[ospiti] – Giulia Mastrantoni, un folletto dai colori arcobaleno

Un folletto dai colori arcobaleno: il positive thinking di Giulia Mastrantoni e i suoi piccoli gesti che cambiano il mondo

 

Giulia Mastrantoni è un’ottimista: una fiaccola luminosa che diventa faro positivo capace di attirare belle emozioni.

Esile e scattante, un sorriso che esplode nel viso minuto e solare, sembra un piccolo folletto pieno di energia: impegnata in mille attività, dall’energia inesauribile, sparge i colori dell’arcobaleno a ogni passo.

Giulia è una persona straordinaria.

Del positive thinking ne ha fatto una missione, nella scrittura, nei suoi romanzi e nel progetto Tell, Storie che cambiano il mondo, dove propone storie di esempi positivi, narrandoci incontri con tante persone luminose che nella quotidianità della vita sanno donare un sorriso, un piccolo gesto gentile, un’attenzione che non è per niente scontata e mai banale. Insomma: è nelle piccole cose che si genera il cambiamento.

Autrice, blogger, laureata in inglese e francese, viaggiatrice sempre con la valigia in mano. Giulia Mastrantoni scrive sul webmagazine de Gli Scrittori della porta accanto e collabora con testate web sparse in varie parti del mondo. Ha condotto per Radio Big World la trasmissione Radio Book, con letture, stralci di libri e interviste (qui i podcast). Giulia è curiosa, ha uno sguardo attento alla società e ai rapporti umani. Accanita lettrice, sperimenta la condivisione culturale e il bookcrossing (più o meno con successo, come puntualmente racconta nella sua pagina Tell). Istrionica ama cimentarsi in nuove avventure. È autrice di “Misteri di una notte d’estate” (Ed. Montag), “Veronica è mia” (Panesi edizioni sulla tematica della violenza psicologica e sessuale), “One little girl – from Italy to Canada” (self, ebook). Di prossima uscita un nuovo volume, che racchiude la sua stessa essenza, pieno di colore e sfumature di vita.

Per scoprire di più su di lei: pagina facebook e profilo su Gli scrittori della porta accanto.

Oggi Giulia è mia ospite, per due chiacchiere davanti a una tazza di tè. Per tenerla ferma l’ho dovuta legare, ma sono certa che è felice di essere qui :-D… (eheheheheh)

 

Loriana (Scintille) – Ciao Giulia, parlaci un po’ di te…

Giulia Mastrantoni – Cari lettori, Loriana mi ha descritta con parole meravigliose, che non sono certa di meritare ma che mi fanno sorridere il cuore. Grazie.

Sono nata nel Lazio, ma il Friuli mi ha adottata quando avevo 18 anni. Lì ho studiato Lingue e Cinema, avvicinandomi al giornalismo e all’editoria. Durante gli anni della laurea specialistica, ho vissuto in Inghilterra, in Canada, in Germania e in Australia, concentrandomi sulla comunicazione e sullo storytelling. Successivamente mi sono specializzata in Web Marketing e Social Media con master e corsi specifici, cercando sempre di restare nell’ambito dell’editoria e tenendo attive varie collaborazioni con blog e giornali. Tra pochi giorni traslocherò di nuovo a Melbourne, dove inizierò un dottorato in scrittura creativa focalizzato sulla violenza di genere.

Loriana (Scintille) – Le tue esperienze in giro per il mondo, quanto hanno contribuito a trasformarti in quello che sei?

Giulia Mastrantoni – Credo che i viaggi abbiano modificato le mie aspirazioni e fortificato i miei ideali, più che cambiare chi sono. Sono nata a Frosinone, che pur facendo del suo meglio per offrire opzioni ai cittadini, è comunque una città a cui mancano molte cose. Per me, Udine è stato un cambiamento notevole, che mi ha mostrato quanto possa essere stimolante l’arte: ho avuto la fortuna di venire coinvolta in un inserto per studenti del Messaggero Veneto e questo mi ha cambiato la vita. Scrivere mi piaceva, così come mi piaceva l’arte, ma non avevo mai pensato che si trattasse di obiettivi realizzabili. Il Friuli mi ha insegnato che i sogni, se ti impegni e sei abbastanza incosciente da buttarti nella mischia, possono concretizzarsi.

Tutti gli altri viaggi sono stati una naturale conseguenza di questa scoperta, un po’ perché avevo imparato a “provarci” e un po’ perché non potevo più fare a meno di chiedermi che cosa esistesse in altri posti: se a Udine esisteva la scrittura come stile di vita, che cosa poteva mai celarsi nel resto del mondo? Ho scoperto, nel senso vero e profondo del termine, i social media solamente a Melbourne. Nello stesso modo, ho imparato che cos’è la letteratura erotica e cosa vuol dire “femminismo” solo vivendo in Québec. Buffo, no? La “novità” è uno stimolo di cui, dopo un po’, non si riesce più a fare a meno.

Loriana (Scintille) – Leggere per te è fondamentale, quanto ti accresce e ti arricchisce?

Giulia Mastrantoni – Ho iniziato a leggere da piccola e a volte maledico quel giorno: sarei così sensibile, se non avessi mai cominciato a leggere? Essere ipersensibili è una gran bella sfida, in questo mondo. So per certo che esistono persone esattamente come me, che piangono davanti alla bellezza e che a volte faticano a fare le cose più banali perché sopraffatti dalle emozioni, ma so altrettanto chiaramente che non si tratta della maggioranza: siamo una minoranza e ci sono momenti nei quali non abbiamo vita facile. Mi chiedo spesso quanto leggere abbia acutizzato questa mia sensibilità e se sarei comunque la persona che sono oggi, se non avessi mai aperto un libro. In momenti come questi mi chiedo sempre se sia “giusto” leggere o se possa risultare dannoso per alcuni tipi di personalità. La risposta è facile: il fulcro del problema non è se leggere è “giusto” o meno, ma la diffusione della lettura. Se leggessimo tutti, senza nessuna eccezione, tutti avremmo almeno un po’ di quella sensibilità che è così difficile da capire per chi non la possiede. Vivremmo tutti più a contatto con quel lato emotivo dell’essere umano che in troppi casi viene messo a tacere. Cresceremmo tutti insieme, costruendo legami più profondi l’uno con l’altra.

Loriana (Scintille) – Mille progetti e mille attività… ci si perde a starti dietro! Ora che combini?

Giulia Mastrantoni – Tra pochi giorni tornerò a Melbourne. Inizierò un dottorato di ricerca in scrittura creativa, focalizzato sulla violenza di genere. Sarà una ricerca molto pratica, che coinvolgerà molte interviste e che spero di poter svolgere al meglio. Ci saranno molti ostacoli di ordine etico, ma spero di potervene parlare più avanti.

Loriana (Scintille) – Ti seguo con interesse nella pagina Tell, storie che cambiano il mondo. Puoi spiegarci come nasce questo progetto e cosa ha realizzato finora? Come è il rapporto con i lettori e quali input ti sta dando?

Giulia MastrantoniTell è nato da una considerazione semplice: c’è bisogno di uno spazio dove scambiarsi storie positive che diano speranza, perché abbiamo tutti bisogno di sapere che il cambiamento positivo sta avvenendo nel mondo concretamente, sempre più forte. Periodicamente si regalano libri usati, che provengono per lo più dalla mia libreria. Alcuni follower della pagina, però, si sono offerti di aiutarmi nella raccolta di libri, di spedirmene di loro e di contribuire all’iniziativa, quindi le cose stanno diventando più grandi. A volte ricevo dei messaggi davvero belli, di cui alcuni commoventi. Si sta creando una vera comunità, che promuove la voglia di vivere e la sensibilità.

Loriana (Scintille) – Sta per uscire il tuo ultimo volume, ce ne parli? Di cosa si tratta? Come lo hai ideato? Qual è il filo conduttore rispetto alle tue precedenti opere letterarie?

Giulia Mastrantoni – Stanno per uscire un sacco di cose! Sta per essere ripubblicato “La forma del sole” nella collana de Gli Scrittori della Porta Accanto, un libro molto positivo. Sta per uscire con Genesis Publishing una riedizione di “One Little Girl” in inglese. E a novembre uscirà il seguito di “Veronica è mia” con Panesi Edizioni. Quest’ultimo è un lavoro a cui tengo molto e che spero arrivi alle persone che hanno vissuto qualcosa di simile.

A livello di classici, invece, uscirà con La Bottega dei Traduttori una mia traduzione di un romanzo di Susan Coolidge. Inoltre, Panesi Edizioni ha appena pubblicato il primo volume di una serie di traduzioni della May Alcott: il quarto volume è stato tradotto da me e da Annarita Tranfici, una persona splendida, e sarà presentato al festival Libri in Baia a ottobre.

Loriana (Scintille) – Se volessimo continuare a seguirti, tra un blog e l’altro, tra un paese e l’altro, tra un’attività e l’altra, dove ti troviamo?

Giulia Mastrantoni – Il mio profilo personale è su Facebook, Twitter, Instagram e Goodreads. Poi c’è il profilo Facebook della pagina Tell. I vari blog su cui mi troverete sono Oubliette magazine con una rubrica dedicata al mio progetto di dottorato, Gli Scrittori della Porta Accanto per recensioni e editoriali, SugarPulp per recensioni di thriller e saltuariamente Sconfinare e Berlino Magazine. Chiunque avesse voglia di scrivermi è il benvenuto! Grazie di cuore per queste meravigliose domande.

Il tempo a nostra disposizione si è concluso. Ringrazio Giulia per essere stata qui con noi e spero che un po’ della sua polvere fatata di folletto vi si sia attaccata addosso, per rendere speciale e più colorata la vostra giornata 🙂

 

Carissim* followers vi ringrazio per essere stati qui con noi oggi, continuate a seguire i prossimi appuntamenti del Salotto di Scintille d’Anima, altri personaggi e altre novità seguiranno…

Un abbraccio e alla prossima!

Loriana Lucciarini

 

[ospiti] – GIORNATA AUTORE: Sara Bezzecchi & Grazia Cioce autrici YouFeel #allDay!

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Buongiorno car* followers, oggi qui con noi abbiamo ben due autrici: Sara Bezzecchi e Grazia Cioce, una copia affiatata che ha appena firmato il romanzo “Ti dispiace se ti amo?” con la Youfeel Rizzoli!

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Del loro nuovo romanzo, “Ti dispiace se ti amo?” ve ne ho già parlato qui, nella mia segnalazione, e c’è da dire che il romanzo sta ottenendo buoni riscontri su Amazon a pochi settimane dalla sua uscita! 😀

Una bella soddisfazione per Sara e Grazia, di cui oggi daremo molte più informazioni!

Insomma, giornata speciale questa odierna, perché le avremo ospiti l’intera giornata per poter chiacchierare con loro e scoprire mooooolto di più:

oltre a un titolo e a una storia c’è un intero meraviglioso mondo di emozioni e esistenze da scoprire… quello che nasce dalla penna di queste due autrici!

***

Sara e Grazia sono ospiti della GIORNATA AUTORE, il nuovo format approntato su Scintille, che consentirà ai lettori e ai followers di collegarsi durante tutta la giornata per poter seguire l’intervista e incontrare le scrittrici. Quindi con la formula #allDay siamo certi che la partecipazione non mancherà e che in molti riusciranno a seguirci, dall’alba al tramonto 😛

Per questo ho preparato un supermega virtual buffettone che questa volta spazia dal caffè-cappuccino-brioches (per chi viene a trovare la mattina), dal té delle cinque alla cioccolata calda con biscottini alla cannella (per chi passa nel pomeriggio), all’happy hour con stuzzichini e aperitivetto (per chi fa un salto in serata), alla classica tisana relax con zenzero e profumati bouquet di infusi (per chi riuscisse a incrociarci per la buona notte)! 😀

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Il Salotto è un luogo comodo dove stare, spero vi sentiate “a casa” e trascorriate ore piacevoli in mia compagnia e, anche se non mi trovate, sappiate che oggi le porte sono aperte per voi senza limiti!😀 Tutto chiaro?

 

Per cominciare ecco un breve accenno al loro ultimo romanzo


“Ti dispiace se ti amo?”

Viola è una giovane architetta. Bella, forte, convinta di avere tutto quello che si possa desiderare: un bel lavoro, un fidanzato innamorato, un bambino in arrivo… Ma bastano poche ore e il suo castello di carta crolla miseramente. Da una parte sorprende il suo compagno, Luca, con un’altra donna, dall’altra l’architetto Massari, il suo bellissimo e scontroso capo, le comunica che Casa Viola, il progetto su cui sta lavorando da anni, è arrivato al capolinea: i fondi sono terminati, si chiude. Fortemente scossa dalla notizia, alle prese con gli ormoni impazziti, senza l’appoggio di un compagno e piena di dubbi sul futuro del suo bambino, Viola decide di affrontare Massari. Il confronto finisce con i due che, dopo aver messo per iscritto le rispettive emozioni, si scambiano i foglietti con i loro sfoghi impegnandosi a rileggerli di lì a un anno, quando tutto si sarà sistemato per il meglio. Ma la vita non va mai come ci si aspetta. E nel giro di un anno le sorprese non mancheranno.

Una bellissima favola, un manuale d’amore per sopravvivere a un uomo bastardo senza troppo soffrire e conservando la fiducia nel lieto fine.


 

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Loriana: Ciao ragazze, intanto benvenute! Sono molto felice di avervi qui oggi, Sara era già stata ospite di Scintille d’Anima e quindi per le un ben ritrovata, mentre per te Grazia, un grande benvenuta. Ho un sacco di curiosità su questo vostro romanzo. Le prime sono legate proprio alla scrittura a 4 mani, perché anche io ho affrontato il lavoro con ben due coautrici per progetti diversi di scrittura, in via di completamento; quindi sono davvero affascinata da come poi ogni coppia di autrici trovi la sua “quadra” nel lavoro a due. Quindi preparatevi perché vi farò una raffica di domande! 😛 La prima è: com’è scrivere insieme?

Sara: Io e Grazia ci conoscevamo già da qualche anno e per motivi non legati alla scrittura o ai libri. Quando abbiamo scoperto di condividere entrambe questa passione, ci siamo dette: Bé, proviamoci! Ammetto che per trovare il passo giusto ci abbiamo messo del tempo, ma una volta trovava la sintonia siamo andate avanti come fulmini, dando vita a Ti dispiace se ti amo? Un’esperienza che rifarei sicuramente, ci siamo divertite.

Grazia: Grazie per l’accoglienza, innanzitutto! 😀  Concordo con Sara, scrivere insieme è stata un’esperienza entusiasmante e divertente, ma al tempo stesso sono certa che sia una cosa che non si possa fare con tutti. Credo ci voglia, comunque, una bella sintonia per poter scrivere insieme, perché una cosa è buttar giù una storia, un’altra è renderla credibile e soprattutto fluida, senza che si notino le due diverse mani di scrittura. Con Sara il lavoro è stato abbastanza spontaneo perché abbiamo condiviso un altro percorso, la gravidanza, che in qualche modo ci ha unite ad un livello molto profondo. La scrittura è stata il naturale confluire dei nostri percorsi.

Loriana: Come riuscite ad intervenire sul lavoro della coautrice? Avete trovato difficoltà per integrare lo stile dell’una con quello dell’altra? E se sì, come l’avete superate?

Sara: Credo che possiamo ritenerci molto fortunate, ci siamo trovate in perfetta sintonia con stili e idee molto simili. Non è stato complicato.

Grazia: Come dicevo prima, è stato abbastanza naturale… per fortuna!

Loriana: Vi siete avvalse del lavoro di un editor?

Sara: No, ci siamo avvalse di tantissime riletture, iper criticità e ottime Beta Readers.

Grazia: Ti dispiace se ti amo? è nato due anni fa e da allora è stato editato (da noi) un numero infinito di volte… siamo entrambe pignole al limite del maniacale e ci siamo avvalse di beta readers altrettanto meticolose. L’editor della nostra casa editrice, Rizzoli, infine, ha svolto il lavoro finale, in sinergia con noi, con accuratezza e professionalità.

Loriana: In che modo vi siete ripartite la stesura del romanzo? Avete scritto in contemporanea i testi oppure vi siete suddivise il lavoro? E se ve lo siete suddivise, in che modo avete ragionato? Per peculiarità? Per stili narrativi?

Sara: Abbiamo lavorato entrambe su tutto il testo. La prima ha cominciato e dopo una settimana l’ha passato all’altra. L’altra leggeva quanto scritto e proseguiva agganciandosi. Il lavoro di rifinitura è venuto alla fine, ma c’era abbastanza coerenza in tutto il testo.

Grazia: Abbiamo tracciato la storia fin dall’inizio. Sapevamo come iniziava e dove volevamo andare, ma a volte i nostri personaggi hanno preso il sopravvento. Mentalmente abbiamo lavorato in grande sinergia, una agganciata all’altra, capitolo per capitolo, aggiungendo o tagliando di volta in volta. Sara ha una vena stilistica molto romantica, io ironica; entrambe propendiamo per una certa riflessività e per un percorso emozionale di crescita nei nostri personaggi: abbiamo, quindi, fuso gli stili, accompagnando Gabriel e Viola in tutto il viaggio.

Loriana: Questa storia, come è stata orchestrata, nella trama e nella struttura narrativa, nei personaggi e nei colpi di scena?

Sara: Questa storia è stata riveduta infinite volte, sebbene la trama base non è mai variata. Nel tempo sono comparsi personaggi nuovi, ne sono scomparsi altri. I protagonisti e i co-protagonisti non sono mai stati in dubbio. Avevamo ben chiaro dove volevamo andare e come.

Grazia: Concordo con Sara, aggiungo solo che ci siamo davvero molto concentrate su Viola e sul suo percorso emotivo e su Gabriel e lo sbocciare della sua vera personalità.

Loriana: L’idea è nata a una sola e poi l’altra ha integrato la trama oppure volevate lavorare insieme e avete concordato un lavoro congiunto, gestendo insieme storia, trama e personaggi?

Sara: Volevamo lavorare insieme e così è stato. Una ha lanciato lì l’idea che la protagonista fosse un architetto, per esempio, e l’altra ha ricamato intorno. Insieme abbiamo trovato gli incastri ottimali.

Grazia: Con Sara ci sentiamo infinite volte al giorno… sento più lei che mio marito! Per cui, abbiamo avuto modo di parlare e parlare e riparlare della trama e lavorarla mentalmente prima di metterla su carta.

Loriana: Come avete proceduto per la stesura al testo e la sua revisione?

Sara: Come ho già detto, abbiamo proceduto più o meno a settimane alterne, intervenendo entrambe sullo stesso testo. Per la revisione evidenziavamo i cambiamenti in rosso oppure sbarravamo i pezzi tagliati, così che l’altra potesse vederli ed eventualmente dare il suo parere.

Grazia: Siamo entrambe cresciute molto in seguito a questa stesura e alla sua revisione, perché abbiamo imparato tanto l’una dall’altra, in uno scambio che sicuramente ci ha arricchite.

Loriana: Avevate già lavorato insieme? Cosa vi ha spinto a far partire questo progetto letterario?

Sara: Ti dispiace se ti amo? è stato il primo progetto insieme e non sarà l’ultimo. Abbiamo già delle idee per qualcosa di nuovo.

Grazia: Scuderia vincente non si cambia, si dice! Questo è il nostro primo romanzo a quattro mani, nato dalla voglia di cimentarci insieme in un romanzo che potesse accomunare il nostro stile. E’ stata una sfida e ci è piaciuta così tanto che, sicuramente, la ripeteremo a breve!

Loriana: Cinque righe per parlare di questo romanzo

Sara: E’ un romanzo che mostra che nella vita si può affondare, ma l’importante è continuare sempre a nuotare, specie se hai dei buoni amici accanto.

Grazia: Ti dispiace se ti amo? è un romanzo di rinascita e scoperta: Viola, la protagonista, scopre il vero amore, ma prima passa attraverso scelte sbagliate e… persone sbagliate. L’amore però, la trova e la travolge, nonostante tutto e tutti e svela una Viola nuova, più forte.

Loriana: Quali sono i punti di forza?

Sara: Secondo me il punto di forza è proprio la storia di Viola, la protagonista. Non ci sono molti personaggi letterari con il suo carattere e la sua forza.

Grazia: Concordo con la mia socia, Viola è la chiave di lettura di questo romanzo, non a casa la voce narrante è proprio la sua.

Loriana: Vi lascio la scelta di due colori, due aggettivi, 1 immagine e 1 melodia che siano in grado di ben rappresentarlo e che possano dare ai lettori un’idea empirica di questa vostra storia.

Sara e Grazia: I colori sono sicuramente il Viola e il Rosso. Due aggettivi potrebbero essere: Tenero e romantico. Un’immagine? Sicuramente una poltrona rossa (LOL) e la melodia di certo è Dreams di Gabrielle che abbiamo citato anche all’inizio.

Loriana: Chi sono i personaggi? Ce li presentate? Che caratteri hanno, che fanno nella vita?

Sara: Sono tutti architetti. Abbiamo Viola, con un carattere forte e determinato, i suoi bizzarri amici Tina e Stefano, sempre pronti a darle una mano, c’è Luca, anche detto Il mollusco e poi lui, Gabriel, il capo dello studio di architettura nonché nostro uomo ideale.

Grazia: Viola è estroversa e dolce, una donna forte e ironica che prende la vita col sorriso. Gabriel è un uomo introverso e tremendamente sexy… Tina, poi, è la mia preferita: parla per anagrammi e crede di essere una teenager, è spassosa e simpatica, oltre ad essere un’amica fedele. Poi ci sono anche Luca, Stefano e la perfida Alice…

Loriana: Ci potete dire quali sono gli ingredienti fondamentali di questo romanzo?

Sara e Grazia: L’amore in tutte le sue forme: nei confronti di un uomo, nei confronti di un amico e nei confronti di un figlio.

Loriana: Amore quindi, ma anche humor… un mix frizzante, perfetto per una lettura capace di far sognare ma anche sorridere. Come avete dosato i due ingredienti nella storia?

Sara: Abbiamo riso tantissimo, mentre raccontavamo le vicende di Viola! Ovviamente l’amore è il fundus, ma volevamo che Viola fosse anche esilarante. Abbiamo fatto un cinquanta e cinquanta.

Grazia: Viola è un personaggio estremamente ironico, quindi è stato spontaneo rendere le sue vicissitudini, i suoi pensieri, le sue parole, divertenti! Ci siamo davvero divertite…

Loriana: Potete anticiparci qualche piccolo colpo di scena? Cosa dobbiamo aspettarci dalle vicende dei protagonisti?

Sara: Sicuramente Viola aveva la risposta in mano già all’inizio di tutta la sua avventura. Cosa vi dovete aspettare? Tante risate e tanta tenerezza.

Grazia: Dovete aspettarvi tanti colpi di scena, ma vissuti col sorriso!

Loriana: In che modo vi siete ispirate per la creazione dei personaggi di questa storia? E per le scene più spassose? 😀

Sara: Non saprei sai? Sono sgorgate fuori quasi d’istinto in tutta la loro esilarante semplicità.

Grazia: Non abbiamo pianificato tutto nei dettagli! Ad un certo punto i personaggi erano talmente tanto ben definiti caratterialmente che hanno preso il sopravvento sulle nostre idee e hanno fatto di testa loro! 😉

Loriana: C’è un personaggio che vi ha messo più in crisi? E perché?

Sara: Forse è stata Alice, una sorta di antagonista. Non riuscivamo ad inquadrarla e siamo dovute intervenire più volte su di lei rispetto agli altri.

Grazia: Concordo su Alice… forse perché sia io che Sara siamo delle “buone”, per cui è stato difficile delineare una donna perfida.

Loriana: C’è un personaggio che avete amato in modo viscerale e per il quale avete fatto il tifo dall’inizio alla fine?

Sara: Gabriel, senza dubbio. Chi non vorrebbe un uomo così premuroso, forte e bello?

Grazia: Assolutamente Gabriel, è il personaggio dal quale non riusciamo ancora del tutto a staccarci mentalmente.

Loriana: C’è invece un personaggio che proprio vi stava sulle balle? Come avete resistito a questa antipatia e alla tentazione di ridurlo in cenere con l’uso della vostra penna?

Sara: Credo che possiamo concordare entrambe che il personaggio peggiore sia Luca. Ma avrà quel che merita alla fine.

Grazia: Luca, concordo. Onestamente, c’è stato un momento in cui avrei voluto che Viola lo prendesse a schiaffi!

Loriana: Ciao Sara, ci puoi dire in poche parole qualcosa di te? Come e quando nasci come scrittrice e quando è nata in te la consapevolezza di poter raccontare storie per gli altri? Quali sono i titoli dei romanzi editi e che generi affronti?

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Sara: Ho sempre avuto la passione per la scrittura, oltre che per la lettura, ma oltre a scrivere piccoli articoli per il giornalino della scuola o il mio diario personale, non ero mai andata. Ti dispiace se ti amo? è stata la mia fonte di illuminazione, il mio primo vero romanzo scritto, anche se non in ordine di pubblicazione. Ha dato il là a qualcosa che già covavo dentro. E oltre a ringraziare Gabriel e Viola per questo, ringrazio sempre anche la mia socia Grazia.

Dopo questo progetto ho scritto “E alla fine arrivi tu”, uscito nel 2015 con la Genesis Publishing e “Come il mare in tempesta”, uscito a settembre 2016 per la collana Youfeel di Rizzoli.

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Loriana: Ciao Grazia, ci puoi dire in poche parole qualcosa di te? Come e quando nasci come scrittrice e quando è nata in te la consapevolezza di poter raccontare storie per gli altri? Quali sono i titoli dei romanzi editi e che generi affronti?

Scrivo da quando andavo alle scuole medie: conservo ancora i miei quadernoni pieni zeppi di storie nelle quali mi perdevo. All’università, durante la stesura della tesi, il prof mi disse: “in alcuni tratti la tua non sembra una tesi, ma un romanzo! Dovresti scrivere!”. Quel commento mi turbò e lo lasciai sedimentare per un po’… finché un giorno ho pensato: ok, ci provo! Ho scritto tanto, ora provo a mandare qualcosa ad un editore e vediamo come va!

Ho pubblicato nel 2008 “Cioccolato Fondente Extra”, poi “A tavola con Bella ed Edward” per il Leone Verde nel 2013, “Una Mamma” nel 2014 ed. Genesis Publishing, “Francamente me ne infischio (o forse no)” per Rizzoli (collana Youfeel), “Insertion, L’oscuro potere” (primo volume di una trilogia distopica) ed. Genesis Publishing, ed ora “Ti dispiace se ti amo?” sempre per Rizzoli.

Loriana: Domanda finale per entrambe: Scriverete ancora insieme? Avete nuovi progetti per il futuro? Ci potete anticipare qualche novità?

Sara: Si, scriveremo ancora insieme, abbiamo già un progetto in ballo, ma viste le uscite soliste di ognuna di noi, l’abbiamo messo un momento da parte. A gennaio 2017 cominceremo una nuova avventura a quattro mani. Siamo socie ormai 🙂

Grazia: decisamente sì! Questa è un’esperienza da ripetere e abbiamo già una trama, un titolo e una data di partenza! Il nostro sodalizio artistico è solo all’inizio!

***

Bene ragazze, dopo questa lunga chiacchierata posso dire che mi ha fatto proprio piacere avervi qui ospiti!

Vi faccio i miei in bocca al lupo per tutti i progetti futuri e mi auguro di leggere presto nuovi romanzi a vostra firma. Inoltre, approfitto per rinnovare l’invito a passare per il Salotto Letterario, qualora vogliate tornare a farci un saluto sarete le benvenute! 😀

Ora mettetevi comode e servitevi dal vassoio dei virtual dolcetti, mentre lascio la parola alle amiche lettrici e ai followers di Scintille: la chat è aperta, lasciate i vostri commenti e domande. Pronti… via! 😀

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[ospiti] – Elena Genero Santoro nel Salotto di Scintille: passione, scrittura e vita

header-giornata-autoreBuongiorno car* followers, oggi qui con noi abbiamo una scrittrice emergente italiana: Elena Genero Santoro.

 

Elena è una collega conosciuta nella redazione del web magazine “Gli scrittori della porta accanto”, e quando ho saputo che era in uscita il suo nuovo romanzo (Immagina di aver sognato – la segnalazione è qui) ho approfittato per chiederle un’intervista e invitarla a passare nel blog! 😀

 

Ecco perché l’appuntamento di oggi è davvero speciale e sono molto emozionata! Per l’occasiome ho improntato questo incontro in modo differente dal solito: per tutta la giornata avrete la possibilità di connettervi e fare domande, lasciare commenti e Elena passerà in serata a rispondervi in una sorta di chat in differita che caratterizzerà tutta la giornata e che ho voluto chiamare GIORNATA AUTORE #allday!

Il mio intento è quello di farvi conoscere Elena a tutto tondo, soprattutto nella sua passione scrittura. Ma prima ecco brevi accenni biografici…

Elena Genero Santoro è nata a Torino nel 1975, dove attualmente risiede con il marito e i figli. Lavora come ingegnere per l’industria automobilistica e si occupa di conformità del prodotto alle normative europee in ambito ambientale. Ama viaggiare e conoscere persone che vivono in altri Paesi. Grande appassionata di ginnastica artistica, l’ha praticata in passato ma ora, sostiene, non ha più né il fisico né l’età. Ama cantare. Ha fatto parte di un grande coro di Torino, tra il 1992 e il 1997, i cui incassi erano devoluti alla Caritas. Ha avuto anche esperienze teatrali a livello amatoriale. Studia inglese un po’ per piacere e un po’ per necessità lavorativa. Si diverte anche a cucinare e a creare ricette, soprattutto se si tratta di dolci, ma non chiedetele di bagnarvi le piante se andate in ferie. Il pollice verde non è una sua virtù! È convinta che nella vita oltre al talento serva la tenacia. Il suo motto è quella frase dell’ape, che in teoria non potrebbe volare per motivi aerodinamici, ma ignara delle nozioni scientifiche non solo vola, ma fa anche il miele. È una lettrice feroce e onnivora. Scrive da quando aveva quattordici anni per raccontare i sentimenti umani, per sognare con travagliate storie d’amore, per dare un taglio ironico alla realtà e per trattare temi sociali denunciando quelle che ritiene delle ingiustizie. Un argomento che le sta particolarmente a cuore è quello della violenza contro le donne. Il suo primo romanzo, “Perché ne sono innamorata”, edito da Montag, è uscito nell’aprile 2013. Sono seguiti nel 2014 “L’occasione di una vita”, ebook proposto con Lettere Animate e “Un errore di gioventù” pubblicato da 0111 Edizioni. Nel novembre 2014 è uscito “Gli Angeli del Bar di Fronte”, 0111 Edizioni. Nel 2016 è uscito con 0111 Edizioni “Il tesoro dentro”

Amici followers! Il mio benvenuto vale quindi per tutta la giornata, passate quando volete , le porte del Salotto sono aperte dall’alba al tramonto 😀 e poi ci rivediamo domani per un breve highlights!

Intanto, come è prassi per questo Salotto, vi invito con molto piacere a partecipare: mettetevi comodi, fate scorpacciata dei virtual-dolcetti che ho preparato per voi (ce ne sono a non finire!) e lasciate le vostre domande.

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Il Salotto è un luogo comodo dove stare, spero vi sentiate “a casa” e trascorriate ore piacevoli in mia compagnia e, anche se non mi trovate, sappiate che oggi le porte sono aperte per voi senza limiti! 😀

Tutto chiaro? Bene, andiamo a iniziare! 😀

INTERVISTA logo

Loriana – Ciao Elena, benvenuta a nome mio e del pubblico di amiche e amici qui presente oggi!

Elena – Grazie buongiorno a tutti! 😀

Loriana – Come dicevo prima mi fa molto piacere averti qui *_* Iniziamo analizzando il tuo RAPPORTO CON LA SCRITTURA. Ecco la prima domanda… Come ti sei approcciata alla scrittura? Cosa ti spinge a scrivere?

Elena – Ho iniziato all’epoca delle elementari disegnando storie e a fumetti e ho continuato alle scuole medie con dei racconti scritti a mano su dei taccuini, che io chiamavo “romanzi” e che a loro modo lo erano anche. Ho sempre avuto il bisogno di creare un mondo tutto mio in cui evadere.

Loriana – Come nascono le tue storie? Come lavori alla stesura del testo?

Elena – Le mie storie nascono quando mi guardo intorno e noto elementi che colpiscono la mia attenzione e che magari tra loro non c’entrano nulla. Allora mi domando: cosa accadrebbe se li mettessi insieme? Un po’ come un cuoco che cerca di creare nuove ricette accostando gusti che in apparenza non si sposano ma che poi riservano sorprese. Per esempio, che succede se metto uno scrittore danese, una gothic lolita, un imprenditore e una giovane vedova avvenente e li faccio interagire sullo sfondo di una Torino durante la crisi? Così è nato “Il tesoro dentro”.

Per quanto riguarda la stesura del testo, mentalmente divido la storia in un inizio, uno svolgimento e una conclusione. Quando il libro è terminato faccio almeno due revisioni complete prima di sottoporre il testo ai primi editing, che di solito sono sempre più di uno. A quel punto inizio a cercare un editore.

Loriana – Scrivi prettamente un genere oppure hai altre pubblicazioni che si discostano da questo e affrontano altro?

Elena – Guarda, io dichiaro di scrivere prettamente narrativa contemporanea non di genere, perché in effetti trovare un genere ai miei libri non è semplice. Sono un misto di cose. E dire che quando ho iniziato a scrivere ero convinta di voler fare dei romance. Invece i miei libri sono tutti introspettivi e sentimentali, ma non bisogna aspettarsi dei romance classici perché non lo sono. Alcuni tendono al giallo o al thriller, in altri è più pregnante qualche tema di attualità.

Loriana – Approfondiamo ora le tue STORIE… Quanti e quali sono i tuoi romanzi?

Elena – I romanzi che ho scritto in tutto finora sono quindici, di cui sei pubblicati. La lista comprende una serie da dieci più altri cinque indipendenti.

Parlando della serie, i primi due sono “Perché ne sono innamorata”, Edizioni Montag, e “L’occasione di una vita”, Lettere Animate. Il terzo, “Immagina di aver sognato”, è appena uscito con PubGold. Anche il nono è già stato pubblicato, in anticipo sugli altri e si intitola “Un errore di gioventù” ed è uscito nel 2014 con 0111 Edizioni. I protagonisti sono una coppia di fidanzati, poi sposi (Futura e Patrick), e una miriade di personaggi che ruotano intorno a loro a vario titolo. Il sentimento la fa da padrone, (sentimento inteso come amore, ma anche come amicizia, o perdita di una persona cara), ma vengono affrontati anche temi di attualità che spaziano dalle barriere architettoniche allo stalking, dalla transessualità alla pena di morte (quest’ultimo in “Un errore di gioventù”). Leitmotiv: la violenza di genere, che mi sta molto a cuore. Ogni libro può essere letto individualmente, ogni storia e ogni avventura è a sé. Annuncio anche che i capitoli successivi della serie dovrebbero uscire nei prossimi mesi. In “Immagina di aver sognato”, si tratta solo di una parentesi. Nel prossimo, “Diventa realtà”, invece,  la violenza di genere sarà proprio uno dei temi predominanti.

Oltre a questa serie ho pubblicato anche altri due libri indipendenti: “Gli Angeli del Bar di Fronte” 0111 Edizioni, che parla dell’immigrazione, è piaciuto a molti e si è diffuso bene, e “Il tesoro dentro”, 0111 Edizioni, che vira verso il giallo, alla ricerca di un tesoro.

Loriana – Qual è il romanzo che senti più legato a te, come persona?

Elena – Io sono presente, frammentata, un po’ in tutti, ma a nessuno in particolare. Non c’è niente di realmente autobiografico in quello che scrivo, per cui sono legata a tutti allo stesso modo, ma mantenendo sempre una debita distanza.

Loriana – Qual è il romanzo che ti ha dato più soddisfazione?

Elena – Per ora, indubbiamente, Gli Angeli del Bar di Fronte, che ha avuto veramente un riscontro ottimo e delle valutazioni molto positive.

Loriana – Veniamo ora al tuo ultimo romanzo… Presentalo ai lettori di questo blog. Di cosa parla, che genere di storia è? Chi sono i personaggi?

Elena – È un romanzo sentimentale, forse il più vicino, tra quelli che ho scritto, al genere romance. Futura e Patrick si sono sposati da poco e vorrebbero diventare genitori, ma i primi tentativi non vanno a buon fine. Per chi non avesse letto “L’occasione di una vita”, i due protagonisti avevano dovuto affrontare una gravidanza inattesa che poi era finita con un aborto spontaneo. Non riuscendo a concepire, hanno il dubbio che qualcosa in loro non funzioni. In compenso, lo scriteriato padre di Patrick appioppa loro, per un tempo indefinito, il figlio di due anni, Pietro, avuto dalla seconda moglie. Pietro appare da subito come un bambino molto problematico, anzi, ingestibile. Quando i due, da Londra, vengono in Italia per le vacanze, devono anche aiutare Massimo, l’amico di Futura, che è gravemente ammalato. Alla fine, per varie ragioni, nella loro casa al mare Futura e Patrick si troveranno ad accudire tre bambini esagitati, una Manuela in crisi sentimentale, che più che aiutarli creerà scompiglio, una Claire (la perfida Claire) in via di redenzione e un vicino di casa, Mac, che facendo un mestiere particolare si sta nascondendo da qualcuno che lo perseguita. Il che chiaramente creerà non poche tensioni, situazioni comiche e altre più drammatiche. Comunque si assisterà a un ribaltamento dei ruoli tra Futura e Patrick. Nei primi due libri lei è ancora acerba, giovane e complessata. Lui la chiama “piccola”, perché si sente protettivo. Ora Futura è cresciuta, è più sicura e sarà lei a prendere in mano le redini della situazione in una serie di occasioni. E poi c’è un infermiere burbero che assomiglia come una goccia d’acqua a un noto politico italiano…

Loriana – Tanti elementi che no possono non renderlo interessante!… Com’è nata nella tua testa l’idea di questo romanzo?

Elena – “Immagina di aver sognato” è il terzo di libro che ho scritto, nel 2011, dopo aver terminato la stesura dei primi due mentre ero in gravidanza e avevo un sacco di tempo a disposizione. Poi è nato mio figlio, il secondo, e io avevo il timore di non avere più tempo e modo per scrivere. Invece il bambino, per i primi sei mesi, è stato un neonato d’oro, che mangiava regolarmente, dormiva tutto il giorno e dormiva poi anche tutta la notte. Allora io ho continuato a sognare, mi sono domandata: e ora la storia come va avanti?

Così con un piede dondolavo la sdraietta del neonato e con le mani scrivevo sul computer. Era autunno (mio figlio è nato alla fine dell’estate), uno degli autunni più caldi e soleggiati che io ricordi, col sole che filtrava dalla finestra, e in quell’atmosfera magica e rilassata ho voluto rivivere le sensazioni dell’estate appena trascorsa, quando eravamo tutti al mare in trepidante attesa dell’evento. In quello stato di grazia ne è uscito un romanzo delicato, dolce, dai toni meno drammatici del capitolo precedente della saga, che spero trasmetta tutta la tenerezza che ho provato io scrivendolo. Io dico sempre a mio figlio che questo romanzo lo abbiamo scritto praticamente insieme.

Loriana – Puoi raccontarci qualcosa di più di questa storia?

Elena – Vi racconto un aneddoto: la prima ispirazione per “Immagina di aver sognato” è nata una sera ad Imperia. Ero in pizzeria, col mio bel pancione, quando sul lungomare ho visto passeggiare una coppia con un passeggino. Da lontano, per come erano fatti, potevano essere Futura e Patrick e mi sono chiesta: “Sto sognando?”. Perché è questa la cosa singolare dello scrivere: a volte si inventano personaggi ispirandosi a qualcuno, ma a volte capita il contrario: si possono scorgere i propri personaggi negli sconosciuti che si incrociano per strada. Capisco che per chi non scrive questo dettaglio possa apparire preoccupante per la mia salute mentale, ma chi ha esperienza di scrittura sa senz’altro di cosa sto parlando. “Immagina di aver sognato” è stato dunque concepito, titolo compreso, in un’atmosfera quasi onirica e per me unica che difficilmente potrà ripetersi nella mia vita. Comunque, a quel punto ho capito che per Futura e Patrick era venuto il tempo di allargare la famiglia. In un modo o nell’altro.

Loriana – Ci vuoi dire di più sul rapporto che lega i protagonisti?

Elena – I miei personaggi sono, come sempre, molto conflittuali. Manuela, l’ospite, che cerca l’amore e piange sulla spalla di Patrick, che è il suo ex. Mac, il vicino di casa che si rifugia da Futura e Patrick per le vacanze per sfuggire a una… persecuzione. E che rischia di fare danni seri. Claire, che sembra volersi far perdonare dei cattivi comportamenti passati, e invece, chissà… Insomma, in quella casa al mare i miei eroi stanno proprio stretti e la situazione sarà abbastanza stressante per Futura e Patrick, il cui matrimonio diventerà un po’… sovraffollato. Poi c’è il mio rapporto con i protagonisti. Io e i protagonisti abbiamo un rapporto talmente stretto che ci siamo anche messi a chiacchierare sulla spiaggia di Imperia. E infatti io compaio in un cameo, incinta e rossa di capelli, con il resto della mia famiglia!

Loriana – C’è un filo conduttore che lega le vicende dei personaggi?

Elena – Il primo vero filo conduttore è il sogno, la sensazione di aver vissuto una parentesi fuori dal comune, che è ciò che proveranno Futura, Patrick e Manuela alla fine della storia, ed è  anche ciò che ho provato io dopo che l’ho scritta.

***

Ci hai raccontato un sacco di cose, Elena! Ora sono curiosa di sapere che domande e curiosità hai suscitato nei lettori qui presenti 🙂

Proprio per scoprirlo lascio campo libero ai loro interventi e dichiaro aperta la GIORNATA AUTORE! Da ora in poi siete liberi di commentare, lasciare le vostre domande o riflessioni a Elena e lo potrete fare per tutta la giornata. In serata, come convenuto, Elena passerà a rispondere a tutti, garantito!

Quindi, dando il via all’evento, vi abbraccio tutt* e vi do appuntamento a domani con uno speciale highligh! 😀

Loriana Lucciarini

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[ospiti] – Urban fantasy: Daniele Imbornone e la sua saga del RedCrow

Buongiorno a tutti, carissim* followers! ❤

Come sapete il Salotto Letterario di Scintille d’Anima apre periodicamente i battenti per ospitare nuovi esordienti e giovani autori emergenti italiani. Una consuetudine che amo mantenere, pur avendo dilatato nel tempo i post e gli appuntamenti di questo blog per ritagliarmi lo spazio necessario a poter ultimare alcuni nuovi romanzi (di cui vi parlerò prossimamente), perché mi piace sostenere gli autori emergenti italiani di talento.

Lo faccio volentieri e con convinzione, ormai da tempo. E in questi mesi ho potuto verificare che è una cosa che voi avete sempre dimostrato di gradire, perché vi permette di scoprire nuove ottime penne e titoli intriganti e di qualità. Di questo ne vado fiera e vi ringrazio ❤

Così eccoci a nuovo appuntamento  del nostro Salotto per…

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Oggi è qui con noi Daniele Imbornone, autore urban fantasy della saga de “Il Corvo Rosso dell’alta società” (edito dalla Gds)!

Come al solito – i frequentatori abituali di questo blog ormai già lo sanno ma lo spiego per i nuovi ospiti – vi invito a servirvi dei dolcetti e delle bibite che trovate nel virtualbuffet allestito per l’occasione in fondo a questo Salotto…

Mi fa piacere avervi qui, vedo che siete in tanti, un grande benvenuto a tutt*! ❤

banner virtualdolcettiNel frattempo, mentre voi vi deliziate e vi preparate all’evento, vi presento il nostro Autore… Daniele Imbornone è uno scrittore milanese, capace di destreggiarsi bene in stili e generi differenti e io spero di suscitare curiosità sul suo lavoro letterario perché, pur se giovanissimo, Daniele è uno scrittore emergente che merita di essere seguito!imbornone

Prima di iniziare vi segnalo la sua pagina facebook del suo romanzo “Il corvo rosso dell’alta società”, il blog dedicato al Corvo Rosso, la sua pagina autore su Liberarti  e il profilo autore su mEEtale, dove potrete girovagare per scoprire ulteriori suoi lavori e novità.

Daniele l’ho conosciuto grazie al contest letterario “MaglaxWriters” (una specie di xfactor letterario diviso per squadre e a eliminazione diretta dopo prove di scrittura imposte dalla giuria), dove io ho svolto il ruolo di coach per il team uomini under 30, proprio il team di Daniele, dove ho potuto scoprire il suo talento, avendo anche la possibilità di lavorare direttamente con lui in fase di editing. In quella occasione lui, pur se giovanissimo, ha dimostrato doti narrative e notevole duttilità nell’affrontare generi anche opposti, assieme a un’insolita maturità e profondità di trattazione degli argomenti.

Il suo racconto breve, “Le impurità del cuore”, oltre ad avergli consentito di essere tra gli autori selezionati, gli ha anche permesso di far scoprire la sua abilità nell’affrontare tematiche importanti con connotazioni sociali; mentre l’altro suo racconto arrivato alle semifinali dal titolo “Scheggia”, ha permesso di introdurre il lettore alla trattazione di tematiche religiose, con uno stile inusitato, quasi biblico.

Amici, vi invito a prendere posto perché a breve partiremo con l’intervista.

Nel frattempo vi fornisco ulteriori informazioni su Daniele…

Daniele è l’autore de “Il Corvo rosso dell’alta società”, romanzo, di genere urbanfantasy, il primo di una trilogia, che narra le vicende di Sayph, un mietitore di anime e che prossimamente vedrà l’uscita del nuovo secondo capitolo [di Daniele e de “Il Corvo rosso dell’alta società” avevo già parlato precedentemente; qui con la mia recensione].

Io ho avuto la fortuna di leggere questo lavoro in anteprima, quando ancora era un manoscritto inedito e all’epoca mi piacque molto: la storia, che si svolge in parte in un universo parallelo ma che si collega alla realtà, ha personaggi che hanno la capacità di conquistare il lettore e farsi amare profondamente, adotta uno stile ben definito, con grande capacità narrativa e ha un’ambientazione originale e ben strutturata. Le implicazioni filosofiche e gli approfondimenti psicologici fanno di questo romanzo una piccola chicca di pregio, così incoraggiai Daniele nella laboriosa ricerca di un editore, cosa che poi si è puntualmente realizzata. A distanza di quasi un anno, infatti, Daniele Imbornone ha pubblicato con GDS Editore e ora “Il Corvo rosso dell’alta società” è conosciuto e apprezzato da un pubblico amante del genere fantasy per la sua capacità di saper descrivere sapientemente i mondi originali e fantastici che nascono dalla sua mente e saper dare tridimensionalità ai personaggi che risultano vivi, umani, tangibili nelle loro evoluzioni emotive e personali.

Bene, vi ho detto praticamente tutto. Ora lascio la parola a Daniele Imbornone, affinché sia lui a raccontarsi e raccontare dei suoi mondi immaginari…

INTERVISTA logo

Loriana – Ciao Daniele benvenuto, è un piacere averti qui. Parlaci un po’ di te… come sei, cosa fai, a cosa aspiri?

Daniele – Ciao Loriana; anche per me è un piacere essere tuo ospite.
Mah, a cosa aspiro? A niente di troppo alto a dir la verità. Amo le cose semplici (a parte quando scrivo. Lì sì che mi piace complicarmi la vita e fare i viaggioni mentali. Eheheheh). A parte gli scherzi sono un ragazzo a cui piace la tranquillità e la quotidianità. Mi piace stare in casa e uscire quando mi va. Amo scrivere e disegnare. Sperimentare cose nuove e la bellezza di un pomeriggio in compagnia del mio PC.

Loriana – Parliamo del tuo rapporto con la scrittura. Cosa ti spinge a scrivere?

Daniele – Mi piace scrivere di tutto. Il mio genere è l’urban fantasy però nasco con quello fantascientifico, che resterà sempre il mio primo amore.
Mi metto alla prova con un po’ di tutto. Nei vari contest a cui ho partecipato e a cui continuerò a partecipare spazio per molti generi; anche se non ho mai scritto e credo che mai mi cimenterò in qualcosa di troppo sdolcinato (alla Moccia) o nell’erotico. Scrivo perché mi va. Mi piace e mi permette di esprimere le mie idee. Ad essere sincero però… non ho una vera spinta.
Scrivo quando ho voglia e perché ne ho voglia. A volte mi costringo a scrivere perché devo ma… i risultati, col senno di poi, non sono dei migliori, e quindi cancello e riscrivo.

Loriana – Come nascono le tue storie? Come lavori alla stesura del testo?

Daniele – Nascono un po’ dai miei pensieri e un po’ da ciò che vedo o sento.
La maggior parte delle cose che scrivo però, vengono dal mio modo di vedere il mondo e la gente in esso. Ne: il corvo rosso dell’Alta Società, ciò è molto presente e gli do una grande importanza.
Come lavoro alla stesura? Beh, sono molto lento xD
Per lavorare bene, devo prima avere la voglia di scrivere e poi delle idee da battere sulla tastiera. Butto giù una bozza e la riguardo. Poi proseguo e, finito il tutto, parte la correzione selvaggia.

Loriana – Passiamo a parlare de “Il Corvo rosso dell’alta società”. Com’è nata questa storia nella tua testa?

Daniele – Mi è sempre piaciuta la figura del mietitore di anime: quello classico con la casacca nera, il cappuccio e la falce in mano. Tempo prima scrissi un racconto breve sullo stesso tema dal titolo: A un passo dalla morte (per chi volesse leggerlo è qui). Mi è piaciuto scriverlo e quindi ho cominciato a pensare più in grande. Ne è uscito poi la storia di Sayph.

Loriana – Di questo tuo romanzo: è nato prima il protagonista, Sayph o, viceversa, è nata prima la storia e i mondi di sopra e di sotto e poi lui?

Daniele – Di solito penso sempre prima al protagonista; ma in maniera superficiale.
Poi penso allo stesso modo alla trama e agli scenari.
Infine evolvo e approfondisco il tutto. Come detto prima, mi piace complicarmi la vita e creare situazioni difficili e imprevedibili per poi risolvere tutto con innati colpi di scena. (Vecchie abitudini difficili da estirpare, nate dal gene della fantascienza).

Loriana – Qual è il tema principale di questo romanzo? Cosa vuoi comunicare e in che modo lo hai affrontato?

Daniele – Il messaggio che voglio lasciare al lettore, è il mio personale modo di vedere l’argomento trattato: la mentalità dell’essere umano, soprattutto in punto di morte. Ciò che medita davanti alla falce, davanti a quegli occhi rossi e penetranti, davanti alla richiesta di andare col mietitore verso un futuro incerto e di cui la gente ha una innata paura.
Sayph, il protagonista, nutre un profondo odio verso gli uomini.
Secoli di attività lo hanno convinto che l’umanità pensi solo al proprio benessere e alla ricchezza personale. Che gli uomini si credano i padroni del mondo e della loro vita. Tutto cambia quando naturale e sovrannaturale coincidono.
Lì spavalderia e cuori boriosi lasciano il posto alla vera natura dei mortali.

Loriana – Come hai lavorato per dettagliare il carattere e la psicologia dei protagonisti?

Daniele – Ci ho lavorato a lungo e con costanza. Volevo che i personaggi fossero reali, vivi. Perciò mi sono messo nei loro panni, chiedendomi in ogni scena: se fossi in loro, come farei questo, come risponderei alla domanda?
Mi piace molto la psicologia e mi piace usarla nei racconti e romanzi.

Loriana – Ci vuoi dire di più sul rapporto che lega i protagonisti di questo romanzo?

Daniele – Beh, senza rivelare troppo sul romanzo, posso dirti che il passato tormentato di Sayph si scontra col presente di Jenny, la ragazza presa in custodia per un suo capriccio sconsiderato. Sayph è reduce da un lungo esilio preceduto da un evento funesto mai dimenticato. L’incontro con questa ragazza riaccende il dolore ma vuole dare anche una speranza.
Il loro rapporto prima terribile, sfocia in una bella amicizia e si conclude con una risposta bellissima. Semplice, ma di grande effetto.

Loriana – C’è un personaggio, nel tuo romanzo, che ti ha stupito e che si è evoluto inaspettatamente, così da dovergli dare più spazio rispetto a quanto preventivato?

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Il Red Crow, Sayph, in un’illustrazione dello stesso autore.

Daniele – Questo romanzo è partito diversamente da come l’ho presentato all’uscita. Diciamo che prima ogni capitolo si organizzava con una parte dove parlavo del passato di Sayph e un’altra dove mostravo il suo presente. Entrambi sempre e comunque collegati tra loro; non avevo lasciato niente al caso.
Ad ogni modo, quando l’ho finito di scrivere e l’ho fatto leggere ad alcune persone, mi è stato consigliato di fare due libri diversi così da spiegare meglio e rendere più avvincente il libro; e così ho fatto e sto facendo. Il corvo rosso dell’Alta Società parla del presente di Sayph e della storia con Jenny, mentre il suo passato e la sua storia tormentata la sto scrivendo ora ampliandola man mano. Quindi no; non c’è un personaggio che si è evoluto inaspettatamente, così da dovergli dare più spazio. Tutti i personaggi si sono evoluti inaspettatamente, quindi gli ho dato e gli darò più spazio. Aspettatevi quindi notizie di Sayph e company.

Loriana – C’è un personaggio che vuoi suggerirci di tener d’occhio? E perché?

Daniele – I due protagonisti: Sayph e Jenny. Lui è un idiota nella sua semplicità e schiettezza, mentre lei ha un caratterino che mammamia, vostra moglie non è niente (per gli sposati) ahahahah.
Se siete interessati a sapere di più sul prequel del romanzo, vi consiglio di tenere d’occhio anche i due amici di Sayph: Lorenz e Quiinz.

Loriana – Spiegavo prima ai lettori di questo blog che il tuo romanzo non è autoconclusivo ma fa parte di una saga. Quanto tempo ci hai messo a scrivere il primo episodio e quando vedremo alle stampe i capitoli successivi? Li stai ancora scrivendo o li hai già ultimati?

Daniele – Un annetto e mezzo per il primo (tenete conto che ho dovuto ampliare il romanzo come detto prima.)
Per il prossimo capitolo (e ultimo) non lo so, è ancora in fase di sviluppo e la storia da ampliare è bella lunga e difficile da scrivere. diciamo che sono a un terzo del totale. poi dovrò correggere i refusi, riadattare la storia, editare… nel 2020 forse vedrete qualcosa xD

Loriana – Puoi raccontarci qualcosa di più sull’evoluzione di questa storia? Nei capitoli successivi ci saranno importanti colpi di scena? Ci puoi svelare qualche anticipazione? Un piccolo segreto?

Daniele – Nel prequel parlerò di come era Sayph. Da quando è morto a quando è iniziato il suo esilio. Questo secondo libro sarà molto più psicologico perché vedrete un Sayph diversissimo da come ne parlo nel primo libro.
Sarà un ragazzino traumatizzato; morto in modo atroce vedendo le peggiori abominazioni dell’umanità. Entrerà nel mondo dopo la morte, uno su mille ce la fa, ma lui si tormenterà sul perché lui sia stato privilegiato e mille altri, migliori di lui, no. Incontrerà personaggi a cui do poco spazio nel romanzo precedente, mentre qui avranno un ruolo chiave per lui.
E poi… incontrerà lei. Luciènne. Una ragazza dolcissima ma col cuore malato come il suo. Morta sotto le peggiori torture che una donna potesse subire, salvata dal mondo di sopra per un oscuro disegno che lei ignora.
Lei e Sayph non possono non legare essendo così uguali.
E… si salveranno l’un l’altro.

Loriana – Daniele, l’ultima domanda prima di concludere: qui hai dei lettori che non ti conoscono e che non hanno letto nulla di Sayph e del mondo fantastico che hai creato con le tue parole. Se dovessi convincere chi è ancora indeciso, cosa diresti?

Daniele – Direi a tutti di leggere i vari capitoli del corvo rosso che sono online (su meetale soprattutto) per farsi una idea del mio modo di scrivere e della trama. Il secondo capitolo offre una nota in più su questo punto.
In più, consiglio di leggerlo perché non è il classico romanzo che troverete in vendita. Parlo di argomenti spesso solo sfiorati. Parlo di un mietitore d’anime fuori dal comune e di alcuni aspetti dell’umanità visti da un’angolazione diversa. Parlo di un amore sincero ma ostacolato.
Leggete se vi va, dico solo questo. Non resterete delusi.


Recensione del lettore DANIELE MISSIROLI su Amazon (5 stelle):

Un racconto che ti prende subito, sia per l’ambientazione, sia per la caratterizzazione dei personaggi. I riferimenti alla morte come a una necessità per la continuazione della vita sono narrati con gusto, leggerezza, proprietà di linguaggio, conoscenza. Una storia d’amore di cui non si riesce a intuire l’epilogo, che soddisferà tutti. Subito dopo l’ultima pagina si sente la mancanza dei personaggi e si desidera conoscere il seguito. Complimenti al giovane autore.


Bene, siamo arrivati a conclusione di questo appuntamento.

Ringrazio Daniele Imbornone per essere stato con noi, per averci affascinato con le sue storie e per la sua disponibilità nell’accettare il mio invito.:-D

Mi auguro di aver stuzzicato il vostro interesse verso questo giovane bravo autore e vi ricordo che Daniele può essere seguito sui suoi account social (pagina facebook del suo romanzo “Il corvo rosso dell’alta società”, il blog dedicato al Corvo Rosso, la sua pagina autore su Liberarti) e che il suo romanzo urbanfantasy “Il Corvo rosso dell’alta società” può essere acquistato a questo link.

Ringrazio tutti voi per essere intervenuti qui oggi e per seguire questi eventi con sempre maggiore attenzione e partecipazione.

Spero di avervi offerto contributi interessanti e nuovi spunti di lettura e vi invito a partecipare al prossimo evento del Salotto Letterario, che si terrà domenica 23 ospitando questa volta l’autrice Youfeel Sara Bezzecchi.

Nel frattempo, un caro saluto a tutti e a rivedervi presto! ❤

Loriana Lucciarini