[ospiti] – Il romanzo storico di Furio Thot | Incontro con l’Autore

Buonpomeriggio followers! 😀

Il Salotto di Scintille oggi ospita un autore affermato, penna attenta e apprezzata di romanzi storici: FURIO THOT ma, al contempo, qui con noi sarà anche FABIO DESSOLE, della casa editrice Arpeggio Libero, ospite nella doppia veste di editore e autore.

Pronti a questo nuovo appuntamento dell’aperitivo letterario? 😀 dai, che prendete posto, che andiamo a cominciare…


Chi è Fabio Dessole e… chi è, invece, Furio Thot?

Fabio Dessole è laureato in Scienze Politiche all’Università di Milano, città dove è nato alla fine degli anni cinquanta. Con la firma di Furio Thot ha pubblicato fino ad oggi una raccolta di racconti e quattro romanzi (Il sogno di EuridiceLe cesoie di AtropoIl destino di PsicheL’abbraccio di Thanatos e Conspiratio), tutti con Arpeggio Libero.
Ha partecipato, inoltre, con sette racconti, all’antologia Le teste di Cerbero con Anna Piazza (autrice di Arpeggio Libero) e Simone Salvetti.
Attualmente risiede a Lodi con la propria famiglia e dedica alla scrittura quasi ogni momento lasciatogli libero dalla propria professione. Dopo aver terminato il romanzo storico Conspiratio, si è dedicato alla ricerca per la stesura di un altro romanzo storico che ruota attorno alla mitica figura di Federico II di Svevia, quest’ultimo romanzo scritto in collaborazione con Marta Tempra ha ottenuto attestati di merito, premi e riconoscimenti nonché un ottimo riscontro da parte del pubblico dei lettori: A.D. 1243 – L’ultimo assedio.

 


Le pubblicazioni di Fabio Dessole/Furio Thot

 

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IL SOGNO DI EURIDICE, Furio Thot (edizioni Arpeggio Libero)

Raccolta di sedici racconti nei quali l’autore descrive l’amore, la gioia, le pene e la sofferenza. I personaggi vengono tratteggiati dalla sua penna con la consueta maestria nel descrivere le emozioni, senza mai abbandonare la sottile ironia che lo contraddistingue. Lo scrittore lodigiano alterna racconti che inducono al sorriso ad altri che spingono il lettore ad una riflessione più profonda sulla complessità dell’animo umano.
I protagonisti dei racconti rappresentano le più savriate categorie di persone che possono costellare la vita di tutti i giorni. Galleria di ritratti che spazia da una commessa di un negozio di dischi e il suo difficle rapporto con un anziano reduce dai lager, ad un architetto alle prese con i lavori di ristrutturazione di un hotel. Non solo umani: uno dei racconti ha, infatti, per protagonista un gatto. Malinconia e dolcezza come quelli descritti ne “La vedova” si alternano a momenti di tensione e brutalità come quelli narrati nel racconto più lungo “La metà oscura della luna”.

 

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LE CESOIE DI ATROPO, Furio Thot (edizioni Arpeggio Libero)

Giulio, Francesco e Antonio sono tre uomini giunti alla soglia dei cinquant’anni e hanno in comune una crisi familiare.
Giulio, professore di Storia dell’Arte si accorge quasi improvvisamente di provare un senso di rifiuto per quella famiglia che fino al giorno prima sembrava essere l’unica certezza nella sua insignificante esistenza.
Francesco tormentato dai rimosrsi a causa di una sbandata per una ragazzina molto più giovane di lui e infine
Antonio la cui famiglia è divorata da lotte intestine per la spartizione di un’eredità non riesce a trovare pace nemmeno nel proiprio lavoro. Il destino li farà incontrare per condurli o meglio trascinarli verso un inatteso finale.
Furio Thot con Le Cesoie di Atropo ha saputo coniugare una scrittura scorrevole e una trama originale alla profondità dei temi trattati: famiglia, amore, destino. La vicenda si svolge ai giorni nostri e vi ritroviamo gli argomenti della vita quotidiana quali l’immigrazione, la crisi economica, facebook.
A tratti ironico, scava nella profondità dei sentimenti di Giulio, il protagonista principale e dei due comprimari, Francesco e Antonio seguendo le vicende nel loro intrecciarsi fino all’inaspettata conclusione.

 

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L’ABBRACCIO DI THANATOS, Furio Thot (edizioni Arpeggio Libero)

L’intreccio delle vicende narrate ne L’abbraccio di Thanatos ruota attorno all’agenzia letteraria Penne in libertà di Firenze.
Uno dei soci, Carlo Locatelli, riceve un manoscritto da valutare. La sua esperienza e professionalità sono messe duramente alla prova: se da un lato egli apprezza lo stile di scrittura e la storia, dall’altro la personalità dei Fabrizio Malabarba, il presunto autore del romanzo, non lo convince.
Carlo nel frattempo incarica Chiara, una collega, di seguire l’editing del romanzo di Malabarba, ma quest’ultima dimostrerà, fin dal primo incontro, una forte avversione per lo scrittore che, pur risultando inspiegabile ai più, in realtà affonda le proprie radici nell’adolescenza di Chiara.
Contemporaneamente alle vicende narrate a Firenze a Milano Luca, il vero autore del romanzo che Malabarba
spaccia per proprio, si rende protagonista di una serie di eventi che lo coinvolgeranno in una storia di sfruttamento della prostituzione e di degrado che coinvolge personaggi insospettabili.
Un romanzo coinvolgente che si snoda, fra colpi di scena e cambio di scenari, narrato da Thot con il consueto amore per i dettagli e la presenza di un notevole numero di comprimari e personaggi secondari caratterizzati con l’ironia che contraddistingue, sin dal suo esordio con “Le cesoie di Atropo”, lo scrittore lodigiano.

 

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IL DESTINO DI PSICHE, Furio Thot (edizioni Arpeggio Libero)

Tre ragazze, cresciute in un piccolo paese di provincia, si trasferiscono a Milano per frequentare l’università. Tre

giovani amiche dalle personalità eterogenee in contrasto tra loro. Forte e decisa Rodica, di origine rumena. Alice, allegra e spensierata e Sabrina introversa e rifessiva, che porta con sé, dai tempi dell’adolescenza, un pesante fardello.
Quest’ultima tiene un diario nelle cui pagine si paragona a Psiche per aver perso l’amore, nei primi anni dell’adolescenza, a casua della sua insistenza nel volero vedere. Il loro cammino incontrerà quello di una ragazza marocchina, Shamira, che cerca di sfuggire ai condizionamenti di una famiglia e di una cultura che le stanno strette.

 

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COSPIRATIO, Furio Thot (edizioni Arpeggio Libero)

1476 Jan, un mercante di Bruges, si trasferisce a Firenze dove conoscerà Francesca giovane orfana che assieme
al fratello Lapo si occupa dell’attività che era del padre: il commercio della seta.
Alla tormentata storia d’amore fra i due fanno da sfondo le tumultuose vicende di quegli anni, intrighi, congiure, e infine una guerra. Vicende che vedono coinvolte le figure di spicco del XV secolo: i Pazzi, i Medici, gli Sforza, Fedrico da Montefeltro, papa Sisto IV, Re Ferrante.
Un romanzo storico nel quale le vicende dei protagonisti si intrecciano con quelle realmente accadute nel periodo che va dal Torneo del gennaio 1475 per celebrare l’alleanza fra Firenze, Milano e Venezia fino alla cosiddetta “Guerra dei Pazzi” e all’invasione turca di Otranto 1480.
Furio Thot ci regala un affresco dell’ultimo quarto del XV secolo con la precisione dettata da una profonda conoscenza della storia del periodo e dalla cura dei dettagli storici, nata da una ricerca approfondita durata più di un anno.

 

A.D. 1243 – L’ULTIMO ASSEDIO, , Furio Thot (edizioni Arpeggio Libero)

1237. Sono gli anni dei contrasti tra l’impero e i comuni sostenuti dal papato, lotte intestine che spaccheranno le città, dividendo i padri dai figli, i fratelli dai fratelli.
A Viterbo, Giacinta Brettoni, giovane nobile di parte guelfa, è destinata al convento fin dalla nascita, ma l’avversa fortuna della famiglia la porterà a rinunciare al velo per diventare moglie di un nuovo ricco della città.
Nel frattempo, il poeta siciliano Jacopo degli Altofonte viene convocato alla corte di Federico II e l’iniziale meraviglia si trasformerà in angoscia quando s’innamora perdutamente di Selvaggia, figlia naturale del sovrano e destinata in sposa all’uomo più crudele del suo tempo.
Alle loro storie si unisce quella di Guido, speziale lombardo in fuga con la famiglia da Lodi dopo che la città si arrese all’impero.
Amori infelici, rocambolesche fughe e impetuose battaglie si intrecciano in un romanzo corale in cui le vicende di tutti finiranno per convergere proprio nella città di Viterbo, culminando nella battaglia in cui la valorosa cittadina fronteggerà l’immenso esercito imperiale.
Gli epici giorni dell’anno domini 1243, l’ultimo assedio di Viterbo.



Scintille – Ciao Fabio, benvenuto. Benvenuto anche a Furio! 😛

Iniziamo subito… Chi sei, cosa fai, che hai combinato fin qui e cosa combinerai?

Fabio Dessole/Furio Thot Fabio Dessole non è che abbia combinato molto nella vita, (unico suo vanto sono le due figlie ma sicuramente non è suo il merito)…. Il suo alter ego, invece, Furio Thot, ha pubblicato fino ad oggi una raccolta di racconti e quattro romanzi (Il sogno di Euridice, Le cesoie di AtropoIl destino di Psiche, L’abbraccio di Thanatos e Conspiratio più il romanzo A.D. 1243 – l’ultimo assedio scritto in collaborazione con la scrittrice Marta Tempra). Tutti i romanzi sono pubblicati con Arpeggio Libero.  Attualmente sta lavorando a un nuovo romanzo: La nidiata dell’aquila, sempre in collaborazione con Marta Tempra.

Scintille – Che rapporto hai con la scrittura? Cosa significa per te? Cosa vuoi comunicare?

Fabio Dessole/Furio Thot – La scrittura è il miglior modo di comunicare, qualsiasi cosa si voglia comunicare.

Scintille – Parlaci dei tuoi romanzi che presto saranno pubblicati. Quali tematiche affronti e in che modo?

Fabio Dessole/Furio Thot – I tre romanzi ambientati ai nostri tempi e i due romanzi storici non hanno una tematica specifica, trattano degli esseri umani dei loro vizi e delle loro virtù.

Scintille – Come sono i tuoi protagonisti? Hai una predilezione per un certo tipo di personaggi?

Fabio Dessole/Furio Thot – I personaggi devono essere reali, avere luci e ombre come ogni essere umano reale,

Scintille – Quali genere di storie ami raccontare?

Fabio Dessole/Furio Thot – Amo particolarmente il romanzo storico, cui mi sono dedicato con gli ultimi due libri e con il prossimo. Attraverso questo tipo di narrazione vorrei dimostrare che, pur cambiando i tempi e le conoscenze, i sentimenti e gli atteggiamenti umani: odio, amore, meschinità, generosità, perdurano immutati con il passare dei secoli.

Scintille – Se dovessi definire il tuo mondo di carta e inchiostro con quali colore, immagine, profumo o suono lo descriveresti?

Fabio Dessole/Furio Thot – Suono, le note iniziali della 5° sinfonia di Beethoven, ossia Il destino che bussa alla porta.

Scintille – Da autore esordiente ad autore affermato nel panorama italiano. Parlaci della tua storia e del cammino fatto fin qui. Hai consigli per chi vorrebbe intraprendere la strada della scrittura? Cosa evitare e su cosa puntare, secondo te?

Fabio Dessole/Furio Thot –  Per tutti gli esordienti la cosa più difficile è farsi conoscere. Cosa evitare? Evitare di pensare che una volta pubblicato il libro sia finito il lavoro. Al contrario è lì che inizia la parte più difficile: promuoversi.

Scintille – Fai un saluto ai tuoi lettori con una citazione – che poi è anche l’augurio che vuoi lasciare su questo blog – tratto dalle pagine del tuo romanzo.

Fabio Dessole/Furio Thot –  Certamente e con piacere…

 

“Solo i giusti che sanno di operare nel giusto

non temono l’altrui giudizio.”

(AD 1243 Parte terza – cap. 7)

 

 


L’appuntamento di oggi termina qui.

Ringrazio Fabio/Furio per averci raggiunto nel Salotto Letterario e lo invito a tornare qui appena il nuovo romanzo sarà ultimato, magari in compagnia della coautrice, Marta Tempra…

Salutandovi, vi invito a seguire i prossimi appuntamenti di Scintille, tanti altri autori italiani, tanta buona letteratura…

Un abbraccio e… followME! 😀

Loriana Lucciarini


VI E’ PIACIUTA QUESTA INTERVISTA? SIETE INTERESSATI A SEGUIRE L’AUTORE CHE OGGI VI HO PRESENTATO? ECCO QUI IL LINK SU ARPEGGIO LIBERO…

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[ospiti] – Intervista a Emanuele Ascone | Il Cercatore Errante sul cammino della vita

Buonpomeriggio followers! 😀

Il Salotto di Scintille oggi ospita EMANUELE ASCONE. Lui è poeta di talento, attento ai mutamenti dell’anima e a ritrarre la vita nelle sue mille sfaccettature differenti. Parleremo di versi, ma non solo, spaginando le abituali domande… tanto per rendere frizzante questo incontro! 😀

Pronti per l’aperibook, il consueto aperitivo letterario del blog di Scintille?

Mettetevi comodi, che andiamo a iniziare… 😀


Chi è Emanuele Ascone?

Sono nato a Roma nel 1976, dove vivo e lavoro.

Fin dall’adolescenza mi è piaciuto scrivere i miei pensieri, senza dargli però la giusta importanza. Nella mia valigia non ho degli studi classici, poiché mi sono diplomato come perito tecnico, che ha poco  a che vedere con la scrittura ed il suo umano sentire.

A 21 anni mi sono arruolato nella Polizia di Stato dove tuttora presto servizio.

 


Le pubblicazioni di Emanuele Ascone?

IL TOCCO DELL’ANIMA – 365 GIORNI DI LUCE di EMANUELE ASCONE – pubblicato da LE MEZZELANE EDITORE – formato cartaceo

65 aforismi, citazioni e poesie per scandire un percorso quotidiano di riflessione, che vuole avere come meta la Luce, quella che si trova in ognuno di noi,

Un pensiero, uno per ogni giorno: 365 aforismi, citazioni e poesie per scandire un percorso quotidiano di riflessione, che vuole avere come meta la Luce, quella che si trova in ognuno di noi, ma che non tutti hanno già avuto la fortuna di vedere. Le tematiche di questa raccolta di aforismi riguardano l’esistenza e le sue turbolenze. Le quotidiane lotte contro i propri fantasmi, ma anche contro sé stessi; il coraggio di accettarsi come si è, ma con l’umiltà di volersi sempre migliorare. Le ambivalenze e contraddizioni dell’uomo moderno lo costringono ad un continuo e affannoso errare; ma se queste vengono impresse su carta, da li´ prendono vita. Si trasformano in parole così belle che toccano il cuore.

Questi aforismi vogliono essere un candido raggio di sole per lettore, una riflessione sulla bellezza del suo essere; vogliono trasmettergli la semplicità di chi sa cogliere quel Tocco dell’Anima.  ACQUISTALO QUI


Scintille – Chi sei, cosa fai, che hai combinato fin qui e cosa combinerai?

Emanuele Ascone – Mi definisco uno scrittore donato alla vita, che ricerca nel suo quotidiano sentire il bello racchiuso nella semplicità di essere anima.

Ho sempre vissuto la mia sensibilità come un limite, fino a quando non ho deciso di cambiare la prospettiva e considerarla la mia forza.

Il mio essere emotivo è sempre stata la mia cartina di tornasole, un meteoropatico vivere in balia delle emozioni con le loro sfumature di colore di una vita troppo spesso vissuta in bianco e nero. Circa dieci anni fa mi sono avvicinato alla meditazione e nello specifico, al Reiki, un’antichissima disciplina di riequilibrio energetico e questo ha fatto sì che io risvegliassi in me ricordi antichissimi di vite passate, che ovviamente influenzano il mio quotidiano vivere.

Direi che ad oggi di danni a fin di bene, ne ho fatti un bel po’, ma la vita è anche questo: vivere sul filo di una sana follia, mantenendo sempre un equilibrio che ci permetta di nutrirci d’emozioni, donando un sorriso alla tristezza.

Ognuno di noi, ha il suo posto nel mondo ed io mi considero un cercatore errante sul cammino della vita.

 

Scintille – Che rapporto hai con la poesia? Cosa significa per te? Cosa vuoi comunicare?

Emanuele Ascone – La scrittura è il mio affaccio sul mondo delle emozioni e proprio grazie ad essa che riscopro la bellezza  del tuffarsi nel mare delle mie emozioni, nuotando nelle profondità incontaminate dell’Essere, alla quotidiana riscoperta di me stesso.  La scrittura è un mezzo attraverso il quale ognuno di noi si specchia su una pagina bianca della vita, tatuandone le proprie gioie ed i propri dolori. La considero un rifugio, dove poter conservare i nostri ricordi, le nostre parole non dette, per paura o per timidezza.                                                         

 

Scintille – Parlaci della tua produzione poetica. Di cosa parlano le tue sillogi?

Emanuele Ascone – «Il tocco dell’anima – 365 giorni di luce» pubblicato da Le Mezzelane Casa Editrice, è il mio primo libro, il mio battesimo editoriale che ha visto la sua nascita grazie alla sinergia di tutte le figure professionali che curano la pubblicazione di un’opera, rendendo grande, la mia piccola famiglia de Le Mezzelane.

“Un viaggio senza meta alla riscoperta dei colori della nostra Anima”

Tutto nasce per una casualità e nel nostro vivere quotidiano ci viene data l’opportunità di trovare le risposte alle nostre domande.

L’opera racchiude in sé riflessi di vita vissuta, con tutte quelle faccettature e gli interrogativi che troppo spesso gli eventi ci servono su un piatto da portata di bassissima lega; bocconi amari mandati giù a forza, mettendo a dura prova la nostra sensibilità, iridescente essenza nella morsa dell’ego; porte sbattute in faccia e serrature prive di chiavi, che nonostante tutto ci danno un motivo per andare avanti, perché la vita è questione di punti di vista ed opportunità da saper cogliere. Quando una carezza ci sfiora l’Anima, nasce il suo tocco. Questa raccolta, vuole essere un quotidiano invito alla riflessione a 360° con le sue pillole di sensibilità che accompagnano il lettore nel suo errante girovagare nel tempo e nello spazio, alla ricerca di se stesso.

Inoltre, ho partecipato come autore nella sezione poesie al 2° Concorso letterario “La pelle non dimentica sulla violenza di genere organizzato da Le Mezzelane Casa Editrice, classificandomi al secondo posto (ex aequo) ed entrando di diritto nell’omonima antologia di racconti e poesie insieme ad altri autori partecipanti, il cui ricavato andrà a favore di Artemisia Centro Antiviolenza, associazione fiorentina che offre il proprio sostegno alle donne in difficoltà, sia sul piano legale che psicologico.

 

Scintille – Ci sono protagonisti nelle tue poesie, cioè, ti immedesimi in altrui vedute? E, se possiamo parlare di punti di vista differenti nell’elaborazione dei tuoi versi, hai una predilezione per un certo tipo di protagonisti?

Emanuele Ascone – Bella domanda! I miei protagonisti come nel romanzo di Luigi Pirandello, possono essere uno, nessuno e centomila. Ogni aforisma o poesia che fuoriesce dalla mia penna, sono del tutto autobiografici, seppur frutto di una sensibilità che va oltre il semplice limite mentale. Una ricerca continua sottobraccio alla casualità che troppo spesso ci mette di fronte a degli interrogativi, privi di razionali risposte. La nostra vita è tutta una casualità e proprio in essa dobbiamo trovare la chiave che ci permetta di guardare oltre quel limite chiamato infinito e che ci riserva sensazioni ed emozioni fuori “dal coro”.

Sono due gli avvenimenti primari che hanno determinato un cambiamento sensoriale nella mia vita. Il primo è stato il mio avvicinamento la Reiki – prima come “paziente” e successivamente come operatore, arrivando negli anni al Master – un’antica disciplina orientale di riequilibrio energetico che porta ad una riscoperta quotidiana di se stessi e della propria anima, facendosi largo tra le paure che bloccano il nostro progredire sia sul piano fisico che mentale. L’altro avvenimento che ha segnato il mio sentire è stato l’incontro con un frate che mi ha fatto riscoprire la bellezza del donarsi nella semplicità dell’essere un dono per se stessi e per gli altri. Credo che ognuno di noi possa seguire un cammino animico-spirituale perché la luce non fa differenza di credo e di religione. Viviamo tutti nel riflesso di una luce incondizionata che ci accomuna nel suo essere fede.

 

Scintille Quali tematiche affronti?

Emanuele Ascone – Ogni mio pensiero, sia esso un aforisma o una poesia, sono emozioni che nascono negli istanti di vita quotidiana senza un preavviso.

E’ come guardare lo scorrere della vita con gli occhi di un bambino ed una maturità che ti fa mutare la prospettiva, rendendo visibili particolari che come chiavi di lettura, aprono la mente a nuovi mondi inesplorati.  

 

Scintille – C’è qualche autore a cui ti ispiri? Puoi dirci un titolo che in qualche modo ti ha segnato/folgorato sulla strada della poesia?

Emanuele Ascone – Uno scrittore che mi ha letteralmente folgorato è stato Romano Battaglia con “Notte Infinita” e “Una rosa dal mare”, col suo scrivere semplice che arriva in ogni singolo respiro del cuore.

Certamente nel panorama italiano abbiamo molti scrittori celebri e di nicchia da cui trovare ispirazione, ma nella mia coerente “ignoranza”, scrivo ciò che le mie emozioni ed il mio animico sentire/percepire mi trasmettono.

 

Scintille – Se dovessi definire la tua produzione poetica, con quali colore, immagine, profumo o suono la descriveresti?

Emanuele Ascone – Il mio mondo di parole non ha una carta predefinita. L’ispirazione non ha alcun preavviso, e questo mi porta a scrivere su qualsiasi supporto, sia cartaceo che non, ma il profumo della carta e le sensazioni che ti trasmette sono sicuramente insostituibili. Se chiudo gli occhi, ho sempre fissa nella mia mente l’immagine di un ciliegio giapponese con il suo profumo,  la sua delicatezza e  fragilità, ma al tempo stesso la sua estrema forza nel donarsi in tutta la sua bellezza durante la sua fioritura (hanami). L’oriente è la culla del nostro sentire e percepire, dove i suoni della natura diventano i dialoghi in cui la nostra mente si tuffa per riscoprirsi viva tra i suoi elementi. Ogni nostro pensiero è un arcobaleno di colori con le proprie sfumature e le profondità. Possiamo spaziare dal bianco al nero passando per l’indaco, come artisti di strada che si ritrovano a colorare la propria tela, fatta di quotidianità e soggetta alle intemperie della vita come un acquerello che avvolge i pensieri con le sue tenue totalità.

 

Scintille – Nel panorama letterario e editoriale italiano per un poeta è sempre più difficile trovare posto in case editrici free. Puoi parlarci del cammino fatto fin qui e di come sei arrivato a pubblicazione? Hai consigli da dare a colleghi e/o aspiranti poeti? Cosa evitare e su cosa puntare, secondo te?

Emanuele Ascone – La mia è una storia semplice, di quelle che passano in punta di piedi per non far rumore. Un muoversi con delicatezza e tatto sfiorando i pensieri di coloro che incontro sul mio cammino. Considero i miei aforismi  come delle piacevoli “elucubrazioni” mentali che determinano il mio essere pensante e riflessivo. 

Se penso al «Il Tocco dell’anima – 365 giorni di luce», come mia prima opera editoriale, non posso che ringraziare Lara Bellotti dell’agenzia letteraria evasioni culturali per avermi preso per mano e condotto con professionalità e sensibilità in un mondo a me sconosciuto, fatto di persone straordinarie come Rita Angelelli direttore editoriale de le Mezzelane Casa Editrice, Maria Grazia Beltrami capo editor, Silvia Laporta editor, Gaia Cicaloni  grafico e tutto il suo staff. Una piccola grande famiglia fatta di persone ed anime che sanno confrontarsi nella quotidianità, nel rispetto dei propri ideali. 

L’unico consiglio che posso dare è quello di essere sempre se stessi, permettendo al loro scrivere di essere lo specchio di quelle emozioni vere e sincere che li accompagnano silenziosamente nei rintocchi di quella vita, fatta di istanti interminabili. Il mio ultimo consiglio è: “No, editoria a pagamento”.

 

Scintille – Domanda lampo sui concorsi letterari, che per la poesia sono moltissimi. Tu cosa ne pensi?

Emanuele Ascone – Ho partecipato per la prima volta al 2° Concorso “la Pelle non dimentica”, così, quasi per gioco, scrivendo le cinque poesie praticamente di getto in una domenica d’ottobre del 2017. Proprio in questa occasione per la prima volta ho messo a nudo le mie emozioni, presentandole ad una giuria altamente qualificata e affrontando un tema purtroppo sempre attuale nelle cronache quotidiane della nostra società. Senza voler peccare di presunzione, mi considero un uomo con la sensibilità di una donna. Credo che i concorsi letterari siano uno strumento fondamentale per arrivare al cuore delle persone, dove ogni autore mette le proprie emozioni  nelle mani di coloro che hanno voglia di confrontarsi e ritrovarsi nelle parole affidate al nostro vivere, fatto di valori e rispetto per noi stessi e per il prossimo.

 

Scintille – Il tuo volume di poesie ha una veste grafica particolare, oltre a una copertina straordinaria! Chi ha progettato il formato e l’impaginazione? E perché questa originale scelta?

Emanuele Ascone – Il progetto è stato il risultato di una sinergia perfetta tra Rita Angelelli direttore editoriale de Le Mezzelane Casa editrice, Maria Grazia Beltrami capo editor e Gaia Cicaloni grafico e ribattezzata dal sottoscritto “donna copertina”. Io nel mio piccolo c’ho messo la faccia, anzi il mio profilo.

La copertina a mio giudizio, riveste un ruolo fondamentale nella riuscita di un’opera, perché è attraverso di essa che arriviamo d’impatto al lettore, ancor prima che con le parole in essa contenute. Direi proprio che la copertina rispecchia esattamente il contenuto de “il tocco dell’anima – 365 giorni di luce”.

 

Scintille Fai un saluto ai tuoi lettori con una citazione – che poi è anche l’augurio che vuoi lasciare su questo blog – tratto dalle pagine del tuo libro di poesie e aforismi.

Emanuele Ascone – Eccolo:

All’improvviso una farfalla si posa sulla mia spalla,

per nulla impaurita del suo essere esile e delicata,

desiderosa di farsi apprezzare  in tutta la sua bellezza

e per ricordarmi che la vita è anche e soprattutto “leggerezza”.

                                                                          (Emanuele Ascone)


L’appuntamento di oggi termina qui.

Ringrazio Emanuele Ascone per averci raggiunto nel Salotto Letterario, bella questa intervista, piena di intensità, argomenti, temi importanti, riflessioni…

Salutandovi, vi invito a seguire i prossimi appuntamenti di Scintille, tanti altri autori emergenti italiani, tanta buona letteratura…

Un abbraccio e… followME! 🙂

Loriana Lucciarini



VI E’ PIACIUTA QUESTA INTERVISTA? SIETE INTERESSATI A SEGUIRE L’AUTORE CHE OGGI VI HO PRESENTATO? ECCO QUI IL LINK DOVE POTETE SERGUIRLO…

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[ospiti] – Renato Ghezzi: Prima vivo, poi scrivo. | Oltre Cinquant’anni di vita che si trasformano in scrittura…

Buonpomeriggio followers! 😀

Nel Salotto di Scintille oggi c’è un autore per la ormai consueta pausa dell’aperitivo letterario. Curiosi?

Qui con noi Renato Ghezzi!


Chi è Renato Ghezzi?

Sono nato a Milano il 23 aprile 1957. Coniugato con Rosa, abbiamo un figlio ventenne, Stefano, studente al Conservatorio di Milano. Ingegnere elettronico ho operato in varie aziende produttrici di computer e compagnie di telecomunicazione. Ho viaggiato sia per motivi di lavoro che per passione. Tra le mete più peculiari cito Nigeria, Uzbekistan e Australia, ma sono particolarmente affezionato ai paesi di radice celtica: Bretagna, Scozia e Irlanda. Nel 2010 vengo a contatto con la scrittura e, attraverso il figlio, con l’hockey su ghiaccio. Queste due passioni danno una svolta alla mia vita.  Nell’hockey divento prima cronometrista e ora sono presidente di una lega amatoriale, la Lega Cisalpina Hockey Ghiaccio. Raccolgo le mie impressioni su questo mondo magico in due raccolte di raccont: “Hockey per negati” e “Solo bella gente”.

È di prossima uscita con Le Mezzelane il mio romanzo “Seconda possibilità”, un’opera biografico-storica, che sviluppa le tematiche dell’identità, dell’accettazione del passato, della capacità di perdonare.

Attualmente sto lavorando a un giallo ambientato in una azienda informatica, ispirato alle mie passate esperienze professionali e umane in ambito lavorativo.

Amo perdutamente i gatti.

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Le pubblicazioni di Renato Ghezzi

  • “Hockey per negati”, ed. Youcanprint, 2014, ispirato alla mia esperienza di padre al seguito del figliolo giocatore;
  • “Solo bella gente”, ed. Youcanprint, 2016, che descrive gli incredibili personaggi che si incontrano frequentando la Lega Cisalpina Hockey.

“Hockey per negati” [ed. Youcanprint, 2014] LINK PER L’ACQUISTO

“Solo bella gente” [ed. Youcanprint, 2016] LINK PER L’ACQUISTO

 

Di prossima uscita il romanzo…



Scintille –  Ciao Renato benvenuto. Iniziamo subito: dicci chi sei, cosa fai, che hai combinato fin qui e cosa combinerai?

Renato Ghezzi – Sono stato definito un irrequieto tranquillo, e penso che sia la miglior descrizione di me che posso fornire. Fino a pochi anni fa ho vissuto una vita interessante ma non particolare. Poi, all’alba dei 55 anni, la scrittura e l’hockey su ghiaccio mi hanno acceso di un’energia che non sentivo nemmeno da ragazzo. Ho scritto due raccolte di racconti, sono diventato presidente di una lega amatoriale, partecipo a gruppi che fanno cultura e iniziative quassù nell’hinterland milanese. Da poco ho potuto permettermi di rallentare il ritmo del lavoro d’ufficio per dedicare più tempo alla scrittura. Il mio romanzo è in attesa di pubblicazione, il secondo in lavorazione. La mia lega hockey è cresciuta da quattro a sedici squadre, e la Federazione, che prima ci snobbava, ora ci corteggia.

Non voglio prevedere cosa combinerò, sarà una sorpresa anche per me. Scrittore a tempo pieno? Mah!

 

Scintille –  Che rapporto hai con la scrittura? Cosa significa per te? Cosa vuoi comunicare?

Renato Ghezzi – Ho vissuto e vivo la scrittura come liberazione. Sono tendenzialmente chiuso e taciturno, e scrivere è il mio modo per estrarre dalle mie profondità le cose che voglio dire. Sono all’inizio di questa strada, sento che ho ancora molto da scavare.

 

Scintille  Parlaci dei tuoi romanzi pubblicati. Quali tematiche affronti e in che modo?

Renato Ghezzi – Finora ho pubblicato racconti ambientati nel giro dell’hockey su ghiaccio. Un giro minore di uno sport minore, ma animato da persone eccezionali. Nessuno, al di fuori di quella cerchia ristretta, conosce la ricchezza di umanità, di sentimenti, di vita che anima questi ambienti. Il mio scopo è stato far emergere questi aspetti, non parlando dello sport in sé ma della gente, della vita: perché la vita è una metafora dell’hockey su ghiaccio.

 

Scintille –   Come sono i tuoi protagonisti? Hai una predilezione per un certo tipo di personaggi?

Renato Ghezzi – I miei personaggi sono in cerca. Non sono eroi tutti d’un pezzo. Sono persone che si mettono in discussione, che vanno in crisi, che sanno di non sapere. E che fanno, agiscono, cambiano, si lasciano cambiare. Sono tutt’altro che perfetti ma cercano il modo migliore di stare al mondo, evitando i pregiudizi e la troppa sicurezza.

 

Scintille –  Quali genere di storie ami raccontare?

Renato Ghezzi – Storie vere. Non reali, non cronache. Storie che abbiano una base nella realtà, che usino l’invenzione per rendere la realtà più reale. Storie che abbiano un senso, anche se va colto sotto l’ironia o la fantasia.

 

Scintille –  Se dovessi definire il tuo mondo di carta e inchiostro con quali colore, immagine, profumo o suono lo descriveresti?

Renato Ghezzi – Evocherei una sensazione: le lame dei pattini che scivolano sul ghiaccio. Vorrei che la mia scrittura, e la lettura dei miei testi, fosse scorrevole, liscia, senza sforzo come una pattinata dolce e leggera. Ma con dei momenti di tensione, degli scatti simili agli slalom di un hockeista in mezzo agli avversari.

 

Scintille –  Da autore esordiente a emergente nel panorama italiano. Parlaci della tua storia e del cammino fatto fin qui. Hai consigli per chi vorrebbe intraprendere la strada della scrittura? Cosa evitare e su cosa puntare, secondo te?

Renato Ghezzi – Ho iniziato per caso, scrivendo una mia finta intervista, guarda un po’! La lesse un amico, che era anche insegnante di scrittura creativa e mi invitò ai suoi corsi. Non so se per consapevolezza o incoscienza, decisi che avrei potuto scrivere qualcosa di interessante, qualcosa che altri avrebbero letto con piacere. Sono nati così i primi racconti, poi il secondo libro, fino al romanzo che, a mio parere, è un buon lavoro. Ma, si sa, un padre ama il proprio figlio.

A chi vuole iniziare consiglio pazienza, umiltà e professionalità. A meno che non si nasca geni, non si arriva a scrivere grandi cose di botto, occorre imparare, accettare le critiche, buttare tutto e ricominciare. Diffido di chi si definisce bravo. Preferisco l’atteggiamento di chi ritiene di avere qualcosa da raccontare e cerca di farlo al meglio delle proprie capacità.

 

Scintille  Fai un saluto ai tuoi lettori con una citazione – che poi è anche l’augurio che vuoi lasciare su questo blog – tratto dalle pagine del tuo romanzo.

Renato Ghezzi – Scelgo la frase finale di un racconto da “Hockey per negati”:

«Come andrà a finire non lo sai, ma di una cosa sei sicuro: che hai voglia di cominciare.»

Questo è il mio augurio: abbiate sempre voglia di cominciare, senza preoccuparvi di come potrà finire!


L’appuntamento di oggi termina qui.

Ringrazio Renato per averci raggiunto nel Salotto Letterario.

Vi invito a seguire i prossimi appuntamenti di Scintille perché vi proporrò tanti altri autori emergenti italiani e tanta buona letteratura… non mancate, quindi! Intanto, un caro abbraccio e un saluto a tutt* voi

#followME! 😀

Loriana Lucciarini


VI E’ PIACIUTA QUESTA INTERVISTA? SIETE INTERESSATI A SEGUIRE L’AUTORE CHE OGGI VI HO PRESENTATO? ECCO QUI IL LINK ALLE SUE PUBBLICAZIONI…

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[ospiti] – Urban fantasy: Daniele Imbornone e la sua saga del RedCrow

Buongiorno a tutti, carissim* followers! ❤

Come sapete il Salotto Letterario di Scintille d’Anima apre periodicamente i battenti per ospitare nuovi esordienti e giovani autori emergenti italiani. Una consuetudine che amo mantenere, pur avendo dilatato nel tempo i post e gli appuntamenti di questo blog per ritagliarmi lo spazio necessario a poter ultimare alcuni nuovi romanzi (di cui vi parlerò prossimamente), perché mi piace sostenere gli autori emergenti italiani di talento.

Lo faccio volentieri e con convinzione, ormai da tempo. E in questi mesi ho potuto verificare che è una cosa che voi avete sempre dimostrato di gradire, perché vi permette di scoprire nuove ottime penne e titoli intriganti e di qualità. Di questo ne vado fiera e vi ringrazio ❤

Così eccoci a nuovo appuntamento  del nostro Salotto per…

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Oggi è qui con noi Daniele Imbornone, autore urban fantasy della saga de “Il Corvo Rosso dell’alta società” (edito dalla Gds)!

Come al solito – i frequentatori abituali di questo blog ormai già lo sanno ma lo spiego per i nuovi ospiti – vi invito a servirvi dei dolcetti e delle bibite che trovate nel virtualbuffet allestito per l’occasione in fondo a questo Salotto…

Mi fa piacere avervi qui, vedo che siete in tanti, un grande benvenuto a tutt*! ❤

banner virtualdolcettiNel frattempo, mentre voi vi deliziate e vi preparate all’evento, vi presento il nostro Autore… Daniele Imbornone è uno scrittore milanese, capace di destreggiarsi bene in stili e generi differenti e io spero di suscitare curiosità sul suo lavoro letterario perché, pur se giovanissimo, Daniele è uno scrittore emergente che merita di essere seguito!imbornone

Prima di iniziare vi segnalo la sua pagina facebook del suo romanzo “Il corvo rosso dell’alta società”, il blog dedicato al Corvo Rosso, la sua pagina autore su Liberarti  e il profilo autore su mEEtale, dove potrete girovagare per scoprire ulteriori suoi lavori e novità.

Daniele l’ho conosciuto grazie al contest letterario “MaglaxWriters” (una specie di xfactor letterario diviso per squadre e a eliminazione diretta dopo prove di scrittura imposte dalla giuria), dove io ho svolto il ruolo di coach per il team uomini under 30, proprio il team di Daniele, dove ho potuto scoprire il suo talento, avendo anche la possibilità di lavorare direttamente con lui in fase di editing. In quella occasione lui, pur se giovanissimo, ha dimostrato doti narrative e notevole duttilità nell’affrontare generi anche opposti, assieme a un’insolita maturità e profondità di trattazione degli argomenti.

Il suo racconto breve, “Le impurità del cuore”, oltre ad avergli consentito di essere tra gli autori selezionati, gli ha anche permesso di far scoprire la sua abilità nell’affrontare tematiche importanti con connotazioni sociali; mentre l’altro suo racconto arrivato alle semifinali dal titolo “Scheggia”, ha permesso di introdurre il lettore alla trattazione di tematiche religiose, con uno stile inusitato, quasi biblico.

Amici, vi invito a prendere posto perché a breve partiremo con l’intervista.

Nel frattempo vi fornisco ulteriori informazioni su Daniele…

Daniele è l’autore de “Il Corvo rosso dell’alta società”, romanzo, di genere urbanfantasy, il primo di una trilogia, che narra le vicende di Sayph, un mietitore di anime e che prossimamente vedrà l’uscita del nuovo secondo capitolo [di Daniele e de “Il Corvo rosso dell’alta società” avevo già parlato precedentemente; qui con la mia recensione].

Io ho avuto la fortuna di leggere questo lavoro in anteprima, quando ancora era un manoscritto inedito e all’epoca mi piacque molto: la storia, che si svolge in parte in un universo parallelo ma che si collega alla realtà, ha personaggi che hanno la capacità di conquistare il lettore e farsi amare profondamente, adotta uno stile ben definito, con grande capacità narrativa e ha un’ambientazione originale e ben strutturata. Le implicazioni filosofiche e gli approfondimenti psicologici fanno di questo romanzo una piccola chicca di pregio, così incoraggiai Daniele nella laboriosa ricerca di un editore, cosa che poi si è puntualmente realizzata. A distanza di quasi un anno, infatti, Daniele Imbornone ha pubblicato con GDS Editore e ora “Il Corvo rosso dell’alta società” è conosciuto e apprezzato da un pubblico amante del genere fantasy per la sua capacità di saper descrivere sapientemente i mondi originali e fantastici che nascono dalla sua mente e saper dare tridimensionalità ai personaggi che risultano vivi, umani, tangibili nelle loro evoluzioni emotive e personali.

Bene, vi ho detto praticamente tutto. Ora lascio la parola a Daniele Imbornone, affinché sia lui a raccontarsi e raccontare dei suoi mondi immaginari…

INTERVISTA logo

Loriana – Ciao Daniele benvenuto, è un piacere averti qui. Parlaci un po’ di te… come sei, cosa fai, a cosa aspiri?

Daniele – Ciao Loriana; anche per me è un piacere essere tuo ospite.
Mah, a cosa aspiro? A niente di troppo alto a dir la verità. Amo le cose semplici (a parte quando scrivo. Lì sì che mi piace complicarmi la vita e fare i viaggioni mentali. Eheheheh). A parte gli scherzi sono un ragazzo a cui piace la tranquillità e la quotidianità. Mi piace stare in casa e uscire quando mi va. Amo scrivere e disegnare. Sperimentare cose nuove e la bellezza di un pomeriggio in compagnia del mio PC.

Loriana – Parliamo del tuo rapporto con la scrittura. Cosa ti spinge a scrivere?

Daniele – Mi piace scrivere di tutto. Il mio genere è l’urban fantasy però nasco con quello fantascientifico, che resterà sempre il mio primo amore.
Mi metto alla prova con un po’ di tutto. Nei vari contest a cui ho partecipato e a cui continuerò a partecipare spazio per molti generi; anche se non ho mai scritto e credo che mai mi cimenterò in qualcosa di troppo sdolcinato (alla Moccia) o nell’erotico. Scrivo perché mi va. Mi piace e mi permette di esprimere le mie idee. Ad essere sincero però… non ho una vera spinta.
Scrivo quando ho voglia e perché ne ho voglia. A volte mi costringo a scrivere perché devo ma… i risultati, col senno di poi, non sono dei migliori, e quindi cancello e riscrivo.

Loriana – Come nascono le tue storie? Come lavori alla stesura del testo?

Daniele – Nascono un po’ dai miei pensieri e un po’ da ciò che vedo o sento.
La maggior parte delle cose che scrivo però, vengono dal mio modo di vedere il mondo e la gente in esso. Ne: il corvo rosso dell’Alta Società, ciò è molto presente e gli do una grande importanza.
Come lavoro alla stesura? Beh, sono molto lento xD
Per lavorare bene, devo prima avere la voglia di scrivere e poi delle idee da battere sulla tastiera. Butto giù una bozza e la riguardo. Poi proseguo e, finito il tutto, parte la correzione selvaggia.

Loriana – Passiamo a parlare de “Il Corvo rosso dell’alta società”. Com’è nata questa storia nella tua testa?

Daniele – Mi è sempre piaciuta la figura del mietitore di anime: quello classico con la casacca nera, il cappuccio e la falce in mano. Tempo prima scrissi un racconto breve sullo stesso tema dal titolo: A un passo dalla morte (per chi volesse leggerlo è qui). Mi è piaciuto scriverlo e quindi ho cominciato a pensare più in grande. Ne è uscito poi la storia di Sayph.

Loriana – Di questo tuo romanzo: è nato prima il protagonista, Sayph o, viceversa, è nata prima la storia e i mondi di sopra e di sotto e poi lui?

Daniele – Di solito penso sempre prima al protagonista; ma in maniera superficiale.
Poi penso allo stesso modo alla trama e agli scenari.
Infine evolvo e approfondisco il tutto. Come detto prima, mi piace complicarmi la vita e creare situazioni difficili e imprevedibili per poi risolvere tutto con innati colpi di scena. (Vecchie abitudini difficili da estirpare, nate dal gene della fantascienza).

Loriana – Qual è il tema principale di questo romanzo? Cosa vuoi comunicare e in che modo lo hai affrontato?

Daniele – Il messaggio che voglio lasciare al lettore, è il mio personale modo di vedere l’argomento trattato: la mentalità dell’essere umano, soprattutto in punto di morte. Ciò che medita davanti alla falce, davanti a quegli occhi rossi e penetranti, davanti alla richiesta di andare col mietitore verso un futuro incerto e di cui la gente ha una innata paura.
Sayph, il protagonista, nutre un profondo odio verso gli uomini.
Secoli di attività lo hanno convinto che l’umanità pensi solo al proprio benessere e alla ricchezza personale. Che gli uomini si credano i padroni del mondo e della loro vita. Tutto cambia quando naturale e sovrannaturale coincidono.
Lì spavalderia e cuori boriosi lasciano il posto alla vera natura dei mortali.

Loriana – Come hai lavorato per dettagliare il carattere e la psicologia dei protagonisti?

Daniele – Ci ho lavorato a lungo e con costanza. Volevo che i personaggi fossero reali, vivi. Perciò mi sono messo nei loro panni, chiedendomi in ogni scena: se fossi in loro, come farei questo, come risponderei alla domanda?
Mi piace molto la psicologia e mi piace usarla nei racconti e romanzi.

Loriana – Ci vuoi dire di più sul rapporto che lega i protagonisti di questo romanzo?

Daniele – Beh, senza rivelare troppo sul romanzo, posso dirti che il passato tormentato di Sayph si scontra col presente di Jenny, la ragazza presa in custodia per un suo capriccio sconsiderato. Sayph è reduce da un lungo esilio preceduto da un evento funesto mai dimenticato. L’incontro con questa ragazza riaccende il dolore ma vuole dare anche una speranza.
Il loro rapporto prima terribile, sfocia in una bella amicizia e si conclude con una risposta bellissima. Semplice, ma di grande effetto.

Loriana – C’è un personaggio, nel tuo romanzo, che ti ha stupito e che si è evoluto inaspettatamente, così da dovergli dare più spazio rispetto a quanto preventivato?

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Il Red Crow, Sayph, in un’illustrazione dello stesso autore.

Daniele – Questo romanzo è partito diversamente da come l’ho presentato all’uscita. Diciamo che prima ogni capitolo si organizzava con una parte dove parlavo del passato di Sayph e un’altra dove mostravo il suo presente. Entrambi sempre e comunque collegati tra loro; non avevo lasciato niente al caso.
Ad ogni modo, quando l’ho finito di scrivere e l’ho fatto leggere ad alcune persone, mi è stato consigliato di fare due libri diversi così da spiegare meglio e rendere più avvincente il libro; e così ho fatto e sto facendo. Il corvo rosso dell’Alta Società parla del presente di Sayph e della storia con Jenny, mentre il suo passato e la sua storia tormentata la sto scrivendo ora ampliandola man mano. Quindi no; non c’è un personaggio che si è evoluto inaspettatamente, così da dovergli dare più spazio. Tutti i personaggi si sono evoluti inaspettatamente, quindi gli ho dato e gli darò più spazio. Aspettatevi quindi notizie di Sayph e company.

Loriana – C’è un personaggio che vuoi suggerirci di tener d’occhio? E perché?

Daniele – I due protagonisti: Sayph e Jenny. Lui è un idiota nella sua semplicità e schiettezza, mentre lei ha un caratterino che mammamia, vostra moglie non è niente (per gli sposati) ahahahah.
Se siete interessati a sapere di più sul prequel del romanzo, vi consiglio di tenere d’occhio anche i due amici di Sayph: Lorenz e Quiinz.

Loriana – Spiegavo prima ai lettori di questo blog che il tuo romanzo non è autoconclusivo ma fa parte di una saga. Quanto tempo ci hai messo a scrivere il primo episodio e quando vedremo alle stampe i capitoli successivi? Li stai ancora scrivendo o li hai già ultimati?

Daniele – Un annetto e mezzo per il primo (tenete conto che ho dovuto ampliare il romanzo come detto prima.)
Per il prossimo capitolo (e ultimo) non lo so, è ancora in fase di sviluppo e la storia da ampliare è bella lunga e difficile da scrivere. diciamo che sono a un terzo del totale. poi dovrò correggere i refusi, riadattare la storia, editare… nel 2020 forse vedrete qualcosa xD

Loriana – Puoi raccontarci qualcosa di più sull’evoluzione di questa storia? Nei capitoli successivi ci saranno importanti colpi di scena? Ci puoi svelare qualche anticipazione? Un piccolo segreto?

Daniele – Nel prequel parlerò di come era Sayph. Da quando è morto a quando è iniziato il suo esilio. Questo secondo libro sarà molto più psicologico perché vedrete un Sayph diversissimo da come ne parlo nel primo libro.
Sarà un ragazzino traumatizzato; morto in modo atroce vedendo le peggiori abominazioni dell’umanità. Entrerà nel mondo dopo la morte, uno su mille ce la fa, ma lui si tormenterà sul perché lui sia stato privilegiato e mille altri, migliori di lui, no. Incontrerà personaggi a cui do poco spazio nel romanzo precedente, mentre qui avranno un ruolo chiave per lui.
E poi… incontrerà lei. Luciènne. Una ragazza dolcissima ma col cuore malato come il suo. Morta sotto le peggiori torture che una donna potesse subire, salvata dal mondo di sopra per un oscuro disegno che lei ignora.
Lei e Sayph non possono non legare essendo così uguali.
E… si salveranno l’un l’altro.

Loriana – Daniele, l’ultima domanda prima di concludere: qui hai dei lettori che non ti conoscono e che non hanno letto nulla di Sayph e del mondo fantastico che hai creato con le tue parole. Se dovessi convincere chi è ancora indeciso, cosa diresti?

Daniele – Direi a tutti di leggere i vari capitoli del corvo rosso che sono online (su meetale soprattutto) per farsi una idea del mio modo di scrivere e della trama. Il secondo capitolo offre una nota in più su questo punto.
In più, consiglio di leggerlo perché non è il classico romanzo che troverete in vendita. Parlo di argomenti spesso solo sfiorati. Parlo di un mietitore d’anime fuori dal comune e di alcuni aspetti dell’umanità visti da un’angolazione diversa. Parlo di un amore sincero ma ostacolato.
Leggete se vi va, dico solo questo. Non resterete delusi.


Recensione del lettore DANIELE MISSIROLI su Amazon (5 stelle):

Un racconto che ti prende subito, sia per l’ambientazione, sia per la caratterizzazione dei personaggi. I riferimenti alla morte come a una necessità per la continuazione della vita sono narrati con gusto, leggerezza, proprietà di linguaggio, conoscenza. Una storia d’amore di cui non si riesce a intuire l’epilogo, che soddisferà tutti. Subito dopo l’ultima pagina si sente la mancanza dei personaggi e si desidera conoscere il seguito. Complimenti al giovane autore.


Bene, siamo arrivati a conclusione di questo appuntamento.

Ringrazio Daniele Imbornone per essere stato con noi, per averci affascinato con le sue storie e per la sua disponibilità nell’accettare il mio invito.:-D

Mi auguro di aver stuzzicato il vostro interesse verso questo giovane bravo autore e vi ricordo che Daniele può essere seguito sui suoi account social (pagina facebook del suo romanzo “Il corvo rosso dell’alta società”, il blog dedicato al Corvo Rosso, la sua pagina autore su Liberarti) e che il suo romanzo urbanfantasy “Il Corvo rosso dell’alta società” può essere acquistato a questo link.

Ringrazio tutti voi per essere intervenuti qui oggi e per seguire questi eventi con sempre maggiore attenzione e partecipazione.

Spero di avervi offerto contributi interessanti e nuovi spunti di lettura e vi invito a partecipare al prossimo evento del Salotto Letterario, che si terrà domenica 23 ospitando questa volta l’autrice Youfeel Sara Bezzecchi.

Nel frattempo, un caro saluto a tutti e a rivedervi presto! ❤

Loriana Lucciarini