[ospiti] – Laura Belinzoni, l’autrice di “Al di là del dovere” ci parla di sé…

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Tempo fa ho recensito il suo romanzo “Al di là del dovere” (leggi la mia recensione qui) che affronta la storia – ben delineata psicologicamente – di una ragazza costretta in una realtà che non la rappresenta davvero e del suo faticoso, ma liberatorio, percorso di rinascita…

Apriamo quindi le porte di questo Salotto a questo nuovo appuntamento letterario: vi annuncio che biscottini e bevande sono già sui vassoi… e quindi vi invito a mettervi comodi che andiamo ad iniziare! 😀

cop intervistaCiao Laura, eccoci qui, intanto benvenuta! Permettimi, prima di partire con le domande, di rinnovarti i miei complimenti per il tuo lavoro, il romanzo “Al di là del dovere”, di cui parleremo anche oggi, scoprendo alcune importanti curiosità.

Sei pronta? Dai, iniziamo con l’intervista…

LORIANA – Laura Belinzoni, donna e autrice? Parlaci un po’ di te…

LAURA – Sono nata a Pavia nel 1982 dove vivo tutt’ora. Sono laureata in Filosofia. Ho sempre avuto un carattere introverso, sognatore ma nello stesso tempo curioso. Ho incominciato ad appassionarmi alla lettura abbastanza tardi (forse a causa delle pessime scuole elementari e medie che ho frequentato…) ossia al liceo studiando letteratura italiana e inglese. Ciò mi ha permesso di comprendere la bellezza che può essere contenuta in una storia, approfondirla e farla mia come ogni buon libro richiede al proprio lettore, insieme ai numerosi insegnamenti che essa può dare. Incominciando a leggere i grandi classici come D’Annunzio, Pavese, Joyce, Virginia Wolf e molti altri è scattato prima l’amore per la lettura, mentre per la scrittura ci sono voluti ancora un po’ di anni, direi quasi al termine dell’università.

LORIANA – Com’è nata l’idea di fondo del tuo romanzo?

LAURA – C’è stato il colpo di fulmine del titolo, volevo scrivere una storia diversa dalle altre, che suscitasse nel lettore anche un po’ d’indignazione proprio per l’argomento trattato (la relazione che poi diventa carnale tra zio e nipote). Molto mi hanno “aiutato”, se così possiamo dire, aneddoti tratti dalla mia storia familiare, aneddoti per lo più traumatici che la scrittura di questo libro mi ha permesso di rielaborare e introiettare così come fa il paziente sul lettino dello psicanalista. Il mio intento principale è stato comunque quello di dare un messaggio positivo: Linda non crede possibile che possa esserci spazio per l’amore nella sua vita, considera la possibilità di essere amata come qualcosa di accessibile a chiunque tranne che a lei. L’arrivo di Paul, però, fa scattare qualcosa di inspiegabile dentro di lei, qualcosa che all’inizio la spaventa perché lo percepisce come estraneo alla linearità prevedibile dell’esistenza condotta sino a quel momento. Con questo ho voluto dare al lettore un messaggio forte: quando si avverte che qualcosa sta cambiando, il cambiamento è già avvenuto.

LORIANA – Perché “Al di là del dovere” ha questo titolo?

LAURA – Essenzialmente per due motivi: il primo rispecchia la vita di Linda, segnata da regole rigide dettate da una madre cocciuta e imperiosa, sempre pronta a riprenderla ad ogni minimo sgarro. Queste imposizioni hanno una radice più profonda che risiede nel tentativo di Rosa di cristallizzare la sua esistenza e quella di chi le sta attorno per cercare di ottenere quella stabilità che la morte del primo figlio ha spazzato via in maniera traumatica. Il secondo motivo, invece, comprende una riflessione più ampia: mi sono interrogata a lungo mentre scrivevo questo romanzo su tutte le azioni che ogni giorno compiamo per dovere verso noi stessi e/o verso gli altri e, vedendo come vanno le cose nel mondo in termini di sentimenti, sembra che spesso si stia insieme più per non infrangere qualche regola invisibile che per vero amore. In particolare mentre scrivevo ero guidata da una domanda che non smetteva di pulsarmi dentro: può l’amore essere sottoposto a delle regole? La risposta assolutamente negativa a questa domanda è incarnata dalla scelta dei due protagonisti di amarsi al di là di ciò che tutti ritengono giusto o sbagliato, al di là di ogni convenzione.

LORIANA – Quanto c’è di te nella storia  e nella personalità della protagonista? In cosa, invece, ti differenzi?

LAURA – Ho messo moltissimo di me in Linda, sia nella descrizione del suo lato più fragile sia nella sua volontà di riscatto che l’arrivo di Paul fa divenire concreta. Ho voluto introdurre la presenza della malattia nella sua vita per giustificare ulteriormente la sua fragilità ed avere un ottimo spunto per poter costruire la trama che poi è venuta fuori.

LORIANA – In che modo hai lavorato per definire la psicologia dei vari personaggi, che risulta ben dettagliata e coerente?

LAURA – Ho studiato molto psicologia e ancora oggi quando posso leggo articoli e saggi, inoltre sono caratterialmente molto intuitiva: di chi mi sta davanti riesco a cogliere in fretta la personalità e difficilmente mi sbaglio… Come ho accennato anche prima, prendendo particolarmente spunto da esperienze personali non mi è stato difficile trasporre nella storia determinati caratteri che però ho anche volutamente accentuato.

LORIANA  Su quali esperienze ti sei basata per descrivere gli intrecci psicologici dei rapporti familiari di Linda e dei suoi cari?

LAURA – Su quelle vissute in prima persona o raccontate da familiari ed ex amici. Ho fatto un buon collage che mi ha permesso di far collimare tanti “ingredienti” senza forzature, insomma nel modo giusto.

LORIANA – Linda è una ragazza sensibile e delicata ma trova un coraggio e una determinazione prepotenti e inarrestabili per riuscire a cambiare la sua vita. Qual è l’elemento e il passaggio determinate nell’inizio della sua trasformazione?

LAURA – La morte del nonno, la persona dalla quale si è sentita più amata sin da quando è nata, produce in lei un primo cambiamento. L’arrivo di Paul con la conseguente scoperta della verità sulla reale morte del fratello, poi, fanno il resto. Linda capisce di aver vissuto secondo regole altrui sino a quel momento, regole che trasformandosi in abitudine quotidiana hanno lentamente assunto l’abito di una tranquilla routine. Paul le fa capire di avere un valore che i suoi genitori non le hanno mai permesso di scoprire, entrambi chiusi come sono sempre stati solo nel loro piccolo mondo egoistico… Da qui nasce la crescita interiore che le darà poi il coraggio di spiccare il volo.

LORIANA – Nella storia libri e arte sono gli ingredienti fondamentali e speciali che danno a Linda emozioni e energia. Ho notato l’accuratezza delle descrizioni e dei riferimenti  letterari e di storia dell’arte e non ho potuto fare a meno di chiedermi se i tuoi studi hanno contribuito a inserire pittura e lettura all’interno della narrazione o se sono anche per te passioni importanti…

LAURA – L’arte è un’altra delle mie grandi passioni. Ho sempre considerato i quadri, di qualunque stile essi appartengano, “creature viventi” e quando posso visito mostre e musei. Naturalmente mi sono documentata per poter rendere al meglio la competenza di Paul, che non l’arte ci lavora, e la passione di Linda su questo argomento. Del resto l’amore per l’arte costituisce uno dei primi elementi di forte comunanza tra loro, il primo argomento che permetterà a Linda di rompere il ghiaccio già durante il primo pomeriggio trascorso insieme appena dopo il funerale del nonno.

LORIANA – Quanto tempo hai impiegato per dare alla luce il tuo romanzo?

LAURA – Tra pause e riprese, tre anni buoni!

LORIANA – Perché la scelta da self?

LAURA – Dopo aver partecipato a un concorso letterario e averlo vinto mi era stata fatta la promessa di un contratto editoriale, promessa che non è stata mantenuta dalla casa editrice promotrice del concorso deludendomi profondamente! Così ho deciso che, siccome era il primo libro e di strada avrei dovuto farne ancora tanta, di auto-pubblicarmi come fanno sempre più esordienti. Non escludo però di cedere i diritti ad una casa editrice qualora si dimostrasse realmente interessata!

LORIANA – Progetti futuri? Parlacene!

LAURA – Ho in mente abbozzi di tantissime trame tra le quali ne ho scelto una sulla quale sto lavorando documentandomi molto… Del resto si sa: scrivere è un lavoro duro!

Waho sei piena di idee! Allora io ti faccio i miei in bocca al lupo per tutti i tuoi progetti e ora ti lascio campo libero per rispondere alla chat con i lettori.

Ci ritroviamo a conclusione dell’evento per i saluti finali.

Ora quindi, carissimi, tocca a voi: domande, commenti, curiosità? Scrivete qui sotto direttamente a Laura, che vi risponderà! 😀 Pronti? Via!…

***

[letti per voi] – Al di là del dovere, di Laura Belinzoni

bannerBuongiorno care e cari lettori!

In questo giorno afoso di luglio vi propongo in lettura questo romanzo, di un’autrice esordiente italiana.

Al di là del dovere

di Laura Belinzoni

Copertina+LB_1Titolo: “Al di là del dovere” – Autore: Laura Belinzoni – Editore: Narcissus – pag. 245 – costo 4.49 euro – Acquistalo qui


 

Sinossi

Orta San Giulio, 2008. È una splendida giornata di primavera quella che la giovane Linda si appresta ad affrontare, una giornata che ricorderà per sempre: dovrà infatti vivere il dolore dell’ultimo saluto all’amato nonno Gianni e dominare la trepidante emozione di conoscere finalmente zio Paul, il fratellastro di sua madre Rosa, partito per l’Inghilterra prima che lei nascesse. Sarà proprio Paul, affascinante quarantacinquenne curatore di mostre d’arte, a scompigliare il già delicato equilibrio della famiglia di Linda, malamente ricomposta dal rifiuto da parte di Rosa di ammettere la fine del suo matrimonio, e a far emergere la verità sulla morte del fratellino Riccardo. Lo sconvolgimento più grande, però, avverrà nella vita affettiva di Linda costringendola a rivedere il suo rapporto con famigliari e amici e, soprattutto, aiutandola a vincere il senso di inadeguatezza causatole dell’epilessia, malattia di cui soffre sin da bambina.

Il tempo trascorso con Paul sarà il miglior tempo che Linda abbia mai vissuto anche se gli sguardi indiscreti degli abitanti del borgo e dei colleghi della biblioteca in cui lei lavora sono sempre in agguato.

Quando Paul le chiederà di seguirlo a Londra, dopo un momento di paura iniziale, tutte le riserve di Linda cadranno dandole il coraggio di abbandonarsi ad un amore che tutto il mondo sarebbe pronto a comandare.


 

La mia recensione

Linda è una ragazza sensibile e delicata, amante dei libri e dell’arte, molto fragile e timida, segnata da una malattia grave, dalle ingerenze di una madre onnipresente e opprimente e dall’indifferenza del padre.

La ragazza vive così un’esistenza fatta piccole cose, quasi racchiusa in una bolla: si è adattata ai mutamenti d’animo della madre e al circoscritto piccolo mondo del suo paesino, riuscendo anche a godere delle piccole soddisfazioni quotidiane. Linda è una giovane piena di talenti, curiosa ma anche introversa e timida. Il lavoro nella biblioteca del paese le offre soddisfazioni, ma anche se crede di essere appagata in fondo al suo cuore albergano sentimenti celati, che solo gli eventi faranno esplodere in un crescendo di mutamenti nell’animo della ragazza.

La mamma della giovane è una donna forte e dispotica, con la mania del controllo che ne ha piegato la mite personalità; pochi spazi concede alla figlia e non si chiede mai se lei sia davvero felice.

«Linda, cosa ci fai lì sulle scale? La colazione è pronta» la voce di sua madre la scosse improvvisamente dai suoi pensieri. Anche quando si preoccupava per lei aveva sempre lo stesso tono di distaccato rimprovero, sempre lo stesso accento di correzione che neppure il dolore di quel giorno era riuscito ad addolcire.

(…)

Era stata cresciuta così Linda. Sin dalla più tenera età le era stato insegnato che sono gli altri a fare di noi quello che siamo; ma una volta diventata grande si rese conto che questo atteggiamento, sostenuto a piene mani soprattutto da sua madre.

(…)

 Rosa si risentiva e le rispondeva che le raccomandazioni di un adulto che sa fare il suo mestiere devono essere sempre ascoltate. Linda però se ne infischiava di lei, delle sue stupide raccomandazioni e del suo servilismo verso il prossimo. Le prime volte se la prendeva così tanto che alla sera non riusciva a cenare da quanto la rabbia le serrava lo stomaco. Poi smise di prendersela semplicemente perché capì che arrabbiarsi con un soggetto come sua madre non serviva a niente. Discutere con lei era come prendere a pugni un muro di gomma…

 

L’autrice riesce a descrivere con sensibilità i difficili rapporti familiari, aiutandosi con dialoghi ben costruiti e fluenti.

Grazie alla sua narrazione scopriamo che non è solo la madre a essere il perno dell’insicurezza di Linda, anche l’indifferenza e l’apatia del padre sono fonte di grande sofferenza.

Quando parlava con suo padre, a Linda sembrava di parlare ad un estraneo tanta era la distanza tra di loro. Si può dire che non avessero mai sostenuto un vero dialogo e ogni volta che si trovavano nella stessa stanza non riuscivano a far altro che scambiarsi qualche frase rotta senza mai costruire un vero discorso su qualcosa, fossero anche le cose più banali come il tempo o le faccende della vita quotidiana. Tra di loro regnava da sempre un silenzio denso e impenetrabile che nulla era mai riuscito a sciogliere o spezzare. Quante volte Linda aveva provato a scomporlo quel silenzio, solo per cercare di dargli un senso; ma più cercava di sbrogliarlo più si ingarbugliava intrappolandola ogni volta dentro al suo labirinto senza uscite.

La morte prematura del fratellino, prima che lei nascesse, ha poi creato una spaccatura profonda nelle relazioni personali di ognuno dei familiari, che ha portato a silenzi e rimozioni forzate e dolorose. Un muro di gomma che lei non è mai riuscita a scalfire e che le ha lasciato da sempre domande inespresse a lacerarle l’anima…

Ecco come in un breve passaggio Laura Belinzoni riesce a farci comprendere i sentimenti della giovane…

Pazienza se la sua famiglia si era sfasciata e nessuno l’aveva mai abbracciata. Si accontentava di osservare la gente che camminava nel lento scorrere del tempo immaginando vite che lei non avrebbe mai potuto vivere.

Fin dalle prime pagine, quindi, appare chiaro come questo sia un romanzo di formazione, certamente non una storia leggera ma, anzi, un romanzo dai contenuti impegnativi e profondi, in cui l’autrice si destreggia bene, tratteggiando attentamente la psicologia dei personaggi e la loro caratterizzazione.

Linda vive senza oltrepassare la soglia della sua piccola vita. Si è fatta una ragione della sua condizione, del resto la malattia non le permetterebbe di vivere una vita più vivace, più libera. Ma questo è solo un modo per sopravvivere a questa cappa asfissiante che l’opprime.

La situazione di Linda sta per cambiare irrimediabilmente quando, alla morte dell’amato nonno – forse l’unico in grado di sostenerla e capirla – sprofonda in un senso di solitudine e inadeguatezza che solo l’arrivo dello zio Paul (il fratellastro della madre che la ragazza non ha mai conosciuto perché partito per l’Inghilterra prima che lei nascesse) riesce a scuotere la sua routine, diventando l’elemento scatenante di una serie di piccoli ma inesorabili cambiamenti.

Lo zio Paul è un uomo interessante e intelligente, che riesce a capire i disagi della nipote e, grazie al rapporto che si instaura tra loro, è in grado di lenire le sue sofferenze. Per la ragazza è complicato interagire con quest’uomo; Linda è incuriosita dalla sua personalità sfaccettata e cristallina, frenata dalle mille paure e insicurezze che si porta dietro e che non l’abbandonano mai, ansiosa e timorosa di fare o dire sempre qualcosa di sbagliato.

Ma finalmente qualcosa nella sua bolla protettiva inizia a incrinarsi…

Seduti uno di fronte all’altra Linda sentì i suoi pensieri paralizzarsi, e più cercava una via d’uscita dall’imbarazzo provocatole da quella scena, più sembrava non esistere.

(…)

Paul aveva qualcosa nello sguardo e nel modo di parlarle che non aveva mai trovato in nessuno. Era una sorta di abilità introspettiva che sapeva cogliere al primo colpo anche quegli aspetti che lei, di solito, faceva di tutto per nascondere.

Anzi, erano soprattutto quelli che sembrava riuscire a stanare con maggiore facilità. Linda se ne rese conto all’istante e un tremito di paura la paralizzò.

L’amicizia con lo zio inizia a trasformare profondamente il carattere della ragazza: stimolata dall’acume intellettuale, incitata dai suoi suggerimenti e consigli, Linda inizia a trovare dentro sé il coraggio di affrontare la propria vita e scopre una nuova sicurezza e nuovi desideri.

Però, nonostante il rapporto con Paul sia fonte di rinnovamento e nuove energie, Linda lo teme: è in bilico constante tra l’attrazione e la paura. Sa che fidarsi di qualcuno la rende indifesa e lei ha sempre vissuto un’esistenza sottaciuta per proteggersi. La malattia che l’ha segnata fin da piccola le ha fatto creare muri alti e impenetrabili… eppure qualcosa dentro di lei cambia definitivamente…

Da allora la certezza di essere diversa le si era conficcata nell’anima come una spina malefica che nessuno sarebbe stato in grado di strappare, e con lei la convinzione che nessuno avrebbe potuto amarla senza provare disprezzo, una volta conosciuta la sua condizione: del resto chi l’avrebbe voluta

(…)

per lei erano solo concetti che rimanevano a livello della semplice coscienza come parole scritte su foglietti appiccicati a una parete e destinati a rimanere lì per sempre a prender polvere senza penetrare nella concretezza della sua vita quotidiana. Lei conosceva solo la potenza distruttrice del dolore vissuto interamente da soli che con l’amore e le sue crisi non aveva nulla a che fare.

 

Così, nonostante le difese della ragazza, Paul inizia a diventare una parte importante della sua esistenza, l’unico in grado di capirla davvero…

Sentiva di non aver bisogno di nessuno, e questo pensiero la poneva talvolta in uno stato simile all’onnipotenza alla quale gli altri non avrebbero mai, neanche lontanamente, potuto arrivare. Perché per guadagnare l’onnipotenza bisogna prima morire e risorgere; ma, si sa, i comuni mortali si accontentano di morire e basta. Poi, però, era arrivato lui che aveva aperto una breccia nel muro dietro il quale si era barricata per anni facendole vedere la vera luce. Solo che c’era sempre quella spina conficcata, che ogni tanto sanguinava o premeva per uscire ma che doveva rimanere lì perché lui no, non la doveva vedere.

Linda allora, più sicura e forte grazie all’incoraggiamento e alla presenza dello zio Paul, inizia la sua battaglia per riappropriarsi della propria esistenza…

Non sopportava il fatto che sua madre non fosse mai riuscita a capire i suoi sentimenti; anche se spesso le sembrava che facesse semplicemente finta di non capirli, solo perché le risultava più comodo. Linda ebbe questa impressione per troppe volte e anche in quell’occasione la sentì forte come un peso che le premeva sul petto.

(…)

Quest’ultima domanda fece esplodere nell’animo di Linda una rabbia così violenta che lei stessa per un attimo stentò a riconoscerla come qualcosa che provenisse da lei.

(…)

Abbassò lo sguardo e poi lo fissò verso i suoi genitori come non aveva mai fatto, diede un morso alla mela e lo schiocco netto dei suoi denti nella polpa del frutto risuonò nel silenzio circostante rimbalzando sul viso austero di sua madre e quello intontito di suo padre fermi nell’attesa di una sua risposta. Il sapore dolce della mela eliminò l’odore velenoso della costrizione e Linda si sentì libera

 

Ma questo percorso per Linda non sarà facile.

La giovane si troverà in bilico tra il senso del dovere che l’ha trattenuta per anni e il desiderio di vivere finalmente una vita vibrante e piena.

Linda sa che è necessario fare una scelta e sa bene che inevitabilmente ci saranno ripercussioni sull’intera famiglia e questo la spaventa…

Più camminava, più tutta la sua vita le scorreva dinnanzi agli occhi in fotogrammi talmente nitidi da far emergere anche particolari del suo passato che si stupì di riuscire a ricordare. Ripercorse quei ricordi fino al litigio con sua madre di pochi minuti prima. Sentiva di essere arrabbiata con lei ma non era la stessa rabbia di tutte le altre volte. Era come se questa volta avesse superato il suo ultimo limite di sopportazione aprendo le porte ad un cambiamento che da quel giorno in poi sarebbe stato inarrestabile. “Le ho risposto come non ho mai fatto” pensò rendendosene conto solo in quel momento. Aveva avuto il coraggio di fare ciò che non aveva mai osato fare: se non era un primo passo quello…

Così per Linda si profila una determinante battaglia: quella per afferrare i suoi reali desideri e lei avrà l’amore a infonderle coraggio e forza; un’amore che la travolgerà e dal quale si lascerà condurre.

“Sto impazzendo…” pensò e non smetteva di stupirsi di come, quel poco più di un giorno, con quanto era successo, fosse stato in grado di spazzare via anni di razionalità costruita e modellata a tavolino come il più perfetto dei progetti architettonici. Era davvero quello allora l’amore? Un uragano che arriva senza preavviso portandosi con sé tutto quello che hai accumulato, impacchettato con cura e rinchiuso per anni dentro torri che credevi indistruttibili?

Compiuta la sua non facile scelta, il cuore della ragazza inizierà a rifiorire, assaporando le gioie di una vita vera e di un amore appagante anche se la vita la metterà nuovamente alla prova…

Intorno era calata definitivamente la sera. I grilli frinivano impazziti stordendo i timpani in un’allucinazione senza via di scampo e Linda pensò che era un sogno rimanere lì, che non voleva più scendere. La sua vita le sembrò ad un tratto qualcosa di infinitamente lontano, immateriale e mai realmente vissuto e il suo corpo, diventato leggero come il vento, si lasciava cullare da quel dondolio ipnoticamente spaventoso e rassicurante nello stesso tempo. Staccò la mano destra dalla catena e la appoggiò sulla spalla di zio Paul aggrappandosi a lui e posò la tempia sulla sua come se con quel contatto volesse filtrarne i pensieri prima che il vortice se li portasse via impedendole anche solo di intuirne la forma. L’odore inebriante della sua pelle si diffondeva intorno forte e immateriale seguendo la direzione di ogni spinta. Non si ricordava di averlo mai sentito così forte, neanche quando lo aveva abbracciato prima che ripartisse per Londra e il giorno in cui era tornato, o semplicemente non ci aveva fatto caso. Lo inspirava fino a saturarsi le narici e, per un attimo, pensò che avrebbe voluto smettere di espirare per non restituirlo all’aria che lo avrebbe sciupato e disperso.

Scritto dalla penna delicata di Laura Belinzoni, questo romanzo affronta temi molto complessi riuscendo comunque a non scivolare nella pesantezza. A tratti forse ci sono concetti ripetuti un po’ troppo spesso, ma sono certa che fosse intenzione dell’autrice riportare durante la narrazione ai problemi esistenziali della giovane Linda per dar loro più peso e spessore nell’intera narrazione.

La giovane è soffocata da una vita non sua, troppo abituata a fingere di essere felice per dovere verso gli altri e il percorso di cambiamento e rinascita non sarà un percorso facile. Eppure l’autrice riesce a trasportarci nell’esistenza della ragazza con passo lieve, senza mai essere invadente, riuscendo inoltre a delineare molto bene le personalità di tutti i protagonisti.

Al di là del dovere è certamente un romanzo non facile, dai contenuti impegnativi e profondi, ma è un romanzo che consiglio per la sensibilità e la delicatezza con cui l’autrice ha tratteggiato la psicologia di tutti gli attori di questa storia e con cui ha raccontato la rinascita di questa ragazza, che faticosamente conquista il suo futuro.

Un’opera prima di buon livello, magari con qualche pecca narrativa (le ripetizioni, appunto, e le azioni dei capitoli finali che ho trovato avulse al contesto narrativo) ma che non intaccano la qualità letteraria di questa penna promettente e capace. Sono certa che l’esperienza e il confronto con le lettrici portranno l’autrice a limare i punti deboli e migliorare quanto già di buono c’è.

In conclusione: ho apprezzato molto lo stile raffinato e delicato di Laura Belinzoni, che ha tessuto di descrizioni sapienti e efficaci l’intera trama del romanzo.

Auguro all’Autrice grandi soddisfazioni per questa impresa letteraria, invitando i lettori al scoprire questo suo romanzo!

Quella mattina il cielo era coperto di nuvole sfilacciate e appiccicose come zucchero filato. Di tanto in tanto si sfaldavano aprendo squarci dai quali emergeva per brevi attimi l’azzurro sottostante.

 


L’Autrice

11777949_902491889836528_714096294_nLaura Belinzoni (Pavia 1982) è laureata in Filosofia. Ha iniziato ad appassionarsi di storie studiando letteratura al liceo. Le prime esperienze di scrittura risalgono ai primi anni 2000 con la partecipazione a diversi concorsi letterari presentando racconti e poesie. Al di là del dovere, vincitore del premio Roma Writers 2014, è il suo primo romanzo.