[ospiti] – Il romanzo storico di Furio Thot | Incontro con l’Autore

Buonpomeriggio followers! 😀

Il Salotto di Scintille oggi ospita un autore affermato, penna attenta e apprezzata di romanzi storici: FURIO THOT ma, al contempo, qui con noi sarà anche FABIO DESSOLE, della casa editrice Arpeggio Libero, ospite nella doppia veste di editore e autore.

Pronti a questo nuovo appuntamento dell’aperitivo letterario? 😀 dai, che prendete posto, che andiamo a cominciare…


Chi è Fabio Dessole e… chi è, invece, Furio Thot?

Fabio Dessole è laureato in Scienze Politiche all’Università di Milano, città dove è nato alla fine degli anni cinquanta. Con la firma di Furio Thot ha pubblicato fino ad oggi una raccolta di racconti e quattro romanzi (Il sogno di EuridiceLe cesoie di AtropoIl destino di PsicheL’abbraccio di Thanatos e Conspiratio), tutti con Arpeggio Libero.
Ha partecipato, inoltre, con sette racconti, all’antologia Le teste di Cerbero con Anna Piazza (autrice di Arpeggio Libero) e Simone Salvetti.
Attualmente risiede a Lodi con la propria famiglia e dedica alla scrittura quasi ogni momento lasciatogli libero dalla propria professione. Dopo aver terminato il romanzo storico Conspiratio, si è dedicato alla ricerca per la stesura di un altro romanzo storico che ruota attorno alla mitica figura di Federico II di Svevia, quest’ultimo romanzo scritto in collaborazione con Marta Tempra ha ottenuto attestati di merito, premi e riconoscimenti nonché un ottimo riscontro da parte del pubblico dei lettori: A.D. 1243 – L’ultimo assedio.

 


Le pubblicazioni di Fabio Dessole/Furio Thot

 

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IL SOGNO DI EURIDICE, Furio Thot (edizioni Arpeggio Libero)

Raccolta di sedici racconti nei quali l’autore descrive l’amore, la gioia, le pene e la sofferenza. I personaggi vengono tratteggiati dalla sua penna con la consueta maestria nel descrivere le emozioni, senza mai abbandonare la sottile ironia che lo contraddistingue. Lo scrittore lodigiano alterna racconti che inducono al sorriso ad altri che spingono il lettore ad una riflessione più profonda sulla complessità dell’animo umano.
I protagonisti dei racconti rappresentano le più savriate categorie di persone che possono costellare la vita di tutti i giorni. Galleria di ritratti che spazia da una commessa di un negozio di dischi e il suo difficle rapporto con un anziano reduce dai lager, ad un architetto alle prese con i lavori di ristrutturazione di un hotel. Non solo umani: uno dei racconti ha, infatti, per protagonista un gatto. Malinconia e dolcezza come quelli descritti ne “La vedova” si alternano a momenti di tensione e brutalità come quelli narrati nel racconto più lungo “La metà oscura della luna”.

 

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LE CESOIE DI ATROPO, Furio Thot (edizioni Arpeggio Libero)

Giulio, Francesco e Antonio sono tre uomini giunti alla soglia dei cinquant’anni e hanno in comune una crisi familiare.
Giulio, professore di Storia dell’Arte si accorge quasi improvvisamente di provare un senso di rifiuto per quella famiglia che fino al giorno prima sembrava essere l’unica certezza nella sua insignificante esistenza.
Francesco tormentato dai rimosrsi a causa di una sbandata per una ragazzina molto più giovane di lui e infine
Antonio la cui famiglia è divorata da lotte intestine per la spartizione di un’eredità non riesce a trovare pace nemmeno nel proiprio lavoro. Il destino li farà incontrare per condurli o meglio trascinarli verso un inatteso finale.
Furio Thot con Le Cesoie di Atropo ha saputo coniugare una scrittura scorrevole e una trama originale alla profondità dei temi trattati: famiglia, amore, destino. La vicenda si svolge ai giorni nostri e vi ritroviamo gli argomenti della vita quotidiana quali l’immigrazione, la crisi economica, facebook.
A tratti ironico, scava nella profondità dei sentimenti di Giulio, il protagonista principale e dei due comprimari, Francesco e Antonio seguendo le vicende nel loro intrecciarsi fino all’inaspettata conclusione.

 

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L’ABBRACCIO DI THANATOS, Furio Thot (edizioni Arpeggio Libero)

L’intreccio delle vicende narrate ne L’abbraccio di Thanatos ruota attorno all’agenzia letteraria Penne in libertà di Firenze.
Uno dei soci, Carlo Locatelli, riceve un manoscritto da valutare. La sua esperienza e professionalità sono messe duramente alla prova: se da un lato egli apprezza lo stile di scrittura e la storia, dall’altro la personalità dei Fabrizio Malabarba, il presunto autore del romanzo, non lo convince.
Carlo nel frattempo incarica Chiara, una collega, di seguire l’editing del romanzo di Malabarba, ma quest’ultima dimostrerà, fin dal primo incontro, una forte avversione per lo scrittore che, pur risultando inspiegabile ai più, in realtà affonda le proprie radici nell’adolescenza di Chiara.
Contemporaneamente alle vicende narrate a Firenze a Milano Luca, il vero autore del romanzo che Malabarba
spaccia per proprio, si rende protagonista di una serie di eventi che lo coinvolgeranno in una storia di sfruttamento della prostituzione e di degrado che coinvolge personaggi insospettabili.
Un romanzo coinvolgente che si snoda, fra colpi di scena e cambio di scenari, narrato da Thot con il consueto amore per i dettagli e la presenza di un notevole numero di comprimari e personaggi secondari caratterizzati con l’ironia che contraddistingue, sin dal suo esordio con “Le cesoie di Atropo”, lo scrittore lodigiano.

 

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IL DESTINO DI PSICHE, Furio Thot (edizioni Arpeggio Libero)

Tre ragazze, cresciute in un piccolo paese di provincia, si trasferiscono a Milano per frequentare l’università. Tre

giovani amiche dalle personalità eterogenee in contrasto tra loro. Forte e decisa Rodica, di origine rumena. Alice, allegra e spensierata e Sabrina introversa e rifessiva, che porta con sé, dai tempi dell’adolescenza, un pesante fardello.
Quest’ultima tiene un diario nelle cui pagine si paragona a Psiche per aver perso l’amore, nei primi anni dell’adolescenza, a casua della sua insistenza nel volero vedere. Il loro cammino incontrerà quello di una ragazza marocchina, Shamira, che cerca di sfuggire ai condizionamenti di una famiglia e di una cultura che le stanno strette.

 

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COSPIRATIO, Furio Thot (edizioni Arpeggio Libero)

1476 Jan, un mercante di Bruges, si trasferisce a Firenze dove conoscerà Francesca giovane orfana che assieme
al fratello Lapo si occupa dell’attività che era del padre: il commercio della seta.
Alla tormentata storia d’amore fra i due fanno da sfondo le tumultuose vicende di quegli anni, intrighi, congiure, e infine una guerra. Vicende che vedono coinvolte le figure di spicco del XV secolo: i Pazzi, i Medici, gli Sforza, Fedrico da Montefeltro, papa Sisto IV, Re Ferrante.
Un romanzo storico nel quale le vicende dei protagonisti si intrecciano con quelle realmente accadute nel periodo che va dal Torneo del gennaio 1475 per celebrare l’alleanza fra Firenze, Milano e Venezia fino alla cosiddetta “Guerra dei Pazzi” e all’invasione turca di Otranto 1480.
Furio Thot ci regala un affresco dell’ultimo quarto del XV secolo con la precisione dettata da una profonda conoscenza della storia del periodo e dalla cura dei dettagli storici, nata da una ricerca approfondita durata più di un anno.

 

A.D. 1243 – L’ULTIMO ASSEDIO, , Furio Thot (edizioni Arpeggio Libero)

1237. Sono gli anni dei contrasti tra l’impero e i comuni sostenuti dal papato, lotte intestine che spaccheranno le città, dividendo i padri dai figli, i fratelli dai fratelli.
A Viterbo, Giacinta Brettoni, giovane nobile di parte guelfa, è destinata al convento fin dalla nascita, ma l’avversa fortuna della famiglia la porterà a rinunciare al velo per diventare moglie di un nuovo ricco della città.
Nel frattempo, il poeta siciliano Jacopo degli Altofonte viene convocato alla corte di Federico II e l’iniziale meraviglia si trasformerà in angoscia quando s’innamora perdutamente di Selvaggia, figlia naturale del sovrano e destinata in sposa all’uomo più crudele del suo tempo.
Alle loro storie si unisce quella di Guido, speziale lombardo in fuga con la famiglia da Lodi dopo che la città si arrese all’impero.
Amori infelici, rocambolesche fughe e impetuose battaglie si intrecciano in un romanzo corale in cui le vicende di tutti finiranno per convergere proprio nella città di Viterbo, culminando nella battaglia in cui la valorosa cittadina fronteggerà l’immenso esercito imperiale.
Gli epici giorni dell’anno domini 1243, l’ultimo assedio di Viterbo.



Scintille – Ciao Fabio, benvenuto. Benvenuto anche a Furio! 😛

Iniziamo subito… Chi sei, cosa fai, che hai combinato fin qui e cosa combinerai?

Fabio Dessole/Furio Thot Fabio Dessole non è che abbia combinato molto nella vita, (unico suo vanto sono le due figlie ma sicuramente non è suo il merito)…. Il suo alter ego, invece, Furio Thot, ha pubblicato fino ad oggi una raccolta di racconti e quattro romanzi (Il sogno di Euridice, Le cesoie di AtropoIl destino di Psiche, L’abbraccio di Thanatos e Conspiratio più il romanzo A.D. 1243 – l’ultimo assedio scritto in collaborazione con la scrittrice Marta Tempra). Tutti i romanzi sono pubblicati con Arpeggio Libero.  Attualmente sta lavorando a un nuovo romanzo: La nidiata dell’aquila, sempre in collaborazione con Marta Tempra.

Scintille – Che rapporto hai con la scrittura? Cosa significa per te? Cosa vuoi comunicare?

Fabio Dessole/Furio Thot – La scrittura è il miglior modo di comunicare, qualsiasi cosa si voglia comunicare.

Scintille – Parlaci dei tuoi romanzi che presto saranno pubblicati. Quali tematiche affronti e in che modo?

Fabio Dessole/Furio Thot – I tre romanzi ambientati ai nostri tempi e i due romanzi storici non hanno una tematica specifica, trattano degli esseri umani dei loro vizi e delle loro virtù.

Scintille – Come sono i tuoi protagonisti? Hai una predilezione per un certo tipo di personaggi?

Fabio Dessole/Furio Thot – I personaggi devono essere reali, avere luci e ombre come ogni essere umano reale,

Scintille – Quali genere di storie ami raccontare?

Fabio Dessole/Furio Thot – Amo particolarmente il romanzo storico, cui mi sono dedicato con gli ultimi due libri e con il prossimo. Attraverso questo tipo di narrazione vorrei dimostrare che, pur cambiando i tempi e le conoscenze, i sentimenti e gli atteggiamenti umani: odio, amore, meschinità, generosità, perdurano immutati con il passare dei secoli.

Scintille – Se dovessi definire il tuo mondo di carta e inchiostro con quali colore, immagine, profumo o suono lo descriveresti?

Fabio Dessole/Furio Thot – Suono, le note iniziali della 5° sinfonia di Beethoven, ossia Il destino che bussa alla porta.

Scintille – Da autore esordiente ad autore affermato nel panorama italiano. Parlaci della tua storia e del cammino fatto fin qui. Hai consigli per chi vorrebbe intraprendere la strada della scrittura? Cosa evitare e su cosa puntare, secondo te?

Fabio Dessole/Furio Thot –  Per tutti gli esordienti la cosa più difficile è farsi conoscere. Cosa evitare? Evitare di pensare che una volta pubblicato il libro sia finito il lavoro. Al contrario è lì che inizia la parte più difficile: promuoversi.

Scintille – Fai un saluto ai tuoi lettori con una citazione – che poi è anche l’augurio che vuoi lasciare su questo blog – tratto dalle pagine del tuo romanzo.

Fabio Dessole/Furio Thot –  Certamente e con piacere…

 

“Solo i giusti che sanno di operare nel giusto

non temono l’altrui giudizio.”

(AD 1243 Parte terza – cap. 7)

 

 


L’appuntamento di oggi termina qui.

Ringrazio Fabio/Furio per averci raggiunto nel Salotto Letterario e lo invito a tornare qui appena il nuovo romanzo sarà ultimato, magari in compagnia della coautrice, Marta Tempra…

Salutandovi, vi invito a seguire i prossimi appuntamenti di Scintille, tanti altri autori italiani, tanta buona letteratura…

Un abbraccio e… followME! 😀

Loriana Lucciarini


VI E’ PIACIUTA QUESTA INTERVISTA? SIETE INTERESSATI A SEGUIRE L’AUTORE CHE OGGI VI HO PRESENTATO? ECCO QUI IL LINK SU ARPEGGIO LIBERO…

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[ospiti] – 7 domande a… | intervista a Angy C. Argent

Buonpomeriggio, carissim* ❤ !

Con la riapertura del blog, riprendono gli incontri letterari nel Salotto di Scintille d’Anima. Oggi, aperitivo pomeridiano con ANGY C. ARGENT, poetessa e scrittrice.

Chi è Angy C. Argent?

Angy C. Argent nasce, nel 1965, a Bologna dove si diploma all’Istituto Magistrale. L’autrice, fin da piccola manifesta un vero amore per la scrittura, essendo una bambina solitaria e introspettiva comincia a scrivere su un quaderno i suoi  pensieri che, più tardi, diventano le prime poesie. Le letture classiche sono, da sempre, le sue preferite: Hermann Hesse, Verga, Pascoli, Prévert, la Bibbia e vari testi filosofici, l’accompagnarono in un percorso che le permise di trovare punti di riferimento con cui domare la sua indole inquieta e curiosa.  Lavorerà prima come arredatrice poi, ricalcando le orme paterne, nel campo della ristorazione e questo le permette di viaggiare lungo l’Italia, la Spagna e  la Francia. L’autrice vive alternandosi tra Biarritz e Bologna dove risiede la sua famiglia.  Angy ama il mare, il lago e ogni luogo ameno dove potersi rifugiare, nel suo tempo libero, a leggere, scrivere, ascoltare musica. Le sue opere, principalmente poesie, sono l’espressione delle sue introspezioni, della sua fantasia, passione e creatività che trovano nella scrittura il loro compimento. Nel 2016 vince il contest Besharewood con il racconto “Biarritz, coup de coeur” che è stato pubblicato sul magazine online Travelnews24.it; il contest Visionivivaio2016 con la poesia “Mondo Nuovo” che è stata letta in diretta all’expop di Milano. Ha partecipato all’iniziativa internazionale “Centomila Poeti per il cambiamento”. Alcune sue poesie sono presenti nell’Antologia “La pelle non dimentica” edita dalla Associazione Culturale Euterpe e dalla Casa Editrice Le Mezzelane.

L’ultima pubblicazione di Angy C. Argent?

La raccolta poetica “Sfumature d’amore” (Le Mezzelane editore)

Si potrebbe definire l’amore un caleidoscopio di colori che sfumano l’uno nell’altro: dal rosa romantico al grigio nostalgico, dal bianco candore al nero dolore. A volte l’amore è complicato perché non è immutabile, si trasforma sotto i nostri occhi e non ce ne accorgiamo.

Scintille –  Ciao Angy, benvenuta! 🙂 Iniziamo subito, partendo con le domande: presentati ai lettori…

Angy C. Argent – Ciao a tutti 😀 e grazie per questa opportunità! Mi presento: sono nata nel 1965 a Bologna da padre e madre ristoratori. Ho una sorella che amo anche se non abbiamo condiviso molto la nostra gioventù, non per differenza d’età ma per motivi caratteriali. Ho un diploma magistrale, anche se il mio sogno sarebbe stato quello di frequentare il conservatorio. Sono sempre stata una fervida lettrice, anzi da piccola forse più di ora. A scuola gli insegnanti mi spingevano a continuare a scrivere ma la vita ha altre esigenze per cui, dopo qualche anno passato a lavorare per un negozio di arredamento in stile, proseguii le orme paterne fino a diventare, in breve tempo, uno chef di cucina. Questo mestiere mi ha portata a spostarmi di continuo, anche all’estero. Oggi vivo tra la Francia e l’Italia dove risiede la mia famiglia. Ho sempre scritto poesie. Le ho conservate. Dopo essermi confrontata su vari siti per scrittori, avere partecipato a gare letterarie, vinsi un concorso indetto dalla Casa Editrice Le Mezzelane. Così, in agosto 2017 è uscita la mia prima silloge poetica: «Sfumature d’amore».

Scintille –  Chi sei, cosa fai, che hai combinato fin qui e cosa combinerai?

Angy C. Argent –  Sono una donna che è prima di tutto madre e nonna e poi un’autrice. Queste sono le uniche certezze che ho. Cosa faccio? Bella domanda! Ancora oggi me la sto ponendo. Lavoro, scrivo, vivo. Ascolto musica, che amo, leggo e cerco di aiutare il mio prossimo quando posso. Fin qui ne ho combinate tante e non tutte sempre giuste (tuttavia, credo che non sia una prerogativa solo mia). Cosa combinerò? Non lo so… Vivo alla giornata perché credo che il tempo non esista, quindi quello che faccio ora in questo momento avrà un seguito, o conseguenza, che a sua volta avrà un altro esito e così via nel perpetuarsi dell’eterno momento che  ci è stato dato. Credo che il cammino di ognuno sia già tracciato ma io continuerò a scrivere perché questo mi fa stare bene e mi fa sentire viva.

Scintille – Che rapporto hai con la scrittura? Cosa significa per te? Cosa vuoi comunicare?

Angy C. Argent – Le parole per me hanno sempre rappresentato qualcosa di più che l’essere semplici segni scuri su un foglio bianco. Complice, forse, il mio amore per la musica ne sento il suono. Credo che la musica, le parole e i numeri siano collegati tra di loro. Le parole hanno un ritmo, un ordine, un suono, una cadenza, una propria vita e ragione d’esistere. Per me, la scrittura, ha significato apertura: verso il mondo esterno, gli altri esseri umani e, di conseguenza, una capacità maggiore di autoanalisi. Come potete vedere scrivo molto, in realtà parlo poco. Con le parole desidero comunicare speranza. Anche dove c’è tristezza, dolore, morte, paura, incertezza, la speranza è là, vigile, pronta a sostenerci. Desidero parlare d’amore, quell’amore che è capace di abbracciarci tutti, senza differenze o confini. Desidero che le persone leggendo si pongano dei quesiti e possano riflettere oltre che emozionarsi e anche, perché no?, divertirsi.

Scintille – Parlaci dei tuoi romanzi pubblicati. Quali tematiche affronti e in che modo? [se c’è una tematica in particolare possiamo creare un paio di domande ad hoc per parlare del romanzo nello specifico]

Angy C. Argent – Ho pubblicato, per ora, solo una silloge poetica: «Sfumature d’amore». Scrivo anche racconti dei quali uno, «Biarritz coup de coeur», è stato pubblicato sul magazine online Travelnews24.it

La raccolta poetica affronta la tematica dell’amore universale, se così si può dire. L’amore come concetto o visto come un grande contenitore (la vita stessa) al cui interno ci sono gli strumenti che ci permetteranno di renderlo reale: i sentimenti. Questi sentimenti, secondo me, sono le sfumature dell’amore. Ogni sentimento ha un colore: il rosa rappresenta gioia, felicità; il rosso la passione, l’ira, la vendetta; Il nero il dolore, la rinascita e così via. In questo modo possiamo rappresentarli usando un linguaggio che possiamo capire. Il fine ultimo è la costruzione dell’amore, o il dipinto che ne possiamo fare per renderlo tangibile. Non credo che arrivi così, da un momento all’altro. Anche quando conosciamo qualcuno, che potrebbe diventare la nostra metà, se diamo tutto per scontato non avremo mai nulla di duraturo. La struttura di questa raccolta è circolare, la vita e la morte si inseguono e l’unico ponte tra di loro è la speranza. Queste tematiche, o alcune di esse, sono presenti anche nei miei racconti e altre sillogi che sto terminando. La vita stessa è la mia fonte d’ispirazione.

Scintille – Come sono i tuoi protagonisti? Hai una predilezione per un certo tipo di personaggi?

Angy C. Argent – Posso dire che ci sono anche dei protagonisti nella mia raccolta di poesie. All’interno sono contenute tre storie: una coppia che è arrivata insieme alla vecchiaia e ci dice come questo sia avvenuto nel loro caso; un uomo disilluso e amareggiato che crede di non riuscire più ad amare e non si accorge che, pur nella sofferenza, sta cercando proprio l’amore; e una storia d’amore antica, dei tempi dei nostri nonni dove si dava importanza a valori che oggi sembrano scomparsi. E, visto che tutte le poesie si prestano a interpretazioni diverse, vi dico anche che c’è una poesia che tratta un sentimento in particolare e succede qualcosa di inquietante e purtroppo molto attuale. Ma credo che nessuno fino a ora lo abbia intravisto. Nei romanzi non prediligo un personaggio piuttosto che un altro ma vorrei che ognuno avesse un suo carattere.

Scintille – Quali genere di storie ami raccontare?

Angy C. Argent – Per quel che riguarda la narrativa amo molto il thriller, l’horror, il surreale, la fantascienza. Mi piace scendere dentro l’abisso del genere umano, cerco di comprendere cosa possa spingere un uomo a commettere delitti efferati o da cosa può essere motivato un essere umano nel credere in Dio o nel credere a un demone. Mi interessa molto mettere in risalto la psicologia dei personaggi. Amo scavare, fare ricerche nel passato, nella storia, nei miti poi adattarli ai giorni nostri. Anche nelle storie fantasy c’è sempre un fondo di reale, non slego mai completamente la narrazione da quello che possono essere esperienze concrete e che tutti noi conosciamo.

Scintille – Se dovessi definire il tuo mondo di carta e di inchiostro con quali colore, immagine, profumo o suono lo descriveresti?

Angy C. Argent – Tinte forti e definite, immagini sfocate quasi eteree, profumo di gelsomino e incenso, suono di un corno. Non chiedetemi perché ho solo chiuso gli occhi pensando alla domanda e questo ho visto.

Scintille – Da autore esordiente a emergente nel panorama italiano: parlaci della tua storia e del cammino fatto fin qui. Hai consigli per chi vorrebbe intraprendere la strada della scrittura? Cosa evitare e su cosa puntare, secondo te?

Angy C. Argent – Il cammino proseguirà, la strada è la stessa dell’inizio e su questa strada ho capito che nessuno mi separerà mai dalla scrittura. Ho letto e continuo a leggere, ripasso spesso la grammatica e la punteggiatura perché sono sempre insicura, sperimento diversi stili di scrittura pubblicando racconti e poesie sui social, sul mio sito, sui siti per scrittori, partecipo a contest che mi permettono di confrontarmi con bravi autori (perché, credetemi, bravi autori ce ne sono abbastanza) e grazie appunto a un concorso ho incontrato la Casa Editrice della quale faccio parte e che ringrazio per la fiducia accordatami. Ma questo è solo un punto di partenza, da qui in poi io dovrò lavorare il doppio di prima: farmi conoscere e continuare a migliorare la mia scrittura, essere umile per apprendere anche dalle critiche che ci saranno.

A chi vuole diventare scrittore dico: chiediti veramente cosa sei e cosa vuoi.

Con l’avvento dei social e il loro espandersi le persone sono convinte di avere il mondo in mano, di poter fare tutto, tanto basta farsi conoscere e avere molti ‘mi piace’. I social sono utili come strumenti di lavoro, non lo nego, ma non fanno di noi degli scrittori. Si devono utilizzare con intelligenza per far conoscere il nostro nome e la nostra opera per questo è necessario sapere almeno scrivere un post decente. La scrittura è un’esigenza, un amore, una dannazione. Punta su te stesso: la prima cosa da fare è leggere, studiare, cercare il proprio stile, migliorarlo, ascoltare i consigli, insomma padroneggiare il mestiere di scrittore. Punta su CE piccole non a pagamento per proporre i tuoi lavori. Sii umile, anche il lavoro più bello ha bisogno di editing, ascolta i consigli. Evita gli specchi per le allodole, coloro che ti diranno che pagando potrai pubblicare e sarai arrivato perché non funziona così.  Evita di scrivere tanto per: provarci, passare il tempo, sperare di essere notato da una CE e vendere milioni di copie, provare a diventare famoso e ricco. Chi ama la scrittura non ci pensa nemmeno sa che, anche se ha la fortuna di pubblicare un libro, sono pochi coloro che potranno vivere di sola scrittura. 

Scintille – Fai un saluto ai tuoi lettori con una citazione – che poi è anche l’augurio che vuoi lasciare su questo blog – tratto dalle pagine del tuo romanzo.

Angy C. Argent – Saluto con versi tratti dalla raccolta poetica: «Sfumature d’amore». Una poesia che simboleggia, tra le altre cose, la vita stessa, vista come una stanza, dove qualcosa di noi rimarrà comunque.

Qualcosa di noi

Qualcosa di noi rimane

nel chiaroscuro della stanza

illuminata solo dalla luna.

Le nostre ombre dipinte d’amore

 

L’appuntamento di oggi termina qui.

Ringrazio l’autrice per essere stata con noi oggi e vi invito a seguire i prossimi appuntamenti di Scintille e del suo Salotto letterario.

Un abbraccio e… followME! 😀

Loriana Lucciarini


VI E’ PIACIUTA QUESTA INTERVISTA? SIETE INTERESSATI A SEGUIRE L’AUTRICE CHE OGGI VI HO PRESENTATO? …ECCO I SUOI CONTATTI 🙂

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Angy C. Argent

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[ospiti] – Giovanna Avignoni nel salotto letterario di Scintille d’Anima: quattro chiacchiere con l’autrice

GIOVANNA AVIGNONI

Eccoci qui per una breve intervista a Giovanna Avignoni, autrice di “Sono nato troppo presto”, di cui ho pubblicato proprio oggi la recensione (qui).

Se i temi trattati nel suo romanzo vi hanno emozionati e incuriositi, ora è il momento di conoscere meglio questa brava e sensibile scrittrice.

cop intervistaScintille d’Anima – La prima domanda è: perché scrivi?

Giovanna Avignoni – Scrivo perché lo faccio da sempre ma, fino allo scorso anno, non avevo mai avuto il coraggio di pubblicare. Ho deciso di farlo anche e soprattutto grazie all’incoraggiamento di mio marito che, da subito, ha creduto in me.

Da piccola scrivevo i miei pensieri su un diario segreto, poi ho iniziato a scrivere per me stessa ma non ho tenuto nulla, è andato tutto perso.

Scrivo perché racconto me stessa. Scrivo perché la scrittura è un canale privilegiato: ognuno può donare ai lettori la propria interiorità a sua volta, chi legge, può ritrovare se stesso nelle storie che gli sono state affidate.

Scintille d’Anima – Parliamo ora del tuo romanzo “Sono nato troppo presto”. La domanda d’obbligo, per soddisfare la mia curiosità e quella dei nostri lettori, è: la storia di Fabio, ti è stata ispirata da un fatto reale?

Giovanna Avignoni – Questo libro nasce dai tanti momenti che ho vissuto con bambini “speciali” e dalla storia che sto vivendo dallo scorso anno, perché in classe ho un bimbo diversamente abile.
Il romanzo già era dentro di me da tempo, ma questa realtà ne è stata la scintilla! Un pomeriggio, senza rendermene conto, ho iniziato a scrivere: le dita correvano veloci sulla tastiera del mio computer come se fosse Fabio stesso a farlo. Fabio, che significa “colui che sa aspettare”, da Quinto Fabio Massimo il temporeggiatore, era impaziente di raccontarmi la sua storia e io ne sono stata solo la portatrice.

Scintille d’Anima – Quanto ti ha aiutato nella stesura del tuo romanzo le competenze che hai come insegnante?

Giovanna Avignoni – La conoscenza dell’uso della struttura morfosintattica mi è stata, senza alcun dubbio, di grande aiuto.

La capacità di “scovare” gli errori a colpo d’occhio e la lettura di testi scritti da più persone, mi hanno facilitato molto.

Scintille d’Anima – Nel tuo libro affronti il tema complesso e delicato della disabilità mentale, regalando al tuo Fabio un futuro diverso da quello purtroppo vero di tanti altri bambini nelle sue condizioni. Nella tua esperienza di insegnante quante storie come Fabio hai conosciuto?

Giovanna Avignoni – Ho conosciuto tanti bimbi come Fabio. Ho iniziato a lavorare come insegnante specializzata a soli venti anni. Ho affrontato situazioni importanti cercando sempre di mettermi nei panni del bambino e delle loro famiglie. Diciamo che ho lavorato con il cuore senza, però, dimenticare di affrontare tutto con metodologie e mezzi mirati. Ogni bimbo è diverso, ognuno ha bisogno di un percorso personalizzato, anche quei bambini che sembrano non aver bisogno di nessuno… forse sono i più bisognosi. Anche Guido, il fratello forte del protagonista del mio romanzo, aveva bisogno degli altri.

Scintille d’Anima – Fabio migliora grazie agli interventi degli educatori e agli stimoli che gli vengono offerti. Puoi dirci le più indicate per patologie come quelle di Fabio?

Giovanna Avignoni – Penso che sia fondamentale affrontare la disabilità con professionalità, nulla può essere improvvisato quando si tratta di bambini, figuriamoci in casi come quelli di Fabio. E’ necessario lavorare in maniera sinergica con la famiglia e i sanitari, condividere i successi, i dubbi e le strategie di lavoro. L’uso delle tecnologie aiuta molto, il materiale strutturato è fondamentale, ma anche utilizzare semplici oggetti di vita quotidiana aiuta, a volte, a trovare la chiave.

Il rapporto con gli altri bambini, poi, è alla base del successo.

Scintille d’Anima – Nel tuo romanzo hai dato la forza al tuo protagonista di trasformare in luce le cose e le persone attorno a sé e credo che tu lo abbia fortemente voluto per dare un messaggio di speranza. Ma nella realtà bisogna fare i conti la discriminazione del diverso (tanti sono i fatti di cronaca di violenza o bullismo o discriminazione per chi non omologa, sia omosessuale, sia di etnia diversa, sia disabile o semplicemente più timido e fragile degli altri) che è una delle forti criticità di questa società.

Come si deve operare affinché la discriminazione non attecchisca negli animi dei nostri studenti, dei più giovani, per far in modo che davvero la storia di Fabio possa ripetersi?

Giovanna Avignoni – Lavoro nella scuola da trent’anni e posso affermare con certezza che i bambini non considerano la diversità come un ostacolo. I bimbi sono la forza di chi opera con loro: ho lavorato in classi dove erano inseriti bimbi autistici, psicotici, con sindrome di iperattività, provocatori oppositivi, con ritardi medi e gravissimi, con gravi disturbi del linguaggio, ma ho sempre avuto classi compatte, come una squadra. I bimbi guardano il mondo con “gli occhi belli”.

E’ fondamentale parlare chiaro con tutti i genitori e condividere con loro il progetto educativo che si intende portare avanti, bisogna essere chiari e farsi vedere competenti e preparati.

La legge 517 del 1977 ha aperto la testa a chi cercava di non vedere! Ora infatti si tende a lavorare sul diversamente abile come ricchezza, come spinta a fare, ciò crea la coesione nella classe, sembra strano ma è proprio così! Anche attraverso il gioco si arriva al percorso ottimale e alla progettazione! Molto spesso gli altri bambini vengono chiamati ad aiutarci in questo.

Io ho scritto questo romanzo sperando che la debole voce di Fabio entri nei cuori delle persone e che il cerchio si allarghi “come un sasso nello stagno”.

Scintille d’Anima – Amore, incoraggiamento, pazienza, rispetto, sollecitazioni positive. Questi sono gli ingredienti che ho trovato nella tua storia.

C’è qualche altro elemento che mi è sfuggito? Vuoi aggiungerne altri?

Giovanna Avignoni – Empatia, entusiasmo, forza, tanta forza, coraggio, preparazione e un pizzico di “follia”, quella buona, che non guasta mai.

Scintille d’Anima – Puoi raccontare ai nostri lettori l’evoluzione della pubblicazione del tuo “Sono nato troppo presto” e dei riconoscimenti di pubblico e critica che ha ricevuto?

Giovanna Avignoni – Ho autopubblicato il mio primo romanzo, ma anche il secondo, nel 2014 con Youcanprint. Ancora non mi sono pentita della mia scelta, non credo nelle Case editrici a pagamento, né penso che avrei avuto la stessa libertà di movimento se avessi pubblicato con un piccolo editore.

A marzo 2014 Fabio ha iniziato a farsi conoscere e i lettori hanno apprezzato da subito.

A febbraio 2015, con mia grande sorpresa e felicità, sono stata chiamata per la finale del Concorso letterario nazionale Sanremo Writers 2015 e non nascondo che la cosa mi rende orgogliosa.

Ho ricevuto parecchie recensioni positive da parte di scrittori, giornalisti e blogger e ringrazio tutti per la passione e le loro belle parole. Intorno a me gravitano persone fantastiche che mi spingono, con le loro parole e i loro gesti, a continuare. A queste persone sono grata.

Scintille d’Anima – “Come una bolla”, l’altro tuo romanzo tratta argomenti simili o ti sei discostata da queste tematiche?

Giovanna Avignoni – “Come una bolla” parla di una bellissima quindicenne: palese il fatto che tratti di adolescenza.

La mia formazione, sono laureata in Scienze dell’Educazione e in Scienze Pedagogiche, mi aiuta a scegliere gli argomenti. Accanto alla mia formazione, però, aggiungerei anche una certa capacità di guardare gli altri, osservandone i comportamenti, gli sguardi, la parole dette e quelle non espresse. Da sempre, fin da bambina, ho guardato le persone cercando di scoprirne la storia e ciò che, spesso, nascondono dietro una “maschera”.

Scintille d’Anima – Stai lavorando a un nuovo progetto? Ce ne vuoi parlare?

Giovanna Avignoni – Sì, nei pochi ritagli di tempo sto scrivendo un terzo romanzo la cui tematica mi risulta abbastanza faticosa: la protagonista è una ragazza che sta cercando in se stessa la sua storia, rincorrendola attraverso una strada faticosa e impervia.

Scintille d’Anima – Quali sono i prossimi appuntamenti di Giovanna Avignoni come scrittrice?

Giovanna Avignoni – Sono tornata da poco dal Salone del libro di Torino dove, grazie al gruppo S.E.U diretto dalla fantastica autrice Laura Santella, ho vissuto momenti indimenticabili in compagnia di altri autori,.

Il 29 maggio presenterò i miei romanzi presso la biblioteca comunale “Elsa Morante” di Ostia Lido, nell’ambito dell’iniziativa Il maggio dei libri.

A novembre parteciperò al Pisa Book festival.

Scintille d’Anima – Grazie Giovanna per le risposte sincere e approfondite che mi hai dato… 😀

Giovanna Avignoni – Loriana, ti ringrazio per le belle domande che mi hai voluto rivolgere…

Scintille d’Anima – Giovanna, mi ha fatto piacere averti come ospite nel mio salotto letterario, per la stima che ho di te come persona e come autrice.

Invito tutti a rimanere su questa pagina, perché l’appuntamento prosegue! Ora, infatti, la parola passa a voi lettori che potrete rivolgere le vostre domande alla scrittrice che resterà con noi per circa un’ora con la promessa di rispondere a tutti!

Apro quindi ufficialmente la chat, invito a partecipare e intanto predispongo pasticcini e bevande virtuali per tutti! 😀

pasticcini

ORE 15.00: LA CHAT E’ APERTA

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