[Letti per voi] – L’anima delle donne dipinta da Cristina Sferra in «Ombra di Luna» | poesie

Il lato oscuro dell’universo femminile contempla istinti d’amore e di rabbia, visioni arcane e passioni nascoste, silenzi e dolori, segreti preziosi custoditi nel profondo, tutto ciò che per pudore o timore quasi sempre viene taciuto. Una raccolta di quarantadue poesie che indagano, raccolgono moti, esplorano anime, per dare forma e voce alla misteriosa zona d’ombra delle donne.


La mia recensione

Cristina Sferra si cala nel luogo senza luce dell’anima. Speleologa dei sentimenti, scende a passo lieve per raccogliere istantanee, frammenti d’anima, fermoimmagini di storie. Un cammino per raggiungere il punto esatto in cui pulsano le ferite e i ricordi; il lato oscuro, quello che non ci piace, dove s’annidano il dolore, la rabbia, il rancore.

Le sue liriche ci portano in sostanza all’universo sfaccettato dell‘essere donna e al rispecchiarsene in altre esistenze.

Caro all’Autrice è il tema della maternità in tutte le sue sfaccettature (rapporto madre-figlia, maternità voluta, maternità negata), ma anche quello dei legami (mancanza/assenza/ricerca). Alcune tele rosso sangue, invece, ci portano immagini vivide di storie violenza, attimi in cui l’amore diventa ossessione, dove la carezza si trasforma in dolore e l’illusione ha il sapore amaro della sconfitta.

Le poesie sono intrise di rabbia e lacrime, di dolore e rimpianto, di passato e pensieri, di brandelli di cuore e carne; non possiamo noi lettori non palpitare emozione in quei versi, non contrarci anche noi in cerca d’aria. Fra le tante vi segnalo L’infinita mancanza e Sono terra.

Ma in «Ombra di luna» non c’è solo buio, c’è anche il modo ondoso dell’ascolto e la bruma del mattino che, sollevandosi apre a spicchi di alba. Perché nel punto esatto in cui l’anima si crepa esiste lo spiraglio da cui entra la luce, la possibilità di speranza.

Così nel chiaroscuro emozionale si palesa la speranza. Paziente, appare in attesa, pronta a giungere in soccorso, per portare aria nuova. Perché è sufficiente fare un passo in più affinché tutto appaia diverso: basta cambiare angolazione e prospettiva per consentire alla luce di adagiarsi in modo differente, accarezzando i contorni anziché segnarli, trafiggerli.

«Ombra di luna» è una silloge da leggere, per aggrapparsi un’emozione, per ritrovare anche parti e aspetti di sé.

Vi piaceranno queste poesie che danzano in ombraluce, perché l’eterna lotta dell’equilibrio tra i vari aspetti distanti e contrastanti coinvolge e parla di ognuno di noi.

Loriana Lucciarini


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[letti per voi] – MEDICAMENTA, antologia di racconti autori vari | a cura di Valeria Bianchi Mian e Silvia Rosa | Donne allo specchio, racconti di vita

scarica l’antologia gratuitamente qui http://www.art10100.com/medicamenta/

«Medicamenta, lingua di donna e altre scritture» è un’antologia che da voce all’universo femminile.

Frammentate emozioni, squarci di ricordi che tornano con refolo di vento del passato. Rimpianti. Amori. Rabbia. Colori e sfumature. Chiaro scuri pennellati ad arte, per definire i contorni di esistenze di donne fatte di sensazioni, di approcci alla vita, di cura degli affetti e delle radici, di voglia di rompere il solito, le catene, acciuffando spiragli di libertà.

«Medicamenta» è tante voci, tutte diverse, unite insieme per dare ognuna un colore di questo arcobaleno che è donna.

Ne consiglio la lettura e segnalo all’interno dell’opera i titoli:

“Nonna” di Valeria Bianchi Mian: lo avevo già letto e lo ricordavo bene, perché mi aveva colpito lo stile e la narrazione, con passaggi aulici, pur senza orpelli… bello!

“Nonnina rifiorita” di Silvia Rosa: mi sono ritrovata in questo racconto per stesa sensibilità e stesso sentire, un racconto pieno d’emozione e qualche rimpianto.

«Poi le foto in bianco e nero, vecchissime, le adoro, per l’odore che hanno e per i mondi lontani che portano racchiusi in sé. Per gli sguardi che ancora non sanno l’avvenire, e qui, da questo mio presente, che  è il futuro neppure immaginato o sperato di questi occhi, si affacciano, mi pare con una domanda a cui il tempo ha risposto. Ho sempre sognato, fin da bambina, di spuntare in una di queste vecchie foto, lì dentro, di dire per esempio: ma lo sai chi sono io? Sono la tua futura nipote! Chissà se sarebbe stata felice, mia nonna ragazzina, di sapere che ci sarei stata io, un giorno.»

“Figlia di N.N.”, di Silvana Caterina Acerni: in questo racconto ho ritrovato la rabbia e la voglia di spezzare il cerchio, la volontà di essere attrice del proprio destino.

“Giuseppina”, di Laura Campagnoli racconta storie di vita del secolo scorso, tratteggiate con quell’alone del passato che è già rimpianto.

“La Sedia”, di Emma Fenu, è l’esempio di come un racconto breve, fatto di poche righe riesca a dettagliare i modo netto i personaggi, suscitare emozioni, svelare segreti, evocare ricordi dolorosi, dove l’amore non è come lo si desidera.

Struggente ricordo d’infanzia e malattia di una padre, dove un figlio diventa medico e la madre figlia-paziente; ruoli sovvertiti che non rendono immuni dal dolore, è quello di Enrico Marià.

Anch’esso struggente, ma non intriso di dolore ma pieno di delicato amore e vivido ricordo, è il racconto breve “Il quadro”, di Maria Cristina Sferra, dedicato alla madre.

Cito, inoltre, la filastrocca insolita, che riporta a immagini comuni, familiari e quindi immediatamente care a chi legge, di Maria Pia Barraco. Il racconto di Benedicta Igoube, dell’associazione Almaterra, che ci narra di vite lontane, civiltà diverse, modi differenti di affrontare l’esistenza.

Ecco l’elenco degli autori che hanno partecipato alla raccolta: Acerni Silvana Caterina, Barraco Maria Pia, Campagnoli Laura, Cometto Alice, Donna Angela, Fenu Emma, Ferraresso Fernanda, Iguobe Benedicta, Lessio Donatella, Marià Enrico, Mellano Sara, Moiso Cristina, Olivari Giovanna, Orbassano Ornella, Ortolani Fabrizio, Perdomo Davide, Saggese Marcella, Savitri Ferendeles Davide, Sferra Maria Cristina, Toscano Roberta.

Loriana Lucciarini

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[letti per voi] – Ti amo anima mia, una storia di violenza (Najaa)

Il romanzo è una testimonianza importante e coraggiosa di una donna che faticosamente si riappropria della propria vita e che riscopre, con dolorosa determinazione, di nuovo i colori, gli aromi, la pienezza di sé. [Loriana Lucciarini]

 

copertina najaa

TI AMO ANIMA MIA – UNA STORIA DI VIOLENZA

Najaa (Nadia Nuzi)

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Sinossi

Una storia di amore e di violenza.Una storia d’amore finita male, tra un ragazzo e una ragazza.Dall’incontro di Najaa con Sajmir, che sembra essere l’uomo più importante della sua vita, all’innamoramento più assoluto, al matrimonio, alla quotidianità e ai successivi problemi di gelosie e convivenza.Una lotta estrema tra amore e violenza, con tutte le contraddizioni che esse comportano, fino al momento della verità, quando Najaa apre gli occhi e si accorge della realtà, lui ha un’altra vita e un’altra moglie.Da questo momento inizia la storia fatta di violenza che prosegue con la reale rottura del rapporto, la persecuzione dell’uomo nei confronti di lei, fino alla separazione legale.


La mia recensione

Un romanzo autobiografico, quello di Najaa, coraggioso e forte. Che scandaglia l’animo umano e racconta una storia fatta di sofferenza, aspettative infrante, dolorosa rassegnazione, ribellione solo accennata e vessazioni psicologiche.

Un romanzo che parla anche d’amore, ma di quello sbagliato: dell’amore incondizionato pronto a tutto, quello che troppo spesso impedisce alle donne di reagire, perché il più delle volte è proteso verso l’altro, verso il proprio uomo.

Accade così anche a Najaa: ciò che lui vuole, che desidera, che lo rende felice diventa quindi l’unico obiettivo della sua vita. Tanto da non ascoltare più se stessa, i propri bisogni, emozioni, pensieri…

Najaa, innamorata e felice, vive un corteggiamento serrato e gentile e, quando cede alla lusinga di un matrimonio con il suo uomo straniero, non sa di essere sull’orlo del baratro.

Forse qualche dubbio è serpeggiato in lei ma l’ha prontamente messo a tacere, decidendo di credere al suo sogno. Si approccia così alla sua nuova vita di coppia con curiosità, voglia di imparare e scoprire tutto del mondo sconosciuto di lui, Samir. E’ infine certa di poter superare ogni difficoltà, perché l’amore li unisce.

Riserva comprensione e attenzione verso il suo uomo e le difficoltà nella lingua, verso le abitudini diverse e lo facilita nell’approccio con la cultura e la società italiana. Vuole essere un ponte, un ponte d’amore.

Ma poi, lentamente, scivola in una storia di costrizione e rifiuto. Una prigione fatta di manipolazione sottile che subdolamente la costringe a ricacciare se stessa in un angolo. Eppure per lei ancora l’unica cosa che conta è farlo felice.

Lui, che ha scoppi d’ira incontrollata, che non è più quello premuroso di prima, che non è mai soddisfatto di niente e che non fa altro che lamentarsi. Che la notte la prende e la ama appassionatamente, ma che poi la fa nuovamente precipitare nella solita inadeguatezza, addossandole la colpa dei suoi malumori e fallimenti, facendola sentire sbagliata.

Najaa affronta tutta questa disperazione da sola, perché ha reciso nel tempo tutti i legami affettivi sotto la spinta di Samir, che l’ha portata all’isolamento. Non ha così più punti di riferimento con i quali confrontarsi e s’avviluppa in questo rapporto malato, esclusivo, logoro. La donna lotta fino alla fine per salvare il suo amore, pensando che il forte sentimento che prova possa bastare per tutti e due, per tenerli uniti. Vive nella speranza di poter aggiustare tutto e ritrovare la felicità e la completezza dei primi tempi, che ormai è solo un ricordo lontano. E’ ostinata e persevera, precipitando sempre più in una relazione patologica che la avvinghia indissolubilmente, trascinandola dentro a una depressione profonda. Finché… finché tutti i pezzi di quel puzzle scombinato si incastreranno insieme per rimandarle l’immagine di una infelicità opprimente. Solo in quel momento, quando la verità le si dipanerà davanti con crudele realtà, Najaa farà i conti con il suo dolore, i sogni infranti e gli errori. Affogherà per poi trovarsi a risalire, grazie a una forza inaspettata, che le permetterà di ricostruirsi e riprendere in mano la propria vita e il proprio futuro.

Il romanzo è una testimonianza importante e coraggiosa di una donna che faticosamente si riappropria della propria vita e che riscopre, con dolorosa determinazione, di nuovo i colori, gli aromi, la pienezza di sé.

Ben scritto e soprattutto ben sviscerato nei sentimenti e nella psicologia dei protagonisti, è una lettura che consiglio a tutti. Tutti: uomini e donne; perché la violenza psicologica, che poi troppo spesso sfocia nella violenza fisica, è un problema sociale e coinvolge ognuno di noi, spesso anche negli affetti più vicini.

Loriana Lucciarini

[letti per voi] – Imperfetta, le catene dei sogni di Arianna Berna

Buogiorno romantiche lettrici, oggi questo post è dedicato a voi!

😀

Volete una lettura capace di trascinarvi in luoghi fantastici, da Parigi a New York, da Las Vegas a Venezia? Un romanzo romantico e ben scritto, che possa catturarvi il cuore e farvi palpitare mentre leggete le peripezie della sua protagonista, Vittoria?

Eccolo qua: ve ne parlo oggi in questo post! 😀

berna cop

Titolo: “Imperfetta, le catene dei sogni” – Autrice: Arianna Berna –

Editore: Amazon Media Eu – Anno: 2016 – Formato: ebook – Acquistalo qui


Sinossi

Imperfetta è lo specchio di occhi neri e di un cuoricino tormentato.
Vittoria si trova nella centrifuga della vita, che, con la sua imprevedibilità, rovescia un mondo di certezze costruito a fatica.
I timori arginati per anni esplodono, il bianco diventa il nero, i sospetti si trasformano in certezze e il sogno di una vita perfetta si disintegra in mille pezzi come una campana di cristallo che si schianta contro l’asfalto. Le priorità sono invertite e Vittoria inizia un intricato viaggio alla ricerca del bene prezioso perso molto tempo prima…se stessa. Aereo dopo aereo, incontro dopo incontro iniziano ad allentarsi le catene che si era costruita inseguendo il desiderio di vivere una favola.
Un interrogativo la segue fino alla fine, era veramente amore?


La mia recensione

La penna delicata e scorrevole di Arianna Berna non delude neanche questa volta e ci confeziona una storia a tratti divertente, a tratti complessa e articolata, con approfondimenti psicologici notevoli, che affronta i temi dell’amore, del tradimento, dell’amicizia, dei valori, dell’essere se stessa, della realizzazione dei propri sogni. E di come questi, quando sono inseguiti troppo a lungo, possono essere una gabbia che ci impedisce di essere davvero felici.

Vittoria, la protagonista, è una donna normale in cui tante di noi potranno riconoscersi. Convive da tempo con il suo uomo, l’amore conosciuto sui banchi di scuola, un principe azzurro un po’ sgualcito e che a fatica è riuscita ad inserire in quella casacca fiabesca, nonostante alcuni punti critici e un carattere non facile, che spesso mina la serenità della coppia.

A pochi giorni dal matrimonio le viene confessato il tradimento e da qui Vittoria si troverà a fare i conti con la realtà, quella vera dura e a tratti brutale, che le si rivelerà con nettezza nelle ore successive.

Così questa ragazza volitiva e determinata, decide di prendere tempo e parte per un viaggio deciso all’ultimo minuto. Un viaggio per sfuggire al dolore, che però non passa e le va dietro ben nascosto dentro il suo fidato trolley.

Vittoria prende un aereo per decomprimere la sua anima e per ritrovarsi. Ma questo viaggio non sarà solo fuga, si dimostrerà ben altro…

Amore, amicizia, solidarietà, riconoscenza, valori. C’è tutto in questo romance pieno di colpi di scena, che fa ridere per le situazioni in cui la protagonista s’invischia ma che fa anche riflettere. 

La vicenda si snoda tra Venezia, Parigi (tappa obbligata per cambio aereo) e alcune città USA. In questo viaggio, impegnativo ma anche emozionante, Vittoria troverà le risposte alle sue domande e anche un nuovo amore che le farà battere il cuore come prima non le era mai successo…

Vittoria, chilometro dopo chilometro, volo dopo voto, imbarco dopo imbarco, si arricchisce e comprende molte cose di se stessa… ma riuscirà a compiere la scelta giusta? o verrà schiacciata dai sensi di colpa, dall’incapacità di accettare il fallimento e si rinchiuderà nuovamente in un futuro già scritto, in cui si sente comunque infelice?

L’epilogo, non banale e approfondito dal punto di vista psicologico, si allontana dalla moderna favola romantica ma ci riporta a situazioni concrete e reali. I dubbi di Vittoria sono anche i nostri. Le scelte che compie si possono comprendere perché la vita vera è fatta di tante sfumature. La narrazione con POV in prima persona, scelta stilistica dell’Autrice azzeccatissima su questo tipo di storia, aiuta il lettore a calarsi nei panni di Vittoria, nei suoi pensieri, nei suoi stati d’animo, fino ad arrivare a comprenderne ogni sofferta scelta.

Non vi dico di più per non spoilerare, anche perché le ultime pagine vi trascineranno in un turbine di emozioni che vi renderanno caro questo delicato romance.

Consigliatissimo perché: fa sognare, fa riflettere, fa sorridere in modo lieve, mai noioso e assolutamente coinvolgente!

Complimenti all’autrice, Arianna Berna, per aver fatto centro!

5 stelle meritate *****

Loriana



L’Autrice

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