[ospiti | PER UN’ESTATE DI LIBRI] – Intervista a Roberto Ricci, il “Parrucchiere del brivido”

Il Salotto di Scintille apre per la stagione estiva «Per un’Estate di libri»! Oltre a freschi cocktail e spruzzi e lazzi parleremo di autori italiani, libri e tante storie…e oggi si parlerà di una lettura da… brivido: proprio quello che ci vuole per rinfrescare le calde giornate di questa estate 2018! 🙂 🍹🏄‍♀️🏄‍♂️🏊‍♂️💦👙👡🐳🐠🦀🐚🌻🍉🍒

Ospite del Salotto letterario è con noi ROBERTO RICCI, autore di «Nero Corvino» che ci parlerà di sé e delle storie da incubo in un’intervista tutta da leggere. 

…Benvenut* a tutti a questo nuovo appuntamento di Scintille d’Anima! 😀


 

Roberto Ricci vive ad Ancona, dov’è nato.

Di professione fa il parrucchiere e da quando, nel 2012, ha vinto l’edizione del Premio Racconti Nella Rete, un concorso legato al Festival LuccAutori con il suo racconto thriller “Il Cappotto”, è diventato per tutti il parrucchiere del brivido.

Di recente è uscito «Nero Corvino», pubblicato con Le Mezzelane.

 

Dopo avervi segnalato la sua raccolta di racconti, oggi Roberto Ricci è nostro ospite in questa puntata del Salotto Letterario di Scintille.

Partiamo subito con l’intervista…

  • Ciao Roberto, benvenuto nel Salotto di Scintille. Dicci: come nasce la tua passione scrittura?

La passione della scrittura, nasce da sempre. Sin da bambino ho iniziato a leggere. A scuola amavo molto l’italiano come materia e facevo temi lunghi e aggiungo anche belli.

 

  • Quali sono state le letture formative? C’è un autore a cui ti ispiri o che ha evocato le atmosfere delle tue storie?

Sicuramente Edgar Allan Poe, Edgar Wallace e i gialli di Agata Christie.

 

  • Raccontaci il tuo percorso da scrittore e in che modo sei arrivato a pubblicare…

Nel 2012 ho festeggiato 20 anni di negozio e per l’occasione avevo deciso di auto pubblicare un libro di racconti da regalare a clienti, parenti, amici e conoscenti. Nello stesso periodo, uno dei racconti inseriti “Il Cappotto” ha vinto il Premio Racconti Nella Rete e quel libro ha ottenuto un riscontro decisamente superiore. In seguito, ho pubblicato ancora in self e poi, dopo tante esperienze anche come autore di soggetti per corti, medi e lungometraggi, sono arrivato nella grande famiglia “Le Mezzelane”.

Una cosa importante vorrei dire ai tanti che scrivono: magari pubblicate in self publishing, ma assolutamente mai con case editrici a pagamento.

 

  • Di «Nero Corvino» che ci puoi dire? Hai già svelato (qui) alcuni retroscena e hai fatto un richiamo a Dario Argento, ci racconti qualcosa di più?

Sono cinque storie, una delle quali inedita, che raccolgono il meglio di quello che ho scritto in questi sei anni. Si, c’è molto del cinema di Dario Argento come atmosfere, ma anche di Alfred Hitchcock e di altri registi che amo. Chi lo ha letto, lo ha definito un libro molto cinematografico.

 

  • Come ti è venuta l’ispirazione per questa raccolta di racconti, congeniata in questo modo? E le storie? Da cosa ti sono state ispirate? Quanto hai attinto dall’ambiente e dalla tua professione?

Essendo una raccolta di storie scritte nell’arco di sei anni, l’ispirazione mi è venuta in momenti diversi. Quasi sempre di notte. Abbiamo con la casa editrice, pensato di fare appunto questa sorta di “The Best”, per dare modo ai lettori, di conoscere profondamente il mio mondo oscuro nelle sue tante sfacettature.

Una delle storie “L’acconciatura Sbagliata è molto ispirata alla mia professione, essendo un giallo ambientato nel mondo dei parrucchieri. Ho preso spunto da tanti incontri e situazioni avvenute negli anni. Anche qualche collega mi ha ispirato per i personaggi. Chiaramente tutto in maniera esasperata e romanzata.

 

  • Appena uscito «Nero Corvino» ha attirato l’attenzione di lettori e della critica. Vito Ditaranto per il lit-blog Les Fleures du Mal scrive di te:

La penna di Roberto Ricci è sciolta e suggestiva, la cadenza è modulata in modo minuzioso con colpi di scena sempre dietro l’angolo.

Questo autore non fa scorrere il sangue nei palazzi, ma nelle vostre vene; non vi conduce in paesi lontani, ma vi porta in luoghi vicini; non vi espone al pericolo di essere divorati dai selvaggi, ma ve lo fa sentire sulla pelle; non si rinchiude in luoghi clandestini di perversione, ma vi porta dentro; non si perde mai nelle regioni della fantasmagoria, ma vi conduce in pozzo profondo e senza luce. [qui la recensione completa]

…Come vivi questa bella affermazione?

Una gran bella soddisfazione. Sapere che quello che scrivi arriva ai lettori, non importa se 10/100/o 1000 ti appaga tantissimo. Scriviamo principalmente per noi stessi, chi per sola passione, chi per appagare il proprio ego, chi invece come me, per dare sfogo alle proprie ansie e paranoie, ma a tutti noi fa piacere se qualcuno legge e soprattutto apprezza i nostri libri.

 

  • Sei molto attivo nella promozione, quali strategie utilizzi per arrivare al grande pubblico?

Uso molto i social network. Facebook e Instagram principalmente e quando possibile articoli su giornali veri e propri. Poi, collaboro con una libreria della mia città che mi aiuta a dare visibilità al libro tramite locandine e esponendolo in vetrina. Infine, cerco di organizzare presentazioni e partecipare a fiere del settore. Ovviamente, grande pubblicità la fanno anche i cinque cortometraggi thriller presenti in rete, dei quali ho scritto i soggetti. Spesso chi li vede è incuriosito a sapere di più sull’autore e si avvicina anche ai miei scritti.

 

  • Stai lavorando a un nuovo progetto? Ce ne parli?

Ho ultimato un romanzo dal titolo L’immagine Malvagia”, che spero di pubblicare ancora con “Le Mezzelane”. Un thriller decisamente pauroso. Il protagonista è uno scrittore di libri gialli, che dopo il successo del suo romanzo d’esordio, viene contattato per scrivere a quattro mani la biografia di un ex serial killer di donne disabili. L’uomo è in libertà vigilata, ma una sera non fa ritorno in carcere e sparisce nel nulla. Contemporaneamente, ricominciano una serie di omicidi con lo stesso modus operandi. Lo scomparso è tornato a uccidere o c’è un emulatore? Lo scrittore, si troverà suo malgrado coinvolto in una vicenda da incubo.

 

Grazie per essere stato qui con noi oggi, Roberto.  Ti invito a tornare quando vuoi, il Salotto è sempre aperto per i miei amici scrittori! 😀

In bocca al lupo per «Nero Corvino» e per i progetti futuri. Un abbraccio!

Un abbraccio anche a voi car* lettor* e a presto su questi schermi…

Loriana

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[Ospiti] – Ironia e sensibilità, la penna fatata di Barbara Solinas | Aperitivo letterario con l’Autrice

Buonpomeriggio followers! 😀

Il Salotto di Scintille oggi ospita un’autrice affermata per gli incontri di aperitivo letterario.

BARBARA SOLINAS ha talento, ironia e nei suoi romanzi offre un mix speciale di emozione e sorrisi…  E ve lo posso assicurare, la sottoscritta è stata travolta dallo stile di Barbara tanto che ha letto di fila tutti i suoi romanzi! 🙂

Sono quindi felice di presentarvela e onorata di averla qui nel mio piccolo Salotto letterario… ;.)

Pronti a scoprire tanto di lei? Via!

 


Chi è Barbara Solinas?

Barbara Solinas è nata in un’alba fredda e nevosa di gennaio. Di quanto fosse fredda e nevosa, nei ricordi dei suoi genitori, il racconto si arricchisce di anno in anno e pare certo che solo per un caso non sia nata in un igloo di fortuna approntato in piazza, a Varese. Da questo inizio discendono due cose: ama follemente la neve; ama anche di più il mare, le spiagge calde e stare al sole; vive, è evidente, di contraddizioni. Lavora, è una mamma, osserva, si appassiona e ha una convinzione: tutto cambia, sempre, anche quando non vorremmo. Nella vita di tutti i giorni corro tra casa, ufficio e altre cose. Quando si ferma e respira, scrive. Un giorno andrà a vivere al mare. (presentazione tratta dalla sua pagina autrice nel sito Emma Books)


Le pubblicazioni di Barbara Solinas?

 

Il caso Tricot  (ediz. EmmaBooks)

Rosa Cipria è un commissario con un nome bizzarro, una sensibilità unica e un hobby… singolare. Dopo la morte dell’ingegner Netti, lei e la sua squadra dovranno avviare le indagini partendo da due indizi: una busta écru con un biglietto e una rosa lavorata a maglia. Si apre così il caso Tricot, e per risolverlo il commissario dovrà vedersela con il mistero di un libro inedito, il mal d’amore di una scrittrice, la sorellanza di tre amiche, il tricot e un’insolita quanto fatale passione per la lettura.
Barbara Solinas esordisce nel genere giallo-rosa e ci regala un personaggio originale che vi conquisterà. Come la sua penna.

 

Non avrai il mio shampoo

(ediz. EmmaBooks)

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Svegan, ricette d’amor vegano con una storia intorno (ediz. EmmaBooks)

Cibo e amore vanno spesso di pari passo. Molte storie nascono a tavola o a tavola trovano il loro compimento. Cucinare è quindi un atto d’amore che può, in certi casi, diventare una vera e propria dichiarazione. Ma cosa succede se invece è proprio il cibo a scavare un solco di incompatibilità tra due persone che si piacciono? Come si riconcilia una storia che doveva nascere su un brasato e invece sembra naufragare nel tofu? Cucinando, ovvio! Nasce così il primo ricettario vegano con una storia d’amore intorno. Attraverso i sapori semplici della tradizione e quelli speziati tutti da scoprire, i due protagonisti impareranno a conoscersi, ad avere più cura di sé e a pensare al cibo in modo più consapevole. Aiutati da un narratore serissimo e da sei menù originali, il racconto è un viaggio che si snoda tra diffidenze, pregiudizi, curiosità, passione e divertimento; un vademecum per orientarsi nell’imprevedibile mondo dei vegani radicali e di quelli semplici (Svegan, appunto); per imparare a gestire un ospite vegano e, perché no, per imparare ad amare.


Scintille – Chi sei, cosa fai, che hai combinato fin qui e cosa combinerai?

Barbara Solinas – Sono un pesce fuor d’acqua, in tutti i sensi. La mia passione è il mare ma abito, da molti anni, a Milano; sogno fortissimamente che un giorno la scrittura sarà il mio lavoro, ma faccio l’impiegata; amo il silenzio e sono sempre in mezzo al caos; Milano la odio e la amo a giorni alterni; lavoro in una grande multinazionale di servizi HR, gestisco i grandi clienti soprattutto del settore moda, ma amo le sneakers, gli abiti comodi e il no-logo; ho 49 anni e un figlio di 7.

Fin qui ho avuto una vita intensa, ricca di cambiamenti, di curve improvvise e tratti accidentati. Per me tutte le strade devono necessariamente portare al mare, per cui sono certa che prima o poi è al mare che tornerò. Finalmente potrò essere un pesce nell’acqua e allora sì, mi divertirò moltissimo.

Scintille – Che rapporto hai con la scrittura? Cosa significa per te? Cosa vuoi comunicare?

Barbara Solinas – Con la scrittura ho un rapporto molto profondo da sempre. Imparare a scrivere, alle elementari, era un obiettivo preciso: avrei potuto finalmente avere un quaderno su cui scrivere le storie che già inventavo, ma che dovevo necessariamente tenere a mente.

È una lunghissima storia d’amore quella tra la scrittura e me, siamo cresciute insieme. Scrivere è passione e necessità: scrivo per passione, scrivo perché senza farlo non sto bene. Mi viene la gastrite se non posso scrivere, mi trema l’occhio sinistro, secondo me divento anche più bassa di qualche centimetro e più grassa di qualche kg, se non scrivo e di certo divento molto antipatica. Scrivendo comunico prima di tutto con me, mi racconto qualcosa che mi sta a cuore, ragiono su temi che mi interessano, do forma alle emozioni che mi attraversano ogni giorno. Poiché sono una persona comune, immagino che ciò che colpisce me possa colpire anche le altre persone e che possano trovare pezzettini di sé in ciò che scrivo. Più che comunicazione di qualcosa, mi piace pensare alla mia scrittura come condivisione.

Scintille – Parlaci dei tuoi romanzi che presto saranno pubblicati. Quali tematiche affronti e in che modo?

Barbara Solinas – Sono ancora, e forse ci starò sempre, in una fase sperimentale. Ho scritto una biografia per parlare di diversità; un libro di ricette con un romanzo intorno, per parlare di cucina vegana; ho raccontato di un atelier speciale per condividere sogni, ho sperimentato il giallo per raccontare la fine di un amore, la violenza sulle donne che ha molte facce.

Come dicevo, mi piace raccontare ciò che mi sta a cuore o mi colpisce in qualche modo e ogni tema ha bisogno di un suo genere. La mia tematica di fondo preferita è comunque il cambiamento: a volte voluto, altre subito, altre ancora sorprendente.

Scintille – Come sono i tuoi protagonisti? Hai una predilezione per un certo tipo di personaggi?

Barbara Solinas – I miei personaggi sono persone che conosco, ho conosciuto, potrei senz’altro conoscere, o che potresti conoscere tu. Questo per dire che li cerco in ciò che osservo più che nella mia fantasia. Forse per questo i miei personaggi hanno generalmente più di 40 anni, vite complesse e parecchie contraddizioni: vivono nel mio mondo. Ogni personaggio però ha anche una briciola di magia, una connotazione poetica. Come ognuno di noi, del resto 😉

Scintille – Quali genere di storie ami raccontare?

Barbara Solinas – Le storie delle persone che incontro o che mi piacerebbe incontrare. Storie di vita, comunque. A parte quelle che invento per mio figlio, credo non riuscirei a scrivere favole o fantasy. Per il momento almeno.

Scintille – Se dovessi definire il tuo mondo di carta e inchiostro con quali colore, immagine, profumo o suono lo descriveresti?

Barbara Solinas – Immagina il mare, immagina le sue infinite sfumature, come cambia a seconda del cielo, della spiaggia su cui si rompe; il profumo di salsedine e vento, il rumore delle onde in certe giornate di vento teso o quello dolce, leggero, che fa in certe notti di bonaccia. Ecco

Scintille – Da autore esordiente a emergente nel panorama italiano. Parlaci della tua storia e del cammino fatto fin qui. Hai consigli per chi vorrebbe intraprendere la strada della scrittura? Cosa evitare e su cosa puntare, secondo te?

Barbara Solinas – Ahhahahaha, scusa, è una risata sincera. Non riesco ancora a vedermi come esordiente, figurati come emergente (anche se con il mare emergere ci sta benissimo).

Sono una persona che ha avuto una possibilità, l’ha accolta a braccia aperte e lavora con impegno perché la possibilità resti e non svanisca nei molti “avrei potuto, ma poi…”. A imboccare la strada della scrittura pubblicata mi ha aiutata una cara amica, lei fa la scrittrice sul serio, non a tempo perso come me. Ci siamo conosciute prima virtualmente, poi di persona. Mi ha incoraggiata molto, lo fa tutt’ora. È la mia coscienza di narratore, la mia fata turchina, ma meno bacchettona e molto più simpatica.

Comunque, per come la vedo io, scrivere è soprattutto una questione di onestà con se stessi: se sei veramente, ma veramente, convinto di avere qualcosa da raccontare e di saperlo fare, lanciati, scrivi. Per saperlo fare, leggi molto, esercitati tantissimo, non accontentarti mai, soprattutto non compiacerti né mentre scrivi, né dopo. Scrivere richiede grande umiltà, disponibilità ad ascoltare se stessi e gli altri, è un mettersi a servizio. Punta su ciò che ami, ma più di tutto non scrivere mai di cose che non hai superato, rielaborato e messo nella giusta prospettiva. Per scrivere bisogna prendere la giusta distanza da ciò che si scrive, altrimenti non funziona.

Scintille – Fai un saluto ai tuoi lettori con una citazione – che poi è anche l’augurio che vuoi lasciare su questo blog – tratto dalle pagine del tuo romanzo.

Barbara Solinas –  Autocitarmi no dai, è proprio lontano da me.

Così auguro ai lettori, non solo ai miei, di trovare sempre nuove storie che siano d’ispirazione e di leggere con la stessa passione tutto ciò che li circonda e ciò che hanno dentro di loro…


L’appuntamento di oggi termina qui.

Ringrazio Barbara Solinas per averci raggiunto nel Salotto Letterario e averci contagiato con la sua personalità vibrante.

Salutandovi, vi invito a seguire i prossimi appuntamenti di Scintille, tanti altri autori emergenti italiani, tanta buona letteratura…

Un abbraccio e… followME! 😀

Loriana Lucciarini


VI E’ PIACIUTA QUESTA INTERVISTA? SIETE INTERESSATI A SEGUIRE L’AUTRICE CHE OGGI VI HO PRESENTATO? ECCO QUI LE SUE PUBBLICAZIONI…

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Il suo profilo sulla pagina dell’Editore Emma Books –> link

[Ospiti] – Lo sguardo attento di Ornella Nalon per vite letterarie | Viaggio alla scoperta dell’Autrice

Buonpomeriggio followers! 😀

L’ospite di oggi è un’autrice emergente. La incontreremo durante l’Aperitivo Letterario nel consueto Salotto di Scintille. Mettetevi comodi che iniziamo subito subito 🙂

Qui con noi c’è… Ornella Nalon!


Chi è Ornella Nalon?

Sono di Venezia, diplomata in ragioneria e lavoro in uno studio commercialistico. Circa cinque anni fa sono stata colta dalla passione della scrittura e, da allora, scrivo con frequenza quotidiana. Sinora ho pubblicato cinque libri: “Quattro sentieri variopinti” edito dalla Arduino Sacco Editore e “Ad ali spiegate” pubblicato da Edizioni Montag, entrambi sono antologie di racconti per ragazzi. Successivamente ho pubblicato “Oltre i Confini del Mondo” edito dalla 0111 Edizioni, genere “mainstream”, “Non tutto è come sembra” edito sempre da 0111 Edizioni ma di genere giallo e, infine, “Una luce sul futuro” che ho scelto di autopubblicare.

Oltre ad occuparmi delle pubbliche relazioni, sono anche redattrice per l’web-megazine culturale Gli scrittori della Porta Accanto, che ho fondato con alcune colleghe autrici.

Scrivo sempre con passione e trasporto e riesco a emozionarmi mentre lo faccio. La mia speranza è di trasmettere almeno un po’ di questa emozione a coloro che leggeranno le mie storie.


Le pubblicazioni di Ornella Nalon

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Oltre i confini del mondo

Assireni è una donna poco più che quarantenne appartenente al popolo dei Masai che vive in un piccolo villaggio sugli altopiani della Rift Valley, esteso territorio situato tra il lago Vittoria e il monte Kilimanjaro, in Tanzania. A qualche chilometro di distanza è stata costruita una struttura ospedaliera con lo specifico compito di dare assistenza sanitaria alle popolazioni dei paesi circostanti, sprovvisti anche delle infrastrutture di base e in cui imperversa la povertà più assoluta. Fa parte del personale sanitario Eleonora, medico chirurgo sessantenne di nazionalità italiana, alla quale Assireni racconterà la sua vita.Al racconto delle esperienze della donna masai si intrecceranno i ricordi della dottoressa italiana che, in un crescendo di emozioni, metteranno a confronto due vissuti derivanti da origini e culture diametralmente opposte ma che, tuttavia, ne determineranno alcune similitudini riconducibili al loro iniziale smarrimento e al loro successivo riscatto. L’AutriceOrnella Nalon è nata a Mira (VE) nel 1960, dove tutt’ora risiede.È diplomata e lavora come impiegata amministrativa in una ditta di costruzioni immobiliari della sua zona. È separata da tredici anni e ha una splendida figlia di ventisei anni.Scrive con passione e trasporto e riesce a emozionarsi mentre lo fa. La sua spe-ranza è di trasmettere almeno un po’ di quella stessa emozione a coloro che legge-ranno le sue storie.Nel mese di febbraio del 2013 ha pubblicato la raccolta di racconti per ragazzi “Quattro sentieri variopinti”, edito da Arduino Sacco Editore.“Oltre i confini del mondo” è la sua seconda pubblicazione. LINK

 

Non tutto è come sembra

A bordo di un’auto recuperata in un fiume viene rinvenuta la salma di Giancarlo Visconti, un giovane e rinomato psicologo. La morte sembra accidentale, ma il maresciallo dei Carabinieri Giovanni Colucci ricorda che altri due psicologi dello stesso comune sono morti negli ultimi due anni e comincia a insospettirsi. Convince i suoi superiori a non derubricare il caso come un semplice incidente stradale e si adopera per dimostrare che si tratta di un omicidio. L’autopsia accerta che Visconti non presenta segni di annegamento e che la causa del decesso è dovuta allo sfondamento della scatola cranica per mezzo di un corpo contundente. Ottenuta la conferma dei suoi sospetti, il maresciallo, con l’aiuto della sua piccola squadra, indaga per trovare l’assassino e per stabilire un collegamento tra le morti dei tre psicologi, elemento che suffragherebbe la tesi di un serial killer. Approfondite e scrupolose indagini volgono a comprovare questa teoria e, da quel momento, la vita di numerose persone sarà passata al setaccio. In apparenza sembrano tutti innocenti, anche se alcuni di loro presentano dei lati oscuri. In questa trama intricata, riusciranno i nostri valenti militari dell’Arma a individuare l’omicida seriale? LINK

 

Una luce sul futuro

Cosa possono avere in comune un cantante rock e una ragazza vissuta nel 1800? Potrebbe sembrare nulla, ma la storia di Richard e Lydia vi dimostrerà che un collegamento può esserci. Dopo una breve gavetta, Richard Harvey riesce ad affermarsi nel panorama musicale londinese ed europeo. Ha rincorso la celebrità, sacrificando le amicizie, gli affetti familiari e i propri valori. Alla soglia della vecchiaia, si accorge che quanto ha ottenuto non lo ripaga di ciò che ha perduto. Un forte senso d’inutilità, il rimorso e la solitudine lo stanno conducendo verso un grave stato depressivo. Decide di affittare un piccolo castello a Filey, nel North Yorkshire e di rimanervi rinchiuso finché avrà scritto la sua biografia. Svelerà tutti i suoi segreti come atto di riscatto per una intera vita di bugie. In quello stesso castello, più di duecento anni prima, aveva vissuto Lydia, la figlia dei custodi. Una ragazza semplice, dolce e intelligente che, fin da piccola, coltivava il suo profondo amore per il figlio dei castellani. Un sentimento maturato con il trascorrere degli anni, ma destinato a incontrare molti ostacoli. Due storie totalmente diverse e separate dal tempo, ma che conosceranno un punto di connessione. Sarà quella fugace interconnessione che costituirà la salvezza per entrambi. LINK



Scintille – Chi sei, cosa fai, che hai combinato fin qui e cosa combinerai?

Ornella Nalon – Sono una signora diversamente giovane 🙂 in cui l’età anagrafica è qualche volta in contrasto con quella biologica. La prima vince sempre quando mi trovo davanti a uno specchio oppure nelle occasioni in cui necessita l’esperienza, in compenso, l’altra va più forte nelle circostanze gioviali.

Proprio in considerazione dell’età di cui sopra, sinora ho combinato tante cose. Alcune di buonissime, come avere messo al mondo una figlia che mi fa sentire molto fiera, altre buone, come avere preso coscienza della mia forza interiore grazie alla quale sono sempre riuscita a superare le circostanze avverse, ed altre meno buone che definisco inevitabili incidenti di percorso, i quali, comunque, hanno avuto una fondamentale rilevanza per farmi diventare quella che sono.

Cosa combinerò? Non ne ho idea. Non ho in mente grandi progetti se non quello di cercare di preservare la serenità, per quanto possibile.

Scintille – Che rapporto hai con la scrittura? Cosa significa per te? Cosa vuoi comunicare?

Ornella Nalon –  Il mio rapporto con la scrittura è di dipendenza. Lo so, di solito le dipendenze non sono una bella cosa, ma in questo caso, come in quello della lettura, posso affermare con sicurezza che è asintomatica e senza effetti collaterali, anzi, che può avere soltanto dei risvolti positivi.

E quanto ho appena detto, mi serve da liaison per la tua seconda domanda: cosa significa per me? È un modo per rilassarmi dallo stress quotidiano anche se, in verità, a volte scrivere comporta uno stress proprio come quando, ad esempio, le parole che riesco a trovare non esprimono esattamente ciò che vorrei.

Scintille – Parlaci dei tuoi libri. Quali tematiche affronti e in che modo?

Ornella Nalon – Sinora ho pubblicato cinque libri.

I primi due sono antologie di racconti per bambini della seconda infanzia che ho intenzione di rielaborare e ripubblicare inserendo qualche illustrazione. Il terzo è un romanzo che ha due donne per protagoniste: un medico italiano che lascia la sua vita agiata ma oramai vuota per trovare qualcosa in cui credere in una missione in Africa, e una donna africana che diventerà sua amica. Nel romanzo metto a confronto i due mondi diversi, ma evidenzio anche le similitudini dell’essere femminile. Il quarto è un giallo che ho ambientato nella mia città e, infine, l’ultimo nato è un ibrido tra lo storico, il romanzo di formazione e il drammatico, con una sfumatura di giallo. Come vedi, ho spaziato tranquillamente tra un genere e l’altro e da questo si può immaginare che non ci sia una tematica ricorrente.

A parte il giallo, maturato dopo un paio di eventi accaduti nella mia città, tutti gli altri miei romanzi sono stati scritti su ispirazioni improvvise e non dalla volontà di trattare un argomento piuttosto che un altro, per lo meno, non a livello conscio.

Scintille – Come sono i tuoi protagonisti? Hai una predilezione per un certo tipo di personaggi?

Ornella Nalon –  Non ho un modello particolare di protagonista, ma di volta in volta si adatta alla storia che ho in mente di narrare e le storie sono sempre molto diverse. Nell’ultimo romanzo, «Una luce sul futuro», i protagonisti sono due, perché due sono le storie raccontate parallelamente. E uno non poteva essere più diverso dall’altro. La parte storica vede una bambina che via via si fa grande: è semplice, ingenua, di buoni principi. La parte contemporanea racconta di un ragazzo che si fa strada nel mondo della musica a suon di compromessi, per diventare un uomo che si ritrova solo, svilito e sopraffatto dai rimorsi.

Scintille – Quali genere di storie ami raccontare?

Ornella Nalon – Non so se ci riesco, ma cerco di narrare storie che lascino qualcosa, che smuovano emozioni, che tra le righe si possa leggere qualche messaggio significativo.

La lettura deve essere anche distensione, ma se fosse solo questo avrebbe assolto solo una minima parte del suo compito.

Scintille – Se dovessi definire il tuo mondo di carta e inchiostro con quali colore, immagine, profumo o suono lo descriveresti?

Ornella Nalon – Proprio per rifarmi a quanto detto appena sopra, mi piacerebbe accostare la mia scrittura all’arcobaleno, dove ogni colore corrisponde ad un’emozione del lettore. E così ti ho risposto, in una sola volta, alle prime due domande. 😉 Il profumo potrebbe essere quello intenso, rilassante e un po’ mistico dell’incenso e il suono: una calda, ritmica, suadente musica brasiliana.

Scintille – Da autrice esordiente a emergente nel panorama italiano. Parlaci della tua storia e del cammino fatto fin qui. Hai consigli per chi vorrebbe intraprendere la strada della scrittura? Cosa evitare e su cosa puntare, secondo te?

Ornella Nalon –  Non ero di certo una ragazzina quando ho cominciato a scrivere, tuttavia non sapevo assolutamente nulla del mondo editoriale. Di certo non sapevo e, nemmeno lontanamente immaginavo, quanto fosse un campo difficile e pieno di pericoli. Difficile per il basso numero di lettori e, per contro, del numero elevato di scrittori che rendono il mercato costantemente in crisi. Pieno di pericoli perché è facilissimo incappare in persone che proprio dell’ingenuità dell’esordiente vogliono approfittare, proponendo delle cifre esorbitanti per la pubblicazione, oppure dei contratti editoriali con clausole capestro.

Di sicuro, in questo senso, di strada ne ho fatta. Posso affermare di conoscere abbastanza bene il settore, per lo meno quel tanto da essere sufficientemente scaltra nella scelta del percorso da seguire per la pubblicazione di una mia opera e nell’avere la consapevolezza che più di tanto non mi devo aspettare. E se poi arriva qualche soddisfazione è una doppia vittoria.

L’unico consiglio che posso dare è di non avere fretta a pubblicare perché è facile cadere nella rete di coloro che promettono tanto per poi non dare nulla in cambio. Editori bravi, seri e professionali ce ne sono, basta avere la pazienza di cercarli. E comunque, cari esordienti, tenete presente che nessuno di loro vi farà diventare ricco e famoso, a meno che non siate dei novelli Dostoevskij con una grandissima dose di fortuna, per giunta! 😉

Scintille – Fai un saluto ai tuoi lettori con una citazione – che poi è anche l’augurio che vuoi lasciare su questo blog – tratto dalle pagine del tuo romanzo.

Ornella Nalon –  Vorrei lasciarvi questo breve passaggio del mio romanzo «Una luce sul futuro»:

«…Si stese a pancia all’aria, con le mani dietro la testa a fargli da cuscino; cercò di imporsi di non ascoltare il tumulto dei pensieri che gli si affollavano nella mente, ma soltanto il sordo rumore del suo respiro e il ritmico sciabordio delle onde sulla riva.

Sentiva il bisogno di entrare in armonia con quel paradisiaco ambiente, di sentirsi in pace e, per qualche minuto, ci riuscì, finché sopraggiunse il sonno e con esso, a frotte, arrivarono i soliti sogni frammentati: un turbinio di visioni ed emozioni che lo avrebbero agitato, fin nel profondo dell’animo.»

E con questo, a differenza di quanto avviene al mio protagonista, Richard, auguro ai miei lettori una perdurante sensazione di pace e di armonia.

 


L’appuntamento di oggi termina qui.

Ringrazio Ornella Nalon per essere stata con noi oggi in questo appuntamento del Salotto Letterario.

Salutandovi, vi invito a seguire Scintille e le sue attività: tanti altri autori  e autrici emergenti italiani passeranno di qui!

Un abbraccio e… followME! 😀

Loriana Lucciarini


VI E’ PIACIUTA QUESTA INTERVISTA? SIETE INTERESSATI A SEGUIRE L’AUTRICE CHE OGGI VI HO PRESENTATO? ECCO QUI I LINK DELLE SUE OPERE:

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Oltre i confini del mondo

Non tutto è come sembra

Una luce sul futuro:


[ospiti] – 7 domande a… | intervista a Angy C. Argent

Buonpomeriggio, carissim* ❤ !

Con la riapertura del blog, riprendono gli incontri letterari nel Salotto di Scintille d’Anima. Oggi, aperitivo pomeridiano con ANGY C. ARGENT, poetessa e scrittrice.

Chi è Angy C. Argent?

Angy C. Argent nasce, nel 1965, a Bologna dove si diploma all’Istituto Magistrale. L’autrice, fin da piccola manifesta un vero amore per la scrittura, essendo una bambina solitaria e introspettiva comincia a scrivere su un quaderno i suoi  pensieri che, più tardi, diventano le prime poesie. Le letture classiche sono, da sempre, le sue preferite: Hermann Hesse, Verga, Pascoli, Prévert, la Bibbia e vari testi filosofici, l’accompagnarono in un percorso che le permise di trovare punti di riferimento con cui domare la sua indole inquieta e curiosa.  Lavorerà prima come arredatrice poi, ricalcando le orme paterne, nel campo della ristorazione e questo le permette di viaggiare lungo l’Italia, la Spagna e  la Francia. L’autrice vive alternandosi tra Biarritz e Bologna dove risiede la sua famiglia.  Angy ama il mare, il lago e ogni luogo ameno dove potersi rifugiare, nel suo tempo libero, a leggere, scrivere, ascoltare musica. Le sue opere, principalmente poesie, sono l’espressione delle sue introspezioni, della sua fantasia, passione e creatività che trovano nella scrittura il loro compimento. Nel 2016 vince il contest Besharewood con il racconto “Biarritz, coup de coeur” che è stato pubblicato sul magazine online Travelnews24.it; il contest Visionivivaio2016 con la poesia “Mondo Nuovo” che è stata letta in diretta all’expop di Milano. Ha partecipato all’iniziativa internazionale “Centomila Poeti per il cambiamento”. Alcune sue poesie sono presenti nell’Antologia “La pelle non dimentica” edita dalla Associazione Culturale Euterpe e dalla Casa Editrice Le Mezzelane.

L’ultima pubblicazione di Angy C. Argent?

La raccolta poetica “Sfumature d’amore” (Le Mezzelane editore)

Si potrebbe definire l’amore un caleidoscopio di colori che sfumano l’uno nell’altro: dal rosa romantico al grigio nostalgico, dal bianco candore al nero dolore. A volte l’amore è complicato perché non è immutabile, si trasforma sotto i nostri occhi e non ce ne accorgiamo.

Scintille –  Ciao Angy, benvenuta! 🙂 Iniziamo subito, partendo con le domande: presentati ai lettori…

Angy C. Argent – Ciao a tutti 😀 e grazie per questa opportunità! Mi presento: sono nata nel 1965 a Bologna da padre e madre ristoratori. Ho una sorella che amo anche se non abbiamo condiviso molto la nostra gioventù, non per differenza d’età ma per motivi caratteriali. Ho un diploma magistrale, anche se il mio sogno sarebbe stato quello di frequentare il conservatorio. Sono sempre stata una fervida lettrice, anzi da piccola forse più di ora. A scuola gli insegnanti mi spingevano a continuare a scrivere ma la vita ha altre esigenze per cui, dopo qualche anno passato a lavorare per un negozio di arredamento in stile, proseguii le orme paterne fino a diventare, in breve tempo, uno chef di cucina. Questo mestiere mi ha portata a spostarmi di continuo, anche all’estero. Oggi vivo tra la Francia e l’Italia dove risiede la mia famiglia. Ho sempre scritto poesie. Le ho conservate. Dopo essermi confrontata su vari siti per scrittori, avere partecipato a gare letterarie, vinsi un concorso indetto dalla Casa Editrice Le Mezzelane. Così, in agosto 2017 è uscita la mia prima silloge poetica: «Sfumature d’amore».

Scintille –  Chi sei, cosa fai, che hai combinato fin qui e cosa combinerai?

Angy C. Argent –  Sono una donna che è prima di tutto madre e nonna e poi un’autrice. Queste sono le uniche certezze che ho. Cosa faccio? Bella domanda! Ancora oggi me la sto ponendo. Lavoro, scrivo, vivo. Ascolto musica, che amo, leggo e cerco di aiutare il mio prossimo quando posso. Fin qui ne ho combinate tante e non tutte sempre giuste (tuttavia, credo che non sia una prerogativa solo mia). Cosa combinerò? Non lo so… Vivo alla giornata perché credo che il tempo non esista, quindi quello che faccio ora in questo momento avrà un seguito, o conseguenza, che a sua volta avrà un altro esito e così via nel perpetuarsi dell’eterno momento che  ci è stato dato. Credo che il cammino di ognuno sia già tracciato ma io continuerò a scrivere perché questo mi fa stare bene e mi fa sentire viva.

Scintille – Che rapporto hai con la scrittura? Cosa significa per te? Cosa vuoi comunicare?

Angy C. Argent – Le parole per me hanno sempre rappresentato qualcosa di più che l’essere semplici segni scuri su un foglio bianco. Complice, forse, il mio amore per la musica ne sento il suono. Credo che la musica, le parole e i numeri siano collegati tra di loro. Le parole hanno un ritmo, un ordine, un suono, una cadenza, una propria vita e ragione d’esistere. Per me, la scrittura, ha significato apertura: verso il mondo esterno, gli altri esseri umani e, di conseguenza, una capacità maggiore di autoanalisi. Come potete vedere scrivo molto, in realtà parlo poco. Con le parole desidero comunicare speranza. Anche dove c’è tristezza, dolore, morte, paura, incertezza, la speranza è là, vigile, pronta a sostenerci. Desidero parlare d’amore, quell’amore che è capace di abbracciarci tutti, senza differenze o confini. Desidero che le persone leggendo si pongano dei quesiti e possano riflettere oltre che emozionarsi e anche, perché no?, divertirsi.

Scintille – Parlaci dei tuoi romanzi pubblicati. Quali tematiche affronti e in che modo? [se c’è una tematica in particolare possiamo creare un paio di domande ad hoc per parlare del romanzo nello specifico]

Angy C. Argent – Ho pubblicato, per ora, solo una silloge poetica: «Sfumature d’amore». Scrivo anche racconti dei quali uno, «Biarritz coup de coeur», è stato pubblicato sul magazine online Travelnews24.it

La raccolta poetica affronta la tematica dell’amore universale, se così si può dire. L’amore come concetto o visto come un grande contenitore (la vita stessa) al cui interno ci sono gli strumenti che ci permetteranno di renderlo reale: i sentimenti. Questi sentimenti, secondo me, sono le sfumature dell’amore. Ogni sentimento ha un colore: il rosa rappresenta gioia, felicità; il rosso la passione, l’ira, la vendetta; Il nero il dolore, la rinascita e così via. In questo modo possiamo rappresentarli usando un linguaggio che possiamo capire. Il fine ultimo è la costruzione dell’amore, o il dipinto che ne possiamo fare per renderlo tangibile. Non credo che arrivi così, da un momento all’altro. Anche quando conosciamo qualcuno, che potrebbe diventare la nostra metà, se diamo tutto per scontato non avremo mai nulla di duraturo. La struttura di questa raccolta è circolare, la vita e la morte si inseguono e l’unico ponte tra di loro è la speranza. Queste tematiche, o alcune di esse, sono presenti anche nei miei racconti e altre sillogi che sto terminando. La vita stessa è la mia fonte d’ispirazione.

Scintille – Come sono i tuoi protagonisti? Hai una predilezione per un certo tipo di personaggi?

Angy C. Argent – Posso dire che ci sono anche dei protagonisti nella mia raccolta di poesie. All’interno sono contenute tre storie: una coppia che è arrivata insieme alla vecchiaia e ci dice come questo sia avvenuto nel loro caso; un uomo disilluso e amareggiato che crede di non riuscire più ad amare e non si accorge che, pur nella sofferenza, sta cercando proprio l’amore; e una storia d’amore antica, dei tempi dei nostri nonni dove si dava importanza a valori che oggi sembrano scomparsi. E, visto che tutte le poesie si prestano a interpretazioni diverse, vi dico anche che c’è una poesia che tratta un sentimento in particolare e succede qualcosa di inquietante e purtroppo molto attuale. Ma credo che nessuno fino a ora lo abbia intravisto. Nei romanzi non prediligo un personaggio piuttosto che un altro ma vorrei che ognuno avesse un suo carattere.

Scintille – Quali genere di storie ami raccontare?

Angy C. Argent – Per quel che riguarda la narrativa amo molto il thriller, l’horror, il surreale, la fantascienza. Mi piace scendere dentro l’abisso del genere umano, cerco di comprendere cosa possa spingere un uomo a commettere delitti efferati o da cosa può essere motivato un essere umano nel credere in Dio o nel credere a un demone. Mi interessa molto mettere in risalto la psicologia dei personaggi. Amo scavare, fare ricerche nel passato, nella storia, nei miti poi adattarli ai giorni nostri. Anche nelle storie fantasy c’è sempre un fondo di reale, non slego mai completamente la narrazione da quello che possono essere esperienze concrete e che tutti noi conosciamo.

Scintille – Se dovessi definire il tuo mondo di carta e di inchiostro con quali colore, immagine, profumo o suono lo descriveresti?

Angy C. Argent – Tinte forti e definite, immagini sfocate quasi eteree, profumo di gelsomino e incenso, suono di un corno. Non chiedetemi perché ho solo chiuso gli occhi pensando alla domanda e questo ho visto.

Scintille – Da autore esordiente a emergente nel panorama italiano: parlaci della tua storia e del cammino fatto fin qui. Hai consigli per chi vorrebbe intraprendere la strada della scrittura? Cosa evitare e su cosa puntare, secondo te?

Angy C. Argent – Il cammino proseguirà, la strada è la stessa dell’inizio e su questa strada ho capito che nessuno mi separerà mai dalla scrittura. Ho letto e continuo a leggere, ripasso spesso la grammatica e la punteggiatura perché sono sempre insicura, sperimento diversi stili di scrittura pubblicando racconti e poesie sui social, sul mio sito, sui siti per scrittori, partecipo a contest che mi permettono di confrontarmi con bravi autori (perché, credetemi, bravi autori ce ne sono abbastanza) e grazie appunto a un concorso ho incontrato la Casa Editrice della quale faccio parte e che ringrazio per la fiducia accordatami. Ma questo è solo un punto di partenza, da qui in poi io dovrò lavorare il doppio di prima: farmi conoscere e continuare a migliorare la mia scrittura, essere umile per apprendere anche dalle critiche che ci saranno.

A chi vuole diventare scrittore dico: chiediti veramente cosa sei e cosa vuoi.

Con l’avvento dei social e il loro espandersi le persone sono convinte di avere il mondo in mano, di poter fare tutto, tanto basta farsi conoscere e avere molti ‘mi piace’. I social sono utili come strumenti di lavoro, non lo nego, ma non fanno di noi degli scrittori. Si devono utilizzare con intelligenza per far conoscere il nostro nome e la nostra opera per questo è necessario sapere almeno scrivere un post decente. La scrittura è un’esigenza, un amore, una dannazione. Punta su te stesso: la prima cosa da fare è leggere, studiare, cercare il proprio stile, migliorarlo, ascoltare i consigli, insomma padroneggiare il mestiere di scrittore. Punta su CE piccole non a pagamento per proporre i tuoi lavori. Sii umile, anche il lavoro più bello ha bisogno di editing, ascolta i consigli. Evita gli specchi per le allodole, coloro che ti diranno che pagando potrai pubblicare e sarai arrivato perché non funziona così.  Evita di scrivere tanto per: provarci, passare il tempo, sperare di essere notato da una CE e vendere milioni di copie, provare a diventare famoso e ricco. Chi ama la scrittura non ci pensa nemmeno sa che, anche se ha la fortuna di pubblicare un libro, sono pochi coloro che potranno vivere di sola scrittura. 

Scintille – Fai un saluto ai tuoi lettori con una citazione – che poi è anche l’augurio che vuoi lasciare su questo blog – tratto dalle pagine del tuo romanzo.

Angy C. Argent – Saluto con versi tratti dalla raccolta poetica: «Sfumature d’amore». Una poesia che simboleggia, tra le altre cose, la vita stessa, vista come una stanza, dove qualcosa di noi rimarrà comunque.

Qualcosa di noi

Qualcosa di noi rimane

nel chiaroscuro della stanza

illuminata solo dalla luna.

Le nostre ombre dipinte d’amore

 

L’appuntamento di oggi termina qui.

Ringrazio l’autrice per essere stata con noi oggi e vi invito a seguire i prossimi appuntamenti di Scintille e del suo Salotto letterario.

Un abbraccio e… followME! 😀

Loriana Lucciarini


VI E’ PIACIUTA QUESTA INTERVISTA? SIETE INTERESSATI A SEGUIRE L’AUTRICE CHE OGGI VI HO PRESENTATO? …ECCO I SUOI CONTATTI 🙂

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Angy C. Argent

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