[Letti per Voi] | Sguardi e anime a nudo: «La stanza n. 5» di Stefania Bergo

Buon lunedì pomeriggio, carissimi! 😀 Primo lunedì di settembre, ormai credo che abbiate tutti ripreso le vostre abituali attività.

Per stemperare la cosa vi propongo una nuova recensione di una storia che offre spunti di riflessione importanti sul delicato tema dell’interruzione volontaria di gravidanza.

Liliana, Chiara, Miriana, Daniela, Valeria ed Eva sono donne in cui rispecchiarsi, che sapranno coinvolgervi ed emozionarvi. Sto parlando di «La stanza n. 5» il nuovo romanzo di Stefania Bergo, pubblicato con Gli Scrittori della porta accanto.


  • Titolo: «La stanza n. 5»
  • Autore: Stefania Bergo
  • Editore: Gli Scrittori della porta accanto
  • Anno:  2018
  • Pagine: 68 pp.
  • Formato: ebook
  • Prezzo: 0,99 euro
  • Link per l’acquisto
Un racconto nato a maggio 2018, in occasione dei 40 anni dall’entrata in vigore della Legge 194. Sei donne si ritrovano a raccontare la loro storia in una stanza d’ospedale in attesa dell’intervento programmato per la mattina seguente. Si tratta di Liliana e della giovane figlia Chiara, di Miriana, futuro amministratore delegato di una multinazionale, Daniela, architetto e madre di quattro figli, Valeria, editor in una casa editrice, ed Eva. Cinque di loro sono in lista per un aborto. Ma condividere le loro storie l’una con l’altra crea un cerchio di confronto ed empatia in grado anche di mettere in discussione la loro scelta. Forse.
Un racconto volutamente incompiuto perché al lettore è lasciato il libero arbitrio di scegliere l’epilogo, dopo aver conosciuto ognuna delle protagoniste. Un esperimento letterario, ciò che conta è provare a mettersi nelle scarpe degli altri, con empatia, e stringere un cerchio di comprensione, non un cappio di condanna.
I capitoli finali inviati all’autrice saranno inseriti nella seconda edizione prevista per maggio del 2019 secondo le modalità indicate sul sito http://www.gliscrittoridellaportaaccanto.com.

La mia recensione

Questo testo si legge in poco tempo eppure è un testo impegnativo, che affronta un tema serio e complesso e lo fa con attenzione, senza scivolare in stereotipi o calcare troppo la mano su sentimentalismi che risulterebberio artificiosi.

Stefania Bergo, ha una penna delicata e sensibile e ha trattato questo argomento in punta di penna, dando realismo e tridimensionalità ai suoi personaggi. E, soprattutto, li ha resi veri.

«La stanza n. 5» è un caleidoscopio di anime tutte al femminile dove l’Autrice ha tratteggiato ottimamente il bagaglio di vita di ogni singola protagonista; i pensieri, i retroscena, le angosce, le scelte.

Un romanzo bello, intenso, senza sbavature.

Dicevo, questo testo si legge in poco tempo perché la narrazione ci cala immediatamente nella vita di queste donne, ce le fa amare, ci stimola alla compartecipazione generando empatia.

Il letimotiv è imparare e capire l’altro facendo una parte di percorso con lui prima di giudicarlo. Ma non è solo immedesimazione però. Il mettersi nei panni dell’altro o, come scrive l’Autrice, stare nelle sue scarpe, significa affiancare l’altro nel cammino, dimorare nella sua anima per sentirlo in profondità. Atto, questo, necessario altrimenti non si riesce a vivere fino in fondo la portata emotiva di una scelta del genere; scelta che si porta dietro un vissuto di sofferenza e un carico di angoscia, specie se è un’interruzione volontaria di gravidanza, che ti cambia per sempre l’esistenza. Tale scelta si rivela mai facile e mai compiuta con leggerezza, neanche nei casi in cui parrebbe il contrario.

Mettersi nei panni di chi la scelta la compie…

Non è facile e, soprattutto in una società sempre più portata all’egocentrismo, risulta quasi impossibile. Eppure durante la lettura ciò avviene, ci si cala nel vissuto di queste cinque donne è risulta impossibile non sentirsi coinvolte emotivamente nel loro dramma personale.

Il finale è aperto: saranno i lettori a suggerire la scelta compiuta da ognuna. Tra un anno esatto uscirà la versione integrata del volume, che si concluderà in base agli epiloghi che l’Autrice riceverà.

Vi consiglio di leggerlo senza pregiudizi o remore perché altrimenti farete fatica, una fatica solo vostra però: perché, pur se le vostre resistenze saranno forti e radicate, dopo che vi sarete calati nei panni delle protagoniste i pregiudizi comunque cadranno e le remore svaniranno, quando vi emozionerete camminando in punta di piedi (così come l’Autrice è andata in punta di penna) nell’anima di ognuna di loro. Infine, scoprirete di provare un profondo rispetto per le motivazioni di ognuna e scoprirete che vi sarà impossibile giudicare, o farlo con nettezza e pressappochismo.

Un libro empatico, dal grande potere, capace di indurvi emozioni e riflessioni profonde su un tema che merita di non essere trattato con superficialità.

Faccio I miei complimenti all’autrice per il lavoro non facile, eseguito con maestria narrativa.

«La stanza n. 5» è per me un romanzo consigliatissimo!

Loriana Lucciarini

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[letti per voi] – IL SOGNO DELL’ISOLA di Tamara Marcelli | La lenta marea delle onde di un’anima inquieta

Buongiorno! 😀

Oggi vi parlo di un libro che merita, profondo, introspettivo, capace di scavare e – a volte fare male – ma dotato di luce e poesia: da leggere!

Sto parlando de: IL SOGNO DELL’ISOLA di Tamara Marcelli

Tara ha una personalità complessa e sfaccettata, che si ritrae e si espande, proprio come il moto ondoso del mare. Profonda, come gli abissi. Mutevole, come il mare in tempesta. In questo romanzo introspettivo scopriamo la sua vita, il passato, i pensieri, le tante forme che il suo animo prende e che si lascia scoprire, a poco a poco.

La Tara fragile, che annaspa nelle relazioni con gli altri.

La Tara debole, che si rifugia nel rifiuto al cibo.

La Tara affannata, che si perde nei suoi amati libri.

La Tara creativa, che recita a teatro, interpretando mille maschere e che balla, al ritmo dell’amata musica.

Tara e i suoi icuccioli, Tommy e Leo. Tara e la felicità delle piccole cose, del suo mondo fatto di spazi speciali. Tara e la determinazione, i successi professionali, il bisogno di stare sola, la necessità di gettarsi in abbraccio. Complessa Tara, piena di contraddizioni. Fragile, con l’anima di carta velina eppure forte, lo sguardo di tigre, il cuore di leonessa.

E poi… Tara e Lawrence. L’amore. Loro sono una coppia destinata a stare insieme, legata da  un amore straordinario e unico. Lawrence è un uomo che ha il dono di saper amare davvero, anche nei silenzi, con gli sguardi che arrivano dentro e accarezzano e la profonda complicità. Lui ama Tara, con tutte le sue fragilità e la supporta nella scelta di ricerca di maternità, una maternità che però non arriva, nonostante il forte desiderio. 

Una mancanza che diventa un vuoto doloroso e crudele. Un vuoto che si espande ma che non porta alla rinuncia. L’agognato desiderio pertanto diventa un percorso fatto di sofferenza, sogni, incubi, paura, speranza.

In un finale che spiazza eppure pieno di poesia, salutiamo questa donna forte, con l’anima di carta velina e lo scintillio negli occhi dei felini, certi di portarla assieme a noi con affetto. Perché Tara non va via, rimane.

Complimenti all’autrice, Tamara Marcelli, che con abilità e capacità ha saputo tessere una storia che scende sì negli abissi, ma rimane  piena di colore, luce, emozione, poesia.

Loriana Lucciarini


TITOLO: IL SOGNO DELL’ISOLA

AUTRICE: TAMARA MARCELLI

EDITORE: Amazon

COSTO: 1.67 €

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[letti per voi] – DIARIO PER MIO FIGLIO, di Silvestra Sobrera | Delicato, emozionante e profondo: una lettura da non perdere

*[recensione di Loriana Lucciarini]

 

Quando un sogno  lo si vuole realizzare davvero bisogna essere pronti a lottare.

Può un diario, quindi di per sé già intimistico, affrontare il delicato argomento della fecondazione assistita, in modo leggero e – a tratti – spiritoso e ironico?

Sì. Può.

Silvestra Sobrera, autrice attenta e sensibile, ci riesce in pieno, utilizzando una narrazione ben dosata per delineaare gli aspetti psicologici e motivazionali, senza perdere ritmo e tensione emotiva.

Ne esce fuori un libro colorato, luminoso, pieno di sorrisi e di grinta, di determinazione e affetto, di rinunce e sconfitte, di amore, tanto amore.

Interessante, emozionante, da leggere.

 


Volere. Oltre ogni ragionevole conferma.

È ciò che fa la nostra protagonista, donna forte e combattiva, che abbatte i muri delle proprie paure per aggirare ostacoli. Così i mostri  più reconditi, sconfitti uno a uno dalla determinazione, diventano luce e forze per battaglie future.

Un passo dopo l’altro – la storia si srotola tra le pagine del diario, che mette a nudo la sua anima, con ironia e un sorriso non scontati – si arriva ad afferrarlo finalmente questo sogno, che ha il calore di un piccolo battito, il profumo di pelle bambina, il dolce volto di suo figlio.

Il coraggio ha bisogno di nutrirsi di amore e sorrisi… ❤

Un libro consigliatissimo, da leggere per emozionarsi, riflettere.

Loriana Lucciarini


Eleonora e Riccardo desiderano un figlio. La strada per diventare genitori sarà però tutta in salita, costellata di visite mediche, di lotte contro i pregiudizi, di sconfitte. Diario per mio figlio è la storia vera di una donna che si è battuta contro i propri limiti e contro chi le ha dato dell’egoista durante la sua ricerca della maternità. È anche un punto di partenza per porsi domande importanti: una coppia può esistere senza un figlio? Quando arriva il momento di fermarsi con i tentativi? Non ci sono risposte certe e valide per tutte. L’importante è scegliere la propria strada e portarla avanti con forza e serenità.

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[letti per voi] – MADRI A RENDERE di Beatrice Tauro | Storie di donne, maternità, vita e famiglia a tutto tondo

*[recensione di Loriana Lucciarini]

 

Storia di donne, di sogni e ambizioni, desideri, coraggio e forza.

 

La vita “abbaia e morde” canta De Gregori.

Mai ciò è stato più vero per le protagoniste di questa storia che incontriamo giovani studentesse, piene di energia e sogni, pronte a partire alla conquista del mondo – un mondo che sembra pronto, da mordere, tutto da vivere, da afferrare forte – per poi ritrovarle dieci lunghi anni dopo, per volere di una di loro, ognuna con un presente diverso e un passato che le ha cambiate, uno sguardo verso il futuro ormai disincantato. Eppure, pur se faticheranno a ritrovarsi e ritrovare quella complicità che si è sgretolata per colpa di un’amicizia tradita, le emozioni che albergano nelle loro anime riusciranno a ricreare quella sintonia lontana, per sincronizzarsi con lo stesso ritmo, con lo stesso battito.

 

Una storia che affronta il delicato tema della maternità voluta, cercata, capitata, negata, surrogata, di come una donna pensa di voler percorrere strade alternative per giungere alla conquista di un sogno.


Università, studi, progetti, carriera, giovinezza…

Quel periodo speciale dove tutto è possibile e si è ancora nella terra delle possibilità.

Per Anna, Cecilia, Francesca ed Elena, il mondo è il luogo dove apriranno le ali e forti dei loro sogni, trasformeranno l’oggi in futuro radioso che le vedrà protagoniste.

Dieci anni dopo, una telefonata e un invito farà in modo di farle reincontrare.

Quattro donne diverse, cresciute, cambiate. Senza più ali. Con qualche certezza in meno e qualche segno in più, un sacchetto di illusioni bruciate e per qualcuna di loro, profonda sofferenza.

Cosa le lega ancora insieme? Niente, forse solo i ricordi. Basteranno per farle ritrovare?

E, soprattutto, basteranno questi a permetterle di illustrare e, magari, far accettare il progetto che ha in serbo il futuro per il loro? Riusciranno a ritrovarsi insieme dopo 10 anni per arrivare a chiudere il cerchio su un nuovo progetto di famiglia?

Beatrice Tauro crea un mosaico sfaccettato di donne, approfondendo la storia di ognuna di loro nel caleidoscopio di pensieri.

La narrazione in III persona è l’escamotage che l’Autrice adotta per poter approfondire ogni personaggio e consentire al lettore di far propri i pensieri delle protagoniste.

Consigliato!

Loriana Lucciarini


Anna, Cecilia, Francesca ed Elena. Quattro amiche ai tempi dell’università che si sono perse di vista e che si ritrovano dopo oltre dieci anni di lontananza per trascorrere insieme un fine settimana all’insegna dei ricordi, dei rimpianti e dei rancori. Nel corso del fine settimana che le vede di nuovo tutte insieme, le quattro donne si raccontano, confrontando i reciproci vissuti, la diversa quotidianità che le contraddistingue. In un crescendo di condivisione che supera l’iniziale diffidenza, le quattro donne si renderanno protagoniste di scelte di vita davvero rivoluzionarie per le loro esistenze, su un percorso trasgressivo e profondamente umanitario insieme, lanciando una sfida a viso aperto alle convenzioni e agli stereotipi della società tradizionale, valorizzando un concetto di famiglia che può assumere anche delle accezioni insolite e talvolta bizzarre.

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