[Letti per Voi] | Sguardi e anime a nudo: «La stanza n. 5» di Stefania Bergo

Buon lunedì pomeriggio, carissimi! 😀 Primo lunedì di settembre, ormai credo che abbiate tutti ripreso le vostre abituali attività.

Per stemperare la cosa vi propongo una nuova recensione di una storia che offre spunti di riflessione importanti sul delicato tema dell’interruzione volontaria di gravidanza.

Liliana, Chiara, Miriana, Daniela, Valeria ed Eva sono donne in cui rispecchiarsi, che sapranno coinvolgervi ed emozionarvi. Sto parlando di «La stanza n. 5» il nuovo romanzo di Stefania Bergo, pubblicato con Gli Scrittori della porta accanto.


  • Titolo: «La stanza n. 5»
  • Autore: Stefania Bergo
  • Editore: Gli Scrittori della porta accanto
  • Anno:  2018
  • Pagine: 68 pp.
  • Formato: ebook
  • Prezzo: 0,99 euro
  • Link per l’acquisto
Un racconto nato a maggio 2018, in occasione dei 40 anni dall’entrata in vigore della Legge 194. Sei donne si ritrovano a raccontare la loro storia in una stanza d’ospedale in attesa dell’intervento programmato per la mattina seguente. Si tratta di Liliana e della giovane figlia Chiara, di Miriana, futuro amministratore delegato di una multinazionale, Daniela, architetto e madre di quattro figli, Valeria, editor in una casa editrice, ed Eva. Cinque di loro sono in lista per un aborto. Ma condividere le loro storie l’una con l’altra crea un cerchio di confronto ed empatia in grado anche di mettere in discussione la loro scelta. Forse.
Un racconto volutamente incompiuto perché al lettore è lasciato il libero arbitrio di scegliere l’epilogo, dopo aver conosciuto ognuna delle protagoniste. Un esperimento letterario, ciò che conta è provare a mettersi nelle scarpe degli altri, con empatia, e stringere un cerchio di comprensione, non un cappio di condanna.
I capitoli finali inviati all’autrice saranno inseriti nella seconda edizione prevista per maggio del 2019 secondo le modalità indicate sul sito http://www.gliscrittoridellaportaaccanto.com.

La mia recensione

Questo testo si legge in poco tempo eppure è un testo impegnativo, che affronta un tema serio e complesso e lo fa con attenzione, senza scivolare in stereotipi o calcare troppo la mano su sentimentalismi che risulterebberio artificiosi.

Stefania Bergo, ha una penna delicata e sensibile e ha trattato questo argomento in punta di penna, dando realismo e tridimensionalità ai suoi personaggi. E, soprattutto, li ha resi veri.

«La stanza n. 5» è un caleidoscopio di anime tutte al femminile dove l’Autrice ha tratteggiato ottimamente il bagaglio di vita di ogni singola protagonista; i pensieri, i retroscena, le angosce, le scelte.

Un romanzo bello, intenso, senza sbavature.

Dicevo, questo testo si legge in poco tempo perché la narrazione ci cala immediatamente nella vita di queste donne, ce le fa amare, ci stimola alla compartecipazione generando empatia.

Il letimotiv è imparare e capire l’altro facendo una parte di percorso con lui prima di giudicarlo. Ma non è solo immedesimazione però. Il mettersi nei panni dell’altro o, come scrive l’Autrice, stare nelle sue scarpe, significa affiancare l’altro nel cammino, dimorare nella sua anima per sentirlo in profondità. Atto, questo, necessario altrimenti non si riesce a vivere fino in fondo la portata emotiva di una scelta del genere; scelta che si porta dietro un vissuto di sofferenza e un carico di angoscia, specie se è un’interruzione volontaria di gravidanza, che ti cambia per sempre l’esistenza. Tale scelta si rivela mai facile e mai compiuta con leggerezza, neanche nei casi in cui parrebbe il contrario.

Mettersi nei panni di chi la scelta la compie…

Non è facile e, soprattutto in una società sempre più portata all’egocentrismo, risulta quasi impossibile. Eppure durante la lettura ciò avviene, ci si cala nel vissuto di queste cinque donne è risulta impossibile non sentirsi coinvolte emotivamente nel loro dramma personale.

Il finale è aperto: saranno i lettori a suggerire la scelta compiuta da ognuna. Tra un anno esatto uscirà la versione integrata del volume, che si concluderà in base agli epiloghi che l’Autrice riceverà.

Vi consiglio di leggerlo senza pregiudizi o remore perché altrimenti farete fatica, una fatica solo vostra però: perché, pur se le vostre resistenze saranno forti e radicate, dopo che vi sarete calati nei panni delle protagoniste i pregiudizi comunque cadranno e le remore svaniranno, quando vi emozionerete camminando in punta di piedi (così come l’Autrice è andata in punta di penna) nell’anima di ognuna di loro. Infine, scoprirete di provare un profondo rispetto per le motivazioni di ognuna e scoprirete che vi sarà impossibile giudicare, o farlo con nettezza e pressappochismo.

Un libro empatico, dal grande potere, capace di indurvi emozioni e riflessioni profonde su un tema che merita di non essere trattato con superficialità.

Faccio I miei complimenti all’autrice per il lavoro non facile, eseguito con maestria narrativa.

«La stanza n. 5» è per me un romanzo consigliatissimo!

Loriana Lucciarini

[Novità] – Vi presento il Booktrailer di «Una felicità leggera leggera»

Con gioia vi annuncio che è stato realizzato il booktrailel mio ultimo romanzo «Una felicità leggera leggera» a cura di Stefania Bergo, de Gli Scrittori della Porta Accanto.

Lo condivido con voi, con enorme soddisfazione.

Perché è bello

Perché mi ha emozionata

Perché racchiude perfettamente l’essenza del romanzo

…a voi piace? 🙂 ❤

«Una felicità leggera leggera» di Loriana Lucciarini – Romance, 2017 – versione ebook e  cartaceo – edizioni Le Mezzelane – editing a cura di Carlo Porrini

 

REALIZZAZIONE VIDEO

Stefania Bergo per Gli scrittori della porta accanto https://www.gliscrittoridellaportaaccanto.com/p/booktrailer.html

MUSICA

Open (2015)

Written by Melanie Ungar and Mark Zubek

Produced by Mark Zubek

https://www.jamendo.com/track/1204666/open

CONTRIBUTI VIDEO

Un homme à la mer

Réalisation: Antoine Colomb

Scénario: Clothilde Farinotti

Image: Julien Roux

Avec Diane Dassigny et Xavier Valoteau

Chef Opérateur: Julien Roux

Régie: Diego Maraboli et Guillaume Rio

https://vimeo.com/9064099

Ebook 2,99€ – Amazonhttps://amzn.to/2GCxNJFLe Mezzelane – http://www.lemezzelane.altervista.org/negozio/index.php?id_product=42&controller=product

Cartaceo 8,41€ – http://www.lemezzelane.altervista.org/negozio/index.php?id_product=159&controller=product

Ibshttps://www.ibs.it/felicita-leggera-leggera-libro-loriana-lucciarini/e/9788899964702

Amazon: https://www.amazon.it/Una-felicit%C3%A0-leggera-Loriana-Lucciarini-ebook/dp/B074HV73CM/ref=sr_1_1?s=digital-text&ie=UTF8&qid=1506680625&sr=1-1

SINOSSI
Una donna piena di sfumature. Un uomo chiuso nel suo mondo grigio e spento. Due cuori che s’incontrano trasformando la solitudine in colore. Ma fino a che punto l’amore può diventare la ragione per tradire? Quanto i legami e le paure possono impedire a Miriam di raggiungere quel pezzo di cielo che tanto desidera?
Un romanzo intenso e delicato, capace di scavare a fondo nell’anima, restituendoci squarci di emozioni inchiostrate di parole.

[Ospiti] – Emozioni di carta | Ilaria Biondi, poetessa e scrittrice incontra i lettori nell’aperitivo letterario di Scintille

Buonpomeriggio followers! 😀

Il Salotto di Scintille oggi ospita un’autrice che è anche poetessa, attiva in moltissimi eventi culturali e letterari, promotrice dei fantastici mondi di carta e inchiostro…

Qui con noi, per l’aperitivo letterario, c’è ILARIA BIONDI!


Chi è Ilaria Biondi?

Ilaria Biondi nasce a Parma nel 1974 e da qualche anno vive di nuovo stabilmente nel piccolo borgo dell’Appennino Parmense dove è cresciuta. Dopo la Laurea in Lingue e Letterature Straniere presso l’Università degli Studi di Bologna, consegue presso il medesimo ateneo il Dottorato di Ricerca in Letterature Comparate con una tesi sulla prima traduzione francese dei racconti di E.T.A. Hoffmann. Durante il periodo del Dottorato trascorre lunghi periodi a Parigi, per perfezionare la conoscenza della lingua francese e per lavorare alla sua dissertazione. Attualmente si dedica all’insegnamento, benché a tempo parziale, con incarichi presso la scuola primaria e come titolare di corsi di lingua straniera e di letteratura per adulti. Ama lavorare con i bambini e organizza periodicamente, in forma gratuita e volontaria, letture animate, corsi e laboratori. È stata per alcuni anni lettrice volontaria presso l’Ospedale dei Bambini della sua città.

Si occupa di traduzione letteraria, critica della traduzione, poesia, letteratura al femminile, letteratura fantastica, letteratura di viaggio e letteratura per l’infanzia. Sue aree di interesse predilette sono la letteratura francese ultracontemporaine, la letteratura belga francofona, quella tedesca e inglese dell’Ottocento. Sue traduzioni e suoi contributi sono apparsi su diverse riviste letterarie cartacee, tra cui “Quaderni di Synapsis”, “Quaderni del CeSLiC”, “Comunicare Letteratura”, “Ottocento”, “Experience”, “Leggere Donna”, “Pagine Giovani” e “Future Shock”.

Attualmente collabora con alcuni blog e siti letterari (“Cultura al Femminile”, “Gli Scrittori della Porta Accanto”, “La Stanza di Virginia”, “La Bottega dei Traduttori”, e “Sognaparole Magazine”) con articoli,  recensioni e traduzioni (dal francese all’italiano e nella combinazione inversa).

 


Le pubblicazioni di Ilaria Biondi?

 

Nel 2011 pubblica un volumetto a carattere biografico-critico, Raymond Radiguet. Giovinezza perduta, eterna giovinezza (PR, Delta Editrice), incentrato sulla figura dell’autore de Il diavolo in corpo, la cui produzione (soprattutto quella poetica) è per buona parte ancora misconosciuta in Italia.

Nel marzo 2017 pubblica la sua prima silloge poetica, In canti di versi (Edizioni Il Papavero) e nel dicembre dello stesso anno una raccolta di haiku, L’età dell’erba (Fusibilia Libri).

 

 

 

 

 

 

 

 

Sue poesie sono presenti in diverse antologie: Antologia del Premio Letterario «Age Bassi 2003» (2004, Milano, Montedit); Tracce 04. Lo scarto, Antologia della Quarta Biennale di Giovani Artisti e del Primo Premio Letterario per Giovani Autori «Effetto Notte», (2004, Felina (RE), Nuova Tipolito); Veglia. 24 agosto 2016 (2016, Selfpublishing); Caro papà. Le parole non dette, in collaborazione con “Gli Scrittori della Porta Accanto” (2017, Selfpublishing); ChiaroScuro, in collaborazione con “Gli Scrittori della Porta Accanto” (2017, StreetLib).

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Un suo racconto per bambini è inserito nell’antologia Favolando – I colori della diversità (Apollo Edizioni, 2017), di cui è anche co-curatrice e i cui proventi verranno interamente devoluti a un’associazione nazionale che si occupa del sostegno dei bambini ospedalizzati. In collaborazione con la Community “La Bottega dei Traduttori” ha da poco pubblicato la sua traduzione dal francese del breve romanzo di George Sand, Cora.

 

 

 

 

D’imminente pubblicazione il breve racconto per bambini Lettera alle Parole (FaLvision Editore).

 


Scintille – Chi sei, cosa fai, che hai combinato fin qui e cosa combinerai?

Ilaria Biondi – Donna Acquario, affidabile e romantica, con un sogno sempre nuovo nel cassetto e un pizzico di stravaganza fra i capelli. Amo camminare nei sentieri solitari insieme alle foglie e al vento, ballare al ritmo della musica pop, coccolare il mio cane e i miei due gatti, restituire nuova vita a mobili vecchi e malandati, svegliarmi di buon’ora per guardare l’alba (poi infilarmi di nuovo sotto le coperte!)

Sono originaria di un piccolo borgo dell’Appennino Parmense, dove qualche anno fa, dopo avere girovagato un po’ tra Italia e Francia, ho deciso di tornare a vivere stabilmente. Qui sono i miei affetti più cari e le mie radici. In tasca, una Laurea in Lingue e Letterature Straniere e un Dottorato di Ricerca in Letterature Comparate. Le lingue, la letteratura, la Parola scritta e parlata sono non una semplice passione, ma il mio respiro. Da qualche anno mi dedico di nuovo – con grande gioia – alla traduzione letteraria e all’insegnamento. Mi piace organizzare letture animate, corsi e laboratori creativi per bambini. Collaboro con alcuni blog e siti letterari con la stesura di recensioni e articoli di approfondimento (mi preme citare, in particolare, “Cultura al Femminile”, “Gli Scrittori della Porta Accanto” e “La Bottega dei Traduttori”). Proprio il quotidiano scambio con questa comunità di scrittori e scrittrici emergenti ha fortemente stimolato in me la voglia, alcuni anni fa – dopo un periodo di chiusura e di blocco interiore – di riprendere in mano la penna e di far sgorgare la mia voce.

Non so cosa combinerò nel prossimo futuro, ma so per certo che la mia voce, ora che con dolce prepotenza ha iniziato a fluire, non riuscirà più a stare zitta…

 

Scintille – Che rapporto hai con la poesia? Cosa significa per te? Cosa vuoi comunicare?

Ilaria Biondi – Sono un’onnivora e curiosa esploratrice della Parola altrui. Il mio rapporto con la poesia è pertanto, anzitutto, un rapporto in qualità di lettrice. Un bisogno, una sete inesausta, una consolazione luminosa, un rituale quotidiano al quale non posso e non voglio rinunciare.

Quanto ai miei tentativi di scriverne, la Poesia rappresenta un’urgenza che germoglia nelle pieghe dell’anima, sfarfalla dentro ai pensieri e preme per librarsi in volo, posandosi sulla pagina bianca. Un necessario scivolare fuori dal guscio del proprio io per meglio rituffarsi in sé, nelle acque d’ombra e di caos che fluttuano dentro. Un auto-esilio nel sé più profondo che è, al contempo, un proiettarsi Altrove. Un tentativo di ricomporre i frammenti di un puzzle scomposto, con la consapevolezza (e forse anche la nascosta speranza) che quel mosaico rimanga in realtà per sempre disordinato, un po’ spettinato, e che il viaggio di scoperta – dentro e fuori  – non abbia mai fine. Perché, come ci ricorda Baudelaire,

[…] i veri viaggiatori partono per partire e basta (…) I loro desideri hanno la forma delle nuvole.”

La poesia è, per me, parola che fa emergere il silenzio. Perché solo nel silenzio il mistero che ci abita e che abita l’essere in cui siamo immersi, può venire alla luce, anche solo per la durata di un istante. Ma un istante che ha il sapore spumoso dell’eternità. È una zona d’ombra impalpabile, uno spazio segreto che dà voce al mio bisogno di ascoltare e di ascoltarmi.

 

Scintille – Parlaci della tua produzione poetica. Hai pubblicato qualche silloge? Ce ne vuoi parlare?

Ilaria Biondi – Negli anni ho accumulato tanti fogli sparsi, sui quali imprimevo – rigorosamente a penna – pensieri e versi. Quest’accozzaglia di carta e inchiostro rappresenta in qualche modo il nucleo originario, il sostrato “archeologico” della mia prima silloge, “In canti di versi”, una raccolta di quarantatre brevi componimenti pubblicata nel marzo del 2017, con Edizioni Il Papavero.  Un piccolo libro al quale sono molto legata non solo perché è, come lo definisce la cara amica poetessa e scrittrice Monica Borettini (che ne ha firmato la prefazione), il mio primo figlio di carta, ma anche perché rappresenta il momento d’arrivo (e di nuova partenza) di un sofferto e al contempo luminoso percorso di crescita interiore, di cambiamento, di Rinascita (da cui la scelta di citare in esergo alcuni versi da una poesia che mi è molto cara, Rinascere di Antonia Pozzi).

Nel dicembre del 2017 esce la mia seconda silloge, “L’età dell’erba” (Fusibilia Libri), che ha una filiazione profonda con la prima, perché fa convergere, sintetizza, “concentra” nella rigorosa geometria dello haiku due elementi-principe ravvisabili già in “In canti di versi”: il canto stupito dell’io di fronte alla meraviglia nascosta della Natura e l’asciuttezza, la brevità del verso, forma stilistica che prediligo e che più mi è congeniale.   

Scintille – Come componi? Cosa ti ispira? In che modo nasce il processo creativo?

Ilaria Biondi – Non c’è una regola precisa, né una “ricetta segreta”. Può capitare che una suggestione, un’emozione, una sensazione, un’immagine comincino a girarmi attorno, a corteggiarmi, in attesa di essere afferrati, colti prima che tornino ad abitare il silenzio, ad essere inghiottiti dal nulla da cui sono emersi, come da uno squarcio nascosto. Non c’è un momento o un luogo privilegiato affinché questo avvenga (benché l’immersione fisica nella Natura abbia per me un ruolo speciale), né una cadenza preordinata. Tutto può essere catalizzatore di questo misterioso e insondabile cortocircuito. Questo tumulto – spesso improvviso e inatteso – che mi invade, necessita però poi di trovare una veste che gli dia forma e consistenza di parole. Ed è solo nella quiete e nel silenzioso raccoglimento delle mie stanze che il verso comincia ad adagiarsi sulla pagina bianca, catturando nelle fattezze leggere dell’inchiostro un po’ di quell’imprendibile soffio che aleggia attorno, sopra, dentro, chiedendo di essere accolto e ascoltato. 

Il mio non è un procedere per accumulazione e aggiunta, quanto invece per spoliazione, fino a raggiungere la massima concentrazione, in una costante tensione verso l’essenza.

Scintille – In generale, quali tematiche affronti e in che modo?

Ilaria Biondi – Un tema di predilezione è anzitutto la memoria della mia terra, intesa come ricordo personale ma anche come condivisione collettiva di un patrimonio di tradizioni storiche e culturali, che affondano le radici in una dimensione mitico-fiabesca (con la quale ho sempre sentito un rapporto di profonda vicinanza, grazie alla capacità affabulatoria delle mie nonne). 

Questo Spazio al quale faccio riferimento, che ha una sua corporeità ben definita, ma che è anche luogo e paesaggio dell’anima, è l’Appennino nel quale sono cresciuta e nel quale ho scelto di tornare a vivere per sempre. Una Natura dimessa, contraddistinta dalla semplicità austera e da una selvatichezza umile, un paesaggio minuscolo ma che ha una sua bellezza e solennità celate. Un universo di piccole cose, in cui si percepisce il respiro dell’Infinito.

Una Natura pullulante che è referente costante dell’io, dei suoi palpiti e ondeggiamenti interiori, rispecchiamento e metafora di quel complesso fiore che è l’animo femminile, con le sue ferite, le sue ombre, le sue purezze, i suoi slanci stupiti, sensuali e innamorati.

Scintille – Se dovessi definire la tua produzione poetica, con quali colore, immagine, profumo o suono la descriveresti?

Ilaria Biondi – Ha il colore delle foglie umide che ricoprono in novembre i sentieri di montagna, il profumo pudico e stordente del lillà, che annuncia l’esplosione della primavera, il suono silenzioso e casto della neve di febbraio e il sorriso di grano delle lucciole, che punteggiano i campi nel tepore di giugno.

Scintille – C’è qualche autore a cui ti ispiri? Puoi dirti un titolo che in qualche modo ti ha segnato/folgorato sulla strada della poesia?

Ilaria Biondi – Più che di ispirazione (termine che ingenera in me una sorta di timore reverenziale) preferisco parlare di affinità, ascolto, accoglimento della Parola di poeti del passato e della contemporaneità che ho amato e amo frequentare, con assiduità costante. Parole amiche, che entrano dentro e attraversano, e forse lasciano una scia dietro di sé, conficcandosi dolcemente nella nostra anima. Sono tanti i nomi, di poeti e poetesse. Tante le “sillabe che ballano nell’orecchio”. Ma volendo fare una scelta e indicare un titolo che riveste per me un significato molto particolare, ribadisco un titolo precedentemente citato, Rinascere di Antonia Pozzi. Mi piace pensare che il mio incontro con questa poesia (e più in generale con l’opera della poetessa milanese prematuramente e tragicamente scomparsa), che ha coinciso con una fase personale di fragile forza, di ombre e luci, di svuotamento e di rinnovata energia, non sia avvenuto per caso.

Scintille – Nel panorama letterario e editoriale italiano per un poeta è sempre più difficile trovare posto in case editrici free. Puoi parlarci del cammino fatto fin qui e di come sei arrivato a pubblicazione? Hai consigli da dare a colleghi e/o aspiranti poeti? Cosa evitare e su cosa puntare, secondo te?

Ilaria Biondi – Il problema di trovare ascolto e accoglienza presso case editrici serie, non a pagamento è ancora più arduo per chi è un emergente che si occupa di poesia, un genere da sempre negletto e marginalizzato, che trova riscontro presso un lettorato ristretto, il che, espresso in numeri – non dimentichiamo che l’editoria non può prescindere da essi – si traduce in vendite piuttosto esigue.

Non me la sento di dare consigli, non ho affatto un’esperienza di lungo corso, io stessa sto cercando di capire come muovermi al meglio in questo mondo che fino a qualche anno mi era per gran parte sconosciuto.

Posso solo raccontare, con estrema semplicità e modestia, quali sono state le mie scelte.

Nel selezionare le case editrici alle quali sottoporre i miei manoscritti, ho cercato di fare un’attenta valutazione, escludendo a priori quelle che richiedono un contributo da parte dell’autore. Credo sia fondamentale informarsi scrupolosamente, sia interpellando persone che hanno un’esperienza pregressa nel settore, che aiutandosi con siti e forum presenti in rete.

È fondamentale essere anche consapevoli dell’impegno e della pazienza che questo percorso implica: le piccole e medie case editrici hanno risorse molto limitate rispetto ai grandi colossi dell’editoria, perciò mediamente i tempi di risposta sono di alcuni mesi e anche una volta firmato il contratto per la pubblicazione dell’opera i tempi di realizzazione possono allungarsi rispetto alla pianificazione iniziale. Se però l’editore al quale ci siamo rivolti è serio e preparato e fa il suo lavoro con onestà intellettuale, non ci si deve scoraggiare e si deve continuare a perseguire il proprio obiettivo con tenacia e determinazione.

Personalmente mi ritengo molto fortunata perché entrambe le editore con le quali collaboro (Donatella De Bartolomeis di Edizioni Il Papavero e Dona Amati di Fusibilia Libri) sono due persone speciali, umanamente e professionalmente parlando, che mi hanno dato fiducia e mi hanno permesso di crescere. A loro vanno la mia sincera gratitudine e la mia stima profonda.

La mia riconoscenza e il mio affetto vanno anche alle scrittrici Emma Fenu e Monica Borettini, che per prime hanno creduto in me e che con generosità disinteressata mi hanno supportata, consigliata e incoraggiata a “spiccare il volo”.

In breve dunque, è essenziale incontrare persone motivate, corrette e coscienziose, e spendersi molto, senza risparmiarsi, in ogni fase del processo: la stesura, la pubblicazione, ma anche dopo, quando il libro è concretamente nelle nostre mani. Non dimentichiamo che la divulgazione dellopera è non meno impegnativa (ma altrettanto esaltante e nutriente) della creazione.

Crederci, con devozione e fedeltà verso se stessi e ciò che si scrive.

Essere animati da una curiosità sempre nuova, non smettere di voler imparare e maturare, senza la presunzione di credersi “arrivati”.   

Scintille – Domanda lampo sui concorsi letterari, che per la poesia sono moltissimi. Tu che ne pensi?

Ilaria Biondi – Devo confessare – e questo è un mio limite, ne sono consapevole – che non amo molto partecipare ai concorsi, per una sorta di pigrizia che solo lentamente sto imparando a vincere. Purché seri e onesti (e ce ne sono tanti ascrivibili a questa categoria), i concorsi possono rappresentare un’occasione importante, di incontro e di scambio, oltre ad essere una preziosa opportunità per fare conoscere la propria voce al di fuori della cerchia ristretta alla quale si appartiene. 

Scintille – Fai un saluto ai tuoi lettori con una citazione – che poi è anche l’augurio che vuoi lasciare su questo blog – tratta una delle tue sillogi.

Ilaria Biondi – Un augurio di guardare al mondo con occhi colmi di grazia segreta, facendo lievitare in sé la gioia segreta della Parola.

Permettimi cara Loriana, per par condicio, di fare una citazione doppia:

 

«E per muti sentieri assonnati

so aspettare

un mattino fecondo.»

(da La fedeltà della pietra, “In canti di versi”, Edizioni Il Papavero)

***

«Polvere chiara-

profumo di limoni

feconda l’aria.»

(“L’età dell’erba. Haiku”, Fusibilia Libri)

 

In chiusura di chiacchierata, ci tengo a ringraziarti di cuore, cara Loriana, per la generosa accoglienza sul tuo blog, per lo spazio e il tempo che mi hai concesso! 🙂

 


L’appuntamento di oggi termina qui.

Ringrazio Ilaria Biondi per averci raggiunto nel Salotto Letterario e per la bella chiacchierata.

Salutandovi, vi invito a seguire i prossimi appuntamenti di Scintille, tanti altri autori emergenti italiani, tanta buona letteratura…

Un abbraccio e… followME! 😀

Loriana Lucciarini



VI E’ PIACIUTA QUESTA INTERVISTA? SIETE INTERESSATI A SEGUIRE L’AUTRICE CHE OGGI VI HO PRESENTATO? ECCO QUI IL LINK DOVE POTETE SERGUIRLA…

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[Letti per voi] – Da leggere tutto d’un fiato: «Storie inventate in un giorno di pioggia» di aa.vv. | Short Review

Ciao followers! Oggi una recensione veloce veloce e vi parlo di

STORIE INVENTATE IN UN GIORNO DI PIOGGIA – del collettivo autori de Gli Scrittori della porta accanto.

Un volume, diponibile in formato cartaceo e ebook, che vi consiglio perché…

⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓ MIA SHORT REVIEW / RECENSIONE BREVE ⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓

– Copertina flessibile: 239 pagine – Editore: StreetLib (27 aprile 2017) – Disponibile in due formati: ebook e cartaceo. Il cartaceo costa 8.49 mentre l’ebook (Kindle) 0.99 a QUESTO LINK qui: https://www.amazon.it/Storie-inventate-pioggia-Scrittori-Accanto-ebook/dp/B0791N9C95/ref=tmm_kin_swatch_0?_encoding=UTF8&qid=1518783478&sr=8-1

Tante storie.
Tante storie, tutte ben scritte, di genere diverso, che sapranno tenervi compagnia proprio come il nonno fa con i suoi nipoti.

Storie allegre, divertenti, ironiche, romantiche, ma anche memorie d’esistenza, attimi sospesi di un amore che va via, abbandoni definitivi tra luci che si spengono…
All’interno piccole chicche letterarie, cito fra tutti quelle di Stefania Bergo che, in più di un racconto, ha saputo farmi emozionare.
Un plauso a lei e bravi a tutti gli autori della raccolta.

Loriana Lucciarini