[ospiti] – Le mille anime di Emma Fenu: farsi strumento di narrazione per raccontare i mille volti dell’universo donna | intervista all’Autrice di «Vite di Madri, storie di ordinaria anormalità»

Buon pomeriggio carissim* followers e benvenut* a questo appuntamento con la scrittrice e esperta della storia delle donne Emma Fenu, che ringrazio per essere qui.

Vi parlo un po’ di lei: ho conosciuto Emma attraverso il gruppo facebook di Cultura al Femminile e poi anche nell’associazione di cui anche lei fa parte, la Ewwa.

Le nostre strade si sono incrociate più volte sullo stesso sentiero, fin quando non ci siamo accorte l’una dell’altra. Ci siamo trovate e  oggi siamo qui, io e Emma, a presentarvi il suo volume «Vite di Madri, storie di ordinaria anormalità».


«Vite di madri» un volume che è uno scrigno di vite, di storie, di emozioni… qui la recensione su Scintille d’Anima, eccone alcuni stralci:

Un caleidoscopio di vite e di emozioni, ricucite con la forza della vita.

Vite di madri, storie di ordinarie anormalità di Emma Fenu è un volume di storie di donne, tessute come una coperta pachwork, dalle dita attente e delicate di Emma Fenu.

Tanti tasselli di stoffa, tutti diversi, cuciti e tenuti assieme dal filo sottile dell’animo e dell’amore. Tessuti lacerati da graffi e dolori, ricomposti e aggiustati per affrontare a fatica una vita tentando di afferrarne stralci di serenità e di luce.

Storie diverse, accomunate dall’universo narrante: quello femminile. Quello dell’essere donna e diventare madre.

La maternità è infatti l’elemento focale dei racconti nella dicotomia essere madre/essere figlia e della maternità voluta/la maternità negata.

(…) E ci ritroviamo in questo puzzle variegato e sofferente di esistenze graffiate, silenziose, che trovano per la prima volta voce e lacrime tra la narrazione di queste pagine, come un momento di espiazione di un dolore non voluto, non cercato, ma subìto e percorso fino in fondo al buio. Ma ritroviamo anche la luce, raggiunta a costo di enorme fatica, che tutte queste donne hanno conquistato e il cui l’unico elemento è l’Amore. L’amore che avvolge, che riscatta, che completa, che dona nuova dignità a queste esistenze spezzate e ricomposte.

Ho trovato Vite di madri ben scritto, con sensibilità e coraggio: l’Autrice procede in punta di piedi ma con parole di fuoco che restano incise nell’anima.

[tratto da Scintille d’Anima – recensione a cura di L. Lucciarini]


Ma chi è l’autrice di «Vite di Madri»?

In questo evento del Salotto letterario ve la farò conoscere e sono certa che vi affascinerà! 🙂

Ve la presento subito: Emma Fenu, è nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero e ora vive, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente. Ogni cinque anni, per esigenze lavorative, cambia nazione o continente. Laureata in Lettere e Filosofia, ha, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti. Scrive per lavoro e per passione. Si occupa da anni di Storia delle Donne, di Letteratura e di Iconografia di genere; recensisce libri e intervista scrittori per vari siti web; ha fondato e presiede un sito, “Cultura al femminile”, con rispettivo gruppo facebook, “Letteratura al Femminile”; tiene corsi di scrittura creativa e insegna lingua Italiana agli stranieri. Ha partecipato a varie antologie a tematica femminile, sia come giurata che come concorrente, e organizza eventi e incontri culturali sulle donne e contro la violenza di genere in tutta Italia. Ha pubblicato un saggio “Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena”; un romanzo – inchiesta, “Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità”; una silloge di poesie e racconti, con testo a fronte in catalano, “Sangue e Miele”; una fiaba i pregiudizi sessisti, “Il segreto delle principesse”; una saga familiare al femminile, “Le dee del miele”.

Ma Emma non è solo questo, è molto di più… Una personalità multisfaccettata, dalle mille anime, un caleidoscopio che riflette l’intero universo femminile…

Così la descrive Serena Mandrici all’interno del volume:

«Emma, Emma, fiocchi, merletti e confetti rosa; rose secche e fiori di campagna, ancora profumati; una finestra sul mondo, ma con le tendine e i nastri per chiuderle. Non so come faccia a sognare sempre, nonostante tutto. Emma per me è un mistero, nasconde così tante cose dietro la corazza e l’armatura da pulzella francese… C’è qualcosa in lei di segreto, come una tazzina da tea, di fine porcellana, che è stata portata da luoghi lontani, che ha attraversato i mari e i paesi, conoscendo cicatrici ed etnie. È una tazzina preziosa e fragile, che cura con amore la propria teiera stanca e dispensa una calda bevanda a tutte le persone che incontra… ma chissà quante riescono davvero ad assaporare l’aroma di quanto bevono, chissà quante scoprono i mondi segreti di cui si nutre lei. Ma non deluderla, non prenderla in giro. Emma c’è o non c’è, non ha vie di mezzo. Puoi scoprire un pezzo del suo mondo, se ti impegni: lo trovi nascosto sotto al fiocco in testa. Un mondo di parole, di frasi, di collegamenti, di cultura, di curiosità. Un pozzo in cui perderti.»

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Oggi Emma è qui con noi e le farò una breve intervista. Siamo pronte? Siiiiii, eccoci quiiiiii

🙂

  • Loriana Lucciarini (Scintille d’Anima) – Una descrizione intensa, vera, che ho scelto proprio per presentarti qui oggi, Emma, perché credo faccia emergere la tua vera essenza, da subito. Lo pensi anche tu? E cosa puoi dirci di te, oltre quanto detto finora? Chi altro sei?
  • Emma Fenu – Sono una Donna. Sono un’Alice che ogni giorno si scopre diversa; sono, parafrasando Gianni Rodari, io più un minuto. Sempre me, ma un po’ più evoluta, cresciuta, “vissuta”.
  • Loriana Lucciarini (Scintille d’Anima) – Un’attenta e articolata recensione di Ilaria Biondi su “Cultura al Femminile”, definisce «Vite di Madri» come un’opera che ha: «La lingua corposa, feconda di profumi e depositaria di voci arcane, avvampa il lettore, conducendolo in una danza di suoni e immagini che trascende il crinale del tempo. Una scrittura densa di rimandi e richiami interni. Di parallelismi e metafore. Di simboli, che rinviano per buona misura alla fecondità, nucleo denso del romanzo, e alla numerologia. Una partitura che si regge sul ritorno anaforico di parole dal forte potere evocativo, legate ai campi semantici del numinoso, del mistero e della maternità. Senza dimenticare il sapiente gioco degli ossimori, che innervano nella struttura formale le ineliminabili dicotomie della vita, nel suo essere al contempo buio e luce.» Emma, immagino che il lavoro sia stato complesso e articolato. Come hai strutturato la narrazione? Hai operato delle scelte a valle o è stato necessario un work in progress, rispetto alle vicende di cui ti hanno fatto custode?
  • Emma Fenu – “Vite di Madri” è nato nel progetto embrionale come una testimonianza autobiografica sull’endometriosi, ma è stato da subito un figlio ribelle ed è divenuto “altro”. Ho lanciato un appello su un forum di donne e ho ricevuto 152 storie vere, crude, bellissime. Ho notato che l’infertilità è spesso legata ad una relazione difficile o traumatica con la madre o addirittura esito di nodi irrisolti delle nostre ave, in tempi che precedono la nostra nascita. Ho letto saggi che supportano scientificamente tale ipotesi, ma io ho voluto occuparmi del piano emozionale e narrativo, elaborando 13 storie dal respiro corale, in cui, al di là della vicenda raccontata, tutte possono, in qualche modo, rispecchiarsi.
  • Loriana Lucciarini (Scintille d’Anima) – Miti e Simboli sono elementi che ricorrono sempre nella tua narrazione letteraria e la caratterizzano fortemente. Intanto voglio sapere da te quanto le tue origini, tu che vieni da una terra d’antichi miti e riti, hanno formato questa tua visione?
  • Emma Fenu – Io sono stata cresciuta con fiabe, simboli, nenie sussurrate e parole taciute. La Sardegna è una terra misteriosa, dove vivi e morti percorrono insieme strade di pietra che portano al mito. Oggi la cultura ancestrale è meno sentita, ma l’eco risuona ancora, nel vento, per chi porge l’orecchio.
  • Loriana Lucciarini (Scintille d’Anima) – Dicevamo, sei molto attenta alla simbologia mistica e ai segni mitologici. Tutta la tua narrazione ne è impastata. Infatti, ci hai tenuto a precisare nella prefazione che le storie all’inizio dovevano essere 12 per un motivo ma che poi il progetto è cambiato. Ti chiedo: perché l’utilizzo della simbologia è per te così importate? Cosa vuoi comunicare e cos’è intervenuto a modificare in corso d’opera il tuo lavoro?
  • Emma Fenu – Vivo nella simbolologia, sia per una naturale predisposizione a cercare un significato nascosto nelle pieghe delle storie e della Storia, sia per la mia formazione: dopo la laurea in Lettere e Filosofia, ho, infatti, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti, vertente sull’iconografia delle figure femminili fra Medioevo e Rinascimento. Eva e Maria Maddalena sono stati i miei primi amori. Tale approccio all’arte figurativa lo ho applicato anche alla letteratura, mettendo in atto, spontaneamente, una “caccia” al simbolo. Del resto tale parola, etimologicamente, indica un oggetto diviso fra due persone che, nel momento della riunione, avrebbe indicato la passata relazione avvenuta: un libro non è forse un modo per comunicare e riconoscersi parte di una stessa storia universale? Nella seconda versione, riveduta e ampliata, di “Vite di Madri” le storie non sono più 12 ma 13, entrambi numeri con un valore simbolico molto intenso. L’ultima storia è arrivata per posta, scritta a mano, 13 giorni prima della stampa del manoscritto.
  • Loriana Lucciarini (Scintille d’Anima) – Tu narri di Donne: donne mistiche, donne Dee, donne Fenici, donne Streghe, donne Spezzate, donne come Potenza universale di fuoco sacro, Sacerdotesse mistiche, Madri-Figlie e Madri-universo, soprattutto. Approfondiamo questi aspetti. Tu, scrivi: «In verità, siamo Madri, tutte. Madri di idee, di progetti, di sogni. Seni turgidi di Dee che accolgono amiche, sorelle, mariti, amanti. Madri delle nostre madri e perfino di noi stesse. Capaci di far germogliare speranza e abortire fantasie, di creare dal nulla e di nutrire di noi: totalmente imperfette e, per questo, così seducenti e difficili da decifrare.» Puoi aggiungere qualcosa?
  • Emma Fenu – Siamo tutte madri, ventri accoglienti di idee, e siamo tutte infertili e sterili quando la voce ci viene negata e il silenzio imbavaglia la nostra creatività. Tutte figlie di Eva, tutte eredi di colei che morse la mela per desiderio di conoscenza.
  • Loriana Lucciarini (Scintille d’Anima) – Veniamo ai contenuti del volume. Storie di donne. Di maternità. Di legami di sangue e di anima. Storie dure, di buio, di luce, di sofferenza, di rinascita. Storie nate da interviste. Nella prefazione scrivi: «Non si tratta di semplici boccate d’ossigeno, che rigenerano corpo e spirito dopo aver percorso, canticchiando, un sentiero di montagna. Sono, piuttosto, convulse fami d’aria, come quelle che seguono all’imposizione di una mano vigorosa, premuta su una bocca alla quale viene negato un urlo. Tuttavia, al termine della lettura, lo spasmo dei polmoni si attenua, per scandire, con respiri regolari, il tempo che segue alla conclusione della narrazione. Ogni storia è intensa, a tratti cruda e crudele, ma contempla una resurrezione catartica, una volta spostata la pietra che chiudeva il sepolcro del silenzio. (…) Ho rielaborato l’intero materiale ricevuto creando nuove osmosi, pur lasciando che ciascuna riga comprendesse tutto e che io vi fossi, in qualche modo, sempre inclusa. Sono io, dunque, il caleidoscopio che ora vi porge petali di immagini, lo specchio di Alice tramite cui il mondo si traveste per scoprirsi. Tale scelta narrativa è stata subito adottata, di comune accordo, in primis per tutelare l’anonimato delle donne che si sono con me confidate, senza remore; in secondo luogo per creare una dimensione “corale” grazie alla quale, in ogni lettera digitata, una forza collettiva fosse convogliata nella mia mente e nelle mie dita.» La stesura delle testimonianze quindi immagino sia stato un lavoro difficile e complesso, che ha necessitato di ascolto, elaborazione, sensibilità narrativa e empatia per la Emma, donna e la Emma Fenu, autrice. Quanto di entrambe c’è nel volume come l’atto di genesi per «Vite di madri»?
  • Emma Fenu – Ci sono entrambe, una inizia dove l’altra finisce, in un cerchio lunare. Non coincidono sempre, ma a volte si fondono e si confondono.
  • Loriana Lucciarini (Scintille d’Anima) – Nelle interviste è stata determinante la capacità di ascolto ma anche il talento di tessere insieme storie diverse e diventare strumento di narrazione per le vite altrui. Capacità che devono essere naturali, o ce le hai o non riesci a gestire il carico emotivo di quelle esistenze. Serena Mandrici ti descrive così, come una persona «…in grado di vedere oltre il blu del mare, che cerca la sirena ancorata nei fondali, quella con lo scrigno e i segreti, e che ha la chiave e la voglia di scendere, ma non la cerca per avere il tesoro, la cerca per trovare, in ogni pietra preziosa, la storia che la conserva così lucente. Non so come possa essere sempre dentro le storie ma allo stesso tempo al di sopra delle stesse. (…)  La sua curiosità la tiene in vita, non ho dubbi. (…) Lei parla tanto, ma non parla mai, lei ascolta e consiglia e capisce sempre, lei rispetta i tempi, i modi, la forma stessa in cui scrivi. Lei sa perché tu vai a capo senza un senso, o perché metti una virgola proprio lì dove sembra non andare, sa perché lasci gli spazi, legge, attraverso le righe, quello che vuoi dirle, ma di sé manda piccoli segnali, raramente.» Ti ci ritrovi, Emma? E poi dimmi, quanto è stato complicato farsi strumento di narrazione?
  • Emma Fenu – È stato facile, naturale, viscerale. Non ho letto le storie, le ho vissute, le ho mangiate, le ho divorate, le ho fatte pezzi di me. Scriverle è stato liberatorio, come un parto rapido, anche se non indolore, epilogo agognato di una gravidanza a rischio.
  • Loriana Lucciarini (Scintille d’Anima) – «Vite di madri» è un volume interessante anche dal punto di vista di analisi della società: come la donna si approccia al tema della maternità? Quanto gravano su di lei gli stereotipi e le aspettative culturali? La  maternità ancora oggi è vista come il fulcro, il perno in cui gira il senso identitario di una donna e che – in base agli eventi e soprattutto se non è una scelta voluta e consapevole ma più subìta – può trasformarsi in un peso da sopportare pur di non sottrarsi alle aspettative della società. Cioè, in alcuni casi, ci si piega agli stereotipi che vedono le donne-mamme felici e appagate rispetto a questo ruolo. Quasi mai la maternità viene dipinta con realismo e sempre più spesso, anche a causa dei messaggi veicolati da media e social network, le donne vivono questo aspetto con mille dubbi e insicurezze, reprimendo a volte anche la scelta di voler essere altro, pur di adeguarsi alle aspettative altrui. Non parliamo del dramma interiore che si scatena qualora, nonostante il forte desiderio, si arrivi a una  maternità mancata: essa diventa la negazione del proprio essere donna, della propria individualità, fino a svuotare di senso identitario l’esistenza. Un dramma nel dramma. E tutto ruota qui: quando non si trova lo spazio per interpretare i ruoli che la società impone e in cui li mondo vuole ridurci, si affronta una grande crisi personale.Ho trovato molto interessante il contributo della semiologa Sabina Cedri, presente in «Vite di madri», che approfondisce –  appunto  – i temi come Ruoli, Stereotipi, Individualità, Consapevolezza e Scelta personale.Com’è nata l’idea di inserire questa parte nel tuo volume? Faceva già parte del progetto iniziale o anche questa è stata un work in progress?
  • Emma Fenu – Ho molta stima di Sabina Cedri, come professionista e come donna. Quando ho concluso la stesura del libro mi è venuto spontaneo pensare ad un’appendice che spiegasse in termini semiotici e statistici, attraverso uno studio dei media, alcune fra le ragioni che stanno alla base dell’esistenza di un modello femminile stereotipato e mortificante che si rivolge in modo peculiare alle madri.
  • Loriana Lucciarini (Scintille d’Anima) – Emma, tu sei una fucina di idee e fai mille cose. Puoi parlarci dei tuoi progetti a breve e a lunga scadenza? Nei hai qualcuno legato a «Vite di Madri?»
  • Emma Fenu – In “Vite di Madri” non ho incluso la mia storia, pur essendo io presente in ogni vicenda narrata, come un caleidoscopio. Sono passati quattro anni dal giorno in cui scrissi l’incipit. Oggi sono pronta a raccontarmi in un memoir.
  • Loriana Lucciarini (Scintille d’Anima) – Progetti futuri? Vuoi parlarcene?
  • Emma Fenu – Tanti progetti, Loriana! Mi nutro e mi sazio di sogni e progetti! A breve sarà edita una mia raccolta di filastrocche per bambini, in collaborazione con due psicologhe, che, rivolgendosi ai bambini dai due ai cinque anni, narra il concepimento naturale, la fecondazione assistita, omologa e etereologa, e l’adozione. Per l’inizio dell’anno prossimo pubblicherò una revisione più fruibile ai non addetti ai lavori e con parti ampliate del mio primo saggio su Maria Maddalena… e, infine, ho appena concluso la stesura di un terzo romanzo di cui, per ora, ignoro il destino: io gli ho dato vita, ora devo lasciarlo andare per le strade del mondo.

Per concludere questo incontro, voglio leggervi uno stralcio di uno dei racconti, che per me è il più rappresentativo. L’ho scelto perché rappresenta la Donna-Fenice, la donna che è specchio anche di me. Quella che non molla, che si rialza anche se devastata, quella che trova dentro sé quella potenza vitale capace di darle nuova luce negli occhi, nonostante tutto. Rispecchia il mio modo di essere. La mia filosofia di vita. La mia profonda convinzione che noi donne siamo esseri speciali, davvero, perché racchiudiamo l’energia del mondo e che siamo capaci di creare legami e sinergie…


Lo incontrai, aveva un anno più di me e frequentava il mio stesso liceo. Questa volta la mia quête esistenziale sembrava non avermi condotta sull’orlo della morte.

Avevo trovato la luce che stavo cercando, l’altra metà della mela di platonica memoria, l’amore predestinato, la gioia e lo stupore, la spensieratezza e la sicurezza. Lui era solare, allegro, sicuro di sé, forse anche troppo, brillante, simpatico… e anche bello, con due occhi neri e profondi. Ed era, soprattutto, felice, sempre e comunque.

Conobbi anche i suoi genitori, che, allora, non chiamavo ancora per nome.

Trascorsero quattro anni.

Domenica 27 giugno trascorsi una domenica spensierata con lui, in gita sulla sua moto.

Lunedì 28 giugno non riuscimmo, purtroppo, a incontrarci.

Martedì 29 giugno. Martedì 29 giugno 1993.

Ho ancora, tatuata nelle carni della mia memoria, la curva del suo sorriso e il candore dei suoi denti, mentre si gira per salutarmi.

Lui cammina, si volta, mi guarda con quel suo sguardo complice e mi fa l’occhiolino.

Mercoledì 30 giugno.

Non ricordo con certezza l’ora del nostro appuntamento a casa mia, ma cominciava a essere tardi. Lui era estremamente puntuale.

I cellulari allora non esistevano, dovetti chiamare i suoi genitori. Rispose sua madre, simulò calma e mi rassicurò, ma, non appena agganciato, senza avvisarmi, si infilò in auto, per raggiungermi.

Io tenevo ancora la cornetta stretta nella mano, entrambe pesi senza vita, quando percepii, in lontananza, il rumore di un elicottero.

Fu allora che capii. Alla guida della mia Panda mi diressi verso casa del mio amore, non sapendo che la madre, dalla parte opposta, percorreva la medesima strada. Da quel momento le nostre vite si legarono indissolubilmente, un filo invisibile che passa da quel punto di incontro, quello della statale tra Correggio e Carpi.

Arrivai sulla strada dell’incidente e feci la fila dietro alle altre auto.

Non ricordo quanto rimasi ferma nel traffico… forse un’eternità.

Vidi anche l’elicottero, il cui ruotare delle pale in volo avevo sentito da casa mia, e scrutai il volto del pilota, seduto nei pressi, con il mento appoggiato alle mani. Riuscii a fare la deviazione, passai di fianco a un camion, vidi la moto, feci l’inversione e mi fermai vicino a un’ambulanza. Chiesi chi era rimasto ferito e, ottenuta risposta, dissi con un filo di voce, ancora aggrappandomi all’illusione che non si trattasse di lui: «Penso che sia il mio ragazzo.»

Ripresi l’auto in direzione del Pronto Soccorso, lo stesso in cui mi prestarono le cure successive all’incidente che ebbi anni prima.

Dopo pochi minuti entrarono i suoi genitori: ci abbracciammo e finalmente scesero le lacrime. Aspettammo notizie, seduti su una panca verde menta.

Infiniti Minuti. Forse dieci, forse meno.

«L’impatto è stato forte e il ragazzo non ce l’ha fatta. Purtroppo è DECEDUTO.»

Fu come un vortice, una caduta in picchiata, l’aria che manca, la testa che gira, il mondo che crolla, il petto in frantumi e un “no” urlato e reiterato che esce dalla mia bocca e da quella di sua madre.

Uno scherzo del destino, di nuovo lì, stavolta senza ferite che si possano ricucire: queste avrebbero continuato a sanguinare, per sempre. Mi avvinghiai, come una bambina abbracciata al suo oggetto transazionale, a sua madre, una donna a cui, fino a qualche ora prima, avevo dato del Lei.

Qualche giorno dopo mi recai presso un consultorio, animata dalla stupida speranza di essere incinta di lui, cosa impossibile dato che assumevo un anticoncezionale. Fu straziante replicare alla domanda dell’infermiera sul perché avessi deciso di smettere la pillola: «Il mio fidanzato è morto mercoledì.» Mi sentivo vuota, troppo vuota, avrei voluto colmare l’abisso del mio dolore con un feto da crescere nella pancia, nella memoria di lui.

Sono trascorsi molti anni, da allora.

Chi vi scrive è una donna adulta, moglie di un marito meraviglioso e mamma di due bambini desiderati con ardore, che sono l’esito, vincente, di anni di lotte contro un’infertilità definita sine causa.

Ho un naso molto asimmetrico, con un ossicino che spunta e un altro incastrato all’interno e una cicatrice, vicino a una narice, che sembra un piercing.

I miei figli hanno una terza nonna, io una seconda madre. Non ho reciso il filo che mi ha legata a quella donna nell’immane dolore e sul quale, come acrobati, abbiamo camminato, incuranti del pericolo, verso la promessa di una porzione di felicità.

[tratto da «Vite di Madri, storie di ordinarie anormalità» – storia n. 6:  l’Amore ai tempi del colera]


Bene, spero che questo incontro sia stato interessante e pieno di spunti di riflessione per voi, car* followers. Tanti gli argomenti trattati, spero abbiate apprezzato le risposte sincere della nostra ospite e la sensibilità con cui abbiamo trattato temi impegnativi e delicati.

Ringrazio Emma per essere stata con noi e vi invito a seguire le prossime iniziative del Salotto Letterario di Scintille d’Anima, che saranno organizzate in futuro. Un abbraccio grande a tutt* e a presto! ❤ 🙂

Loriana Lucciarini

[ospiti] – Laura Rocca e i suoi romanzi

event Laura RoccaBuongiorno a tutti car* followers! 😀

In questo periodo latito molto ma oggi ho il piacere di avere qui Laura Rocca, ospite nel Salotto Letterario di Scintille d’Anima.

Per l’occasione ho arieggiato la stanza e tolto un po’ di polvere, ordinato virtual-dolcetti e ottime rinfrescanti bevande. 😀

Ho aperto anche l’evento ufficiale su facebook, così da dar modo a tutti di seguire la nostra bella chiacchierata.

Quindi prendete posto e mettetevi comodi, a breve si va a iniziare!

composit Salotto virtual dolcettibevande

* Chi è Laura Rocca? *

FOTOE’ una giovane autrice dotata di talento e fantasia. I suoi romanzi spaziano dal romance storico al fantasy. Scopriremo tante cose sulla sua produzione letteraria e sulla sua personale visione della scrittura e dell’editoria, grazie all’intervista che le ho fatto qualche giorno fa e che oggi vi propongo in lettura.

Intanto saluto Laura che è qui con noi oggi, invitandola ad accomodarsi anche lei nel divanetto del posto d’onore di questo Salotto.

* I romanzi di Laura Rocca *

 

13384656_10209335546730682_1852737772_nLady Jessica Bark

Lady Jessica Bark,  figlia del Conte di Kerrik, dopo tre anni vissuti in un esclusivo collegio per prepararsi al suo debutto in società, apprende da una lettera della madre che arriverà alla sua prima stagione già sposata.        Il suo matrimonio è stato infatti già programmato dai suoi genitori che l’aspettano a casa per l’incontro con il suo futuro marito.        Jessica, dalle idee decise e poco incline alla sottomissione, accetta apparentemente di buon grado questa imposizione poiché convinta di andare incontro all’affascinante Visconte di Campbell, Michael, figlio del Conte di Campbell, loro vicino e fratello maggiore della sua migliore amica.        Non può neanche immaginare quali peripezie abbia già dovuto attraversare il giovane Visconte di Campbell dalla sua ultima visita avvenuta a Natale e quanto sia nebuloso il futuro che lei pensa di vedere con nitida chiarezza. [LINK ALL’ACQUISTO]


13396682_10209335539850510_551285616_oLe Cronistorie degli elementi – Vol. 1

Celine, diciottenne timida e schiva, dopo la morte dei genitori adottivi accetta l’ospitalità del suo migliore amico Matteo e diventa la sua ragazza, ma il destino ha in serbo altro per lei…
Nonostante il carattere mite si sente sempre rifiutata e il suo malessere raggiunge l’apice a causa di un ingiusto licenziamento. La rabbia scatenata dall’ennesimo sopruso risveglia in lei strane sensazioni: per sfuggire alla confusione cittadina si rifugia nella sua vecchia casa e lì la tristezza l’assale. Il meraviglioso giardino dei suoi ricordi è ormai arido. Piangendo poggia la mano sulla terra spoglia causando qualcosa di inimmaginabile: un’energia sconosciuta fuoriesce dal suo corpo e tutto riprende vita lasciandola incredula e spaventata. In poche ore la sua esistenza sarà stravolta e il suo cammino s’incrocerà con quello di Aidan, colui che la introdurrà nel mondo dei Custodi degli Elementi.
Molte domande esigeranno risposte, tante saranno le prove da affrontare poiché la strada da percorrere è lunga e tortuosa. Che cosa sceglierà di fare? Accetterà un destino imposto o sceglierà l’amore? Prediligerà se stessa o si sacrificherà per il bene di tutti?
Un romanzo che è soprattutto un viaggio all’insegna della crescita individuale: da Venezia alle Highlands Scozzesi, Celine attraverserà un universo non percepibile dai comuni mortali e dovrà imparare a contare solo sulle proprie forze mettendosi in gioco totalmente.
“Il mondo che non vedi” ha aperto le sue porte e nulla potrà più essere come prima. [LINK PER L’ACQUISTO]
Sito: http://www.laurarocca.it/
Booktrailer: https://www.youtube.com/watch?v=uCks-w9ooh8


13434016_10209335536450425_705892164_nAidan (spin-off) Le Cronistorie degli Elementi

Il fuoco è il mio elemento, la rabbia verso i miei nemici quello che mi spinge ad andare avanti, il coraggio ciò che fa di me uno dei guerrieri più forti tra i custodi degli elementi.
Non ho paura del dolore, ne ho già conosciuto troppo; non temo la morte, è già venuta a farmi visita molti anni fa e non mi ha avuto per un soffio; il mio cuore è di ghiaccio e nulla lo ha mai scalfito.
Poi è arrivata lei.
Ho percepito emozioni che non conoscevo, provato sentimenti di cui non sapevo l’esistenza; sono cambiato. Allora mi è stato portato via tutto. Di nuovo.
Come potrò vivere per sempre sapendo che non sarò mai degno dell’unica persona che abbia mai amato?  [LINK PER L’ACQUISTO]

Sito Autrice: http://www.laurarocca.it/


13414532_10209335488889236_1449258410_nIN USCITA A LUGLIO 2016
Il Regno dell’Aria ~ Le Cronistorie degli Elementi Vol. 2

Celine è convinta di essere una ragazza insignificante e invisibile, ma il destino ha in serbo altri piani per lei: non solo scopre un mondo di cui non conosceva l’esistenza, ma ne è persino a capo. Purtroppo questo dono inaspettato le preclude l’amore dell’unico ragazzo che le abbia mai fatto battere il cuore in diciotto anni. La profezia, infatti, lega il suo destino a quello dell’altro Prescelto, e il suo amato Aidan è irremovibile: non infrangerà le loro leggi perché non vuole esporla ad alcun pericolo.
Celine non può crogiolarsi nel dolore, non ha più tempo. I nemici stanno colpendo duramente i Quattro Regni, Fàs ha deciso di attaccare e il popolo si sente talmente abbandonato da aver perso ogni speranza. Le protezioni attorno al Regno dell’Aria stanno cedendo e, mentre il male si avvicina, Celine deve ritrovare la Lama d’Aria, dispersa da quasi vent’anni. La sopravvivenza del Regno dipende dalla riuscita della sua missione. L’unica possibilità di salvezza è nelle sue mani.
Alla scoperta di un mondo nuovo, immerso tra i ghiacci della Finlandia, Celine si appresta a sciogliere le fila di un antico mistero. [IL VOLUME E’ DI PROSSIMA USCITA, PER MAGGIORI INFORMAZIONI CLICCA QUI]


img3Vi ricordo che alle ore 14.00 e fino alle ore 15.00 di oggi Laura Rocca sarà con noi per rispondere a tutte le vostre curiosità e domande.

Quindi apro questo nuovo appuntamento del Salotto Letterario e dando a tutti il mio personale benvenuto vado apro le danze! 😀

Pronti? Si parte!

Loriana

cop intervista

Loriana – Ciao Laura, benvenuta. Iniziamo con le domande… Da quanto tempo questa passione è diventata un aspetto principale della tua vita?

Laura Rocca – Scrivere è da sempre uno degli aspetti più importanti della mia vita, ma l’avventura con la pubblicazione vera e propria è iniziata tre anni fa quando ho deciso di far conoscere al pubblico la mia saga fantasy. E’ quindi nato tutto il percorso di stesura delle trame di tutti i libri, cura dei personaggi ecc. ecc.


Loriana – Lettura e scrittura sono intimamente collegate, secondo te?

Laura Rocca – Certo, penso siano inscindibili, più si legge e più si scrive meglio. E’ come formarsi.


Loriana – Che genere preferisci come lettrice?

Laura Rocca – Fantasy in tutte le sue sfumature, thriller (quelli tosti e pesanti), romanzo rosa storico.


Loriana – Che genere scrivi, come autrice?

Laura Rocca – Fantasy e romanzo rosa storico.


Loriana – Parlaci della tua produzione letteraria, approfondendo la descrizione delle tue opere…

Laura Rocca – Le Cronistorie degli Elementi è la mia saga fantasy. Ho da sempre una vera e propria passione per la filosofia degli Elementi e ho deciso di unirla al fantasy.

Mi sono approcciata alla filosofia giapponese, qui gli Elementi sono cinque:

terra, che rappresenta le cose solide

acqua, che rappresenta le cose liquide

fuoco, che rappresenta le cose distrutte

aria, che rappresenta le cose mobili

vuoto, che rappresenta le cose che non sono nella vita quotidiana, io l’ho fatto diventare “le cose che non dovrebbero essere” ed è il mio cattivo.

All’inizio della storia facciamo la conoscenza di Celine, una semplice ragazza, che arriva fino a diciotto anni prima di rendersi conto di questo mondo e dei poteri che possiede.

Il primo libro della saga “Il mondo che non vedi” è uscito a luglio 2015 e ancora oggi è tra i primi 20 fantasy young adult di Amazon Kindle. Non mi sarei mai aspettata tanto, soprattutto perché ho fatto tutto da sola, anche l’editing pre-pubblicazione era stato curato soltanto da me.

Questo libro, oltre a essere un fantasy, è anche una storia di crescita, riscoperta di sé stessi, amore, uguaglianza e amicizia.

“Aidan” è uno spin-off e approfondisce il protagonista maschile della saga, è un libro che vuol far risaltare le emozioni di questo personaggio sempre così chiuso e restio a dimostrare ciò che prova.

“Il Regno dell’Aria”, il secondo volume della saga, uscirà a luglio 2016.

La saga sarà in tutto composta da sei volumi, quindi ne mancano ancora quattro all’appello, più eventuali spin-off che potrei decidere di fare.

“Lady Jessica Bark”  è un romanzo rosa storico, ambientato in epoca vittoriana, che ho pubblicato a puntate sul mio blog, Racconti dal passato, dopodiché l’ho anche pubblicato su wattpad. Adesso, visto l’apprezzamento del pubblico, ho pensato di editarlo e aggiungerci alcune scene che andrebbero maggiormente curate. Credo che quando avrò tempo diverrà un vero e proprio e-book


Loriana – Come si genera il tuo processo creativo?

Laura Rocca – Fantasticando. Io inizio a pensare alle peripezie dei miei personaggi fantasticando sulle scene e su cosa potrebbe accadergli, sulle loro emozioni, proprio come se fossero le mie fantasie, quasi vivendo un film nella mia testa.


Loriana – Come nasce una storia? In che modo viene caratterizzata? E come questa diventa un lavoro organico? In che modo lavori per costruire il tuo mondo di carta?

Laura Rocca – Le storie prendono vita in me da sole, sono una persona con una spiccata fantasia e molto poco con “i piedi per terra”, quindi per me fantasticare è più naturale che respirare, io non mi annoio nemmeno da sola in attesa dal dottore, o leggo o mi perdo nel mio mondo immaginario. Per costruire il mondo delle Cronistorie degli Elementi c’è voluto davvero tanto lavoro, sono partita dalla storia, ho riassunto tutta la saga, poi ho fatto i riassunti dei singoli libri, (6 in tutto),  dopo ho dato nome, aspetto, e carattere ben delineato a tutti i personaggi, poi ho caratterizzato i luoghi, inventato usanze e riti. Solo dopo tutto questo ho iniziato a stendere i capitoli del primo libro in maniera definitiva. Se si vuole scrivere una saga di sei libri tutto deve collimare come un puzzle perfetto, non possono esserci discrepanze nella storia né buchi nella trama.


Loriana – Cosa ti spinge e voler mettere sulla carta i mondi creati dalla tua fantasia?

Laura Rocca – Poter viaggiare con la mente è uno dei più grandi doni concessi all’essere umano, io voglio solo aiutare la gente a farlo.


Loriana – Definisciti come persona con 3 aggettivi…

Laura Rocca Sognatrice, Romantica, Testarda


Loriana – Definisciti come scrittrice con 3 aggettivi…

Laura Rocca – Fantasiosa, Meticolosa, Instancabile


Loriana – Usa i 3 aggettivi che i tuoi lettori hanno usato per definirti come autrice…

Laura Rocca – Non mi sento di citare gli aggettivi come: Bravissima ecc, preferisco citare, se possibile, una frase molto comune e diffusa tra tutti i miei lettori: “L’autrice sa trasmettere emozioni direttamente per immagini, sembra di vederlo il libro, non solo di leggerlo”.


Loriana – Definisci cosa è per te scrivere con tre aggettivi…

Laura Rocca – Stupendo, Celestiale, Fantastico


Loriana – Hai mai collaborato con altre autrici o autori? Ritieni che la sinergia creativa tra autori sia più un irraggiungibile mito o, invece, una realtà?

Laura Rocca – Mai fatto. Scrivere è per me una cosa intima, so che sembra assurdo che io dica questo, pensando che poi il libro lo leggeranno (si spera) molte persone.

Non ce la farei mai a scrivere un libro insieme a una persona che non mi conosce profondamente. Deve prima esserci una profonda amicizia, poi potrei anche farlo e ne sarei pure felice.


Loriana – Hai mai fatto concorsi o contest letterari? Se sì, quali. Se no, perché?

Laura Rocca –  No. La maggior parte hanno regole assurde. Spesso appare scritto che il testo inviato, anche se non vince, potrebbe poi essere da loro usato per altre cose e in altri ambiti. Non ci penso proprio a mandare il mio libro per un concorso che poi, probabilmente, è pure truccato (tanto si sa come vanno le cose in Italia), rischiando che poi, magari, ne usino qualche spezzone come vogliono loro.


Loriana – Parlaci della tua scelta del self publishing…

Laura Rocca – Quando ho deciso di pubblicare il mio libro ho provato a mandare il testo a diverse case editrici cui ero interessata, passati i sei mesi canonici ho preso in mano le cose e pubblicato. Volevo che il mio libro fosse letto da altre persone, pensavo che i miei personaggi meritassero di essere conosciuti da qualcun altro oltre me, non m’interessava “avere un nome” sulla copertina, m’importava solo di far leggere la mia storia.


Loriana – Come vedi il panorama editoriale italiano, allo stato attuale: possibilità, opportunità, errori, problemi?

Laura Rocca

Trovo molto brutto che le CE considerino di fare contratti solo ai self che stanno nella top 100 generale Kindle, dovrebbero guardare tutte le sottocategorie e tenere d’occhio i libri a seconda del genere, se no, guardando solo la top 100  generale, il mercato sarà poi saturo solo di romanzi rosa/erotici. Non che io abbia nulla contro questo tipo di libri, ognuno è libero di leggere e scrivere ciò che vuole, dico solo che trovo poco saggio saturare completamente il mercato editoriale dello stesso genere.

Il fantasy italiano, ad esempio, a parte Licia Troisi non esiste. Prendo come riferimento lei perché è la sola che ha un grande editore, con il quale ha tra l’altro esordito, e che è letta anche fuori dall’Italia.

Per quanto mi riguarda, tra la scelta di un editore piccolo e il self, preferisco il self. Posso fare cosa voglio, scrivere cosa voglio, decidere io la copertina, il trailer, ma soprattutto il prezzo.

Tanti e-book di piccole CE, magari da 60/100 pagine, costano 4.90 €, con il risultato che non li compra nessuno. La CE ovviamente deve sopravvivere, ma a rimetterci è l’autore che poi si ritrova con pochissime vendite. Sì sa come ragiona il pubblico, un conto è un e-book da 5€ Mondadori e un conto un e-book da 5€ editore pincopallo, equivale praticamente a un self agli occhi del pubblico. Non dico che sia giusto, ma è così che funziona il pensiero comune.


Loriana – Per uno scrittore emergente riuscire ad arrivare a un pubblico più vasto è un problema ricorrente. Tanti autori hanno utilizzato varie strategie di marketing per estendere la propria popolarità. Tu, come self che punta esclusivamente sulle sue forze, per la tua esperienza quali consigli ti senti di dare a chi tenta questa strada? Cose che funzionano? Consigli di errori da evitare?

Laura Rocca Consiglio di contattare con educazione e umiltà i blogger che scrivono di libri, CHIEDERE loro se sono interessate/i a leggere l’opera, MAI mandare senza chiedere.

Domandare se è possibile che il libro sia presentato nelle uscite del mese (se il blog lo fa).

Mandare nel dettaglio una mail con: Trama, prezzo, nr pagine, booktrailer, genere.

Soprattutto informarsi prima su chi sono le persone che si contattano. Ricordatevi che si tratta di persone con una passione: leggere, non di servi al vostro servizio.

Quindi leggete i loro blog, guardate che generi piacciono loro e che tipo di approccio preferiscono, spesso ci sono proprio delle pagine dedicate agli autori self dove i blogger spiegano come desiderano essere contattati.

Una volta fatto questo, se il/la blogger accetta di leggere il vostro libro…. FATELA/O RESPIRARE.

Non mandate una mail ogni 2 giorni per sapere se lo ha letto, non ossessionate le persone, non rendetevi insopportabili.

Cose da non fare: spammare il proprio libro di continuo, la gente finisce per non potervi più vedere, andare a spammare sulle pagine di blogger, o ancora peggio altri autori, senza nemmeno chiedere il permesso. Pretendere che il/la blogger compri il vostro libro. Si manda una copia gratuita e poi si ringrazia SEMPRE.

Non siate esosi con il prezzo, rivedetevi un attimo: non siete nessuno e nessuno vi conosce.

Date al lettore la possibilità e il desiderio di conoscervi.

Il mio primo libro è composto di 652 pagine ed è in vendita a 0.99 cents. Molti dicono che è svenduto ed è una cifra troppo bassa, ma ho preferito fare così e avere tanti lettori che volessero conoscermi che metterlo 5€ e rischiare che non lo comprasse nessuno, oltre a dare l’impressione che fossi anche un po’ montata. Non si dovrebbe partire mai con l’idea: “Vendo il libro su Amazon per  guadagnarci sopra” o ancor peggio: “Scrivo un libro per fare due soldi”.

Non si scrive per il guadagno, si scrive per amore.


😀

Beh, ringrazio Laura per essersi sottoposta, con l’adeguata pazienza, a questo lungo interrogatorio! 😛

Spero di aver stimolato la vostra curiosità e vi invito a postare qui sotto le vostre domande. Laura resterà on line dalle 14.00 alle 15.00 per rispondere ai lettori.

Partecipate numerosi, non siate timidi! 😀

→ LA CHAT E’ APERTA: POSTATE QUI SOTTO I VOSTRI COMMENTI CON IL TASTO “LASCIA UN COMMENTO” –