[Letti per voi] – «Niente è come sembra», Monica Peccolo | SHORT REVIEW

Eccomi qui a parlarvi di un romanzo che si svolge nella splendida Venezia, scritto da un’autrice italiana. Un romanzo dove quotidianità e mistero dimostreranno che le apparenze a volte ingannano. Sto parlando di «Niente è come sembra», di Monica Peccolo.

Ecco gli hastag di oggi: #lettura #lettori #leggere #libri #romanzi #recensione #shortreview #monicapeccolo #Nonètuttocomesembra #scintilledAnima #salottoletterario #lorianalucciarini

E ora preparatevi, si va a cominciare… 😀


  • Titolo: «Niente e come sembra»
  • Autore: Monica Peccolo
  • Editore: Amazon (self)
  • Formato: ebook (ora gratis con KU) – cartaceo (4.99 euro)

Trama: Maria Stella ha trent’anni e un problema con gli uomini. Dopo troppe storie disastrose e un quasi matrimonio finito prima di arrivare all’altare, l’amore è diventato un’incognita, qualcosa d’imprevedibile che scombussola la sua esistenza perfetta e ordinata.
Le delusioni sentimentali l’hanno resa diffidente e non particolarmente propensa a impegnarsi di nuovo. Poi, però, un affascinante vicino di casa comincia a corteggiarla e la sua convinzione vacilla. Giorgio è più grande, attraente, un po’ serio, forse, ma con interessi simili ai suoi. Dovrebbe dargli una possibilità e uscire con lui? E cosa pensare dello straniero che si presenta alla sua porta e che incarna, insieme, il suo ideale d’uomo ma anche ciò di cui ha più paura?
Sullo sfondo di una romantica Venezia avvolta nella nebbia, Stella scoprirà che ogni incontro nasconde un lato misterioso. E insospettabile, anche per le ragazze più prudenti.

Link per l’acquisto


LA MIA SHORT REVIEW

La mia short review di oggi si concentra su una storia ben delineata, approfondita a livello descrittivo ma anche psicologico. Ben strutturata.

Ci saranno giudizi sommari, tirati giù come una condanna.

 

Ci saranno ripensamenti e scoperte.

 

Ci saranno fragilità nascoste che diventeranno forza per scrollarsi di dosso le consuetudini, le abitudini care e confortevoli.

 

Ci saranno sentimenti che verranno alla luce in ogni caso, pur se scomodi.

 

La capacità narrativa dell’autrice è messa in evidenza dalla tensione che sotterranea e poi via via sempre più insistente, inizia a rodere come un tarlo nella testa del lettore. La storia è un mix intrigante che vi offrirà ore di buona lettura.

Se cercate qualcosa di fresco, veloce, capace di coinvolgervi e portarvi velocemente all’epilogo beh, questo è il titolo che fa per voi. Un titolo che scardinerà anche le vostre sicurezze… perché quando ci si abitua a “guardare oltre” si scopre che dietro a ogni facciata c’è un mondo che non ci si aspetta.

4 stelline

Loriana Lucciarini

 

 

[Letti per voi] – Il gatto, l’astice e il cammello, di Valeria Corciolani | short review

IL GATTO, L’ASTICE E IL CAMMELLO di Valeria Corciolani – Emma Books edizioni (genere: mistery)

versione ebook in offerta a 0,49 €

Cosa c’entrano un felino, un crostaceo e un mammifero della famiglia dei Camelidi con due vecchie, eccentriche signore e un giovane scapestrato?
Un irriverente e gustoso racconto natalizio dalla penna affilata di Valeria Corciolani.

 

La mia recensione

Recensione breve per un breve romanzo divertente che saprà farvi gustare un paio d’ore (anche meno) di lettura d’evasione.

L’autrice si destreggia bene con il genere umoristico, delineando personaggi divertenti e a tratti spigolosi, capaci di ironia.

Belle descrizioni, ottimo il ritmo narrativo. Consigliato e con colpo di scena finale, da non perdere!

Loriana Lucciarini

[Ospiti] – Nicola Fiorin nel Salotto letterario di Scintille d’Anima | Aperitivo con l’autore alla scoperta degli intrecci gialli di Angelo Della Morte

Buonpomeriggio followers! 😀

Il Salotto di Scintille oggi è lieto di ospitare un autore affermato che, grazie ai suoi romanzi, ha conquistato il cuore dei lettori. Ebbene sì…

NICOLA FIORIN è con noi per l’aperitivo letterario! 😀


Chi è Nicola Fiorin?

foto tratta da Brescia Oggi

Nicola Fiorin (09.03.1976) vive e lavora a Brescia dove esercita la professione di avvocato penalista. Ama, non necessariamente in quest’ordine, il rock, viaggiare, l’inter ed i budini al cioccolato. Dal giugno 2009 è anche vicesindaco ed assessore alla cultura, sport, pubblica istruzione e politiche giovanili del Comune di Bovezzo (Bs). Scrive da quando aveva nove anni e di sé dice “Vivo per scrivere e scrivo per vivere.” Il suo romanzo d’esordio “Lentamente Muore” è stato il caso letterario dell’estate bresciana 2012, quasi subito in testa alle classifiche dei più venduti è stato ristampato sette volte. Il migliore dei mondi possibili è il secondo romanzo della trilogia dedicata ad Angelo Della Morte.


Le pubblicazioni di Nicola Fiorin?

«Lentamente muore»

(2012 – Arpeggio Libero editore)

Angelo Della Morte è un giovane avvocato bresciano in crisi sotto tutti i punti di vista. Abbandonato dalla fidanzata trascorre il tempo ubriacandosi nella casa che aveva comprato per lei e che, ora, ha trasformato nel suo studio legale. Senza lavoro, senza soldi ma, soprattutto, senza speranze Angelo rimane in attesa che il proprio destino cambi.
Il destino pare cambiare con un caso di omicidio, all’apparenza semplice, che vedrà Angelo assumere la difesa di un pensionato mite e tranquillo che una mattina ha massacrato la propria moglie con ventitre coltellate. L’omicida confessa subito ed il suo destino pare inevitabilmente l’ergastolo, anche perché del caso se ne occupa il sostituto procuratore Flaminio Capovilla, conosciuto negli ambienti giudiziari come “il cacciatore di ergastoli”.
Angelo, con l’aiuto di Francesca, giovane psichiatra, riesce ad intravvedere uno spiraglio di speranza intuendo che la realtà è ben diversa e molto più inquietante di ciò che appare. Inizierà così la sua personalissima discesa agli inferi, attraverso duelli in Tribunale, colpi bassi da parte dei colleghi, giornalisti a caccia di scoop, indagini complicate e la disperazione del suo cliente.
Un viaggio pericoloso attraverso le zone oscure dell’animo umano che lo condurrà a fare i conti non solo con la giustizia ma anche con la propria esistenza, fino alla sua personale rinascita interiore e fino al clamoroso colpo di scena finale.

 

«Il migliore dei mondi possibili» 

(2013 – Arpeggio Libero editore)

Angelo Della Morte il giovane avvocato bresciano che abbiamo imparato ad amare nelle pagine di “Lentamente muore” torna alle prese ancora una volta con un caso eclatante.
Questa volta non si troverà alle prese solo con un caso difficile, quello di un professore di filosofia che si è dedicato alla rapina, ma dovrà anche fare i conti con il proprio passato il professore /rapinatore è, infatti, un suo ex professore di liceo.
Angelo deve anche chiarire a se stesso se la fama e il successo lo stanno vermanete cambiando o se “sta ancora dalla parte degli indiani”.

 

«Il canto delle sirene» 

(2014 – Arpeggio Libero editore)

Un altro capitolo della trilogia dedicata all’avvocato bresciano Angelo Della Morte. La vita di Angelo Della Morte, avvocato penalista in Brescia, divenuto famoso grazie al caso Cominelli, procede tranquilla fino a rasentare la quasi perfezione: una professione che ama, l’amore di Francesca e il sostegno degli amici di sempre. Solamente un dettaglio potrebbe sconvolgere la tranquilla vita di Angelo: Patrizia, la ex fidanzata dalla quale era stato abbandonato anni prima senza una spiegazione. Sarà proprio lei, Patrizia, che ritornerà improvvisamente nella vita di Angelo: accusata di un efferato duplice omicidio, professandosi innocente, chiede ad Angelo di assumerne la difesa. Angelo contro il parere di tutti accetterà il caso, per trovarsi ben presto coinvolto in un gioco di luci ed ombre che sconvolgeranno la sua esistenza e metteranno in serio pericolo il rapporto con Francesca, fino a costringerlo a chiedersi chi fosse veramente Patrizia.


L’ultimo romanzo di Nicola Fiorin?

 

«Il tredicesimo arcano»

(2017- Arpeggio Libero editore)

Una studentessa modello muore per cause accidentali, ma il padre non si rassegna ad accettare la verità ufficiale. Un affascinante e ambigua cartomante, nota nell’ambiente della Brescia bene, è accusata di aver ricattato il marito di una facoltosa cliente. Un vecchio amico viene accusato di un odioso crimine. Tre storie apparentemente separate tra loro, che finiscono per intrecciarsi nella spirale di questa nuova avventura di Angelo Della Morte, avvocato penalista bresciano, fondendosi in un unico, intricato mistero per risolvere il quale sarà necessario risalire a uno scandalo che, cinquant’anni prima aveva infiammato Brescia. Con lui, vecchi e nuovi amici, tra cui un viscido investigatore privato, un generale in pensione e un improbabile collega bergamasco amante dei Pooh e tifoso dell’Atalanta. Ancora una volta, Angelo dovrà scendere nel sottobosco dell’umanità, misurarsi con la ferocia degli uomini ma anche con la loro debolezza, aggrappandosi al suo personale codice etico.  “Io sto con gli indiani” è l’unico antidoto all’indifferenza, l’unica arma per far cadere un castello di apparenze, depistaggi e segreti sotto cui si cela quella verità che nessuno, in fondo, vuole conoscere.  O quasi.  “Dipende da che genere di uomini si è. Io, per esempio, non ho scelta”.

 

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Scintille –  Ciao Nicola, benvenuto, sono molto felice e anche onorata di averti qui nel salotto di Scintille! 🙂

Iniziamo partendo subito con le domande. In molti ti conoscono già però ti chiedo di presentati comunque ai lettori…

Nicola Fiorin –  41 anni bresciano, laureato in giurisprudenza e avvocato in materia penale, da circa sette anni vicesindaco del comune di Bovezzo (Bs) con deleghe alla cultura, pubblica istruzione e lavori pubblici invento e scrivo storie da sempre. E da qualche anno le pubblico: ho cominciato nel 2012 con il mio primo romanzo che inaugurava una serie di legal thriller italiani a cui avrebbero fatto seguito altri tre libri, per ora.

Scintille – Chi sei, cosa fai, che hai combinato fin qui e cosa combinerai?

Nicola Fiorin – Nicola Fiorin, di giorno avvocato e scrittore di notte, ho fatto cose visto gente, lo scopriremo solo vivendo.

Scintille – Che rapporto hai con la scrittura? Cosa significa per te? Cosa vuoi comunicare?

Nicola Fiorin – È’ un modo per emozionare ma, soprattutto, emozionarmi.

Scintille – Parlaci dei tuoi romanzi pubblicati. Quali tematiche affronti e in che modo? [se c’è una tematica in particolare possiamo creare un paio di domande ad hoc per parlare del romanzo nello specifico]

Nicola Fiorin – In generale racconto una generazione, la mia, che fatica a trovare il proprio posto, stretta tra un passato che non tornerà e un futuro che pare essere sempre altrove. La racconto dalla prospettiva particolare del mio protagonista, un giovane avvocato costretto a misurasi con la contemporanità, le sue contraddizioni, le sfaccettature.

Scintille – Come sono i tuoi protagonisti? Hai una predilezione per un certo tipo di personaggi?

Nicola Fiorin – Come ti dicevo il mio protagonista è un avvocato penalista che dal particolare osservatorio della sua professione si confronta con l’umanità in tutte le sue dimensioni: dal male che gli uomini fanno e che, citando Shakespeare, sopravvive ad essi, al rapporto col potere e la politica, alla giustizia e all’etica. Ognuno dei suoi casi implica una discesa agli inferi dello spirito umano.

Scintille – Quali genere di storie ami raccontare?

Nicola Fiorin – Le hanno definite legal thriller, ma è solo il punto d’appoggio del cannocchiale con cui osservo la vita.

Scintille – Se dovessi definire il tuo mondo di carta e inchiostro con quali colore, immagine, profumo o suono lo descriveresti?

Nicola Fiorin – Il profumo delle pagine del libro aperto per la prima volta, il tagliacarte che mi ha regalato la mia compagna per festeggiare il quattro romanzo su cui, lei che mi conosce bene, ha fatto incidere (in inglese) “Fa attenzione parlando con uno scrittore: potresti finire in un libro”. Il colore, invece? Nero: quello dell’inchiostro, quello del mio genere letterario.

Scintille – Da autore affermato nel panorama italiano. Parlaci della tua storia e del cammino fatto fin qui. Hai consigli per chi vorrebbe intraprendere la strada della scrittura? Cosa evitare e su cosa puntare, secondo te?

Nicola Fiorin – Ho sempre scritto senza mai pensare che quello che usciva dalla mia penna potesse diventare un libro stampato vero e proprio: doveva essere così anche con Angelo Della Morte e, invece, tutte le persone che leggevano il manoscritto mi chiedevano perché non lo pubblicassi. Così mi sono cercato un editore: ne ho trovato uno che, come me allora, era alle prime armi e cercava autori da lanciare. Ci abbiamo provato e adesso siamo al quarto romanzo.

Due consigli: non cedere mai alle lusinghe dell’editoria a pagamento, che è una piaga che inquina il mercato editoriale e non prendersi troppo sul serio. L’editoria è un circo con lo spettacolo completo: acrobati, ballerine, bestie feroci e tanti pagliacci, meglio non prendersi troppo sul serio allora.

Scintille – Fai un saluto ai tuoi lettori con una citazione – che poi è anche l’augurio che vuoi lasciare su questo blog – tratto dalle pagine del tuo romanzo.

Nicola Fiorin – Con piacere, eccola:

“Sempre con gli indiani!”


 

L’appuntamento di oggi termina qui.

Ringrazio Nicola Fiorin per aver partecipato con noi a questo aperitivo letterario e, salutandovi, vi invito a seguire i prossimi appuntamenti di Scintille e del suo Salotto letterario.

Un abbraccio e… followME! 😀

Loriana Lucciarini


VI E’ PIACIUTA QUESTA INTERVISTA? SIETE INTERESSATI A SEGUIRE L’AUTORE CHE OGGI VI HO PRESENTATO? …ECCO IL SUO PROFILO AUTORE SUL SITO DELL’EDITORE ARPEGGIO LIBERO –> QUI

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le sue pubblicazioni

 

[ospiti] – Alessandra Piccinini: l’Avvocato che non ti aspetti | Tra scrittura, musica e mille cambiamenti | aperitivo letterario

Buonpomeriggio followers! 😀

Il Salotto di Scintille oggi ospita un’autrice esordiente per la ormai consueta pausa dell’aperitivo letterario.

Qui con noi c’è Alessandra Piccinini!


Chi è Alessandra Piccinini?

Sono nata a Macerata il 24.09.1975 e lì ho conseguito e la maturità classica e mi sono poi laureata in giurisprudenza nel 1999. Sempre a Macerata ho svolto la pratica forense e ho conseguito l’abilitazione come avvocato. Ho un master in Diritto Comunitario e Comparato conseguito all’Università degli Studi di Macerata e sono Cultore della Materia in Diritto Amministrativo all’Università degli Studi di Macerata e alla Fondazione Colocci a Jesi. Faccio l’avvocato amministrativista dal 2002, fatta eccezione per un breve periodo in cui ho lavorato in Provincia a Macerata come istruttore direttivo. Oggi ho un mio studio individuale, in precedenza ho fatto degli studi Ernst & Young, Hogan Lovells e sono stata socia dello studio HNF. Vivo a lavoro a Porto Recanati, dove si trova il mio studio.


Le pubblicazioni di Alessandra Piccinini

– Seminario dal titolo Gli Appalti Pubblici di Servizi tenuto presso Università degli Studi di Macerata in data 20.03.2000, Facoltà di Giurisprudenza;

– “Enel s.p.a. ed Enel.it hanno natura di organismi di diritto pubblico”, in www.diritto.2000.it a cura del Dott. Ugo di Benedetto (magistrato TAR Emilia Romagna – Bologna);

– “L’ambito di applicazione soggettivo della normativa sugli appalti pubblici di servizi”, in www.diritto2000.it a cura del Dott. Ugo di Benedetto;

– Capitolo relativo a “I Soggetti Aggiudicatori“, in “Manuale di Diritto Amministrativo. IV I Contratti pubblici” a cura di F. Caringella – Marco Giustiniani, Dike, 2014;

Modalità di accesso al rapporto di Lavoro Pubblico“, nota dottrinale, in “Diritto e Giurisprudenza Commentata” n. 2/2014, rivista a cura di F. Caringella, Dike, 2014;

– “La conferenza di servizi nella giurisprudenza del Consiglio di Stato”, nota dottrinale, in “Diritto e Giurisprudenza Commentata” n. 3/2014, rivista a cura di F. Caringella, Dike, 2014;

– “Il Consiglio di Stato e il Colle dell’Infinito. Illegittimo il ‘no’ della Soprintendenza al recupero degli immobili degradati in assenza di vincolo di inedificabilità: la tutela del paesaggio non è statica conservazione“, in “Il Nuovo Diritto Amministrativo“, n. 4/2014, rivista a cura di F. Caringella, Dike, 2014.

Il Ricorso al TAR – La fase introduttiva del giudizio amministrativo di primo grado, Monografia giuridica, Dike, 2017.

Di prossima uscita il romanzo…

 


Scintille – Chi sei, cosa fai, che hai combinato fin qui e cosa combinerai?

Alessandra Piccinini – Sono una persona a cui piacciono i cambiamenti radicali e gli stravolgimenti. Mi piace fare piani per poi sovvertirli, trovare sempre nuovi obiettivi. Ho pochi punti fermi, che non sono mai mancati: la musica, la ricerca della bellezza, la scrittura. Attualmente faccio l’avvocato amministrativista. Ho lavorato anche alle dipendenze di una pubblica amministrazione, per un periodo ho fatto la truccatrice in teatro, ogni tanto faccio la dj selecter a qualche festa. Ho vissuto a Macerata e a Roma, dal 2010 vivo a Porto Recanati, al mare, anche se la mia famiglia è originaria di Poggio San Vicino.

Sono nata a Macerata, classe 75 e lì mi sono laureata, ho svolto la pratica forense e ho conseguito l’abilitazione come avvocato. Poco dopo ho vinto anche un concorso pubblico per un posto a tempo indeterminato in una pubblica amministrazione, ma ho capito quasi subito che quello non sarebbe stato il mio lavoro per il resto della mia vita, quindi ho dato le dimissioni e sono tornata a fare la professione, prima in uno studio americano, poi in uno studio inglese con sede in Italia, e, alla fine, ho aperto un mio studio. Fortunatamente mi sono sempre occupata di casi interessanti e ho potuto viaggiare molto per lavoro.

La mia massima aspirazione, come tutti quelli che amano scrivere immagino, è di farlo diventare il mio lavoro principale.

Scintille – Che rapporto hai con la scrittura? Cosa significa per te? Cosa vuoi comunicare?

Alessandra Piccinini – Finora ho pubblicato solo testi giuridici (alcuni articoli, saggi, e una monografia) ma scrivo da sempre. L’esigenza di scrivere emerge in tante diverse situazioni: si può trattare di fasi di cambiamento, momenti di riflessione, momenti di nostalgia, esigenza di giustizia, necessità di raccontare la propria verità o sentimenti talmente intimi che non si potrebbero confessare a parole a nessuno, lasciare traccia della propria essenza più profonda.

Quando scrivo soprattutto mi piace fare ironia, credo che in certi periodi non si possa sopravvivere senza. Se c’è un tratto costante della mia scrittura, credo sia proprio l’ironia, il paradosso, che a volte si esprime assegnando al capitolo un titolo completamente opposto al suo contenuto. Lo faccio anche quando analizzo, nel dettaglio, fino ai minimi particolari, i momenti di sofferenza e frustrazione.

Inizio sempre un capitolo dal titolo… non sono capace di scrivere nulla che non abbia già un titolo. Lo assegno e poi mi diverto a contraddirlo, a destrutturarlo, fino ad arrivare al suo esatto contrario. Ma raramente lo cambio. 🙂

Credo che, nei periodi più critici, la scrittura sia una risorsa fondamentale. Può essere un modo per analizzare o superare, un modo per evadere, o anche un modo per conoscere a fondo dinamiche che si svolgono troppo velocemente per essere comprese in tempo reale. In questo senso la scrittura dà la sensazione di poter governare il tempo. Tutto può accadere quando scrivi, andare avanti e poi ritornare indietro di anni, cambiare il finale, ricominciare da capo mille volte. C’è una libertà nella scrittura che non esiste nella vita reale.

In certi momenti la scrittura è dolorosa, in altri è divertente, ma l’importante è che sia autentica, che venga dal profondo.

È una condivisione, e spero sempre che l’emozione arrivi a chi legge. Fosse anche una sola persona, ne sarebbe valsa assolutamente la pena.

Scintille – Parlaci dei tuoi romanzi che presto saranno pubblicati. Quali tematiche affronti e in che modo?

Alessandra Piccinini – Al momento il mio primo romanzo, «Il Portone Rosso», non è stato ancora pubblicato ma lo sarà entro il 2018 con la casa editrice Le Mezzelane. «Il Portone Rosso» potrei definirlo un romanzo di formazione. C’è poi il secondo lavoro, dal titolo provvisorio di «L’orizzonte dei Segreti», che è un giallo ma è anche la continuazione de «Il Portone Rosso», nel senso che lì si ritroveranno alcuni personaggi del primo libro, questo ultimo lavoro è in cerca di editore.

I temi affrontati nel romanzo sono molti: la libertà, la giustizia, la musica e il suo potere assoluto, il femminile e il maschile, l’amicizia incondizionata, le rivoluzioni della vita, i condizionamenti pericolosi, le dipendenze, la New Age, i demoni del passato, il terremoto del 2016 nelle Marche, gli avvocati, la paura della malattia

Tutti questi temi sono trattati attraverso il racconto in prima persona di Ludovica, la protagonista del romanzo, che è tanto capace di compiere imprese eccezionali, quanto, di contro, del tutto priva di “filtri” che le consentano di avvertire il percolo, fino quasi ad un punto di non ritorno, fino a dovere fare i conti con le proprie paure e con le proprie debolezze, per poi trovarsi a scoprire anche quelle – insospettabili – degli altri.

Scintille – Come sono i tuoi protagonisti? Hai una predilezione per un certo tipo di personaggi?

Alessandra Piccinini – Dipende. Se l’esigenza di scrivere nasce durante i frequenti viaggi di lavoro (viaggio spesso da sola e in questi momenti di silenzio analizzo molto i miei pensieri), i personaggi che vengono fuori sono per lo più mie proiezioni: ciò che sono, ciò che vorrei essere o fare o, all’opposto, ciò che non vorrei mai essere o diventare.

Il mio personaggio principale, Ludovica, fa l’avvocato come me, ha molte esperienze in comune con me, soprattutto ha letto gli stessi libri ed ascoltato gli stessi brani musicali. Nel romanzo lei, ad un certo punto, si perde, perché si scopre priva di difese ed incapace di gestire la relazione con personaggio ambiguo, pieno di demoni, che in parte le somiglia, ma che è abituato, a differenza di lei, a mentire, giocare su più tavoli, svalutare gli altri, nascondersi nel vittimismo e non mettersi mai veramente in discussione. In questa progressiva ed inesorabile discesa di Ludovica gioca un certo ruolo anche il fraintendimento di taluni autori molto in voga (mi riferisco alla corrente New Age), che, per come lei li interpreta, annullano la sua capacità di percepire i pericoli e di allontanarsene in tempo.

Altre volte il personaggio nasce dalle situazioni che mi capita di vivere, dalle persone che incontro o anche da quelle che non ho mai incontrato di persona e che ho conosciuto solo nei social network. Lì talvolta si incontrano persone vere e di grande valore, ma molto spesso anche personaggi stereotipati che parlano tutti allo stesso modo, o addirittura immagini di profilo che diventano dei veri e propri “avatar” e vivono di una vita propria, molto differente da quella dei loro proprietari. Mi piace analizzare queste figure e trarne dei personaggi.

Altra fonte di ispirazione sono le nevrosi e le manie dei miei colleghi (che poi sono anche mie), specie quelli che ho incontrato in passato nei grandi studi di stampo anglosassone dove la figura dell’avvocato è molto diversa da quella “tradizionale”. Posso dire in questo senso che “Studio Illegale” e “La Gente che sta bene” di Federico Baccomo descrivono alla perfezione il clima che si respira in una situazione di quel tipo. Io sono entrata in questa realtà quando ero già grande e ci sono state non poche frizioni, tutto mi pareva molto strano e facevo fatica ad adeguarmi, venivo sempre definita, nel migliore dei casi, un battitore libero (così dicevano gli inglesi) o, a volte, una ingestibileLe persone che incontravo mi sembravano tutte caricature che facevano cose incomprensibili, ed anche allora l’esigenza di analizzare e mettere per iscritto è stata una costante. Alcuni di loro sono diventati personaggi del mio primo romanzo, come ad esempio Italo, stratega e uomo d’affari che promette e non mantiene mai, oltre che maestro assoluto nell’arte di fare finta di niente.

Ovviamente ci sono anche personaggi del tutto positivi che vengono da quegli ambienti (non tutti gli avvocati sono uguali!), come ad esempio il geniale, affascinante, e, al tempo stesso, leale e trasparente “G”, o Luca, l’amico storico di Ludovica, che l’aiuterà a risollevarsi. Ci sono personaggi buoni d’animo, come il Gigolò Salvatore, che tuttavia sguazzano abitualmente in ambienti loschi e poco edificanti come i privée dove passano il tempo illustri personaggi insospettabili. E poi, c’è il vero alter ego di Ludovica, che è Luigi. Questo è il personaggio a cui sono più affezionata, perché in lui, grazie alla scrittura, ho potuto far rivivere mio nonno, scomparso nel 1949, e di cui ho pochissime notizie, al di fuori dei racconti molto romanzati degli amici e dei compagni di partito, che parlano di un uomo privo di mezze misure, dotato al tempo stesso di un forte senso di giustizia e di una vitalità contagiosa e positiva. Mi sono divertita ad immaginarlo, a renderlo autorevole ed enigmatico, a raccontare la storia d’amore che ebbe con Olivia, una donna tedesca che lo salvò dal campo di lavoro dove era stato deportato dai fascisti.

Ed è proprio ad Olivia che è dedicato il mio romanzo.

Scintille – Quali genere di storie ami raccontare?

Alessandra Piccinini – Amo raccontare le storie di sofferenza inconfessabile, le contraddizioni estreme e gli imprevisti della vita. Ultimamente sto provando a raccontare anche storie di delitti, indagini, colpi di scena. Quando parlo del dolore, ho l’esigenza di adottare uno stile molto sintetico e di aggiungere tratti di ironia.

La sintesi è una forma di rispetto del dolore: se provi a rompere il silenzio che di regola lo accompagna, devi farlo con poche parole, semplici, dirette. E lasciare a chi legge lo spazio per elaborarle e farle proprie. Le descrizioni logorroiche, a mio modo di vedere, non si addicono alla sofferenza.

Quando parlo delle contraddizioni, l’ironia è fondamentale a mio avviso. Già dal titolo del capitolo deve emergere un conflitto tra quanto stai per descrivere e quanto, invece, ci si aspetterebbe. Possono essere contraddizioni tra le speranze del personaggio e la realtà, oppure tra quello che il personaggio dice di essere e ciò che è veramente, oppure ancora tra l’inizio e l’epilogo di una scena. L’ironia, tanto nel romanzo quanto nella vita, è l’unica arma a disposizione per affrontare questi conflitti, ed in qualche modo dare un senso ad essi.

I racconti “gialli”, invece, hanno logiche più specifiche: occorre aggiungere tensione, verosimiglianza, coerenza scientifica. Ma anche in questi casi mi piace approfondire i personaggi, soprattutto la psicologia delle vittime e degli inquirenti, le loro debolezze e i loro punti di forza. Tendo a condurre gli inquirenti ad identificarsi con le vittime, anche quando si tratta di personalità opposte.

Scintille – Se dovessi definire il tuo mondo di carta e inchiostro con quali colore, immagine, profumo o suono lo descriveresti?

Alessandra Piccinini – Sicuramente sarebbe un suono, perché molte volte l’ispirazione viene da testi musicali. I capitoli che più mi rappresentano sono nati ascoltando Stranger in Moscow di Michael Jackson e da Boulevard of Broken Dreams dei Green Day.

Scintille – Da autore esordiente a emergente nel panorama italiano. Parlaci della tua storia e del cammino fatto fin qui. Hai consigli per chi vorrebbe intraprendere la strada della scrittura? Cosa evitare e su cosa puntare, secondo te?

Alessandra Piccinini – Nel mio caso l’idea di creare un romanzo è nata rileggendo testi “sparsi” che ho scritto in alcuni momenti particolari della mia vita, che si sono composti da soli. Per il secondo lavoro, invece, sto cercando di procedere in modo più scientifico. Di dare consigli non sono assolutamente all’altezza, l’unica cosa che mi sento di dire è di condividere il più possibile le proprie emozioni, i propri pensieri, senza cercare di inventare chissà quale storia o di avere chissà quale idea. Le trame, poi, prendono forma da sole, in modo inaspettato, e alla fine ci si sorprende del risultato.

Se si vuole scrivere, poi, occorre innanzi tutto leggere. E leggere di tutto, anche di temi ed autori che all’apparenza possono sembrare distanti dalla propria indole, e, soprattutto, testi di canzoni.

Questi ultimi, infatti, sono la sintesi per eccellenza, creano atmosfere, ed è ciò che io cerco di riprodurre nei miei testi.

Per quanto riguarda i temi e gli argomenti, io non credo affatto che esistano limiti o temi “privilegiati” su cui puntare. Credo anzi che si possa scrivere veramente di qualsiasi argomento, purché lo si conosca. Personalmente evito di usare programmi complessi di video scrittura. Non mi piacciono, poiché trovo che mettano troppi vincoli.

Sono arrivata al contratto editoriale con Le Mezzelane dopo aver proposto il manoscritto indedito a varie case editrici e da qui ho valutato le proposte.

Scintille – Fai un saluto ai tuoi lettori con una citazione – che poi è anche l’augurio che vuoi lasciare su questo blog – tratto dalle pagine del tuo romanzo.

“…laddove non c’è condivisione spontanea non c’è nessuna intimità, anzi, più ci si mostra, più ci si nasconde. Più si svela, più l’essenza si ritira e si arrocca in quell’ultimo frammento di individualità che è vitale per la sua conservazione. Fosse anche un frammento che si raggiunge alienandosi dal proprio corpo fisico, disconnettendosi dal presente”.


L’appuntamento di oggi termina qui.

Ringrazio Alessandra per averci raggiunto nel Salotto Letterario.

Salutandovi, vi invito a seguire i prossimi appuntamenti di Scintille, tanti altri autori emergenti italiani, tanta buona letteratura…

Un abbraccio e… followME! 😀

Loriana Lucciarini

 


VI E’ PIACIUTA QUESTA INTERVISTA? SIETE INTERESSATI A SEGUIRE L’AUTRICE CHE OGGI VI HO PRESENTATO? ECCO QUI IL LINK DOVE POTETE SERGUIRLA…

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