[ospiti] – Le mille anime di Emma Fenu: farsi strumento di narrazione per raccontare i mille volti dell’universo donna | intervista all’Autrice di «Vite di Madri, storie di ordinaria anormalità»

Buon pomeriggio carissim* followers e benvenut* a questo appuntamento con la scrittrice e esperta della storia delle donne Emma Fenu, che ringrazio per essere qui.

Vi parlo un po’ di lei: ho conosciuto Emma attraverso il gruppo facebook di Cultura al Femminile e poi anche nell’associazione di cui anche lei fa parte, la Ewwa.

Le nostre strade si sono incrociate più volte sullo stesso sentiero, fin quando non ci siamo accorte l’una dell’altra. Ci siamo trovate e  oggi siamo qui, io e Emma, a presentarvi il suo volume «Vite di Madri, storie di ordinaria anormalità».


«Vite di madri» un volume che è uno scrigno di vite, di storie, di emozioni… qui la recensione su Scintille d’Anima, eccone alcuni stralci:

Un caleidoscopio di vite e di emozioni, ricucite con la forza della vita.

Vite di madri, storie di ordinarie anormalità di Emma Fenu è un volume di storie di donne, tessute come una coperta pachwork, dalle dita attente e delicate di Emma Fenu.

Tanti tasselli di stoffa, tutti diversi, cuciti e tenuti assieme dal filo sottile dell’animo e dell’amore. Tessuti lacerati da graffi e dolori, ricomposti e aggiustati per affrontare a fatica una vita tentando di afferrarne stralci di serenità e di luce.

Storie diverse, accomunate dall’universo narrante: quello femminile. Quello dell’essere donna e diventare madre.

La maternità è infatti l’elemento focale dei racconti nella dicotomia essere madre/essere figlia e della maternità voluta/la maternità negata.

(…) E ci ritroviamo in questo puzzle variegato e sofferente di esistenze graffiate, silenziose, che trovano per la prima volta voce e lacrime tra la narrazione di queste pagine, come un momento di espiazione di un dolore non voluto, non cercato, ma subìto e percorso fino in fondo al buio. Ma ritroviamo anche la luce, raggiunta a costo di enorme fatica, che tutte queste donne hanno conquistato e il cui l’unico elemento è l’Amore. L’amore che avvolge, che riscatta, che completa, che dona nuova dignità a queste esistenze spezzate e ricomposte.

Ho trovato Vite di madri ben scritto, con sensibilità e coraggio: l’Autrice procede in punta di piedi ma con parole di fuoco che restano incise nell’anima.

[tratto da Scintille d’Anima – recensione a cura di L. Lucciarini]


Ma chi è l’autrice di «Vite di Madri»?

In questo evento del Salotto letterario ve la farò conoscere e sono certa che vi affascinerà! 🙂

Ve la presento subito: Emma Fenu, è nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero e ora vive, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente. Ogni cinque anni, per esigenze lavorative, cambia nazione o continente. Laureata in Lettere e Filosofia, ha, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti. Scrive per lavoro e per passione. Si occupa da anni di Storia delle Donne, di Letteratura e di Iconografia di genere; recensisce libri e intervista scrittori per vari siti web; ha fondato e presiede un sito, “Cultura al femminile”, con rispettivo gruppo facebook, “Letteratura al Femminile”; tiene corsi di scrittura creativa e insegna lingua Italiana agli stranieri. Ha partecipato a varie antologie a tematica femminile, sia come giurata che come concorrente, e organizza eventi e incontri culturali sulle donne e contro la violenza di genere in tutta Italia. Ha pubblicato un saggio “Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena”; un romanzo – inchiesta, “Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità”; una silloge di poesie e racconti, con testo a fronte in catalano, “Sangue e Miele”; una fiaba i pregiudizi sessisti, “Il segreto delle principesse”; una saga familiare al femminile, “Le dee del miele”.

Ma Emma non è solo questo, è molto di più… Una personalità multisfaccettata, dalle mille anime, un caleidoscopio che riflette l’intero universo femminile…

Così la descrive Serena Mandrici all’interno del volume:

«Emma, Emma, fiocchi, merletti e confetti rosa; rose secche e fiori di campagna, ancora profumati; una finestra sul mondo, ma con le tendine e i nastri per chiuderle. Non so come faccia a sognare sempre, nonostante tutto. Emma per me è un mistero, nasconde così tante cose dietro la corazza e l’armatura da pulzella francese… C’è qualcosa in lei di segreto, come una tazzina da tea, di fine porcellana, che è stata portata da luoghi lontani, che ha attraversato i mari e i paesi, conoscendo cicatrici ed etnie. È una tazzina preziosa e fragile, che cura con amore la propria teiera stanca e dispensa una calda bevanda a tutte le persone che incontra… ma chissà quante riescono davvero ad assaporare l’aroma di quanto bevono, chissà quante scoprono i mondi segreti di cui si nutre lei. Ma non deluderla, non prenderla in giro. Emma c’è o non c’è, non ha vie di mezzo. Puoi scoprire un pezzo del suo mondo, se ti impegni: lo trovi nascosto sotto al fiocco in testa. Un mondo di parole, di frasi, di collegamenti, di cultura, di curiosità. Un pozzo in cui perderti.»

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Oggi Emma è qui con noi e le farò una breve intervista. Siamo pronte? Siiiiii, eccoci quiiiiii

🙂

  • Loriana Lucciarini (Scintille d’Anima) – Una descrizione intensa, vera, che ho scelto proprio per presentarti qui oggi, Emma, perché credo faccia emergere la tua vera essenza, da subito. Lo pensi anche tu? E cosa puoi dirci di te, oltre quanto detto finora? Chi altro sei?
  • Emma Fenu – Sono una Donna. Sono un’Alice che ogni giorno si scopre diversa; sono, parafrasando Gianni Rodari, io più un minuto. Sempre me, ma un po’ più evoluta, cresciuta, “vissuta”.
  • Loriana Lucciarini (Scintille d’Anima) – Un’attenta e articolata recensione di Ilaria Biondi su “Cultura al Femminile”, definisce «Vite di Madri» come un’opera che ha: «La lingua corposa, feconda di profumi e depositaria di voci arcane, avvampa il lettore, conducendolo in una danza di suoni e immagini che trascende il crinale del tempo. Una scrittura densa di rimandi e richiami interni. Di parallelismi e metafore. Di simboli, che rinviano per buona misura alla fecondità, nucleo denso del romanzo, e alla numerologia. Una partitura che si regge sul ritorno anaforico di parole dal forte potere evocativo, legate ai campi semantici del numinoso, del mistero e della maternità. Senza dimenticare il sapiente gioco degli ossimori, che innervano nella struttura formale le ineliminabili dicotomie della vita, nel suo essere al contempo buio e luce.» Emma, immagino che il lavoro sia stato complesso e articolato. Come hai strutturato la narrazione? Hai operato delle scelte a valle o è stato necessario un work in progress, rispetto alle vicende di cui ti hanno fatto custode?
  • Emma Fenu – “Vite di Madri” è nato nel progetto embrionale come una testimonianza autobiografica sull’endometriosi, ma è stato da subito un figlio ribelle ed è divenuto “altro”. Ho lanciato un appello su un forum di donne e ho ricevuto 152 storie vere, crude, bellissime. Ho notato che l’infertilità è spesso legata ad una relazione difficile o traumatica con la madre o addirittura esito di nodi irrisolti delle nostre ave, in tempi che precedono la nostra nascita. Ho letto saggi che supportano scientificamente tale ipotesi, ma io ho voluto occuparmi del piano emozionale e narrativo, elaborando 13 storie dal respiro corale, in cui, al di là della vicenda raccontata, tutte possono, in qualche modo, rispecchiarsi.
  • Loriana Lucciarini (Scintille d’Anima) – Miti e Simboli sono elementi che ricorrono sempre nella tua narrazione letteraria e la caratterizzano fortemente. Intanto voglio sapere da te quanto le tue origini, tu che vieni da una terra d’antichi miti e riti, hanno formato questa tua visione?
  • Emma Fenu – Io sono stata cresciuta con fiabe, simboli, nenie sussurrate e parole taciute. La Sardegna è una terra misteriosa, dove vivi e morti percorrono insieme strade di pietra che portano al mito. Oggi la cultura ancestrale è meno sentita, ma l’eco risuona ancora, nel vento, per chi porge l’orecchio.
  • Loriana Lucciarini (Scintille d’Anima) – Dicevamo, sei molto attenta alla simbologia mistica e ai segni mitologici. Tutta la tua narrazione ne è impastata. Infatti, ci hai tenuto a precisare nella prefazione che le storie all’inizio dovevano essere 12 per un motivo ma che poi il progetto è cambiato. Ti chiedo: perché l’utilizzo della simbologia è per te così importate? Cosa vuoi comunicare e cos’è intervenuto a modificare in corso d’opera il tuo lavoro?
  • Emma Fenu – Vivo nella simbolologia, sia per una naturale predisposizione a cercare un significato nascosto nelle pieghe delle storie e della Storia, sia per la mia formazione: dopo la laurea in Lettere e Filosofia, ho, infatti, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti, vertente sull’iconografia delle figure femminili fra Medioevo e Rinascimento. Eva e Maria Maddalena sono stati i miei primi amori. Tale approccio all’arte figurativa lo ho applicato anche alla letteratura, mettendo in atto, spontaneamente, una “caccia” al simbolo. Del resto tale parola, etimologicamente, indica un oggetto diviso fra due persone che, nel momento della riunione, avrebbe indicato la passata relazione avvenuta: un libro non è forse un modo per comunicare e riconoscersi parte di una stessa storia universale? Nella seconda versione, riveduta e ampliata, di “Vite di Madri” le storie non sono più 12 ma 13, entrambi numeri con un valore simbolico molto intenso. L’ultima storia è arrivata per posta, scritta a mano, 13 giorni prima della stampa del manoscritto.
  • Loriana Lucciarini (Scintille d’Anima) – Tu narri di Donne: donne mistiche, donne Dee, donne Fenici, donne Streghe, donne Spezzate, donne come Potenza universale di fuoco sacro, Sacerdotesse mistiche, Madri-Figlie e Madri-universo, soprattutto. Approfondiamo questi aspetti. Tu, scrivi: «In verità, siamo Madri, tutte. Madri di idee, di progetti, di sogni. Seni turgidi di Dee che accolgono amiche, sorelle, mariti, amanti. Madri delle nostre madri e perfino di noi stesse. Capaci di far germogliare speranza e abortire fantasie, di creare dal nulla e di nutrire di noi: totalmente imperfette e, per questo, così seducenti e difficili da decifrare.» Puoi aggiungere qualcosa?
  • Emma Fenu – Siamo tutte madri, ventri accoglienti di idee, e siamo tutte infertili e sterili quando la voce ci viene negata e il silenzio imbavaglia la nostra creatività. Tutte figlie di Eva, tutte eredi di colei che morse la mela per desiderio di conoscenza.
  • Loriana Lucciarini (Scintille d’Anima) – Veniamo ai contenuti del volume. Storie di donne. Di maternità. Di legami di sangue e di anima. Storie dure, di buio, di luce, di sofferenza, di rinascita. Storie nate da interviste. Nella prefazione scrivi: «Non si tratta di semplici boccate d’ossigeno, che rigenerano corpo e spirito dopo aver percorso, canticchiando, un sentiero di montagna. Sono, piuttosto, convulse fami d’aria, come quelle che seguono all’imposizione di una mano vigorosa, premuta su una bocca alla quale viene negato un urlo. Tuttavia, al termine della lettura, lo spasmo dei polmoni si attenua, per scandire, con respiri regolari, il tempo che segue alla conclusione della narrazione. Ogni storia è intensa, a tratti cruda e crudele, ma contempla una resurrezione catartica, una volta spostata la pietra che chiudeva il sepolcro del silenzio. (…) Ho rielaborato l’intero materiale ricevuto creando nuove osmosi, pur lasciando che ciascuna riga comprendesse tutto e che io vi fossi, in qualche modo, sempre inclusa. Sono io, dunque, il caleidoscopio che ora vi porge petali di immagini, lo specchio di Alice tramite cui il mondo si traveste per scoprirsi. Tale scelta narrativa è stata subito adottata, di comune accordo, in primis per tutelare l’anonimato delle donne che si sono con me confidate, senza remore; in secondo luogo per creare una dimensione “corale” grazie alla quale, in ogni lettera digitata, una forza collettiva fosse convogliata nella mia mente e nelle mie dita.» La stesura delle testimonianze quindi immagino sia stato un lavoro difficile e complesso, che ha necessitato di ascolto, elaborazione, sensibilità narrativa e empatia per la Emma, donna e la Emma Fenu, autrice. Quanto di entrambe c’è nel volume come l’atto di genesi per «Vite di madri»?
  • Emma Fenu – Ci sono entrambe, una inizia dove l’altra finisce, in un cerchio lunare. Non coincidono sempre, ma a volte si fondono e si confondono.
  • Loriana Lucciarini (Scintille d’Anima) – Nelle interviste è stata determinante la capacità di ascolto ma anche il talento di tessere insieme storie diverse e diventare strumento di narrazione per le vite altrui. Capacità che devono essere naturali, o ce le hai o non riesci a gestire il carico emotivo di quelle esistenze. Serena Mandrici ti descrive così, come una persona «…in grado di vedere oltre il blu del mare, che cerca la sirena ancorata nei fondali, quella con lo scrigno e i segreti, e che ha la chiave e la voglia di scendere, ma non la cerca per avere il tesoro, la cerca per trovare, in ogni pietra preziosa, la storia che la conserva così lucente. Non so come possa essere sempre dentro le storie ma allo stesso tempo al di sopra delle stesse. (…)  La sua curiosità la tiene in vita, non ho dubbi. (…) Lei parla tanto, ma non parla mai, lei ascolta e consiglia e capisce sempre, lei rispetta i tempi, i modi, la forma stessa in cui scrivi. Lei sa perché tu vai a capo senza un senso, o perché metti una virgola proprio lì dove sembra non andare, sa perché lasci gli spazi, legge, attraverso le righe, quello che vuoi dirle, ma di sé manda piccoli segnali, raramente.» Ti ci ritrovi, Emma? E poi dimmi, quanto è stato complicato farsi strumento di narrazione?
  • Emma Fenu – È stato facile, naturale, viscerale. Non ho letto le storie, le ho vissute, le ho mangiate, le ho divorate, le ho fatte pezzi di me. Scriverle è stato liberatorio, come un parto rapido, anche se non indolore, epilogo agognato di una gravidanza a rischio.
  • Loriana Lucciarini (Scintille d’Anima) – «Vite di madri» è un volume interessante anche dal punto di vista di analisi della società: come la donna si approccia al tema della maternità? Quanto gravano su di lei gli stereotipi e le aspettative culturali? La  maternità ancora oggi è vista come il fulcro, il perno in cui gira il senso identitario di una donna e che – in base agli eventi e soprattutto se non è una scelta voluta e consapevole ma più subìta – può trasformarsi in un peso da sopportare pur di non sottrarsi alle aspettative della società. Cioè, in alcuni casi, ci si piega agli stereotipi che vedono le donne-mamme felici e appagate rispetto a questo ruolo. Quasi mai la maternità viene dipinta con realismo e sempre più spesso, anche a causa dei messaggi veicolati da media e social network, le donne vivono questo aspetto con mille dubbi e insicurezze, reprimendo a volte anche la scelta di voler essere altro, pur di adeguarsi alle aspettative altrui. Non parliamo del dramma interiore che si scatena qualora, nonostante il forte desiderio, si arrivi a una  maternità mancata: essa diventa la negazione del proprio essere donna, della propria individualità, fino a svuotare di senso identitario l’esistenza. Un dramma nel dramma. E tutto ruota qui: quando non si trova lo spazio per interpretare i ruoli che la società impone e in cui li mondo vuole ridurci, si affronta una grande crisi personale.Ho trovato molto interessante il contributo della semiologa Sabina Cedri, presente in «Vite di madri», che approfondisce –  appunto  – i temi come Ruoli, Stereotipi, Individualità, Consapevolezza e Scelta personale.Com’è nata l’idea di inserire questa parte nel tuo volume? Faceva già parte del progetto iniziale o anche questa è stata un work in progress?
  • Emma Fenu – Ho molta stima di Sabina Cedri, come professionista e come donna. Quando ho concluso la stesura del libro mi è venuto spontaneo pensare ad un’appendice che spiegasse in termini semiotici e statistici, attraverso uno studio dei media, alcune fra le ragioni che stanno alla base dell’esistenza di un modello femminile stereotipato e mortificante che si rivolge in modo peculiare alle madri.
  • Loriana Lucciarini (Scintille d’Anima) – Emma, tu sei una fucina di idee e fai mille cose. Puoi parlarci dei tuoi progetti a breve e a lunga scadenza? Nei hai qualcuno legato a «Vite di Madri?»
  • Emma Fenu – In “Vite di Madri” non ho incluso la mia storia, pur essendo io presente in ogni vicenda narrata, come un caleidoscopio. Sono passati quattro anni dal giorno in cui scrissi l’incipit. Oggi sono pronta a raccontarmi in un memoir.
  • Loriana Lucciarini (Scintille d’Anima) – Progetti futuri? Vuoi parlarcene?
  • Emma Fenu – Tanti progetti, Loriana! Mi nutro e mi sazio di sogni e progetti! A breve sarà edita una mia raccolta di filastrocche per bambini, in collaborazione con due psicologhe, che, rivolgendosi ai bambini dai due ai cinque anni, narra il concepimento naturale, la fecondazione assistita, omologa e etereologa, e l’adozione. Per l’inizio dell’anno prossimo pubblicherò una revisione più fruibile ai non addetti ai lavori e con parti ampliate del mio primo saggio su Maria Maddalena… e, infine, ho appena concluso la stesura di un terzo romanzo di cui, per ora, ignoro il destino: io gli ho dato vita, ora devo lasciarlo andare per le strade del mondo.

Per concludere questo incontro, voglio leggervi uno stralcio di uno dei racconti, che per me è il più rappresentativo. L’ho scelto perché rappresenta la Donna-Fenice, la donna che è specchio anche di me. Quella che non molla, che si rialza anche se devastata, quella che trova dentro sé quella potenza vitale capace di darle nuova luce negli occhi, nonostante tutto. Rispecchia il mio modo di essere. La mia filosofia di vita. La mia profonda convinzione che noi donne siamo esseri speciali, davvero, perché racchiudiamo l’energia del mondo e che siamo capaci di creare legami e sinergie…


Lo incontrai, aveva un anno più di me e frequentava il mio stesso liceo. Questa volta la mia quête esistenziale sembrava non avermi condotta sull’orlo della morte.

Avevo trovato la luce che stavo cercando, l’altra metà della mela di platonica memoria, l’amore predestinato, la gioia e lo stupore, la spensieratezza e la sicurezza. Lui era solare, allegro, sicuro di sé, forse anche troppo, brillante, simpatico… e anche bello, con due occhi neri e profondi. Ed era, soprattutto, felice, sempre e comunque.

Conobbi anche i suoi genitori, che, allora, non chiamavo ancora per nome.

Trascorsero quattro anni.

Domenica 27 giugno trascorsi una domenica spensierata con lui, in gita sulla sua moto.

Lunedì 28 giugno non riuscimmo, purtroppo, a incontrarci.

Martedì 29 giugno. Martedì 29 giugno 1993.

Ho ancora, tatuata nelle carni della mia memoria, la curva del suo sorriso e il candore dei suoi denti, mentre si gira per salutarmi.

Lui cammina, si volta, mi guarda con quel suo sguardo complice e mi fa l’occhiolino.

Mercoledì 30 giugno.

Non ricordo con certezza l’ora del nostro appuntamento a casa mia, ma cominciava a essere tardi. Lui era estremamente puntuale.

I cellulari allora non esistevano, dovetti chiamare i suoi genitori. Rispose sua madre, simulò calma e mi rassicurò, ma, non appena agganciato, senza avvisarmi, si infilò in auto, per raggiungermi.

Io tenevo ancora la cornetta stretta nella mano, entrambe pesi senza vita, quando percepii, in lontananza, il rumore di un elicottero.

Fu allora che capii. Alla guida della mia Panda mi diressi verso casa del mio amore, non sapendo che la madre, dalla parte opposta, percorreva la medesima strada. Da quel momento le nostre vite si legarono indissolubilmente, un filo invisibile che passa da quel punto di incontro, quello della statale tra Correggio e Carpi.

Arrivai sulla strada dell’incidente e feci la fila dietro alle altre auto.

Non ricordo quanto rimasi ferma nel traffico… forse un’eternità.

Vidi anche l’elicottero, il cui ruotare delle pale in volo avevo sentito da casa mia, e scrutai il volto del pilota, seduto nei pressi, con il mento appoggiato alle mani. Riuscii a fare la deviazione, passai di fianco a un camion, vidi la moto, feci l’inversione e mi fermai vicino a un’ambulanza. Chiesi chi era rimasto ferito e, ottenuta risposta, dissi con un filo di voce, ancora aggrappandomi all’illusione che non si trattasse di lui: «Penso che sia il mio ragazzo.»

Ripresi l’auto in direzione del Pronto Soccorso, lo stesso in cui mi prestarono le cure successive all’incidente che ebbi anni prima.

Dopo pochi minuti entrarono i suoi genitori: ci abbracciammo e finalmente scesero le lacrime. Aspettammo notizie, seduti su una panca verde menta.

Infiniti Minuti. Forse dieci, forse meno.

«L’impatto è stato forte e il ragazzo non ce l’ha fatta. Purtroppo è DECEDUTO.»

Fu come un vortice, una caduta in picchiata, l’aria che manca, la testa che gira, il mondo che crolla, il petto in frantumi e un “no” urlato e reiterato che esce dalla mia bocca e da quella di sua madre.

Uno scherzo del destino, di nuovo lì, stavolta senza ferite che si possano ricucire: queste avrebbero continuato a sanguinare, per sempre. Mi avvinghiai, come una bambina abbracciata al suo oggetto transazionale, a sua madre, una donna a cui, fino a qualche ora prima, avevo dato del Lei.

Qualche giorno dopo mi recai presso un consultorio, animata dalla stupida speranza di essere incinta di lui, cosa impossibile dato che assumevo un anticoncezionale. Fu straziante replicare alla domanda dell’infermiera sul perché avessi deciso di smettere la pillola: «Il mio fidanzato è morto mercoledì.» Mi sentivo vuota, troppo vuota, avrei voluto colmare l’abisso del mio dolore con un feto da crescere nella pancia, nella memoria di lui.

Sono trascorsi molti anni, da allora.

Chi vi scrive è una donna adulta, moglie di un marito meraviglioso e mamma di due bambini desiderati con ardore, che sono l’esito, vincente, di anni di lotte contro un’infertilità definita sine causa.

Ho un naso molto asimmetrico, con un ossicino che spunta e un altro incastrato all’interno e una cicatrice, vicino a una narice, che sembra un piercing.

I miei figli hanno una terza nonna, io una seconda madre. Non ho reciso il filo che mi ha legata a quella donna nell’immane dolore e sul quale, come acrobati, abbiamo camminato, incuranti del pericolo, verso la promessa di una porzione di felicità.

[tratto da «Vite di Madri, storie di ordinarie anormalità» – storia n. 6:  l’Amore ai tempi del colera]


Bene, spero che questo incontro sia stato interessante e pieno di spunti di riflessione per voi, car* followers. Tanti gli argomenti trattati, spero abbiate apprezzato le risposte sincere della nostra ospite e la sensibilità con cui abbiamo trattato temi impegnativi e delicati.

Ringrazio Emma per essere stata con noi e vi invito a seguire le prossime iniziative del Salotto Letterario di Scintille d’Anima, che saranno organizzate in futuro. Un abbraccio grande a tutt* e a presto! ❤ 🙂

Loriana Lucciarini

Contro la violenza sulle donne «Mille voci contro la violenza» a Milano | Parte la campagna raccolta fondi per realizzare l’evento, fondamentale il TUO contributo!

Hi followers! 😀

Vi avevo anticipato che ci sono tante interessanti iniziative che bollono in pentola, sì? Ecco, oggi vi parlo di un evento che si sta organizzando e che alzerà un coro di voci contro la violenza. Si tratta di…

«Mille voci contro la violenza»

e si terrà il 26 novembre, a Milano, presso il Politeatro in viale Lucania 18, con inizio alle ore 16:00

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L’evento è a ingresso gratuito e vedrà la partecipazione di tanti artisti e intellettuali, ognuno di loro salirà sul palco e porterà la sua voce, che si unirà alle altre, per levare un coro forte e potente per dire “Basta!” alla violenza sulle donne.

Inizialmente ideato dalla scrittrice Emma Fenu, l’evento ha trovato come promotori convinti i blog culturali e letterari di Parole ad hoc, Cultura al Femminile, Medicamenta-lingua di donna e altre scritture, Donne che emigrano all’estero, Gli scrittori della porta accanto e anche questo blog, Scintille d’anima, oltre a varie associazioni, tra le quali: Women in White di Como, Ewwa Italia, Linearosa SPAZIODONNA di Salerno, SeNonOraQuando? di Torino.

Dal palco si alterneranno artisti e intellettuali…

Scrittori, poeti e editori; vi sarà il contributo musicale di gruppi e cantanti, oltre quello specifico di psicologi e avvocati. Ecco gli ospiti che si alterneranno al microfono lanciando il proprio messaggio:

Loriana Lucciarini, scrittrice, recensora e blogger; Marina Fichera, manager e viaggiatrice; Giulia LaFace, scrittrice e blogger; Elvira Rossi e Vilma Tabano, volontarie di SpazioDonna Linearosa di Salerno; Sara Filipelli, scrittrice, blogger, studiosa di storia delle donne; Paola Minussi, presidente di Women in White, musicista; Alle Bonincalza, fotografa; Elisabetta Calabrese, ostetrica; Gino Marchitelli, scrittore, musicista e cantautore; Andrea Mancini, architetto e artista; Daniela Vasarri, scrittrice e recensora; Valeria Bianchi Mian, psicologa, poetessa e scrittrice; Sara Rosa, poetessa; Lady Be, artista; Alessandra Monaco, editora; Alessia Sorgato, avvocata; Monica Serra, scrittrice; Riccardo Gavioso, scrittore e blogger; Fabio Dessole, alias Furio Thot, scrittore e editore; Coro gospel Daltrocanto; Enrico Olivanti, cantante e musicista; Sabrina Corti, avvocata; Jean-Christophe Casalini, scrittore e produttore cinematografico; Roberta Andres, rappresentate Ewwa.

Previste, inoltre, anche testimonianze da parte di vittime dirette di violenza: Filomena Lamberti, vittima dell’acido gettato dal marito e Nadia Nunzi, autrice del libro autobiografico “Ti amo anima mia”.

Così… l’evento si farà! 😀

I promotori, convinti che la letteratura, l’arte e la musica cambiano il mondo, vogliono trasformare parole, note, forme e colori in un messaggio che si fa interprete della volontà di raggiungere e coinvolgere tutti nella condanna della violenza contro le donne. Un evento corale che riunisce scrittori, poeti, giornalisti, editori, avvocati, cantanti, musicisti, artisti, attori, psicologi e testimoni diretti. Ognuno nel proprio modo espressivo, insieme a tanti altri, uniti contro la violenza.

Ma insieme non servono solo le voci… è importante che ognuno dia il proprio contributo per finanziare la realizzazione dell’evento! Servono, entro ottobre, almeno 600 Euro per pagare il teatro e i tecnici che vi lavorano; gli artisti e i partecipanti invece non percepiranno invece alcun compenso

Vuoi aiutarci? Ecco come fare…

Partecipando alla campagna di raccolta fondi: è stata infatti aperta una sottoscrizione, ognuno potrà donare la somma che vorrà. In ogni caso, per incentivare la partecipazione, sono stati previsti anche degli omaggi: donando 10 Euro riceverete come ricompensa una raccolta di racconti curata da Emma Fenu in formato ebook; donando 12 Euro riceverete come ricompensa una raccolta di racconti curata da Emma Fenu in formato ebook e vi assicurerete un posto riservato nelle prime file del teatro.

PER DONARE IL TUO CONTRIBUTO E SOSTENERE LA RACCOLTA FONDI CLICCA QUI

Campagna gestita da Emma Fenu, fondatrice di Cultura al Femminile e Marina Fichera, staff di Cultura la Femminile.

 

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Dai, che è importante: sosteneteci e seguiteci… tutti insieme saremo «Mille voci contro la violenza»!

Loriana Lucciarini – Scintille d’Anima

[letti per voi] – “Sangue e miele” di Emma Fenu

Titolo: “Sangue e Miele” 

Autore: Emma Fenu

Editore: Amazon selfpublishing

Anno: 2016 – Genere: poesia/prosa

Pagine: 94 pp

Prezzo: ebook 0.99 – cartaceo: 9.99

Link per l’acquisto qui


Sinossi

L’antologia “Sangue e Miele” contiene racconti, fiabe e poesie incentrati sulla femminilità, con particolare attenzione alla violenza contro le donne e le bambine. Il testo è corredato da traduzione in catalano, opera del prof. Aldo Sari e da illustrazioni a colori, opera di Serena Mandrici.
“Sono tutte fiabe queste mie parole che si aggrappano ad un filo rosso, un cordone teso fra madri e martiri.
Fiabe impolverate e antiche, non edulcorate, che hanno sapore di ferro e latte, che non temono sangue e tabù.
Fiabe di donne e bambine, di orchi e principi, di sentieri nel bosco e di strade di città, di sole e di neve.
Fiabe di creature immensamente umane che diventano, cantando ninna nanne e nenie funebri, dee. Dee del miele”.

Emma Fenu, nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vive, felicemente, a Copenhagen.

Si occupa da anni di Storia delle Donne, di Letteratura e di Iconografia; è attiva contro la violenza di genere; recensisce libri e intervista scrittori per vari siti web; presiede un blog, “Cultura al femminile”, tiene corsi di scrittura creativa e insegna lingua Italiana agli stranieri.


La mia recensione

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Vita, dolore.

Vita, dolcezza.

Dicotomia inscindibile, legata da parole.

Emma Fenu sa descrivere vita fatta di poesia. Una poesia arcana, fatta di miti, fiabe, nenie ancestrali, richiami antichi alle donne dee, fiere selvagge che ancora tessono valori, ricoprono ruoli, diventano esempi.

Il volume passa da prosa a poesia, haiku e racconti, narrando di donne e della loro anima intessuta di luce e vento, profumi e ricordi, divieti e coraggio, terra e morte.

Vite di donne profanate, uccise, violate.

Vite di dolore e rinascita,

di forza e potere,

sulle ali del vento potente

forgiate dal fuoco di vulcani,

dee immortali, fenici che risorgono,

tra gli aromi di madreterra.

Per lettrici e lettori che amano lasciarsi cullare da parole scelte con sapienza, da richiami onirici e uso di miti, da echi di fiabe e realtà.

Bellissime le illustrazioni di Serena Mandrici, che riescono a dare potenza espressiva al contenuto narrativo. Interessante la traduzione in catalano di Aldo Sari.

Un volume intenso, unico. Consigliatissimo!

Loriana Lucciarini

[ospiti] – Emma Fenu: il dono di riuscire a far schiudere racconti di vite, delicate e timide, come fiori…

composit fenuBuongiorno cari lettori, eccoci all’apertura di questo evento letterario:

benvenuti! 😀

Ospite di oggi è Emma Fenu, scrittrice, blogger, creativa dell’arte e delle emozioni. Giramondo curiosa di esistenze e conoscenza, vulcano di energia e maga della sinergia. Disponibile e gentile, delicata e sensibile ma ferma e determinata.

Solida donna che ha radici profonde e vive ma ama il vento di novità e innovazione, da cui si lascia permeare. Emma è tutto questo: un mix straordinario, una donna speciale…

È con piacere che la ospito nel mio Salotto letterario e che la presento a voi perché è una persona estremamente intensa e interessante e una scrittrice dotata e capace.

Bando alle chiacchiere… iniziamo!

cop intervistaLoriana – Ciao Emma, benvenuta! Lascio a te la libertà di presentarti ai lettori di questo blog… 😀

Emma – Ciao Loriana, grazie per la simpatia e la stima che mi hai accordato: è reciproca.

Loriana – Sei molto attiva anche sui social, su facebook sei amministratrice di molti gruppi dedicati alla lettura e alla letteratura. Puoi raccontarci qualcosa di questa tua esperienza?

Emma – Io amo comunicare, sia parlare che ascoltare, sia scrivere che leggere e, oltre ad una gratificante vita “reale”, ho un’intensa vita virtuale, ricca di scambi e confronti letterari e culturali, ma anche di amicizie profonde, che esulano le tematiche specifiche delle pagine e dei gruppi.

Grazie ad internet, infatti, ho conosciuto scrittori e libri, ne ho fatti conoscere e ho potuto arricchirmi quotidianamente come studiosa e come persona. E aggiungo: ho conosciuto mio marito su un social!

Loriana – Puoi approfondire nel dettaglio le tue  varie collaborazioni?

Emma – Sono molteplici, ne cito alcune, per le quali collaboro con più regolarità e assiduità: Passione Lettura, Letteratura al femminile, Libreriamo, Meme Rosa, Cose Belle Magazine, Gli scrittori della porta accanto.

Mi occupo di recensioni e interviste, anche ad autori emergenti; di analisi letterarie ed iconografiche; di diari di viaggio, in tutte le accezioni del termine; di tematiche sociali. Un fil rouge? C’è, anche se, a volte, mi piace intrecciare fili come una jana, ossia una fatina al sarda, impegnata al telaio: è l’universo femminile, il quale non è una realtà di esclusione, ma viscerale di accoglienza dell’altro, nella stima dell’identità.

Loriana – Ho apprezzato il tuo modo di porti in molti frangenti, come moderatice di varie discussioni su facebook: sei sempre molto attenta ai pareri altrui e cerchi in ogni occasione di comprendere a fondo le ragioni di tutti, rispettando gli utenti ma avendo anche fermezza nel ribadire le tue posizioni. Un atteggiamento che paga, perché equilibrato e corretto, ma certamentente non facile. Come ci riesci?

Emma – Io sono una donna passionale e sincera. Sono anche fiera dei miei ideali e pronta ad espormi. Ma tutte queste caratteristiche non escludono la gentilezza, la capacità di ascolto e il rispetto: del resto non si comunica per imporsi o per denigrare, ma per veicolare il messaggio in cui si crede, cercando di sedurre, in senso etimologico, l’altro, non di respingerlo. E se le posizioni non sono conciliabili, non importa, la differenza è, comunque, un valore enorme, che merita di essere difeso.

Sdrammatizzando, i social sono luoghi in cui relazionarsi, non valvole di sfogo per tentare di risolvere una giornata deludente! Proviamo ad ascoltarci, c’è un mondo in cui, fra mille voci, possiamo cogliere quella che ci fornirà la risposta o la domanda che attendevamo. Se ci poniamo con chiusura o supponenza, erigiamo barriere di silenzio o di urla che generano lo stesso risultato, ossia l’assenza di vera comunicazione.

Loriana – Questa tua straordinaria capacità di sintesi è alla base anche del tuo lavoro, che qui illustriamo oggi (ecco la mia recensione qui). …Come è nata l’idea di “Vite di Madri”?

Emma – Mi proponevo di raccontare a me stessa la mia storia, senza alcun intento di pubblicazione. Ma, durante la stesura di una sorta di diario, rimasto poi inedito, mi sono resa conto, affinando le mie capacità di empatia, che il mio vissuto aveva notevoli punti di contatto con quello di altre donne, “madri” come me, nella stessa peculiare accezione.

Loriana – Quali sono stati i passi successivi, fondamentali, per dar vita al progetto?

Emma – Ho formulato, su vari forum, un invito a scrivere la propria esperienza, anche drammatica, e a inviarla a me, con la garanzia dell’anonimato. Ho ricevuto, in breve tempo, ben 151 storie di donne meravigliose che hanno combattuto e vinto, senza mai arrendersi, e che hanno voluto “avere voce”, finalmente.

Loriana – Come e perché hai deciso di strutturare la narrazione nel modo in cui la leggiamo?

Emma – Ho scelto di condurre una ricerca sul campo, che avesse anche finalità divulgative e sociali. La prima parte costituisce la premessa della sezione narrativa che seguirà, raccontando le premesse concettuali e simboliche, ma anche emozionali, che sono il presupposto delle successive dodici storie.

I titoli dei capitoli ben esplicitano il percorso suggerito al lettore: siamo Figlie, siamo Madri e, infine, siamo Donne: un’osmosi di mille volti, talvolta oscuri.

Loriana – Mi ha colpito la descrizione che fai di te nella prefazione del volume e l’ho trovata originale, veritiera ed efficace. Puoi citare i passaggi che più ti piacciono?

Emma – La mia descrizione nasce da un reale scambio di battute avvenuto sul gruppo segreto, fucina del libro, in cui ho invitato ciascuna componente a presentarsi.

Condivido con voi alcuni stralci di essa:

Chi sono io?

Sono una Donna.

Sono Emma.

Amo il bianco, perché è energia sfavillante, somma di tutti i colori della luce, presenza nell’apparente assenza.

Non ho tatuaggi né piercing, voglio che anche la mia pelle sia candida, senza segni visibili.

Mi bastano le cicatrici invisibili dell’anima e quelle lasciate dal bisturi, che, con il passare degli anni, sono diventate linee lucide.

[…]

Mi sento sempre affamata, ma non incompleta e insaziabile.

Amo i legami, ma non appartengo del tutto a nessuno. Nemmeno a me stessa.

In questo mondo tutto è mio e io sono di tutto.

[…]

Sono erede delle dee lunari: sono bianca, ma con immensi crateri; sono in evoluzione, ma con fasi che includono il conseguimento della totale pienezza; sono tutto in potenza e nulla in atto, e viceversa.

Vengo da lontano, seguendo la scia di Iside, Astarte, Ishtar e Artemide, dee combattenti ed amorevoli, e di tutta la corte delle sibille e delle pizie, con i capelli sparsi al vento e gli occhi rivolti alla verità ignota”.

Loriana – 150 storie di donne condensate in 12 racconti. Quanto è stato difficile operare questo paziente e certosino lavoro di creazione di un’opera collettiva, che racchiude dolori, sofferenza, desideri e sogni di tanti animi femminili, mantenendo una coerenza stilistica e narrativa?

Emma – La scelta del numero 12 risponde ad un voluto riferimento simbolico al rito di iniziazione e alla successiva rinascita che ne deriva. Ogni episodio è totalmente rielaborato da me, affinché io sia in ogni parola, anche in esperienze che non mi appartengono direttamente, ma, soprattutto, affinché tutte le protagoniste siano presenti in tutto il libro, che si propone di essere corale.

È stato un iter difficile? No, ma ha richiesto due anni di ricerca e di analisi, anche interiore, finché non è nata una scrittura spontanea, fiume vivo di inchiostro e sangue, se pur non scevra da una attenta cura formale.

Loriana – So che è una domanda difficile e credo di conoscere già la risposta, ma te la faccio ugualmente: tra tutte le storie ce n’è una in cui ti sei riconosciuta di più?

Emma – Ovviamente sì, ma non lo svelo! Anche se tutte le storie sono scritte da me e, dunque, in un certo modo, “vissute”, ci sono dei dettagli più autobiografici in alcune parti del libro.

Loriana – Il tuo volume ha uno scopo solidale importante, puoi illustrarci i dettagli?

Emma – Il ricavato dei diritti d’autore sarà interamente devoluto all’A.P.E. (Associazione progetto Endometriosi), una onlus costituita da grandi donne, forti e coraggiose, capaci di non perdere mai il sorriso e la generosità. Volontarie straordinarie che sono state d’aiuto anche per me e mia madre, entrambe malate di endometriosi, una malattia femminile a volte difficile da diagnosticare, che condanna al dolore cronico e, in alcuni casi, all’infertilità, ma che, tramite la prevenzione, operata presso centri specializzati, può essere curata egregiamente.

Vogliamo regalare alle nostre “figlie” una vita felice: questo è il nostro scopo.

Loriana – Com’è, dalla data d’uscita del cartaceo, i riscontro di lettori e di critica sul tuo romanzo?

Emma – Il romanzo è edito da un mese e mezzo. Finora è stato accolto con entusiasmo, affetto e stima sia da critici che da lettori (sottolineo il genere maschile). Se, in futuro, ci saranno critiche negative sarò pronta ad accoglierle: alcune saranno preziose occasione di crescita, altre, che forse non condividerò, convalideranno la mia fiducia nel lavoro compiuto, quindi saranno comunque utili.

Loriana – Hai altri progetti per il futuro?

Emma – Sì! Altri tre per l’esattezza. Sono un frullatore di idee e progetti. A breve due romanzi scritti a quattro mani, di tono ironico, e uno che avrebbe dovuto aspettare, buono buono, il suo turno, ma i personaggi, si sa, non appartengono allo scrittore e spesso non hanno pazienza, esigendo attenzione perfino nei sogni!

Loriana –  Ringrazio Emma per aver risposto alle mie mille curiosità.

Emma – Grazie infinite per la bella e profonda intervista. È stato un piacere e un onore.

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Vi informo che l’Autrice, come consuetudine, rimane da adesso fino alle ore 16.00 on line per rispondere alle vostre domande, vi invito quindi a postare i vostri commenti sotto questo articolo.

pronti?… un, due, tre… via! 😀