Letture del mese: luglio 2021

Le recensioni

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[LettixVoi] – Le Verità di Numeesville, di Simona Di Iorio e Ilaria Ferraro

Ho letto questo libro che mi è stato dato in prestito in merito all’iniziativa letteraria di Soccorso Letterario. Il volume mi è arrivato in un pacchetto assieme a un quaderno dove le due autrici hanno scritto la loro presentazione, piccole curiosità e aneddoti. A lettura ultimata ho preso l’altro quadernuccio e vi ho lasciato le mie impressioni “a caldo” e adesso il libro partirà per arrivare ad altri lettori. Ho trovato questa iniziativa davvero singolare e bella, aderendovi ho scoperto queste due autrici emergenti italiane, talentuose e capaci.

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Veniamo al romanzo.

Le due autrici, Simona Di Iorio e Ilaria Ferraro, sono state brave a costruire “Le verità di Numeesville”, un thriller complesso, in cui si muovono diversi personaggi, in uno scenario affascinante – quello sulle rive del Blake Lake, in Canada. La loro abilità narrativa mi ha offerto una storia intrigante e affascinante, capace di avvincere.

La trama si srotola con diversi colpi di scena e il finale, rivelato in un crescendo di situazioni e dinamiche, fa emergere segreti, vicende nascoste, cupe ombre e terribili verità; il tutto dosato e gestito dalla coppia autoriale con capacità.

L’ottima caratterizzazione psicologica rende i personaggi credibili, tridimensionali. L’approfondimento delle relazioni che legano l’uno all’altro avviene in modo graduale, avvincendo il lettore. La trama è complessa e articolata e rendo atto alle due autrici per averla gestita al meglio, in un finale a sorpresa che spiazza e fa male.

La protagonista, Sophie, ha un talento unico per mettersi nei guai e non seguire mai i consigli che le vengono dati. All’inizio il suo modo di fare mi ha alquanto irritata ma poi non ho potuto non apprezzare la forza di questa donna: Sophie viene da un passato difficile e condizionante, la incontriamo nel momento più difficile per lei. E dunque è proprio grazie al suo carattere istintivo e reattivo che riesce a ricostruirsi come persona e come donna, raccogliendo i pezzi di sé sparsi che si teneva stretti per paura di perdersi, dimostrandosi determinata e caparbia.

Le dettagliate descrizioni, mai banali, mi hanno permesso di partecipare empaticamente alle vicende che si alternano nei vari capitoli. Spesso mi sono sentita come dentro a un film, soprattutto nei paragrafi che descrivono l’ambientazione: la zona, i panorami, le montagne, le rive del lago le ho immaginate in modo vivido, realistico. Ciò mi ha permesso di fare un viaggio letterario di tutto rispetto. E anche quando ho incontrato una lunghezza eccessiva di alcune scene, alcune anche ripetitive, ho però riscontrato che esse – anche se non propriamente funzionali alla trama – non ne anno inficiato il valore, anzi, io le ho trovate propedeutiche per scoprire le piccole sfaccettature dei vari protagonisti, dar loro più corpo, una forma più definita.

“Le verità di Numeesville” è un romanzo di tutto rispetto, costruito con attenzione e realizzato con competenza e capacità narrativa. Un romanzo che potrebbe avere anche un logo editoriale importante, sponsorizzato sugli scaffali delle librerie e che, invece, le autrici hanno realizzato in modo autonomo e indipendente, da self. E hanno fatto un ottimo lavoro, qualitativamente parlando. Le autrici, dotate di talento e capacità, hanno realizzato una storia intensa, emozionante e di spessore, un’ottima prova di esordio come coppia letteraria, che vi consiglio.

Loriana Lucciarini

[Lettixvoi] – Recensione “Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita” di G.C. Giacobbe

“Il pensiero che dà luogo all’azione non è una sega mentale. Il pensiero che non dà luogo all’azione è una sega mentale. Il pensiero che genera sofferenza è una sega mentale malefica. Il pensiero di problemi non reali è la sega mentale più malefica. Per smettere di farsi le seghe mentali occorre rivolgere la propria attenzione a ciò che si sta facendo, a ciò che ci succede, al mondo che si ha intorno.”

Amo i libri che inducono a riflessioni, che accendono la luce su determinati processi psicologici e mentali, che mi portano ad avere una nuova visione delle cose, cambiando angolo d’osservazione e “Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita”, Ponte alle Grazie edizioni è uno di questi. L’ho trovato davvero interessante, ben scritto, con argomentazioni che mi hanno portato a riflettere.

Perché, sì, lo ammetto: sono una logorroica a cui piace farsi un sacco di seghe mentali!

Però fino ad oggi non me ne ero resa conto. Ho sempre pensato, infatti, che fossi portata a ragionare e valutare tutti gli aspetti, i pro e i contro, di ogni azione, gesto, situazione e, dunque, pensavo fosse un bene che la mia mente funzionasse così. E invece l’autore di questo volume mi ha dimostrato che sbaglio e che anche io mi posso annoverare fra le tante persone che si fanno le seghe mentali…

Definizione di “sega mentale” secondo il volume: la sega mentale è un pensiero che non porta da nessuna parte. Che diventa ricorrente e che induce ad altri pensieri, nuove seghe mentali, che non portano a niente. A furia di pensare a qualcosa che non porta a niente (non si trasforma né in azione, né nasce un problema reale e quindi non può essere affrontato e risolto) ci facciamo del male e iniziamo a sentirsi minacciati e in pericolo. Così il nostro stress peggiora. Capite bene che tutto questo non porta a niente?

Ecco in sintesi quando asserito dall’autore, e come dargli torto?

La soluzione: “La presenza mentale nella realtà è il segreto per godersi la vita.”

Giacobbe ha uno stile vivace e ironico che rende leggera la lettura di concetti filosofici e psicologici anche complessi. Diciamo che il volume si legge con un sorriso, tuttavia, scoprire di far parte della categoria dei nevrotici non è stato piacevole, per la mia autostima 😀

Lo perdono però, perché grazie alla lettura di questa sua opera, sono riuscita a fare luce su questo processo e migliorare il mio approccio con la vita.

– Eehhhhh! – direte voi – Possibile che un libricino possa avere tutto questo potere?

– Sì – vi rispondo io. Leggetelo, poi mi direte.

Unico appunto: Giacobbe è spiritoso, molto, forse addirittura troppo in certi momenti: le sue continue note al testo hanno distolto parecchie volte la mia attenzione, strappandomi sì un sorriso, ma deconcentrandomi sulla lettura. Però ciò non inficia la qualità dell’opera che, ribadisco, suggerisco a tutti di leggere!

Loriana Lucciarini