e le tenebre della stagione fredda diventano meno cupe, donandomi gioia. A ogni modo, anche oggi mi trovo costretta ad attraversare le impervie stradine della capitale e a fare ritorno al “the fate of humanity”; lo squallido pub a un passo dal London Bridge Pier. Giro l’angolo del Millennium Bridge e dopo qualche metro mi ritrovo a destinazione. La F e la H dell’insegna s’illuminano a intermittenza e ogni secondo, migliaia di scintille bluastre cadono da esse spegnendosi sul marciapiede. “Sono in perfetto orario” mi dico mentre controllo l’orologio.

Daniele Imbornone, è stato ammesso al MaglaxWriters, con il racconto “Le impurità del cuore”, considerato a giudizio della coach in questo modo:

L’autore si cala nella psicologia femminile di Elena, una giovane donna dalla doppia vita: madre e moglie di giorno, escort di lusso di notte. Una vita sdoppiata che ora, a Elena, pesa sempre di più come un macigno: una palude di bugie nella quale è sempre più invischiata. L’approfondimento emotivo è notevole: il lettore scivola, riga dopo riga, nel senso di ineluttabilità in cui la protagonista è precipitata. Gli inganni son diventati un muro invalicabile, la verità nascosta è una ragnatela che la soffoca, l’impossibilità di cambiare il presente è un peso troppo grande da sopportare. Elena ne è sopraffatta e, troppo stanca, è incapace di proseguire questa vita fatta di bugie e identità sdoppiate, dove in entrambe non ritrova né un barlume di verità né l’ombra di se stessa. “L’ampia porta-finestra era rimasta per tutto il tempo socchiusa, in attesa che quell’interminabile dialogo tra lei e la silente città cancellasse la sporcizia che si sentiva addosso. Elena sperava che il sole nascente illuminasse un po’ di buio che si portava dentro; ma invano.” Il finale inaspettato, un’esplosione di luce nella palude nera dei suoi devastanti sensi di colpa, le offrirà un futuro diverso. L’autore offre prova di un racconto ben narrato, dove si intravedono doti di scrittura e introspezione.

eccone uno stralcio rappresentativo…

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domandaDaniele, credi che partecipare a contest di questo tipo, come il MaglaxWriters, con il supporto di un coach che valuta e commenta e, a volte può anche criticare il tuo lavoro, possa davvero essere un esperienza positiva per uno scrittore giovane come te? In che modo affronti la pressione del giudizio sul tuo lavoro?

L’esperienza con un tutor è qualcosa di nuovo per me. Nuovo e, trovo, stimolante perché, così facendo, posso avere dei consigli da qualcuno che ne sa più di me.  Le critiche sono parte del lavoro e degli oneri/onori degli scrittori e sono tali perché ti fanno crescere. A volte lo fanno supportandoti e spingendoti a dare il massimo ancora e ancora; altre volte… ti danno degli schiaffi morali se e quando ti credi il più grande emergente sulla piazza (anche professionista devo ammettere). E’ una bella esperienza  e voglio che continui così.

 


Schegge Imbornone