[LettixVoi] – Le Verità di Numeesville, di Simona Di Iorio e Ilaria Ferraro

Ho letto questo libro che mi è stato dato in prestito in merito all’iniziativa letteraria di Soccorso Letterario. Il volume mi è arrivato in un pacchetto assieme a un quaderno dove le due autrici hanno scritto la loro presentazione, piccole curiosità e aneddoti. A lettura ultimata ho preso l’altro quadernuccio e vi ho lasciato le mie impressioni “a caldo” e adesso il libro partirà per arrivare ad altri lettori. Ho trovato questa iniziativa davvero singolare e bella, aderendovi ho scoperto queste due autrici emergenti italiane, talentuose e capaci.

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Veniamo al romanzo.

Le due autrici, Simona Di Iorio e Ilaria Ferraro, sono state brave a costruire “Le verità di Numeesville”, un thriller complesso, in cui si muovono diversi personaggi, in uno scenario affascinante – quello sulle rive del Blake Lake, in Canada. La loro abilità narrativa mi ha offerto una storia intrigante e affascinante, capace di avvincere.

La trama si srotola con diversi colpi di scena e il finale, rivelato in un crescendo di situazioni e dinamiche, fa emergere segreti, vicende nascoste, cupe ombre e terribili verità; il tutto dosato e gestito dalla coppia autoriale con capacità.

L’ottima caratterizzazione psicologica rende i personaggi credibili, tridimensionali. L’approfondimento delle relazioni che legano l’uno all’altro avviene in modo graduale, avvincendo il lettore. La trama è complessa e articolata e rendo atto alle due autrici per averla gestita al meglio, in un finale a sorpresa che spiazza e fa male.

La protagonista, Sophie, ha un talento unico per mettersi nei guai e non seguire mai i consigli che le vengono dati. All’inizio il suo modo di fare mi ha alquanto irritata ma poi non ho potuto non apprezzare la forza di questa donna: Sophie viene da un passato difficile e condizionante, la incontriamo nel momento più difficile per lei. E dunque è proprio grazie al suo carattere istintivo e reattivo che riesce a ricostruirsi come persona e come donna, raccogliendo i pezzi di sé sparsi che si teneva stretti per paura di perdersi, dimostrandosi determinata e caparbia.

Le dettagliate descrizioni, mai banali, mi hanno permesso di partecipare empaticamente alle vicende che si alternano nei vari capitoli. Spesso mi sono sentita come dentro a un film, soprattutto nei paragrafi che descrivono l’ambientazione: la zona, i panorami, le montagne, le rive del lago le ho immaginate in modo vivido, realistico. Ciò mi ha permesso di fare un viaggio letterario di tutto rispetto. E anche quando ho incontrato una lunghezza eccessiva di alcune scene, alcune anche ripetitive, ho però riscontrato che esse – anche se non propriamente funzionali alla trama – non ne anno inficiato il valore, anzi, io le ho trovate propedeutiche per scoprire le piccole sfaccettature dei vari protagonisti, dar loro più corpo, una forma più definita.

“Le verità di Numeesville” è un romanzo di tutto rispetto, costruito con attenzione e realizzato con competenza e capacità narrativa. Un romanzo che potrebbe avere anche un logo editoriale importante, sponsorizzato sugli scaffali delle librerie e che, invece, le autrici hanno realizzato in modo autonomo e indipendente, da self. E hanno fatto un ottimo lavoro, qualitativamente parlando. Le autrici, dotate di talento e capacità, hanno realizzato una storia intensa, emozionante e di spessore, un’ottima prova di esordio come coppia letteraria, che vi consiglio.

Loriana Lucciarini

[Letti per Voi] | «Velluto nero» di Vito Introna: storia di una donna fragile alla ricerca dell’amore

Eccoci nuovamente qui, carissim* followers! 😀

Nuovo post, nuova recensione! ❤

Oggi vi parlo di «Velluto Nero» di Vito Introna…


La professoressa Roxanne Carrisi è donna bella e molto intelligente. Dotata di notevole intuito per gli affari, fonda una scuola di insegnamento della lingua inglese e la fa prosperare sbaragliando la concorrenza. Tuttavia malgrado il cinismo di facciata si rivela sprovveduta nei rapporti con gli uomini, che spaventa con il suo modo di fare energico e spesso aggressivo. Dopo un paio di fidanzamenti falliti miseramente con molti rimpianti, incontra un giovane milanese simpatico e di bell’aspetto che le propone di sposarlo. Lei ne è rapita, ma qualcosa in cuor suo le suggerisce di lasciar perdere…


La mia recensione

Parto subito specificando che il romanzo non è un chick-lit: l’editore lo presenta così ma in realtà è narrativa mainstream. Questa cosa all’inizio mi ha spiazzata perché mi sono approcciata a una lettura frizzante e leggera, aspettandomi guizzi da commedia romantica e, invece, «Velluto Nero» non ne ha le caratteristiche: ho trovato una storia ben più complessa, che affronta argomenti delicati come le relazioni abusanti e la manipolazione affettiva, temi non semplici.

Vito Introna scrive molto bene. Ho apprezzato che abbia reso viva una figura complessa come quella di Roxanne, una donna non stereotipata e con molte asperità caratteriali (una protagonista che a volte risulta antipatica, personalmente l’avrei presa a schiaffi in più di un paio di occasioni!). 😀

Roxanne è un personaggio femminile capace di stupire per reazioni e scelte, di sicuro non banale.

 

Certo, a dir la verità all’inizio alcune situazioni e dialoghi mi sono apparse forzate, innaturali. Mi aveva lasciato perplessa la facilità con la quale questa donna rende ufficiali e stabili le sue relazioni, addirittura nel giro di poche battute. In questa stonatura c’era anche l’immediatezza con cui arriva a usare l’appellativo “amore” verso i suoi partner; ciò mi era sembrato artefatto, poco credibile.

Questo nell’immediato ma poi… poi ho compreso.

Tutto ciò è voluto: è un modo per far capire come Roxanne vive le relazioni di getto, anche con una certa immaturità e di come i suoi partner riescano a manipolarla.

Infatti, mentre Roxanne nell’ambito professionale è razionale, decisa e accorta, una vera Alpha-Woman, in campo sentimentale è un disastro, rivelandosi ingenua, fragile, incapace di gestire una relazione senza dominio di potere e, soprattutto, incapace di accettare l’altro per ciò che è.

Roxanne prima s’innamora, poi pretende di cambiare i suoi compagni diventando persino una martellante rompipalle; ma – e questo è l’assurdo del suo comportamento – i conflitti si aprono sempre per questioni di poco conto, mai per cose serie, dove invece cede e si lascia condurre. Per poi perdersi ogni volta. Perché è vittima di manipolatori astuti e calcolatori; è una donna incapace di vivere relazioni salutari ed equilibrate con gli altri e ha bisogno di avere sempre il controllo della situazione, salvo poi cedere e diventare succube di voleri altrui quando il controllo lo perde.

Roxanne è composta da due personalità ambivalenti, due donne di cui una è l’alter ego dell’altra, speculare e opposta.

Una donna a metà, in bilico tra volere e potere, desiderio e razionalità, dominio e arrendevolezza che la vita colpirà duramente, negli affetti e nella sfera privata.

 

Nelle pagine finali l’Autore lascia intravedere per lei qualche spiraglio di speranza. Infatti, grazie all’intervento di una psicologa, Roxanne comprende i suoi problemi e il meccanismo di spirale psicologica che l’ha portata a diventare vittima di situazioni reiterate nel tempo. La ritroviamo nelle pagine seguenti più consapevole e in equilibrio.

Ho apprezzato l’epilogo (tranquilli, non spoilero! :-P).

Roxanne, che ha sempre cercato di evitare la solitudine, buttandosi in relazioni con uomini narcisisti e tutta “apparenza”, scoprirà che l’amore è altro e, forse, in futuro sarà in grado di vivere una relazione più complessa e vera, profonda e appagante.

 

L’evoluzione di Roxanne, grazie anche alla capacità descrittiva dell’Autore, ha permesso a me che ne ho seguito le vicissitudini emotive e umane, di provare empatia e solidarietà per questa donna, bastonata più del dovuto dal destino. Un cambio di “sentire” che dall’iniziale antipatia si è trasformato in affetto e comprensione.

Vito Introna è autore di numerosi romanzi con connotazioni storiche e politiche, curatore di antologie di fantascienza, abituato a fare approfondite analisi sociali e politiche. Qui ci offre una storia diversa per registro narrativo e per temi, dimostrandosi all’altezza anche di questa sfida, per indubbia capacità e grazie a una spiccata sensibilità, che gli ha consentito di affrontare argomenti delicati riuscendo a sollecitare chi legge a porsi domande, spostando il punto di vista con angolazioni inusuali.

«Velluto nero» ve lo consiglio.

Loriana Lucciarini